Vertice latinoamericano
È iniziato a Managua un vertice latinoamericano sull'emergenza cibo per predisporre un piano contro i prezzi alti dei prodotti alimentari.
È assente per motivi di salute il presidente venezuelano Chavez mentre sono presenti i presidenti di Ecuador (Rafael Correa), Bolivia (Evo Morales) e Nicaragua (Daniel Ortega) che, insieme a esponenti di numerose delegazioni centro e sudamericane, studieranno il cammino possibile per contrastare i prezzi mondiali crescenti dei prodotti alimentari.
Data articolo: maggio 2008
Fonte: Agenzia ANSA
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martedì 13 maggio 2008
sabato 10 novembre 2007
DENGUE-Repubblica Domenicana 2
Epistheme
epistheme es un conjunto de medios multiples de comunicacion orientados hacia la gestion del conocimiento y del cambio sociocultural. Estos medios sirven de voz a una serie de comunidades epistemicas dominicanas y caribenas polisinteticas aglutinantes, interconexas y crecientes.
epistheme: Noticias del Frente Ecologico 020
epistheme es un conjunto de medios multiples de comunicacion orientados hacia la gestion del conocimiento y del cambio sociocultural. Estos medios sirven de voz a una serie de comunidades epistemicas dominicanas y caribenas polisinteticas aglutinantes, interconexas y crecientes.
epistheme: Noticias del Frente Ecologico 020
giovedì 4 ottobre 2007
mercoledì 3 ottobre 2007
mercoledì 26 settembre 2007
BRASILE: Sojeros all'attacco dell'Amazzonia
Coltivazioni intensive di Soya in Amazzonia
R.S. a cura della redazione ECplanet
L'ultima minaccia per la foresta amazzonica si chiama soia.
Il boom dell'agricoltura intensiva ricorda i tempi dell'El Dorado.
E prospetta scenari inquietanti sull'ambiente.
Ma anche sulla società carioca
“Fuori gli stranieri ! L'Amazzonia è dei brasiliani !”.
Letizia grida la sua rabbia nelle strade di Santarem, la seconda città dello Stato brasiliano del Parà, alla confluenza del Rio Tapajós con il Rio delle Amazzoni.
“Gli ambientalisti sono al servizio degli americani”.
È questo il tenore degli slogan alla marcia di “Fuori Greenpeace”, movimento popolare nato per protestare contro le azioni della celebre organizzazione ambientalista.
Le forze dell'ordine, in assetto anti-sommossa, faticano a contenere l'impeto dei manifestanti.
Quasi tutti sono immigrati dal sud del Brasile, come Letizia.
Si riconoscono facilmente, così diversi dagli abitanti dell'Amazzonia: hanno carnagione e capelli chiari, indossano grandi cappelli da cowboy e guidano invadenti pick-up.
Qui li chiamano sojeiros; sono, infatti, coltivatori di soia.
Negli ultimi quattro anni sono arrivati a migliaia, attratti da un nuovo sogno di ricchezza e disposti a tutto per realizzarlo. Anche a minacciare di morte e ad aggredire chi si oppone al nuovo stato delle cose, in quest'angolo d'Amazzonia.
I tumulti spontanei segnano da tempo la vita dei 300 mila abitanti di Santarem, che vive un conflitto senza precedenti sui cui sviluppi nessuno si azzarda a scommettere.
Da un lato ci sono i sojeiros e le tecniche di agricoltura intensiva che utilizzano; dall'altro gli ambientalisti, la chiesa e gli abitanti della regione.
Oggetto del contendere: la grande foresta, ferita e rasa al suolo per far posto a nuove piantagioni. Negli ultimi anni, sono stati più di un milione gli ettari sacrificati all'agricoltura. La massiccia produzione di soia ha fatto guadagnare al Brasile la seconda posizione tra i produttori mondiali. La sfida per il primato è con gli Stati Uniti, e, secondo gli esperti, il gigante sudamericano ha tutte le carte per sorpassarli entro quattro anni.
Ma a chi servono milioni di tonnellate di soia ?
Secondo uno studio pubblicato recentemente da Greenpeace, il 53 per cento della pianta che parte da Santarem approda nel porto di Amsterdam, e da qui raggiunge la Germania e la Svizzera; il 31 per cento arriva invece a Liverpool, il resto è per Spagna e Francia. Grazie al suo alto contenuto proteico, la soia è usata per alimentare i capi degli allevamenti industriali d'Europa. La domanda, soprattutto dopo la vicenda mucca pazza, cresce incessantemente.
Data articolo: settembre 2007
Autori: Emanuela Evangelista e Loris Capogrossi
Fonte: la Repubblica delle Donne
R.S. a cura della redazione ECplanet
L'ultima minaccia per la foresta amazzonica si chiama soia.
Il boom dell'agricoltura intensiva ricorda i tempi dell'El Dorado.
E prospetta scenari inquietanti sull'ambiente.
Ma anche sulla società carioca
“Fuori gli stranieri ! L'Amazzonia è dei brasiliani !”.
Letizia grida la sua rabbia nelle strade di Santarem, la seconda città dello Stato brasiliano del Parà, alla confluenza del Rio Tapajós con il Rio delle Amazzoni.
“Gli ambientalisti sono al servizio degli americani”.
È questo il tenore degli slogan alla marcia di “Fuori Greenpeace”, movimento popolare nato per protestare contro le azioni della celebre organizzazione ambientalista.
Le forze dell'ordine, in assetto anti-sommossa, faticano a contenere l'impeto dei manifestanti.
Quasi tutti sono immigrati dal sud del Brasile, come Letizia.
Si riconoscono facilmente, così diversi dagli abitanti dell'Amazzonia: hanno carnagione e capelli chiari, indossano grandi cappelli da cowboy e guidano invadenti pick-up.
Qui li chiamano sojeiros; sono, infatti, coltivatori di soia.
Negli ultimi quattro anni sono arrivati a migliaia, attratti da un nuovo sogno di ricchezza e disposti a tutto per realizzarlo. Anche a minacciare di morte e ad aggredire chi si oppone al nuovo stato delle cose, in quest'angolo d'Amazzonia.
I tumulti spontanei segnano da tempo la vita dei 300 mila abitanti di Santarem, che vive un conflitto senza precedenti sui cui sviluppi nessuno si azzarda a scommettere.
Da un lato ci sono i sojeiros e le tecniche di agricoltura intensiva che utilizzano; dall'altro gli ambientalisti, la chiesa e gli abitanti della regione.
Oggetto del contendere: la grande foresta, ferita e rasa al suolo per far posto a nuove piantagioni. Negli ultimi anni, sono stati più di un milione gli ettari sacrificati all'agricoltura. La massiccia produzione di soia ha fatto guadagnare al Brasile la seconda posizione tra i produttori mondiali. La sfida per il primato è con gli Stati Uniti, e, secondo gli esperti, il gigante sudamericano ha tutte le carte per sorpassarli entro quattro anni.
Ma a chi servono milioni di tonnellate di soia ?
Secondo uno studio pubblicato recentemente da Greenpeace, il 53 per cento della pianta che parte da Santarem approda nel porto di Amsterdam, e da qui raggiunge la Germania e la Svizzera; il 31 per cento arriva invece a Liverpool, il resto è per Spagna e Francia. Grazie al suo alto contenuto proteico, la soia è usata per alimentare i capi degli allevamenti industriali d'Europa. La domanda, soprattutto dopo la vicenda mucca pazza, cresce incessantemente.
Data articolo: settembre 2007
Autori: Emanuela Evangelista e Loris Capogrossi
Fonte: la Repubblica delle Donne
domenica 9 settembre 2007
venerdì 31 agosto 2007
America Latina:la povertà uccide ed esclude
Pobreza en Latinoamérica mata y excluye
Fonte: Prensa latina
BUENOS AIRES, 30 de agosto
Un análisis sobre la pobreza en América Latina, su persistencia, magnitud y carácter paradójico realizó hoy el doctor Bernardo Kliksberg, asesor principal para el subcontinente del Programa de las Naciones Unidas para el Desarrollo (PNUD), según PL.
En conferencia magistral en la sede de la Cancillería argentina, dijo que en los últimos 25 años los índices de pobreza e indigencia en Latinoamérica se mantuvieron en lo esencial y su magnitud pasó de 136 millones de pobres en 1980 a 205 millones en el 2005.
Lo paradójico, subrayó el especialista argentino, radica en la discrepancia enorme entre la riqueza potencial en la región y la generada, muy chocante en comparación con otras regiones del planeta, a pesar de poseer una situación privilegiada en recursos naturales.
Una región que produce alimentos para 1 600 millones de personas, tres veces más que su población, con personas que se mueren por desnutrición y padecen hambre, indica que no basta con la existencia de comida, sino que es necesario el acceso a ella, dijo.
Opinó que uno de los indicadores clave para medir la pobreza del subcontinente es la mortalidad materna, de 91,3 por cada 100 000 nacidos vivos, y la infantil, de 32,1 por cada 1 000 nacidos vivos.
Resaltó la incidencia de los homicidios, con 25,3 por cada 100 000 habitantes. Todo ello, subrayó Kliksberg, demuestra que en la región la pobreza mata y excluye.
La ascendencia de esta situación en los jóvenes mereció la atención del académico, autor de 47 obras sobre la temática económico-social, al subrayar que entre 1990 y el 2002, la cantidad de pobres entre ellos aumentó en 17 millones 600 000, con lo cual totalizaron 58 millones.
Fonte: Prensa latina
BUENOS AIRES, 30 de agosto
Un análisis sobre la pobreza en América Latina, su persistencia, magnitud y carácter paradójico realizó hoy el doctor Bernardo Kliksberg, asesor principal para el subcontinente del Programa de las Naciones Unidas para el Desarrollo (PNUD), según PL.
En conferencia magistral en la sede de la Cancillería argentina, dijo que en los últimos 25 años los índices de pobreza e indigencia en Latinoamérica se mantuvieron en lo esencial y su magnitud pasó de 136 millones de pobres en 1980 a 205 millones en el 2005.
Lo paradójico, subrayó el especialista argentino, radica en la discrepancia enorme entre la riqueza potencial en la región y la generada, muy chocante en comparación con otras regiones del planeta, a pesar de poseer una situación privilegiada en recursos naturales.
Una región que produce alimentos para 1 600 millones de personas, tres veces más que su población, con personas que se mueren por desnutrición y padecen hambre, indica que no basta con la existencia de comida, sino que es necesario el acceso a ella, dijo.
Opinó que uno de los indicadores clave para medir la pobreza del subcontinente es la mortalidad materna, de 91,3 por cada 100 000 nacidos vivos, y la infantil, de 32,1 por cada 1 000 nacidos vivos.
Resaltó la incidencia de los homicidios, con 25,3 por cada 100 000 habitantes. Todo ello, subrayó Kliksberg, demuestra que en la región la pobreza mata y excluye.
La ascendencia de esta situación en los jóvenes mereció la atención del académico, autor de 47 obras sobre la temática económico-social, al subrayar que entre 1990 y el 2002, la cantidad de pobres entre ellos aumentó en 17 millones 600 000, con lo cual totalizaron 58 millones.
martedì 28 agosto 2007
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