venerdì 27 settembre 2019

Invecchiamento della popolazione e Servizio Sanitario Nazionale

Nel Servizio Sanitario Nazionale italiano operano 1.000 strutture che forniscono assistenza ospedaliera, 8.867 per l’assistenza specialistica ambulatoriale, 7.372 per l’assistenza territoriale residenziale, 3.086 per l’assistenza territoriale semi-residenziale, 5.586 per l’altra assistenza territoriale e 1.122 per l’assistenza riabilitativa (quelle a cui fa riferimento l’art. 26 della Legge 833/78).
Le strutture che erogano assistenza ospedaliera e quelle che forniscono altra assistenza territoriale sono in maggioranza pubbliche (rispettivamente, 51,8% e 87,0%). 
Sono invece in maggioranza private accreditate le strutture eroganti assistenza territoriale residenziale (82,3%) e semi-residenziale (68,6%) e le strutture che forniscono assistenza riabilitativa (77,9%).

Strutture della rete di offerta, il trend è la diminuzione del pubblico ed un aumento proporzionale del privato soprattutto per l’assistenza territoriale residenziale: 

- 3,6% per il pubblico, +2,9% per il privato accreditato.

così anche per l'assistenza territoriale semi-residenziale erogatori privati accreditati, si registra un incremento del 2,5%.
Anche nell’ambito dell’assistenza riabilitativa ex art.26 L. 833/78 si osserva un incremento delle strutture private accreditate +1,8%

Assistenza distrettuale

In media, a livello nazionale ogni medico di base ha un carico potenziale di 1.211 adulti residenti. A livello regionale esistono notevoli differenziazioni:
Sono stati rilevati in Italia 3.063 punti di guardia medica; con 11.688 medici titolari ovvero 19 medici ogni 100.000 abitanti. A livello territoriale si registra una realtà notevolmente diversificata sia per quanto riguarda la densità dei punti di guardia medica sia per quanto concerne il numero dei medici titolari per ogni 100.000 abitanti.
Sono state prescritte 578.843.225 ricette con un importo di circa 9 miliardi di euro, con un costo medio per ricetta di 15,42 euro.  variabile all’interno del territorio nazionale, minimo in Toscana (12,73 euro) ;massimo (20,13 euro) in Lombardia.
Nel corso del 2017 sono stati assistiti al proprio domicilio 1.014.626 pazienti; di questi, l’83,7% è rappresentato da assisti di età maggiore o uguale a 65 anni e l’8,8% è rappresentato da pazienti terminali.

Consultabile nella versione integrale:
Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazioanale- Anno 3017

venerdì 20 settembre 2019

Rapporto Mondiale Alzheimer 2019

Secondo le previsioni, il numero delle persone con demenza è destinato a più che triplicare rispetto ai 50 milioni attuali, raggiungendo 152 milioni nel 2050. 
Sul fronte economico, il costo annuo della demenza supera attualmente i mille miliardi di dollari, cifra destinata a raddoppiare entro il 2030. 
La demenza, poi, è la quinta principale causa di morte a livello globale (dato del 2016, mentre nel 2000 era la quattordicesima). 
In Italia la stima attuale delle persone con demenza è di 1.241.000.

continua ...
 https://www.lescienze.it/news/2019/09/20/news/alzheimer_giornata_mondiale_federazione_rapporto_2019-4550602/?fbclid=IwAR0JwqQ-pFAHMIiAK242JG_2ruTS-D9haoDrrtHkmVCe83tKpbHia4F4zGk&refresh_ce

sabato 18 agosto 2018

La prevenzione inizia a tavola

La prevenzione inizia dall'alimentazione, 
Già Ippocrate affermava: - Fai che il cibo sia la tua medicina"
"Nel 2013, la comunità Europea ha incaricato l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di redigere le raccomandazioni per la prevenzione dei tumori per la popolazione europea. La IARC ha convocato una serie di gruppi di esperti (cui ha partecipato anche il Dottor Franco Berrino) sui vari argomenti. Questi esperti hanno redatto il Codice Europeo Contro il Cancro (ECAC), pubblicato il 14 ottobre 2014. Che ha ripreso sostanzialmente, sul tema alimentazione, le raccomandazioni del WCRF.
Oltre a suggerire di basare alimentazione prevalentemente su un cibo di provenienza vegetale, tali raccomandazioni ci suggeriscono di limitare l’uso delle carni rosse ed evitare quello delle carni conservate, di limitare i cibi ad alta densità calorica (ricchi di zuccheri e grassi), oltre ai cibi ricchi di sale, ed evitare le bevande zuccherate.
Tra i vantaggi della cucina mediterranea, vediamo la possibilità di ridurre l’infiammazione e il rischio di ipertensione, proteggere dall’insulino resistenza e dall’obesità, prevenire la stitichezza. E tanti altri.
L’idea è quella di tornare ad un cibo semplice e vero, con ingredienti sani e non sottoposti a trattamenti industriali (Fonte:http://www.cucina-macro-mediterranea.it/)

giovedì 10 agosto 2017

domenica 7 maggio 2017

La fisica della Vita

Concordanza di fase, domini di coerenza...cerchiamo di spiegare perché noi che siamo formati molecolarmente al 90% di acqua non siamo una pozzanghera

lunedì 24 ottobre 2016

Quando il cervello prende delle brutte pieghe

Quando diciamo che dobbiamo essere noi per primi ad operare quei cambiamenti positivi ed evolutivi che vorremmo si realizzassero nel mondo, non intendiamo solo un'enunciazione etica, intendiamo che come dimostra questa ricerca appena pubblicata che il cervello più si abitua a comportamenti disonesti più è portato a ripeterli.

È possibile che il cervello si adatti a comportamenti via via più scorretti? Secondo una ricerca effettuata al Dipartimento di psicologia sperimentale dello University College of London (UCL) e ora pubblicata su Nature Neuroscience, le persone che agiscono in maniera disonesta una volta potrebbero più facilmente prendere decisioni disoneste in futuro, a causa di un meccanismo cerebrale che riduce nel tempo la sensazione di comportarsi ingiustamente.

La capacità delle regioni del cervello di diminuire progressivamente la propria attività in risposta a una situazione che si ripete nel tempo è un processo noto come adattamento e può verificarsi in presenza sia di stimoli di natura sensoriale (come un odore o un suono) sia di stimoli che richiedono un'elaborazione cognitiva più complessa (come quelli che generano un'emozione). 
Per esempio, è grazie all'adattamento sensoriale se quando ci troviamo in una stanza dove c’è cattivo odore, dopo un po’ smettiamo di percepirlo.

Continua...http://www.lescienze.it/news/2016/10/24/news/disonesta_adattamento_cervello_amigdala-3283556/

sabato 18 giugno 2016

BIOFOTONI : la medicina del futuro sarà la medicina della luce


Dalla luce dipende la salute e l’equilibrio di corpo, emozioni, mente e coscienza. In essa è contenuto un codice fondamentale per la nostra sopravvivenza e l’evoluzione del singolo e dell’intera specie.
Il biofisico tedesco Fritz Albert Popp ha dimostrato che le nostre cellule emanano luce sotto forma di biofotoni e che questa luce contiene un’informazione che interagisce con le reazioni enzimatiche che permettono la vita. Secondo i suoi studi, le cellule di un organismo comunicano tra di loro e con le cellule degli altri organismi attraverso la luce. In pratica, prima ancora di dialogare utilizzando le parole, le emozioni, l’empatia e la chimica degli ormoni, ognuno di noi lo fa attraverso la luce che emana e l’informazione che contiene.
La luce è collegata alla nostra forza vitale
Esistono molti studi straordinariamente interessanti collegati alla luce che emaniamo. Tra i tanti quello del biologo Protti che ha svolto delle originali ricerche sulla relazione tra luce biofotonica, tessuti cancerogeni e sangue. Le sue ricerche sembrano rivelare che esiste una stretta relazione tra vitalità e luminosità della persona (l’emissione di biofotoni): più luce emaniamo e più è intensa la nostra forza vitale, oltre che il nostro potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose). Tra gli esperimenti più rilevanti c’è quello effettuato in presenza di leucemie, dove è stato verificato che in presenza di queste patologie il sangue ha emissioni bassissime di biofotoni. La nostra salute è strettamente connessa con la luce che emaniamo e con la capacità che abbiamo di rigenerarla o di regolare la sua brillanza. Oggi i biofotoni sono oggetto di moltissime ricerche in tutto il mondo e negli Stati Uniti è stato dimostrato che le zone cutanee corrispondenti ai punti di agopuntura emettono più biofotoni del resto della cute. Mi piace pensare che l’anatomia energetica del futuro sarà basata sulla luce biofotonica cellulare.

sabato 23 gennaio 2016

LE ABITUDINI CREANO CIRCUITI NEURONALI

I segni di un'abitudine comportamentale sono ben evidenti in specifici circuiti del cervello che mostrano un'attivazione stabile e duratura. 
Lo ha scoperto una ricerca su topi, che ha mostrato quanto sia difficile farla finita con un'abitudine anche a livello cerebrale.


http://www.lescienze.it/news/2016/01/22/news/abitudini_circuiti_cerebrali-2938624/