domenica 30 dicembre 2007

venerdì 28 dicembre 2007

IL SUONO DELLA VITA

Brano tratto dal film MUSIKANTEN di F. Battiato


e il 18 dicembre 2007 viene data ufficialmente la notizia scientifica della prima registrazione del SUONO del DNA

http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=1.0.1683534554

giovedì 27 dicembre 2007

NATALE... INGANNO GLOBALE

Chi celebriamo il 25 dicembre?
Natale rito sincretico tra paganesimo e cristianesimo.
NATALE... INGANNO GLOBALE

martedì 25 dicembre 2007

Propagazione dell'informazione

di: Oscar Bettelli

Definire cosa sia l'informazione pura è estremamente difficoltoso.

In particolare siamo talmente abituati a dare un significato all'informazione che spesso dimentichiamo che è la nostra mente ad attribuire un significato ai messaggi che riceviamo continuamente.
Dal punto di vista di una particella materiale le cose stanno molto diversamente.
Comunque possiamo tentare di definire l'informazione come una correlazione fra due stati materialmente possibili.
ùIn particolare se disponiamo di due rappresentazioni collegate tramite un canale di trasmissione possiamo definire l'informazione come una correlazione fra elementi nelle rispettive rappresentazioni.
Questa definizione funziona molto bene quando cerchiamo di capire cosa succede quando due persone si scambiano informazione.
Nella meccanica quantistica la funzione d'onda contiene la correlazione fra le possibili misurazioni fisiche.
Gli stati possibili descritti dalla funzione d'onda sono quindi in relazione reciproca in maniera istantanea anche se non siamo in presenza di alcun segnale scambiato.
Possiamo quindi ipotizzare che l'informazione, intesa come correlazione tra stati, possa essere trasmessa senza scambio di messaggi specifici, in particolare senza l'utilizzo di energia. Nell'esperimento EPR due particelle correlate si influenzano reciprocamente. L'esperimento EPR è un fenomeno non razionalizzabile caratteristico delle dinamiche della meccanica quantistica, per cui azioni tra luoghi distanti - che normalmente avvengono in tempi e spazi diversi - avvengono invece nello stesso tempo e conspazialmente.

Questo fenomeno è presentato dai quanti, da protoni o altre particelle, da elettroni, da interi atomi, da parti di molecole aventi due possibili stati morfologici (ad esempio, le proteine neuroniche "tubulina alfa" e "tubulina beta", che differiscono solo per l'orientamento spaziale di parte della molecola), i quali talvolta vengono emessi e/o si presentano in modo correlato ("entangled"). Il modo correlato consiste in uno "stato di sovrapposizione" che attribuisce contemporaneamente, ai vari enti sopraelencati, proprietà normalmente antagoniste, quali ad es. velocità in due o più diverse direzioni, spin (rotazione) destrorsa e sinistrorsa, orientamenti spaziali in direzioni diverse, proprietà corpuscolari spazialmente definite che si trasformano in onde di materia stazionarie e fluttuanti con continuità (elettroni nelle proprie orbite atomiche o nei circuiti superconduttori).

Ciò fu intuito (e rifiutato) dai fisici Einstein, Podolsky, Rosen (le esperienze compiute, che indicavano questo comportamento furono da allora dette "EPR", dalle iniziali dei loro cognomi). Al contrario, Niels Bohr affermò: "...anche se due fotoni (correlati) si trovassero su due diverse galassie, continuerebbero a rimanere pur sempre un unico ente, e l'azione compiuta su uno di essi avrebbe effetti istantanei anche sull'altro...". La disputa terminò nel 1982, con gli esperimenti di Alain Aspect che dimostrarono inconfutabilmente la giustezza delle suelencate proprietà della meccanica quantistica.

Le equazioni della meccanica quantistica descrivono dunque una correlazione istantanea tra le particelle, questa correlazione contiene informazione. Una particella conosce lo stato dell'altra istantaneamente. Questa interazione reciproca viola il principio di località come è stato più volte osservato.In particolare le particelle non sono separabili nonostante la distanza che le separa, continuano a comportarsi in maniera olistica, come un tutto unico, e sono descritte dalla meccanica quantistica in maniera unitaria.

Sembrerebbe quindi che l'informazione debba propagarsi a velocità infinita senza utilizzo di energia. L'informazione contenuta nella funzione d'onda rappresenta la probabilità che si verifichi una determinata misurazione e questa informazione è perfettamente comprensibile all'intelletto umano, in particolare ci consente di prevedere (statisticamente) quali saranno le nostre misurazioni.

Ma questa informazione potrebbe anche essere una componente reale caratterizzante gli stati fisici, in particolare potrebbe essere una proprietà dotata di senso per la natura. Così come il campo gravitazionale trasporta l'informazione che da origine all'attrazione tra corpi materiali, la correlazione contenuta nella funzione d'onda descritta matematicamente determina il comportamento delle particelle elementari.

sabato 15 dicembre 2007

Pensiero creativo

di: Paolo Manzelli
University of Florence
La struttura del cervello è suddivisa in due sezioni “Destra e Sinistra”, che sono particolarmente differenziate negli Emisferi Cerebrali Superiori.
Tale suddivisione rispecchia il fatto che anche il nostro corpo e ha una articolazione binaria, abbiamo infatti due occhi due orecchie due buchi del naso una lingua che differenzia il dolce dal salato … due mani due gambe e cosi via dicendo.
Ciò suggerisce che le funzionalità del cervello, come espressione di una attività pensante, sia anch'essa duplice, e ciò vuol dire che possiamo significare ciò che osserviamo mediante due modalità complementari: l'una logico- razionale (cioè: sequenziale, analitica; deduttiva) ed l'altra intuitiva-olistica (cioè: sintetica, globalizzante, induttiva) le quali corrispondono fondamentalmente alle funzionalità differenziate dei due emisferi cerebrali. Certamente e importante capire come queste due modalità di pensare possano essere correttamente coordinate per acquisire differenti livelli e stili di pensiero, senza generare contraddizioni che interiormente conducono a pericolose scissioni della presa di coscienza nella costruzione di una propria personalità creativa. Dagli studi di RMF (Risonanza Magnetica Funzionale) si interpreta la differente funzionalità dei due emisferi cerebrali come duplice capacità di mettere in correlazione la “Memoria a Lungo Termine” (MLT) con i processi di “Memorizzazione a Breve Termine” (MBL) da cui consegue la maggiore o minore capacita e rapidità di azione/reazione del pensiero. Il pensiero è infatti determinato dal flusso di attività mnestiche che utilizzano differenti schemi di relazioni tra MLT e MBT,i quali si vanno ad interporre il vecchio ed il nuovo flusso di informazione circolante tra il mondo esterno e la nostra abilita cerebrale fisiologica d interpretazione e significazione della informazione complessiva.
Emisfero sinistro: modalità logico formali per semplificare la complessità dell'informazione. La funzionalità logico-razionale dell'emisfero Emisfero Sinistro si sviluppa attivando la capacita associativa della Area di Wernike che tende a facilitare una integrazione con la MLT. L'operazione logico significativa si basa sostanzialmente sulla combinazione di quattro operatori logico-formali che corrispondono nel linguaggio parlato a: che servono per analizzare e combinare in termini di unità più semplici la dinamica complessa del flusso della informazione.
Il “SI” fa procedere il flusso del pensiero e la “E”, permette di connettere una sezione o immagine acquisita con una successiva, mentre il “NO” interrompe il flusso del pensiero e lo devia verso una alternativa selezionata da “O”.
Nella logica matematica tali operazioni vengono ulteriormente semplificate nelle quattro operazioni fondamentali Addizione, Sottrazione, Moltiplicazione e Divisione.
Questa Modalità del Pensiero Logico attribuibile alla predominanza delle attività dell'Emisfero Sinistro del Cervello, indirizza l'attenzione ed in confronto attuabile in termini di riconoscimento e di identità, con la passata esperienza acquisita della MLT.
Certamente il pensiero logico mediante i suoi operatori analitici, ha la capacità di scoprire il miglior modo di combinare sezioni del flusso di informazione separandolo selezionandolo e combinandone le sezioni prescelte ed infine generandone una estensione capace di determinare un pronostico sul da farsi; in questo modo diviene possibile risolvere i problemi complessi mediante una elaborazione significativa del flusso di informazione (PROBLEM-SOLVING).
Certamente tale metodologia contiene il rischio di consolidare le proprie modalità di pensiero attivando sistematicamente le aree cerebrali che permettono di combinare nel miglior modo il risultato di una riflessione logica; ma di fatto ciò non permette il cervello nella sua interezza funzionale consente di riorganizzare intuitivamente l'informazione complessiva mediante percorsi paralleli più propri delle modalità di pensiero dell'Emisfero Destro.
Il “SE” rappresenta una modalità di perpetua saggezza che corrisponde a un atteggiamento di “Dubbio” tendente a favorire l'intuito ed anche la fantasia, cioè’ le attività cerebrali che indubbiamente divengono necessarie proprio per la valutazione complessiva degli schemi logici applicati troppo rigidamente, i quali tendono ad impedire la capacita di delineare nuove significazioni sulla base di rinnovate aspettative, non facilmente prevedibili mediante la ripetitiva applicazione delle sequenze combinatorie degli operatori logico formali.
Emisfero Destro e “Pensiero Laterale” per modificare gli schemi logico-interpretativi.
La natura del pensiero e anticipativa e quindi guarda verso il futuro e per ciò utilizza la ricostruzione esperienze del passato. Comprendiamo infatti come non sia possibile direzionare il flusso di pensiero nella direzione giusta osservando con sempre maggior attenzione logico-analitica nella direzione sbagliata. Da ciò consegue che l'utilizzazione del “SE” agisce come il pollice tra le dita di una mano che essendo capace di sovrapporsi alle altre dita permette di renderci coscienti dei limiti del pensiero logico-formale e quindi facilita la capacita di sviluppare le attività parallele del “PENSIERO LATERALE” (“Lateral Thinking”), che sono più proprie delle modalità di significazione complementare attuate dall'Emisfero Destro del cervello al fine di EVITARE GLI ERRORI ancor PRIMA di RISOLVERLI (PROBLEM-SAVING).
Il medico psicologo, Edward De Bono identifica quattro fattori importanti che suggeriscono una atteggiamento volto a utilizzare in modo sinergico e complementare il pensiero laterale :
1) al fine di riconoscere e modificare i criteri e le idee dominanti, 2) le quali polarizzano la percezione di un problema, 3) ed impediscono di cercare modalità differenti di guardare le cose, 4) e quindi di flessibilizzare il controllo rigido del pensiero logico-lineare per incoraggiare lo sviluppo della creatività.

Cervello e Multi-tasking


di: Paolo Manzelli/
University of Florence

Al giorno d'oggi con l'accrescersi della società della informazione il cervello si abitua a svolgere più compiti simultaneamente (multitasking work) senza provocare interferenze. Come il nel computer si ha la possibilità di aprire varie finestre ed elaborare in parallelo le informazioni anche il nostro cervello e capace di elaborare più compiti contemporaneamente. La formazione cerebrale diviene in tal modo più flessibile e capace di suddividere l'attenzione in molteplici attività di elaborazione delle memorie e breve termine.
L'utilizzare le molteplici capacità di integrazione cerebrale dell'informazione, come si fa con lo “zapping in TV”, va però a discapito della concentrazione attenzionale e percettiva.
Pertanto, come si può osservare dagli studi di Risonanza Magnetica Funzionale del Cervello ( RMf-Brain -Imagin), l'elaborazione parallela dell'informazione va ad attivare ben poco le zone centrali del cervello responsabili del confronto con i processi mnemonici a lungo termine (Talamo ed Ipotalamo). Pertanto il passaggio da una formazione di tipo logico-seriale, ad una più propria dell'e.learning mediata dalla utilizzazione del computer, comporta una maggior capacità di elaborazione immediata e flessibile delle informazione, ma sostanzialmente deprime i processi di formazione delle memoria a lungo termine.

In conclusione l'abitudine a saltare da un processo di integrazione cerebrale della informazione ad un altro con una elevata frequenza, certamente cambia la forma di intelligenza poiché cambiano le modalità di articolare il pensiero, aumentando contemporaneamente lo stress e diminuendo il controllo della percezione cosciente, determinato in precedenza dal confronto costante con ma memoria a lungo termine. Infine e stato notato che i modelli modulari e flessibili della attenzione sono più appropriati al cervello femminile che è mediamente più capace di passare da un compito all'altro favorendo lo sviluppo delle proprie capacità intuitive.

La forza creatrice del pensiero

di: Donata Allegri

Rainer Goebel, neuroscenziato all'Università di Maastricht in Olanda, ha creato un videogioco nel quale i protagonisti sono mossi dalle onde cerebrali dei giocatori, con la forza del pensiero è stato possibile svolgere la prima partita di ping pong «cerebrale». I due avversari si confrontano concentrandosi su specifici pensieri e attraverso software sofisticati e una macchina per risonanza magnetica questi pensieri si trasformano in energia vitale per i tennisti da tavola del videogame.

Per ottenere questo risultato Goebel ha addestrato alcune persone perché imparassero a convogliare l'energia dei propri pensieri in una direzione utile. La risonanza magnetica nucleare si basa su un meccanismo di segnalazione che è tanto più intenso quanto più il flusso di sangue in una particolare regione nervosa è elevato ed è possibile avere in tempo reale l'immagine delle aree cerebrali accese.

Una volta osservato il risultato dei propri pensieri nel cervello i soggetti imparavano a cambiare la loro intensità a piacimento e questi flussi elettromagnetici venivano usati per giocare la partita.
Secondo Goebel questo tipo di gioco potrebbe rappresentare una possibilità per le persone paralizzate di riconquistare un po' di autonomia nei movimenti manovrando col pensiero oggetti e sedia a rotelle.

In futuro si potrà usare tale energia per muovere oggetti utili, oppure, tramite strumenti adatti si potranno trasformare i pensieri in parole. L'unico problema, secondo Goedel è che la risonanza è troppo ingombrante da trasportare ed in futuro bisognerebbe imparare a regolare l'intensità dei propri pensieri usando un supporto per elettroencefalogrammi.

Come la mente influenza i geni

La nuova scienza che ci restituisce i nostri poteri

Bruce Lipton ci invita a diventare consapevoli di un’enorme rivoluzione delle nostre conoscenze che produrrà presto immensi cambiamenti nel nostro modo di essere e di vivere.
Finora abbiamo creduto di essere vittime dei nostri geni: eravamo convinti che il nostro patrimonio genetico, ereditato dai nostri genitori, determinasse la nostra vita.

Lipton in maniera chiara e semplice e, al tempo stesso scientifica e autorevole, ci spiega come le scoperte scientifiche dell'ultimo secolo dimostrino che ogni singola cellula del nostro organismo ha un cervello, un'intelligenza e che questa è condizionata dall'ambiente o, più esattamente, dalla nostra percezione dell'ambiente.

Questa rivoluzione nella biologia è fondamentale per la guarigione perché ci mostra che quando cambiamo le nostre percezioni o credenze inviamo messaggi totalmente differenti alle nostre cellule. Di fatto le riprogrammiamo. Lipton con argomentazioni inoppugnabili demolisce le fondamenta teoriche della medicina ufficiale, evidenziandone gli enormi danni che produce.

Dimostra ancora una volta che l'universo non è materiale e meccanico ma è spirituale e mentale, come pure il nostro corpo, per cui la maggior parte delle malattie si possono guarire con l'intervento della mente dato che il nostro pensiero influenza i geni. Ognuno di noi ha quindi le potenzialità per creare una vita piena di salute, felicità e amore. Non più vittime ma creatori !

mercoledì 12 dicembre 2007

Come si crea il desiderio di un prodotto

Coscienza e incoscienza
di: Cinzia Ligas
Fonte: http://www.netsemiology.com/

La maggior parte della comunicazione viene realizzata da sedicenti professionisti che però, a una analisi approfondita del loro artefatto comunicativo, non sono in grado di utilizzare, in modo organico e funzionale, tutte le strategie che da decenni rimangono solo sulla carta. Pare che vi sia una sorta di incoscienza da parte dei “sacerdoti dell'immagine” (come pure da parte di quelli del testo scritto) nell'utilizzo di parole, colori, immagini e forme.

La Tv, i giornali e il Web sono zeppi di comunicazione che non comunica nulla, di colori usati a sproposito, di forme scelte a gusto del progettista, senza alcun interesse per la reazione percettiva che potranno provocare nel pubblico, di immagini con alcuna finalità se non quella di riempire spazio bianco. Peggio poi quando i suddetti sacerdoti, interrogati sulle motivazioni delle loro scelte, inventano lì per lì una serie di ragioni assurde sull'onda del celeberrimo tema “arrampichiamoci sugli specchi”, solo per salvar la faccia.

Come si può affermare che la pubblicità non funziona più come un tempo ?
Sono gli addetti ai lavori che non sanno più lavorare. Questa involuzione progressiva della capacità di produrre comunicazione efficace la si può notare già nei maggiori quotidiani nazionali.
Sino a dieci, quindici anni era impensabile che un caporedattore non “cassasse” con un segnaccio l'articolo che gli veniva sottoposto per la pubblicazione che non avesse cura per l'uso di denotazioni e connotazioni.

Usare il termine “mamma” non è lo stesso che usare “madre”. Ci sono sfumature semantiche fortissime che fanno somigliare i due termini, usando un aforisma di Mark Twain, come la luce di una candela somiglia a quella di una saetta. Il primo termine esprime tenerezza, dolcezza, intimità e fiducia ed è connotativo. Il secondo è più austero e indica semplicemente la natura del rapporto che può legare una donna a chi ella ha generato, ed è denotativo.

Oggi pare non vi sia più alcuna differenza.
Si definisce una donna che ha ucciso il proprio bambino chiamandola mamma e dopo dieci righe chiamandola madre, come se niente fosse.
Nei testi visivi si usa il rosso “perchè è più bello e fa colore” senza tenere conto della natura del messaggio che tale colore invia e se esso si “sposa” con lo scopo della nostra comunicazione.

Si usano forme acuminate in siti dedicati a bambini, forme arrotondate su spot pensati per uomini d'azione o, la maggior parte delle volte, si mette di tutto un po', senza rendersi conto del disorientamento percettivo che si provoca inconsciamente nel destinatario.

Che dire poi di immagini e oggetti ?
Spesso vengono inseriti in un contesto solo come riempitivo, senza rendersi conto che ogni oggetto, ogni immagine è un segno, che invia, volenti o nolenti, significati ben precisi... anche quello di rivelare a chi ha occhi per guardare, di non aver alcun significato e di star li solo “per bellezza”.

/ ottobre 2006

lunedì 10 dicembre 2007

Dalla Via Lattea ai Quark

Viaggio dal macrocosmo al microcosmo

Malpractice: l'8% degli anziani riceve farmaci “inappropriati”.

Anziani e farmaci

di: Johann Rossi Mason
(Con la collaborazione del prof. Giorgio Maria Bressa – psichiatra)
Gli americani con più di 65 anni hanno l'8% di possibilità di vedersi prescrivere un farmaco inappropriato quando si rivolgono ad uno specialista in chirurgia o vengono ricoverati in ospedale. Un rateo ancora troppo vicino a quello del 1995, così come rivelato da uno studio pubblicato sul British Medical Journal che sottolinea come gli anziani siamo a maggior rischio di episodi di ‘malpractice’.

“Il rischio è doppiamente elevato tra le donne e potrebbe peggiorare tra i pazienti accuditi in casa, oltre a trattarsi di un problema sottostimato – sottolinea la dottoressa Margie Ranch Goulding che si occupa di Statistica Sanitaria al National Center for Health Statistics – Il nostro studio, che ha preso in esame i dati dal 1995 al 2000 pubblicato sugli Archives of Internal Medicine (2004;164:305-12) ha mostrato che prescrizioni inappropriate hanno interessato e caratterizzato 16,7 milioni di visite mediche nel 2000 con pazienti che hanno assunto almeno UN farmaco sbagliato”.

I farmaci inappropriati si identificavano in due elenchi: il primo indicato nel 1997 da un gruppo di esperti segnalava 38 farmaci o gruppi di farmaci che normalmente dovrebbero essere evitati negli over 65. Il secondo elenco è stato siglato dagli esperti nel 2000 e comprendeva 19 farmaci o gruppi del primo elenco considerati ‘sempre da evitare’ o ‘ raramente appropriati’ nei pazienti anziani.

I tre farmaci identificati come ‘grande e persistente parte del problema’ sono l’antidolorifico ‘propossifene’, l’antidepressivo ‘amitriptilina’ e l’ ansiolitico ‘diazepam’.
In particolare l’amitriptilina è in grado di slatentizzare una certa tendenza alle aritmie e potrebbe essere responsabile di alcuni casi di morte improvvisa; nel caso del diazepam invece la molecola è in grado di deprimere i centri del respiro anche a dosi medie e quindi la sua somministrazione andrebbe valutata con grande accuratezza.

È dimostrato che le donne ricevono farmaci inappropriati in misura doppia rispetto agli uomini, probabilmente perché vengono loro prescritti più antidepressivi e ansiolitici, magari da parte dei medici di famiglia.
La Dottoressa Goulding afferma che il rischio è anche maggiore di quello evidenziato dallo studio perché questo non ha tenuto conto dei dosaggi, delle controindicazioni e delle interazioni. Inoltre i pazienti ricoverati in case di riposo sono più a rischio e più fragili degli altri.
Per quanto questo fenomeno non abbia aumentato il numero dei decessi, una prescrizione inappropriata può peggiorare i sintomi di malattie preesistenti, dare più dolore, dare maggiori interazioni tra farmaci diversi, peggiorare il funzionamento quotidiano, aumentare il numero delle visite mediche e dei ricoveri in pronto soccorso con un generale aumento dei costi sanitari.

Ricodifica dell'RNA

di: Massimo Bertolucci
Il ricercatore Robert Reenan dell'Università del Connecticut ha scoperto nuove regole dell'RNA editing, il meccanismo di ricodifica che le cellule usano per espandere il numero di proteine assemblate a partire da un singolo codice di DNA. Secondo lo studio la forma adottata da una particolare molecola di RNA determina da sola come gli enzimi modificano l'informazione all'interno delle cellule.
La ricerca potrebbe contribuire a spiegare la notevole adattabilità e l'evoluzione dei sistemi nervosi degli animali, compreso il cervello umano. Le sequenze di DNA contengono le istruzioni per la produzione delle proteine, ma non sempre vengono seguite alla lettera. A volte, la ricetta genetica viene modificata dopo che le cellule hanno trascritto il DNA in RNA. Questa fase di editing può consistere nell'aggiunta, nella cancellazione o nella modifica delle “lettere” molecolari che guidano l'assemblaggio delle proteine.

Esistono diversi tipi di editing dell'RNA. Il gruppo di Reenan ha studiato un metodo particolare chiamato ricodifica A-I, che si verifica quando un enzima riscrive chimicamente le lettere dell'RNA in punti specifici, cambiando l'adenosina (A) in inosina (I). Confrontando in oltre 30 insetti le proteine che costituiscono il principale oggetto di questo meccanismo, Reenan e colleghi ne hanno individuato alcune delle regole generali: l'RNA dei differenti insetti si ripiega in strutture caratteristiche, la cui forma determina in maniera univoca gli specifici schemi di editing delle differenti specie che erano stati osservati in precedenza.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:
http://www.uconn.edu/

Radiazioni dai pianeti extrasolari

di: Enrico Loi

I pianeti extrasolari cominciano finalmente a rivelare la propria faccia. Gli astronomi della NASA hanno annunciato di aver individuato per la prima volta la luce proveniente direttamente da due mondi alieni al di fuori del nostro sistema solare.

Negli ultimi anni gli scienziati hanno dedotto la presenza di quasi 150 pianeti extrasolari osservando gli schemi di oscillazione della luce emessa dalle stelle attorno alle quali essi orbitano. Ma questa luce fornisce informazioni soltanto sulle masse e sulle orbite dei pianeti.
Usando la luce infrarossa, invece, gli astronomi possono raccogliere dettagli su altre caratteristiche dei pianeti che ruotano molto vicino alle proprie stelle, in quanto i pianeti re-irradiano moltissimo calore. Quando questi pianeti, rispetto alla Terra, passano dietro la propria stella madre, i telescopi possono scorgere un leggero calo della luce infrarossa totale proveniente dalla stella. Il telescopio spaziale Spitzer ha ora consentito di misurare il calore proveniente direttamente da due pianeti caldi di tipo gioviano, la cui presenza era già stata dedotta in precedenza.
Due gruppi indipendenti di ricercatori hanno usato lo Spitzer a fine 2004 per osservare le due stelle, e hanno confermato che la luce infrarossa totale cala di circa lo 0,25 per cento ogni volta che i pianeti spariscono dietro la stella.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Spitzer Space Telescope

Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics

sabato 8 dicembre 2007

Cymatics, il suono nella materia

Fonte:http://www.neural.it/
a cura di :Aurelio Cianciotta
"In the beginning was the word..." e il verbo potrebbe essere un suono.
Cymatics è il nome dato agli studi sperimentali che investigano sui molteplici fenomeni legati alle onde sonore. Pioniere in questa ricerca lo svizzero Hans Jenny (1904-1972), medico e naturalista che per ben quattordici anni ha sottoposto all'azione di frequenze non udibili dalle orecchie umane ogni sorta di fluida materia (polvere, impasti e liquidi) generando in questo modo rappresentazioni fisiche delle vibrazioni che fossero direttamente percepibili.
Queste immagini cinematiche al di là del fascino indubbio e della bellezza che riescono ad emanare, trasmettono immediatamente il senso di complessità dell' universo e l'intuizione di una matrice superiore della quale siamo tutti partecipi.
Non simulazioni frattaliche in computer grafica, ma effetti fisici della potenza e della duttilità del suono sulla natura, che riescono a visualizzare l'invisibilità delle onde sonore.

mercoledì 5 dicembre 2007


Associazione Benessere Salute

PROMUOVE
SEMINARIO INTENSIVO
di
CHI LEL™ – QI GONG
condotto dal M°LUKE CHAN

MOVIMENTO PER VIVERE MEGLIO

Lo stage del M° di Chi Lel, Luke Chan

si terrà dal 16 al 18 maggio 2008

tra le colline del Lago di Garda

**per motivi organizzativi, si accettano prenotazioni entro e non oltre il 31.12.2007 con acconto a mezzo vaglia postale**



Chi Lel è una semplice pratica cinese che aiuta a riequilibrare i meridiani, creando armonia e tranquillità. Muovere il proprio corpo attraverso esercizi che ripristinano l’energia dispersa, aiuta a dormire meglio, a superare più serenamente momenti di tristezza e difficoltà, rinforza e rende più liberi e gioiosi.

Il Chi Lel ci fa compiere il passaggio dalle solitudine ad essere compagni di se stessi.

___________________

Per informazioni tel. 340 6119667 – 045 7241376

e-mail: l.benini@libero.it

martedì 4 dicembre 2007

Dalla Via Lattea ai quark

Cosmic Super Zoom

CAMBAIRE PARADIGMA:L'UNIVERSO ELEGANTE

IL MOSTRO COSTRUITO IN LABORATORIO

Gli articoli che seguono illustrano come siamo esposti a manipolazioni del comportamento, con effetti sia sulla salute individuale che sociale.
Il crescente aumento del disagio psichico e della violenza nei rapporti intrafamiliari e relazionali non sono frutto di reazioni casuali, imputabili a una propensione individuale.
CONDIZIONAMENTI CHIMICI-FISICI-COGNITIVI stanno alla base di uno stato di obnubilazione generale della coscienza di sè.
Cibo transgenetico; manipolazione dell'atmosfera; esposizione quotidiana a flussi di informazione che trasmettono modelli sociali e comportamentali devianti.
Siamo le nuove cavie?
Spetta a noi vivere come topolini bianchi o ricordarci di chi siamo e perchè siamo qui.
Se continuiamo a credere di essere venuti al mondo per un caso fortuito e che gli eventi condizionano la nostra vita, siamo nella gabbia del laboratorio.
Se crediamo che siamo qui per una missione precisa che noi stessi abbiamo scelto e delineato; se crediamo che siamo noi a determinare la nostra realtà; siamo noi i coautori e non solo gli attori di un regista di un film dal copione sconosciuto...
da topolini diventiamo esseri umani.
Una fantasia consolatoria per esorcizzare la tirannia dello status quo?
Potrebbe anche essere, ma certamente fa meno suicidi del Prozac e ci rende più liberi ed immaginifici senza l'uso di sostanze psicotrope!

Video violenti e comportamento sociale

Uno studio sui video-zombies
di: Alessio Mannucci
L'esposizione a videogiochi violenti modifica il comportamento delle persone ?
Un ricercatore dell'Università del Missouri, lo psicologo Bruce Bartholow, è convinto di aver trovato la chiave di volta per risolvere il quesito: i videogiochi violenti hanno un preciso effetto anestetizzante sulla struttura neurologica del cervello, in grado di abbassare sensibilmente la soglia di percezione dell'aggressività. In pratica, spiega Bartholow in un'intervista rilasciata al New Scientist, “le persone immerse in simulazioni particolarmente cruente non riescono a percepire la violenza reale come tale”, anzi, “essere continuamente a contatto con videogiochi di questo tipo neutralizza la normale risposta cerebrale alle esperienze violente”, continua il ricercatore. Lo studio è stato condotto su un campione rappresentativo di 39 videogiocatori “incalliti”, selezionati in base alla loro dimestichezza con i titoli più violenti del panorama video-ludico contemporaneo.
Il gruppo è stato sottoposto alla visione di immagini solitamente associate ad emozioni negative: foto di violenze e malattie, di morte e di dolore.
Bartholow ha così utilizzato un elettroencefalogramma per registrare una particolare risposta cerebrale, detta P300. L'onda P300, secondo gli standard della psicologia sperimentale, viene prodotta dal cervello quando è sottoposto ad un input particolarmente emotivo.
“I videogiocatori più avvezzi a simulazioni violente”, dichiara l'autore dello studio, “hanno dimostrato di avere una reazione neutra rispetto a stimoli solitamente percepiti come negativi: sangue, morte, scene di colluttazione”.
Per confermare la scoperta, Bartholow ha offerto ai soggetti l'opportunità di sfidarsi in un combattimento virtuale sullo schermo d'un computer. Coloro con il valore P300 più basso, stando ai risultati della ricerca, hanno messo in luce una spiccata predisposizione alla crudeltà, seppur virtuale, giungendo a ritorsioni spietate contro gli avversari.
“È il primo studio completo che dimostra gli effetti diretti dell'esposizione a videogiochi violenti”, sostiene soddisfatto Bartholow.
Anche se, gli effetti antisociali paventati da alcuni esponenti del panorama politico internazionale, specie negli Stati Uniti, erano già tati precedentemente studiati da una equipe dell'Università del Michigan.
Alcuni paesi, come la Cina, proibiscono arbitrariamente gli abusi nell'intrattenimento digitale con pene severe: l'esposizione cronica ai videogiochi, sostengono gli scienziati, danneggia specialmente le menti dei più giovani.
Lo stesso principio vale per la Malaysia, dove il governo ha introdotto il coprifuoco obbligatorio contro i video-giocatori che intasano gli Internet-cafè per giorni interi.
Il legame tra simulazione digitale ed aggressività individuale è un tema molto delicato, perché coinvolge un giro d'affari esorbitante.
L'impatto dello studio condotto da Bartholow, che sarà pubblicato agli inizi del 2006 sulla rivista della Society of Experimental Social Psychology, potrebbe avere una grande influenza sulle politiche in materia di “video-violenza” (ma potrebbe anche subire non poche pressioni, ndr).
Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:
Università del Missouri Society of Experimental Social Psychology

SALUTE, AMBIENTE E NANOTECNOLOGIE

Concorrenza nel XXI secolo nell'ambito del mercato globale e sviluppo delle nuove tecnologie come tema di investigazione e studio negli ultimi anni per opera della Commissione della Camera sulla Scienza e la ricerca tecnologica e della Sottocommissione su Scienza ed Istruzione.
La valutazionesi è incentrata sui potenziali rischi per l'ambiente e la salute umana associati allo sviluppo delle nanotecnologie.
La nanotecnologia, che implica la manipolazione della materia, a livello atomico e molecolare, ha portato alla creazione di 580 prodotti nell'ambito medico, cosmetico, elettronico, dei nanomotori.
Ad oggi manca una strategia onnicomprensiva circa la ricerca dei rischi connessi alle nanotecnologie.
Gli esponenti della Sottocommissione hanno esaminato il modo in cui gli USA possono affrontare la ricerca e lo sviluppo e, contemporaneamente, il modo in cui stabilire delle priorità ed un piano per la ricerca sui potenziali rischi per l'ambiente e la salute umana delle nanotecnologie.
Nel corso dell'audizione il Presidente Brian Baird ha affermato: “La nanotecnologia è un campo estremamente complesso che coinvolge centinaia di prodotti e miliardi di dollari di profitti per diverse società. Tuttavia esiste una scarsa comprensione dei rischi per l'ambiente e la salute correlate alle nanotecnologie. È chiaro che abbiamo bisogno di una strategia completa per indirizzare queste preoccupazioni”.
La Commissione per la Scienza e la Tecnologia tenne già due audizioni su questo tema: una nel 2005 ed un'altra nel 2006, con l'obiettivo di valutare i rischi ed i benefici della nanotecnologia e gli sforzi dell'agenzia National Nanotechnology Initiative (NNI) adottati nella ricerca. I progressi in tale ambito di ricerca sono stati lenti. Secondo il testimone, Dr Andrew Maynard, “La risposta del governo federale per identificare i rischi delle nanotecnologie è stata lenta, mal concepita, mal diretta e coordinata, sottofinanziata”. L'audizione ha esplorato lo stato degli sforzi compiuti ed ha ricevuto suggerimenti sul modo di migliorare il processo dai seguenti esperti: Dr. Clayton Teague, Direttore del Nanotechnology Coordination Office (NNCO); Mr. Floyd Kvamme, Co-presidente del President's Council of Advisors on Science and Technology (PCAST); Dr. Vicki Colvin, Direttore esecutivo, International Council on Nanotechnology and Professor of Chemistry and Chemical Engineering, Rice University; Dr. Andrew Maynard, Consigliere scientifico capo, Project on Emerging Nanotechnologies, Woodrow Wilson International Centre for Scholars; Dr. Richard Denison, Scienziato anziano, Environmental Defence; and Mr. Paul D. Ziegler, Presidente of the Nanotechnology Panel, American Chemistry Council, Direttore globale, PPG Industries, Inc. Leggi il documento originale.
Data articolo: novembre 2007
Fonte: www.sciechimiche-zret.blogspot.com - Scie

sabato 1 dicembre 2007

mercoledì 28 novembre 2007

CAMBIARE PARADIGMA:MIND FITNESS

Come avrete avuto modo di leggere dai nostri post, la realtà che noi percepiamo come oggettiva è in verità la risultanza soggettiva, passata attraverso il nostro filtro psicosensoriale, costruito negli anni nel contesto socio-culturale ed affettivo, che ha generato un paradigma interpretativo.
Se davanti ai nostri occhi di Europei apparisse un fiore indonesiano di 1 metro di diametro, il nostro cervello stenterebbe a riconoscerlo come tale, cioè un fiore. Allo stesso modo per gli abitanti delle Americhe che non avevano mai visto un cavallo, quando lo videro per la prima volta non sapevano descriverlo, non lo vedevano, perchè non avevano creato circuiti interpretativi.
Creare nuovi circuiti celebrali richiede un certo periodo di tempo, quello che si chiama tempo di apprendimento. Tutti abbiamo imparato a camminare, poi a parlare, poi a leggere ed a scrivere....
Come abbiamo imparato: provando e riprovando!
Arrivati a questa fase del nostro sviluppo procediamo con l'imparare a pensare, ed a pensare che se imparo a pensare imparo a costruire gli eventi della mia vita.
Non più il caso, il destino insondabile, ma la libertà di decidere, di creare, di essere quello per cui siamo qui su questo bellissimo pianeta azzurro.
Vi sembra impossibile?
Provare e riprovare,stare attenti ai sassi ed alle buche, ma rialzandosi sempre con la gioia di intraprendere qualcosa di importante.
Come bambini che apprendono un nuovo gioco.
Vogliamo giocare insieme?

Altered states of consciousness

J Altern Complement Med. 2002 Apr;8(2):153-65.

Altered states of consciousness: review of experimental data obtained with a multiple techniques approach.Bundzen PV, Korotkov KG, Unestahl LE.
Research Institute of Physical Culture, St. Petersburg, Russia.

OBJECTIVES: To investigate the psychophysiologic mechanisms of an altered state of consciousness (ASC) produced via systematic mental training by correlating the results of multiple computerized bioelectrographic measurements. DESIGN: All subjects were tested, using a set of modern computerized techniques comprising digital electroencephalography, measurement of the low-frequency bilateral activity of the brain, evoked bioelectrographic signals measured by computerized Kirlian photography (otherwise called gas discharge visualization [GDV]), self-reporting by subjects, linguistic testing, and profiling of mood states. LOCATION: Sweden and Russia from 1996 to 1999. SUBJECTS: Young volunteers (61) who underwent systematic mental training for not less than 7 weeks. Members of the control group (56) were not engaged in mental training. RESULTS: All participants involved in the systematic mental training showed significant positive changes in their psychoemotional status after 7 weeks of mental training. All of the techniques showed specific changes that might be associated with an ASC in the subjects. The Kirlian (GDV) patterns showed a form of "explosive activation," which was stable, reproducible, and correlated with an ASC. This led the authors to introduce the concept of short-term activation of the induced bioelectrographic processes and enabled the properties of this ACS to be determined for the first time. There were practically no changes in the control group.
CONCLUSIONS: ASC activation took place with harmonization of the biopotential field of the brain, the psychic state, and the bioenergy fields. This is attributed to changes in both the psychosomatic and psychoenergetic autoregulation. This conclusion is of vital importance for understanding what happens in systematic mental training and understanding the fundamentals of bioenergetic and psychosomatic medicine.

Brain wave

Da Publimed
Neurosci Lett. 2007 Aug 31;424(1):55-60. Epub 2007 Aug 6

Brain wave synchronization and entrainment to periodic acoustic stimuli.
Will U, Berg E.
School of Music, Cognitive Ethnomusicology, Ohio State University, 110 Weigel Hall, 1866 College Road, Columbus, OH 43210, USA.

As known, different brainwave frequencies show synchronies related to different perceptual, motor or cognitive states. Brainwaves have also been shown to synchronize with external stimuli with repetition rates of ca. 10-40 Hz. However, not much is known about responses to periodic auditory stimuli with periodicities found in human rhythmic behavior (i.e. 0.5-5 Hz). In an EEG study we compared responses to periodic stimulations (drum sounds and clicks with repetition rates of 1-8 Hz), silence, and random noise. Here we report inter-trial coherence measures taken at the Cz-electrode that show a significant increase in brainwave synchronization following periodic stimulation. Specifically, we found (1) a tonic synchronization response in the delta range with a maximum response at 2 Hz, (2) a phasic response covering the theta range, and (3) an augmented phase synchronization throughout the beta/gamma range (13-44 Hz) produced through increased activity in the lower gamma range and modulated by the stimulus periodicity. Periodic auditory stimulation produces a mixture of evoked and induced, rate-specific and rate-independent increases in stimulus related brainwave synchronization that are likely to affect various cognitive functions. The synchronization responses in the delta range may form part of the neurophysiological processes underlying time coupling between rhythmic sensory input and motor output; the tonic 2 Hz maximum corresponds to the optimal tempo identified in listening, tapping synchronization, and event-interval discrimination experiments.
In addition, synchronization effects in the beta and gamma range may contribute to the reported influences of rhythmic entrainment on cognitive functions involved in learning and memory tasks.

martedì 27 novembre 2007

MIND FITNESS

Per iniziare bene la giornata;per fare una pausa corroborante, oppure alla sera per conciliare un sonno rigenerante...
...venite a visitare la nostra palestra psicosensoriale:
RELAXINGROOM

20 MINUTI AL GIORNO E DOPO APPENA DUE SETTIMANE, MI SCRIVERETE PER COMUNICARMI LA VOSTRA ESPERIENZA.

Alcune informazioni per l'emisfero celebrale sinistro prima di iniziare:


e per l'emisfero destro


GRAZIE PER PARTECIPARE AL PRIMO ESPERIMENTO ITALIANO DI SINCRONIZZAZIONE MENTALE TRAMITE WEB!
Creiamo insieme un grande campo psicoenergetico:
dove va il pensiero, l'energia fluisce, i risultati appaiono

PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA

Una parola lunga e complicata, anche un pò difficile da pronunciare, che esprime un concetto già espresso da Ippocrate (460 ca- 370 ca. a.C); " II più grande errore dei nostri tempi è separare la psiche dal soma" . In sintesi possiamo dire che i processi psicologici, il sistema nervoso, l'apparato endocrino e quello immunitario, non sono parti disgiunte ma funzionano come un tutto unitario. Uno squilibrio in uno di questi componenti avrà come conseguenza una alterazione di quella che Cannon chiamava omeostasi, con conseguente squilibrio degli altri e con tutta probabilità si avrà la comparsa di una qualche malattia. Al centro di tutto possiamo porre l'IPOTALAMO," struttura limite tra somatico e psichico"; è attraverso di esso, infatti, che sia stati emotivi che mentali così come funzioni istintuali, possono trovare una loro espressione nel soma attraverso il controllo che l'ipotalamo stesso esercita sul sistema vegetativo ed endocrino.

Negli ultimi anni numerosi studi riguardo le relazioni tra processi neuroendocrìni, comportamento e fenomeni immunitari hanno evidenziato la presenza di un flusso bidirezionale di informazioni tra il sistema neuro-endocrino ed il sistema immunitario, responsabile della mutua regolazione delle loro rispettive funzioni. Come abbiamo detto, lo stress a lungo termine può essere nocivo alla salute e può persino causare danni cerebrali. La causa principale è rappresentata dai livelli elevati di Cortisolo (un glucocorticoide), sebbene anche l'ipertensione indotta da Adrenalina e Noradrenalina possa contribuire. La risposta di stress può ridurre le difese immunitarie, che ci proteggono da virus, microbi, funghi e altri tipi di parassiti. Lo studio dell'interazione tra sistema immunitario e comportamento (mediato dal sistema nervoso) è detto psiconeuroendocrinoimmunologia e costituisce l’argomento di questa pagina

continua sul sito:
http://www.psicos.org/psiconeuroendocrinoimmunologia_old.html

La pelle è uno zoo

La pelle umana, l'organo più esteso del nostro corpo, è una specie di zoo, che ospita microrganismi finora sconosciuti. Per l'esattezza, sono 182 le specie batteriche che colonizzano la cute.
Circa l'8 per cento non sono mai identificate prima. Così risulta da uno studio durato tre anni, appena pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences da un gruppo di ricercatori della New York University School of Medicine. La composizione della "flora" batterica cutanea non era mai stata definita con esattezza perché non tutte le specie batteriche crescono nei terreni di coltura. L'innovativo metodo molecolare utilizzato dai ricercatori ha permesso di scoprire che solo il 54,4 per cento dei batteri appartiene ai generi da tempo noti come abitanti della cute umana (Propionibatteri, Corinebatteri, Stafilococco, Streptococco).
La composizione microbiologica è stata studiata su un campione di cute proveniente dall'avambraccio di sei individui sani, tre uomini e tre donne. I soggetti avevano solo quattro specie di batteri in comune. Il 71,4 per cento delle specie batteriche totali era unico per ciascun soggetto.
Il 94,6 per cento dei batteri identificati, inoltre, apparteneva ai tipi Actinobatteri, Firmicuti e Proteobatteri, predominanti anche nell'esofago e nello stomaco.
Il corpo umano è colonizzato dai batteri sin dalla nascita, se ne contano 10 per ogni cellula umana.
Negli individui sani questi batteri non sono patogeni. Differenze nella composizione batterica tra cute sana e cute affetta da malattie, come psoriasi o eczema, potranno essere sfruttate per la diagnosi, la prevenzione e il trattamento di queste malattie.

Nei microroganismi intestinali una concausa dell’obesita'

Negli stati occidentali, la percentuale di persone affette da disturbi alimentari è in costante aumento. Le cattive abitudini alimentari sono tra le prime cause delle malattie cronico-degenerative, come i tumori, ma anche di infarti e sclerosi. Una dieta priva di calcio nell’età della della crescita è il fattore scatenante dell’osteoporosi nell’anzianità; l’assunzione di quantità elevate di zuccheri di semplice assorbimento sfasa il metabolismo di glucagone ed insulina, e porta il diabete.

Pochi esempi giustificano appieno la quantità di studi connessi all’alimentazione, non ultimo quello svolto presso la Washington University School of Medicine di St. Louis, presso la quale un team di specialisti microbiologi guidata dal professor Jeffrey Gordon ha svolto due studi paralleli che sembrano dimostrare un forte legame tra obesità e flora intestinale.

Il punto di partenza è l’ormai comprovata presenza di un’enorme quantità di microrganismi nell’apparato digerente umano. L’attività di ricerca, date le caratteristiche particolari della flora intestinale e dell’habitat gastroenterico, si è finora orientata sulla identificazione delle specie residenti nel nostro organismo e sul loro metabolismo.
Queste specie, in particolare batteroidi e firmicuti, vivono in simbiosi con l’ospite, si cibano di ciò che non riusciamo a digerire e cedono sostanze nutritive più semplici ed assorbibili, acidi grassi a corta catena e vitamine, ad esempio.

I ricercatori della Washington Universtity, studiando la flora intestinale di topi da laboratorio, hanno scoperto una differenza sostanziale e conservata tra topolini obesi e magri; pare che negli animali sovrappeso predominasse il genere dei firmicuti e che, in seguito alla perdita di peso, il rapporto torni a valori favorevoli a becteroidi, come trovato nei topolini magri.
Una seconda prova ha previsto invece il trasferimento dei microrganismi dei soggetti obesi in quelli magri, nei quali si è registrato un aumento di peso pur mantenendo invariata la dieta.
La scoperta ha tutti i caratteri di una rivoluzione in campo medico e di produzione alimentare.
I dati mostrano come la microflora intestinale possa influenzare notevolemente l’assunzione calorica giornaliera...ora si dovrebbe trovare il batterio che, piuttosto che ingrassare, faccia dimagrire.
Già dal 2004 i ricercatori ritengono che la flora intestinale, che conta circa 3 miliardi di batteri, abbia un ruolo nel controllo del peso. I dati ora pubblicati su Nature mostrano che le popolazioni microbiche di 12 soggetti obesi presentano lo stesso tipo di batteri delle persone normopeso, ma in proporzione differente. Gli obesi possiedono infatti il 20% in più di batteri Firmicuti e quasi il 90% in meno di Bacteroideti. Sottoposti a una dieta a basso tenore di grassi e carboidrati per un anno, gli individui grassi non solo hanno ridotto del 25% il loro peso, ma mostravano valori quasi normali di Bacteroideti e Firmicuti.
Sui topi invece è stato effettuato un esperimento di altro tipo: da topi geneticamente modificati per diventare obesi è stato prelevato un campione di flora batterica, che è stata successivamente impiantata in topi normali. Dopo solo due settimane essi presentavano il doppio di massa grassa rispetto ai topi controllo. Inoltre la loro flora batterica era composta prevalentemente da Firmicuti e l'analisi genetica dei batteri mostrava un'elevata presenza di geni che consentono la degradazione delle fibre alimentari.
Ciò suggerisce che tali batteri possano effettivamente estrarre maggiori calorie dai cibi.

Per approfondire l'argomento:
www.nature.com

lunedì 26 novembre 2007

Hemi-Sync / Brain Sync - Alpha Waves w/ Fractals

Rilassatevi, guardate le immagini e ascoltate la musica
possibilmente usate le cuffie.
Adesso l'emisfero destro e sinistro comunicano armoniosamente.
Visitate la relaxingroom ed esplorate attraverso le 6 lezioni,appositamente create seguendo un ordine progressivo per sperimentare Stati Modificati di Coscienza affinchè la vostra/nostra consapevolezza ne risulti potenziata, attivata.
Attraverso l'ascolto e la visione di immagini frattali come queste, il cervello comunica attraverso specifiche frequenze, passando dalle onde alpha, alle onde gamma e theta.
Bentornati a casa!


Le onde cerebrali sono dei tracciati grafici che evidenziano l'attività elettrica del cervello ottenute tramite la registrazione poligrafica dell'elettroencefalogramma.

A seconda della frequenza, si dividono in:

Onde Alfa: sono caratterizzate da una frequenza che va dagli 8 ai 12 Hertz, sono tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l'addormentamento. Una delle caratteristiche delle onde alfa è la loro configurazione regolare e sincronizzata.
Onde Beta: vanno dai 14 ai 40 Hertz, si registrano in un soggetto cosciente.
Onde Delta: sono caratterizzate da una frequenza che va da 0,5 a 4 Hertz. Sono le onde che caratterizzano gli stadi di sonno profondo.
Onde Theta: vanno dai 5 agli 8 Hertz, caratterizzano gli stadi 1 e 2 del sonno NRem.
Onde Gamma: vanno dai 30 ai 42 Hertz, particolarmente evidenti durante pratiche quali la meditazione.

La Terra si sta allargando

Secondo Christopher Cox e Benjamin Chao del Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, negli ultimi quattro anni la Terra ha cambiato forma come dimostrano i dati sul suo campo gravitazionale raccolti dai satelliti a partire dal 1998, questi dati mostrano un rigonfiamento nella regione equatoriale. Nel corso dei loro rilevamenti, effettuati analizzando al computer le immagini che vengono captate e trasmesse dai satelliti geostazionari, è stato registrato un incremento costante di 1 mm. all'anno.


La Terra si sta allargando - ecplanet.ch - Lunedì 26.11.2007 - Index

Comunicazione quantistica

La Università di Yale (USA) e il National Institute of Standards and Technology (NIST) hanno pubblicato su Nature del 27 settembre scorso i rispettivi studi, complementari, sulla possibilità di scambi di informazione tra atomi “entangled”, non vicini tra loro.

Comunicazione quantistica - ecplanet.ch - Lunedì 26.11.2007 - Index

sabato 24 novembre 2007

Come evolvono le reti

Come evolvono le reti

a cura del CNR-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia

Presentato su “Nature” Physics un semplice modello in grado di simulare il comportamento di una rete complessa. Dagli ecosistemi ai consigli di amministrazione, dalle interazioni sociali alle collaborazioni scientifiche, il meccanismo proposto descrive le dinamiche di auto-organizzazione.
In questi sistemi esistono differenze sostanziali tra le componenti della rete, chiamate vertici: alcuni sono collegati a moltissimi elementi, mentre altri sono pressoché isolati. In queste reti, inoltre, le regole del gioco cambiano progressivamente perché le interazioni tra un vertice e gli altri elementi ad esso più vicini finiscono con il modificare anche il vertice di partenza.

Nella ricerca pubblicata su “Nature” gli elementi della rete sono contraddistinti da una proprietà, chiamata fitness, che rappresenta, per esempio, l'abilità di una specie di sopravvivere in un ecosistema.
Il modello simula l'evoluzione della rete sostituendo ai vertici con minore fitness nuovi vertici con fitness estratta a caso perché nell'evoluzione naturale le mutazioni sono cieche: il risultato che così si ottiene non dipende dalla configurazione iniziale e corrisponde a quanto si osserva nelle reti naturali.

continua ...

Epidemiologia:morbilità e mortalità

IL PARADOSSO DEL NOSTRO TEMPO
Un ristretto numero di fattori di rischio è responsabile secondo le statistiche ufficiali di più di un terzo della mortalità del pianeta: circa il 40% dei 56 milioni di decessi mondiali annui.
Essi non solo causano un numero così elevato di morti premature ma sono anche l'origine di una quota considerevole di patologie.
Parliamo di malattie non contagiose, quindi dovute principalmente allo stile di vita.
Ma mentre fumo, alcol, ipertensione, elevati livelli di colesterolo e obesità sono imputati di almeno un terzo delle malattie nei paesi più industrializzati del nord America e dell'Europa, il basso peso alla nascita, ad esempio, è responsabile di più di tre milioni di morti all'anno tra i bambini dei paesi in via di sviluppo.
I numeri sono eloquenti: mentre nei paesi in via di sviluppo 170 milioni di bambini sono sottopeso, in gran parte per mancanza di cibo, nelle aree più sviluppate circa un miliardo di adulti sono sovrappeso.
Si valuta che in Europa occidentale e negli USA circa mezzo milione di persone l'anno muore per malattie correlate all'obesità mentre nel resto del mondo tra le cause principali c'è la denutrizione (la quale oltretutto indebolisce anche il sistema immunitario per far fronte a infezioni ed epidemie).

martedì 20 novembre 2007

Timewave 2012

Secondo l' “Onda Temporale Zero” elaborata da McKenna (ricercatore etnobotanico, sperimentatore di droghe allucinogene, scrittore, scomparso nel 2000, ndr), il percorso frattale dell'evoluzione umana giungerà al termine nel dicembre del 2012, quando si esaurirà la coscienza polare.
Quando sperimenteremo il Tutto come Uno e non più come una serie di conflitti e opposizioni.
(...) Ritengo che siamo alle prese con un fenomeno che non può essere arrestato né accelerato, e che quello che noi chiamiamo il caos del XX secolo è difatto l'andamento vorticoso di questo processo temporale, la cui intensità è tale da apparire evidente nel giro di una sola vita umana. Siamo come farfalle che nascono e muoiono in un paio di giorni.
Negli ultimi dodici mesi sono occorse più trasformazioni che nei precedenti vent'anni, e in quei vent'anni sono accadute più cose che nei precedenti cento anni, così come questi hanno conosciuto più cambiamenti rispetto ai mille anni prima, e via di seguito (...)
Ora, il risultato cui sono pervenuto dopo 25 anni di messa a punto della situazione non è solo l'idea dell'auto-responsabilità individuale e della necessità di sottrarsi alle istituzioni dominanti.
Tutto ciò è piuttosto scontato.
C'è qualcos'altro di cui vale la pena parlare, ed è il fatto che il mondo umano sta risentendo dell'influenza di una forza attrattiva, una forza ignorata dai laici perché le uniche parole per descriverla provengono dal dizionario di religioni fallimentari e sgradevoli (...) Sono veramente convinto che la storia si approssimi alla sua fine. È una sorta di fede trascendentale il fatto che stia accelerando; il tasso di ingresso della novità nello spazio tridimensionale cresce in maniera asintotica e il paziente lavoro di tessitura di energie un tempo disperse prepara il terreno per la comparsa di nuove forme organizzative e di nuovi modi di essere. Credo che ci stiamo avvicinando a una rottura simmetrica simile a quella avvenuta quando le prime forme viventi uscirono dal mare e strisciarono sulla terra. A mano a mano che ci avviciniamo a questo punto di rottura sempre più la storia diventa allucinatoria, surreale, simile al sogno.
Ci stiamo muovendo letteralmente verso il regno dell'immaginazione dove risiede il futuro dell'umanità (...)
Noi siamo creature la cui embriogenesi è stata interrotta: a metà strada dalla dimensione angelica, la parte peggiore di noi ha preso il sopravvento, con il monoteismo, il razzismo, il sessismo, il materialismo.
Abbiamo tradito l'intelligenza primitiva, che per centinaia di migliaia di anni ci ha fatto dono del coraggio, dell'altruismo, del senso del sacrificio. Ciò di cui abbiamo bisogno è un'esperienza che trasformi radicalmente la nostra compresnione del mondo, dobbiamo recuperare l'autentica esperienza del trascendentale, cioè la fusione con la Natura, per entrare in contatto con la mente planetaria, la mente di Gaia (...) Alfred Whitehead, filosofo e matematico inglese ha parlato di concrescenza, che in biologia significa unione o fusione di parti originariamente separate, che avviene durante l'accrescimento, e affermava che il mondo si approssima ad essa. Io lo chiamo “l'oggetto trascendentale alla fine del tempo” (...) Grazie a internet, il sistema nervoso umano si sta globalizzando, sta costruendo un modello di pensiero consapevole su scala planetaria.
Chiunque, collegandosi in rete può osservare direttamente questa sorta di ampio progetto auto-dispiegantesi, e credo che quella che ho chiamato “onda temporale zero” rappresenta graficamente l'evoluzione del flusso e riflusso storico. Ho anche elaborato dei programmi su computer che riproducono quelle che io chiamo “onde di novità”, praticamente si tratta di una rappresentazione grafica su scala temporale del flusso e riflusso delle novità. Inserendo in queste onde i dati storici, paleontologici e geologici sono pervenuto alla fine ad un risultato davvero sorprendente: questa novità definitiva che ho chiamato oggetto trascendentale alla fine del tempo coincide con la fine dell'anno 2012. Quando ho calcolato questa data non ero ancora a conoscenza della profezia maya. Per arrivarci sono partito dall'I-Ching, il noto oracolo cinese basato sulle combinazioni di esagrammi formati da elementi binari, associati ad un ampio commentario letterario.
Sono giunto alla scoperta che gli esagrammi corrispondono ad un calendario di 384 giorni, pari a 13 cicli lunari. Ho scoperto poi che questo calendario è un sottoinsieme di uno schema frattale di misurazione del tempo più accurato e sofisticato. In pratica, l'antica sapienza cinese ha nascosto la sua minuziosa analisi del tempo in uno schema divinatorio che altro non è se non una vera e propria scienza combinatoria. C'è un solo punto nell'intero ciclo dove il livello di abitudine scende fino allo zero e dove di conseguenza la novità raggiunge l'infinito. Coincide con il solstizio del 2012. Ne ho dedotto che l'universo stà dispiegando un processo di auto-metamorfosi che porterà gli esseri umani ad un processo di auto-rivelazione in cui la religione cristiana troverà il suo compimento (...) Più ci avviciniamo all'oggetto trascendentale alla fine del tempo più eclatante sarà il crollo della realtà ordinaria e maggiore la distorsione degli scenari attuali (...).

domenica 18 novembre 2007

Neuroteologia

di: Alessio Mannucci

Gli stati di coscienza mistici possono essere visualizzati ?
Secondo la “neuro-teologia”, a produrre tali stati sarebbero niente altro che determinate configurazioni bio-chimiche neuro-sinaptiche.
Il primo ad esplorare le basi neurologiche dell'esperienza mistica è stato il neurologo James Austin con il libro “Lo Zen e il Cervello”, pubblicato dalla Mit Press nel 1998.

La teoria basilare di Austin è che quegli occasionali momenti di chiarezza intuitiva che sono detti nello Zen “kensho” o “satori” corrispondano a una sorta di ‘riavvio’ (re-boot) del cervello che dissolve strutture mentali abituali (centrate sul senso dell'io e del mio) e ne ricostruisce altre più elastiche, più ricettive, inter-individuali, fino a raggiungere quello stato (“samadhi”) di perfetta trascendenza estatica, non duale, che permette di fare l'esperienza del Brahman.
Quando tiene conferenze sulle tematiche di Zen e cervello, Austin a volte proietta delle diapositive di antiche statue di Buddha. Molte di queste statue hanno sulla testa una strana protuberanza, che solitamente è vista come uno “chignon”, ma che per Austin rappresenta un simbolo di accresciuti poteri cerebrali. “Io la leggo come metafora di un'espansione delle facoltà mentali”, dice. “Il cervello dell'Homo sapiens è più grande, più convoluto e più efficiente di quello dell'uomo di Neanderthal. L'evoluzione biologica del cervello è un fatto, spero che fra altri 200.000 anni avremo un Homo sapiens sapiens”.

In seguito, Andrew Newberg, dell'Università della Pennsylvania, ha condotto alcuni esperimenti in tal senso su un monaco tibetano. Durante le sedute di meditazione del monaco, gli ha iniettato nel sangue una particolare sostanza e con l'ausilio di una macchina chiamata Spect, che consente di visualizzare immagini del cervello, ha provato a ridurre la “neuro-mistica”, quel senso di tutt'uno con l'universo o con Dio a seconda dei punti di vista, ad una serie di dati sul monitor. Che indicherebbero come la regione dell'encefalo posteriore, durante questi stati di super-coscienza, rimanga vittima di un black out. Privata degli input sensori, questa “zona di orientamento” smette di svolgere il compito di marcare il confine tra l'io e il mondo: “Il cervello non ha scelta”, spiega Newberg. “Percepisce l'io come infinito, un tutt'uno con il creato.
È una sensazione del tutto reale”.
I primi a studiare l'esperienza “neuro-religiosa” avevano scoperto un collegamento con l'epilessia del lobo temporale (una abnorme di attività elettrica). Newberg insieme a Eugene d'Aquili, ha chiamato questo campo “neuro-teologia”, pubblicando un libro (“Dio nel Cervello”, D'Aquili, Eugene - Newberg, Andrew - Rause, Vince, Mondadori, Collana: Uomini e religioni, 2002) in cui conclude che le esperienze spirituali sono l'inevitabile conseguenza di una certa configurazione cerebrale. “Il cervello umano è stato geneticamente configurato per incoraggiare la fede religiosa”.

Anche la semplice preghiera ha un effetto particolare a livello cerebrale. Nelle immagini cerebrali registrate dalla Spect, riferite a suore francescane in preghiera, Newberg ha notato un rallentamento dell'attività nell'area deputata all'orientamento, che dava alle suore un senso tangibile di unione con Dio. “L'assorbimento dell'io all'interno di qualcosa di più vasto, non deriva da una costruzione emotiva o da un pensiero pio”, scrivono Newberg e d'Aquili in “Perché Dio non se ne andrà”, “scaturisce invece da eventi neurologici”.
Attenzione a non cadere nel facile riduzionismo, tentazione a cui gli scienziati indulgono troppo spesso. Non è che si possa considerare il cervello come organo a sè, al suo funzionamento contribuisce tutto il corpo con tutti i suoi apparati sensoriali, partecipano l'esperienza, la memoria, il pensiero, l'emotività, l'unicità di ogni essere umano. Ogni cervello è unico, ricordiamocelo.

Ciò che di notevole si può ricavare dall'indagine neuro-teologica, è la nostra predisposizione, come specie, alla religiosità e al sentire mistico. La neuroteologia spiega ad es. come il comportamento rituale susciti stati cerebrali da cui deriva una vasta gamma di sensazioni, dal sentirsi parte di una comunità, all'avvertire un'unione spirituale profonda. Dalle nenie liturgiche, capaci di infondere un senso di quiete estatico, alle vorticose danze Sufi, capaci di indurre stati di trance, si può intervenire con le più diverse ritualità in modo da facilitare il sopraggiungere di questi stati mistici. Anche le immagini simboliche religiose, come una croce o una torah rivestita d'argento, hanno lo stesso scopo: attivare la modalità “neuro-teologica”.

Lo studioso di religioni Mircea Eliade, che ha studiato a fondo lo sciamanesimo, le chiamava “tecniche arcaiche dell'estasi”. Questi rituali riescono a mettere in moto i meccanismi cerebrali neuro-teologici focalizzando l'attenzione sulla mente, arrestando il flusso di coscienza ordinario, intervenendo sulla zona deputata all'orientamento che stabilisce i confini dell'io, della coscienza individuale. Per dirla alla Nietzsche, sono dei mezzi per passare dalla “modalità apollinea” a quella “dionisiaca”. “Finché il nostro cervello avrà questa struttura”, dice Newberg, “Dio non andrà via”.
L'esperto di bioetica nonché vice-presidente della Pontificia Accademia per la vita, monsignor Elio Sgreccia, da parte sua non nega il possibile legame fra religione e neurologia: “Non contrasta con la fede affermare che in una parte del cervello c'è traccia dei momenti di preghiera. Il che però non significa che è il cervello a creare la fede”.

“Non tutti coloro che meditano provano esperienze religiose forti”, dice Robert K.C. Forman, studioso di religione dell'Hunter College di New York, “pensiamo che alcuni individui possano essere predisposti geneticamente o caratterialmente ad avere esperienze mistiche”. Le persone più aperte a queste esperienze tendono anche ad essere aperte a nuove esperienze di natura più generale. Sono di solito creative e innovative, con molti interessi e una certa tolleranza per l'ambiguità. Sono inclini alla fantasia, il chè suggerisce una particolare capacità di sospendere il processo di discernimento che permette di distinguere tra fatti reali e immaginari. Chi invece tende più alla razionalità, avrà più difficoltà a fare questo tipo di esperienze.

I TRANSUMANI

Una ricercatrice del SETI riesce a decodificare un messaggio proveniente da Alpha Centauri. Sono le istruzioni per costruire un manufatto alieno che spalanca le porte della supermente quadrimensionale, una sorta di pisco-astronave per navigare nell'inconscio collettivo dell'universo, l'accesso ad una nuova dimensione che prelude ad un nuovo stadio dell'evoluzione umana.

(Robert Sawyer, "Factoring Humanity", 1998)

giovedì 15 novembre 2007

CAMBIARE PARADIGMA 5

La quantistica

Il perceptron

di: Oscar Bettelli

Esiste una classe di reti neurali nota come perceptron, anche se forse è meglio parlare di nodo di tipo perceptron. Tale nodo fu inventato dallo psicologo Rosenblatt verso la fine degli anni '50 e rappresenta il suo tentativo di illustrare alcune delle proprietà fondamentali dei sistemi intelligenti in generale, senza andare particolarmente a fondo relativamente alle speciali (e fondamentalmente sconosciute) condizioni reali di organismi biologici particolari.

La rete di Rosemblatt, il "photoperceptron", doveva essere in grado di classificare pattern in ingresso distinti, simulando quello che avviene nella retina dell'occhio. Si trattava quindi di un problema di separabilità: il risultato che ottenne si può riassumere dicendo che è possibile costruire un perceptron che distingue con successo tra differenti classi di patterns in ingresso, anche se bisogna dire che debbono essere soddisfatte certe condizioni di base.

Il perceptron

Il perceptron è un dispositivo che apprende. Inizialmente incapace di distinguere alcunché, dopo un adatto tempo di apprendimento diviene in grado di distinguere le classi di appartenenza dei patterns in ingresso. Il lavoro di Rosemblatt ha portato alla dimostrazione di un importante risultato, noto come "Teorema della convergenza del perceptron", che è dimostrato per un perceptron con una sola unità di output, che apprende a classificare patterns di due distinte classi. Esso afferma che, se una classificazione può essere appresa da un perceptron, allora la procedura di addestramento della rete garantisce che il processo di apprendimento termina in un numero finito di cicli di apprendimento.

Il perceptron

Elemento costitutivo di una rete tipo perceptron è il PE (processing element), che non è altro che un neurodo con le seguenti caratteristiche:

- gli ingressi sono binari (0 o 1)
- i pesi sono tutti nell'intervallo [0,1] e tali che la loro somma dà 1 (sono normalizzati a 1)
- il net è la somma pesata degli ingressi
- la funzione di attivazione è la funzione identica
- la funzione di uscita è il gradino binario centrato in una soglia s:
Xi = 1 se ai >=s
Xi = 0 se ai

lunedì 12 novembre 2007

Umanità mutante

di: Paolo Cortesi/Nexusitalia
Una umanità mutante non è fatta di persone con la pelle verde o dalle orecchie a tromba. Non è questa la mutazione più profonda, anche se sarebbe la più vistosa.
L'autentica mutazione, quella terribile e senza ritorno, quella che muta letteralmente, cambia e stravolge l'essenza dell'uomo agisce nel suo pensiero di sé e della realtà, nella sua percezione del proprio esistere nel mondo e con i simili, nella sua mappa ideale che guida le sue azioni e le sue speranze, nella sua facoltà di pensare l'umanità nel tempo: in una parola, la vera mutazione è una mutazione della cultura umana. E non parlo della cultura di un dato paese in un dato periodo; ma della radice universale della cultura, archetipi della mente umana che disegnano il reale, il senso profondo e originario del sentirsi essere pensante. Questo patrimonio plurimillenario sta cedendo alla furia devastante della sospensione di pensiero che non è più una occasionale tragedia nel percorso spirituale dell'umanità, ma una condizione sistematicamente elaborata e proposta (fra poco, forse, imposta) dai gruppi di potere economico-politico. Il piano (consapevole o no) delle oligarchie capitalistiche è tutto sommato semplice nella sua evidenza sempre più scoperta: trasformare l'umanità in una massa omogenea amorfa di macchine biologiche la cui funzione primaria sia il consenso: consenso politico (in questo caso l'uomo mutante viene definito elettore), consenso economico (e si ha il consumatore), consenso religioso (ottenendo il fedele). Una umanità di semideficienti, privi di ogni facoltà critica, senza l'autentica dimensione esistenziale che può dare solo una cultura liberamente elaborata, una folla di cervelli opacizzati da luoghi comuni, falsità, banalità, una umanità insomma di animali docili è il sogno di ogni dittatore e di ogni élite di potere, perché rappresenta l'ideale di ogni società repressiva: il sottomesso che collabora alla propria sottomissione. Per realizzare questo grandioso piano di mutazione indotta, le lobbies dispongono di strumenti non troppo sofisticati, ma onnipresenti, pervasivi, capillari, continuamente in funzione (e, colmo di ironia, fatti funzionare proprio dai soggetti che ne subiscono gli effetti!): i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa, primo dei quali è ancora – e sempre più – la televisione.
Con rapidità inaudita, è stata cambiata significativamente la nostra facoltà di strutturare la rappresentazione della realtà, sono stati scardinati fondamenti morali che funzionavano da decine di migliaia di anni.
Prendo ad esempio la recente serie di suicidi collettivi in Giappone organizzati tramite internet.
Non riesco ad immaginare nulla di più tragicamente privato di un suicidio.
È il momento in cui si fa l'estrema contabilità della propria vita, si rende conto a tutta la propria storia e si decide che non ha più senso continuarla.
Non riesco a trovare nessun motivo che possa spingere al suicidio, che per me è sempre e soltanto un mostruoso errore di valutazione; ma rispetto la scelta terribile di chi decide di non poter decidere più.
È il momento supremo in cui il pensiero si misura con l'eternità e l'invisibile.
Si è di fronte a noi stessi, giudici e carnefici della nostra esistenza. Può esistere un momento della vita più solennemente segreto? Esiste un istante più personale di quello in cui si decide di negare tutta la propria storia? Certo che no. La terribile grandezza dell'atto di negarsi la vita ha sbalordito filosofi in tutti i secoli, e sareste stupiti dalla mole di studi che riguardano il suicidio. Eppure, l'azzeramento sistematico delle coscienze ha violato anche questo estremo, tragico pudore. La rancida marmellata di pseudo-pensiero si è sostituita alle dolenti riflessioni di Seneca, di Epicuro, di Cicerone ed ha fatto del suicidio una moda… Una nuova moda, e non a caso è il Giappone (paese imitativo per eccellenza) in cui questa orrenda moda ha avuto la sua maggiore diffusione.
Quale male ha gettato nell'abisso di disperazione, nel 2003, 34.427 giapponesi che hanno preferito la morte alla vita di una delle più ricche nazioni industrializzate?
Quella che si chiamava “la società del benessere” ha creato persone soddisfatte o condannati alla morte volontaria? Possiamo cercare di spiegarci perché il Giappone ha il più alto tasso di suicidi tra i paesi industrializzati; con 24,1 per 100.000 abitanti?
E cosa ha potuto far trasformare il suicidio in un happening da organizzare on line? Persone sconosciute fino ad un’ora prima si riuniscono per morire assieme: è un ripugnante rituale che mescola il talk show col reality show.
Abituati ad ostentare ogni momento della propria vita, i suicidi “alla moda” consegnano anche la propria follia di autodistruzione alla spettacolarizzazione, perché è innegabile che ciascuno di loro abbia ben previsto di finire così sui giornali, sulla tv, su internet…
Il proposito più inconfessabile diventa un banale argomento di chat; si fissa un appuntamento come se si andasse a prendere tutti assieme l'aperitivo, mentre sono gli ultimi istanti di vite folgorate.
L'ultimo messaggio lasciato a chi resta si confonde nella nebbia elettromagnetica del girone infernale dell'internet selvaggio: anche la filosofia della vita e della morte diventa virtuale e non dura più del tempo di un collegamento alla rete. E i mass media che gridano all'orrore e all'assurdo sono proprio loro gli artefici di questa tragedia; non che ne siano responsabili – è chiaro – ma sono certamente coloro che più di ogni altro hanno creato e alimentano il clima che pure denunciano.
Ma non farò l'ingenuo, e non fingerò di ignorare che i mass media sono oggi docili strumenti di propaganda delle lobbies di potere che dominano il pianeta.
Il cerchio si chiude.
Si chiude perfettamente.
Come un nodo scorsoio.

domenica 11 novembre 2007

Rassegnati o plagiati?

di: Paolo Cortesi/Nexusitalia

Credo che almeno due saranno gli elementi caratteristici del nostro tempo che colpiranno l'attenzione del futuro storico: la totale sottomissione della gente e la sfrenata impunità dei potenti. Oggi assistiamo alla sistematica manipolazione della realtà, che viene presentata al pubblico secondo le versioni utili ai fini di chi detiene il potere. Abbiamo visto, ad esempio, che la guerra d’invasione dell'Iraq è stata motivata da un pretesto (armi di distruzione di massa) che si è rivelato inconsistente.

Chi ha una pur modesta pratica del mondo dell'informazione, nota con sgomento che le notizie vengono regolarmente filtrate; alcune sono semplicemente ignorate. Quando la notizia non la si può proprio tacere, la si “distilla” in modo che ne esca un prodotto innocuo al potere, anzi addirittura ad esso benefico: la formazione artificiale (non storica) di un mastodontico impero come l'Europa Unita viene dipinto come la più sublime realizzazione della fratellanza dei popoli, e la colonizzazione dell’Iraq è una missione di pace.



I mass media inventano e alimentano una mitologia fantastica, ma che viene ripetuta così spesso, secondo una ritualità decennale, tale da creare la versione ufficiale della realtà. Non importa se poi, ad un esame più profondo, questa realtà si rivela falsa. Il potere sta assumendo caratteristiche metafisiche, ultraumane: è così onnipresente e onnipotente che si può pensare –senza ironia o provocazione- che abbia preso il posto di Dio il quale, se non è morto come taluni vogliono, oggi di certo non vive momenti di gloria.

La quantità di leggi e regolamenti cui siamo sottoposti è forse la più alta nella storia dell'umanità. Mai, neppure sotto Attila o Nerone, la vita pubblica e privata era così minuziosamente, così nevroticamente codificata. Sotto Napoleone (che pure fu un dittatore sanguinario) i francesi godevano di alcune libertà che oggi ci sembrano addirittura impensabili: si potevano vendere alimenti e bevande purché se ne avessero; si apriva un negozio, un caffè, un ristorante, un albergo purché si disponesse delle stanze in cui farlo e del personale da impiegare.

Provate a farlo adesso!…

Laurence Sterne compì il suo celebre viaggio senza avere passaporto e attraversando senza problemi nazioni in guerra fra di loro: provate a farlo adesso! Oggi, periodo in cui a scuola insegnano che lo stato siamo noi e godiamo della più ampia libertà possibile, le leggi e i regolamenti ci sovrastano e ci guidano, come fili invisibili delle marionette che siamo diventati. Tutto ciò che riguarda l'esistenza umana, dalla culla alla tomba, è stabilito da leggi, le quali sono ovviamente ben corredate da minacce, sanzioni, punizioni, ammende eccetera. (Tutto ciò, beninteso, vale solo per coloro che non hanno santi in paradiso, che non godono di efficaci coperture, che non esercitano professioni particolari, che insomma non riescono a mettere neppure un dito nella torta del potere).

Restano davvero poche attività in cui possiamo esercitare liberamente e completamente la nostra volontà. Non solo, ma l'estensione del potere coercitivo è continua, inarrestabile. Appena si trova una residua attività non regolamentata, il potere provvede a ricoprirla, a cristallizzarla con la sua legge astratta, generica, ferrea. La vita, insomma, l'intera vita umana viene fagocitata dal Leviatano, e ci viene sputata fuori come un astruso, gelido elenco di “si può”, “non si può”.



Arriveremo a leggi che determineranno le forme delle crostate e vieteranno, con la medesima intransigenza, di sbucciare le mele in senso antiorario. Ecco: la parossistica mania legiferante del potere stupirà lo storico del 2200, il quale si chiederà come abbiamo fatto a vivere come le disciplinate, sottomesse formiche operaie. Egli si chiederà, ancora più angosciato, come abbiamo fatto a tollerare che, mentre noi eravamo addestrati a bastone e carota, una oligarchia di onnipotenti faceva quello che voleva, vivendo sopra le leggi che, troppo spesso, imponeva alla gente e violava impunemente.

Egli si sbalordirà, non meno, per la docilità con cui la gente subisce tutto ciò: tasse, miseria, sperequazioni, ingiustizie, corruzione, militarizzazione della società, mass media inquinati, condizionamento occulto… Forse troverà inquietante la mansuetudine con cui milioni di uomini e donne hanno permesso che poche centinaia di infami figuri disponessero delle loro vite, dei loro destini e del futuro del pianeta. Se mi soffermo sulla storia dei secoli scorsi, noto con stupore che le rivoluzioni – in quei tempi – scoppiavano per molto meno!

La gloriose Giornate di Luglio 1830, che detronizzarono Carlo X di Francia, furono scatenate dal tentativo del re di imbrigliare la stampa. Enrico conte di Chambord perse il trono per aver preteso di sostituire il tricolore con il vessillo bianco col giglio dei Borbone! La Rivoluzione Americana fu, in buona sostanza, una sommossa organizzata dai borghesi e dai mercanti delle colonie americane contro il Regno Unito al quale non intendevano più versare le tasse previste dalla legge britannica.

Quando penso alla mansuetudine bovina con cui le folle subiscono leggi, decreti, ordini, imposizioni non posso fare a mano di chiedermi se certe ipotizzate forme di controllo psichico di massa siano già attive… Mi domando: l'inerzia con cui accogliamo tutto ciò che dispone delle nostre vite è rassegnazione o siamo tutti vittime del più colossale plagio della storia umana?

Non è inquietante la rigorosa repressione del dissenso organizzato che è invece molto misurato, pacato, quasi folcloristico più che sovvertitore? Esiste qualche segreta forma di dominio a distanza? (Oltre, beninteso, alla televisione, che sta svolgendo egregiamente la sua missione di ottundimento e disumanizzazione).

Abbiamo perso il nobile senso dello sdegno morale, della grandezza della dignità umana?

Siamo esseri umani diversi da coloro che proclamarono i diritti fondamentali dell'uomo?

Siamo tutti plagiati o rassegnati?

sabato 10 novembre 2007

DENGUE-Repubblica Domenicana 2

Epistheme
epistheme es un conjunto de medios multiples de comunicacion orientados hacia la gestion del conocimiento y del cambio sociocultural. Estos medios sirven de voz a una serie de comunidades epistemicas dominicanas y caribenas polisinteticas aglutinantes, interconexas y crecientes.


epistheme: Noticias del Frente Ecologico 020

mercoledì 7 novembre 2007

Porno di massa e porno-dipendenza

di: Alessio Mannucci
Che ci piaccia o no, la porno-dipendenza riguarda tutti, dal momento in cui il porno è diventato di massa: dalle veline di striscia la notizia ai cartelloni pubblicitari, dalla pornografia via internet al porno mobile, ecc. ecc. Siamo sottoposti continuamente ad un diluvio di porno-informazione, a dosi quotidiane di porno-realtà virtuale, che agisce sia a livello conscio che inconscio, e ci trasforma inesorabilmente in “porno-zombies”.
Una volta trasformati in “porno-addicted”, le dosi di porno-realtà virtuale non sono più sufficienti.
Si passa allora alla porno-realtà reale.
Non è un caso che la percentuale di stupri sia così in crescita. Non è un caso che aumentino gli episodi di violenza sessuale in famiglia. Non è un caso che dilaghi la pedofilia. Ultimamente si è aggiunta anche l' “infantofilia”, la preferenza per bambini molto piccoli, neonati addirittura.
E non sono invenzioni dei mass-media, è tutto vero.
Piuttosto, sono creazioni dei mass-media, in quanto strumento del porno-impero.
Il porno di massa alimenta la “porno-dipendenza” e le “psicopatologie sessuali”, la violenza e i crimini sessuali. Eppure è legale.
PORNOCOPIA

“Pornocopia”, di Laurence O'Toole, tratta di porno, sesso, tecnologia e desiderio.
Parte dal fallimento del movimento femminista anti-porno, rappresentato da Andrea Dworkin e Catherine MacKinnon, che negli anni Settanta sostenevano che la pornografia alimentava la violenza contro le donne (ed era ed è vero), ricostruendo il percorso che ha portato la pornografia ad essere legale, addirittura difesa in nome del primo emendamento (vedi Larry Flint), largamente accettata da un pubblico di massa.
Come questo ha modificato la percezione della sessualità, e ha ridirezionato i flussi del desiderio.
Facendo scoperte molto interessanti, come ad esempio che il governo degli Stati Uniti sia stato per molto tempo uno dei principali produttori di materiale pedofilo attraverso il magazine “Wonderland”.

LA CORSA DEL TOPO

Fonte: http://freenfo.blogspot.com/
Trentacinque anni da scontare

a cura di freenfo

Migliaia di lavoratori ogni giorno compiono il proprio dovere. Escono di casa e si recano al posto di lavoro, a volte impiegano diversi minuti, qualcuno anche più di un'ora per raggiungere la sede lavorativa. In media lavorano otto ore al giorno, un'ora di pausa pranzo e poi tutti di nuovo imbottigliati nel traffico per il rientro a casa. Mi chiedo quale sia il metro per giudicare una civiltà. Leggo il primo articolo della costituzione italiana e resto qualche istante a pensare.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Analizzando la prima frase aggiornata ai nostri giorni, il significato sembra dire: L'Italia è uno Stato governato dalle banche, le quali in modo non democratico esercitano la loro repressione e controllo sulla popolazione attraverso il lavoro. La sovranità non appartiene al popolo, in quanto i partiti politici decidono chi candidare e chi eleggere, il popolo è chiamato solo a svolgere un compito privo di significato, come l'elezione di un candidato. I partiti politici sono in una scala gerarchica inferiore rispetto alle banche e ai poteri occulti. Questo significa che ogni candidato, se pur con maglia di colore diverso, gioca nella stessa identica squadra, gestita da un sistema elitario di potere.

A questo punto andare a lavorare non ha più il compito di far progredire la società ridistribuendo i beni prodotti, è diventato un modo per reprimere il pensiero e la vita delle persone. Otto ore al giorno con “un'ora d'aria” per il pranzo, assomiglia molto di più alla vita in un carcere, piuttosto che una vita sociale libera. L'uomo nasce libero e parte integrante di un sistema che lo vuole artefice e libero di esercitare le sue abilità nel pieno rispetto dell'ambiente circostante. Viviamo in un sistema che non ci permette di sognare e di realizzare quello che è più adatto a noi stessi. Il dover lavorare per produrre beni senza un reale valore aggiunto, non contribuisce a soddisfare i bisogni dell'uomo. La privazione di affetti, di vita sociale e di spazi aperti, impoverisce lo spirito e la mente umana.
Stiamo pian piano diventando cyborg privi di cuore, che svolgono un compito che a ben pochi sembra essere chiaro.
Il nostro compito è arricchire un numero ristretto di persone che a loro volte investono i profitti per controllarci e annientarci.
La medicina, la tecnologia, l'inquinamento e l'iperproduzione servono per lobotomizzare l'uomo e renderlo innocuo.

Un uomo libero di pensare, di esprimere proprie opinioni, è pericoloso. Pericoloso perché può coinvolgere altre persone, può innescare meccanismi di risveglio in altri uomini che sono “addormentati”. Le onde elettromagnetiche che bombardano le nostre menti attraverso telefonini, televisione e tutto quello che ci circonda, ci rendono deboli e immuni a quello che succede intorno a noi. Aumentano programmi televisivi che riempiono i vuoti generati dalle nostre misere vite, passatempi privi di significato che colmano la mente di colori e suoni adatti a non farci pensare. Questo sistema non può avere futuro, è ora di ritrovare la giusta collocazione dell'uomo sul pianeta, è ora di distruggere le false credenze, i sistemi precostituiti da altri, per far posto a menti aperte al nuovo, all'Armonia e all'Amore.

Data articolo: novembre 2007

sabato 3 novembre 2007

THE SECRET

POSSIAMO CAMBIARE LA NOSTRA REALTA' PERSONALE E COLLETTIVA
LEGGETE ATTENTAMENTE E INIZIATE A SPERIMENTARE

I PENSIERI COME MAGNETI ATTIRANO GLI EVENTI

LE NOSTRE CREDENZE SONO UNA CHIAVE DI LETTURA DELLA REALTA'
CAMBIANDO PARADIGMA INTERPRETATIVO CAMBIAMO LA REALTA'
SPERIMENTAIAMO, FACCIAMO PRATICA, ALLENIAMOCI...
SIAMO PRONTI PER EVOLVERCI

giovedì 1 novembre 2007

PADRE RICCO / PADRE POVERO

Robert Kiyosaki
LAVORARE PER IL DENARO O FAR LAVORARE IL DENARO PER NOI?


UN NUOVO PARADIGMA FINANZIARIO
NUOVI PENSIERI, NUOVA REALTA'

La quinta dimensione

La quinta dimensione -

L'esistenza della realtà

di: Oscar Bettelli
Fino a che punto i nostri sensi sono affidabili? Per un organismo biologico i sensi sono gli unici canali di comunicazione con il mondo esterno. In un essere umano ci troviamo di fronte al fenomeno della auto-consapevolezza ed è possibile costruire congetture intorno al mondo astraendo dai dati percepiti dai sensi in modo tale che "concetti" astratti divengano "oggetti" su cui la ragione può speculare.
L`uomo può quindi, a differenza delle altre creature viventi, dubitare dei propri sensi e costruire le proprie certezze su intuizioni provenienti dal mondo interiore percepito soggettivamente.
La nozione, derivante dall`analisi del fenomeno "percepire", di una realtà che trascende l`esperienza sensibile dà origine ad un moto dello spirito di ricerca di una verità che sfugge al dominio dei sensi e porta a congetture raggiungibili solo con l`intelletto ed il pensiero astratto. La distruzione del concetto di tempo operata dalla teoria fisica della relatività (esiste un tempo per ogni osservatore) è un esempio significativo di queste potenzialità della speculazione matematica e, in generale, filosofica. Ogni osservatore è però isolato nella propria personale, unica ed irripetibile concezione del mondo, nella propria esperienza vissuta costituita da una molteplicità di percezioni individuali. Il mondo diviene pertanto una mera possibilità di cui è possibile affermare un`esistenza solamente probabile ovvero, in ultima istanza, basata sulla verosimile credenza od ipotesi di esistenza. Fortunatamente gli uomini possono comunicare tramite il linguaggio che pur essendo esso stesso pura convenzione soggettiva consente di confortare le proprie credenze sul mondo confrontandole con il pensiero di altri. Se un uomo fosse completamente isolato come potrebbe distinguere tra sogno e realtà? Il divenire continuo del percepito rende problematico persino il sussistere di entità oggettive: l`albero che era qui ieri oggi non c`è più. La memoria vacilla quando lo stimolo non gode della proprietà di ripetibilità: un evento singolare ed irripetibile si perde nella memoria confondendosi con le fantasie soggettive e diviene incomunicabile, non esteriorizzabile. La possibilità di mettere in dubbio l`esistenza dell`essere costituisce la massima potenzialità dell`intelletto umano ed anche la fonte dello struggimento più acuto. Il nulla fagocita l`esistente riconducendolo di nuovo al nulla. Quello che rimane è solo il processo continuo del divenire che dal nulla crea l`esistente e nel nulla ritorna perdendosi così agli occhi umani ogni senso di assoluto.
Dal momento che l`uomo dubita dei propri sensi l`intelletto si perde in una ricerca di assoluto che sfugge a qualsiasi definizione. Solo il qui ed ora esiste ed in esso si cela l`eternità.
Ma la speculazione intellettuale continua oltre i limiti del tempo e dello spazio, oltre l`infinitamente grande e l`infinitamente piccolo, in una dimensione in cui solo la coscienza può spaziare.
È in questo campo che maestri di verità trovano la propria linfa vitale, gli spunti più elevati di esperienza trascendente.
Ma l`essere ci riporta alla concreta dimensione esistenziale.
Terminato il volo fantastico nel mondo delle idee i sensi operano efficacemente per riproporci il contingente il particolare a cui volenti o nolenti dobbiamo sottostare almeno prendendone atto.
L`attimo fuggente si ripropone con tutti i vincoli insiti in un disegno governato da leggi naturali.
Ed è per questo che non possiamo far altro che meravigliarci ad ogni istante che effettivamente l`esistente esista.