sabato 18 giugno 2016

BIOFOTONI : la medicina del futuro sarà la medicina della luce


Dalla luce dipende la salute e l’equilibrio di corpo, emozioni, mente e coscienza. In essa è contenuto un codice fondamentale per la nostra sopravvivenza e l’evoluzione del singolo e dell’intera specie.
Il biofisico tedesco Fritz Albert Popp ha dimostrato che le nostre cellule emanano luce sotto forma di biofotoni e che questa luce contiene un’informazione che interagisce con le reazioni enzimatiche che permettono la vita. Secondo i suoi studi, le cellule di un organismo comunicano tra di loro e con le cellule degli altri organismi attraverso la luce. In pratica, prima ancora di dialogare utilizzando le parole, le emozioni, l’empatia e la chimica degli ormoni, ognuno di noi lo fa attraverso la luce che emana e l’informazione che contiene.
La luce è collegata alla nostra forza vitale
Esistono molti studi straordinariamente interessanti collegati alla luce che emaniamo. Tra i tanti quello del biologo Protti che ha svolto delle originali ricerche sulla relazione tra luce biofotonica, tessuti cancerogeni e sangue. Le sue ricerche sembrano rivelare che esiste una stretta relazione tra vitalità e luminosità della persona (l’emissione di biofotoni): più luce emaniamo e più è intensa la nostra forza vitale, oltre che il nostro potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose). Tra gli esperimenti più rilevanti c’è quello effettuato in presenza di leucemie, dove è stato verificato che in presenza di queste patologie il sangue ha emissioni bassissime di biofotoni. La nostra salute è strettamente connessa con la luce che emaniamo e con la capacità che abbiamo di rigenerarla o di regolare la sua brillanza. Oggi i biofotoni sono oggetto di moltissime ricerche in tutto il mondo e negli Stati Uniti è stato dimostrato che le zone cutanee corrispondenti ai punti di agopuntura emettono più biofotoni del resto della cute. Mi piace pensare che l’anatomia energetica del futuro sarà basata sulla luce biofotonica cellulare.

sabato 23 gennaio 2016

LE ABITUDINI CREANO CIRCUITI NEURONALI

I segni di un'abitudine comportamentale sono ben evidenti in specifici circuiti del cervello che mostrano un'attivazione stabile e duratura. 
Lo ha scoperto una ricerca su topi, che ha mostrato quanto sia difficile farla finita con un'abitudine anche a livello cerebrale.


http://www.lescienze.it/news/2016/01/22/news/abitudini_circuiti_cerebrali-2938624/

giovedì 22 ottobre 2015

Lo stress provoca mutazioni genetiche trasmissibili alla prole

I topi maschi che hanno vissuto una situazione stressante producono spermatozoi con un'espressione alterata dei micro RNA, piccole molecole che regolano l'attività dell'RNA messaggero: come conseguenza, la prole concepita con quegli spermatozoi mostra una risposta alle situazioni di stress più intensa del normale. Il risultato dimostra ancora una volta la trasmissione di meccanismi di regolazione genica da una generazione all'altra
continua...
http://www.lescienze.it/news/2015/10/20/news/mirna_trasmissione_prole_stress_paterno-2810965/

sabato 22 novembre 2014