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giovedì 28 febbraio 2013

I virus rubano i sistemi immunitari


Lo rivela un lavoro pubblicato su Nature: un batteriofago parassita è in grado di sottrarre il sistema immunitario dei batteri, modificarlo e utilizzarlo contro il suo ospite

Anche i virus si difendono, e per farlo ricorrono ad armi che hanno rubato dai loro ospiti, ritorcendole contro di loro. Un'équipe di scienziati dell' Howard Hughes Medical Institute, coordinati da Andrew Camilli, ha infatti dimostrato che un particolare virus, detto batteriofago o più sbrigativamente fago, è in grado di “rubare” il sistema immunitario dei batteri e riadattarlo alle proprie esigenze per sopraffare il batterio ospite e riprodursi. La scoperta, che rappresenta la prima evidenza sperimentale di questo meccanismo, è stata pubblicata su Nature.

Finora, gli scienziati pensavano ai fagi come una sorta di particelle primitive di dna o rna, e che mancassero completamente di un sistema immunitario adattativo, cioè in grado di rispondere a una varietà infinita di attacchi esterni. Mentre non è lo stesso per i batteri. Sebbene infatti con sistema immunitario di solito si intenda il complesso insieme di cellule e molecole che difendono l’essere umano da qualsiasi cosa che sia estranea agli organismi, anche i batteri, nel loro piccolo, hanno qualcosa che gli si avvicina abbastanza. È l’apparato molecolare Crispr/Cas, un sistema immunitario con cui si difendono da materiale genomico estraneo, soprattutto da quello dei fagi.

Ogni tipo di fago, da buon parassita, è accoppiato a una classe specifica di batteri: l'équipe di Camilli si è concentrata sul fago del Vibrio Cholerae, il responsabile delle epidemie di colera negli esseri umani. Analizzando sequenze di dna di fagi prelevati da feci di pazienti affetti da colera, gli scienziati hanno identificato dei geni associati a un sistema immunitario adattativo (quelli Crispr, appunto), finora mai individuati in altri virus, e invece presenti in alcuni batteri e nella maggior parte degli organismi della classe Archaea. Ma si trattava di un apparato funzionale?

Per verificarlo, gli scienziati hanno usato un fago privo di sistema immunitario per infettare un ceppo di batteri del colera resistente al virus. In questo caso i virus non riuscivano a infettare e uccidere i batteri, ma ripetendo la stessa operazione con il fago immunizzato - che portava in sé i geni associati al sistema di difesa batterico - i ricercatori hanno osservato il suo rapido adattamento e l'uccisione totale dei batteri del colera. In pratica il virus si è mostrato capace di requisire il sistema immunitario per superare le difese montate contro di lui.

Secondo gli autori della scoperta, il lavoro è particolarmente importante per lo sviluppo delle terapie basate sui fagi per il trattamento delle infezioni batteriche. “Il nostro studio dà credito alla controversa idea che i virus siano creature viventi”, sostiene Camilli, “e rafforza la possibilità di usare trattamenti basati sui batteriofagi per trattare le infezioni batteriche. Soprattutto quelle resistenti alle attuali terapie antibiotiche”.

Fonte: http://daily.wired.it/news/scienza/2013/02/28/virus-batteriofago-sistema-immunitario-27852.html

domenica 27 gennaio 2013

FORME FRATTALI

Tutti conoscono il cerchio: provate a disegnarne uno e osservatelo da una ragionevole distanza. Sì, quello che state vedendo è effettivame...

Gravità Zero: FORME FRATTALI: IL PARADOSSO DELLA CONVIVENZA FRA ...:

giovedì 6 dicembre 2012

Il cuore può rigenerare le sue cellule

IL CUORE dei mammiferi, uomo compreso, può riparare i danni prodotti dall'infarto e dall'invecchiamento, rigenerando le sue cellule. Una capacità osservata in alcuni rettili, in particolare le salamandre, e nei pesci. Si riteneva fosse una loro facoltà esclusiva, ma ora la capacità di autoriparazione del cuore si può ridare ai mammiferi. 
Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori coordinati da Mauro Giacca dell' ICGEB (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) di Trieste. 
Lo studio apre finalmente le porte alla possibilità di mettere a punto farmaci che rigenerino un cuore ormai incapace di nutrire il corpo, mandando in circolo troppo poco sangue.

continua...Il cuore può rigenerare le sue cellule: il segreto in molecole simili al Dna - Repubblica.it

domenica 8 aprile 2012

Verso un nuovo concetto di Salute

Fonte:http://salutepertutti.comunita.unita.it/2012/04/08/verso-un-nuovo-concetto-di-salute/

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non una mera assenza di malattia o infermità”.

Questa definizione di salute fu coniata all’atto della costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel luglio 1946 ed entrò in vigore il 7 aprile 1948, data in cui l’OMS entrò nell’orbita delle Nazioni Unite.
Una definizione ampia e generale, che rimosse il dualismo concettuale “salute-malattia” e offrì una visione dello “stato di benessere” di un individuo o di una popolazione non limitato alla componente somatica e non unicamente correlato con l’intervento sanitario.

Tale concetto fu poi confermato e ampliato in uno dei più importanti documenti dell’OMS, la Dichiarazione di Alma Ata (1978). “La Conferenza riafferma con forza che la salute, come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo come assenza di malattia o infermità, è un diritto fondamentale dell’uomo e l’accesso ad un livello più alto di salute è un obiettivo sociale estremamente importante, d’interesse mondiale e presuppone la partecipazione di numerosi settori socio-economici oltre che di quelli sanitari”. La salute è dunque concepita come il prodotto complessivo e coordinato di una serie di condizioni e azioni che fanno capo a vari settori della vita civile e sociale di un paese e di una comunità. Una visione moderna e veramente profetica, se si pensa a quando fu elaborata, anticipando di quasi mezzo secolo il dibattito sui determinanti sociali di salute.

Eppure la discussione sull’attualità della definizione di salute dell’OMS è aperta. Nel dicembre 2009 si è tenuta a L’Aia (Olanda) una Conferenza Internazionale dal titolo “Is health a state or an ability? Towards a dynamic concept of health” (“La salute è una condizione o un’abilità? Verso un concetto dinamico di salute”), con la partecipazione di rappresentanti di molteplici discipline professionali e scientifiche.

Il dibattito verte soprattutto sull’aggettivo “completo” contenuto nella definizione di salute dell’OMS : l’aspirazione a una sorta di perfezione del benessere appare un obiettivo troppo distante dalla realtà e di conseguenza difficilmente misurabile.

Il fatto è che il quadro epidemiologico è profondamente mutato da quando fu concepita la definizione dell’OMS: erano gli anni quaranta del secolo scorso, la popolazione era “giovane”, prevalevano le malattie acute, iniziavano a diffondersi gli antibiotici e l’idea che lo scopo della medicina fosse principalmente quello di guarire e di portare alla “restitutio ad integrum” era dominante e giustamente fondata. Oggi, con una popolazione sempre più “vecchia” e con un numero crescente di persone affette da una o più malattie croniche, quell’aggettivo “completo” rende il “benessere” – cioè la “salute” – una condizione poco realistica, addirittura astratta.

La discussione degli esperti alla conferenza olandese ha portato ad un ampio consenso per lo spostamento dall’attuale formulazione statica verso una formulazione più dinamica basata sulla capacità di fronteggiare, mantenere e ripristinare la propria integrità, il proprio equilibrio e senso di benessere. La visione preferita di salute è stata “la capacità di adattarsi e autogestirsi”.

Concetti, a dir la verità, non del tutto nuovi. Nel 1943 un medico e filosofo francese, Georges Canguilhem, aveva pubblicato un libro dal titolo “Il Normale e il Patologico”, dove il concetto di salute è proprio associato alla capacità di adattarsi all’ambiente. “La salute non è un’entità fissa. Essa varia per ogni individuo in relazione alle circostanze. La salute è definita non dal medico, ma dalla persona, in relazione ai suoi bisogni funzionali. Il ruolo del medico è quello di aiutare le persone ad adattarsi alle nuove condizioni.”

È dunque il singolo paziente, non il medico, l’autorità legittimata a definire i propri bisogni e il medico diventa un partner in questa operazione . Avendo rimpiazzato la perfezione con l’adattamento noi ci avviciniamo a un programma per la medicina più comprensivo, solidale e creativo, un programma al quale tutti noi possiamo contribuire.

Per saperne di più leggi la newsletter n. 5 di salute internazionale.info “Vivere con una malattia. Ed essere sani”.

sabato 26 novembre 2011

UN CHEWIN GUM ALL'ORMONE PER RITROVARE IL PESO FORMA

I ricercatori della Syracuse University di New York hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medicinal Chemistry, da cui è emerso che si può controllare il proprio peso grazie all’aiuto di un chewin-gum che agevola l'eliminazione del senso di fame.
Lo studio ha mostrato come le persone obese abbiano una bassa concentrazione dell'ormone PPY nel loro organismo, e se esso è loro somministrato, via endovena, riduce il senso di fame e quindi l'assunzione di calorie.
Gli studiosi statunitensi hanno dimostrato che l’ormone PYY, che regola la sensazione di fame e di sazietà, può essere rilasciato nel sangue per via orale, appunto masticando solo una semplice gomma; un solo chewin-gum al mattino potrebbe evitare di introdurre fino a circa 68 calorie a giorno.
L'analisi è stata condotta anche su persone senza problemi gravi di peso e ha avuto i medesimi risultati.
Il problema della somministrazione per via orale sta nell'evitare che esso sia digerito e distrutto durante il suo percorso nel tratto digerente.
Così gli esperti l'hanno legato alla vitamina B12, in modo che sia garantito il trasporto dell'ormone fino all'intestino dove deve indurre il senso di sazietà.
Da qui l'idea è quella di includere l'ormone all'interno di un chewing gum e permettere che sia rilasciato masticando, un po' come quelle gomme che servono per smettere di fumare.
Il chewin-gum funzionerà in questo modo: si potrà fare un pasto equilibrato, poi si masticherà la gomma, che comincia ad avere effetto 3-4 ore più tardi, diminuendo l’appetito quando si avvicina il prossimo pasto.

venerdì 9 luglio 2010

AMORE E DIPENDENZA

L'amore e' come una dipendenza da droga e purtroppo quando un amore finisce e' come se si andasse in crisi d'astinenza.
E' quanto emerge da uno studio americano sul cervello di un innamorato ferito: di fronte alla foto dell'amato perduto il cervello attiva aree legate al desiderio, alla dipendenza da droghe e al dolore.
La foto del cervello 'impazzito' e' stata realizzata dall' Einstein College of Medicine di New York.
Questa ricerca conferma quello che affermiamo da anni cioè che il comportamento tossicomaniaco è correlato quasi sempre ad un trauma affettivo con forte contenuto abbandonico, in atto o pregresso, vissuto in ambito familiare e riverberato in ambito relazionale.

giovedì 20 maggio 2010

VERSO LA VITA SINTETICA

lA PRIMA CELLULA SINTETICA è stata ottenuta a partire da un cromosoma artificiale, costruito utilizzando informazioni elaborate in un computer, composti chimici e un sintetizzatore di Dna.
Composto da circa un milione di lettere (quello umano ne comprende 3,2 miliardi), il Dna artificiale è del tutto simile a un Dna naturale, comprese mutazioni acquisite durante il processo di assemblaggio.
Solo una sorta di "filigrana molecolare" aiuta a riconoscere che è davvero artificiale.
La prima cellula sintetica, chiamata Mycoplasma mycoides JCVI-syn1.0, è stata costruita nel Craig Venter Institute di Rockville dal gruppo coordinato da Daniel Gibson.
La cellula in sé è naturale, ma è completamente controllata da un Dna artificiale.
Ottenerla è stato un lavoro ai limiti della fantascienza, ma anche un'opera di bricolage che ancora una volta ha utilizzato i batteri da sempre protagonisti delle ricerche del genetista Venter sulla vita artificiale: il Mycoplasma mycoides e il Mycoplasma capricolum.
Nel 2007 i ricercatori avevano ottenuto il primo Dna sintetico, riproducendo artificialmente quello del Mycoplasma mycoides;
nel 2009 avevano eseguito il primo trapianto di Dna, trasferendo il genoma (naturale) del Mycoplasma mycoides nel Mycoplasma capricolum.
IN QUESTA ULTIMA RICERCA hanno messo insieme i due procedimenti, trapiantando il Dna sintetico e caricandolo, come il programma di un computer, in una cellula batterica privata del suo Dna.
Secondo Venter, questa cellula sintetica e' una sorta di prototipo di straordinaria potenzialita' scientifica, destinata a diventare uno strumento molto potente: la cellula sintetica puo' essere utilizzata per ripulire l'atmosfera dal biossido di carbonio; per mettere a punto vaccini migliori, oppure per realizzare batteri utili per produrre combustibile o capaci di metabolizzare agenti inquinati rendendoli innocui per l'ambiente.
Il pensiero va alla marea nera nel Goflo del Messico che assume ogni giorno di più i contorni di una vera e propria catastrofe globale, con effetti a medio, lungo periodo ancora più devastanti dell'incidente nucleare di Chernobyl.
Al via le fabbriche della Vita Artificiale?
Quali le implicazioni filosofiche e sociali?

martedì 18 maggio 2010

SCARPE PIEZOELETTRICHE PER PRODURRE ENERGIA...CAMMINANDO

Le risorse umane, le idee e le conoscenze tecniche ci sono, mancano programmazione, coordinamento tra istituzioni pubbliche e private, ma soprattutto una visione lungimirante ed una focalizzata volontà politica.
Le innovazioni tecnico-scientifiche per migliorare la nostra qualità della vita possono essere un ottimo strumento per rilanciare un'economia del progresso e non del mero consumo.
In questi giorni a Roma si è svolto presso il Policlinico Militare Celio un interessante convegno sulla telemedicina organizzato dall'Ufficio Generale della Sanità Militare dello Stato Maggiore della Difesa.
Nel corso del convegno sono stati presentati prototipi che possono trovare applicazioni sia in ambito militare che civile (dall'assistenza agli anziani al controllo degli astronauti impegnati sulla Stazione Spaziale Internazionale o in future missioni sulla Luna).
Le scarpe piezoelettriche sono fra i prototipi presentati
Hanno l'aspetto di normali scarpe da ginnastica, ma riescono a convertire il movimento in energia quindi potrebbero essere utili per azionare dispositivi medici in ambienti difficili, o impervi.
Per immagazzinare energia è stato messo a punto anche uno zaino, la cui efficienza aumenta con il peso.
Sono stati anche ideati una cintura wireless che raccoglie dati su elettrocardiogramma, frequenza cardiaca, respiro, temperatura corporea e che permette anche di trasmettere a distanza anche dati che permettono di sapere se chi la indossa sta camminando, se è sdraiato o se è caduto.
Su una tessera di silicio di 1 cmq. è stato realizzato un laboratorio di analisi per valutare, per esempio, la qualità dell'acqua e verificare se in essa sono presenti microrganismi nocivi.
Sensori per garantire la sicurezza di chi lavora lontano da casa e in ambienti difficili sono stati messi a punto dall' Agenzia Spaziale Italiana per valutare la qualità del respiro, passando in rassegna in pochi minuti oltre 250 dati.
Si tratta di progetti in fase di studio ed è difficile attualmente prevedere quando potranno diventare dispositivi di uso comune
La sinergia tra l'Agenzia spaziale Italiana e Ministero della Difesa é assolutamente strategica per l'implicita dualità civile-militare delle tecnologie satellitari, ma come ha affermato lo stesso Mariano Bizzarri, del Consiglio scientifico dell'Asi, progetti di telemedicina in Italia ci sono e sono tanti, ma "non sono coordinati, la normativa è carente e manca un raccordo con le istituzioni".

mercoledì 12 maggio 2010

Morbo di Crohn: terapia biologica efficace nel 70% dei casi

Finalmente una svolta determinante per le persone affette dal Morbo di Crohn, patologia infiammatoria cronica dell'intestino fortemente invalidante e che incide pesantemente sulla qualita' di vita dei pazienti, nella maggior parte dei casi giovani adulti e adolescenti.
I risultati dello studio clinico SONIC (Study of Biologic ad Immunomodulator Naive Patients in Crohn's Disease), che ha incluso oltre 500 pazienti provenienti da Stati Uniti, Europa ed Israele confermano che l'uso precoce della terapia biologica con infliximab ha condotto, nel 70% dei casi, a guarigione della mucosa e a remissione della malattia, senza l'uso di steroidi con i noti effetti collaterali.
Dallo studio è anche emerso che la sola azatioprina, immunomodulatore utilizzato nella terapia della malattia, non e' in grado di bloccare la progressione della patologia.
Lo studio ha incoraggiato i medici ad utilizzare il trattamento confermando la sicurezza della terapia; non e' un caso che nelle Linee Guida Europee recentemente pubblicate e' chiaramente indicato l'uso precoce del ricorso di infliximab.

TEST GENETICO AL SUPERMARCATO

Sembra quasi una notizia fantascientifica quella pubblicata dal giornale statunitense The Washington Post, ma è certo che diverse compagnie hanno seguito e sponsorizzato il Progetto Genoma, sono adesso impegnate a dare uno sbocco di mercato alla ricera.
Una di queste infatti la Pathway Genomics è pronta a distribuire in oltre 6000 supermercati statunitensi un kit fai da te per poter identificare le proprie predisposizioni genetiche a circa 23 malattie ed intolleranze a metalli ed alimenti.
Negli USA si sta sollevando un vespaio -in realtà già sono in vendita liberamente su Internet test genetici come quello di paternità o per conoscere il sesso del nascituro-ma questo test da banco puo' violare la nostra privacy consentendo anche ad altri di venire a conoscenza dei nostri rischi genetici e magari discriminarci per questi.
A noi invece ci preoccupa l'attendibilità di questo tipo di test e le ricadute in termini psicologici individuali e sociali.
Certo la prevenzione è importante e in questo la genetica è solo un foglio con tante note...ma noi ed il nostro intorno costruiamo gli accordi per una sinfonia.

martedì 27 aprile 2010

STIMOLAZIONE MAGNETICA per CURARE LA DEPRESSIONE

Fonte: AGI
Primo studio scientifico condotto in Europa sugli effetti della stimolazione magnetica come metodo di cura della depressione che non risponde a cure farmacologiche preesistenti.
E' stato pubblicato on line sulla rivista internazionale 'Neuroscience', a cura di un gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell'Universita' di Firenze, guidati da Stefano Pallanti, direttore dell'Agenzia di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi.
60 pazienti per 3 settimane sono stati trattati con la stimolazione magnetica transcranica - metodologia recentemente approvata per la depressione farmaco-resistente dall'Autorita' sanitaria degli Stati Uniti (FDA-Food and Drug Administration). I soggetti hanno ricevuto sia la stimolazione di ambedue gli emisferi del cranio (a bassa frequenza sull'emisfero destro e ad alta frequenza su quello sinistro) sia la stimolazione a bassa frequenza sul solo emisfero destro.
Lo studio ha dimostrato che la stimolazione unilaterale a bassa frequenza sull'emisfero destro e' piu' efficace e potrebbe essere la prima linea di trattamento in questo tipo di depressione: ad essa va attribuito un maggior numero di guarigioni (30%), rispetto a quelle osservate con la stimolazione bilaterale (10%).
"Si tratta di uno studio molto importante - ha commentato Stefano Pallanti - che sottolinea l'eccellenza in Italia della ricerca fiorentina in questo campo e promuove una metodologia semplice nel trattamento della depressione farmaco-resistente: ulteriori studi dovranno confermare questi risultati su cui ci siamo anche confrontati a livello internazionale con il direttore del Centro per la Brain Stimulation della Columbia University di New York, Sarah H. Lisanby". -

giovedì 8 aprile 2010

EMPATIA E NEURONI SPECCHIO: la struttura neuronale della socialità

E' stata dimostrata l'esistenza nell'uomo dei neuroni specchio, che si attivano in risposta all'esposizione di scene, fatti o persone dal forte impatto emotivo, consentendoci di riconoscere e condividere la gioia o il dolore degli altri.
La loro presenza era stata scoperta nelle scimmie ma, grazie al team dell'italiano Marco Iacoboni, dell'Universita' di Los Angeles, arriva la prova definitiva che esistono anche negli umani.
Lo studio, pubblicato su Current Biology, ha registrato l'attivita' di queste cellule nel cervello di pazienti cui erano stati impiantati elettrodi per alleviarne i disturbi neuromotori causati dal Morbo di Parkinson.

venerdì 5 marzo 2010

UN GEL PER GUARIRE LE FRATTURE


Una frattura di spalla, tibia e femore si potrà curare con un'iniezione nell'osso.
Il nuovo materiale è stato scoperto e brevettato da Luigi Ambrosio del Cnr di Napoli.
Il composto consiste in un gel di ceramica e si può usare anche come sostituto della sostanza ossea,nelle patologie del sistema scheletrico, correlata all'osteoporosi.
Bisognerà aspettare un paio d'anni perché arrivi sul mercato.

giovedì 17 dicembre 2009

Scperto un pianeta extra sistema solare a 40 anni luce dalla Terra

A 40 anni luce da noi c'e' un pianeta piu' grande della Terra, con una debole atmosfera e ricco di ghiaccio.
Il pianeta, che comunque e' molto piu' piccolo rispetto ai numerosi pianeti giganti finora scoperti all'esterno del Sistema Solare, e' descritto su Nature dal gruppo di astronomi guidati dall'americano David Charbonneau, dell' Universita' di Harvard, che lo hanno scoperto con un telescopio simile a quelli amatoriali.
La notizia ha dell'incredibile: con tutti gli investimenti, le sonde e i telescopi sempre più sofisticati della NASA si doveva scoprire quello che molti annunciavano intuitivamente già da tempo, con un telescopio da ragazzi...
Il gioco di specchi creato dal campo elettromagnetico potrebbe riservare altre sorprese, teniamoci pronti ad accettare manifestazioni su questo piano di realtà, con la mente aperta, ma anche con il cuore.
Se vi interessa essere informati su ciò che accade nel nostro universo, non perdetevi questo video dell'astrofisica Giuliana Conforto. Buona visione .

lunedì 23 novembre 2009

Il respiro di Cygnus X-3:alla scoperta delle sorgenti cosmiche di alta energia

Fonte: Nature
L'attività di uno degli oggetti più misteriosi della nostra galassia, il sistema binario Cygnus X-3, è stato osservato per la prima volta in diretta da un satellite, l'italiano Agile (Astro-rivelatore Gamma a Immagini Leggero), lanciato nell'aprile 2007 grazie alla collaborazione di Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il risultato è pubblicato oggi su Nature da un gruppo internazionale del quale fanno parte astrofisici italiani, statunitensi, inglesi e russi coordinati da Marco Tavani, dell'Inaf.

"E' come se Cygnus X-3 si preparasse a liberare l'enorme energia dei getti, rimanendo per qualche giorno in uno stato particolare di 'caricamento' di energia in cui si accelerano le particelle a energie elevatissime", spiega Tavani. "E' un fenomeno mai osservato prima nella sua dinamica e una grande sorpresa. Da erratico e 'pazzo', Cygnus X-3 sembra quasi che si comporti come un orologio".

La scoperta sembra destinata ad aprire finalmente un varco nella conoscenza delle misteriose sorgenti cosmiche di alta energia. Le loro emissioni, sotto forma di raggi gamma, sono note per essere le più violente dell'universo, ma il meccanismo che le genera è sconosciuto. Così come finora è stato avvolto nel mistero il sistema binario Cygnus X-3.

E' noto per essere una delle sorgenti più prolifiche di getti di alta energia (ne produce in modo spettacolare una o due volte l'anno), ma per il resto si sa molto poco.

Delle due stelle che lo compongono è noto che una ha una massa decisamente maggiore rispetto a quella del Sole e che produce un forte vento gassoso, parte del quale viene intrappolato dal campo gravitazionale della sua compagna, forse una stella di neutroni o buco nero. Agile ha adesso osservato il vento di raggi gamma emesso da Cygnus X-3 ed ha scoperto che viene emesso a intervalli molto regolari, come una sorta di respiro.

La grande novità, spiegano gli esperti, è che la regolarità delle emissioni indica l'esistenza di un meccanismo che regola i fenomeni ad altissima energia.

lunedì 2 novembre 2009

Dalla tela di ragno le suture del futuro

Adesivi chirurgici biocompatibili di alta potenza, sintetizzati a partire dalla seta delle ragnatele.
E' quanto sperano di ottenere Omer Choresh e i suoi colleghi dell' Universita' del Wyoming di Laramie (Stati Uniti), che hanno svelato i segreti genetici della supercolla che i ragni utilizzano per intrappolare le prede nella loro tela.
Questa colla, dalle proprieta' appiccicose potentissime, ha una complessa struttura di polimeri di zucchero, chiamata glicoproteina; tuttavia, nessuno sapeva come questa glicoproteina funzionava, e quali geni la sintetizzavano.
Nello studio pubblicato sulla rivista Biomacromolecules si è utilizzato ghiandole della seta di alcuni ragni, i ricercatori hanno estratto l'Rna messaggero, che i geni inviano alle cellule per la sintesi delle proteine.
Dall'Rna hanno quindi ricostruito il Dna complementare, e individuato la posizione dei geni, la glicoproteina e' formata da due proteine separate, sintetizzate dai due filamenti opposti della stessa sequenza di Dna.
A partire da questa importante scoperta si potranno viluppare e sintetizzare una nuova classe di colle biocompatibili, da utilizzare per le operazioni e i trattamenti chirurgici.

giovedì 29 ottobre 2009

OMS: L'USO CONTINUATO DEL CELLULARE AUMENTA INCIDENZA DI TUMORE CELEBRALE

Dopo anni di ricerche e studi clinici contrastanti, un dettagliato rapporto dell'Oms sembra finalmente sfatare ogni dubbio: l'uso prolungato dei telefoni cellulari comporta un "significativo aumento del rischio di tumore al cervello".
L'indagine dell' Organizzazione Mondiale della Sanita' ha analizzato studi compiuto su 12.800 persone in 13 paesi, e ha scoperto che il rischio di cancro, in particolare di glioma, il piu' frequente tumore cerebrale, aumenta notevolmente dopo un uso del telefonino di oltre dieci anni.
Un dato confermato da 6 degli 8 studi vagliati, promossi da Interphone.
La coordinatrice dell'indagine Oms, Elisabeth Cardis, specifica che alla luce di questi studi si dovrebbero varare delle norme piu' restrittive per l'uso dei cellulari da parte dei bambini e degli adolescenti.
"E' un messaggio di salute pubblica - sottolinea Cardis - perche' anche se ancora gli studi non sono definitivi le precauzioni sono molto importanti".
I consigli per limitare l'effetto nefasto delle radiazioni emesse dal telefonino sul cervello sono principalmente tre:
  • inviare sms piuttosto che telefonare;
  • utilizzare l'auricolare tenendo il telefono piu' lontano possibile;
  • evitare di telefonare se il segnale e' debole.
Lo studio, costato oltre 20 milioni di sterline, verra' pubblicato nei prossimi mesi da un giornale scientifico, anche se, riporta il Daily Telegraph, l'uscita e' ritardata perche' non ci sarebbe stato accordo tra i ricercatori su quale chiave dare ai risultati dell'indagine:
se si prova con discreta certezza la nocivita' del cellulare dopo dieci anni, infatti, alcuni studiosi leggono in positivo il fatto che un uso non eccessivo e non troppo prolungato nel tempo non sembra comportare rischi per la salute.

BABBO E MAMMA ADDIO!LA RIPRODUZIONE UMANA AFFIDATA ALLE STAMINALI

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha trovato il modo di obbligare alcune cellule staminali embrionali, derivate da embrioni in sovrannumero ottenuti con la fecondazione assistita, a mutare in cellule germinali umane, cioe' i precursori di ovociti e spermatozoi.
Questo il risultato cui sono giunti alla Stanford University School of Medicine.
Lo studio, pubblicato su Nature, spiega che le cellule ottenute dai ricercatori funzionano abbastanza bene per generare cellule spermatiche. "Finora - ha spiegato Reijo Pera - avevamo studiato solo i topi per comprendere i passaggi necessari alla differenziazione delle cellule germinali umane.
Ma non e' lo stesso.
Questa e' la prima prova che si possono creare in laboratorio cellule germinali umane funzionanti".
Nello studio i ricercatori hanno trattato le staminali embrionali umane con proteine note per stimolare la formazione germinale e hanno poi isolato quelle che iniziavano a esprimere i geni specifici germinali, pari al 5% del totale, identificandole perche' producevano anche una proteina di segnalazione verde fluorescente.
Poi gli esperti hanno iniziato ad 'accendere' e 'spegnere' vari geni nel mirino, per capire che ruolo avessero nella formazione delle cellule riproduttive.
In questo modo ne hanno individuato tre: DAZL, che agisce precocemente, DAZ1 e BOULE, che regolano le fasi piu' avanzate dello sviluppo.