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domenica 23 maggio 2010

SESSO SICURO

Oltre al più conosciuto HIV ci sono diverse malattie sessualmente trasmissibili poco conosciute, fastidiose e a volte addirittura letali
Ecco una piccola guida per imparare a prendersi cura del proprio corpo e rispettare quello degli altri, perché quando si fa l'amore senza la protezione del preservativo, non si rischiano soltanto gravidanze indesiderate, ma anche diverse malattie.
I rapporti anche solo orali, non protetti, sono a rischio quindi sono sempre consigliabili profilattico e dental dam .
Clamidia
Il nemico silenzioso. È un virus e può causare perdite, bruciori quando si fa pipì, dolori al basso ventre o schiena, febbre. Oppure può rimanere silente per anni, dando luogo però a infezioni silenti che possono portare, sia nell'uomo che nella donna, all'infertilità.
Herpes
Dall'Herpes Virus (HSV-2), una volta infettati, non ci si libera per il resto della vita.
Ci si può curare con terapie lenitive, ma non c'è soluzione definitiva.
I sintomi sono tanti e si ripetono ciclicamente: lesioni multiple e dolenti sulla cute dei genitali, febbre, mal di testa, dolori articolari, perdite intime, gonfiori genitali e - raramente - meningite.
Gonorrea o scolo
È altamente diffusa in tutto il mondo e i casi in Italia aumentano in maniera preoccupante.
Si tratta di un infezione causata da gonococco.
I sinotmi, al solito, non sono gradevoli: prurito, perdite intime, bruciori a urinare, genitali gonfi e doloranti, dolori e - raramente - sanguinamenti.
Se non ci si cura il batterio si diffonde causando diverse complicazioni a varie parti del corpo: pelle, cuore, occhi, vescica fino a causare sterilità e artriti.
Sifilide o Lue
È causata da un batterio il Treponema pallidum.
Ci sono diverse fasi. Si inizia con un piccolo brufoletto che compare solitamente dove il batterio è penetrato nel corpo (genitali, bocca...).
Poi il nodulino si trasforma in ulcera.
Compaiono macchie sulla pelle, i linfonodi si ingrossano e possono cadere peli e unghie, inseme a sintomi tipici da influenza.
I danni saranno notevoli: agli organi interni, al cervello, ai nervi, agli occhi, al cuore, ai vasi sanguigni, al fegato, alle ossa e alle articolazioni.
Si cura con la Penicillina e si guarisce.
Epatiti A, B e C.
Epatite A: spesso asintomatica, a volte compaiono affaticamento, febbre, nausea o vomito, feci chiare, una colorazione gialla degli occhi e della pelle chiamata “Ittero”, urina color scuro, dolore al fianco destro che si può diffondere alla schiena.
Epatite B: sintomi simili all'epatite A, in casi rari ha un decorso detto "fulminante" e in pochissimi giorni si va incontro al coma e alla morte (praticamente un caso su mille).
Epatite C: il 70% delle persone contagiate da questo virus non ha sintomi; quando compaiono, sono gli stessi della epatite A o B. La cronicizzazione della B o C può portare a cirrosi epaticao cancro al fegato.
Candida o Candidosi
Si tratta di una micosi.
Sintomi: prurito, bruciore, infiammazione, perdite maleodoranti, gonfiore addominale, rallentamento della digestione, disturbi intestinali (stipsi o diarrea), cattivo assorbimento delle sostanze nutritive e, a lungo andare, stato di malnutrizione.
Va detto che si può contrarre la candidosi in tanti modi, non solo per trasmissione sessuale.
Abbiamo tralasciato condilomi, donovanosi, linfogranulomi venerei, pediculosi, papilloma virus, scabbia, tricomoniasi, ulcera molle.
Approfondimenti sul sito Intelligenza sessuale trasmissimibili dove un database di semplicissima consultazione consente in soli tre clic di individuare il centro di diagnosi e cura più vicino. Eccolo.
PROTEGGERSI FA BENE ALL'AMORE

martedì 1 dicembre 2009

AIDS: accesso alle cure è un diritto umano

Il mondo celebra oggi, come ogni anno, la Giornata Mondiale di lotta all'Aids (data simbolica scelta nel 1998 perche' il primo caso di Aids fu diagnosticato il 1 dicembre del 1981).
La Giornata 2009 mette in evidenza in particolare lo stretto legame tra i diritti umani e l'accesso alla prevenzione, al trattamento e alla cura di Hiv e Aids.
In trent'anni, si sono contagiate 60 milioni di persone e 25 milioni sono morte per cause correlate al virus.
Dall'ultimo rapporto dell'Unaids, il programma delle Nazioni Unite contro Hiv/Aids, risulta che nel 2008 erano quasi 33,4 milioni le persone che nel mondo convivevano con il HIV (due terzi nell'Africa Subsahariana, 2,5 mln bambini), con 2,7 milioni di nuove infezioni e 2 milioni di morti collegate alla sindrome.
E' una strage che fa sempre meno notizia, oscurata da pandemie piu' mediatiche (l'ultima in ordine di tempo, l'influenza A) e dalla diffusa consapevolezza che ormai sia una malattia guaribile.
Ma l'Aids continua a mietere vittime.
I dati del rapporto 2008 di Unaids, il programma congiunto delle Nazioni Unite su Hiv e Aids fotografano una pandemia tutt'altro che debellata e che necessita di nuove campagne informative e soprattutto piu' ingenti investimenti.
Negli ultimi anni, sono state spese notevoli quantita' di energia e denaro per ottenere l'accesso alle cure.
Questo impegno fa parte di un piu' ampio obiettivo di fornire l'accesso universale alle cure previsto per il 2010 dai Millennium Development Goals.
Un tema fondamentale: malgrado siano stati raggiunti importanti risultati nella lotta a questa sindrome (dati dell'Unaids rivelano che negli ultimi 8 anni gli sforzi internazionali hanno portato a una riduzione dei nuovi contagi di circa il 17%), nei Paesi a basso e medio reddito sono meno della meta' i malati che ricevono le terapie antiretrovirali di cui necessitano.
Ad oggi, infatti, si calcola che per ogni 5 nuovi casi di infezione solo 2 persone hanno accesso ai trattamenti necessari.
Perche' il rischio, specie nei Paesi piu' avanzati, e' la sottovalutazione del virus: il test si fa sempre meno, e dei 180.000 sieropositivi nel nostro Paese, si stima che il 25% non sappia di esserlo, ritardando cosi' le terapie e soprattutto diventando un veicolo inconsapevole di contagio.

lunedì 1 dicembre 2008

1 Dicembre 2008: i dati italiani dell'infezione da HIV

ANCHE NEL NOSTRO PAESE SI ABBASSA LA PERCEZIONE DEL RISCHIO.
LA TRASMISSIONE SESSUALE SI CONFERMA ESSERE LA PRIMA CAUSA DELL'INFEZIONE DA HIV.
CONTINUA L'ASSENZA DI UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE E DI PREVENZIONE VERSO LA POPOLAZIONE GIOVANILE, PER LA PROMOZIONE DI RAPPORTI SESSUALI PROTETTI.

ANCORA MORALISTI SENZA MORALE A DECIDERE SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE.

PROMUOVIAMO L'ATTO SESSUALE COME ATTO DI AMORE VERSO L'ALTRO...PROMUOVIAMO L'USO DEL PROFILATTICO!

Fonte: salute.agi.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Il primo dicembre è la Giornata mondiale per la lotta all'Aids. Le stime del 2007 parlano di 33,2 milioni di persone colpite da Aids, di cui 2,1 milioni sono bambini di età inferiore ai 15 anni. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, aggiornati al 31 dicembre 2007, in Italia si verificano 4 mila nuove infezioni l'anno: dall'inizio dell'epidemia all'anno scorso sono 59.500 i malati di Aids: la regione in assoluto più colpita è la Lombardia, mentre nell'ultimo anno il tasso d'incidenza più elevato è stato quello del Lazio.
In Italia vivono 24 mila persone con l'Hiv e i nuovi casi della popolazione straniera incidono per il 20% del totale. Attualmente la via di trasmissione del virus è quasi esclusivamente quella sessuale: scende progressivamente, infatti, il numero dei tossicodipendenti che diventa sieropositivo, come il numero dei bambini che si infettano dalle madri. A Torino, presso il centro congressi Lingotto, si tiene il secondo meeting nazionale dell'associazione Nps (Network persone sieropositive).
Secondo i dati di un sondaggio realizzato dalla Swg per conto di Nps, l'Aids sembra fare meno paura agli italiani: nel 1991, a dieci anni esatti di distanza dalle prime notizie sull'Hiv, gli italiani che la mettevano al primo posto tra le loro paure erano uno su cinque: ora, invece dopo diciassette anni, sono rimasti solo il 4,8.
Dal 1987 al 2004 la Giornata è stata organizzata dall'Unaids, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta alla malattia; dal 2005 l'Unaids ha demandato la responsabilità dell'organizzazione alla Wac (World Aids Campaign), organizzazione indipendente che ha scelto per la Giornata, fino al 2010, il tema sintetizzato dallo slogan “Stop Aids: keep the promise” (Fermare l'Aids: manteniamo la promessa). Sempre secondo il sondaggio commissionato da Nps, gli italiani considerano l'Aids il terzo fattore di morte nel mondo (mentre in realtà causa il 4,9% dei decessi), ma la temono come malattia solo il 6%. Inoltre, mentre il 64% ritiene che l'Aids abbia modificato la vita sessuale delle persone, solo il 25% dichiara di aver modificato le proprie abitudini sessuali.
Come rivela il 69% degli intervistati, l'Aids non fa più notizia.
La Lila (Lega italiana per la lotta all'Aids), associazione nata nel 1987, ribadisce la necessità, in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi al sottosegretario Fazio, “di adeguate campagne informative, di garanzie concrete dei diritti delle persone sieropositive, di leggi che non discriminino ma facilitino la prevenzione”, chiedendo che la Giornata dell'1 dicembre sia “un concreto richiamo all'azione e non un momento celebrativo”. In questa giornata molte iniziative su tutto il territorio nazionale: l'Anlaids (Associazione nazionale per la lotta all'Aids), insieme ad altre associazioni, allestisce in tredici piazze italiane gazebo informativi dove verranno fornite corrette informazioni sulla trsmissione del virus e sul test. A Roma, in Campidoglio, il convegno “Stop Aids: mantieni la promessa”, presso l'aula Giulio Cesare, con il sindaco Gianni Alemanno, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e il professor Fernando Aiuti.
Data articolo: novembre 2008

domenica 30 novembre 2008

Aids e eterosessualità:IL PROFILATTICO SI CONFERMA IL MIGLIOR AMICO DELLA COPPIA

PER NON DIMENTICARE
Eravamo all'inizio degli anni '80 quando una doccia ghiacciata si abbattè sulla comunità gay internazionale:un virus stava decimando la popolazione omosessuale del Nord America, il virus in questione era responsabile dell'immunodeficienza che lasciava così esposto l'organismo al contagio di batteri e virus alcuni dei quali di per sè non letali, ma in questa particolare circostanza diventavano un Cavallo di Troia per agenti patogeni più aggressivi.
Nel 1985-86 anche l'Italia conosce le prime morti riconducibili alla Sindrome da Immunofecienza Acquisita, meglio nota con l'acronimo inglese AIDS.
Come si intervenne?
Si incominciò una campagna di terrorismo mediatico che invece di evidenziare i COMPORTAMENTI A RISCHIO (rapporti sessuali non protetti, scambio di siringhe, uso promiscuo di strumenti per l'igiene personale, trasfusioni sanguigne e di emoderivati non controllati), pose l'enfasi sui GRUPPI A RISCHIO DI INFEZIONE HIV:OMOSESSUALI E TOSSICODIPENDENTI, mentre sugli EMOFILIACI infettati grazie alla speculazione sanitaria su SANGUE ed EMODERIVATI, (in cui fu coinvolto il GOTA della Sanità pubblica e privata:vi ricordate della liaison dangereuse tra Poggiolini e il Ministro della Salute On.De Lorenzo) si stese un velo pietoso.
Sarebbe stato sufficiente dire solo TRE parole per evitare l'ecatombe di dolore, sofferenza di uomini e donne affetti da HIV-AIDS:PRESERVATIVO, SIRINGHE STERILI, TEST HIV SU SANGUE ED EMODERIVATI.
Nel 1986 il Ministro della Salute On.Donat Cattin inviò una lettera a tutti coloro che risultavano single all'anagrafe, (evidentemente stimati più a rischio di promiscuità sessuale) e con toni paterni consigliò loro di astenersi dai rapporti sessuali promiscui e dal far uso di droga.
Mentre forze sedicenti cristiano - cattoliche mettevano l'accento sul meritato castigo sceso su coloro che si erano perduti nella fornicazione e nei rapporti contro natura.
Perchè il messaggio sfosse chiaro:
l'AIDS si contrae perchè si è PUTTANE, FROCI e/o DROGATI!
Paradossalmente spettò proprio alla comunità gay ed ai comitati per i diritti delle prostitute, a coordinare, addossandosene tutti gli oneri morali e materiali, la campagna di informazione e di prevenzione per fronteggiare l'infezione HIV, distribuendo depliants informativi, preservativi, gel lubrificanti e siringhe sterili ed occupandosi di organizzare gruppi di self help tra sieropositivi
La Regione Toscana che a parole non è certo tra le più bigotte aspettò sino al 1992 per approntare una campagna di prevenzione centrata sull'uso del profilattico e di siringhe sterili.
In questi anni la percezione del rischio è calata, di AIDS non si muore più, ci sono i farmaci...in quanto al vaccino non se ne parla, non è conveniente, meglio vendere gli anti-retrovirali che portano a spendere qualche migliaia di dollari al mese per ogni persona HIV+.
Ma come procede la pandemia?
A 27 anni dalla prima morte attribuita all'infezione HIV-AIDS avvenuta negli Satti Uniti, non si è fatta molta strada come ci conferma l'articolo che segue a cura di Johann Rossi Mason.
Più di un terzo degli americani recentemente infettati dal virus HIV lo ha contratto da partner eterosessuali.
Lo ha annunciato uno studio federale che ha raccolto i dati in 29 stati (anche se la lista non ne include alcuni di grandi dimensioni come California, Illinois, New York e Texas)
Si tratta comunque del primo studio su larga scala che non misura la prevalenza dell'Aids ma la modalità di infezione.
I ricercatori hanno esaminato le statistiche dal 1999 al 2002 delle infezioni da HIV e hanno individuato che il 35% dei 101mila casi studiati è stato contratto con rapporti etero HIV positivi o persone ad alto rischio come i tossicodipendenti da eroina. Di questi il 74% era nero, il 15% bianco e il 64% era rappresentato da donne. Tra i ragazzi di età compresa tra i 13 e i 19 anni l’89% dei casi di infezione tra eterosessuali interessa le ragazze e le giovani donne di colore appaiono essere a più alto rischio, insieme agli adulti dai 30 ai 40 anni. Nei fatti anche altri studi suggeriscono che meno della metà di tutte le nuove diagnosi dei casi di Aids negli USA non si riscontrano tra gay o bisessuali ma proprio in soggetti etero.
Nel mondo, quindi, questa è una malattia che interessa gli eterosessuali e credere il contrario è un grosso errore di valutazione.
“Le persone etero ne sono colpite per il 90% se non di più” afferma il dottor Michael Horberg, direttore dell'HIV/Aids per il Kaiser Permanent Health Plan “Nel nostro paese si tratta di un gruppo che sta crescendo rapidamente”.
Dice Frank Edward Myers III, epidemiologo al Mercy Hospital di San Diego (una delle città a più alta rappresentanza di omosessuali) “Questi dati ci offrono una istantanea dell'andamento epidemiologico dell'infezione. Sono numeri che riflettono quello che abbiamo sempre saputo e che purtroppo ci confermano una scarsa consapevolezza del fenomeno tra gli etero.
Il problema è in crescita tra le donne di colore e gli uomini corrono un rischio nettamente inferiore.
Per le donne è più facile contrarre il virus perché lo ‘ricevono’ dal partner, la loro anatomia prevede maggiori superfici di contatto, maggiori rischi di lesioni accidentali delle mucose e tessuti più sensibili e ricettivi.
Tra l’altro i partner spesso rifiutano di indossare il preservativo e mettono le donne in pericolo”.
Ma i ricercatori americani sospettano anche che le giovani donne vengano contagiate a seguito di rapporti omosessuali segreti dei loro partner abituali.
In termini di prevenzione il preservativo continua ad essere il miglior presidio disponibile, oltre ad una educazione al sesso sicuro e ad una maggiore emancipazione femminile, che porti le donne più giovani a domandare esplicitamente metodi di protezione.
Le creme microbicide attualmente in sviluppo potranno aiutare le donne a proteggersi attivamente senza dover far leva sul partner.