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mercoledì 30 aprile 2014
lunedì 27 gennaio 2014
PREVENIRE IL DIABETE ELIMINANDO LO STRESS
Il dott. Nader Butto ci spiega come prevenire l'insorgenza del diabete, riconducendo la persona in un stato di rilassamento e di equilibrio psicofisico
lunedì 13 gennaio 2014
2014 : l'anno delle scelte
Iniziamo chiedendo scusa alla Terra per tutto il dolore che deve sopportare a causa di scelte economiche, politiche, culturali ciniche e suicide; chiediamo perdono a tutti gli esseri senzienti che subiscono i nostri comportamenti aggressivi e distruttivi; ringraziamo tutte le forze del cosmo per mantenerci in vita qui ed ora dandoci sempre la possibilità di cambiare, virando dritti verso il riconoscimento della nostra appartenenza alla Vita che in un eterno amplesso genera infiniti mondi uniti nell'Amore...quello stesso Amor che move il sole e l' altre stelle, cui si riferiva Dante nel Paradiso.
ecco le parole chiave del 2014
SCUSA PERDONAMI GRAZIE TI AMO
Ho'oponopono per il tuo Subconscio di hooponoponoitalia
così è e così sia
Buon Anno e buon Risveglio
Ho'oponopono per il tuo Subconscio di hooponoponoitalia
sabato 13 luglio 2013
MAL DI VITA
La colonna vertebrale è la sede primaria delle nostre memorie poiché ogni blocco, ogni crisi, ogni emotività si è prima mostrata come tensione che poi magari si è riversata su qualche organo correlato, per poi cronicizzarsi e spesso diventare patologia.
Popolarmente il mal di schiena veniva chiamato mal di vita, forse già intuendo l'intima connessione tra il nostro assetto posturale ed esistenziale.
Attraverso l'esercizio consapevole ascoltando il proprio corpo, le tensioni, le leve fisiologiche che concorrono alla catena dei movimenti, possiamo rendere flessibile la nostra colonna; curarne i blocchi e prevenire le contratture muscolari, a qualunque età.
Popolarmente il mal di schiena veniva chiamato mal di vita, forse già intuendo l'intima connessione tra il nostro assetto posturale ed esistenziale.
Attraverso l'esercizio consapevole ascoltando il proprio corpo, le tensioni, le leve fisiologiche che concorrono alla catena dei movimenti, possiamo rendere flessibile la nostra colonna; curarne i blocchi e prevenire le contratture muscolari, a qualunque età.
Leggere un sintomo non significa cambiare la propria esistenza, significa prenderne atto e dunque scegliere, utilizzare il messaggio per capire se siamo pronti e disposti a cambiare oppure no.
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venerdì 28 dicembre 2012
domenica 10 aprile 2011
Sindrome di Penelope...aspettando colui che non ritorna
(ANSA) Infelici come Penelope, che si struggeva nella nostalgia, aspettando qualcosa che non arrivera' mai. Oggi l'attesa solitaria che ha accompagnato la moglie dell'eroe greco e' il vivere quotidiano di oltre 700mila italiane con oltre 75 anni. A far emergere questo problema e' uno studio dell'universita' di Messina, presentato al congresso dell 'Associazione italiana di psicogeriatria (Aip). La sindrome di Penelope riguarda il 20% delle donne ultrasettantacinquenni.
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martedì 12 ottobre 2010
DISAGIO PSICOLOGICO ED ESPOSIZIONE ECCESSIVA ALLA TV
Limitare il tempo che i ragazzi passano davanti alla tv o al computer e' importante per garantire la loro salute futura.
I bambini che passano piu' di due ore al giorno di fornte a uno schermo, sia esso del computer o della televisione, hanno una maggiore probabilita' di avere difficolta' psicologiche, anche se fanno molta attivita' fisica.
Lo afferma uno studio su 1.000 bambini tra i 10 e gli 11 anni pubblicato dalla rivista Pediatrics. Il benessere psicologico dei bambini e' stato stabilito con una serie di questionari in cui i soggetti dovevano dare un punteggio a delle frasi come 'mi sento infelice', o 'passo molto tempo da solo'. Il risultato e' stato che i bimbi che passavano piu' tempo davanti allo schermo hanno mostrato le maggiori difficolta', anche nel caso in cui facevano una buona attivita' fisica.
venerdì 1 ottobre 2010
CUORE AFFRANTO
Fonte ANSA
Il cuore umano si ferma e perde colpi - nel senso organico del termine - di fronte al senso di rifiuto e rigetto sociale.
Un nuovo studio, condotto dall'Universita' di Amsterdam e pubblicato su 'Psychological science'(Usa), rivela come di fronte ad un rifiuto inatteso le persone vengono colpite non solo da stress emotivo ma fisico, misurabile in termini di aumento del cortisolo (l'ormone dello stress), di risposta del sistema parasimpatico e di funzionalita' cardiaca.
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martedì 14 settembre 2010
Solitudine ed aspettativa di vita
Essere circondati da familiari e amici ti fa vivere piu' a lungo.
Al contrario le persone che non hanno alcuna vita sociale hanno il 50 per cento di probabilita' in piu' di morire rispetto a coloro che invece hanno molti amici e un rapporto stretto con i familiari. Questo e' quanto emerso da uno studio delle Universita' dello Utah e della Carolina del Nord, riportato dal quotidiano britannico Daily Mail.
I ricercatori hanno scoperto che chi socializza regolarmente con la famiglia e gli amici vive in media 3,7 anni piu' a lungo di quelli che conducono una vita solitaria.
Le persone con scarso sostegno sociale, infatti, hanno un tasso di mortalita' alto come quello degli alcolisti, mentre l'impatto di fare nuove amicizie e' comparabile a quello di smettere di fumare.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 148 studi condotti in 30 anni e che hanno coinvolto piu' di 300 mila persone.
"Gli amici e le persone di supporto possono rendere la vita piu' facile ogni giorno", ha detto Burt Uchino, che ha coordinato lo studio. "Possono incoraggiare - ha continuato - anche le pratiche per avere una migliore salute, come consultare un medico o fare piu' esercizio. Possono anche aiutare indirettamente, facendoci credere che si ha qualcosa per cui vivere". Secondo i ricercatori, il sostegno emotivo che danno le persone puo' aiutare a mettere i problemi nella giusta prospettiva.
"Avere relazioni sicure e sentirsi amati - ha detto Uchino - fa vivere meglio le persone".
Lo studio ha anche trovato un collegamento tra la morte e la solitudine sia negli uomini che nelle donne, indipendentemente dalla loro salute
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mercoledì 21 aprile 2010
ARRIVA LA SIGARETTA ELETTRONICA SENZA NICOTINA: SE FARE FUMO TI RENDE FELICE
Sta iniziando anche in Italia la moda della Sigaretta Elettronica che si compra in farmacia per smettere di fumare tabacco, per ridurne il consumo, per poter fumare dovunque.
Un'idea geniale soprattutto per quei fumatori che non resistono al contatto fisico con la sigaretta e alla gestualità che vi si associa (prenderla dal pacchetto, tenerla tra le dita, giocherellarci, portarla alla bocca...) che venne ad Hon Link, un ingegnere cinese, nel 2004 quando ne depositò il brevetto.
La sigaretta elettronica è formata da un filtro che contiene acqua distillata ed aromi, un atomizzatore e la sigaretta.
Sull'estremità della sigaretta vi è un diodo elettronico che si illumina durante l'aspirazione.
Quando si aspira si chiude il contatto e viene generata aria calda che, con l'acqua distillata, genera vapore che sembra il fumo di una normale sigaretta.
Il fumatore quindi ha la sensazione di fumare, ma non aspira le sostanze cancerogene delle sigarette tradizionali e non assimila nicotina.
Sull'estremità della sigaretta vi è un diodo elettronico che si illumina durante l'aspirazione.
Quando si aspira si chiude il contatto e viene generata aria calda che, con l'acqua distillata, genera vapore che sembra il fumo di una normale sigaretta.
Il fumatore quindi ha la sensazione di fumare, ma non aspira le sostanze cancerogene delle sigarette tradizionali e non assimila nicotina.
Se invece non si vuole smettere di assumere nicotina, sul mercato e sul web sono disponibili filtri con nicotina, da utilizzare sia per scalare la quantità giornaliera di nicotina assunta, sia per assumere nicotina evitando gli effetti nocivi della combustione di carta e tabacco.
Oggi che l'uso della sigaretta elettronica si sta diffondendo in tutto il mondo, i consumatori e i medici si interrogano non solo sull'efficacia di questo dispositivo per far smettere di fumare ma anche sulla sua sicurezza.
Se ne è occupato in febbraio 2009 anche New Scientist con un articolo che riassume quello che sappiamo sull'argomento.
In sintesi, per quanto riguarda l'efficacia, l' Organizzazione Mondiale per la Sanità ha rilasciato una nota ufficiale nel settembre del 2008 nella quale dichiara che la sigaretta elettronica non è considerato uno strumento terapeutico per coloro che vogliano smettere di fumare, mentre per quanto riguarda la sicurezza, sempre dall'OMS ha specificato in un nuovo rapporto, presentato nel novembre del 2008, che la sigaretta elettronica con filtri alla nicotina espone alla stessa quantità di prodotto contenuta nel cerotto e quindi, se quest'ultimo non è considerato pericoloso non si può considerare tale neppure la sigaretta.
Inoltre è accertato che il dispositivo non produce danni da fumo passivo, ma questo non può cambiare le leggi sul divieto di fumare in locali pubblici perché viene applicato il principio di precauzione.
L'OMS, propone quindi che la sigaretta elettronica venga venduta solo in farmacia ma senza considerarla almeno per il momento un'indicazione terapeutica.
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mercoledì 24 marzo 2010
L'INVIDIA NON FA APPREZARE CIO' CHE SI E' E CIO' CHE SI HA
Fonte:AGI
Da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Warwick e pubblicato sulla rivista Psychological Science è emerso che non basta possedere la casa dei nostri sogni, l'automobile che si sempre desiderata e milioni e milioni di euro in banca per essere felici se i nostri amici sono piu' ricchi di noi.
L'invidia verso gli altri, infatti, rischia di offuscare la soddisfazione di essere benestanti.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato il livello di felicita' di 10 mila persone che hanno preso parte al British Household Panel Survey e li hanno confrontati con i redditi. Ed e' qui che entra in gioco la ricchezza di chi ci sta vicino.
''Il tenore di vita di ogni singolo e' aumentato negli ultimi 40, ma e' salito per tutti'', ha detto Chris Boyce che ha partecipato allo studio. Questo a scapito della felicita' di molti.
''Le nostre automobili - ha continuato - sono piu' veloci oggi, ma i nostri vicini hanno anche auto veloci, quindi non abbiamo nessun vantaggio sulle persone vicine a noi.
Senza la casa piu' grande, o l'auto piu' veloce, non abbiamo la stessa soddisfazione che invece dovremmo avere''.
''Guadagnare 1 milione di sterline all'anno - ha spiegato Boyce - non sembra essere sufficiente per renderti felice se si conoscono amici che ne guadagnano 2 milioni all'anno''.
Secondo i ricercatori, molte persone fanno a gara per guadagnare piu' soldi al costo di non costruire relazioni solide.
''Se tutti devono lavorare sodo per essere meglio degli altri - ha detto Boyce - abbiamo anche meno tempo per fare le cose che potrebbero essere piu' produttive per il nosrro benessere. Come per esempio, passare piu' tempo con i nostri amici, guardare la nostra salute mentale, trascorrere piu' tempo libero''.
Studi precedenti hanno suggerito che il successo degli amici aumenta le probabilita' di sviluppare malattie cardiache, il diabete, le ulcere e la pressione sanguigna alta.
red/Mld .
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sabato 13 febbraio 2010
COL BOTOX NIENTE RUGHE E NIENTE EMOZIONI
ANSA (ROMA) - Il botulino non cancella solo le rughe dal viso ma anche l'espressione visiva di emozioni negative come la tristezza e la rabbia a causa del suo effetto 'anti-contrazione' dei muscoli facciali. Ma c'é di più: cancella pure la capacità di comprendere le 'emozioni no' altrui.
E' come se, infatti, l'incapacità del proprio viso di esprimere tali emozioni ponesse un blocco alla comprensione di quelle 'in ingresso' manifestate da altri.
E' quanto dimostrato in uno studio in pubblicazione sulla rivista Psychological Science, anticipato al meeting della Society for Personal and Social Psychology a Las Vegas.
E' quanto dimostrato in uno studio in pubblicazione sulla rivista Psychological Science, anticipato al meeting della Society for Personal and Social Psychology a Las Vegas.
Condotto da psicologi della University of Wisconsin, il lavoro conferma l'ipotesi della 'retroazione facciale', cioé del fatto che se quando siamo felici ridiamo, il solo fatto di ridere ci renderà ancora più felici.
Al contrario, quindi, se non siamo in grado di esprimere emozioni negative, diveniamo anche meno capaci di capirle.
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giovedì 14 gennaio 2010
STRESS EMOZIONALE ED INSORGENZA DEI TUMORI
Lo stress emotivo di ogni giorno potrebbe essere un fattore scatenante della crescita dei tumori. Lo rivela un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature, che mostra come ogni tipo di trauma, fisico o emotivo, possa agire come 'ponte' tra le varie mutazioni genetiche cancerose e le possa fare agire contemporaneamente.
E' la prima volta che viene scoperto un collegamento tra le condizioni di sviluppo di una malattia e lo stress emotivo di ogni giorno, non legato ad un momento particolare.
I ricercatori dell'Università di Yale (USA) che hanno coordinato lo studio, hanno messo in evidenza i fattori che possono attivare le segnalazioni molecolari legate allo stress sono molte: stress fisico, psicologico, emotivo, cosi' come infezioni ed infiammazioni.
Prima di questo studio si riteneva che una mutazione dannosa in una singola cellula doveva essere necessaria per la crescita di un tumore; tuttavia hanno scoperto che le mutazioni possono promuovere la crescita anche se sono localizzate in cellule diverse, a causa di 'ponti' molecolari che si creano tra esse.
Purtroppo questo rende piu' facile che le mutazioni dannose si accumulino nello stesso tessuto. Ridurre lo stress ed evitare le infiammazioni e' sempre una buona precauzione
mercoledì 4 novembre 2009
Eiaculazione Precoce Stop
Visto l'interesse dimostrato verso l'argomento da lettori e lettrici di questo blog, segnaliamo un sito specialistico, ringraziando tutti coloro che ci seguono e ci sostengono con entusiasmo nella ricerca, scoperta e sperimentazione di strumenti e tecniche per migliorare la qualità della vita.
Eiaculazione Precoce Stop - Homepage
Eiaculazione Precoce Stop - Homepage
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lunedì 19 ottobre 2009
In Italia sono circa 3 milioni e mezzo gli uomini tra i 18 e i 65 anni che soffrono di eiaculazione precoce
La Siams (Societa' italiana di andrologia e medicina della sessualita') e la Siu (Societa' Italiana di urologia) stimano che il 20% degli uomini italiani di età compresa tra i 18 ed i 65 anni soffrano di EIACULAZIONE PRECOCE.
La stima si basa su questionari distribuiti ai pazienti da andrologi e urologi e comprende sia gli episodi occasionali che patologici.
E' importante distinguere il tipo di problema vissuto dal paziente.
La forma patologica, detta anche primitiva, si ha quando l'eiaculazione precoce e' una costante della vita sessuale, si presenta gia' prima del rapporto sessuale e interessa anche la masturbazione.
Prendendo in considerazione questa forma di eiaculazione precoce, la percentuale di incidenza si abbassa notevolmente ma, in parallelo, si tratta di casi piu' difficili da seguire e risolvere perche' alla base c'e' anche una componente genetica. Ad oggi, in questi, la terapia e' farmacologica con l'eliminazione transitoria dei sintomi che determinano l'eiaculazione precoce e il conseguente prolungamento delle prestazioni.
La maggior parte dei casi e' comunque situazionale, avviene cioe' solo in determinate occasioni e non si protrae nel tempo. Di solito la durata media di un rapporto oscilla tra i tre e i sette minuti, quindi si puo' parlare di eiaculazione precoce quando si scende sotto il minuto o, appunto, quando l'eiaculazione arriva prima della penetrazione.
Il problema, com'e' comprensibile, non riguarda solo il singolo, che si sente inadeguato, ma si estende anche alla vita di coppia. Se escludiamo i casi in cui la patologia e' dovuta a disfunzioni fisiche, come infiammazioni o accentuata sensibilita', in 8 casi su 10 le cause sono di tipo psicologico pertanto la persona può trarre beneficio da terapie psico-comportamentali, ma nei casi più persistenti, a queste si consiglia associare l'uso del farmaco, che aiuta ad avere una prestazione considerata standard. Da Da sottolineare l'importanza di un costante contatto tra pazienti e specialisti, non solo per valutare l'efficacia del trattamento, ma anche perche' è opinione comune tra gli specialisti che la patologia sia sottostimata.
Per questo, anche alle minime avvisaglie, e' importante rivolgersi all'andrologo o all'urologo.
Talvolta basta veramente poco per fa tornare la serenità e l'armonia nel rapporto di coppia.
domenica 18 ottobre 2009
RAPPORTO DI COPPIA: OCCORRE UN DECODIFICATORE PER COMUNICARE CON IL PARTNER
Abbiamo trovato questo interessante vademecum al femminile dedicato all'arte di vivere un rapporto di coppia.
Pensiamo sia un modo per riflettere con molta ironia sui nostri vizi e difetti, con l'intento di cambiare atteggiamento nei confronti del nostro partner e migliorarci come persone.
Ecco la versione integrale:
- Che le donne vengano da Venere e gli uomini da Marte ormai è un fatto accertato. Ma visto che, seppure come alieni, devono vivere sullo stesso pianeta, spesso pure in coppia, sarebbe il caso che trovassero una lingua comune.
Impossibile? Forse.
Ma per fortuna interpretare certe "assurdità" del vostro lui si può: basta un decodificatore per maschi.
Argomento per argomento vi aiuterà a comprenderne certi gesti e magari a correggerli.
IL SESSO
Non fa mai la prima mossa a letto
Non tutti gli uomini amano essere i conquistatori.
Tanti vogliono sentirsi belli e desiderati, quindi aspettano che siate voi a "provarci".
Magari però spiegate loro che si potrebbe fare la preda un po' per ciascuno.
Preferisce il porno online a quello reale
Tra le tante cose che internet offre c'è anche una carrettata di hard sempre a disposizione.
Usarlo per tenere vivo il rapporto va bene, ma se lui guarda e non combina niente, il decodificatore non basta: urge l'intervento di un terapista.
Dopo il sesso sparisce
Esaurita la sua "grandiosa" prestazione va a controllare la mail o a vedere il calcio in tv?
Succede ma non vuol dire che vada bene.
Sicure di voler stare con qualcuno che rifugge dall'intimità e trascura i vostri bisogni?
Vi chiede di fare sesso a tre
L'uomo è cacciatore.
Ma per bagnargli le polveri provate a rispondere: "Fantastico caro, chiamo subito Franco!".
L'IMPEGNO
"Cara, ho bisogno di spazio"
A un certo punto del rapporto molti uomini sentono l'esigenza di verificare se sono ancora piacenti o hanno ancora una vita tutta loro.
A patto che non prenoti un volo per la Thailandia, di solito è uno sfizio di breve intensità e durata.
Vuole vedere altre persone o rompere perché "ci tiene troppo"
La fantasia proprio non è nelle corde dei maschi. Se nella loro vita compare una tentazione a portata di mano queste sono le scuse classiche per liberarsi. Aiutateli con una bella pedata.
"Non stiamo già bene così?"
Raramente gli uomini corrono felici verso l'altare.
Più spesso accampano scuse su finanze scarse, lavoro in fase delicata, parenti difficili da sistemare ai tavoli del ricevimento. Aspettare aiuta, ma non è consigliabile farlo all'infinito.
"Restiamo amici"
Per quante giustificazioni siate disposte a trovare, semplicemente non vuole stare con voi (ma non disdegnerebbe continuare a fare sesso): regolatevi.
LE BUONE MANIERE
Lascia tutto in giro
Le cose sono tre: voi lo seguite e sistemate tutto (chi è causa del suo mal...);
proprio non ci fa caso (lasciate che i cassetti si svuotino e allora se ne accorgerà, anche se in questo caso correte il rischio di una campagna simil-militare di lavaggio e stiratura a tappe forzate);
lo fa apposta (abbandonatelo al suo sudicio destino).
Non vi fa mai un complimento.
È più facile che un uomo dica "bravo" a un atleta in tv che "come sei bella" a voi.
Fategli capire che vi fa sentire sexy, magari ci arriva.
Fa organizzare a voi tutte le uscite
Non prendetelo come una mancanza d'interesse (come probabilmente è), ma come un'opportunità: decidete di fare esattamente quello che vi piace, lui non potrà lamentarsi.
Parla sempre di altre donne e flirta con le cameriere lo fa apposta.
Come un bambino, vi fa notare che se voi non ci foste farebbe faville.
Ma in fondo nemmeno lui ci crede.
L'INCOMUNICABILITÀ
Se state zitte si preoccupa.
Molti uomini temono la calma perché si aspettano una tempesta (anche se non sanno cosa l'abbia scatenata). Approfittatene per dirgli quel che sentite o qualcosa che volete che senta: è uno dei pochi momenti in cui vi ascolta.
Dopo che vi siete confessate vi guarda inebetito.
Intanto rallegratevi che sia ancora lì davanti a voi e non sul divano.
Con il tempo, poi, imparerà anche a interagire.
"Cara, ti sono forse arrivate?"
La classica interpretazione per ogni forma di nervosismo femminile: contenete la voglia di dargli una padellata e spiegategli cosa veramente vi inquieta.
Non vi fa mai il regalo giusto
Gli unici in grado di farne sono Babbo Natale e Rockefeller. Imparate a suggerirgli quel che vorreste (ma fatelo ripetutamente e a voce alta).-
giovedì 10 settembre 2009
La formula segreta di una relazione d'amore duratura
Fonte: Sotto le lenzuola
Sta tutta racchiusa in un elenco fatto di coccole, attenzioni e gesti romantici: lo ha elaborato un gruppo di studiosi dopo aver intervistato 4mila coppie felicemente sposate da tempo. Esiste una sorta di formula magica?
Sta tutta racchiusa in un elenco fatto di coccole, attenzioni e gesti romantici: lo ha elaborato un gruppo di studiosi dopo aver intervistato 4mila coppie felicemente sposate da tempo. Esiste una sorta di formula magica?
La risposta arriva dal Regno Unito, dove un gruppo di ricercatori ha intervistato 4mila coppie felicemente sposate. Passare in un mese almeno 22 momenti di qualità, almeno 7 notti di coccole e tenerezze e due appuntamenti a cena da dedicare a voi stessi. Sono le coccole la chiave di un matrimonio felice perché «Coccole, attenzioni e gesti romantici significano "Mi piaci, sto bene con te, mi piacciono e apprezzo il tuo sostegno e le tue cure» spiega lo psicologo che ha curato lo studio Ludwig F. Lowenstein.
Le giornate sono frenetiche, i ritmi al lavoro e in famiglia sono a volte stressanti e così spesso capita che si tenda a dimenticare l'importanza degli abbracci quando la familiarità diventa parte della nostra vita, ma attenzioni e coccole diventano parte della nostra relazione quando la relazione diventa forte e rimane forte.
Le giornate sono frenetiche, i ritmi al lavoro e in famiglia sono a volte stressanti e così spesso capita che si tenda a dimenticare l'importanza degli abbracci quando la familiarità diventa parte della nostra vita, ma attenzioni e coccole diventano parte della nostra relazione quando la relazione diventa forte e rimane forte.
Insomma, ci vuole impegno e dedizione e sbaglia chi dà tutto per scontato.
Il 98% delle coppie felicemente sposate che ha partecipato allo studio ha dichiarato di sentirsi particolarmente fortunata ad avere una relazione così stabile e il 94% si è detto sinceramente convinto che nessun'altra lo sia come la propria.
Il 98% delle coppie felicemente sposate che ha partecipato allo studio ha dichiarato di sentirsi particolarmente fortunata ad avere una relazione così stabile e il 94% si è detto sinceramente convinto che nessun'altra lo sia come la propria.
I ricercatori, dopo tante interviste, sono sicuri di aver trovato la formula perfetta, quella che può aiutare a rendere duratura una relazione:
coccole: 4 al giorno
gesti romantici: 3 al mese
appuntamenti a cena: 2 al mese
passeggiate romantiche: 2 al mese
regali romantici: 2 al mese
cenette romantiche cucinate in casa: 3 al mese
colazioni a letto: 1 al mese
conversazioni adeguate: 6 al mese
serate di coccole: 7 al mese
pulire casa da cima a fondo: 3 volte al mese
notti fuori senza l'altro: 1 al mese
cinema o teatro: 1 al mese
week-end breve: 2 all'anno
vacanze: 2 all'anno
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giovedì 27 agosto 2009
Quando l'amore è malato
Fonte:http://donna.libero.it/lifestyle/
Un amore "malato", un rapporto basato su abusi fisici e psicologici: ecco quali sono i segnali rivelatori, per accorgersene in tempo e scappare lontano.
O per aiutare un'amica che ha bisogno ma che non osa parlarne.
Ci sono segnali inequivocabili, a volte solo delle sensazioni: ma basta poco per rendersi conto che quello che si sta vivendo è un rapporto sbagliato, che potrà farvi solo soffire lasciando segni indelebili nel cuore e a volte anche sul corpo.
Ci sono segnali inequivocabili, a volte solo delle sensazioni: ma basta poco per rendersi conto che quello che si sta vivendo è un rapporto sbagliato, che potrà farvi solo soffire lasciando segni indelebili nel cuore e a volte anche sul corpo.
Di fronte a un gesto violento o a un comportamento crudele non credete al ravvedimento: chi si comporta così spesso chiede scusa, ma poi ricasca immancabilmente nello stesso chliche.
I segnali di una relazione "disturbata" sono piuttosto semplici da cogliere, l'importante è non fingere di non vedere:
gelosia portata all'estremo, coercizione sessuale, abusi verbali, bugie, violenza fisica, infedeltà, aggressività, prepotenza...
Se qualche dubbio resta ancora, o se volete aiutare un'amica che non sembra volersi rendere conto della realtà, basterà rispondere ad alcune domande con la massima onestà.
Il tuo partner:
- È molto protettivo/a, quasi ossessivo/a
- È geloso/a senza motivo
- Cerca di tenerti lontana dai tuoi amici e parenti
- Non ti fa sentire libera/o di andare dove vuoi quando vuoi
- Non vuole che frequenti un corso o la scuola
- Rompe e distrugge i tuoi oggetti personali, o i tuoi ricordi
- Ti proibisce di accedere al conto corrente
- Controlla al 100 per 100 le finanze di casa
- Ti costringe ad avere rapporti sessuali anche quando non ne hai voglia
- Ti costringe ad accettare atti sessuali che gli hai detto di non gradire
- Ti svilisce in continuazione
- Ti umilia di fronte agli altri
- Ti tratta male davanti ai bambini
- Manipola la realtà a tu sfavore
- Ti minaccia
- Ti insulta, ti dice parolacce
Ed ecco le circostanze di potenziale attitudine all'abuso che ti dovrebbero mettere in allarme anche prima che la situazione precipiti e che si manifestino i primi episodi gravi:
- Il tuo partner ha un passato di abusi
- Il tuo partener ha subito abusi da piccolo
- La relazione tra i suoi genitori era del tipo sopra descritto
- Il tuo partner abusa di alcol o di droga (o ne ha abusato in passato)
- Il tuo partener è molto irascibile e perde la calma facilmente
RICORDARE SEMPRE
Chi "ama" male non ama il partner per quello che è ma cerca continuamente di cambiarlo.
Criticandolo per tutto ciò che fa, isolandolo dagli altri per farlo sentire ancora più debole, chiedendogli o costringendolo a fare ciò che non vuole, controllando ogni aspetto della sua vita "cosa deve mangiare, chi deve vedere, come si deve vestire" - fino a far diventare il rapporto una prigione;
dicendogli in continuazione quanto è stupido, brutto, grasso, o facendolo sentire sempre inadeguato. C'è qualcosa di terribilmente sbagliato in un rapporto che presenti anche solo uno di questi sintomi.
Quando una relazione funziona, quando un amore è "giusto" dovremmo sentirci belli, amati, al sicuro. Dovremmo aver voglia di crescere, di migliorare, di uscire, di metterci un bell'abito per farlo, dovremmo avere l'appoggio incondizionato del partner.
Se pensi di essere caduta in un rapporto pericoloso o che stia capitando a qualcuno vicino a te, fai qualcosa: non è mai troppo tardi.
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mercoledì 19 agosto 2009
Una delusione d'amore manda il cuore in pezzi:confermato collegamento genetico tra dolore fisico e rifiuto sociale
Un gruppo di ricercatori dell' Universita' della California ha infatti scoperto un collegamento genetico tra il dolore fisico e il rifiuto sociale. Questo significa, secondo quanto riportato dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, che la rottura di un rapporto puo' essere davvero molto dolorosa anche a livello fisico.
Gli scienziati hanno trovato che il gene 'OPRM1' (recettore mu per gli oppioidi), che regola i piu' potenti antidolorifici del nostro corpo, e' anche coinvolto nelle esperienze sociali molto dolorose.
Una variazione di 'OPRM1', spesso associata al dolore fisico, e' legata anche alla quantita' di dolore sociale che una persona sente quando viene rifiutata. Alcune persone, in particolare, presentano una rara forma del gene e sono piu' sensibili al rifiuto e quindi al dolore sociale.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato i campioni di saliva di 122 volontari per capire quale versione del gene OPRM1, quella piu' sensibile o meno, avevano i soggetti. In primo luogo, i volontari hanno risposto a una serie di domande per misurare la propria sensibilita' al rifiuto. Sono stati invitati poi a esprimere il proprio accordo o disaccordo con affermazioni tipo "Io sono molto sensibile a tutti i segnali di una persona che non vuole parlare con me". Infine, i ricercatori hanno testato le emozioni di 31 volontari quando sono stati volutamente esclusi da un gioco al computer che prevedeva un scambio di una palla virtuale tra i partecipanti. "Le persone con la rara forma del gene del dolore, che hanno mostrato in precedenti lavori di essere piu' sensibili al dolore fisico, hanno anche segnalato i piu' elevati livelli di sensibilita' al rifiuto e hanno dimostrato una maggiore attivita' nella regione del cervello associata al dolore sociale quando sono stati esclusi", ha spiegato Naomi Eisenberge, una delle autrici dello studio.
E' la prima volta che gli scienziati sono riusciti a dimostrare che i geni coinvolti nel dolore fisico sono legati a loro volta a esperienze mentalmente dolorose, come quella di una rottura amorosa.
peso forma: Per evitare un cibo ingrassante basta guardarlo!
Secondo uno studio dell' Universita' di Utrecht, guardare l'immagine di un cibo 'tentatore' aiuta le donne a non cedere al peccato di gola. i risultati della ricerca sono stati riportati dal quotidiano britannico The Sun.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno mostrato a un gruppo di volontarie la foto di una torta al cioccolato o la foto di un fiore. Dopo aver chiesto alle donne quanto sia importante per loro seguire una sana alimentazione, i ricercatori hanno invitato le volontarie a scegliere tra una bella fetta di torta o un dietetico biscotto di farina d'avena.
La maggior parte delle volontarie che hanno visto la foto della torta al cioccolato hanno scelto lo spuntino sano alla gustosa fetta di torta.
Una scelta, questa, che non ha sorpreso poco gli scienziati. "L'utilizzo di immagini - ha detto Susan Quilliam, psicologa che ha partecipato allo studio - per stimolare il cervello e' molto ingegnoso. Vedere la foto fa scattare il campanello d'allarme che ricorda alla parte responsabile del nostro cervello quali sono i cibi cattivi e quali sono quelli buoni".
In questo modo, secondo gli scienziati, il nostro cervello non avra' nessuna confusione o incertezza e non sara' sopraffatto dal gusto o dall'odore di un alimento.
Ma attenzione.
I ricercatori hanno avvertito: questa strategia visiva non funziona se le donne non sono state prima ben addestrate a comprendere l'importanza di resistere a un peccato di gola.
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