Visualizzazione post con etichetta astrofisica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta astrofisica. Mostra tutti i post

giovedì 7 giugno 2012

5-6 giugno 2012: IL VARCO PER L’ETERNITA’

Gli eventi di maggio indicano un bivio tra chi crede ancora alla lotta bipolare, funzionale al potere e chi, invece, si rende conto che è una commedia, giunta ormai alle ultime battute. La VITA non fa elezioni, fa selezione, in fondo un’auto-selezione, una scelta tra due modi diversi di percepire. Quello vecchio usa solo la mente minoreche si agita tra memorie false del passato e l’ansia per il futuro. Il modo nuovo opera nel presente, coltiva l’armonia tra eros e psiche, partecipa con gioia ed entusiasmo alla grande avventura predisposta dalla VITA.

La scelta tra i due modi è individuale e libera, dipendente solo dalla propria volontà.


5-6 giugno 2012: IL VARCO PER L’ETERNITA’ | Giuliana Conforto

venerdì 29 gennaio 2010

Dalla profondità dello spazio 2 comete visitano il Sole

Un'altra cometa sta per finire il suo viaggio contro il Sole.
E' la seconda dell'anno: la cometa che era stata osservata mentre correva verso il disco solare è stata completamente distrutta ed è probabile che anche questa nuova cometa osservata possa andare incontro oggi allo stesso destino.
Le immagini di entrambe le comete sono state catturate dagli strumenti a bordo del satellite della Nasa Soho (Solar and heliospheric obervatory).
A permettere di osservare chiaramente il fenomeno, molto comune ma sempre suggestivo, è il coronografo Lasco (Large Angle Spectrometric Coronagraph), che riesce a bloccare la luce che proviene direttamente dal Sole e a ottenere immagini come se fosse in atto un'eclissi artificiale. Tanto che il Sole appare nell'immagine come un dischetto bianco.
Alla sua sinistra, in basso, si vede chiaramente il punto luminoso della cometa

giovedì 17 dicembre 2009

Scperto un pianeta extra sistema solare a 40 anni luce dalla Terra

A 40 anni luce da noi c'e' un pianeta piu' grande della Terra, con una debole atmosfera e ricco di ghiaccio.
Il pianeta, che comunque e' molto piu' piccolo rispetto ai numerosi pianeti giganti finora scoperti all'esterno del Sistema Solare, e' descritto su Nature dal gruppo di astronomi guidati dall'americano David Charbonneau, dell' Universita' di Harvard, che lo hanno scoperto con un telescopio simile a quelli amatoriali.
La notizia ha dell'incredibile: con tutti gli investimenti, le sonde e i telescopi sempre più sofisticati della NASA si doveva scoprire quello che molti annunciavano intuitivamente già da tempo, con un telescopio da ragazzi...
Il gioco di specchi creato dal campo elettromagnetico potrebbe riservare altre sorprese, teniamoci pronti ad accettare manifestazioni su questo piano di realtà, con la mente aperta, ma anche con il cuore.
Se vi interessa essere informati su ciò che accade nel nostro universo, non perdetevi questo video dell'astrofisica Giuliana Conforto. Buona visione .

sabato 28 novembre 2009

Tsunami solare: un'eruzione di plasma rovente più grande del pianeta Terra

Il colpo di tosse di una stella, la nostra stella...il Sole
La Nasa ha reso noto di aver registrato per la prima volta in modo scientifico uno tsunami solare.
L'esistenza di un fenomeno di questa natura era teorizzata da almeno una decina di anni, ma mai era stato possibile registrarla con attendibilità scientifica.
Grazie ad un sistema chiamato Solar Terrestrial Relations Observatory (STEREO), lo tsunami solare è stato invece rilevato con assoluta certezza:
"Ora sappiamo - ha commentato Joe Gurman, uno dei responsabili del Solar Physics Laboratory del Goddard Space Flight Center della Nasa - Gli tsunami solari sono una realtà".
Si tratta di eruzioni capaci di sollevare onde di plasma rovente di proporzioni enormi, alte quanto la Terra.
L'ultima, rilevata lo scorso febbraio, ha provocato nello spazio una nuvola di gas che la Nasa ha calcolato essere di circa un miliardo di tonnellate.
Nello stesso tempo sulla superficie solare si è prodotta un'onda che il sistema STEREO è riuscito a rilevare da due angoli diversi, consentendo ai ricercatori di aver una visione senza precedenti del fenomeno. "Si è trattato certamente di un'onda" ha spiegato Spiros Patsourakos, della George Mason University. "Non un'onda d'acqua, ma una gigantesca onda di forze magnetiche e plasma rovente".

lunedì 23 novembre 2009

Il respiro di Cygnus X-3:alla scoperta delle sorgenti cosmiche di alta energia

Fonte: Nature
L'attività di uno degli oggetti più misteriosi della nostra galassia, il sistema binario Cygnus X-3, è stato osservato per la prima volta in diretta da un satellite, l'italiano Agile (Astro-rivelatore Gamma a Immagini Leggero), lanciato nell'aprile 2007 grazie alla collaborazione di Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il risultato è pubblicato oggi su Nature da un gruppo internazionale del quale fanno parte astrofisici italiani, statunitensi, inglesi e russi coordinati da Marco Tavani, dell'Inaf.

"E' come se Cygnus X-3 si preparasse a liberare l'enorme energia dei getti, rimanendo per qualche giorno in uno stato particolare di 'caricamento' di energia in cui si accelerano le particelle a energie elevatissime", spiega Tavani. "E' un fenomeno mai osservato prima nella sua dinamica e una grande sorpresa. Da erratico e 'pazzo', Cygnus X-3 sembra quasi che si comporti come un orologio".

La scoperta sembra destinata ad aprire finalmente un varco nella conoscenza delle misteriose sorgenti cosmiche di alta energia. Le loro emissioni, sotto forma di raggi gamma, sono note per essere le più violente dell'universo, ma il meccanismo che le genera è sconosciuto. Così come finora è stato avvolto nel mistero il sistema binario Cygnus X-3.

E' noto per essere una delle sorgenti più prolifiche di getti di alta energia (ne produce in modo spettacolare una o due volte l'anno), ma per il resto si sa molto poco.

Delle due stelle che lo compongono è noto che una ha una massa decisamente maggiore rispetto a quella del Sole e che produce un forte vento gassoso, parte del quale viene intrappolato dal campo gravitazionale della sua compagna, forse una stella di neutroni o buco nero. Agile ha adesso osservato il vento di raggi gamma emesso da Cygnus X-3 ed ha scoperto che viene emesso a intervalli molto regolari, come una sorta di respiro.

La grande novità, spiegano gli esperti, è che la regolarità delle emissioni indica l'esistenza di un meccanismo che regola i fenomeni ad altissima energia.

giovedì 29 ottobre 2009

IL CORDONE OMBELICALE DEL NOSTRO SISTEMA SOLARE

La sonda IBEX della NASA ha scoperto l'esistenza di una serie misteriosa di emissioni di particelle energetiche nella regione esterna dell' eliosfera.
Da molti anni i ricercatori sanno che il sistema solare è circondato da una bolla di magnetismo.
La chiamano "eliosfera", viene dal Sole e si estende ben oltre l'orbita di Plutone, fornendo così una prima linea di difesa contro i raggi cosmici e nubi interstellari che tentano di penetrare il nostro spazio locale. Anche se l'eliosfera è enorme e letteralmente riempie il cielo, non emette alcuna luce e nessuno l'ha mai vista.
Fino ad ora.
La sonda Ibex (acronimo in lingua inglese: Interstellar Boundary Explorer) ha integrato le prime mappe (che riguardano la sfera celeste completa) dell' eliosfera ed i risultati hanno sorpreso i ricercatori.
Le mappe sono divise in due da un pizzo ondulato e brillante di origine sconosciuta.

"Questo nuovo risultato è scioccante", spiega Dave McComas, che è il principale ricercatore del progetto IBEX al Southwest Research Institute. "Non avevamo idea dell'esistenza di questo cordone nè come si potesse essere creato, certamente le nostre idee precedenti sull' eliosfera esterna dovranno essere riviste.
Anche se il cordone appare luminoso sulla mappa disegnata da IBEX, non brilla in modo convenzionale.
Il cordone non è una fonte di luce, ma una fonte di energia di particelle ad atomi neutri (in inglese:energetic neutral atoms o ENAs ).
I sensori della sonda IBEX in grado di rilevare queste particelle, che si producono nell' eliosfera esterna, dove il vento solare comincia a rallentare e si mescola con il materiale interstellare che viene dall'esterno del sistema solare.
"Questo cordone corre tra le due sonde Voyager, e non era stato osservato da nessuna di esse", osserva Eric Christian, uno scienziato della missione IBEX al Goddard Space Flight Center della NASA.
"È come avere due stazioni metereologiche e una tempesta che vi passa in mezzo senza essere notata.
A differenza delle sonde Voyager, che hanno viaggiato per decenni al confine del sistema solare per raccogliere campioni in situ, la sonda IBEX è rimasta vicino casa. E 'in orbita intorno alla Terra, girando continuamente per raccogliere ENAs da tutte le direzioni. Questo dà alla sonda IBEX un punto di vista globale, che è unico e necessario per scoprire qualcosa di grande come il cordone.
Ancora più interessante l'osservazione che il cordone si estende verso il centro magnetico della nostra galassia.
E' il cordone ombelicale del sistema solare?
per saperne di più, continua ..... rubrica scientifica NASA

domenica 27 settembre 2009

NON CI BASTANO I BOMBARDAMENTI SULLA TERRA, ADESSO SI BOMBARDERA' LA LUNA:SCIENZA O FOLLIA?

Fonte:http://www.nasa.gov/mission_pages/LCROSS/main/LCROSS_crater.html

E' previsto per il 9 ottobre il bombardamento della Luna.

Alla NASA fervono i preparativi per il primo bombardamento spaziale organizzato da noi terrestri.

Come a settembre dello scorso anno la comunità scientifica era galvanizzata dall'inizio dell'esperimento al CERN di Ginevra e la messa in funzione del LHC (Large Hadron Collider) partito come da programma poco dopo le 9 e 30 del 10 settembre 2008, con l'obiettivo di verificare il funzionamento del più grande acceleratore di particelle del mondo, costato oltre 6 miliardi di euro, messo a punto per "vedere" i primi protoni scontrarsi tra loro e ricreare così le condizioni del Big Bang.

L'esperimento però venne interrotto 11 giorni dopo per un guasto imprevedibile: dopo il lancio del primo fascio di particelle, una fuga di elio costrinse il CERN a disinstallare 53 magneti.Ognuno di questi è lungo più di dieci metri e ha un suo posto preciso all'interno dell'acceleratore.

È stato necessario smontarli e riportarli in superficie al fine di pulirli.
D'altronde isolare un anello di 27 chilometri e mantenerlo a temperature più fredde di quelle dello spazio profondo non è impresa da poco.

Nel frattempo, i fisici hanno placato la loro sete di conoscenza studiando i raggi cosmici e ora sono occupati con i preparativi per il secondo varo dell'LHC, forse nel 2010.

Adesso il 9 ottobre è in cantiere quest'altra follia: bombardare la Luna con il missile Centauro che con 2,360 tonnellate impatterà su un cratere lunare del polo sud del nostro satellite.
Coloro che non condividono le modalità dell'esperimento che oltraggerà il nostro satellite, sanno come fare ...con amore e per amore perchè la scienza non è uno stupro.

sabato 15 agosto 2009

Che cosa ha colpito Giove?

¿Qué golpeó a Júpiter?
Fonte: NASA- (versione in spagnolo)
L'articolo conferma quello che avevamo scritto pochi giorni dopo la scoperta dell'avvenuto impatto di un oggetto celeste non ancora identificato sul pianeta Giove.

domenica 14 settembre 2008

Un buco nero nella Via Lattea..anzi due

In questo numero il sito: http://www.cieloblu.it/ spiega l'ipotesi del buco nero al centro della nostra galassia e del fatto che probabilmente non è solo.
E ancora: anche Marte è in compgnia, la spazzatura spaziale, il rinnovato interesse per la Luna

giovedì 4 settembre 2008

Stop the LHC!

The consequences of collisions at the Large Hadron Collider were studied by the LHC Safety Study Group.

"The LHC reproduces in the laboratory, under controlled conditions, collisions at centre-of-mass energies less than those reached in the atmosphere by some of the cosmic rays, that have been bombarding the Earth for billions of years. We recall the rates for the collisions of cosmic rays with astronomical bodies at energies higher than the LHC. The stability of astronomical bodies indicates that such collisions cannot be dangerous."

http://lsag.web.cern.ch/lsag/LSAG-Rep...

Incorrect analogy. They compare two completely different types of conditions!

The First.
Natural cosmic rays in the atmosphere.
The Second.
Collisions inside the artificial device. Under the surface of the Earth.

Cosmic rays are balanced in such a way that probability of artificial anomaly is almost zero. In other words, cosmic rays represent natural conditions that existed during billions of years, and therefore they are safe.

Collisions inside the LHC can't be compared with natural cosmic rays.
Large Hadron Collider is an artificial device created by man. There's no similar devices in the sky or on astronomical bodies. So, we have no sufficient basis for correct analogy to tell whether the experiment is dangerous or not.

Collisions inside the artificial device under the surface of the Earth may be unbalanced. Probability of anomaly inside the LHC may be very high. And scientists do not know how such possible anomaly can be predicted or neutralized. Scientists have no enough knowledge to recreate all spectrum of complex interactions, exact or even similar conditions of naturally balanced cosmic rays, in order to achieve necessary level of stability to sufficiently decrease probability of big catastrophe in the center of Western Europe.

The study for the previous RHIC. Collider had concluded that no black holes will be created.
For the LHC the conclusion is very different:

"Black holes could be created!"

"Any microscopic black holes produced at the LHC are expected to decay by Hawking radiation before they reach the detector walls." http://lsag.web.cern.ch/lsag/LSAG-Rep...

Incorrect expectation. Hawking radiation is only abstract invention of Hawking's mind. Quantum theory is abstract dogma.

We need of a far larger study before the experiment. The CERN study presents risk as a choice between a 100% risk or a 0% risk. This is not a good evaluation of a risk percentage. It would be wise to consider that the more powerful the accelerator will be, the more unpredicted and dangerous the events that may occur.

Independent scientists estimate an overall risk between

11% and 25%!

The precautionary principle indicates not to experiment.


martedì 2 settembre 2008

CERN LHC e Buco Nero: Realtà o finzione?

SONO MOTIVATE LE PREOCCUPAZIONI O E' SOLO FRUTTO DI PARANOICI CATASTROFISTI, ANCHE SE CON PREPARAZIONE SCIENTIFICA E LIBERE DOCENZE NELLE PIU' ACCREDITATE UNIVERSITA'.
Il video, dopo l'articolo, ci spiega di cosa si tratta.
Lasciate un commento, ci aiuterà a capire meglio la situazione. Grazie

Per gli studiosi che si apprestano a spingere il pulsante d'accensione, si tratta di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all'inizio del mondo.

Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l'esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta. Così, all'ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.

Oggetto della contesa è il Large hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un trilione di gradi Celsius, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato l'universo. Venti paesi europei, più gli Stati Uniti, hanno finanziato il progetto, che dopo anni di preparativi dovrebbe prendere il via il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra.

Qualcuno, tuttavia, teme che l'esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di Ginevra ribattono che non c'è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l'acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta, dicono, perché la natura produce continuamente delle collisioni di energia più alte di quelle che saranno create artificialmente dall'acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la terra. Esperimenti di questo tipo, inoltre, sono stati condotti per trent'anni, senza avere risucchiato nemmeno un pezzettino della terra né causato danni di qualsiasi genere.

Vero è che il nuovo acceleratore ha suscitato attenzioni e polemiche perché è il più grande mai costruito, con una circonferenza di 26 chilometri e la possibilità di lanciare particelle atomiche 11.245 volte al secondo prima di farle scontrare una contro l'altra a una temperatura 100mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole. La speranza è individuare, così facendo, le teoriche particelle chiamate bosoni di Higgs, giudicate responsabili di avere dato massa, ovvero peso, a ogni altra particella esistente. Ma gli scienziati ammettono che ci vorranno anni prima di arrivare eventualmente a un risultato del genere, per le difficoltà nel trovare particelle così infinitesimamente piccole nel caos primordiale post-Big Bang creato dentro l'acceleratore.

Abbiamo ancora dieci giorni per salvare la terra?, si chiede, con leggera ironia, il Sunday Telegraph. "I miei calcoli indicano che il rischio che un buco nero mangi il pianeta a causa dell'esperimento è serio", afferma il professor Otto Rossler, un chimico tedesco della Eberhard Karls University che ha presentato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani insieme ad alcuni colleghi. Replica James Gillies, portavoce del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra: "Il ricorso non introduce nessun argomento che non sia già stato esaminato e respinto in passato, se questi esperimenti fossero rischiosi lo sapremmo già".

In ogni caso lo sapremo con certezza dopo il 10 settembre, se la Corte Europea, come sembra di capire, darà luce verde all'iniziativa: che non sarà la "fine del mondo", ma un po' di curiosità al di fuori dei confini della scienza, in questo modo, l'ha ottenuta.


CERN LHC and Black Holes : Fact or Fiction?

venerdì 18 gennaio 2008

Overview of Evolution

String theory

about the human evolution

lunedì 7 gennaio 2008

Il tempo quantistico...

J. Gribbin:

...non attende il cosmo

Il concetto intrigante che il tempo potrebbe muoversi all'indietro al collassare dell'Universo è entrato in crisi. Raymond Laflamme, del Los Alamos National Laboratory nel New Mexico, ha eseguito un nuovo calcolo che suggerisce che l'Universo non può prendere il via in modo uniforme, attraversare un ciclo di espansione e collassare finendo in uno stato uniforme. Potrebbe iniziare come disordinato, espandersi e poi tornare a collassare nel disordine. Ma, poiché i dati di COBE mostrano che il nostro Universo è nato in uno stato piano ed uniforme, questa possibilità simmetrica non può essere applicata all’Universo reale.

I fisici sono rimasti a lungo interdetti per il fatto che due “frecce del tempo” distinte puntino entrambe nella stessa direzione. Nel mondo di tutti i giorni le cose si logorano: le tazze cadono dal tavolo e si rompono, ma le tazze rotte non si riassemblano mai spontaneamente. Nell'Universo in espansione nel suo insieme il futuro è la direzione del tempo in cui le galassie vengono allontanate.

Alcuni anni fa, Thomas Gold suggerì che queste due frecce potrebbero essere collegate. Il che vuol dire che se e quando l'espansione dell'Universo dovesse invertirsi, allora si invertirebbe anche la freccia quotidiana del tempo, con le tazze rotte che si riassemblerebbero.

Più recentemente queste idee sono state estese nella fisica quantistica. Qui la freccia del tempo è collegata al cosiddetto “collasso della funzione d'onda”, che avviene, per esempio, quando l'onda di un elettrone si sposta attraverso il tubo catodico e collassa in una particella punto sullo schermo TV. Alcuni ricercatori hanno cercato di rendere la descrizione quantistica della realtà simmetrica nel tempo includendo sia lo stato originale del sistema (il tubo catodico prima che venga attraversato dall'elettrone) e lo stato finale (il tubo catodico dopo che è stato attraversato dall'elettrone) in una descrizione matematica.

Murray Gell-Mann e James Hartle di recente hanno esteso questa idea all’Universo intero. Hanno affermato che se, come molti cosmologi sono propensi a credere, l'Universo sia nato in un Big Bang, si espanda per un tempo finito e poi torni a collassare in un Big Crunch, la teoria quantistica neutrale per quanto riguarda il tempo possa descrivere il tempo che torna indietro nella metà in contrazione della sua vita.

Sfortunatamente, Laflamme ha mostrato ora che ciò non funzionerebbe. Ha provato che se ci fossero solo delle piccole inomogeneità presenti nel Big Bang, queste dovrebbero allora diventare più ampie durante il periodo di vita dell’Universo sia nella fase d’espansione che in quella di contrazione. “Un Universo a bassa entropia al Big Bang non può tornare alla bassa entropia al Big Crunch” (Classical and Quantum Gravity, vol 10 p L79). Egli ha trovato soluzioni temporalmente asimmetriche per le equazioni, ma solo se sia il Big Bang che il Big Crunch siano altamente disordinati, con l’Universo più ordinato al centro della propria vita.

L'osservazione della radiazione di fondo delle microonde cosmiche mostra che l'Universo è emerso dal Big Bang in uno stato particolarmente piano ed uniforme. Ciò scarta le soluzioni sulla simmetria temporale. L'implicazione è che anche se la presente espansione dell'Universo si inverta, il tempo non torni indietro e le tazze rotte non inizieranno a riassemblarsi.
Data articolo: gennaio 2008
© 2001 John Gribbin, titolo originale Quantum time waits for no cosmos, traduzione italiana Danilo Santoni
Fonte: www.intercom.publinet.it

lunedì 10 dicembre 2007

Radiazioni dai pianeti extrasolari

di: Enrico Loi

I pianeti extrasolari cominciano finalmente a rivelare la propria faccia. Gli astronomi della NASA hanno annunciato di aver individuato per la prima volta la luce proveniente direttamente da due mondi alieni al di fuori del nostro sistema solare.

Negli ultimi anni gli scienziati hanno dedotto la presenza di quasi 150 pianeti extrasolari osservando gli schemi di oscillazione della luce emessa dalle stelle attorno alle quali essi orbitano. Ma questa luce fornisce informazioni soltanto sulle masse e sulle orbite dei pianeti.
Usando la luce infrarossa, invece, gli astronomi possono raccogliere dettagli su altre caratteristiche dei pianeti che ruotano molto vicino alle proprie stelle, in quanto i pianeti re-irradiano moltissimo calore. Quando questi pianeti, rispetto alla Terra, passano dietro la propria stella madre, i telescopi possono scorgere un leggero calo della luce infrarossa totale proveniente dalla stella. Il telescopio spaziale Spitzer ha ora consentito di misurare il calore proveniente direttamente da due pianeti caldi di tipo gioviano, la cui presenza era già stata dedotta in precedenza.
Due gruppi indipendenti di ricercatori hanno usato lo Spitzer a fine 2004 per osservare le due stelle, e hanno confermato che la luce infrarossa totale cala di circa lo 0,25 per cento ogni volta che i pianeti spariscono dietro la stella.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Spitzer Space Telescope

Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics

domenica 7 ottobre 2007

Nel centro della galassia il precursore della vita

Antigelo nello spazio
di: Enrico Loi
Il più diffuso antigelo usato dalle automobili di tutto il mondo (ma anche un importante precursore della vita) l'etile glicolico, è stato scoperto in grandi quantità nei pressi del centro della nostra galassia, in una nube interstellare di polveri e gas.
Lo hanno osservato astronomi del Goddard Space Flight Center, una struttura di ricerca della NASA a Greenbelt, nel Maryland, utilizzando il radiotelescopio della National Science Foundation (NSF).
"È vero che l'etilene è un antigelo, ma in realtà nello spazio è associato alla formazione di molecole di zuccheri necessari per la vita. In particolare, di quelli che formano le strutture dell'RNA", ha commentato Jan M. Hollis, del Goddard. "Siamo convinti - ha aggiunto - che queste molecole possono rafforzare la tesi che la chimica prebiotica, cioè i precursori della vita, può essere nata negli spazi interstellari".
La ricerca verrà pubblicata sull' Astrophysical Journal Letters. Gli astronomi hanno scoperto l'etile glicoico in una nube interstellare chiamata Sagittario, a 26.000 anni luce dalla Terra, nei pressi del centro della nostra galassia.
La molecola dell'etile glicoico è composta da dieci atomi ci carbonio, idrogeno e ossigeno ed è una delle più grandi molecole scoperte nello spazio.