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domenica 13 luglio 2014

La salaute degli Italiani: quali sono le prime cause di mortalità

Malattie cardiovascolari al primo posto per le vcause di mortalità.
Alimentazione e stile di vita le prime cause di morbilità
Equazione semplice: cambiando alimentazione e stile di vita abbasso la morbilità e la mortalità.
Come si fà allora ad autorizzare la vendita di prodotti e propagandare stili di vita che minano la nostra salute?Negli Stati Uniti dove tutto è un'opportunità di business per cui il genere umano si divide sempre tra imprenditore e consumatore, possiamo anche capirlo. Si guadagna all'andata ed al ritorno. 
Guadagno a fare ammalare e guadagno a curare e poi sulle esequie, una massimizzazione del profitto eccellente, se qualche scheggia impazzita non prendesse sempre più spesso il mitra e incominciasse a sparare all'impazzata e se milioni di americani non fossero obesi e depressi e se  la prime cause di mortalità non fossero appunto le malattie cardiovascolari e degenerative.
Quindi se vogliamo subire la fascinazione del modello americano, sappiamo ciò che ci aspetta....

INVERTIRE LA TENDENZA SI PUO'


Ridurre l'apporto calorico, consigliate le proteine vegetali al posto di quelle animali, ridurre il consumo di latticini e farinacei, una dieta vegetariana-vegana sta risultando la più efficace per preservare o recuperare la nostra salute psicofisica.
Una dieta a base di  VERDURA, FRUTTA E SEMI OLEOSI sinora si è dimostrata la più efficace nel depurare l'organismo e mantenerlo efficiente.
Praticare tecniche di rilassamento e di meditazione regola il sistema psiconeuroendocrino.
Praticare attività motorie all'aria aperta, esporsi al sole al mattino ed al tramonto, aumenta la Vit D, produce endorfine, rafforza l'apparato muscolo scheletrico e attraverso la stimolazione della ghiandola pineale, sensibile appunto alla luce solare, aumenta il buon umore e assicura sonni sereni.

La salute è uno stato naturale, il corpo è creato per mantenere la vita in ogni circostanza, anche nella malattia. Gli organi si rigenerano continuamente...il nostro essere biologico tende sempre alla sopravvivenza, lasciamolo lavorare in pace.





domenica 10 marzo 2013

Tante fibre e pochi zuccheri per proteggere il fegato dai tumori

Per proteggere il fegato, anche dall'insorgenza di tumori, è importante mangiare cibi ricchi di fibre ed evitare invece quelli che contengono zucchero. È quanto emerge da una ricerca realizzata dall'European prospective investigation into cancer and nutrition (Epic).

La ricerca condotta da un team di ricercatori internazionali ha coinvolto un campione di 470.000 persone ed è stata pubblicata su Annals of oncology.

continua...Tante fibre e pochi zuccheri per proteggere il fegato dai tumori

lunedì 12 dicembre 2011

DIMAGRIRE SENZA SFORZO SI PUO' : EVITANDO I CARBOIDRATI 2 GIORNI ALLA SETTIMANA

FONTE:http://salute24.ilsole24ore.com
Per dimagrire non è necessario un sacrificio quotidiano: evitare i carboidrati per 2 giorni alla settimana è più efficace che contare 24 ore su 24 le calorie ingerite.
Secondo la ricercatrice mettere nel piatto solo frutta, verdura e carne magra per 2 giorni su 7 fa dimagrire il doppio rispetto alle diete tradizionali.


Harvie e colleghi hanno assegnato a 115 volontarie tre diversi regimi alimentari. Una prima dieta prevedeva di limitare l'alimentazione a 650 calorie per 2 giorni mettendo al bando pasta, pane, patate e tutti i cibi grassi, e mangiando solo cibi salutari per i restanti 5 giorni. La seconda non imponeva una restrizione calorica, ma di evitare i carboidrati per 2 giorni e mangiare poi liberamente per il resto della settimana. La terza, invece, consisteva in una dieta tradizionale, con un limite di circa 1.500 calorie al giorno e l'eliminazione degli alcolici e dei cibi ricchi di grasso.

Dopo tre mesi i ricercatori hanno rilevato che le donne che si erano limitate a “tagliare” i carboidrati per due giorni a settimana erano dimagrite in media 4 kg, alla pari delle volontarie del primo gruppo, mentre quelle del terzo gruppo, costantemente a dieta, erano riuscite a perdere 2,4 chili.

Secondo Harvie le prime due diete funzionerebbero meglio perché insegnerebbero alle donne a limitare spontaneamente il consumo calorico e a scegliere cibi salutari anche quando non sono obbligate a farlo.

sabato 26 novembre 2011

UN CHEWIN GUM ALL'ORMONE PER RITROVARE IL PESO FORMA

I ricercatori della Syracuse University di New York hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medicinal Chemistry, da cui è emerso che si può controllare il proprio peso grazie all’aiuto di un chewin-gum che agevola l'eliminazione del senso di fame.
Lo studio ha mostrato come le persone obese abbiano una bassa concentrazione dell'ormone PPY nel loro organismo, e se esso è loro somministrato, via endovena, riduce il senso di fame e quindi l'assunzione di calorie.
Gli studiosi statunitensi hanno dimostrato che l’ormone PYY, che regola la sensazione di fame e di sazietà, può essere rilasciato nel sangue per via orale, appunto masticando solo una semplice gomma; un solo chewin-gum al mattino potrebbe evitare di introdurre fino a circa 68 calorie a giorno.
L'analisi è stata condotta anche su persone senza problemi gravi di peso e ha avuto i medesimi risultati.
Il problema della somministrazione per via orale sta nell'evitare che esso sia digerito e distrutto durante il suo percorso nel tratto digerente.
Così gli esperti l'hanno legato alla vitamina B12, in modo che sia garantito il trasporto dell'ormone fino all'intestino dove deve indurre il senso di sazietà.
Da qui l'idea è quella di includere l'ormone all'interno di un chewing gum e permettere che sia rilasciato masticando, un po' come quelle gomme che servono per smettere di fumare.
Il chewin-gum funzionerà in questo modo: si potrà fare un pasto equilibrato, poi si masticherà la gomma, che comincia ad avere effetto 3-4 ore più tardi, diminuendo l’appetito quando si avvicina il prossimo pasto.

lunedì 7 giugno 2010

IL COLESTEROLO...LO CONTROLLA IL CERVELLO

Fonte ANSA
Il colesterolo nel sangue viene controllato a distanza da un telecomando molecolare nel cervello.
La scoperta pubblicata su Nature Neuroscience, potrebbe condurre a nuovi farmaci anticolesterolo che agiscano in modo molto diverso dalle statine, oggi usate da milioni di persone.
Gli esperti della University of Cincinnati si sono accorti che l'ormone dell'appetito (grelina) nel cervello, spegnendo un recettore nell'ipotalamo, fa salire il livello di colesterolo nel sangue.

lunedì 19 aprile 2010

DONNE: RICERCA DELLA FORMA FISICA PERFETTA DIVENTA UN' OSSESSIONE

Le donne hanno la paura inconscia di ingrassare, anche se la loro linea e' perfetta.
Quando infatti vedono una donna in sovrappeso, il loro cervello reagisce negativamente, facendo crescere sentimenti di infelicita' e persino di disgusto per se' stesse.
Lo rileva uno studio dell' America's Brigham Young University pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences.
In genere questi sentmenti negativi di fronte alla vista di una persona in sovrappeso sono tipici delle donne che soffrono di anoressia o di altri disturbi alimentari.
Ma, secondo i ricercatori, capita anche alle donne sane e in forma.
Al contrario, negli uomini non e' stata riscontrata alcuna reazione.
In pratica, lo studio suggerisce che le donne si sentono continuamente sotto pressione per conformarsi a una certa linea anche quando sono magre e felici.
Per arrivare a questi risultati i ricercatori americani hanno utilizzato la risonanza magnetica mentre ai soggetti sono state fatte vedere immagini di persone sconosciute.
Quando le donne hanno visto sconosciute in sovrappeso, si e' innescata una reazione nella parte del cervello legata ai processi di identita' e alla riflessione sul se'.
Non e' stata invece registrata alcuna reazione negli uomini sottoposti allo stesso test.
"Queste donne non hanno mai sofferto di disturbi alimentari", ha assicurato Mark Allen, neuroscienziato che ha coordinato lo studio. "Eppure, sono risultate preoccupate di ingrassare", ha aggiunto.
Ora i ricercatori stanno conducendo uno studio psicologico a lungo termine per migliorare i trattamenti per i disturbi alimentari. .

mercoledì 7 aprile 2010

CON UNA PILLOLA AL GIORNO....GIUSTO PESO PER SEMPRE

Fonte: ANSA-6 aprile 2010
Scienziati italiani coordinati da Uberto Pagotto, endocrinologo dell'Università di Bologna, hanno trovato il segreto per creare un farmaco anti-obesità che non agisce sul cervello ma solo sul metabolismo.
Pubblicata sulla rivista Cell metabolism, la ricerca dimostra che per dimagrire non serve un farmaco che riduca l'appetito ma basta uno che agisca sul metabolismo energetico, inducendo a bruciare più calorie.
Un farmaco selettivo che faccia questo non interferendo con i recettori CB1 del cervello, quindi, potrebbe essere promettente e sicuro contro l'obesità e le patologie associate (diabete per esempio).
La storia della molecola rimonabant è travagliata: il farmaco infatti, che agisce sia sul cervello spegnendo i recettori dei cannabinoidi CB1 diminuendo l'appetito, sia sul metabolismo corporeo, è troppo pericoloso.
Uno studio su Lancet ne dimostrò la capacità di triplicare il rischio di ansia e depressione; inoltre la Food and Drug Administration (FDA), ha scoperto un aumento del rischio suicidio tra i pazienti cui è stato somministrato.
Ciò ha indotto le autorità regolatorie Usa e Europee (FDA ed EMEA), a ritirarlo dal commercio, lui e tutti i farmaci affini.
Ma i ricercatori italiani si sono chiesti se una molecola selettiva che spenga solo i recettori CB1 del tessuto adiposo, del fegato e dei muscoli, ma non quelli del cervello, potesse funzionare senza rischi.
La risposta è sì e i ricercatori l'hanno dimostrato con un esperimento molto ingegnoso: hanno 'arruolato' dei topolini e il hanno divisi in due gruppi, entrambi messi all'ingrasso.
Per prevenire l'aumento di peso i ricercatori hanno bloccato i loro recettori CB1.
Nel primo gruppo ad essere disattivati sono stati tutti i recettori CB1, anche quelli del cervello, simulando quindi l'azione - pericolosa - del rimonabant.
Nel secondo gruppo sono stati bloccati solo i CB1 degli organi periferici lasciando accesi quelli del cervello; ciò simula quindi l'azione di un ipotetico farmaco simile al rimonabant ma selettivo e quindi sicuro per il cervello.
Ebbene entrambi i topi non sono ingrassati nonostante la dieta ipercalorica.
Lo studio dà evidenza che non serve agire sul cervello e spegnere l'appetito per indurre il dimagrimento: basta agire sul metabolismo energetico, inducendo a bruciare più calorie spegnendo solo i recettori CB1 degli organi periferici.
Il che non deve indurre a ragionamenti altrettanto pericolosi: mangiare tutte le schifezze che si vuole tanto con la pillola non si ingrassa.

giovedì 25 marzo 2010

BASTA ABBUFFATE CON ERBA MATE, DAMIANA E GUARANA'

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell' Universita' di Liverpool e pubblicato sulla rivista Journal Appetite ha preso in esame l'efficacia del supplemento alimentare Zotrim, (composto da tre estratti vegetali: erba mate, Guarana e Damiana) rilevando che la sua assunzione ha ridotto l'importo calorico medio di un pasto in media del 17,6 %.
Lo studio ha coinvolto 58 donne divise in due gruppi, di cui uno ha assunto la pillola Zotrim e l'altro un placebo a colazione e prima del pranzo.
Tutte le partecipanti sono state invitate a un buffet organizzato per pranzo e avevano la possibilita' di mangiare quello che volevano.
Il risparmio calorico delle volontarie che hanno assunto Zotrim e' stato in media di 132 calorie a pranzo.
I ricercatori hanno inoltre rilevato una diminuzione di circa il 25% nella scelta di cibi ad alto contenuto di grassi, come i dolci.
Le donne che hanno assunto il supplemento hanno smesso di mangiare in media tre minuti prima delle altre, affermando di essere sazie.
I ricercatori sono convinti che Zotrim possa essere un buon rimedio per perdere qualche chilo di troppo e ritrovare un giusto equilibrio psicofisico.
RICORDIAMO di consultarsi con il prorpio medico di famiglia prima di assumere qualsiasi preparato, dal momento che possono interagire con altre terapie in corso o determinare reazioni avverse.

lunedì 22 febbraio 2010

ALTI LIVELLI DI VITAMINA D PROTEGGONO DA DIABETE,SINDROME METABOLICA E PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI

(AGI) - Londra, 22 feb. - Un alto livello di vitamina D negli anziani riduce della meta' il rischio di diabete e di problemi cardiaci. Lo ha scoperto uno studio dell' Universita' di Warwick, pubblicato dalla rivista Maturitas.
La ricerca ha esaminato 28 studi precedenti, per un totale di quasi 100.000 pazienti di ogni gruppo etnico, e ha rivelato una forte associazione tra un alto livello di vitamina D e un rischio basso per diverse patologie.
In particolare per le malattie cardiovascolari la probabilita' diminuisce del 33%, per il diabete di tipo 2 del 55% e per la sindrome metabolica del 50%.
'Colpire la deficienza di vitamina D negli anziani - spiega Oscar Franco, uno degli autori - potrebbe diminuire sensibilmente l'incidenza di queste patologie'.
INFORMAZIONI E CONSIDERAZIONI
La vitamina D è un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2, D3, D4 e D5. Le due più importanti forme nella quale la vitamina D si può trovare sono la vitamina D2 (ergocalciferolo) e la vitamina D3 (colecalciferolo), entrambe le forme dall'attività biologica molto simile. Il colecalciferolo (D3), derivante dal colesterolo, è sintetizzato negli organismi animali, mentre l'ergocalciferolo (D2) è di provenienza vegetale.
La vitamina D ottenuta dall'esposizione solare o attraverso la dieta è presente in una forma biologicamente non attiva e deve subire due reazioni di idrossilazione per essere trasformata nella forma biologicamente attiva, il calcitriolo.
VITAMINA D NEGLI ALIMENTI
Pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D.
Un alimento particolarmente ricco è l’olio di fegato di merluzzo.
Seguono, poi, i pesci grassi (come il salmoni e le aringhe), il latte ed i suoi derivati, le uova, il fegato e le verdure a foglia verde.
LIVELLI OTTIMALI DI VITAMINA D NELLE DIVERSE FASI DELLA VITA
I livelli di assunzione non sono perfettamente noti.
Il problema consiste nel fatto che in condizioni normali l’esposizione alla luce solare è sufficiente a garantire livelli di vitamina D accettabili.
Il problema nasce in individui che non si espongono alla luce o che presentano richieste maggiorate di vitamina.
Generalmente gli adulti, per le ragioni di cui sopra, non hanno bisogno di assumere vitamina D, a meno che debbano restare sempre al chiuso, purché mantengano un buon introito di calcio o fosfato.
In caso di necessità a causa di una sintesi endogena vitaminica ridotta, si può ricorrere all'assunzione giornaliera di 10 μg/die.
Nei neonati l'apporto non dovrebbe essere inferiore a 10 μg/die. Nei bambini di età compresa tra 1 e 3 anni dovrebbe essere introdotto lo stesso quantitativo, nel caso in cui non possano venir messi alla luce per un tempo adeguato.
Nei bambini più grandi e negli adolescenti l'esposizione alla luce permette di avere livelli vitaminici adeguati.
Nel caso in cui non sia possibile stare alla luce, si possono usare quantitativi di vitamina compresa tra 10 e 15 μg/die, in quanto il loro metabolismo osseo è aumentato.
Durante la gravidanza e l'allattamento le richieste di vitamina D aumentano per far fronte alla maturazione dello scheletro del feto e del neonato.
Generalmente l’esposizione alla luce dovrebbe mantenere dei livelli adeguati, ma nei mesi invernali questo non è possibile e si possono verificare stati carenziali sia per la mamma che per il piccino per cui si consiglia di assumere 10 μg/die di vitamina.
Gli anziani tendono a stare meno alla luce e la loro sintesi endogena di vitamina diminuisce per cui si può ricorrere ad una supplementazione di 10 μg/die.
In caso di prolungata assunzione di vitamina, superiore a 250-1250 μg/die si possono verificare fenomeni di tossicità acuta o cronica con comparsa di nausea, diarrea, ipercalciuria, ipercalcemia, poliuria, calcificazione dei tessuti molli. Generalmente ciò avviene allorché i livelli circolanti di vitamina D superano i 100 ng/ml.
Per evitare ciò, è consigliabile non superare un’assunzione giornaliera di 50 μg/die.

domenica 31 gennaio 2010

Salute e bellezza del seno si mantengono a tavola

Fonte: Un post a tavola
Mantenere bellezza e tonicità del seno?

Si può cominciare portando a tavola gli ingredienti giusti:

pesce, verdure verdi, tofu e soia.

E per digerire, una buona tisana

Mantenere bellezza e tonicità?

"Il rapporto tra alimentazione e bellezza del seno è molto stretto, poiché assumendo determinati alimenti si possono tonificare i tessuti e dare alla pelle morbidezza e idaratazione», suggerisce la dottoressa Annalisa Zocco nel libro "Seno bello e in salute" (edizioni Red!). Importantissimo evitare le eccessive oscillazioni di peso, che minacciano l'elasticità cutanea e la tonicità dei tessuti del seno, senza contare che possono portare alla formazione di antiestetiche smagliature.
I legumi e i cereali integrali (ricchi di fitoestrogeni, sostanze che apportano proteine indispensabili per rigenerare i tessuti), il pesce (contiene i preziosi acidi grassi Omega 3 che favoriscono la circolazione e rendono la pelle più liscia e tonica, le crucifere (utili a contrastare l'invecchiamento dei tessuti), olio extravergine di oliva (ricco di antiossidanti e vitamina E). Via libera dunque a lenticchie, ceci, fagioli, fave, piselli, cavoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, broccoli, rape, crescione, ravanelli, rafano, e in generale a tutte le verdure e la frutta fresche, che sono ricchissime di minerali e di vitamine.

Ottimo alleato della bellezza della scollatura è la soia, che per la dottoressa Zocco è l'alimento più ricco di proprietà benefiche per il seno e si può consumare anche sotto forma di germogli freschi, di tofu e salse.

E dopo un pranzo o una cena sana e leggera, niente di meglio di una tisana ad hoc.

Per rassodare è consigliato un

decotto di semi di finocchio e salvia, contro la sindrome premestruale si suggerisce la gramigna, per favorire la produzione del latte delle neomamme sono invece indicati i semi di galega.

Una ricetta veloce, gustosa e tonificante

TOFU STRAPAZZATO CON CAROTE *

500 grammi di tofu

3 carote

1 scalogno

3 cucchiai di olio extravergine d'oliva

2-3 foglioline di basilico

sale e pepe quanto basta

Scottate per 5 minuti in acqua in ebollizione il tofu; lessate le carote per 10 minuti.

Affettate lo scalogno e fatelo rosolare in una padella con l'olio.

Aggiungetevi le carote tagliate a dadini e fatele insaporire per qualche minuto mescolando il tutto con un cucchiaio di legno.

Sbriciolate il tofu in un piatto con la forchetta e aggiungetelo alle carote. Coprite e cuocete per qualche minuto.

A fine cottura cospargete la preparazione di tofu e carote con una presa di sale, una di pepe e le foglioline di basilico spezzettate.

Mescolate bene e servite subito in tavola.

(* una delle ricette suggerite dal libro "Seno bello e in Salute")

lunedì 11 gennaio 2010

UN'IMMAGINE DA STAMPARE E TENERE SEMPRE IN VISTA


ANNO NUOVO VITA NUOVA
FINITE LE FESTE MOLTI SI RITROVANO A LECCARSI LE FERITE...DOPO ESSERE STATI DIVORATI DAI PRANZI E DALLE CENE SUPER CALORICHE
ADESSO E' ORA DI REAGIRE.

Ecco un modo per fare pace con il nostro corpo, poche regole, semplici ed efficaci da tenere sempre ben in vista.

Questo è il primo regalo del 2010 che consegnamo ai nostri lettori, affinchè ne facciano buon uso e sperimentino con noi 365 giorni di salute integrale



lunedì 21 dicembre 2009

UN MENU PER LE FESTE

Quest'anno il nostro Natale non vedrà sulla tavola nessun alimento che abbia causato dolore e morte di un animale.
QUESTO E' IL MENU
Cruditè in pinzimonio, con l'olio nuovo di Vinci
Insalata di rinforzo
Torta pasqualina ricotta e spinaci
Crocchette di miglio
Lasagne al forno con i funghi
Gratin di verdure miste
Carciofi ripieni con caprino
Melanzane ripiene
Insalata invernale
Millefoglie
Vino: Vernaccia di San Gimignano - Gewurz Traminer
Spumanti: Prosecco - Brachetto
I vostri suggerimenti sono garditissimi, mettiamo in gioco la nostra creatività e la sapienza antica dei nostri 5 sensi e facciamo qualcosa di speciale ...quest'anno si cambia....in meglio!

PERCHE' E' FESTA SOLO SE SI MANGIA TANTO, TROPPO

I bambini assimilano fino a 6.000 calorie durante il giorno di Natale, una quantita' quattro volte superiore a quella consigliata.
E' quanto risulta da una nuova ricerca, condotta dagli esperti di obesita' giovanile della Leeds Metropolitan University (Gran Bretagna).
Lo riporta il quotidiano inglese Daily Telegraph.
"Un pasto natalizio in media contiene 956 calorie e 48 grammi di grasso", ha detto Paul Gately, direttore del programma Carnegie Weight Management e ricercatore a capo dello studio. "Questo totale include calorie provenienti da cibi come tacchino arrosto, patate, salsicce, salse e altri condimenti vari. Aggiungete i classici dessert di Natale, colazione e altre merende, e raggiungerete un livello calorico estremamente superiore al livello raccomandato per ragazzi e bambini".
Seimila calorie sono piu' di due volte la razione giornaliera raccomandata per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni, e addirittura quattro volte quella raccomandata per le bambine fino ai 5 anni.
Anche gli adulti dovrebbero rimanere in guardia: il massimo consigliato per un uomo adulto, infatti, ammonta a 2.775 calorie.
"I pranzi pantagruelici sono tipici di Natale, ma non sono seguiti da un corretto smaltimento delle calorie in eccesso. Chi ingrassa durante le feste potrebbe metterci settimane o mesi a smaltire il grasso in eccesso, oppure non potrebbe liberarsene mai", ha detto Gately.
"Bisogna mettere in guardia i genitori dell'obesita' giovanile: il 40 per cento di loro non riconosce i problemi dell'eccessiva alimentazione. Molti di loro, inoltre, danno la colpa dell'obesita' dei loro figli a problemi di metabolismo o di geni. In realta', meta' dei bambini di 5 che sono sovrappeso diventera' obesa raggiunta l'eta' adulta", ha concluso Gately. .

domenica 20 dicembre 2009

FESTE: attenzione alla scorpacciata di additivi

Fonte: www.aduc.it - Gennaio 2009
Negli ultimi dieci anni sono aumentati al ritmo del 4% all'anno.
Sono i coloranti, i conservanti, gli antimicrobici e gli antiossidanti, gli esaltatori di sapore, gli agenti di rivestimento, gli aromi naturali e artificiali, gli stabilizzanti, i gelificanti, i lievitanti, gli emulsionanti gli acidificanti, insomma gli additivi alimentari, che in occasione delle abbuffate natalizie i consumatori ingurgitano in quantita' notevoli.
Aumentano con il processo di industrializzazione dei prodotti alimentari e creano qualche preoccupazione perche' sommati tra loro diventano responsabili dell'aumento del 5% delle allergie alimentari.
Comunque un uso eccessivo degli additivi puo' causare danni alla salute, poiche' il potenziale effetto dannoso e' in rapporto alla dose e al peso del consumatore e i primi a soffrirne sono i bambini, per l'uso di prodotti contenenti additivi e per il minor peso corporeo.
Qualche esempio serve a dare la dimensione del fenomeno:
i nitrati e nitriti di sodio e potassio, contenuti nelle carni preparate (salumi, prosciutti, ecc), interferiscono con la presenza di vitamina A e B1 e possono modificare il funzionamento della tiroide; in particolare i nitriti possono trasformarsi in nitrosammine, composti cancerogeni.
I solfiti, contenuti nei crostacei, nel vino, nella frutta secca e candita, funghi secchi, ecc., possono dar luogo a reazioni allergiche come le asme bronchiali e l'orticaria.
I fosfati, contenuti in budini, gelati, latte concentrato, prosciutto cotto, possono determinare una insufficiente calcificazione delle ossa.
Si potrebbe continuare per un bel po' e il consiglio che possiamo dare ai consumatori e' sempre lo stesso: consumare prodotti freschi (siamo il giardino d'Europa, perche' dobbiamo mangiare le fragole a dicembre?), congelati o trattati con il calore (pastorizzazione), o che comunque non contengano additivi (meno la lista e' lunga meglio e').

sabato 19 dicembre 2009

ALIMENTAZIONE: PREVENZIONE E MALATTIE ONCOLOGICHE

Un minor consumo di glucosio, lo zucchero comune , nella dieta puo' estendere la vita delle cellule polmonari sane e aumentare la velocita' con cui le cellule polmonari pre-cancerose muoiono, riducendo la diffusione e la crescita del cancro.
Questo e' quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Alabama a Birmingham (UAB) e pubblicato sulla rivista Faseb Journal.
Secondo questo studio questi risultati dimostrano ulteriormente i benefici potenziali per la salute di controllare l'apporto calorico.
La nostra ricerca indica che una riduzione delle calorie estende la durata della vita in buona salute delle cellule umane e aiuta la capacita' naturale del corpo di uccidere le cellule che formano il cancro.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato gli effetti del glucosio su cellule umane polmonari sane e pre-cancerose in provetta.
Ad alcune sono stati dati livelli normali di glucosio e ad altre livelli molto bassi.
Le cellule sono state poi lasciate crescere per diverse settimane.
In questo periodo di tempo, si è monitorato la capacita' delle cellule a dividersi e a sopravvivere. E' emerso che i livelli bassi di glucosio guidano le cellule sane a crescere piu' di quanto non facciano in genere e provocano la morte di un gran numero di cellule pre-cancerose.
In particolare, i ricercatori hanno scoperto che due geni chiave sono colpiti nella risposta cellulare al basso consumo di glucosio.
Il primo gene, attraverso la telomerasi (espressa nelle cellule della linea germinale, generalmente non è attiva nelle cellule somatiche ma è stato osservato che in diversi tumori può essere attivata) codifica un enzima importante che permette alle cellule di dividersi indefinitamente.
Il secondo gene, 'p16', codifica una proteina anti-cancro.

martedì 15 dicembre 2009

FESTE NATALIZIE: UN MENU CHE RISPETTA AMBIENTE, ANIMALI E SALUTE UMANA

Ogni anno ci prepariamo per le feste e ci "conciamo per le feste" in quanto a scorpacciate di carne, pesce, contorni, pastasciutte o brodi, dolciumi, vino, spumante.
Sull'altare del Natale vengono sacrificate le vite di milioni di animali, con costi ambientali e sociali enormi.
Allora senza la pretesa di essere anime belle, sensibili ed immacolate, ma solo esseri umani consapevoli, intelligenti e sufficientemente evoluti da non essere dipendenti dalle abitudini...
invitiamo tutti coloro che si stracciano le vesti per l'insulso summit di Copenhagen sulle cure paliative per il pianeta a dare il buon esempio e conseguentemente a cambiare menu.
Proviamoci, ed allora sarà davvero un Buon Natale per tutti.