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giovedì 22 ottobre 2015

Lo stress provoca mutazioni genetiche trasmissibili alla prole

I topi maschi che hanno vissuto una situazione stressante producono spermatozoi con un'espressione alterata dei micro RNA, piccole molecole che regolano l'attività dell'RNA messaggero: come conseguenza, la prole concepita con quegli spermatozoi mostra una risposta alle situazioni di stress più intensa del normale. Il risultato dimostra ancora una volta la trasmissione di meccanismi di regolazione genica da una generazione all'altra
continua...
http://www.lescienze.it/news/2015/10/20/news/mirna_trasmissione_prole_stress_paterno-2810965/

lunedì 27 gennaio 2014

PREVENIRE IL DIABETE ELIMINANDO LO STRESS

Il dott. Nader Butto ci spiega come prevenire l'insorgenza del diabete, riconducendo la persona in un stato di rilassamento e di equilibrio psicofisico

lunedì 13 gennaio 2014

2014 : l'anno delle scelte

Iniziamo chiedendo scusa alla Terra per tutto il dolore che deve sopportare a causa di scelte economiche, politiche, culturali ciniche e suicide; chiediamo perdono a tutti gli esseri senzienti che subiscono i nostri comportamenti aggressivi e distruttivi; ringraziamo tutte le forze del cosmo per mantenerci in vita qui ed ora dandoci sempre la possibilità di cambiare, virando dritti verso il riconoscimento della nostra appartenenza alla Vita che in un eterno amplesso genera infiniti mondi uniti nell'Amore...quello stesso Amor che move il sole e l' altre stelle, cui si riferiva Dante nel Paradiso. ecco le parole chiave del 2014 SCUSA PERDONAMI GRAZIE TI AMO
Ho'oponopono per il tuo Subconscio di hooponoponoitalia

così è e così sia Buon Anno e buon Risveglio

lunedì 7 novembre 2011

LA LINGUA DEI DELFINI

Il gruppo di ricerca guidato da Bruno Diaz Lopez, direttore del Bottlenose Dolphin Research Institute (BDRI), a Golfo Aranci, in Sardegna ha realizzato il piu' completo studio sui suoni emessi dal delfino tursiope, la specie piu' comune e studiata, nonche' piu' usata nei delfinari e dai media, (il delfini che si vedono nelle serie TV e nella pubblicità).
Sono stati identificati, per la prima volta, 14 segnali e una serie di comportamenti ''socialmente complessi'', raccolti in uno lavoro pubblicato dall'americana Nova Science Publishers.

Lo studio iniziato nel 1991 ha seguito la comunità' locale di delfini, circa 23 esemplari, ai quali durante l'estate se ne aggiungono altri provenienti da altre zone, come la Maddalena, per un totale di 62 animali.
Lo studio è stato condotto su animali in libertà, sia in superficie che sott'acqua identificati attraverso una foto della pinna dorsale'.
Dalle conclusioni emerge che i delfini utilizzano un linguaggio complesso fatto di sfumature, dai melodici fischi usati dalle mamme per mantenere il contatto con i cuccioli, ai piu' forti e stridenti impulsi a raffica emessi quando c'e' di mezzo la lotta per il cibo.

Se un gruppo di delfini deve contendersi dei pesci rimasti incastrati in una rete, l'animale dominante emette un impulso a raffica, avvertendo gli altri di abbandonare il campo e cosi' accade.
In questo modo viene ristabilita la gerarchia interna al gruppo, non si arriva allo scontro fisico e soprattutto tutti gli animali hanno ottenuto un risparmio energetico.
Se si fossero scontrati avrebbero perso piu' energia di quanta ne potevano guadagnare dal cibo.

Un'altra scoperta è l'unidirezionalità dei suoni emessi: se un delfino emette un segnale, rivolgendosi solo ad un altro delfino all'interno di un gruppo, il destinatario capisce che il messaggio e' diretto a lui, mentre per i fischi questo discorso non vale, una volta emessi sono diretti a tutti gli animali presenti, come la voce umana.
Sono stati identificati, poi, anche segnali emessi dai maschi, sotto forma di suoni pulsanti, simili a scariche elettriche, dirette all'apparato sessuale femminile, probabilmente per saggiare se sono in fase ovulatoria.

E' emerso un dato interessante: la capacita' che i delfini hanno di scegliere nel branco, un delfino in particolare, in base all' attività che si intende fare, pesca al largo, tra le reti o esplorazioni.
E' come se i delfini decidessero di farsi accompagnare da quegli animali che possono insegnar loro qualcosa, trasferendo così le conoscenze e le pratiche vantaggiose per la comunità .

mercoledì 8 giugno 2011

LA CRISI ANTROPOLOGICA DEGLI ITALIANI: NARCISISTI, AGGRESSIVI E DEPRESSI

E' una "crisi antropologica" quella che stanno vivendo gli italiani.
Il presidente del Censis, Giuseppe De Rita - presentando oggi l'indagine ha messo in risalto l'affermarsi dell'individualismo accompagnato ad una crescente sregolazione delle pulsioni.:
Dal rapporto CENSIS emerge un ritratto della società italiana a tinte fosche.

Gli Italiani sono divenuti più aggressivi, più depressi, più narcisisti, ma soprattutto pensano che, se non rispettano le regole, l'unico giudice a cui devono rispondere è la loro coscienza, a volte particolarmente permissiva.

Tra il 2004 e il 2009, le minacce e le ingiurie sono aumentate del 35,3%, le lesioni e le percosse del 26,5%, i reati sessuali del 26,3%.

In 10 anni, dal 2001 al 2009, il consumo degli antidepressivi è raddoppiato (+114,2%), mentre nel 2010 gli interventi di chirurgia estetica sono stati circa 450 mila.


In crescita anche il consumo di droga (le persone prese in carico nei Sert per consumo di cocaina sono aumentati negli ultimi anni del 2,5%) e i giovani consumatori a rischio di bevande alcoliche (dal 2009 al 2010 sono passati dal 14,9% al 16,6%).

C'é poi una pulsione a una relazionalità virtuale: da settembre 2008 a marzo 2011 gli utenti italiani di Facebook sono passati da 1,3 milioni a 19,2 milioni e ogni giorno vi trascorrono in media 55 minuti.

Secondo l'indagine del Censis, la riduzione del controllo sulle pulsioni si spiega anche con l'atteggiamento individualistico degli italiani nei confronti della società.

L'85,5% del campione (1.500 persone) pensa che l'unico arbitro dei propri comportamenti sia la propria coscienza.

Per il 67,6% le regole non devono soffocare la libertà personale e per il 63,5% (76,9% nel caso dei giovani tra i 18 e i 29 anni) si può essere buoni cattolici anche se non ci si adegua alla morale sessuale della Chiesa.

Interrogati sull'aggressività, 7 italiani su 10 dicono che se non ci si fa rispettare, non si otterrà mai il rispetto; il 48,6% pensa che a volte sia giusto difendersi da solo, anche con le cattive (61,3% tra chi vive nelle grandi città) e il 21,2% ritiene che in un mondo di furbi sia necessario adeguarsi e diventare come gli altri.
Gli italiani sono pronti anche ad accettare compromessi per raggiungere i loro obiettivi (46,4%) e il 16,9% pensa che sia legittimo che una bella donna usi anche il suo corpo per avere successo.

Soprattutto i più giovani, il 44,8% tra i 18-24enni, é convinto che ci siano dei momenti di svago in cui è lecito trasgredire.


Da questi dati emerge una crisi valoriale individuale e collettiva socialmente paralizzante.

La società intesa come casinò dove solo ai bari è permesso giocare, oppure un sistema di regole, leggi e consuetudini assurde, vessatorie e repressive valide solo per coloro che le rispettano.

Questo ci dà a tutti la percezione di essere su un treno che corre su binari dissestati senza macchinista nè meta e con la paura di sfracellarsi tutti si accalcano verso le porte causando più vittime di un probabile, ma non ineluttabile deragliamento.

venerdì 1 ottobre 2010

CUORE AFFRANTO

Fonte ANSA
Il cuore umano si ferma e perde colpi - nel senso organico del termine - di fronte al senso di rifiuto e rigetto sociale.
Un nuovo studio, condotto dall'Universita' di Amsterdam e pubblicato su 'Psychological science'(Usa), rivela come di fronte ad un rifiuto inatteso le persone vengono colpite non solo da stress emotivo ma fisico, misurabile in termini di aumento del cortisolo (l'ormone dello stress), di risposta del sistema parasimpatico e di funzionalita' cardiaca.

lunedì 13 settembre 2010

SI PUO' INVECCHIARE IN BUONA SALUTE

Il costo delle cure sanitarie per gli anziani nei paesi industrializzati dovrebbe essere ricalcolato.
Questa e' la principale conclusione di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi e austriaci, secondo cui il miglioramento della qualita' della vita vissuta dalle persone in questa fascia di eta' rendera' l'investimento necessario per soddisfare le loro esigenze nei prossimi decenni non cosi' elevato come precedentemente si e' stimato, SOPRATTUTTO SE SI METTONO ATTO SIN DA ADESSO STRATEGIE DI PROMOZIONE DELLA SALUTE BASATE SULL'AUTO/ MUTUO AIUTO.
Visto che molti paesi stanno discutendo sulla possibilita' di aumentare l'eta' pensionabile, gli autori di questo studio pubblicato sulla rivista Science, suggeriscono un nuovo metodo per misurare l'invecchiamento.
I ricercatori credono che, piuttosto che basarsi unicamente sull'eta' cronologica, bisognerebbe tenere anche in conto altri fattori come il grado di disabilita' della persona.
Attualmente, spiegano i ricercatori, le previsioni d'invecchiamento tendono a "ignorare il progresso nella speranza di vita e le migliori condizioni di salute degli anziani".
"Questi indicatori - hanno aggiunto i ricercatori - considerano in molti casi che le persone sono piu' anziane quando compiono i 65 anni o anche prima", ha sottolineato.
Tuttavia, secondo gli scienziati, il piu' delle volte le persone di 65 anni non hanno bisogno di cure da parte degli altri. Non solo. Queste persone possono addirittura essere fornitori di assistenza agli altri.
"Se si applicano le misure da noi proposte per calcolare l'invecchiamento e se si tiene conto della maggiore aspettativa di vita e della riduzione del numero di persone affette da handicap legati all'eta', si vede che la popolazione invecchia piu' lentamente di quanto ci aspettavamo", hanno detto i ricercatori. .

mercoledì 28 luglio 2010

SOCIALITA' E SOPRAVVIVENZA

Fonte:AGI
Non avere amici e' pericoloso per la salute esattamente come fumare, essere obesi o eccedere nell'alcol.
Lo rivela uno studio di scienziati statunitensi pubblicato nel sito on-line della rivista PLoS Medicine.
Le persone con saldi legami sociali hanno il 50% in meno di probabilita' di morire piuttosto che quelle solitarie, sostengono i ricercatori della Brigham Young University, in Utah; e tuttavia l'isolamento e' un piaga crescente nel mondo industrializzato, per cui i ricercatori sostengono che i politici dovrebbero aiutare la gente a incrementare i propri rapporti sociali, proprio nell'ambito delle politiche di salute pubblica.
Studi precedenti avevano tra l'altro dimostrato che le persone con minori relazioni sociali muoiono prima di quelli che si relazionano con molti amici, conoscenti o famigliari.
Stavolta gli studiosi hanno analizzato 148 studi precedenti che fornivano dati sulla mortalita' degli individui in rapporto alle loro relazioni sociali, con dati relativi a oltre 308mila individui, seguiti per una media di 7 anni e mezzo.
"La mancanza di relazioni sociali e' l'equivalente di fumare 15 sigarette al giorno", assicura la psicologa Julianne Holt Lunstad, che ha guidato lo studio.
Sulla morte prematura le relazioni sociali hanno un impatto maggiore che prendere farmaci per la pressione alta e molto piu' che l'inquinamento; avere un basso livello di interazione equivale ad essere un alcolizzato ed e' due volte piu' dannoso che l'obesita'.

lunedì 19 aprile 2010

DONNE: RICERCA DELLA FORMA FISICA PERFETTA DIVENTA UN' OSSESSIONE

Le donne hanno la paura inconscia di ingrassare, anche se la loro linea e' perfetta.
Quando infatti vedono una donna in sovrappeso, il loro cervello reagisce negativamente, facendo crescere sentimenti di infelicita' e persino di disgusto per se' stesse.
Lo rileva uno studio dell' America's Brigham Young University pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences.
In genere questi sentmenti negativi di fronte alla vista di una persona in sovrappeso sono tipici delle donne che soffrono di anoressia o di altri disturbi alimentari.
Ma, secondo i ricercatori, capita anche alle donne sane e in forma.
Al contrario, negli uomini non e' stata riscontrata alcuna reazione.
In pratica, lo studio suggerisce che le donne si sentono continuamente sotto pressione per conformarsi a una certa linea anche quando sono magre e felici.
Per arrivare a questi risultati i ricercatori americani hanno utilizzato la risonanza magnetica mentre ai soggetti sono state fatte vedere immagini di persone sconosciute.
Quando le donne hanno visto sconosciute in sovrappeso, si e' innescata una reazione nella parte del cervello legata ai processi di identita' e alla riflessione sul se'.
Non e' stata invece registrata alcuna reazione negli uomini sottoposti allo stesso test.
"Queste donne non hanno mai sofferto di disturbi alimentari", ha assicurato Mark Allen, neuroscienziato che ha coordinato lo studio. "Eppure, sono risultate preoccupate di ingrassare", ha aggiunto.
Ora i ricercatori stanno conducendo uno studio psicologico a lungo termine per migliorare i trattamenti per i disturbi alimentari. .

lunedì 29 marzo 2010

4 milioni di italiani soffrono di STRESS da LAVORO

Fonte: ANSA
Lo stress da lavoro colpisce nell'Unione Europea più di 40 milioni di persone, ovvero circa il 22% dei lavoratori, e rappresenta il secondo problema sanitario in Europa.
E' quanto è emerso nel corso della conferenza dell' European Academy of Occupation Health Psycology, organizzata dall'Ispesl in collaborazione con l'Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, in corso di svolgimento a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana.
I grandi cambiamenti nel mondo del lavoro, a partire dell'introduzione di nuove tecnologie fino alla diffusione di nuove forme contrattuali flessibili, oltre a portare un profondo mutamento dell'organizzazione del lavoro, hanno introdotto anche nuovi rischi lavorativi.
Le cause di insorgenza di stress sono da attribuire ad uno squilibrio cognitivamente percepito tra gli impegni che l'ambiente fisico e sociale impone di fronteggiare e la propria capacità (percepita) di affrontarli; quando si sperimenta una condizione di questo tipo nella realta' lavorativa si parla di stress-lavoro correlato.
La ricerca nel settore ha mostrato che le cause dello stress lavoro-correlato sono molteplici, ma riconducibili principalmente alla tipologia di professione, all'organizzazione del lavoro ed al modo in cui sono gestite le risorse umane nel contesto lavorativo
In Italia, secondo l'Ispesl, sarebbero circa 4 milioni le persone soggette a stress da lavoro.
Nel nostro paese, spiega Sergio Iavicoli, direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro Ispesl, "sono soggette a stress da lavoro categorie tradizionali come le professioni sanitarie, gli insegnanti, e le Forze dell'ordine, anche se di fronte alla frammentazione del mondo del lavoro rimangono coinvolti anche molti lavoratori precari e flessibili e gli over 45".
Per tutti questi soggetti, aggiunge Iavicoli, "il rischio maggiore, oltre ad una serie di disturbi di carattere psicosociale, che spesso portano ad un utilizzo crescente di psicofarmaci, è rappresentato da quelle malattie che poi correlate passano alla fase della somatizzazione, come ad esempio i disturbi gastrointestinali o cardiovascolari".

mercoledì 24 marzo 2010

L'INVIDIA NON FA APPREZARE CIO' CHE SI E' E CIO' CHE SI HA

Fonte:AGI
Da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Warwick e pubblicato sulla rivista Psychological Science è emerso che non basta possedere la casa dei nostri sogni, l'automobile che si sempre desiderata e milioni e milioni di euro in banca per essere felici se i nostri amici sono piu' ricchi di noi.
L'invidia verso gli altri, infatti, rischia di offuscare la soddisfazione di essere benestanti.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato il livello di felicita' di 10 mila persone che hanno preso parte al British Household Panel Survey e li hanno confrontati con i redditi. Ed e' qui che entra in gioco la ricchezza di chi ci sta vicino.
''Il tenore di vita di ogni singolo e' aumentato negli ultimi 40, ma e' salito per tutti'', ha detto Chris Boyce che ha partecipato allo studio. Questo a scapito della felicita' di molti.
''Le nostre automobili - ha continuato - sono piu' veloci oggi, ma i nostri vicini hanno anche auto veloci, quindi non abbiamo nessun vantaggio sulle persone vicine a noi.
Senza la casa piu' grande, o l'auto piu' veloce, non abbiamo la stessa soddisfazione che invece dovremmo avere''.
''Guadagnare 1 milione di sterline all'anno - ha spiegato Boyce - non sembra essere sufficiente per renderti felice se si conoscono amici che ne guadagnano 2 milioni all'anno''.
Secondo i ricercatori, molte persone fanno a gara per guadagnare piu' soldi al costo di non costruire relazioni solide.
''Se tutti devono lavorare sodo per essere meglio degli altri - ha detto Boyce - abbiamo anche meno tempo per fare le cose che potrebbero essere piu' produttive per il nosrro benessere. Come per esempio, passare piu' tempo con i nostri amici, guardare la nostra salute mentale, trascorrere piu' tempo libero''.
Studi precedenti hanno suggerito che il successo degli amici aumenta le probabilita' di sviluppare malattie cardiache, il diabete, le ulcere e la pressione sanguigna alta.
red/Mld .

SAI MENTIRE? HAI LA STOFFA DEL LEADER

Fonte: ANSA
Quello che chi è al potere mente più facilmente non è un luogo comune: secondo uno studio della Columbia Business School in chi ha posizioni di comando le normali reazioni fisiche quando si dice una bugia sono fortemente attenuate, quasi come se il corpo 'non si accorgesse' della falsità.
"Normalmente quando si dice una bugia si hanno emozioni negative e uno stress fisiologico, che causano reazioni come l'agitarsi sulla sedia o l'innalzamento del livello di cortisolo nell'organismo - spiega Dana Carney, uno degli autori delo studio che non è ancora pubblicato ma è disponibile sul sito dell'università - ma in chi ha una posizione di potere questo non avviene, e si riscontrano emozioni e risposte fisiologiche positive. Questo ne fa dei migliori bugiardi".
Per dimostrare questa tesi i ricercatori hanno selezionato 47 volontari dividendoli in leader, a cui era assegnato un grande ufficio, e subordinati che invece avevano un piccolo spazio.
A tutti sono stati assegnati 100 dollari, e metà delle persone ha ricevuto l'ordine di rubarli e di mentire poi all'intervistatore, ignaro del destino del denaro, convincendolo di non averlo fatto.
Osservando le registrazioni delle interviste e misurando il livello di cortisolo dei soggetti è emerso che nel gruppo dei leader non c'era nessun segno di menzogna, compreso l'innalzamento del livello dell'ormone dello stress che è rimasto un decimo di quello dei bugiardi con poco potere.
"In altre parole - conclude lo studio - il potere ha agito come un tampone che ha permesso di mentire più facilmente e con più efficacia. Solo i soggetti con poco potere si sono sentiti male dopo le bugie".

martedì 9 marzo 2010

LA GENEROSITA' E' CONTAGIOSA ... E SI PROPAGA TRA SCONOSCIUTI

(ANSA) - ROMA, 8 MAR -La generosita' e' contagiosa: si propaga da una persona all'altra in un effetto a catena che va oltre la reciprocita'.
Beneficiare di una buona azione che arriva da qualcuno, infatti, ci induce a fare un'altra buona azione verso una terza persona e cosi' via in un domino di generosita' che si propaga.
Lo dimostra uno studio di due atenei Usa che da anni studiano la 'contagiosita'' di condizioni come la solitudine, stati d'animo come la felicita', malattie come l'obesita'.

giovedì 25 febbraio 2010

Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Il maschio del sapiens non è molto dissimile dal cugino scimpanzè, ma il primate umano non rispetta l'estro della femmina, nè le stagioni degli amori e appena vede due semisfere di carne, vere o posticce, non capisce più niente come preso da una incapacità momentanea di intendere e di volere.
Secondo lo studio della Georgia Gwinnett College pubblicato sulla rivista Plos One, le curve di una donna possono avere sugli uomini lo stesso effetto di droga e alcol.
Le figure femminili procaci attiverebbero la parte del cervello associata alle sensazioni di ricompensa.
I ricercatori hanno analizzato un campione di 14 uomini con un'eta' media di 25 anni, invitati a osservare le immagini di 7 donne.
In seguito, sono state mostrate ai soggetti le stesse figure femminili dopo esser state sottoposte a un intervento di chirurgia estetica che consisteva in una ridistribuzione del grasso dalla vita alla parte posteriore, quindi senza mostrare alcun cambiamento sul peso complessivo.
Tramite scansioni cerebrali, i ricercatori hanno scoperto che guardare le immagini delle donne dopo l'intervento ha attivato negli uomini la parte del cervello legata alla ricompensa, comprese le regioni associate alle risposte a droga e alcol.
Questi risultati avrebbero importanti implicazioni sulla spiegazione di alcuni disturbi del comportamento sesuale, aiutandoci a comprendere la porno-dipendenza e i disturbi correlati, come la disfunzione erettile in assenza di pornografia o la compulsione nell'infedelta' sessuale. Gli scienziati hanno infatti scoperto che i cambiamenti nel corpo di una donna possono influenzare le aree del cervello legate alla valutazione visiva di forma e dimensione.
Secondo i ricercatori, la ridistribuzione del peso sul corpo femminile influenza l'idea di bellezza di una donna per via di standard imposti dalla cultura e non dal cervello.
Della serie...
prima di azionare la bocca per la fonazione siete pregati di controllare che il cervello sia attivato e quali programmi sta facendo girare.

giovedì 21 gennaio 2010

I genitori stressati e delusi sul lavoro influenzano negativamente il rendimento scolastico dei propri figli

Secondo una ricerca dell' Accademia della Finlandia, pubblicata sulla rivista European Journal of Developmental Psychology, i genitori che hanno avuto delusioni nella loro carriera lavorativa trasmettono ai figli sentimenti negativi, influenzandone il successo a scuola.

I figli dei genitori delusi, infatti, hanno maggiori probabilita' di perdere interesse nei confronti della scuola.

Diventano cinici e non riescono a stare al passo dei loro compagni.

Secondo i ricercatori finlandesi, la recessione avrebbe aggravato ancora di piu' il problema.

Per arrivare a queste conclusioni sono stati intervistati oltre 500 ragazzi sulla questione.

I sintomi analizzati comprendono la stanchezza, il senso di inadeguatezza e il cinismo nei riguardi della scuola.

I genitori, invece, sono stati invitati a rispondere a domande simili legate pero' al loro lavoro.

Dai risultati e' emerso che i genitori logorati fisicamente ed emotivamente avevano maggiori probabilita' di trasmettere la stessa sorte ai propri figli nella scuola.

Insomma, i padri, le madri e i figli sono risultati essere sulla stessa barca.

Ad aver piu' influenza, hanno sottolineato i ricercatori, e' stato il genitore dello stesso sesso del figlio.