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sabato 18 aprile 2020

Intervista al dott. Stefano Manera anestesista





Il problema non è il COVID 19 il problema è stato lo smantellamento dei servii territoriali, l'assenza della prevenzione che non vuol dire diagnosi precoce.

Ecco perchè gli ospedali sono entrati in uno stato di criticità: molti pazienti che potevano essere curati  a casa, già ai primi sintomi, sono stati trasportati in ospedale già in fase critica, collassando le rianimazioni. Smantellare il territorio con una popolazione anziana che si avvia a costituire tra 10 anni il 30% della popolazione è una follia, che purtroppo ha messo drammaticamente in luce l'epidemia di COVID19. Non è un vaccino che risolverà, adesso occorre solo la volontà politica di cambiare rotta e velocemente. e ritornare a parlare di SALUTE PUBBLICA e non di Sanità...i nostri sforzi devono essere orientati più che mai sul NON ammalarsi e non solo sanare chi è già malato mentre  non abbiamo fatto niente perchè non si ammalasse.

sabato 18 giugno 2016

BIOFOTONI : la medicina del futuro sarà la medicina della luce


Dalla luce dipende la salute e l’equilibrio di corpo, emozioni, mente e coscienza. In essa è contenuto un codice fondamentale per la nostra sopravvivenza e l’evoluzione del singolo e dell’intera specie.
Il biofisico tedesco Fritz Albert Popp ha dimostrato che le nostre cellule emanano luce sotto forma di biofotoni e che questa luce contiene un’informazione che interagisce con le reazioni enzimatiche che permettono la vita. Secondo i suoi studi, le cellule di un organismo comunicano tra di loro e con le cellule degli altri organismi attraverso la luce. In pratica, prima ancora di dialogare utilizzando le parole, le emozioni, l’empatia e la chimica degli ormoni, ognuno di noi lo fa attraverso la luce che emana e l’informazione che contiene.
La luce è collegata alla nostra forza vitale
Esistono molti studi straordinariamente interessanti collegati alla luce che emaniamo. Tra i tanti quello del biologo Protti che ha svolto delle originali ricerche sulla relazione tra luce biofotonica, tessuti cancerogeni e sangue. Le sue ricerche sembrano rivelare che esiste una stretta relazione tra vitalità e luminosità della persona (l’emissione di biofotoni): più luce emaniamo e più è intensa la nostra forza vitale, oltre che il nostro potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose). Tra gli esperimenti più rilevanti c’è quello effettuato in presenza di leucemie, dove è stato verificato che in presenza di queste patologie il sangue ha emissioni bassissime di biofotoni. La nostra salute è strettamente connessa con la luce che emaniamo e con la capacità che abbiamo di rigenerarla o di regolare la sua brillanza. Oggi i biofotoni sono oggetto di moltissime ricerche in tutto il mondo e negli Stati Uniti è stato dimostrato che le zone cutanee corrispondenti ai punti di agopuntura emettono più biofotoni del resto della cute. Mi piace pensare che l’anatomia energetica del futuro sarà basata sulla luce biofotonica cellulare.

giovedì 28 febbraio 2013

I virus rubano i sistemi immunitari


Lo rivela un lavoro pubblicato su Nature: un batteriofago parassita è in grado di sottrarre il sistema immunitario dei batteri, modificarlo e utilizzarlo contro il suo ospite

Anche i virus si difendono, e per farlo ricorrono ad armi che hanno rubato dai loro ospiti, ritorcendole contro di loro. Un'équipe di scienziati dell' Howard Hughes Medical Institute, coordinati da Andrew Camilli, ha infatti dimostrato che un particolare virus, detto batteriofago o più sbrigativamente fago, è in grado di “rubare” il sistema immunitario dei batteri e riadattarlo alle proprie esigenze per sopraffare il batterio ospite e riprodursi. La scoperta, che rappresenta la prima evidenza sperimentale di questo meccanismo, è stata pubblicata su Nature.

Finora, gli scienziati pensavano ai fagi come una sorta di particelle primitive di dna o rna, e che mancassero completamente di un sistema immunitario adattativo, cioè in grado di rispondere a una varietà infinita di attacchi esterni. Mentre non è lo stesso per i batteri. Sebbene infatti con sistema immunitario di solito si intenda il complesso insieme di cellule e molecole che difendono l’essere umano da qualsiasi cosa che sia estranea agli organismi, anche i batteri, nel loro piccolo, hanno qualcosa che gli si avvicina abbastanza. È l’apparato molecolare Crispr/Cas, un sistema immunitario con cui si difendono da materiale genomico estraneo, soprattutto da quello dei fagi.

Ogni tipo di fago, da buon parassita, è accoppiato a una classe specifica di batteri: l'équipe di Camilli si è concentrata sul fago del Vibrio Cholerae, il responsabile delle epidemie di colera negli esseri umani. Analizzando sequenze di dna di fagi prelevati da feci di pazienti affetti da colera, gli scienziati hanno identificato dei geni associati a un sistema immunitario adattativo (quelli Crispr, appunto), finora mai individuati in altri virus, e invece presenti in alcuni batteri e nella maggior parte degli organismi della classe Archaea. Ma si trattava di un apparato funzionale?

Per verificarlo, gli scienziati hanno usato un fago privo di sistema immunitario per infettare un ceppo di batteri del colera resistente al virus. In questo caso i virus non riuscivano a infettare e uccidere i batteri, ma ripetendo la stessa operazione con il fago immunizzato - che portava in sé i geni associati al sistema di difesa batterico - i ricercatori hanno osservato il suo rapido adattamento e l'uccisione totale dei batteri del colera. In pratica il virus si è mostrato capace di requisire il sistema immunitario per superare le difese montate contro di lui.

Secondo gli autori della scoperta, il lavoro è particolarmente importante per lo sviluppo delle terapie basate sui fagi per il trattamento delle infezioni batteriche. “Il nostro studio dà credito alla controversa idea che i virus siano creature viventi”, sostiene Camilli, “e rafforza la possibilità di usare trattamenti basati sui batteriofagi per trattare le infezioni batteriche. Soprattutto quelle resistenti alle attuali terapie antibiotiche”.

Fonte: http://daily.wired.it/news/scienza/2013/02/28/virus-batteriofago-sistema-immunitario-27852.html

giovedì 6 dicembre 2012

Il cuore può rigenerare le sue cellule

IL CUORE dei mammiferi, uomo compreso, può riparare i danni prodotti dall'infarto e dall'invecchiamento, rigenerando le sue cellule. Una capacità osservata in alcuni rettili, in particolare le salamandre, e nei pesci. Si riteneva fosse una loro facoltà esclusiva, ma ora la capacità di autoriparazione del cuore si può ridare ai mammiferi. 
Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori coordinati da Mauro Giacca dell' ICGEB (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) di Trieste. 
Lo studio apre finalmente le porte alla possibilità di mettere a punto farmaci che rigenerino un cuore ormai incapace di nutrire il corpo, mandando in circolo troppo poco sangue.

continua...Il cuore può rigenerare le sue cellule: il segreto in molecole simili al Dna - Repubblica.it

martedì 18 maggio 2010

SCARPE PIEZOELETTRICHE PER PRODURRE ENERGIA...CAMMINANDO

Le risorse umane, le idee e le conoscenze tecniche ci sono, mancano programmazione, coordinamento tra istituzioni pubbliche e private, ma soprattutto una visione lungimirante ed una focalizzata volontà politica.
Le innovazioni tecnico-scientifiche per migliorare la nostra qualità della vita possono essere un ottimo strumento per rilanciare un'economia del progresso e non del mero consumo.
In questi giorni a Roma si è svolto presso il Policlinico Militare Celio un interessante convegno sulla telemedicina organizzato dall'Ufficio Generale della Sanità Militare dello Stato Maggiore della Difesa.
Nel corso del convegno sono stati presentati prototipi che possono trovare applicazioni sia in ambito militare che civile (dall'assistenza agli anziani al controllo degli astronauti impegnati sulla Stazione Spaziale Internazionale o in future missioni sulla Luna).
Le scarpe piezoelettriche sono fra i prototipi presentati
Hanno l'aspetto di normali scarpe da ginnastica, ma riescono a convertire il movimento in energia quindi potrebbero essere utili per azionare dispositivi medici in ambienti difficili, o impervi.
Per immagazzinare energia è stato messo a punto anche uno zaino, la cui efficienza aumenta con il peso.
Sono stati anche ideati una cintura wireless che raccoglie dati su elettrocardiogramma, frequenza cardiaca, respiro, temperatura corporea e che permette anche di trasmettere a distanza anche dati che permettono di sapere se chi la indossa sta camminando, se è sdraiato o se è caduto.
Su una tessera di silicio di 1 cmq. è stato realizzato un laboratorio di analisi per valutare, per esempio, la qualità dell'acqua e verificare se in essa sono presenti microrganismi nocivi.
Sensori per garantire la sicurezza di chi lavora lontano da casa e in ambienti difficili sono stati messi a punto dall' Agenzia Spaziale Italiana per valutare la qualità del respiro, passando in rassegna in pochi minuti oltre 250 dati.
Si tratta di progetti in fase di studio ed è difficile attualmente prevedere quando potranno diventare dispositivi di uso comune
La sinergia tra l'Agenzia spaziale Italiana e Ministero della Difesa é assolutamente strategica per l'implicita dualità civile-militare delle tecnologie satellitari, ma come ha affermato lo stesso Mariano Bizzarri, del Consiglio scientifico dell'Asi, progetti di telemedicina in Italia ci sono e sono tanti, ma "non sono coordinati, la normativa è carente e manca un raccordo con le istituzioni".

venerdì 4 dicembre 2009

SP3649:la molecola che impedisce la riproduzione del virus HCV

Nel mondo sono 170 milioni le persone affette dal virus dell'epatite C (HCV) responsabile anche del progressivo aumento dei casi di cirrosi e di cancro epatico.
Secondo la rivista Science che ha pubblicato lo studio, negli Stati Uniti il 4 % della popolazione adulta ha un'infezione cronica da HCV.

L'unico protocollo approvato dalla US Food and Drug Administration è la terapia con interferone e ribavirina, che non è priva di effetti collaterali, prevede 48 settimane di trattamento ed è efficace in meno della metà dei pazienti.
La molecola SPC3649 è stata sviluppata dalla società biofarmaceutica Santaris Pharma A / S in Danimarca con la loro specialità chimica denominata locked nucleic acid o LNA.
SPC3649 è un piccolo frammento di acido nucleico (DNA-based drug), che cattura nel fegato una piccola molecola di RNA denominata micro RNA122, necessaria per la replicazione del HCV.
Lo studio è stato condotto dalla Southwest Foundation for Biomedical Research (SFBR) in San Antonio.
La molecola, e' stata testata con successo su scimpanze' ed e' in sperimentazione clinica di fase 1 su volontari sani.

venerdì 20 novembre 2009

PSD502: il nuovissimo farmaco per la cura della eiaculazione precoce

Si stima che un terzo degli uomini di eta' compresa tra i 18-59 soffrano di eiaculazione precoce.
Per questo è stata accolta con grande interesse la presentazione durante il meeting annuale della Sexual Medicine Society of North America (SMSNA) in corso a San Diego di una novità farmacologica messa a punto dalla Sciele Pharma della Shionogi Company del gruppo Plethora Solutions Holdings.
Sconosciuto ancora il suo nome commerciale, per adesso è stato presentato solo con la sigla: PSD502.
Ricerca
Ai trial clinici condotti in doppio cieco sono stati arruolati pazienti provenienti da Stati Uniti, Canada e Polonia.
Risultati
I risultati, hanno spiegato le aziende, sono coerenti con quelli riportati in precedenza in Europa e hanno dimostrato che gli uomini che sono stati trattati con PSD502 cinque minuti prima del rapporto sono stati in grado di ritardare l'eiaculazione fino a cinque volte di piu' di quelli che hanno utilizzato il placebo.
Inoltre, i pazienti e partner in entrambi gli studi hanno riportato miglioramenti significativi in termini di soddisfazione sessuale, e il farmaco e' stato ben tollerato.
Il farmaco e' una formulazione di due farmaci commercializzati: lidocaina e prilocaina dispensati da un aerosol va applicato direttamente sul glande.
Conclusioni
"L'eiaculazione precoce puo' avere un forte impatto negativo sulla vita affettiva e sessuale degli uomini e dei loro partner", ha detto il professor Stanley E. Althof, PhD, Center for Marital e Sexual Health of South Florida, West Palm Beach, Florida. "Siamo entusiasti che i risultati di due studi pilota hanno dimostrato che PSD502 e' stato efficace, e attendiamo con ansia l'opportunita' di aiutare i pazienti che non hanno opzioni reali fino a oggi", ha affermato Patrick Fourteau, Chief Executive Officer di Sciele Pharma, Inc.

martedì 17 novembre 2009

Studio statunitense conferma i benefici della meditazione

La meditazione trascendentale riduce la mortalita' tra i pazienti cardiopatici, secondo una ricerca americana.
Gli studiosi del Medical College del Wisconsin e della Maharishi University dell'Iowa hanno diviso 201 afro-americani in due gruppi: uno doveva seguire la meditazione, l'altro semplicemente modificare lo stile di vita.
Dopo nove anni, nel primo gruppo e' stata misurata una riduzione del 47% di morte, infarto e ictus rispetto al secondo.
La ricerca, presentata all'incontro della American Heart Association, e' stata finanziata dal National Institutes of Health e dal National Heart, Lung and Blood Institute americani.
Gli uomini e le donne afro-americani che hanno partecipato avevano una media di 59 anni e soffrivano di restringimento delle arterie del cuore.
Il gruppo che ha praticato la meditazione ha seguito sessioni di 20 minuti due volte al giorno, mentre l'altro gruppo ha adottato modifiche dello stile di vita come un'alimentazione piu' sana e un aumento dell'attivita' fisica.
La meditazione sembra aver superato i benefici della dieta e del movimento: oltre che una maggior riduzione delle morti e degli eventi cardiovascolari, ha permesso un calo clinicamente significativo (5mm Hg) della pressione del sangue.
Notevoli in alcuni partecipanti anche i benefici in termini di minore stress psicologico.
Robert Schneider, principale autore e direttore del Centre for Natural Medicine and Prevention della Maharishi University dell'Iowa, dice che altri studi avevano gia' mostrato i benefici della meditazione trascendentale sulla pressione del sangue e lo stress, indipendentemente dall'etnia di appartenenza dei pazienti.
"Questo e' il primo trial clinico controllato pero' che mostra che praticare per anni la meditazione riduce l'incidenza degli eventi cardiovascolari, ovvero infarti, ictus, morte", aggiunge.
Secondo il dottor Schneider l'effetto della meditazione trascendentale osservato nel trial si puo' paragonare a quello di una nuova classe di farmaci per la prevenzione delle malattie di cuore:
"E' la medicina che abbiamo gia' dentro di noi e che viene stimolata dalla meditazione".

lunedì 16 novembre 2009

Flibanserin: la nuova molecola che risveglia il desiderio sessuale femminile

Il flibanserin, medicinale originariamente sviluppato come antidepressivo, e' efficace nel trattamento del basso desiderio sessuale nelle donne, e potrebbe funzionare come una sorta di viagra femminile. E' quanto sostengono i ricercatori della University of North Carolina Chapel Hill School of Medicine, in seguito ai risultati di tre trial clinici separati presentati al Congresso della European Society for Sexual Medicine svoltosi a Lione, Francia.
Questo farmaco e' capace di aumentare la libido in animali di laboratorio e soggetti umani.
Sono stati condotti trials clinici multipli e le donne con basso desiderio sessuale che hanno partecipato ai trials hanno riportato un aumento della libido e della soddisfazione sessuale.
Per i ricercatori, il farmaco potrebbe diventare l'equivalente al femminile del Viagra.
Il calo del desiderio e' il disturbo sessuale piu' comune nelle donne, cosi' come la disfunzione erettile negli uomini.
Durante i trials i ricercatori hanno testato la dose di flibanserin piu' efficace, e confrontato il farmaco con un placebo.
100mg. /die è risultata la dose piu' efficace, con aumento della libido e di rapporti sessuali soddisfacenti.
Come riporta http://www.clicmedicina.it fino ad oggi ecco i trattamenti disponibili:
Testosterone in cerotti : piccole dosi di testosterone, attraverso la pelle evitando cosi' l'impegno del fegato.
Un primo studio sperimentale su donne giovani che avevano subito l'asportazione chirurgica delle ovaie ("menopausa chirurgica") ha dato risultati molto soddisfacenti riportando alla normalità l'appetito sessuale
Testosterone in crema: i ginecologi americani prescrivono una pomata preparata dal farmacista contenente testosterone in polvere al 2-3%.
Il meccanismo potrebbe essere di contribuire ad una buona impregnazione di testosterone della vagina, migliorandone la irrorazione sanguigna e quindi la lubrificazione.
Certo la terapia con testosterone non è priva di controindicazioni, mentre questo farmaco potrebbe dare origine a nuovi trattamenti privi di effetti collaterali.

lunedì 9 novembre 2009

MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI: un inutile dolore, un oltraggio alla sapienza divina

Sgombriamo subito il campo da equivoci: la mutilazione degli organi genitali femminili non è una prescrizione della religione islamica, anche se la pratica è diffusa in paesi africani in cui detta religione è maggioritaria.
Nel Corano anzi è scritto che danneggiare il proprio corpo e la propria mente è un oltraggio alla legge divina.
Adesso anche in Italia il Ministero delle Pari Opportunità ha attivato il numero verde 800 300 558 a disposizione per tutti coloro che vogliono chiedere aiuto, informarsi e denunciare eventuali abusi.
Uno strumento che vuole essere a disposizione anche delle stesse bambine o adolescenti vittime di mutilazioni genitali femminili o che corrono il rischio di essere sottoposte a questa vera e propria menomazione del corpo e della psiche.
L'infibulazione è un fenomeno culturale presente anche nel nostro Paese, da molti ancora ignorato, che rovina una vita intera.
CHE COSA E' L'INFIBULAZIONE?
Il termine "infibulazione" deriva dal latino "fibula" che significa spilla.
Definisce una procedura mutilativa nella quale la vagina è parzialmente chiusa approssimativamente all'altezza della metà delle grandi labbra attraverso una sutura che lascia solo un piccolo passaggio per l'urina e il sangue mestruale.
La rimozione del clitoride può o non può essere inclusa.
In effetti esistono anche altri tipi di mutilazioni dei genitali femminili presenti in diverse aree culturali:
la sunna, più lieve, che incide su una parte soltanto della clitoride, l'escissione , che comporta una clitoridectomia totale.
Dove si pratica
Sono almeno 40 i paesi in cui è diffusa la pratica delle mutilazioni sessuali sulle bambine: ogni anno, due milioni di piccole vittime vanno ad aggiungersi ai 130 milioni di donne che vivono col marchio di questa ferita.
L'Africa sub-sahariana, da est a ovest, è l'area di maggiore diffusione: Sudan , Somalia e Mali soprattutto, ma anche gran parte dell'Africa occidentale, l'Egitto , le zone meridionali della penisola araba, e più raramente alcune zone dell'Asia sud-orientale.
Recentemente, tra le comunità di immigrati in Europa e Nord America, sono stati segnalati molti casi.
In queste culture non aver subito la mutilazione genitale significa isolamento sociale: i Bambara, una delle etnie del Mali, chiamano "bikaloro" le bambine o donne non infibulate e questo è un gravissimo insulto, che vuol dire esseri privi di ogni maturità.
I casi denunciati dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono tra i 100 e i 130 milioni.
In Italia vivono alcune decine di migliaia di donne infibulate e, ogni anno, numerose bambine con genitori provenienti soprattutto dai paesi dell'Africa sub-sahariana rischiano di essere sottoposte a questo rituale.
Conseguenze
In Somalia l'età normale per un matrimonio è 12-16 anni, circa 10 anni dopo l'infibulazione.
La poligamia è permessa e il divorzio facile da ottenere.
Il matrimonio è organizzato dalla famiglia della sposa in cambio di denaro o merci.
Dopo che l'affare è stato concordato, la madre o la sorella dello sposo esaminano la ragazza per constatare se l'infibulazione è intatta (poca importanza viene data all'imene che è difficile da visualizzare).
Il matrimonio è impossibile da consumare a causa della barriera generata chirurgicamente, allora lo sposo o i parenti della sposa allargano l'apertura vaginale con un piccolo coltello così che i rapporti sessuali possano avere luogo.
E' responsabilità delle parenti femminili dello sposo di esaminare la sposa poche settimane dopo il matrimonio e, se necessario, allargare l'apertura vaginale.
L'allargamento fatto per la consumazione del matrimonio non è sufficiente per permettere il parto. Perciò, in quel momento, l'infibulazione deve essere ancora allargata.
Questa incombenza è generalmente svolta dalla nonna.
Dopo il parto l'infibulazione deve essere ripetuta.
Talvolta si verificano infezioni e emorragie quando l'infibulazione è praticata, ma si tratta di casi abbastanza rari. In certi casi si formano delle cisti.
Ritenzioni urinarie sono altre complicazioni che si possono verificare.
Considerazioni
Si tratta di una procedura inumana e non rispettosa dell'integrità fisica della donna, simile a quella della circoncisione per l'uomo, a lungo (e tuttora) erroneamente ritenuta, da diverse culture e religioni, una pratica che favorisce l'igiene e la purificazione.
Ogni caratteristica anatomica dell'uomo e della donna ha una precisa funzionalità.
La modifica, specialmente nelle parti genitali è dovuta a visioni culturali repressive e limitative.
Fortunatamente, anche nei paesi dove è tradizionalmente più praticata vi sono entità, anche governative, che la combattono, come il Commissariato per la Promozione delle Donne in Mali.

lunedì 2 novembre 2009

Dalla tela di ragno le suture del futuro

Adesivi chirurgici biocompatibili di alta potenza, sintetizzati a partire dalla seta delle ragnatele.
E' quanto sperano di ottenere Omer Choresh e i suoi colleghi dell' Universita' del Wyoming di Laramie (Stati Uniti), che hanno svelato i segreti genetici della supercolla che i ragni utilizzano per intrappolare le prede nella loro tela.
Questa colla, dalle proprieta' appiccicose potentissime, ha una complessa struttura di polimeri di zucchero, chiamata glicoproteina; tuttavia, nessuno sapeva come questa glicoproteina funzionava, e quali geni la sintetizzavano.
Nello studio pubblicato sulla rivista Biomacromolecules si è utilizzato ghiandole della seta di alcuni ragni, i ricercatori hanno estratto l'Rna messaggero, che i geni inviano alle cellule per la sintesi delle proteine.
Dall'Rna hanno quindi ricostruito il Dna complementare, e individuato la posizione dei geni, la glicoproteina e' formata da due proteine separate, sintetizzate dai due filamenti opposti della stessa sequenza di Dna.
A partire da questa importante scoperta si potranno viluppare e sintetizzare una nuova classe di colle biocompatibili, da utilizzare per le operazioni e i trattamenti chirurgici.

mercoledì 21 ottobre 2009

INVESTIRE IN GIOVINEZZA: LA BANCA DEI PEZZI DI RICAMBIO

FAUST ed il MITO DELL'ETERNA GIOVINEZZA:
E' IMPORTANTE ESSERE QUI SE NON SAPPIAMO PERCHE' SIAMO QUI?
Gli uomini del futuro (un futuro prossimo, forse gia' i nostri figli) arriveranno senza difficolta' a superare i cento anni, e soprattutto avranno un corpo di splendidi cinquantenni. Trapianti, ricambi di parti del corpo, nuovi tessuti, protesi anti-rigetto potranno mantenerci giovani anche da vecchissimi: ne sono convinti gli scienziati, secondo i quali dopo il traguardo dell'allungamento della vita media fino al secolo ora l'obiettivo futuribile della scienza e' quello di farci arrivare in piena forma alla vecchiaia.
Su questo obiettivo gli esperti dell' Universita' di Leeds stanno investendo seriamente, in tutti i sensi: 50 milioni di sterline in cinque anni per il progetto "50 anni attivi dopo i 50".
Il piano e' semplice: fornire i pensionati, in un prossimo futuro, di tessuti propri, coltivati in vitro e ancora "giovani" per sostituire quelli usurati, e "ricambi" di fianchi, ginocchia, valvole cardiache e altro ancora.
L' Istituto universitario di ingegneria medica e biologica di Leeds ha gia' fatto un trapianto di anca che dovrebbe durare per tutta la vita, anziche' i 20 anni al massimo delle attuali anche artificiali.
La combinazione di una lega di metallo cromato al cobalto con una sfera di ceramica dovrebbe facilmente sopportare, sono convinti gli scienziati, gli oltre cento milioni di passi che la gamba compie dai 50 ai 100 anni.
Il concetto e' quello di creare tessuti trapiantabili, e in futuro anche organi, che il corpo puo' far propri, per aggirare il problema del rigetto.
Finora le nuove tecniche hanno prodotto valvole cardiache perfettamente funzionanti.
Si tratta di prendere una valvola cardiaca da donatori sani - da un essere umano o un animale adatto, come un maiale - e delicatamente estrarne le cellule con un cocktail di enzimi e detergenti.
Ne rimane una sorta di impalcatura inerte trapiantabile nel paziente senza rischio di rigetto.
E' il corpo del trapiantato a ripopolare la struttura di cellule.
Il metodo viene studiato in Gran Bretagna anche per la pelle, nel campo dei trapianti in pazienti con gravi ustioni.
Tuttavia per raggiungere il traguardo della sostituzione di tutti i tessuti ci vorranno dai 30 ai 50 anni.

martedì 20 ottobre 2009

Come funziona e come si utlilizza la Pillola Ru486, il primo farmaco per l'aborto farmacologico

Il mifepristone e' uno steroide sintetico utilizzato come farmaco per l'aborto chimico nei primi due mesi della gravidanza.
Attualmente e' in uso in tutti i paesi della Comunita' Europea ad eccezione di Italia (fino ad oggi) e Irlanda.
COME FUNZIONA
Il farmaco blocca l'azione progestinica sui recettori inibendo lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l'eliminazione della mucosa uterina, con un processo simile a cio' che accade durante le mestruazioni.
Accertato con una ecografia che la gravidanza sia all'interno dell'utero e di epoca inferiore a 49 giorni (sette settimane di gestazione), il medico somministra da una a tre compresse da 200 mg di mifepristone.
Due giorni dopo, se non si e' verificata l'espulsione della mucosa e dell'embrione, viene somministrata una prostaglandina (di solito il misoprostol) che provoca delle contrazioni uterine la induce nel giro di pochissime ore.
EFFICACIA
Il metodo che prevede le due somministrazioni e' efficace tra il 92 e il 99 per cento dei casi, mentre l'Ru486 da solo ha un'efficacia pari a circa l'80 %.
STORIA
Nel 1980 Etienne-Emile Baulieu, lavorando per i laboratori Roussel Uclaf su derivati del progesterone scopri' un potente anti-progestinico, inizialmente chiamato Ru-38486 (secondo le iniziali del laboratorio dove fu messo a punto, e un numero di serie).
Il mifepristone venne posto sul mercato in Francia nel 1988, per l'uso in combinazione con prostaglandine. Attualmente e' utilizzato nel 30% delle interruzioni di gravidanza.
Il mifepristone fu approvato in altri paesi Europei negli anni novanta, e negli Stati Uniti nel settembre 2000.
EFFETTI COLLATERALI
Sulla questione dei decessi non c'e' una letteratura attendibile. Si parla di 14 o 16 morti dal 1988, anche se un documento inviato dalla ditta produttrice al ministero parla di 29 vittime. Nel luglio 2005 la Food and Drug Administration statunitense ha comunicato la morte di 4 donne negli Usa (su 460 mila, lo 0,00087 per cento) successiva al trattamento con Ru486 nei cinque anni precedenti, e successivamente, nel marzo 2006, di altre 2; per tutte la causa e' stata una sepsi con sintomatologia atipica, causata per le prime 4 da un'infezione batterica da 'Clostridium sordellii', un batterio normalmente non pericoloso presente nella flora batterica intestinale.
In ogni caso, tra gli effetti collaterali si registrano emorragie (sanguinamento di origine uterina) talvolta abbondanti per un periodo dai 7 ai 15 giorni, dolori addominali, nausea, vomito, febbre.
IN ITALIA
Finora solo alcune regioni hanno sperimentato l'utilizzo della pillola abortiva.
Nel 2007 si contano 1.010 casi di aborto farmacologico nel nostro paese (lo 0,8 per cento di tutte le IVG).

lunedì 19 ottobre 2009

In Italia sono circa 3 milioni e mezzo gli uomini tra i 18 e i 65 anni che soffrono di eiaculazione precoce

La Siams (Societa' italiana di andrologia e medicina della sessualita') e la Siu (Societa' Italiana di urologia) stimano che il 20% degli uomini italiani di età compresa tra i 18 ed i 65 anni soffrano di EIACULAZIONE PRECOCE.
La stima si basa su questionari distribuiti ai pazienti da andrologi e urologi e comprende sia gli episodi occasionali che patologici.
E' importante distinguere il tipo di problema vissuto dal paziente.
La forma patologica, detta anche primitiva, si ha quando l'eiaculazione precoce e' una costante della vita sessuale, si presenta gia' prima del rapporto sessuale e interessa anche la masturbazione.
Prendendo in considerazione questa forma di eiaculazione precoce, la percentuale di incidenza si abbassa notevolmente ma, in parallelo, si tratta di casi piu' difficili da seguire e risolvere perche' alla base c'e' anche una componente genetica. Ad oggi, in questi, la terapia e' farmacologica con l'eliminazione transitoria dei sintomi che determinano l'eiaculazione precoce e il conseguente prolungamento delle prestazioni.
La maggior parte dei casi e' comunque situazionale, avviene cioe' solo in determinate occasioni e non si protrae nel tempo. Di solito la durata media di un rapporto oscilla tra i tre e i sette minuti, quindi si puo' parlare di eiaculazione precoce quando si scende sotto il minuto o, appunto, quando l'eiaculazione arriva prima della penetrazione.
Il problema, com'e' comprensibile, non riguarda solo il singolo, che si sente inadeguato, ma si estende anche alla vita di coppia. Se escludiamo i casi in cui la patologia e' dovuta a disfunzioni fisiche, come infiammazioni o accentuata sensibilita', in 8 casi su 10 le cause sono di tipo psicologico pertanto la persona può trarre beneficio da terapie psico-comportamentali, ma nei casi più persistenti, a queste si consiglia associare l'uso del farmaco, che aiuta ad avere una prestazione considerata standard. Da Da sottolineare l'importanza di un costante contatto tra pazienti e specialisti, non solo per valutare l'efficacia del trattamento, ma anche perche' è opinione comune tra gli specialisti che la patologia sia sottostimata.
Per questo, anche alle minime avvisaglie, e' importante rivolgersi all'andrologo o all'urologo.
Talvolta basta veramente poco per fa tornare la serenità e l'armonia nel rapporto di coppia.

domenica 18 ottobre 2009

TRA SCIENZA E COSCIENZA, I PRINCIPI DEL MEDICO NUOVO

In un mondo in continua e vorticosa evoluzione, il medico e' chiamato a dipanare questioni scientifiche, organizzative, economiche, etiche, persino antropologiche.
In che modo?
Con quale apparato culturale affronta queste variabili dalle quali dipende il funzionamento del sistema medico e sanitario? A Padova, durante il Convegno "Pensare per la professione", medici, bioeticisti, sociologi, filosofi, docenti hanno cercato, tutti insieme, di delineare la fisionomia del "Medico nuovo", individuando, uno dopo l'altro, quegli "snodi cruciali" che determinano oggi le scelte in medicina e sanita'.
Dopo tre giorni, ecco, nero su bianco, i cinque principi fondamentali che sono emersi dal dibattito: Societa', Salute e Sanita' evolvono in scenari e contesti complessi e adattativi in modo sincrono e correlato e il modello di erogazione delle cure si presenta sempre piu' integrato e articolato. La medicina non puo' e non deve operare come controparte della sanita', avendo entrambe scopi interdipendenti, interconnessi e circolari. In un mondo in cui il ruolo del contesto e' sempre piu' importante, la medicina non puo' costituire una variabile indipendente, cosi' come non puo' esserlo il mondo della malattia. E' matura l'idea che gli scopi della medicina vadano definiti attraverso la coscienza: una coscienza bioetica che dovrebbe imporre limiti alla medicina nel suo contesto sociale e culturale.
La medicina, cui viene continuamente rimproverato di essere sempre piu' una disciplina ingegneristico - riparativa, non puo' disgiungere l'obiettivo di efficienza da quello di efficacia e di equita' nella tutela della salute.
"La parola d'ordine e' integrazione - sintetizza il vicepresidente della FNOMCeO, Maurizio Benato, che e' anche il presidente dell'Ordine di Padova.
"Integrazione tra scienza, coscienza e sapienza, tra medicina e sanita', tra autonomia ed esigenze del paziente e scelte del medico, tra nuovi saperi e contesti sociali e culturali. Persino accettazione del rischio di errore come parte del procedimento medico, per una sua gestione e prevenzione concrete".
Quindi, la dichiarazione conclusiva del presidente della Federazione, Amedeo Bianco: "Accogliamo tutte le suggestioni di questo importante incontro, per costruire quel 'Medico nuovo' capace di interpretare i grandi cambiamenti della Medicina, della Sanita' e della Societa', per riproporre, in questo rinnovato contesto, la missione di sempre: la tutela della salute".
Riferendosi al concetto di salute scaturito dalla Dichiarazione di Alma Ata (OMS, 1978)
...noi aggiungiamo "la tutela della salute bio-psico-sociale e spirituale del singolo e della comunità".

lunedì 4 maggio 2009

Scoperto un nuovo metodo di contraccezione maschile

Si tratta di un'iniezione a base di testosterone i cui effetti non solo sono efficaci, ma reversibili e sicuri. Lo ha annunciato un gruppo di ricercatori del National Research Institute for Family Planning di Pechino, Cina, in uno studio pubblicato sulla rivista 'Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism'.
"Per le coppie che non possono o preferiscono non usare la contraccezione femminile, le opzioni sono la vasectomia, il preservativo o il coito interrotto", ha spiegato Qun Yi-Gu, uno degli autori della ricerca.
"Il nostro studio", ha sottolineato l'esperto, "mostra come un contraccettivo ormonale maschile possa essere un'alternativa praticabile". In pratica, i ricercatori hanno iniettato un composto a base di androgeni a 1.054 uomini sani in eta' fertile (compresa tra i 20 e i 45 anni).
Ogni soggetto aveva una normale storia medica e almeno un figlio e le rispettive compagne, d'eta' compresa tra i 18 e i 38 anni, erano sane e fertili.
A ogni uomo sono stati iniettati mensilmente 500 milligrammi di un composto di 'testosterone undecanoato' (Tu) in olio di semi di te' per 30 mesi.
I risultati sono stati sorprendenti: il tasso di gravidanza e' stato pari al 1,1 per cento uomini. Inoltre, gli effetti del nuovo contraccettivo sarebbero reversibili.
"Nonostante i risultati incoraggianti", ha precisato Gu, "la sicurezza a lungo termine di questo contraccettivo ormonale maschile richiede una piu' ampia sperimentazione con particolare attenzione per la sicurezza cardiovascolare, della prostata e dei comportamenti".

domenica 29 marzo 2009

Crepacuore ovvero la sindrome Takotzubo cardiomiopatia

La "sindrome del cuore spezzato" esiste davvero, e porta a malesseri addirittura simili nei sintomi a un vero attacco di cuore, che a lungo andare danneggiano seriamente l'organismo.
E' quanto afferma uno studio americano condotto su 70 pazienti tra il luglio 2004 e l'aprile 2008, pubblicato oggi dall' American journal of Cardiology.
La sindrome, chiamata medicalmente 'Takotsubo cardiomiopatia', porta a sintomi simili all'attacco cardiaco scatenati da un potente fattore di stress emotivo, per esempio la fine di un amore.
Dei 70 pazienti analizzati, solo uno su cinque ha avuto problemi seri e ha avuto bisogno di un trattamento sanitario di emergenza, ma tutti sono sopravvissuti e si sono ripresi completamente.
La sindrome, descritta per la prima volta da ricercatori giapponesi nei primi anni '90, e dovuta secondo gli scienziati a un aumento degli ormoni dello stress, a partire dall'adrenalina, che possono temporaneamente danneggiare il cuore.
Tuttavia, l'esatto meccanismo non e' noto.
Fatto sta che tutti i pazienti dello studio con la "sindrome del cuore spezzato" lamentavano i sintomi dell'attacco di cuore, compresi il dolore toracico e la mancanza di respiro.
In circa 2/3 dei casi i pazienti erano stati esposti ad una sorta di pericolo fisico o emotivo, come le cattive notizie su un familiare, un problema domestico, l'annuncio di una grave malattia o di un incidente stradale o, appunto, un grave problema sentimentale. Poco dopo, avevano lamentato i problemi cardiaci. I ricercatori, provenienti da due ospedali a Providence, Rhode Island, hanno creato uno speciale registro per i pazienti.
Una singolare scoperta fatta dai medici e' che la maggior parte dei casi si sono verificati durante la primavera e l'estate.
Al contrario, la maggior parte dei normali attacchi di cuore si sono verificati nel freddi mesi invernali.
Ma a cosa e' dovuta?
"Alcuni - riferisce il dottor Richard Regnante, dal Miriam Hospital di Providence - credono che si tratti semplicemente di una forma di attacco di cuore che' abortisce', inizia a dare sintomi ma poi non prosegue non lasciando alcun danno permanente al muscolo cardiaco.
Altri sostengono che la sindrome non ha nulla a che fare con le arterie coronariche ed e' semplicemente un problema del muscolo cardiaco".
Secondo Regnante "la stagionalita' potrebbe suggerire che quest'ultima teoria sia quella corretta".
Il team ha avviato ora il reclutamento dei pazienti con la "sindrome del cuore spezzato" per un nuovo studio di imaging in cui saranno utilizzati ultrasuoni per scoprire i danni interni causati da questa patologia

mercoledì 11 marzo 2009

Nuova molecola per la prevenzione dell'ictus

Entro l'estate 2009 sara' in commercio anche in Italia rivaroxaban, una molecola di nuova concezione, a somministrazione orale, con l'indicazione nella prevenzione del tromboembolismo venoso (TEV) in chirurgia ortopedica protesica maggiore di anca e ginocchio.
Rivaroxaban, con l'efficacia dimostrata nel ridurre il rischio tromboembolico nella trombosi venosa profonda, ha la potenzialita' di rivoluzionare anche la terapia dei pazienti a rischio tromboembolico nella fibrillazione atriale. "Infatti il meccanismo alla base della formazione del trombo venoso - spiega Antonio Carolei, professore ordinario di Neurologia all'Universita' degli Studi dell'Aquila - e' identico a quello che porta alla formazione del trombo arterioso.
La nuova molecola potra' quindi garantire importanti vantaggi anche alle persone con fibrillazione atriale.
Tale indicazione e' attualmente in studio nel progetto "ROCKET-AF". Con rivaroxaban i pazienti colpiti da questo disturbo non dovranno piu' sottoporsi a controlli frequenti per "aggiustare la dose" e avranno a disposizione un anticoagulante orale efficace in dose fissa.
Sono 200.000 gli italiani colpiti ogni anno da ictus cerebrale che, spesso, vanno incontro a grave disabilita' permanente.
Nel 25% dei casi, la causa e' la fibrillazione atriale che si manifesta con sintomi di affaticamento, irregolarita' del battito cardiaco, palpitazioni, dispnea.