domenica 27 aprile 2008

THE MIRACLE OF MAN'S CREATION

Human Sexuality:
Running the Gamete

Conception
After fertilization, the embryo travels along the fallopian tube to the uterus, where it will grow.



Childbirth

sabato 26 aprile 2008

Riso come l'oro...

di: Roberto Romagnoli
Data articolo: aprile 2008
Fonte: Il Messaggero

Alimentari, esplode il prezzo del riso. Fao in allarme: rischio speculazioni.

La prima guerra mondiale per il cibo sembra cominciata. L'impennata dei prezzi di grano, riso, soia, mais sta spingendo molti Paesi a drastiche misure protettive. In tutti e cinque i continenti è il caos totale. Ognuno si muove autonomamente, senza una logica globale. E questo perché la crisi alimentare in atto è qualcosa di viscido, difficile da afferrare. Ieri il riso ha superato quota mille dollari la tonnellata, arrivando in alcuni casi anche oltre 1.200. Il che significa un apprezzamento di quasi il 50% rispetto a un mese fa e del 16% in una settimana. In un anno il prezzo del grano è raddoppiato.

I fertilizzanti sono aumentati del 25% (+200% in un quinquennio). Vietnam, India, Egitto, Cina, Cambogia, Argentina hanno chiuso totalmente o parzialmente le frontiere all'esportazione del riso. Argentina, Russia, Kazhakistan hanno ridotto le esportazioni di grano. In Mauritania, Mozambico, Costa d'Avorio Haiti, Senegal Guinea e altri Paesi da un mese sono scoppiate contestazioni e rivolte per la carenza di cibo. Si diffonde la paura di restare senza riso e grano e chi vuole e può acquistare offre e ordina sempre di più.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon vuole convocare al più presto un vertice sulla crisi alimentare. Il Pam - l'ufficio Onu per il programma alimentare mondiale - denuncia che la crisi può provocare drammatiche emergenze umanitarie in molti Paesi.

La Banca mondiale stima che l'esplosione dei prezzi può far precipitare nell'inferno della denutrizione cento milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo. E la Francia ieri ha deciso di raddoppiare da quest’anno lo stanziamento per per gli aiuti alimentari ai paesi poveri portandolo a 60milioni di euro. La Fao riconduce il terremoto dei prezzi a diversi fattori: dall'abbassamento delle riserve - soprattutto per grano e mais - alla siccità che ha colpito l'Australia nel bienno 2006-2007; dall'impennata della domanda di produzione agricole per i biocombustibili - gli Usa destinano già il 25% di terre alla petroagricoltura - alla accresciuta richiesta di cibo da parte di paesi come India e Cina.

In un documento elaborato due giorni fa, la Fao ha anche fatto cenno quale causa delle turbolenze nel settore alimentare a un sempre maggiore intreccio tra mercati agricoli e non agricoli. Insomma c'è un rischio di speculazione. Secondo Conception Talpe, economista responsabile dei prezzi dei cereali della Fao: «Per il riso non c'è un particolare boom della domanda che si colloca ai livelli dello scorso anno, dunque l’aumento dei prezzi è ingiustificato». Per Antonio Onorati, presidente del Centro internazionale Crocevia, che segue da anni le dinamiche agricole mondiali, le cifre della produzione dicono che la crisi ha ben altre origini.

Non c'è diminuzione di produzione, che si mantiene a un livello adeguato per rispondere all'aumento della popolazione mondiale. Quanto sta accadendo - sostiene Onorati - è completamente al di fuori della logica della domanda e dell'offerta. La piena liberalizzazione del settore agricolo ha spinto riso, cereali e altri prodotti sotto la lente dei mercati finanziari. E sono convinto che una buona spinta a questa corsa al rialzo dei prezzi sia dovuta alla speculazione finanziaria. Inoltre c'è la corsa del petrolio che incide molto su politiche agricole sempre più industrializzate.

Se si vuole uscire dalla spirale, oltre a sottrarre la produzione alimentare alle grinfie dei grandi gruppi finanziari, va ridisegnato il modo di produrre. Se non si interverrà subito lo spettro della fame aleggerà ovunque. Già adesso la questione fame nei paesi in via di sviluppo si sta trasferendo dalle campagne alle città colpendo i ceti più deboli. Ma a rischio presto potrebbe esserci anche la classe media.

Il potere della mente

redazione ECplanet


Bonua ltterua

Sneocdo uno sdtiuo dlel ‘ Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe

snoo sctrite le plaroe, tutte le letrtre posnsoo

Esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l’umltia letrtea

saino al ptoso gtsiuo , il rteso non ctona.

Il cerlvleo è comquune semrpe in gdrao di decaifre tttuo qtueso coas,

pcherè non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee…



Siete riusciti a leggere tutto ?

“Il potere della nostra mente“ è impressionante… e questo non è paranormale !

RISPARMIAMO ACQUA ED ENERGIA DA SUBITO:NON MANGIAMO CARNE

Dalle istituzioni e dal mondo scientifico

In organizzazioni come l'OMS, la FAO e la Banca Mondiale, aumenta sempre di più la preoccupazione per l'impatto dell'allevamento industriale sull'utilizzo delle terre coltivabili e conseguentemente sulla possibilità o meno di nutrire il mondo in modo efficiente.

Esse affermano: “L'aumento del consumo di prodotti animali in paesi come il Brasile e la Cina (anche se tali consumi sono ancora ben al di sotto dei livelli del Nord America e della maggior parte degli altri paesi industrializzati) ha anche considerevoli ripercussioni ambientali. Il numero di persone nutrite in un anno per ettaro varia da 22 per le patate, a 19 per il riso fino a solo 1 e 2 persone rispettivamente per il manzo e l'agnello. Allo stesso modo, la richiesta d'acqua diventerà probabilmente uno dei maggiori problemi di questo secolo. Anche in questo caso, i prodotti animali usano una quantità molto maggiore di questa risorsa rispetto ai vegetali.” [WHO/FAO2002].

L'acqua richiesta per produrre vari tipi di cibo vegetale e foraggio varia dai 500 ai 2000 litri per chilo di raccolto prodotto. Il bestiame utilizza in modo diretto solo l'1,3% dell'acqua usata in totale in agricoltura; tuttavia, se si prende in considerazione anche l'acqua richiesta per la coltivazione dei cereali e del foraggio per uso animale, la quantità d'acqua richiesta è enormemente più elevata. Per 1 kg di manzo da allevamento intensivo servono 100.000 litri d'acqua (200.000 se l'allevamento è estensivo); per 1 kg di pollo, servono 3500 litri d'acqua, 2000 per la soia, 1910 per il riso, 1400 per il mais, 900 per il grano, 500 per le patate. [Pimentel1997]

Il direttore esecutivo dell'International Water Institute di Stoccolma, ha dichiarato "Gli animali vengono nutriti a cereali, e anche quelli allevati a pascolo richiedono molta più acqua rispetto alla produzione diretta di grano. Ma nei paesi sviluppati, e in parte in quelli in via di sviluppo, i consumatori richiedono ancora più carne [...]. Ma sarà quasi impossibile nutrire le future generazioni con una dieta sul genere di quella che oggi seguiamo in Europa occidentale e nel Nord America". Ha aggiunto inoltre che i paesi ricchi saranno in grado di aggirare il problema importando acqua virtuale, il che significa importare cibo (mangime per animali o carne) da altri paesi, anche da quelli che non hanno abbastanza acqua. [Kirby2004]

Oltre a consumarla, l'allevamento inquina l'acqua

Al consumo smodato d'acqua, va aggiunto il problema dello smaltimento dell'enorme quantità di deiezioni prodotte dagli animali degli allevamenti intensivi. Le deiezioni liquide e semi-liquide del bestiame contengono livelli di fosforo e nitrogeno al di sopra della norma, perché gli animali possono assorbire solo una piccola parte della quantità di queste sostanze presenti nei loro mangimi.

Quando gli escrementi animali filtrano nei corsi d'acqua, il nitrogeno e fosforo in eccesso in essi contenuto rovina la qualità dell'acqua e danneggia gli ecosistemi acquatici e le zone umide. Circa il 70-80% del nitrogeno fornito ai bovini, suini e alle galline ovaiole mediante l'alimentazione, e il 60% di quello dato ai polli "da carne" viene eliminato nelle feci e nell'urina e finisce nei corsi d'acqua. [CIWF2004]

Un anno intero di acqua per soli 5 kg di carne

Per concludere, un dato emblematico, che fa riflettere: il settimanale Newsweek ha calcolato qualche anno fa che per produrre soli cinque chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno (5 kg di carne non bastano a coprire il consumo di una settimana, per la stessa famiglia !).

Perciò è chiaro che la prima cosa da fare, per risparmiare davvero acqua, è diminuire i consumi di alimenti animali, privilegiando il consumo diretto di vegetali (cereali, legumi, verdura, frutta, nelle migliaia di possibili ricette appetitose che si possono preparare): come singola azione da compiere è la più potente in assoluto, molto di più di qualsiasi altra azione di risparmio il singolo cittadino possa intraprendere.

D'altro canto, è noto che l'attuale consumo di alimenti animali è di molto superiore al massimo consigliato dall'Istituto Mondiale per gli studi sul Cancro (World Cancer Institute), che consiglia, nelle sue linee guida per la prevenzione del cancro, di non consumare più di 80 grammi al giorno di carne rossa, il che significa 30 kg l'anno come MASSIMA quantità di carne rossa ammessa. In Italia, ogni anno si consumano mediamente 62 kg di carne rossa pro-capite, più 30 kg di altra carne, quindi il doppio rispetto al massimo consigliato.

Modificando le nostre abitudini alimentari, faremo molto per l'ambiente, e faremo un gran regalo alla nostra salute.

Data articolo: aprile 2008

Fonti:

- [CIWF2004] CIWF, "The global benefits of eating less meat", CIWF Trust, 2004
- [Kirby2004] Alex Kirby, "Hungry world 'must eat less meat'", BBC News Online, August 15 2004
- [Pimentel1997] Pimentel D., Houser J., Preiss E., White O., "Water Resources: Agriculture, the Environment, and Society", Bioscience, February 1997 Vol. 47 No. 2.
- [WHO/FAO2002] WHO/FAO, Diet, nutrition, and the prevention of chronic disease. Report of the Joint WHO/FAO expert consultation, 26 April 2002.

Pubblicato da: www.scienzavegetariana.it


Carne e cancro un binomio dimostrato

R.S. a cura di Fabio Quattrocchi

Che il consumo eccessivo di carni rosse, lavorate o meno, favorisca il cancro all'intestino era solo un'ipotesi. Adesso, uno studio europeo l'ha dimostrato.

L'Ente europeo che studia i legami tra cancro e nutrizione (EPIC) ha esaminato, per volere dell'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, le abitudini alimentari di 500.000 europei negli ultimi dieci anni. E ha scoperto che il rischio di cancro all'intestino è tre volte superiore in chi mangia più di 80 grammi al giorno di carne rossa o trattata (vitello, agnello, maiale e gli insaccati derivati) rispetto a chi invece la mangia meno di una volta a settimana.

Lo studio di EPIC, riportato nel Journal of the National Cancer Institute, ha rivelato che anche una dieta povera di fibre aumenta il rischio di tumore all'intestino. Mangiare pollame non favorisce, invece, gli stessi rischi, mentre mangiare pesce ogni giorno, addirittura li diminuisce.

A capo di questa ricerca c'è Sheila Bingham, della Dunn Human Nutrition Unit di Cambridge: “Non è una novità che l'abuso di carne rossa nell'alimentazione favorisse il cancro ma questo è il primo studio europeo che conferma quella che prima era solo un'ipotesi”.

LA COLPA È DELLA NITROSAZIONE

Sono tante e diverse le teorie sul perché la carne rossa favorisca questi rischi. Quella più accreditata è che l'emoglobina e la mioglobina che si trovano nella carne inducono, nell'intestino, un processo chiamato nitrosazione che porta alla formazione di “colonie” cancerogene.

La seconda teoria è che i colpevoli possano essere dei componenti, detti eterociclici, prodotti durante la cottura. Ma questi si trovano anche nel pollame e quindi il legame con la malattia non è così immediato. Nel team c'è anche Tim Key, professore della charity Cancer Research britannica, che sostiene: “La conclusione di questo rafforza l'evidenza che il cancro all'intestino può essere prevenuto con una dieta ricca di fibre e riducendo consumi della carne rossa e lavorata”.

I DATI

- Ogni anno 34.500 persone si ammalano di cancro all'intestino.
- Ci sono 17 casi di cancro all'intestino ogni anno su dieci mila cinquantenni che consumano più di due porzioni di carne rossa al giorno.
- Sono 12 i casi, invece, sempre su 10.000 cinquantenni, per chi mangia carni rosse meno di una volta a settimana.
- In Inghilterra rischiano un tumore all'intestino un uomo ogni 18 e una donna ogni 20.
- Se preso in tempo le possibilità di guarire sono otto su dieci.

Questa notizia è stata pubblicata dal periodico “Repubblica online”.

giovedì 24 aprile 2008

VETRINE AI MACELLI - Libero Community - Blog

Cambiare paradigma vuol dire essere disposti a mutare credenze e stili di vita ad esse correlate, come ad esempio che la carne è indispensabile nell'alimentazione umana, come quindi inevitabile l'allevamento forzato e successiva uccisione di milioni di animali ogni anno. A parte i costi per mantenere la loro alimentazione che già sfamerebbero molti umani denutriti, sappiamo che la necessità della carne nella nostra dieta e con lo stile di vita dei paesi occidentali, sedantarismo e riscaldamento inclusi, è la grande bufala scientifica del secolo scorso!
Se osserviamo la potenza muscolare e la stazza di un gorilla, il quale si ciba esclusivamente di foglie,frutti e radici ed ha un patrimonio cromosomico simile al nostro per circa il 90%,ci sembrerebbe quantomeno opinabile l'idea inculcataci sin dall'infanzia che solo la carne contiene le proteine nobili per una crescita sana ed equilibrata del nostro apparato osteo-muscolare. Inoltre osserviamo che i nostri apparati digerente e masticatorio sono prdisposti per alimenti di origine vegetale, essendo noto che l'intestino dei carnivori è molto breve per permettere la digestione delle carni,ossa e pelli delle prede ed un transito veloce delle feci.Niente a che vedere con la lunghezza dell'intestino tenue e del colon umano.
Se poi si mangia carne per abitudine, allora guardate questo blog, almeno saprete cosa in realtà cuocete in padella o allo spiedo...
Mangiate soprattutto antibiotici, ormoni dello stress e della paura degli animali allevati per il macello.
Poi se vi sentite così vincolati all'uomo preistorico dell'era glaciale,allora andate e cacciateli personalmente, mangerete almeno carne fresca ed eviterete la doppia morale di essere contro la caccia ed avere la fettina nel piatto o il pollo alla diavola per la domenica....
VETRINE AI MACELLI - Libero Community - Blog

lunedì 21 aprile 2008

La realtà ?

Un' interpretazione attraverso i nostri 5 sensi...
Ognuno di noi crea il proprio film e pensa che sia reale, ma è solo un film....

ECCO COSA CI SPIEGA IL PROF.Paolo Manzelli/University of Florence, NEL SUO ARTICOLO:
Cervello e Significazione

Il cervello è concepibile come un sistema “flessibile” di funzioni che opera su di un input (le afferenze sensoriali ), per elaborare un output, generatore di una “alfabetizzazione” del significato, che ha come referente il duplice versante della realtà esterna ed interiore. La “Teoria delle Funzioni di apprendimento significativo” del LRE/EGO-CreaNET, si fonda schematicamente su due funzioni di integrazione cerebrale “alfa”) che corrisponde alla evocazione della memoria e “beta”) al confronto ed alla elaborazione dei dati sensori e mnemonici attuata dall'intelletto.

La attività di tali funzioni cerebrali viene anticipata da un processo di allarme (bio-elettrico), che pre-configura l'attivazione della neuro-trasmissione nelle diverse aree cerebrali; ciò è conseguenza di una processazione di carattere essenzialmente intuitivo, che correla l'attenzione nonché le attese, che sono in relazione all'obiettivo di attuare una risposta cerebrale finalizzata, in ogni momento, alla ricerca della miglior risoluzione cognitiva e/o comportamentale. La “alfa-betizzazione” significativa delle informazioni in conoscenze apprese, avviene secondo un principio di economia, che tende a chiudere l'ampiezza della gestione della memoria ed accelerare il ritmo della contemporanea attività di elaborazione finalizzata attuata dall'intelletto, suddividendo l’ “alfabetizzazione” interpretativa in differenti tipologie di integrazione cerebrale. La suddivisione delle aree di integrazione il cervello persegue un principio di minimizzazione del dispendio energetico, che agisce sull'orientamento della distribuzione di flusso sanguigno, proprio in quanto, per rispondere a differenti scopi attesi è sufficiente selezionare i contorni di aree specifiche; infatti quanto più fosse potente l'integrazione, altrettanto maggiormente essa sarebbe dispersiva per l'eccesso di connessioni interneuronali (assoni e dendriti) da porre a convergenza.

La definizione delle aree cerebrali preferenzialmente attivate è esercitata dalle pulsioni provenienti dalle sezioni più ancestrali del nostro cervello (cioè le strutture sub-corticali come i Gangli Basali, Amigdala ed Ipotalamo), le quali vengono inizialmente indirizzate verso la zona cerebrale dell'Acumen, e successivamente distribuite per attivare particolari processi di integrazione funzionali, che, a livello di significazione cognitiva, trovano corrispondenza con diverse strutturazioni di “mappe mentali”, le quali infine si rivelano determinanti nella formazione di differenti modalità di intelligenza che convivono in modo più e meno esercitato in ciascuno di noi (intelligenze multiple).

Tra le forme di intelligenza che caratterizzano le modalità di significazione e comunicazione fondamentalmente sono da annoverare:

1) la capacità “intra-personale” di riconoscere i propri stati di coscienza e di utilizzali entro sistemi logici di analisi e sintesi cognitiva, necessaria per costruire conoscenze innovative e personalizzarle;

2) la capacità “inter-personale” di percepire interpretare ed agire in conseguenza agli atteggiamenti e motivazioni altrui, ciò è alla base della abilità di interpretare efficacemente delle attività sensoriali e tradurle con facilità nella risposta linguistica e comportamentale;

3) la capacità “cinestesica” di apprendere ad eseguire movimenti articolati con le membra ed il corpo e finalizzali ad una attività di espressione artistica ,musicale e sportiva.

Pertanto gli atteggiamenti mentali e i percorsi del ragionamento preferenziali risultano essere differenziati a seconda delle aree di integrazione cerebrale coinvolte, e ciò corrisponde ad una “alfa-betizzazione” settoriale delle funzioni cognitive, che assume differenti aspetti nelle abilità intellettuali personali adeguate a realizzare ed esprimere propriamente le relazioni tra pensiero ed azione.

Possiamo ora approfondire la interpretazione delle precedenti modalità integrative di “alfabetizzazione” cerebrale:

1) la costruzione “intra-personale” delle conoscenze, può essere evidenziata mediante lo studio delle “mappe concettuali” in quanto esse sono la conseguenza della primaria modalità di integrazione funzionale delle aree cerebrali che dà come risultato prevalente una cascata di associazioni cognitive. Lo studio delle mappe concettuali può essere utile per comprendere le fasi di assimilazione delle nuove conoscenze in modo da ottenere maggior consapevolezza delle proprie modalità di costruzione dei concetti e conoscenze. Si ottiene così un sistema per “imparare ad imparare”, mediante l'utilizzazione delle più appropriate caratteristiche “alfabetizzanti” della significazione cognitiva, esplicitando le associazioni preferite nel rielaborare e comunicare conoscenze ed evidenziando i concetti e le emozioni principali evocate ed i legami che tra essi si stabiliscono per creare percorsi alternativi di ragionamento.

2) l'intelligenza emotiva è invece alla base delle capacità di comprensione e comunicazione “inter-personali”. In particolare è normalmente l'Amigdala quella che inizia l'attivazione delle memorie emozionali; l'esercizio di questa seconda tipologia di integrazione si fonda sulla capacità di autocontrollo delle attività emotive che permettono di ottenere una maggior attenzione allo stile relazionale da assumere nei rapporti di comunicazione con gli altri. Nello specifico tale modalità di integrazione cerebrale conduce ad una miglior conoscenza delle possibilità di regolazione dei propri vissuti emotivi, che induce la capacità di sapersi motivare in quadro relazionale basato sulla attenzione ad entrare in ascolto, e riconoscere e valutare l'empatia, attuando dinamiche di comunicazione basate su strategie cognitive ed affettive adeguate a stemperare le barriere psicologiche, e gli atteggiamenti di difesa propri ed altrui nelle relazioni di comunicazione interpersonale.

La capacità di dominare le emozioni per raggiungere un obiettivo è una dote istintiva essenziale, ma che può essere esercitata per concentrare l'attenzione, e per trovare motivazione e controllo di sé, anche ai fini di essere compresi nella propria creatività. Il controllo emozionale, corrisponde alla capacità di ritardare la gratificazione e di regolare gli impulsi, ed è centrale per qualunque tipo di realizzazione sia di crescita cognitiva “intra-personale”, che nell'appropriarsi coscientemente della successiva tipologia di integrazione cerebrale. “Cinestetica”. Per inciso notiamo che “motivazione ed emozione” hanno in comune la stessa matrice nella lingua latina “movere”, cioè entrambe determinano la spinta all'azione, consentendo all'individuo di riconsiderare e riorientare il suo pensiero e comportamento verso uno scopo e verso la soddisfazione di determinati bisogni.

3) Per evitare predisposizioni mentali stereotipate e correggere preconcetti o mis-conoscenze ed anche per migliorare le capacità cognitive, non e da sottovalutare la tipologia di integrazione cerebrale che include prevalentemente l'attività del “cervelletto”, in quanto essa permette di aumentare l'efficienza e le prestazioni mentali tramite un potenziamento della esperienza nell'esercizio delle relazioni tra memoria a breve e a lungo termine.

L'attività “Cinestetica” implica infatti notevoli interferenze neuronali tra sistema percettivo e sensoriale con il “cervelletto”, (posto alla base occipitale del cervello), generando una integrazione processuale tra memoria ed intelletto, che attraverso la spina dorsale provvede a segnalare al cervello indicazioni interattive di equilibrio e di direzione e di azione al corpo ed agli arti in movimento e viceversa da questi ultimi al cervello. Tale attività integrativa, pertanto conduce ad un “modus operandi” capace di rafforzamento dei potenziali cognitivi ed emozionali, amplificando la più completa formazione nella sperimentazione e nell'utilizzazione dell'intelligenze multiple che convivono in ciascuno di noi.

Le tecnologie della “intelligenza connettiva”

La diffusione globale delle reti telematiche ha iniziato ad agire profondamente su ogni aspetto della vita sociale, non ultima la relazione dell'uomo i processi di sviluppo delle conoscenze. Tale innovazione della tecnologia di comunicazione informatizzata tende a trasformare le relazioni di flessibilità tra i sistemi di integrazione cerebrale, modificando notevolmente le precedenti dinamiche di apprendimento, ciò in quanto la esternalizzazione delle memorie in rete tende a cambiare le strategie di costruzione delle mappe cognitive entro un sistema distribuito, andando di conseguenza ad agire anche su una differenziazione delle capacità empatiche e delle abilità cinestetiche del cervello umano. Il sistema educativo in rete va pertanto inteso letteralmente come “sistema “trasformativo” dei processi di “alfabetizzazione” dei significati, proprio in quanto gradualmente cambierà irreversibilmente, le relazioni di relativa flessibilità di interazione tra i processi di integrazione cerebrale sopra indicati, in seguito al modificarsi delle relazioni tra gli stimoli propriocettivi ed esterocettivi, sia nei processi di memorizzazione che di elaborazione cognitiva dell'intelletto.

Si acuisce pertanto la necessità di studi di “Neuroscienze dello sviluppo” delle relazioni tra “intelligenza artificiale e creatività umana”, capaci di interpretare e presagire le rinnovate modalità di integrazione cerebrale, che si rivelano necessarie per acquisire rinnovate funzioni cerebrali estese e condivise in rete internet, le quali saranno più proprie di una nuova modalità di “intelligenza connettiva”.

La trasformazione graduale delle modalità di integrazione cerebrale, sia rispetto alla gestione della memoria che all'elaborazione dell'intelletto, senza una opportuna teoria, potrà svolgersi soltanto attraverso modalità di rappresentazione confuse e indistinte, ritardando la nostra capacità di capire ed attuare una sperimentazione cosciente, adeguata ad indirizzare le modalità ed i criteri di flessibilizzazione ottimale dei sistemi di integrazione cerebrale nel quadro dello sviluppo contemporaneo della Societa della Conoscenza.

Un miglioramento delle funzioni cerebrali è evolutivamente possibile proprio in quanto le categorie mentali non sono statiche nella memoria, né componibili tramite percorsi cognitivi dal significato invariabile e quindi non ulteriormente elaborabili dall'intelletto; pertanto le concezioni anche le più tradizionali vanno sempre storicamente modificandosi secondo una rinnovata maturazione funzionale della utilizzazione dei sistemi di integrazione dell'apparato neurale. «Le idee dice un vecchio saggio sono come colombe in gabbia, non e facile infatti catturarle perché per loro natura volano via». Pertanto sulla base sulla base della flessibilità dell'apprendimento mnemonico, l'intelletto possiede la congenita potenzialità di evolversi costruendo modificando categorie cognitive, allo stesso tempo in cui può creare significazioni innovative più coerenti con lo sviluppo individuale e sociale.

Certamente per agire intelleggibilmente nel quadro del cambiamento contemporaneo del management della Economia della Conoscenza e quindi necessario per saper accettare le nuove sfide di una linea di orizzonte mentale che si sposta nella condivisione della conoscenza nel World Wide WEB, è necessario un profondo risveglio della consapevolezza, tale che perseguendo appropriate indicazioni teoriche, la mente umana possa divenire ancora più capace e creativa nell'elaborare sistemi integrati di “condivisione di conoscenza” e favorire in tal guisa lo sviluppo della “Intelligenza Connettiva”.

Data articolo: aprile 2008

Per ulteriori informazioni:

Paolo Manzelli
Director of LRE/EGO-CreaNet-“VIA” – University of Florence
Via Cavour, 82 – 50129 FIRENZE – Italy
E-mail: LRE@UNIFI.IT
E-mail: manzelli@invisibilmente.it

Universo OLOGRAFICO

domenica 20 aprile 2008

MATRIX DIVINA

Gregg Braden spiega con straordinaria chiarezza e profondità come conoscere ed esplorare quel campo dalle infinite potenzialità (Matrix, o campo quantico, o Coscienza) e soprattutto come comprenderne il linguaggio per imparare ad usarlo per portare gioia, guarigione e pace nella nostra vita ed in quella dell'umanità.

L'autore attraverso una sinergia esplosiva tra le più recenti scoperte scientifiche e la più grande saggezza spirituale antica perduta o nascosta nei secoli ci riconsegna le segrete tecniche e gli strumenti per tradurre i desideri più puri del nostro cuore nella concreta trasformazione della realtà.

Salto Quantico & Sincronicità

Dott. Teodorani- astrofisico Ph.D a Rai Education
parla delle sincronicità quantistiche.



L'intervista inedita di Massimo Teodorani rilasciata alla Sentinel Italia,per vedere integralmente l'intervista la trovi qui www.sentinelitalia.org

mercoledì 16 aprile 2008

Il cervello crea la realtà

Livelli neurologici

di: Paolo Manzelli/University of Florence

Le fondamentali concezioni che permettono di accelerare la “costruttore di una realtà mentale creativa in un contesto storico-evolutivo”. si possono evidenziare sulla base di una concezione di estensione tra < Cervello e Mente > , e cioè correlando coscientemente lo sviluppo delle intelligenza umana alla evoluzione della intelligenza della natura di cui siamo partecipi. Quanto sopra premette la definizione di un modello di rappresentazione dei livelli neuronali della realtà quale prerequisito ad elevato contenuto logico-cognitivo finalizzato ad accelerare una ulteriore coscienziosa riflessione capace di agire da catalizzatore dello sviluppo creativo delle relazioni tra “cervello e mente” della specie Umana.

Partiamo in questa breve riflessione dalla considerazione ben nota che i cervelli di due persone possano essere geneticamente identici senza che risultino eguali le loro attività mentali che infatti si differenziano per le diversità di integrazione dei vari livelli neurologici funzionali di cui il cervello è composto (Schematicamente : livello Emisferi Superiori, Livello Sensoriale Talamico, Livello delle Pulsioni, sotto-Talamico) e quindi delle loro varie possibilità di interazione tra i lobi che sono collocati a destra e a sinistra della linea mediana che suddivide in aree funzionalmente distinte ogni livello cerebrale). Pur avendo aree funzionali geneticamente identiche la differenziazione dell' apprendimento cerebrale può essere assai ampia e complessa, ciò in quanto il Cervello è una condizione necessaria ma non sufficiente a realizzare forme di pensiero, proprio in quanto la intelligenza cerebrale è nettamente inferiore in complessità alla intelligenza della natura.

La nostra cultura è certamente riduttiva, e pertanto mentre nel bambino il numero di interconnessioni neuronali è assai elevato permettendo un apprendimento rapido, constatando che i livelli culturali essendo evidentemente limitati, si riconosce come questi ultimi determinano progressivamente una selezione delle potenzialità creative di comprensione dei giovani .Il risultato complessivo è che l'adulto normalmente subisce una limitazione della flessibilità d'uso dei livelli di integrazione neuronale diminuendo fisiologicamente le proprie capacita creative di apprendimento.

E importante sottolineare su base scientifica come le potenzialità cognitive operanti nel cervello infantile siano superiori a quelle dell'adulto e che pertanto una assunzione passiva di un apprendimento basato sul trasferimento nozionistico e ripetitivo delle conoscenze storicamente acquisite costituisce un condizionamento delle facoltà di sviluppo cognitivo dei fanciulli. Pertanto il docente ha la necessità di sviluppare una ricerca educativa per realizzare un produttivo avanzamento del sistema educativo, capace di riconoscere le potenzialità e la pluralità delle risorse intellettive dei giovani in modo da valorizzarne una acquisizione cosciente della naturale creatività cerebrale presente in ogni discente.

La coscienza pertanto il fattore determinante della formazione quale sistema cerebrale dove le informazioni ricevute dal mondo esterno divengono elaborate come rappresentazione di se stessi nel mondo percepito. È la possibilità estensione cosciente di tale rappresentazione delle proprie relazioni cognitive con il mondo che determina lo sviluppo cerebrale, mediante un sistema innovativo di apprendimento che nel processo evolutivo delle conoscenze abbia tendenza progressiva finalizzata a far coincidere Cervello e Mente.

Estrapolando possiamo infatti dire che Cervello e Mente potranno divenire equivalenti solo quando le capacita concettuali cerebrali saranno in grado di capire il significato della esistenza e del divenire dell'Uomo nel Universo. Pertanto in tale visione evolutiva delle relazioni di reciproca estensibilità tra “cervello e mente” diviene possibile arguire la dimensione e le iniziative utili ad utilizzare le risorse cerebrali per realizzare dei cambiamenti nello sviluppo della creatività storico-sociale dell'Uomo e della Donna.

Certamente uno strumento di ampliamento relazionale e oggi rappresentato dai sistemi interattivi basati sul uso formativo delle Tecnologie di Informazione e Comunicazione (TIC) che diviene grandemente utile qualora venga finalizzato al superamento delle logiche meccaniciste del riduzionismo scientifico di indole disciplinare per una loro sostituzione con le più moderne logiche interpretative di integrazione delle scienze, di indole bio-logica ed ecologica.

In tal caso appendimento via “WEB-LOGIC” oggi consente oggi di sviluppare delle metodologie inter-attive e pro-attive di ragionamento condiviso che permettono al cervello di sintonizzarsi su livelli neurologici più elevati rispondenti ad una prassi di estensione e di flessibilità cerebrale, certamente utile per recuperate il riduzionismo culturale e scientifico responsabile della diminuzione fisiologica delle inter-connettività neuronale nel passaggio dalle potenzialità di apprendimento in età giovanile a quelle dell'adulto.

Pertanto dato che è necessario acquisire una sperimentazione per convincersi delle potenzialità delle tecniche di ampia condivisione cognitiva in rete e utile provare a dare sviluppo, nell'ambito delle Ricerca Educativa orientata a dar luogo ad un nuovo paradigma dell'apprendimento, alle metodologie di tipo WE B-LOG IC (Contratto Generalmente in BLOG).

Provare per credere facendo pero attenzione a non limitare chiudere le relazioni di TIC sviluppate con le tecniche “BLOG2” ma ad organizzarle sulla base di una ampia estensione internazionale ed a carattere multi-disciplinare ben finalizzato da una progettazione BASATA SU COGNIZIONI INNOVATIVE per facilitare una estensione multi-tematica e multi-linguistica della condivisione di conoscenze. Un esempio di ciò e stato recentemente realizzato nel progetto “Mental Ch'ange” da LRE/EGOCreaNET. al fine di Accelerare il futuro europeo dell'e-Governament nel quadro di sviluppo della Economia della Conoscenza.

Le psico-ginnastiche nella Medicina Tradizionale Cinese: la loro funzione preventiva e riabilitativa

Ginnastica per il cervello
di: Donata Allegri

Il cervello umano contiene qualcosa come 100 miliardi di neuroni, le unità funzionali deputate alla trasmissione ed alla elaborazione dei segnali elettrici e chimici all'interno del nostro organismo. Queste cellule neuronali sono interconnesse tra di loro grazie alla presenza di un'infinità di sinapsi, piccolissime strutture nervose il cui numero è così grande da raggiungere i 100-1000 trilioni di unità.

Fino a poco tempo fa si riteneva che il cervello fosse un organo «rigido» e si pensava che le sue cellule non fossero più in grado di riprodursi dopo la nascita. Ora, invece, si è visto che le cellule dell'ippocampo, area decisiva per l'apprendimento e per la memoria, si rigenerano e che il sistema nervoso centrale è notevolmente plastico, progettato per risolvere problemi.
Più ci si allena sottoponendo nuovo lavoro al cervello, più si impara a risolvere ogni problema, inestricabile solo in apparenza, e solo per un cervello non sufficientemente allenato.

Il cervello è notevolmente plastico nella prima infanzia dell'uomo e questa proprietà è mantenuta, anche se in scala ridotta, nell'adulto.
Lo sviluppo del cervello è in parte guidato dai geni e in parte dall'esperienza; la parte di sviluppo dovuta principalmente ai geni non offre libertà di intervento all'individuo. Con la nascita e quindi l'esperienza sensoriale, si apre la libertà dell'individuo a cambiare, nei limiti permessi dai geni, la propria struttura nervosa e qui sta qui la nostra libertà di essere diversi.

Antonio Malgaroli, docente di fisiologia umana all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, afferma che da tempo si sa che si possono modificare i collegamenti fra due zone cerebrali, a seconda dell’attività, Da questo è nato lo studio di regole comportamentali e neurobiologiche per sfruttare meglio le capacità del cervello.
Lawrence Katz, neurobiologo della Duke University, sostiene che se per avere un corpo tonico basta allenarsi con la ginnastica, anche per il cervello occorre un tipo di ginnastica mentale chiamata neurobica.

La Neurobica insegna ad utilizzare al massimo le enormi potenzialità del proprio cervello, di cui la maggioranza degli esseri umani sfrutta solo una minima parte, lasciando praticamente inoperoso il 90% della propria capacità cerebrale. Si è anche scoperto che il calo delle prestazioni mentali dovuto all'età, non sembra causato dalla morte progressiva dei neuroni bensì alla riduzione dei collegamenti fra di essi. Un uso pigro del cervello e la vecchiaia atrofizzano le fibre su cui corrono le informazioni tra le cellule cerebrali.

Le neurotrofine sono sostanze nutritive naturali che favoriscono lo sviluppo di queste fibre, le quali, se stimolate, diventano più grandi e numerose, aumentando i punti di collegamento fra sinapsi e quindi la velocità di trasmissione degli impulsi. La quantità di neurotrofine prodotte dal cervello dipende dal tipo di attività, e con l’apprendimento si stimolano e si potenziano, aumentando di conseguenza le capacità intellettive.

Lamberto Maffei, direttore dell'istituto di Neurologia del Cnr a Pisa, afferma che nei giocolieri si sviluppa la porzione di corteccia motoria coinvolta nel controllo degli esercizi.
Afferma inoltre che è possibile anche riaprire connessioni «silenti» perché poco usate. In pratica per sfruttare al meglio le nostre capacità bisogna condurre una vita varia, con molti interessi, per accendere circuiti che richiedono impegno, sforzo ed attività cosciente.

Cervello e gratificazione

Piacere e dolore
di: Paolo Manzelli/University of Florence
http://www.unifi.it/
La osservazione del cervello, mediante la risonanza magnetica funzionale , ha reso possibile esaminare i processi neuronali che sottendono alle emozioni e ai sentimenti.

L'attività cerebrale corrispondente a un intenso coinvolgimento emotivo sia di piacere che di dolore viene registrata prevalentemente nell'area centrale del cervello (Sistema Limbico) la dove viene prodotta “dopamina” dai neuroni dopaminergergici del Nucleo Acumbens (NA) e nell'area VTA (Ventral Tegmental Area). Queste aree del cervello sono pertanto particolarmente ricche di “dopamina”, che ad alti livelli di concentrazione produce attenzione e tensione verso nuovi stimoli emotivi, che vanno dall'ira, rabbia, frustrazione e tristezza, ed al contrario producono sensazioni di sollievo benessere piacere e gratificazione a seconda del livelli significativi di integrazione con le varie aree cerebrali superiori (Corteccia cerebrale) e sottostanti (Aree sotto Talamiche) che guidano rispettivamente la ragione o le pulsioni.

Il crocevia tra le sensazioni contrapposte di dolore e di piacere convergono principalmente nel nucleo della attenzione “Nucleus Acumbens” che reagisce come interruttore cerebrale alle sensazioni piacevoli e gratificanti, riflettendo oltre un certo limite, tutto il complesso attivazioni e reazioni, dirigendolo nella direzione opposta delle sensazioni dolorose che vanno ad impegnare in modo diverso la attività di integrazione delle aree cerebrali.

Pertanto il ruolo chiave associato al “Nucleus Acumbens” permette di organizzare gli equilibri necessari ad effettuare una stretta correlazione di integrazione e scambio informativo efficace tra il sistema libico e la corteccia e le sezioni piu ancestrali del nostro cervello.

Le “droghe” e ogni altro elemento cognitivo o emotivo che vada esaltare ed alterare il normale funzionamento del sistema di regolazione reattiva tra “dolore e piacere”, altera in modo più o meno permanente le varie possibilità di integrazione cerebrale e quindi tende ad inibire la plasticità cerebrale e con essa il controllo del nostro comportamento ivi compresa la alterazione delle modalità di pensiero.

In particolare le “droghe” vanno a generare un derivato pulsionale della gratificazione che è generato da uno squilibrio delle integrazione rivolto principalmente alle attività sotto talamiche di indole irrazionale, generando una dipendenza che tende ad escutere fino allo sballo della capacità di intendere e di volere generata dalla più completa integrazione delle attività cerebrali superiori.

La vulnerabilità del nostro sistema di ri-orientamento e stimolazione delle diverse possibilità di integrazione cerebrale rende facile per ciascuno di noi lo sfuggire al controllo equilibrato e personale della propria attività cerebrale. La stessa gratificazione eccessiva può causare una eccitazione eccessiva che genera condizionamento temporaneo o peggio dipendenza e ciò vale anche per le forme più elevate del sentire umano come l'amore.

La potenzialità reagire appropriatamente alle diverse forme di alterazione degli equilibri dinamici dei sistema di integrazione cerebrale ha certamente una sua ancora di salvezza nella miglior conoscenza del funzionamento del sistema che per acquisire valore deve essere personalizzato da una attività cosciente tesa a conoscere se stessi le proprie pulsioni ed emozioni per acuire le proprie capacita di ragionevolezza.

Interazioni del Cibo e droghe

di: Donata Allegri

Ricercatori del Monell Chemical Senses Center e dell'Università della Pennsylvania, diretti da Marcia Levin Pelchat, usando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), hanno dimostrato che aree del cervello adibite alle emozioni, alla memoria vengono attivate anche quando si prova un forte desiderio di cibo e queste stesse zone vengono anche attivate quando si desiderano droghe.

Si è notato che, sia negli animali che negli uomini, lo stimolo dei centri della memoria è più efficace dello stimolo dei centri della ricompensa. Durante gli episodi nei quali veniva stimolato il desiderio di cibo, si è visto che venivano sollecitate tre regioni del cervello: il hippocampus, il insula ed il caudate e si è visto che queste stesse tre zone sono sollecitate dal desiderio di droga. Per poter effettuare questo studio sono stati utilizzati 10 volontari in buona salute ai quali, prima di essere sottoposti alla prova con fMRI, per un giorno e mezzo, è stata data soltanto una bevanda alla vaniglia che fornisse le calorie sufficienti. Ad un altro gruppo di controllo è stato permesso mangiare qualunque cibo e con molte porzioni, oltre alla bevanda alla vaniglia.

Per innescare il desiderio durante l'esplorazione con fMRI, venivano alternati su uno schermo i nomi degli alimenti graditi e la dieta liquida. In alcuni casi è stato chiesto di pensare all'alimento elencato sullo schermo, con il relativo gusto, odore e struttura. In altri casi le parole sono state usate al posto delle immagini. Tutti i partecipanti con dieta monotona hanno segnalato di provare il desiderio di cibo mentre immaginavano gli alimenti graditi, ma non mentre visualizzavano l'alimento monotono.

In questo modo si è visto che la stimolazione dei centri della memoria è più efficace della stimolazione dei centri della ricompensa. Questo studio è importante perché può dirci molto sulla neurochimica normale e patologica del desiderio e ci può condurre a migliorare i trattamenti farmacologici nei casi di obesità ed in quelli di tossicodipendenza.
Lo studio è stato pubblicato dalla rivista “NeuroImage”.

http://www.upenn.edu/
http://www.monell.org/

Il fungo Phellinus linteus potrebbe fermare crescita del cancro al seno

Fonte:Reuters - Mer 16 Apr - 11.15
LONDRA - L'estratto di un fungo usato per secoli nella medicina orientale potrebbe fermare la crescita delle cellule del tumore al seno e diventare una nuova arma per combattere la malattia killer. Lo hanno riferito alcuni scienziati.

Gli esami di laboratorio fatti su cellule di tumore al seno mostrano che il fungo Phellinus linteus ha un marcato effetto anti-cancro, probabilmente inibendo un enzima chiamato Akt, conosciuto per controllare i segnali che portano alla crescita delle cellule.

Il Phellinus linteus -- chiamato song gen nella medicina cinese, sang-hwang in coreano e meshimakobu in giapponese -- era in precedenza conosciuto per aver dimostrato proprietà anti-tumorali su pelle, polmoni e prostata.

La nuova ricerca sul tumore al seno rappresenta comunque la prima volta in cui gli scienziati hanno iniziato a capire come funziona.

Il dottor Daniel Sliva del Methodist Research Institute di Indianapolis ha detto che l'estratto di fungo riduce la crescita incontrollata di nuove cellule tumorali e sopprime il loro comportamento aggressivo.

martedì 15 aprile 2008

EL CEREBRO SE ADELANTA

Es muy probable que su cerebro ya lo haya decidido, incluso antes de que usted lo sepa. Al menos, eso parece indicar una investigación realizada en el Centro Bernstein de Neurociencia Computacional de Berlín, Alemania, cuyas conclusiones se publicaron en la revista especializada Nature Neuroscience. Según los investigadores ese órgano puede proporcionar decisiones hasta 10 segundos antes de que uno las tome conscientemente. Los científicos opinan que en el futuro se podrían usar estas señales del cerebro para controlar el movimiento de miembros paralizados o de prótesis.

sabato 12 aprile 2008

The Unified Field

Deepak Chopra explains the Unified Field

martedì 8 aprile 2008

ELEZIONI TRUFFA: ORA E SEMPRE RESISTENZA

FATE VINCERE IL NON-VOTO !

Non si può votare il meno peggio.

Chi vota il meno peggio legittima il peggio.

Se non possiamo scegliere il candidato con l’attuale sistema elettorale ... rifiutando la scheda elettorale non legittimiamo nessun partito !

Se votate scheda bianca o nulla perché non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti.
Infatti anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.

C'è però un modo di astensione che consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.

ISTRUZIONI PER L’ELETTORE

1) andare a votare, presentarsi con i documenti + tessera elettorale e farsi vidimare la scheda

2) NON TOCCARE LA SCHEDA (se si tocca la scheda viene contata come nulla e quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)

2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (dopo vidimata), dicendo: 'rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!'

3) pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda

4) esercitare,se si vuole, il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un commento che giustifichi il rifiuto (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo:
'nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta – oppure: ‘perché nessun partito ha nel suo programma il ripristino della sovranità monetaria costituzionale)

(d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art. 104) così facendo non voterete, ed eviterete che il voto, nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito con più voti.

Di fronte all’eventuale ostinazione dei presidenti e alla riluttanza dei segretari a non verbalizzare, e laddove non ci si senta in grado di sostenere il confronto,

evitare di farsi coinvolgere in accese ed inutili discussioni.

Rivolgersi invece alla forza pubblica per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44 comma 4 D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche).


In presenza di Presidenti di seggio che intendessero impedire la verbalizzazione della protesta presentata dall'elettore, chiedere la verbalizzazione dei motivi per i quali il Presidente di seggio ritiene legittimo impedire all'elettore "Tal dei Tali" quanto previsto dal combinato disposto degli art. 87 e 104 comma 5 del D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche:

il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o
di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a
tre anni e con la multa sino a € 2.000,00

Testo Unico delle Leggi Elettorali - D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 5