domenica 30 dicembre 2007

venerdì 28 dicembre 2007

IL SUONO DELLA VITA

Brano tratto dal film MUSIKANTEN di F. Battiato


e il 18 dicembre 2007 viene data ufficialmente la notizia scientifica della prima registrazione del SUONO del DNA

http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=1.0.1683534554

giovedì 27 dicembre 2007

NATALE... INGANNO GLOBALE

Chi celebriamo il 25 dicembre?
Natale rito sincretico tra paganesimo e cristianesimo.
NATALE... INGANNO GLOBALE

martedì 25 dicembre 2007

Propagazione dell'informazione

di: Oscar Bettelli

Definire cosa sia l'informazione pura è estremamente difficoltoso.

In particolare siamo talmente abituati a dare un significato all'informazione che spesso dimentichiamo che è la nostra mente ad attribuire un significato ai messaggi che riceviamo continuamente.
Dal punto di vista di una particella materiale le cose stanno molto diversamente.
Comunque possiamo tentare di definire l'informazione come una correlazione fra due stati materialmente possibili.
ùIn particolare se disponiamo di due rappresentazioni collegate tramite un canale di trasmissione possiamo definire l'informazione come una correlazione fra elementi nelle rispettive rappresentazioni.
Questa definizione funziona molto bene quando cerchiamo di capire cosa succede quando due persone si scambiano informazione.
Nella meccanica quantistica la funzione d'onda contiene la correlazione fra le possibili misurazioni fisiche.
Gli stati possibili descritti dalla funzione d'onda sono quindi in relazione reciproca in maniera istantanea anche se non siamo in presenza di alcun segnale scambiato.
Possiamo quindi ipotizzare che l'informazione, intesa come correlazione tra stati, possa essere trasmessa senza scambio di messaggi specifici, in particolare senza l'utilizzo di energia. Nell'esperimento EPR due particelle correlate si influenzano reciprocamente. L'esperimento EPR è un fenomeno non razionalizzabile caratteristico delle dinamiche della meccanica quantistica, per cui azioni tra luoghi distanti - che normalmente avvengono in tempi e spazi diversi - avvengono invece nello stesso tempo e conspazialmente.

Questo fenomeno è presentato dai quanti, da protoni o altre particelle, da elettroni, da interi atomi, da parti di molecole aventi due possibili stati morfologici (ad esempio, le proteine neuroniche "tubulina alfa" e "tubulina beta", che differiscono solo per l'orientamento spaziale di parte della molecola), i quali talvolta vengono emessi e/o si presentano in modo correlato ("entangled"). Il modo correlato consiste in uno "stato di sovrapposizione" che attribuisce contemporaneamente, ai vari enti sopraelencati, proprietà normalmente antagoniste, quali ad es. velocità in due o più diverse direzioni, spin (rotazione) destrorsa e sinistrorsa, orientamenti spaziali in direzioni diverse, proprietà corpuscolari spazialmente definite che si trasformano in onde di materia stazionarie e fluttuanti con continuità (elettroni nelle proprie orbite atomiche o nei circuiti superconduttori).

Ciò fu intuito (e rifiutato) dai fisici Einstein, Podolsky, Rosen (le esperienze compiute, che indicavano questo comportamento furono da allora dette "EPR", dalle iniziali dei loro cognomi). Al contrario, Niels Bohr affermò: "...anche se due fotoni (correlati) si trovassero su due diverse galassie, continuerebbero a rimanere pur sempre un unico ente, e l'azione compiuta su uno di essi avrebbe effetti istantanei anche sull'altro...". La disputa terminò nel 1982, con gli esperimenti di Alain Aspect che dimostrarono inconfutabilmente la giustezza delle suelencate proprietà della meccanica quantistica.

Le equazioni della meccanica quantistica descrivono dunque una correlazione istantanea tra le particelle, questa correlazione contiene informazione. Una particella conosce lo stato dell'altra istantaneamente. Questa interazione reciproca viola il principio di località come è stato più volte osservato.In particolare le particelle non sono separabili nonostante la distanza che le separa, continuano a comportarsi in maniera olistica, come un tutto unico, e sono descritte dalla meccanica quantistica in maniera unitaria.

Sembrerebbe quindi che l'informazione debba propagarsi a velocità infinita senza utilizzo di energia. L'informazione contenuta nella funzione d'onda rappresenta la probabilità che si verifichi una determinata misurazione e questa informazione è perfettamente comprensibile all'intelletto umano, in particolare ci consente di prevedere (statisticamente) quali saranno le nostre misurazioni.

Ma questa informazione potrebbe anche essere una componente reale caratterizzante gli stati fisici, in particolare potrebbe essere una proprietà dotata di senso per la natura. Così come il campo gravitazionale trasporta l'informazione che da origine all'attrazione tra corpi materiali, la correlazione contenuta nella funzione d'onda descritta matematicamente determina il comportamento delle particelle elementari.

sabato 15 dicembre 2007

Pensiero creativo

di: Paolo Manzelli
University of Florence
La struttura del cervello è suddivisa in due sezioni “Destra e Sinistra”, che sono particolarmente differenziate negli Emisferi Cerebrali Superiori.
Tale suddivisione rispecchia il fatto che anche il nostro corpo e ha una articolazione binaria, abbiamo infatti due occhi due orecchie due buchi del naso una lingua che differenzia il dolce dal salato … due mani due gambe e cosi via dicendo.
Ciò suggerisce che le funzionalità del cervello, come espressione di una attività pensante, sia anch'essa duplice, e ciò vuol dire che possiamo significare ciò che osserviamo mediante due modalità complementari: l'una logico- razionale (cioè: sequenziale, analitica; deduttiva) ed l'altra intuitiva-olistica (cioè: sintetica, globalizzante, induttiva) le quali corrispondono fondamentalmente alle funzionalità differenziate dei due emisferi cerebrali. Certamente e importante capire come queste due modalità di pensare possano essere correttamente coordinate per acquisire differenti livelli e stili di pensiero, senza generare contraddizioni che interiormente conducono a pericolose scissioni della presa di coscienza nella costruzione di una propria personalità creativa. Dagli studi di RMF (Risonanza Magnetica Funzionale) si interpreta la differente funzionalità dei due emisferi cerebrali come duplice capacità di mettere in correlazione la “Memoria a Lungo Termine” (MLT) con i processi di “Memorizzazione a Breve Termine” (MBL) da cui consegue la maggiore o minore capacita e rapidità di azione/reazione del pensiero. Il pensiero è infatti determinato dal flusso di attività mnestiche che utilizzano differenti schemi di relazioni tra MLT e MBT,i quali si vanno ad interporre il vecchio ed il nuovo flusso di informazione circolante tra il mondo esterno e la nostra abilita cerebrale fisiologica d interpretazione e significazione della informazione complessiva.
Emisfero sinistro: modalità logico formali per semplificare la complessità dell'informazione. La funzionalità logico-razionale dell'emisfero Emisfero Sinistro si sviluppa attivando la capacita associativa della Area di Wernike che tende a facilitare una integrazione con la MLT. L'operazione logico significativa si basa sostanzialmente sulla combinazione di quattro operatori logico-formali che corrispondono nel linguaggio parlato a: che servono per analizzare e combinare in termini di unità più semplici la dinamica complessa del flusso della informazione.
Il “SI” fa procedere il flusso del pensiero e la “E”, permette di connettere una sezione o immagine acquisita con una successiva, mentre il “NO” interrompe il flusso del pensiero e lo devia verso una alternativa selezionata da “O”.
Nella logica matematica tali operazioni vengono ulteriormente semplificate nelle quattro operazioni fondamentali Addizione, Sottrazione, Moltiplicazione e Divisione.
Questa Modalità del Pensiero Logico attribuibile alla predominanza delle attività dell'Emisfero Sinistro del Cervello, indirizza l'attenzione ed in confronto attuabile in termini di riconoscimento e di identità, con la passata esperienza acquisita della MLT.
Certamente il pensiero logico mediante i suoi operatori analitici, ha la capacità di scoprire il miglior modo di combinare sezioni del flusso di informazione separandolo selezionandolo e combinandone le sezioni prescelte ed infine generandone una estensione capace di determinare un pronostico sul da farsi; in questo modo diviene possibile risolvere i problemi complessi mediante una elaborazione significativa del flusso di informazione (PROBLEM-SOLVING).
Certamente tale metodologia contiene il rischio di consolidare le proprie modalità di pensiero attivando sistematicamente le aree cerebrali che permettono di combinare nel miglior modo il risultato di una riflessione logica; ma di fatto ciò non permette il cervello nella sua interezza funzionale consente di riorganizzare intuitivamente l'informazione complessiva mediante percorsi paralleli più propri delle modalità di pensiero dell'Emisfero Destro.
Il “SE” rappresenta una modalità di perpetua saggezza che corrisponde a un atteggiamento di “Dubbio” tendente a favorire l'intuito ed anche la fantasia, cioè’ le attività cerebrali che indubbiamente divengono necessarie proprio per la valutazione complessiva degli schemi logici applicati troppo rigidamente, i quali tendono ad impedire la capacita di delineare nuove significazioni sulla base di rinnovate aspettative, non facilmente prevedibili mediante la ripetitiva applicazione delle sequenze combinatorie degli operatori logico formali.
Emisfero Destro e “Pensiero Laterale” per modificare gli schemi logico-interpretativi.
La natura del pensiero e anticipativa e quindi guarda verso il futuro e per ciò utilizza la ricostruzione esperienze del passato. Comprendiamo infatti come non sia possibile direzionare il flusso di pensiero nella direzione giusta osservando con sempre maggior attenzione logico-analitica nella direzione sbagliata. Da ciò consegue che l'utilizzazione del “SE” agisce come il pollice tra le dita di una mano che essendo capace di sovrapporsi alle altre dita permette di renderci coscienti dei limiti del pensiero logico-formale e quindi facilita la capacita di sviluppare le attività parallele del “PENSIERO LATERALE” (“Lateral Thinking”), che sono più proprie delle modalità di significazione complementare attuate dall'Emisfero Destro del cervello al fine di EVITARE GLI ERRORI ancor PRIMA di RISOLVERLI (PROBLEM-SAVING).
Il medico psicologo, Edward De Bono identifica quattro fattori importanti che suggeriscono una atteggiamento volto a utilizzare in modo sinergico e complementare il pensiero laterale :
1) al fine di riconoscere e modificare i criteri e le idee dominanti, 2) le quali polarizzano la percezione di un problema, 3) ed impediscono di cercare modalità differenti di guardare le cose, 4) e quindi di flessibilizzare il controllo rigido del pensiero logico-lineare per incoraggiare lo sviluppo della creatività.

Cervello e Multi-tasking


di: Paolo Manzelli/
University of Florence

Al giorno d'oggi con l'accrescersi della società della informazione il cervello si abitua a svolgere più compiti simultaneamente (multitasking work) senza provocare interferenze. Come il nel computer si ha la possibilità di aprire varie finestre ed elaborare in parallelo le informazioni anche il nostro cervello e capace di elaborare più compiti contemporaneamente. La formazione cerebrale diviene in tal modo più flessibile e capace di suddividere l'attenzione in molteplici attività di elaborazione delle memorie e breve termine.
L'utilizzare le molteplici capacità di integrazione cerebrale dell'informazione, come si fa con lo “zapping in TV”, va però a discapito della concentrazione attenzionale e percettiva.
Pertanto, come si può osservare dagli studi di Risonanza Magnetica Funzionale del Cervello ( RMf-Brain -Imagin), l'elaborazione parallela dell'informazione va ad attivare ben poco le zone centrali del cervello responsabili del confronto con i processi mnemonici a lungo termine (Talamo ed Ipotalamo). Pertanto il passaggio da una formazione di tipo logico-seriale, ad una più propria dell'e.learning mediata dalla utilizzazione del computer, comporta una maggior capacità di elaborazione immediata e flessibile delle informazione, ma sostanzialmente deprime i processi di formazione delle memoria a lungo termine.

In conclusione l'abitudine a saltare da un processo di integrazione cerebrale della informazione ad un altro con una elevata frequenza, certamente cambia la forma di intelligenza poiché cambiano le modalità di articolare il pensiero, aumentando contemporaneamente lo stress e diminuendo il controllo della percezione cosciente, determinato in precedenza dal confronto costante con ma memoria a lungo termine. Infine e stato notato che i modelli modulari e flessibili della attenzione sono più appropriati al cervello femminile che è mediamente più capace di passare da un compito all'altro favorendo lo sviluppo delle proprie capacità intuitive.

La forza creatrice del pensiero

di: Donata Allegri

Rainer Goebel, neuroscenziato all'Università di Maastricht in Olanda, ha creato un videogioco nel quale i protagonisti sono mossi dalle onde cerebrali dei giocatori, con la forza del pensiero è stato possibile svolgere la prima partita di ping pong «cerebrale». I due avversari si confrontano concentrandosi su specifici pensieri e attraverso software sofisticati e una macchina per risonanza magnetica questi pensieri si trasformano in energia vitale per i tennisti da tavola del videogame.

Per ottenere questo risultato Goebel ha addestrato alcune persone perché imparassero a convogliare l'energia dei propri pensieri in una direzione utile. La risonanza magnetica nucleare si basa su un meccanismo di segnalazione che è tanto più intenso quanto più il flusso di sangue in una particolare regione nervosa è elevato ed è possibile avere in tempo reale l'immagine delle aree cerebrali accese.

Una volta osservato il risultato dei propri pensieri nel cervello i soggetti imparavano a cambiare la loro intensità a piacimento e questi flussi elettromagnetici venivano usati per giocare la partita.
Secondo Goebel questo tipo di gioco potrebbe rappresentare una possibilità per le persone paralizzate di riconquistare un po' di autonomia nei movimenti manovrando col pensiero oggetti e sedia a rotelle.

In futuro si potrà usare tale energia per muovere oggetti utili, oppure, tramite strumenti adatti si potranno trasformare i pensieri in parole. L'unico problema, secondo Goedel è che la risonanza è troppo ingombrante da trasportare ed in futuro bisognerebbe imparare a regolare l'intensità dei propri pensieri usando un supporto per elettroencefalogrammi.

Come la mente influenza i geni

La nuova scienza che ci restituisce i nostri poteri

Bruce Lipton ci invita a diventare consapevoli di un’enorme rivoluzione delle nostre conoscenze che produrrà presto immensi cambiamenti nel nostro modo di essere e di vivere.
Finora abbiamo creduto di essere vittime dei nostri geni: eravamo convinti che il nostro patrimonio genetico, ereditato dai nostri genitori, determinasse la nostra vita.

Lipton in maniera chiara e semplice e, al tempo stesso scientifica e autorevole, ci spiega come le scoperte scientifiche dell'ultimo secolo dimostrino che ogni singola cellula del nostro organismo ha un cervello, un'intelligenza e che questa è condizionata dall'ambiente o, più esattamente, dalla nostra percezione dell'ambiente.

Questa rivoluzione nella biologia è fondamentale per la guarigione perché ci mostra che quando cambiamo le nostre percezioni o credenze inviamo messaggi totalmente differenti alle nostre cellule. Di fatto le riprogrammiamo. Lipton con argomentazioni inoppugnabili demolisce le fondamenta teoriche della medicina ufficiale, evidenziandone gli enormi danni che produce.

Dimostra ancora una volta che l'universo non è materiale e meccanico ma è spirituale e mentale, come pure il nostro corpo, per cui la maggior parte delle malattie si possono guarire con l'intervento della mente dato che il nostro pensiero influenza i geni. Ognuno di noi ha quindi le potenzialità per creare una vita piena di salute, felicità e amore. Non più vittime ma creatori !

mercoledì 12 dicembre 2007

Come si crea il desiderio di un prodotto

Coscienza e incoscienza
di: Cinzia Ligas
Fonte: http://www.netsemiology.com/

La maggior parte della comunicazione viene realizzata da sedicenti professionisti che però, a una analisi approfondita del loro artefatto comunicativo, non sono in grado di utilizzare, in modo organico e funzionale, tutte le strategie che da decenni rimangono solo sulla carta. Pare che vi sia una sorta di incoscienza da parte dei “sacerdoti dell'immagine” (come pure da parte di quelli del testo scritto) nell'utilizzo di parole, colori, immagini e forme.

La Tv, i giornali e il Web sono zeppi di comunicazione che non comunica nulla, di colori usati a sproposito, di forme scelte a gusto del progettista, senza alcun interesse per la reazione percettiva che potranno provocare nel pubblico, di immagini con alcuna finalità se non quella di riempire spazio bianco. Peggio poi quando i suddetti sacerdoti, interrogati sulle motivazioni delle loro scelte, inventano lì per lì una serie di ragioni assurde sull'onda del celeberrimo tema “arrampichiamoci sugli specchi”, solo per salvar la faccia.

Come si può affermare che la pubblicità non funziona più come un tempo ?
Sono gli addetti ai lavori che non sanno più lavorare. Questa involuzione progressiva della capacità di produrre comunicazione efficace la si può notare già nei maggiori quotidiani nazionali.
Sino a dieci, quindici anni era impensabile che un caporedattore non “cassasse” con un segnaccio l'articolo che gli veniva sottoposto per la pubblicazione che non avesse cura per l'uso di denotazioni e connotazioni.

Usare il termine “mamma” non è lo stesso che usare “madre”. Ci sono sfumature semantiche fortissime che fanno somigliare i due termini, usando un aforisma di Mark Twain, come la luce di una candela somiglia a quella di una saetta. Il primo termine esprime tenerezza, dolcezza, intimità e fiducia ed è connotativo. Il secondo è più austero e indica semplicemente la natura del rapporto che può legare una donna a chi ella ha generato, ed è denotativo.

Oggi pare non vi sia più alcuna differenza.
Si definisce una donna che ha ucciso il proprio bambino chiamandola mamma e dopo dieci righe chiamandola madre, come se niente fosse.
Nei testi visivi si usa il rosso “perchè è più bello e fa colore” senza tenere conto della natura del messaggio che tale colore invia e se esso si “sposa” con lo scopo della nostra comunicazione.

Si usano forme acuminate in siti dedicati a bambini, forme arrotondate su spot pensati per uomini d'azione o, la maggior parte delle volte, si mette di tutto un po', senza rendersi conto del disorientamento percettivo che si provoca inconsciamente nel destinatario.

Che dire poi di immagini e oggetti ?
Spesso vengono inseriti in un contesto solo come riempitivo, senza rendersi conto che ogni oggetto, ogni immagine è un segno, che invia, volenti o nolenti, significati ben precisi... anche quello di rivelare a chi ha occhi per guardare, di non aver alcun significato e di star li solo “per bellezza”.

/ ottobre 2006

lunedì 10 dicembre 2007

Dalla Via Lattea ai Quark

Viaggio dal macrocosmo al microcosmo

Malpractice: l'8% degli anziani riceve farmaci “inappropriati”.

Anziani e farmaci

di: Johann Rossi Mason
(Con la collaborazione del prof. Giorgio Maria Bressa – psichiatra)
Gli americani con più di 65 anni hanno l'8% di possibilità di vedersi prescrivere un farmaco inappropriato quando si rivolgono ad uno specialista in chirurgia o vengono ricoverati in ospedale. Un rateo ancora troppo vicino a quello del 1995, così come rivelato da uno studio pubblicato sul British Medical Journal che sottolinea come gli anziani siamo a maggior rischio di episodi di ‘malpractice’.

“Il rischio è doppiamente elevato tra le donne e potrebbe peggiorare tra i pazienti accuditi in casa, oltre a trattarsi di un problema sottostimato – sottolinea la dottoressa Margie Ranch Goulding che si occupa di Statistica Sanitaria al National Center for Health Statistics – Il nostro studio, che ha preso in esame i dati dal 1995 al 2000 pubblicato sugli Archives of Internal Medicine (2004;164:305-12) ha mostrato che prescrizioni inappropriate hanno interessato e caratterizzato 16,7 milioni di visite mediche nel 2000 con pazienti che hanno assunto almeno UN farmaco sbagliato”.

I farmaci inappropriati si identificavano in due elenchi: il primo indicato nel 1997 da un gruppo di esperti segnalava 38 farmaci o gruppi di farmaci che normalmente dovrebbero essere evitati negli over 65. Il secondo elenco è stato siglato dagli esperti nel 2000 e comprendeva 19 farmaci o gruppi del primo elenco considerati ‘sempre da evitare’ o ‘ raramente appropriati’ nei pazienti anziani.

I tre farmaci identificati come ‘grande e persistente parte del problema’ sono l’antidolorifico ‘propossifene’, l’antidepressivo ‘amitriptilina’ e l’ ansiolitico ‘diazepam’.
In particolare l’amitriptilina è in grado di slatentizzare una certa tendenza alle aritmie e potrebbe essere responsabile di alcuni casi di morte improvvisa; nel caso del diazepam invece la molecola è in grado di deprimere i centri del respiro anche a dosi medie e quindi la sua somministrazione andrebbe valutata con grande accuratezza.

È dimostrato che le donne ricevono farmaci inappropriati in misura doppia rispetto agli uomini, probabilmente perché vengono loro prescritti più antidepressivi e ansiolitici, magari da parte dei medici di famiglia.
La Dottoressa Goulding afferma che il rischio è anche maggiore di quello evidenziato dallo studio perché questo non ha tenuto conto dei dosaggi, delle controindicazioni e delle interazioni. Inoltre i pazienti ricoverati in case di riposo sono più a rischio e più fragili degli altri.
Per quanto questo fenomeno non abbia aumentato il numero dei decessi, una prescrizione inappropriata può peggiorare i sintomi di malattie preesistenti, dare più dolore, dare maggiori interazioni tra farmaci diversi, peggiorare il funzionamento quotidiano, aumentare il numero delle visite mediche e dei ricoveri in pronto soccorso con un generale aumento dei costi sanitari.

Ricodifica dell'RNA

di: Massimo Bertolucci
Il ricercatore Robert Reenan dell'Università del Connecticut ha scoperto nuove regole dell'RNA editing, il meccanismo di ricodifica che le cellule usano per espandere il numero di proteine assemblate a partire da un singolo codice di DNA. Secondo lo studio la forma adottata da una particolare molecola di RNA determina da sola come gli enzimi modificano l'informazione all'interno delle cellule.
La ricerca potrebbe contribuire a spiegare la notevole adattabilità e l'evoluzione dei sistemi nervosi degli animali, compreso il cervello umano. Le sequenze di DNA contengono le istruzioni per la produzione delle proteine, ma non sempre vengono seguite alla lettera. A volte, la ricetta genetica viene modificata dopo che le cellule hanno trascritto il DNA in RNA. Questa fase di editing può consistere nell'aggiunta, nella cancellazione o nella modifica delle “lettere” molecolari che guidano l'assemblaggio delle proteine.

Esistono diversi tipi di editing dell'RNA. Il gruppo di Reenan ha studiato un metodo particolare chiamato ricodifica A-I, che si verifica quando un enzima riscrive chimicamente le lettere dell'RNA in punti specifici, cambiando l'adenosina (A) in inosina (I). Confrontando in oltre 30 insetti le proteine che costituiscono il principale oggetto di questo meccanismo, Reenan e colleghi ne hanno individuato alcune delle regole generali: l'RNA dei differenti insetti si ripiega in strutture caratteristiche, la cui forma determina in maniera univoca gli specifici schemi di editing delle differenti specie che erano stati osservati in precedenza.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:
http://www.uconn.edu/

Radiazioni dai pianeti extrasolari

di: Enrico Loi

I pianeti extrasolari cominciano finalmente a rivelare la propria faccia. Gli astronomi della NASA hanno annunciato di aver individuato per la prima volta la luce proveniente direttamente da due mondi alieni al di fuori del nostro sistema solare.

Negli ultimi anni gli scienziati hanno dedotto la presenza di quasi 150 pianeti extrasolari osservando gli schemi di oscillazione della luce emessa dalle stelle attorno alle quali essi orbitano. Ma questa luce fornisce informazioni soltanto sulle masse e sulle orbite dei pianeti.
Usando la luce infrarossa, invece, gli astronomi possono raccogliere dettagli su altre caratteristiche dei pianeti che ruotano molto vicino alle proprie stelle, in quanto i pianeti re-irradiano moltissimo calore. Quando questi pianeti, rispetto alla Terra, passano dietro la propria stella madre, i telescopi possono scorgere un leggero calo della luce infrarossa totale proveniente dalla stella. Il telescopio spaziale Spitzer ha ora consentito di misurare il calore proveniente direttamente da due pianeti caldi di tipo gioviano, la cui presenza era già stata dedotta in precedenza.
Due gruppi indipendenti di ricercatori hanno usato lo Spitzer a fine 2004 per osservare le due stelle, e hanno confermato che la luce infrarossa totale cala di circa lo 0,25 per cento ogni volta che i pianeti spariscono dietro la stella.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Spitzer Space Telescope

Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics

sabato 8 dicembre 2007

Cymatics, il suono nella materia

Fonte:http://www.neural.it/
a cura di :Aurelio Cianciotta
"In the beginning was the word..." e il verbo potrebbe essere un suono.
Cymatics è il nome dato agli studi sperimentali che investigano sui molteplici fenomeni legati alle onde sonore. Pioniere in questa ricerca lo svizzero Hans Jenny (1904-1972), medico e naturalista che per ben quattordici anni ha sottoposto all'azione di frequenze non udibili dalle orecchie umane ogni sorta di fluida materia (polvere, impasti e liquidi) generando in questo modo rappresentazioni fisiche delle vibrazioni che fossero direttamente percepibili.
Queste immagini cinematiche al di là del fascino indubbio e della bellezza che riescono ad emanare, trasmettono immediatamente il senso di complessità dell' universo e l'intuizione di una matrice superiore della quale siamo tutti partecipi.
Non simulazioni frattaliche in computer grafica, ma effetti fisici della potenza e della duttilità del suono sulla natura, che riescono a visualizzare l'invisibilità delle onde sonore.

mercoledì 5 dicembre 2007


Associazione Benessere Salute

PROMUOVE
SEMINARIO INTENSIVO
di
CHI LEL™ – QI GONG
condotto dal M°LUKE CHAN

MOVIMENTO PER VIVERE MEGLIO

Lo stage del M° di Chi Lel, Luke Chan

si terrà dal 16 al 18 maggio 2008

tra le colline del Lago di Garda

**per motivi organizzativi, si accettano prenotazioni entro e non oltre il 31.12.2007 con acconto a mezzo vaglia postale**



Chi Lel è una semplice pratica cinese che aiuta a riequilibrare i meridiani, creando armonia e tranquillità. Muovere il proprio corpo attraverso esercizi che ripristinano l’energia dispersa, aiuta a dormire meglio, a superare più serenamente momenti di tristezza e difficoltà, rinforza e rende più liberi e gioiosi.

Il Chi Lel ci fa compiere il passaggio dalle solitudine ad essere compagni di se stessi.

___________________

Per informazioni tel. 340 6119667 – 045 7241376

e-mail: l.benini@libero.it

martedì 4 dicembre 2007

Dalla Via Lattea ai quark

Cosmic Super Zoom

CAMBAIRE PARADIGMA:L'UNIVERSO ELEGANTE

IL MOSTRO COSTRUITO IN LABORATORIO

Gli articoli che seguono illustrano come siamo esposti a manipolazioni del comportamento, con effetti sia sulla salute individuale che sociale.
Il crescente aumento del disagio psichico e della violenza nei rapporti intrafamiliari e relazionali non sono frutto di reazioni casuali, imputabili a una propensione individuale.
CONDIZIONAMENTI CHIMICI-FISICI-COGNITIVI stanno alla base di uno stato di obnubilazione generale della coscienza di sè.
Cibo transgenetico; manipolazione dell'atmosfera; esposizione quotidiana a flussi di informazione che trasmettono modelli sociali e comportamentali devianti.
Siamo le nuove cavie?
Spetta a noi vivere come topolini bianchi o ricordarci di chi siamo e perchè siamo qui.
Se continuiamo a credere di essere venuti al mondo per un caso fortuito e che gli eventi condizionano la nostra vita, siamo nella gabbia del laboratorio.
Se crediamo che siamo qui per una missione precisa che noi stessi abbiamo scelto e delineato; se crediamo che siamo noi a determinare la nostra realtà; siamo noi i coautori e non solo gli attori di un regista di un film dal copione sconosciuto...
da topolini diventiamo esseri umani.
Una fantasia consolatoria per esorcizzare la tirannia dello status quo?
Potrebbe anche essere, ma certamente fa meno suicidi del Prozac e ci rende più liberi ed immaginifici senza l'uso di sostanze psicotrope!

Video violenti e comportamento sociale

Uno studio sui video-zombies
di: Alessio Mannucci
L'esposizione a videogiochi violenti modifica il comportamento delle persone ?
Un ricercatore dell'Università del Missouri, lo psicologo Bruce Bartholow, è convinto di aver trovato la chiave di volta per risolvere il quesito: i videogiochi violenti hanno un preciso effetto anestetizzante sulla struttura neurologica del cervello, in grado di abbassare sensibilmente la soglia di percezione dell'aggressività. In pratica, spiega Bartholow in un'intervista rilasciata al New Scientist, “le persone immerse in simulazioni particolarmente cruente non riescono a percepire la violenza reale come tale”, anzi, “essere continuamente a contatto con videogiochi di questo tipo neutralizza la normale risposta cerebrale alle esperienze violente”, continua il ricercatore. Lo studio è stato condotto su un campione rappresentativo di 39 videogiocatori “incalliti”, selezionati in base alla loro dimestichezza con i titoli più violenti del panorama video-ludico contemporaneo.
Il gruppo è stato sottoposto alla visione di immagini solitamente associate ad emozioni negative: foto di violenze e malattie, di morte e di dolore.
Bartholow ha così utilizzato un elettroencefalogramma per registrare una particolare risposta cerebrale, detta P300. L'onda P300, secondo gli standard della psicologia sperimentale, viene prodotta dal cervello quando è sottoposto ad un input particolarmente emotivo.
“I videogiocatori più avvezzi a simulazioni violente”, dichiara l'autore dello studio, “hanno dimostrato di avere una reazione neutra rispetto a stimoli solitamente percepiti come negativi: sangue, morte, scene di colluttazione”.
Per confermare la scoperta, Bartholow ha offerto ai soggetti l'opportunità di sfidarsi in un combattimento virtuale sullo schermo d'un computer. Coloro con il valore P300 più basso, stando ai risultati della ricerca, hanno messo in luce una spiccata predisposizione alla crudeltà, seppur virtuale, giungendo a ritorsioni spietate contro gli avversari.
“È il primo studio completo che dimostra gli effetti diretti dell'esposizione a videogiochi violenti”, sostiene soddisfatto Bartholow.
Anche se, gli effetti antisociali paventati da alcuni esponenti del panorama politico internazionale, specie negli Stati Uniti, erano già tati precedentemente studiati da una equipe dell'Università del Michigan.
Alcuni paesi, come la Cina, proibiscono arbitrariamente gli abusi nell'intrattenimento digitale con pene severe: l'esposizione cronica ai videogiochi, sostengono gli scienziati, danneggia specialmente le menti dei più giovani.
Lo stesso principio vale per la Malaysia, dove il governo ha introdotto il coprifuoco obbligatorio contro i video-giocatori che intasano gli Internet-cafè per giorni interi.
Il legame tra simulazione digitale ed aggressività individuale è un tema molto delicato, perché coinvolge un giro d'affari esorbitante.
L'impatto dello studio condotto da Bartholow, che sarà pubblicato agli inizi del 2006 sulla rivista della Society of Experimental Social Psychology, potrebbe avere una grande influenza sulle politiche in materia di “video-violenza” (ma potrebbe anche subire non poche pressioni, ndr).
Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:
Università del Missouri Society of Experimental Social Psychology

SALUTE, AMBIENTE E NANOTECNOLOGIE

Concorrenza nel XXI secolo nell'ambito del mercato globale e sviluppo delle nuove tecnologie come tema di investigazione e studio negli ultimi anni per opera della Commissione della Camera sulla Scienza e la ricerca tecnologica e della Sottocommissione su Scienza ed Istruzione.
La valutazionesi è incentrata sui potenziali rischi per l'ambiente e la salute umana associati allo sviluppo delle nanotecnologie.
La nanotecnologia, che implica la manipolazione della materia, a livello atomico e molecolare, ha portato alla creazione di 580 prodotti nell'ambito medico, cosmetico, elettronico, dei nanomotori.
Ad oggi manca una strategia onnicomprensiva circa la ricerca dei rischi connessi alle nanotecnologie.
Gli esponenti della Sottocommissione hanno esaminato il modo in cui gli USA possono affrontare la ricerca e lo sviluppo e, contemporaneamente, il modo in cui stabilire delle priorità ed un piano per la ricerca sui potenziali rischi per l'ambiente e la salute umana delle nanotecnologie.
Nel corso dell'audizione il Presidente Brian Baird ha affermato: “La nanotecnologia è un campo estremamente complesso che coinvolge centinaia di prodotti e miliardi di dollari di profitti per diverse società. Tuttavia esiste una scarsa comprensione dei rischi per l'ambiente e la salute correlate alle nanotecnologie. È chiaro che abbiamo bisogno di una strategia completa per indirizzare queste preoccupazioni”.
La Commissione per la Scienza e la Tecnologia tenne già due audizioni su questo tema: una nel 2005 ed un'altra nel 2006, con l'obiettivo di valutare i rischi ed i benefici della nanotecnologia e gli sforzi dell'agenzia National Nanotechnology Initiative (NNI) adottati nella ricerca. I progressi in tale ambito di ricerca sono stati lenti. Secondo il testimone, Dr Andrew Maynard, “La risposta del governo federale per identificare i rischi delle nanotecnologie è stata lenta, mal concepita, mal diretta e coordinata, sottofinanziata”. L'audizione ha esplorato lo stato degli sforzi compiuti ed ha ricevuto suggerimenti sul modo di migliorare il processo dai seguenti esperti: Dr. Clayton Teague, Direttore del Nanotechnology Coordination Office (NNCO); Mr. Floyd Kvamme, Co-presidente del President's Council of Advisors on Science and Technology (PCAST); Dr. Vicki Colvin, Direttore esecutivo, International Council on Nanotechnology and Professor of Chemistry and Chemical Engineering, Rice University; Dr. Andrew Maynard, Consigliere scientifico capo, Project on Emerging Nanotechnologies, Woodrow Wilson International Centre for Scholars; Dr. Richard Denison, Scienziato anziano, Environmental Defence; and Mr. Paul D. Ziegler, Presidente of the Nanotechnology Panel, American Chemistry Council, Direttore globale, PPG Industries, Inc. Leggi il documento originale.
Data articolo: novembre 2007
Fonte: www.sciechimiche-zret.blogspot.com - Scie

sabato 1 dicembre 2007