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lunedì 24 ottobre 2016

Quando il cervello prende delle brutte pieghe

Quando diciamo che dobbiamo essere noi per primi ad operare quei cambiamenti positivi ed evolutivi che vorremmo si realizzassero nel mondo, non intendiamo solo un'enunciazione etica, intendiamo che come dimostra questa ricerca appena pubblicata che il cervello più si abitua a comportamenti disonesti più è portato a ripeterli.

È possibile che il cervello si adatti a comportamenti via via più scorretti? Secondo una ricerca effettuata al Dipartimento di psicologia sperimentale dello University College of London (UCL) e ora pubblicata su Nature Neuroscience, le persone che agiscono in maniera disonesta una volta potrebbero più facilmente prendere decisioni disoneste in futuro, a causa di un meccanismo cerebrale che riduce nel tempo la sensazione di comportarsi ingiustamente.

La capacità delle regioni del cervello di diminuire progressivamente la propria attività in risposta a una situazione che si ripete nel tempo è un processo noto come adattamento e può verificarsi in presenza sia di stimoli di natura sensoriale (come un odore o un suono) sia di stimoli che richiedono un'elaborazione cognitiva più complessa (come quelli che generano un'emozione). 
Per esempio, è grazie all'adattamento sensoriale se quando ci troviamo in una stanza dove c’è cattivo odore, dopo un po’ smettiamo di percepirlo.

Continua...http://www.lescienze.it/news/2016/10/24/news/disonesta_adattamento_cervello_amigdala-3283556/

sabato 23 gennaio 2016

LE ABITUDINI CREANO CIRCUITI NEURONALI

I segni di un'abitudine comportamentale sono ben evidenti in specifici circuiti del cervello che mostrano un'attivazione stabile e duratura. 
Lo ha scoperto una ricerca su topi, che ha mostrato quanto sia difficile farla finita con un'abitudine anche a livello cerebrale.


http://www.lescienze.it/news/2016/01/22/news/abitudini_circuiti_cerebrali-2938624/

lunedì 3 novembre 2014

sabato 23 novembre 2013

Come il cervello filtra le informazioni determina il QI

Le persone con alti punteggi nei test per il quoziente d'intelligenza (QI) elaborano le informazioni sensoriali in modo diverso da chi ottiene punteggi più bassi. A dimostrarlo è una ricerca - la prima in assoluto a stabilire una correlazione fra un test di tipo puramente sensoriale e il QI – condotta da un gruppo di psicologi dell'Università di Rochester che firma un articolo pubblicato su “Science”.

I ricercatori hanno messo a punto un test visivo i cui risultati mostrano che nella percezione di oggetti in movimento il cervello delle persone con alto quoziente intellettivo sono più selettive, riuscendo a sopprimere automaticamente eventuali movimenti meno rilevanti presenti in quello che è lo sfondo del centro di attenzione. 

sabato 6 luglio 2013

Il computer che legge il cervello sulle tracce dell'etica neuronale

Se perdoniamo, alla fine facciamo innanzi tutto un favore a noi stessi. 
Insomma, si può dire che il perdono è una sorta di analgesico naturale, un rimedio auto-curativo che aiuta a star meglio e permette all’organismo di recuperare un sano equilibrio psicofisico.
Questo è solo uno dei tanti sorprendenti risultati del lavoro condotto dall'Unità operativa di psicologia clinica dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e dal Laboratorio di biochimica clinica e biologia molecolare dell’Università di Pisa entrambi diretti dal professor Pietro Pietrini.
Grazie alla risonanza magnetica cerebrale funzionale si può  osservare cosa avviene nella testa di una persona ogni volta che deve decidere tra bene o male. 
Studiando le basi cerebrali delle emozioni e del giudizio morale, la ricerca getta nuova luce sul 'funzionamento morale' della mente umana.
L’ approccio neuroscientifico tenta in questo modo di dare risposte a quelli che per millenni sono stati i grandi enigmi della filosofia: come nasce il pensiero, cos’è la coscienza, da cosa è dettato il libero arbitrio e come sono regolati i rapporti mente-corpo.

sabato 9 febbraio 2013

Il cervello è una macchina per la felicità

"L'essere umano è biologicamente strutturato per essere felice: il cervello è un vero e proprio calcolatore alla ricerca di 'premi' 

Neurologia, Shimon Edelman: “Il cervello è una macchina per la felicità” - Il Fatto Quotidiano

martedì 6 novembre 2012

Test del DNA per scoprire se siamo soggetti al Morbo di Alzheimer

Gli scienziati del Banner Alzheimer's Institute in Arizona, della Boston University e della University of Antioquia hanno studiato 44 adulti di età compresa tra i 18 e 26 anni, sottoponendoli a risonanze magnetiche, analisi del sangue e del liquido cerebrospinale (Csf) scoprendo così che circa il 30% del campione - tutti soggetti senza segni clinici della malattia - aveva nel patrimonio genetico la mutazione di PSEN1 e con ogni probabilità è destinato a sviluppare la malattia neuro-degenerativa in un'età insolitamente giovane, collocata intorno ai 45 anni. Oltre alla gene mutato, i ricercatori hanno anche identificato altri indicatori: i soggetti predisposti alla malattia, ad esempio, presentano un'attività elettrica maggiore nell'ippocampo, area deputata alla memoria, e nel paraippocampo, e una minor volume cerebrale in altre zone del cervello. Altro segnale è la maggiore presenza nel liquido cerebrospinale (Csf) di beta-amiloide, proteina tossica che “soffoca” i neuroni ed è la principale responsabile dello sviluppo dell'Alzheimer, comportando la perdita di memoria e difficoltà cognitive.  

continua... Scovare l'Alzheimer a 20 anni - Salute 24 - Il Sole 24 Ore

giovedì 7 giugno 2012

La mente e le onde-pensiero

  La mente sembra intelligente e conscia.… non è così. E’ soltanto uno strumento di conoscenza che abbiamo a disposizione.
La mente e le onde-pensiero

5-6 giugno 2012: IL VARCO PER L’ETERNITA’

Gli eventi di maggio indicano un bivio tra chi crede ancora alla lotta bipolare, funzionale al potere e chi, invece, si rende conto che è una commedia, giunta ormai alle ultime battute. La VITA non fa elezioni, fa selezione, in fondo un’auto-selezione, una scelta tra due modi diversi di percepire. Quello vecchio usa solo la mente minoreche si agita tra memorie false del passato e l’ansia per il futuro. Il modo nuovo opera nel presente, coltiva l’armonia tra eros e psiche, partecipa con gioia ed entusiasmo alla grande avventura predisposta dalla VITA.

La scelta tra i due modi è individuale e libera, dipendente solo dalla propria volontà.


5-6 giugno 2012: IL VARCO PER L’ETERNITA’ | Giuliana Conforto

giovedì 12 gennaio 2012

Gli effetti positivi della nicotina sul cervello

“I risultati confermano le scoperte della ricerca neurobiologica sui modelli animali, che evidenziano il ruolo cruciale della nicotina nel trattamento dei principali sintomi del Parkinson, come i disturbi della memoria e le discinesie motorie”, spiega Alberto Zani, ricercatore Ibfm-Cnr di Milano-Segrate. “In particolare, sono stati osservati un gruppo di non-fumatori e uno di giovani fumatori (7-20 sigarette per die; concentrazione plasmatica minima di nicotina = 0,062 mg), bilanciati dal punto di vista dello stato psicofisico e del livello culturale”.

sabato 24 dicembre 2011

Il corpo umano: Il cervello

come funziona l'hard ware...e i suoi devices..i 5 sensi ed altre applicazioni scaricabili wifi
Il corpo umano Il cervello - YouTube:

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mercoledì 23 febbraio 2011

USO DEL CELLULARE MODIFICA L'ATTIVITA' CELEBRARE

Le telefonate lunghe col cellulare modificano l'attività del cervello nelle zone limitrofe alla posizione dell'antenna del telefono ma non è chiaro se questo cambiamento di attività abbia dei significati dal punto di vista della salute.
E' quanto dimostra uno studio di Nora Volkow del National Institutes of Health di Bethesda: una telefonata lunga 50 minuti cambia il livello di attivazione di certe aree neurali in corrispondenza dell'antenna del telefono, come è riscontrabile misurando il metabolismo dello zucchero in quelle aree.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista dell'Associazione Nazionale dei Medici Americani 'JAMA'.
La possibilità che i telefonini facciano male alla salute e aumentino il rischio di cancro al cervello è oggetto di indagine ormai da molti anni e vari studi hanno smentito o avvalorato a più riprese tale ipotesi.
Lo studio Usa è stato teso, invece, non a vedere gli effetti clinici del cellulare ma piuttosto gli effetti sul cervello in sé.
Gli esperti hanno chiesto a 47 volontari di tenere per 50 minuti un cellulare acceso (ma senza suono) su un orecchio e uno spento sull'altro (il test è stato ripetuto due volte invertendo l'orecchio su cui era poggiato il telefonino acceso); poi hanno misurato con la PET (tomografia) il metabolismo del cervello.
Più precisamente gli esperti hanno usato come indicatore dell'attività cerebrale il metabolismo dello zucchero (glucosio); più glucosio viene consumato più il cervello è attivo.
E' emerso che nella corteccia orbitofrontale e temporale sul lato del cervello su cui era poggiato il cellulare acceso è aumentato in misura significativa (circa del 7%) il metabolismo dello zucchero. Servono però nuovi studi, concludono i ricercatori, per capire i potenziali effetti a lungo termine per la salute di queste alterazioni.

lunedì 7 giugno 2010

IL COLESTEROLO...LO CONTROLLA IL CERVELLO

Fonte ANSA
Il colesterolo nel sangue viene controllato a distanza da un telecomando molecolare nel cervello.
La scoperta pubblicata su Nature Neuroscience, potrebbe condurre a nuovi farmaci anticolesterolo che agiscano in modo molto diverso dalle statine, oggi usate da milioni di persone.
Gli esperti della University of Cincinnati si sono accorti che l'ormone dell'appetito (grelina) nel cervello, spegnendo un recettore nell'ipotalamo, fa salire il livello di colesterolo nel sangue.