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lunedì 30 maggio 2011

UNO SPAY NASALE PER L''EMICRANIA

Alan Rapoport, presidente dell' International Headache Society, al congresso sulle cefalee dell'Istituto Carlo Besta a Stresa ha annunciato che presto sarà in commercio anche in italia, come lo è già negli USA una formulazione usa e getta a base di zolmitriptan, che si e' rivelata efficace contro emicrania e cefalea a grappolo. Lo zolmitriptan è il secondo (in ordine di immissione in commercio) rappresentante della classe degli agonisti dei recettori della serotonina.

La cefalea a grappolo e' caratterizzata da attacchi che si presentano in periodi di uno-due mesi, detti grappoli, intervallati da diversi mesi di benessere, con un dolore quotidiano molto violento (da una crisi ogni due giorni fino a otto crisi al giorno), che dura tra 15 e 180 minuti, compare spesso alla stessa ora e in sede oculo-fronto-temporale.

Pochi strumenti terapeutici riescono a eliminare questo dolore, quelli in uso si sono dimostrati poco maneggevoli, come l'inalazione di ossigeno puro da fare in ospedale a pressione costante di 10-15 litri al minuto.

Questo nuovo farmaco non darebbe effetti collaterali quali nausea e vomito, entrando rapidamente in circolo, la sua azione analgesica si manifesta già entro 30 minuti dall'insufflazione.

Una volta che la prima frazione di farmaco e' entrato in circolo, una seconda viene assorbita a livello del circolo gastrointestinale mantenendo l'effetto terapeutico.

venerdì 5 marzo 2010

8 MILIONI DI ITALIANI SOFFRONO DI MAL DI TESTA

ANSA
Il mal di testa colpisce 8 mln di italiani, di cui 4 su 5 sono donne.
Ed in alcuni casi il dolore e' paragonabile ad una colica renale.
Le forme sono le piu' varie: c'e' il mal di testa da tosse, quello 'da hot dog', addirittura quello da sesso.
Il mal di testa, spiega Piero Barbanti del San Raffaele Pisana di Roma, 'e' come un allarme che suona a vuoto.
Nel 75% dei casi lo scatena lo stress, e in misura minore le variazioni climatiche, le variazioni ormonali nella donna o il digiuno'.

giovedì 4 marzo 2010

STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA BLOCCA EMICRANIA

Secondo i risultati di un trial dell' Albert Einstein College of Medicine di New York, un dispositivo portatile che emette una stimolazione transcranica magnetica di un singolo impulso, interrompendo i fenomeni elettrici che causano i sintomi preliminari dell'emicrania, è in grado di far cessare il disturbo nel 40% dei casi.
A 200 pazienti e' stato chiesto di usare lo strumento per 3 mesi, ma a meta' di questi e' stato somministrato un trattamento placebo.
Il risultato, che sara' pubblicato su Lancet Neurology, e' stato che nel 40% dei soggetti l'impulso magnetico era molto piu' efficace del placebo, eliminando il dolore per due, 24 e 48 ore.

domenica 29 novembre 2009

HYPTIS CRENATA: confermate le proprietà analgesiche della menta brasiliana

In Brasile le foglie essiccate di Hyptis crenata (comunemente nota come menta brasiliana) vengono lasciate in infusione per 30 minuti, poi il liquido viene filtrato e lasciato raffreddare per essere bevuto proprio come un tè.
Da centinaia di anni si curano così dolori e sintomi dolorosi di emicrania e mal di stomaco.
I ricercatori dell’ Università di Newcastle hanno testato gli effetti di questo antico rimedio sui topi e hanno scoperto che possiede davvero delle proprietà analgesiche.
Gli studiosi britannici sono volati in Brasile per apprendere le tecniche precise di realizzazione di questa preziosa mistura e per studiarne le potenzialità in laboratorio.
Gli studiosi britannici hanno testato le proprietà di questo decotto e hanno osservato che sortisce gli stessi effetti antidolorifici di un’aspirina sintetica chiamata Indometacina.
Graciela Rocha, responsabile dello studio, ha spiegato sulle pagine della pubblicazione Acta Horticulturae che nel mondo esistono circa 50.000 piante che possono essere studiate e usate a fini terapeutici.

mercoledì 14 ottobre 2009

CEFALEA: ATTENZIONE A COSA MANGIAMO

Premesso che le cause possono essere molteplici - comunque da accertare con uno specialista - esistono anche cibi e sostanze dagli effetti cefalgici.
È bene quindi non confondere il mal di testa alimentare, che non necessita di cure o rimedi urgenti, con altri disturbi come allergie o intolleranze.
Attenzione agli additivi:
- conservanti, il più comune è il gluttamato o sodio monoglutammato (MSG): salse e concentrati di pomodoro, salse di soia, lavorazione del formaggio parmigiano, dadi da brodo, estratti in polvere per brodo o arrosti e nei prodotti a sapore salato (ad esempio i saporitori per arrosti o per pesce).
- solfiti (diossido di zolfo, acido solforoso, tutti i sali che possono liberare zolfo): alimenti fermentati (dai formaggi ai vini)
- nitrati (E251, E252) e nitriti (E249, E250): presenti in natura, vengono usati nelle preparazioni di salumi, carni in scatola e pesci marinati
Occhio alle sostanze attive che si trovano negli alimenti o vengono prodotte durante la digestione:
- Amine come la tiramina (formaggi fermentati e stagionati, estratto di lievito, conserve di pesce come sardine, tonno e aringhe, vini e birra, banane, semi di soia, nocciole, avocado, oli di semi vari), l'istamina (pesci, crostacei, maiale, salumi, albume, pomodori, cavoli, fragole, vini e birra) la dopamina, la serotonina e la feniletilenamina (carne, pesce, uova e formaggi)
- Metilxantine, come la caffeina (le bevande a base di caffè e negli alimenti insaporiti all'aroma di caffè), la teofillina (nelle bevande a base di tè) e la teobromina (nelle bevande e negli alimenti a base e all'aroma di cacao)
Dicevamo che molte di queste sostenze possono provocare anche altre reazioni oltre alla cefalea, quali:
Orticaria (amine), ipotensione (amine), arrossamento del volto (amine), acidità di stomaco (amine e metilxantine), tachicardia (amine e metilxantine), ipotensione (amine), contrazioni della muscolatura liscia vasale (amine), vasospasmo (metilxantine). Tra gli additivi, il sodio monoglutammato può causare la cosiddetta sindrome del ristorante cinese - alterazioni della sensibilità e dolori del capo e del collo, del torace e degli arti superiori, palpitazioni e senso di debolezza - mentre i solfiti che si trovano negli alimenti fermentati possono dare talvolta lievi accessi asmatici, orticaria e arrossamento del volto.

Che fare quindi?
Oltre a consultare il medico, tanto per cominciare si può provare a identificare la sostanza incriminata, magari tenendo un diario in cui si indicano i cibi assunti, la quantità, l'orario. Dopo di che si può provare a scartare l'indiziato dalla dieta e come per ogni cosa, vale la regola del buon senso: un'alimentazione sana e equilibrata, fatta soprattutto di frutta e verdure fresche, mentiene non solo in forma, ma anche in salute.

lunedì 16 febbraio 2009

Cefalea: ansia, stress e problemi posturali

Stare per ore al computer puo' causare o peggiorare il dolore al collo: un team di ricerca sudafricano lo ha provato su studenti del liceo, ma c'e' da temere che la scoperta valga per tutte le eta'. "Abbiamo notato che piu' erano le ore trascorse al computer ogni settimana piu' era probabile che lo studente lamentasse dolori al collo", spiega il fisioterapista Leonie Smith. Smith, della Stellenbosch University di Tygerberg, Sud Africa, e il colleghi hanno misurato le ore passate al computer e il dolore a testa e collo tra 1073 studenti (per il 65% ragazze), di 16 anni in media. Quasi la meta' degli studenti (48%) frequentava scuole dove si usava regolarmente il computer. Di questi, il 43% usava il computer per 8,5 ore a settimana o piu'. Mentre gli studiosi non sono riusciti a trovare una connessione tra i mal di testa e le ore trascorse davanti al pc, il dolore al collo era molto piu' comune tra gli studenti che stavano spesso al computer.
Come si legge nell'articolo pubblicato dalla rivista Cephalalgia, solo il 16% di chi passava 5 ore o meno al computer soffriva di dolori al collo, contro il 48% di coloro che stavano al computer 25-30 ore a settimana.
Ma il pc non e' la sola causa dei dolori al collo, ha mostrato un altro studio, condotto in Germania.
La depressione e l'ansia giocano un ruolo importante.
Il Dr. Martin Scherer della University of Gottingen e i suoi associati hanno studiato 448 pazienti che avevano sofferto di almeno un episodio di dolore al collo. Il 20% e' risultato soffrire anche di depressione e il 28% di ansia, scrivono i ricercatori sulla rivista BMC Musculoskeletal Disorders. I piu' depressi e ansiosi, nota il team di Scherer, erano anche i soggetti con i dolori piu' forti.
Questa scoperta, ha commentato il medico tedesco, "indica che le terapie per chi soffre di dolori cronici al collo saranno piu' efficaci se il medico tiene in considerazione anche i fattori psicologici, che hanno una parte nello sviluppo e nella prognosi del disturbo".

sabato 11 ottobre 2008

Curare la cefalea con l'alimentazione ricca di ferro

r.s. a cura della redazione ECplanet
Dall'università di Tel Aviv, in particolare dal Department of Biochemistry continunao ad arrivare interessanti notizie su ricerche relative ad alimentazione e terapie per contrastare disturbi e malattie.
Una recente ricerca sottolinea l'importanza di assumere più ferro, per i soggetti che soffrono di cefalea cronica, che non abbia motivazioni di tipo gnatologico o osteoarticolare.
Fegato, ceci, anacardi, pistacchio, cacao, lenticchie, cozze, sono questi gli alimenti che oltre ad essere ricchi di ferro, danno la maggiore disponibilità all'assorbimento.
Infatti non tutti i cibi ricchi di ferro sono poi ugualmente efficaci nel cedere il ferro all'organismo.
Una colazione con l'aggiunta di frutta secca e la sostituzione della pasta con minestre di ceci e lenticchie sono l'ideale per avere riserve di ferro, per contrastare la cefalea cronica. Senza dimenticare che il ferro migliora la funzionalità del sistema nervoso, epidermico, circolatorio e osseo.