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martedì 26 aprile 2011

PIOGLITAZONE:IL FARMACO PER IL DIABETE CHE CURA L'ALCOLISMO

Fonte: ANSA

Farmaci antidiabete per curare l'alcolismo: e' la strada tracciata da uno studio condotto dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Roberto Ciccocioppo dell'Universita' di Camerino, in collaborazione con i ricercatori americani del National Institute of Health.
Il trattamento con pioglitazone, un farmaco utilizzato nella terapia antidiabetica, ha dimostrato efficacia nel trattamento della dipendenza da alcol.
Lo studio e' stato pubblicato da 'Biological psychiatry'.

lunedì 23 agosto 2010

Una pianta blocca la dipendenza da cocaina

Fonte: salute.agi.it
La Pueraria, una pianta leguminosa originaria del Giappone, elimina la dipendenza da cocaina. Secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine, la Pueraria nei test condotti sui ratti ha eliminato la loro dipendenza dalla cocaina. L'estratto sintetico chiamato 'inibitore della aldeide-deidrogenasi-2' o ALDH2i alza i liveli di tetraidropapaveroline (Thp) annullando il craving tipico della dipendenza da cocaina.

mercoledì 21 aprile 2010

ARRIVA LA SIGARETTA ELETTRONICA SENZA NICOTINA: SE FARE FUMO TI RENDE FELICE

Sta iniziando anche in Italia la moda della Sigaretta Elettronica che si compra in farmacia per smettere di fumare tabacco, per ridurne il consumo, per poter fumare dovunque.
Un'idea geniale soprattutto per quei fumatori che non resistono al contatto fisico con la sigaretta e alla gestualità che vi si associa (prenderla dal pacchetto, tenerla tra le dita, giocherellarci, portarla alla bocca...) che venne ad Hon Link, un ingegnere cinese, nel 2004 quando ne depositò il brevetto.
La sigaretta elettronica è formata da un filtro che contiene acqua distillata ed aromi, un atomizzatore e la sigaretta.
Sull'estremità della sigaretta vi è un diodo elettronico che si illumina durante l'aspirazione.
Quando si aspira si chiude il contatto e viene generata aria calda che, con l'acqua distillata, genera vapore che sembra il fumo di una normale sigaretta.
Il fumatore quindi ha la sensazione di fumare, ma non aspira le sostanze cancerogene delle sigarette tradizionali e non assimila nicotina.
Se invece non si vuole smettere di assumere nicotina, sul mercato e sul web sono disponibili filtri con nicotina, da utilizzare sia per scalare la quantità giornaliera di nicotina assunta, sia per assumere nicotina evitando gli effetti nocivi della combustione di carta e tabacco.
Oggi che l'uso della sigaretta elettronica si sta diffondendo in tutto il mondo, i consumatori e i medici si interrogano non solo sull'efficacia di questo dispositivo per far smettere di fumare ma anche sulla sua sicurezza.
Se ne è occupato in febbraio 2009 anche New Scientist con un articolo che riassume quello che sappiamo sull'argomento.
In sintesi, per quanto riguarda l'efficacia, l' Organizzazione Mondiale per la Sanità ha rilasciato una nota ufficiale nel settembre del 2008 nella quale dichiara che la sigaretta elettronica non è considerato uno strumento terapeutico per coloro che vogliano smettere di fumare, mentre per quanto riguarda la sicurezza, sempre dall'OMS ha specificato in un nuovo rapporto, presentato nel novembre del 2008, che la sigaretta elettronica con filtri alla nicotina espone alla stessa quantità di prodotto contenuta nel cerotto e quindi, se quest'ultimo non è considerato pericoloso non si può considerare tale neppure la sigaretta.
Inoltre è accertato che il dispositivo non produce danni da fumo passivo, ma questo non può cambiare le leggi sul divieto di fumare in locali pubblici perché viene applicato il principio di precauzione.
L'OMS, propone quindi che la sigaretta elettronica venga venduta solo in farmacia ma senza considerarla almeno per il momento un'indicazione terapeutica.

giovedì 7 gennaio 2010

Progettata sostanza alternativa all'alcol per uno sballo soft e legale

Sviluppato un sostituto artificiale dell'alcol, che da' una sensazione di ubriachezza ma senza lasciare il bevitore con un grosso mal di testa e una sbornia da smaltire il giorno dopo.
A realizzarlo e' stato un team di esperti farmaceutici dell' Imperial College di Londra, guidato dal professor David Nutt.
La nuova sostanza, gia' testata con successo su alcuni volontari, utilizza delle sostanze chimiche simili al diazepam (Valium- Ansiolin).
E' una sostanza incolore, insapore e priva di effetti collaterali indesiderati.
Crea una sensazione di ubriachezza paragonabile a quella dell'alcol, rilassando la muscolatura, ma anche se si eccede nel berla, si rimane solo mediamente ubriachi, e non si soffre della sbornia del giorno dopo.
Nutt, che e' stato anche consulente governativo, spera con questo nuovo prodotto di creare una buona alternativa all'alcol, che potra' rimpiazzarlo in bibite come birra, vino e liquori.
L'uso di questa sostanza potrebbe ridurre il problema dell'abuso di alcolici in Gran Bretagna, un problema che costa a questo paese 3 miliardi di sterline all'anno.
Potrebbe anche ridurre il numero di morti a causa dell'avvelenamento da alcool.
Tuttavia altri farmacologi ritengono che la nuova sostanza sarebbe classificata come medicinale, impedendo cosi' il suo libero utilizzo nelle bevande.

giovedì 22 ottobre 2009

ROSSETTO TESTA LA PRESENZA DI SOSTANZE PSICOTROPE

Dalla Gran Bretagna giunge l'ultima novità: il gloss antisturpo.

Si chiama 2 Love My Lips ed è la nuova arma delle donne contro i malintenzionati che mettono SOSTANZE PSICOTROPE nelle bevande delle ragazze per far loro perdere il controllo e costringerle a subire un atto sessuale.

Basta leggere le ultime statistiche relative alle violenze sessuali, tentate o andate disgraziatamente a segno per comprendere quanto le donne siano divenute sensibili al tema della sicurezza: le vendite degli spray per allontanare eventuali molestatori sono più che raddoppiate.

L'idea di creare un prodotto che venisse in aiuto alle donne è venuto alla società 2LoveMyLips dopo aver letto i dati preoccupanti forniti dalla Fondazione Roofie, nota per il suo impegno sul fronte della violenza sessuale di cui le donne sono troppo spesso vittime.

Secondo studi dell'associazione sarebbero circa 9.887 le inglesi vittime di stupro.

Inoltre la violenza prende spesso la solita strada.

Si va in discoteca per divertirsi, per fare nuove conoscenze, per ballare e si beve un po' più del dovuto.

Ed è proprio nelle bibite che si annida il pericolo.

Spesso i molestatori usano proprio le bevande come mezzo per circuire le inconsapevoli vittime. Capita purtroppo che al cocktail preferito vengano aggiunte sostanze stupefacenti (drink spiking) cha fanno perdere il controllo alla futura vittima.

Ed è proprio in questa fase che entra in gioco il nuovo lipstick antistupro.

Basta metterselo come un normale rossetto e appoggiare le labbra sul bordo del bicchiere.

Se diventa blu vuol dire che la bibita è sospetta.

Il rossetto contiene particolari reagenti che al contatto con l'alcol e sostanze quali ketamina, GHB, polvere degli angeli (PCP) etc.. ne fanno cambiare il colore.

SOSTANZE RILEVATE SU VITTIME DI VIOLENZA CARNALE

La Ketamina (RS)-2-(2-clorofenil)-2-metilammino-cicloesan-1-one) è un anestetico dissociativo per uso veterinario ed umano.

Per l'assunzione cronica a scopo stupefacente che nell’uomo induce dipendenza, è stata invece evidenziata una riduzione delle capacità mnestiche, in particolare della memoria a breve termine e intensi sintomi psichiatrici.

Il PCP appartiene al gruppo delle fenciclidine, un gruppo di anestetici psichedelici ancor oggi utilizzati in medicina veterinaria.

Sul GHB (Gamma-idrossibutirato) c'è una vasta letteratura che lo indica anche nel nostro paese come la sostanza più usata (disciolta nei drinks) nei casi di violenza carnale.

Il GBH è un componente presente naturalmente nel nostro metabolismo come in quello di tutti i mammiferi viventi concentrato, soprattutto, nell’ipotalamo, nei gangli basali, nei reni, nel cuore, nei muscoli e nelle masse grasse.

Si trova, solitamente, in forma di liquido incolore e inodore, denso e con un sapore leggermente salato, contenuto in bottigliette di plastica o sotto forma di polvere bianca (da bere disciolta in un liquido) o in pastiglie.

In campo medico è usato come anestetico chirurgico, per la cura della alcool-dipendenza e della dipendenza da oppiacei. Viene usato come stimolante anche nel mondo dello sport e ricade sotto la categoria Doping.

Il GHB è una sostanza con effetti molto differenti da persona a persona. Estremamente difficile è, inoltre, la sua “gestione” poiché, anche piccoli aumenti della dose possono condurre ad effetti completamente inaspettati e differenti da quelli preventivati. Gli effetti cominciano generalmente a distanza di 5-10 minuti dall’ingestione e durano da una a 3 ore circa.

A basse dosi (circa 1-2 gr equivalenti ad un cucchiaino di polvere) presenta effetti molto simili a quelli degli alcolici: i consumatori riportano sensazioni di disinibizione, piacere diffuso, rilassamento e tranquillità, sensualità, euforia e tendenza a verbalizzare; ma alla fine dell'effetto si ha ricordi confusi e scarsi delle ore precedenti.

Quindi donne attente ....non accettate bicchierini dagli sconosciuti e non lasciate il vostro bicchiere incustudito in discoteca.

martedì 6 ottobre 2009

UN VACCINO PER RISOLVERE LA DIPENDENZA DA COCAINA

Funziona il vaccino terapeutico anti-coca in fase di sperimentazione su pazienti: riduce il consumo della droga (anche della meta').
Gli effetti durano due mesi.
Il preparato fa innalzare la concentrazione di anticorpi specifici contro la cocaina.
Lo dimostra uno studio clinico su 115 cocainomani dalla Yale University School of Medicine a New Haven e del Veterans Affairs Connecticut Healthcare System di West Haven, guidati dalla ricercatrice Bridget Martell e pubblicato nella rivista scientifica Archives of General Psychiatry. All'esperimento e' stato sottoposto un gruppo di 115 soggetti dipendenti da cocaina.
Divisi in due gruppi, 58 soggetti sono stati sottoposti a 5 vaccinazioni, mentre ad altri 57 individui e' stato somministrato il placebo: tra coloro che hanno portato a termine il ciclo di vaccinazione il 38% ha prodotto livelli di anticorpi sufficienti a resistere alla tentazione per due mesi.
''Il trattamento ottimale - scrivono gli autori - richiedera' probabilmente ripetute vaccinazioni di richiamo per mantenere adeguati i livelli di anticorpi anti-cocaina''. .
La cocaina così non raggiunge il cervello e non si innescano le sensazioni di piacere che instaurano la dipendenza.
Per approfondimenti:

sabato 19 settembre 2009

Abuso di alcol:3000 morti all'anno, i divieti non servono se non trattiamo la radice del problema.

Fonte:http://dilatua.libero.it/attualita/
La III causa di morte in Italia è l'abuso di alcol - 3000 morti l'anno - mentre in Europa è la prima causa di morte per gli under 30: una strage silenziosa, di cui si parla troppo poco, o a sproposito.
Un problema, questo, che colpisce al cuore la società, dal momento che sono sempre di più le donne e i giovanissimi ad attaccarsi alla bottiglia.
L'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Istituto Superiore di Sanità, stima che in Italia sono a rischio alcolismo circa 1.500.000 ragazzi tra gli 11 e i 24 anni: tra i minorenni il 22,4% dei ragazzi e il 13% delle ragazze consuma alcol in modo rischioso; dai 19 ai 24 lo fa il 25,3% dei maschi e il 10,4% delle femmine.
Bevono per sballare, per farsi coraggio, per dimenticare, per integrarsi nel gruppo.
Rispetto alla droga, il consumo eccessivo di vino birra e liquori è più "socialmente tollerato" ma non meno pericoloso.
Anche le donne ci cascano, come emerge dal Libro Bianco di O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna): in questi casi l'alcolismo spesso si pratica da sole, di nascosto, per superare le frustrazioni e i dispiaceri. E così capita che i familiari se ne accorgano soltanto quando ormai la situazione è compromessa.
Le ricadute sociali dell'alcolismo sono facilmente intuibili e aggravano ulteriormente il quadro: basti pensare agli atti di violenza, o alle povere vittime della altrui guida in stato di ebbrezza.
Ciò nonostante, le campagne di prevenzione e di informazione sui pericoli della bottiglia scarseggiano, e le misure anti-alcol molti comuni, a partire da Milano, hanno approvato ordinanze che vietano la vendita ai minori di 16 anni -, sono assolutamente inadeguate per affrontare le cause del problema.
Anche la riduzione da 0,5 mg/l a zero del tasso alcolico nel sangue per potersi mettere alla guida ha suscitato giustificate critiche: chi incappa nell'inflazione deve subire pene esemplari per compensare il problema della mancanza di controlli, ma anche la Coldiretti è partita all'attacco "Basta demonizzare il vino, così crollerà il mercato" rincuorata dalle rassicurazioni del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia, che ha affermato: -Dovranno passare sul mio corpo, finché sarò ministro non accadrà! -
Figuriamoci chi può togliere i grapin ai militanti della Lega, anche se sull'alcol la politica è bipartisan.
Come mi diceva 30 anni fa un morfinomane: -Il problema di noi poveri morfinomani è che siamo classificati tossicodipendenti e per questo sanzionati e puniti, da un gruppo sociale compatto di alcolisti-alcolizzati-

giovedì 16 luglio 2009

Secondo una ricerca sperimentale americana il THC contrasterebbe la dipendenza da morfina ed eroina

Noi lo diciamo da anni perchè lo abbiamo oservato sugli umani e non sulle cavie.
Secondo la normativa vigente in Italia, la cannabis indica e suoi derivati sono considerate sostanze illegali e quindi acquisibili solo attraverso il mercato nero degli stupefacenti, quindi la contiguità merceologica con altre sostanze psicotrope come cocaina, eroina, smarts drugs etcc..è la causa primaria dell'introduzione alla poli-assunzione.
Questo è lo scenario : si inizia con fumare qualche spinello fra amici, poi un giorno in piazza non si trova il "fumo" e si risolve la serata bevendo birra e facendosi un tiro di coca.
Questo è il tran tran del sabato sera di molti ragazzi che poi si schiantano con le auto lanciate a forte velocità.
Ai tempi freaks il consumo individuale di cannabis era sicuramente maggiore, ma non si assisteva alle stragi del sabato sera. Chi fumava difficilmente beveva o faceva uso di oppiacei, addirittura alcuni non fumavano nemmeno le sigarette. Alla fine degli anni '70 nelle piazze c'è stata l'inondazione di morfina farmaceutica e successivamente di eroina mentre veniva fortemente represso e contrastato il possesso ed il consumo di hashish e maijuana.
Tutto il resto è storia recente: i dati sono da ecatombe.
Migliaia di morti per malattie infettive emo-trasmissibili , migliaia di morti all'anno per incidenti stradali... almeno due generazioni fatte fuori e i sopravvissuti sono acciaccati come i veterani di guerra. Perchè proprio di una guerra si è trattato e le prime vittime sono state proprio la Scienza e la Coscienza.
Ed ecco adesso la ricerca del prestigioso Laboratory for Physiopathology of Diseases of the Central Nervous System, riportata oggi su http://salute.agi.it/:
-"Esperimenti sui ratti di laboratorio hanno mostrato che un'iniezione di THC, il principio attivo della cannabis, contrasta gli effetti della dipendenza dagli oppiacei.
Questa scoperta, secondo i ricercatori, potra' portare a dei nuovi trattamenti di sostituzione alternativi a quelli esistenti. "Abbiamo studiato gli effetti della dipendenza da oppiacei su ratti che sono stati tolti alle loro madri in giovane eta'", ha spiegato Valerie Dauge' del Laboratory for Physiopathology of Diseases of the Central Nervous System, a capo della ricerca.
"Questa situazione causa molto stress nei ratti, e causa disturbi comportamentali che portano alla dipendenza da sostanze oppiacee", ha aggiunto. Delle iniezioni sistematiche di THC, tuttavia, hanno evitato l'insorgere della dipendenza. "I ratti che assumevano THC non sviluppavano il tipico comportamento da dipendenza da morfina. Le regioni del loro cervello implicate nella dipendenza da sostanze hanno ripreso la loro attivita' normale: anche i dati molecolari lo confermano", ha detto Dauge'.
Simili modelli di comportamento sviluppati sugli animali possono essere usati per comprendere i meccanismi della dipendenza nell'uomo. "Potremo sviluppare delle nuove terapie sostitutive utili per contrastare l'effetto della dipendenza con sostanze alternative", ha concluso la ricercatrice."-

giovedì 25 giugno 2009

Droga, reprimere non serve

Cambio di rotta dell'Onu nel raporto 2009: nella lotta alla droga, la repressione nei confronti dei consumatori non serve.
Anzi, talvolta va a tutto vantaggio dei trafficanti, vero cancro da estirpare.
Un'apertura alla liberalizzazione?
Non proprio, visto che l'agenzia precisa nelle prime righe del rapporto 2009 Unodc:
«La droga continua a essere una minaccia per la salute legalizzare le droghe sarebbe un errore storico».
Resta il fatto che in cento anni di lotta all'uso degli stupefacenti, il consumo resta un problema globale: magari cambiando più volte nella forma e nel contenuto, ma non nella sostanza.
Per l'agenzia delle Nazioni Unite sulle droghe e il crimine serve però «meno impegno della polizia con gli utenti, più sforzo con i trafficanti».
Insomma: il traffico va combattuto con più vigore del consumo.
«Il crimine organizzato - si legge nell'introduzione del rapporto - non scomparirà con la legalizzazione della droga», ma anche il fatto stesso che sia stata presa in considerazione una tale alternativa è una piccola rivoluzione. In questi anni il ritratto del consumatore è molto cambiato:
dall'eroinomane degli anni 70-80, all'esplosione della cocaina e delle sostanze sintetiche degli ultimi anni.
Nel rapporto di quest'anno si registra un calo del mercato mondiale di cocaina, oppiacei e cannabis: la marijuana rimane la pianta più coltivata e usata in tutto il mondo, per le sue proprietà psicoattive .
In forte aumento della produzione e del consumo di droghe sintetiche (le anfetamine, le metanfetamine e l'ecstasy), con un vero e proprio boom nei paesi in via di sviluppo.
Certo è che tra psicofarmaci, alcol, sostanze psicotrope ad uso ricreativo, additivi, alimenti contraffatti , scie chimiche...
...una domanda sorge spontanea: quante sono le persone che in Italia possono definirsi non dopate?

giovedì 28 maggio 2009

Smart drugs prima degli esami per aumentare la performance: effetti sgradevoli e nocivi nel breve, medio e lungo periodo

Info: www.cnr.it
Passato di moda il vecchio 'caffè dello studente', oggi si ricorre sempre più spesso a sostanze che sebbene legali hanno un effetto dopante e conseguenze rilevanti nel breve e lungo periodo.
(Adnkronos: Roma, 25 mag) -
Scatta il conto alla rovescia per le decine di migliaia di studenti italiani che affronteranno a breve il fatidico esame di maturita'. E dalla comunita' scientifica del Cnr scatta l'allarme per gli esami dopati.
Se in passato per resistere alle nottate sui libri gli studenti si limitavano ad aumentare la dose quotidiana di caffe', confidando nelle sue proprieta' stimolanti, oggi, infatti, in prossimita' di una prova d'esame alcuni fanno ricorso alle 'smart drugs', sostanze legali ma dall'effetto dopante e nocivo.
Perche', spiegano i neuroscienziati, se nell'immediato 'regalano' una maggiore efficienza mentale, dopo qualche giorno gli effetti svaniscono, provocando dipendenza e danni gravi alla memoria.
"I cosiddetti nootropi (dal greco noos=mente e tropein=verso) o 'cognitive enhancers', sono prodotti in grado di aumentare le capacita' cognitive.
Questa categoria -spiega Anna Lisa Muntoni dell'Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Cagliari- comprende svariate sostanze psicoattive, sia di sintesi che naturali, efficaci non solo nei pazienti con disturbi neurologici o cognitivi, per i quali sono nate, ma anche in persone sane".
"In pratica, l'uso delle 'smart drugs' -prosegue Muntoni- migliora i processi cerebrali che sottendono l'attivita' mentale come attenzione, concentrazione, percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, motivazione, capacita' organizzativa e decisionale".
Ma sempre piu' spesso questi farmaci sono assunti al di fuori della prescrizione medica.
"Stimolanti come metilfenidato, destroanfetamina e modafinil, normalmente prescritti per la terapia del disturbo da deficit di attenzione e iperattivita' (Adhd), dell'autismo e di disturbi del sonno -prosegue Muntoni- si possono acquistare anche online e vengono presi in dosi massicce dagli studenti, soprattutto alla vigilia degli esami".
"Queste sostanze -spiega ancora la neuroscienziata del Cnr, Muntoni- agiscono fondamentalmente aumentando i livelli cerebrali dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina.
In questo modo, da un lato migliorano le capacita' di concentrazione e di elaborazione delle informazioni, i livelli di allerta e di attenzione, la motivazione allo studio, e, dall'altro, riducono le sensazioni di sonno, fame e fatica.
Di qui la tendenza ad abusarne per migliorare le proprie prestazioni e prendere voti piu' alti".
Un'abitudine insana e pericolosa poiche' per la maggior parte di tali droghe non si conoscono gli effetti a lungo termine nei soggetti sani.
"In generale, disturbano i meccanismi del sonno -precisa la ricercatrice dell'In-Cnr- vanificando dopo qualche giorno la loro azione e mettendo a repentaglio la memoria. Una buona qualita' del sonno e' infatti indispensabile per immagazzinare le informazioni e consolidare i ricordi". E i pericoli non finiscono qui.
"Altri effetti collaterali -riferisce Muntone- sono rappresentati da diminuzione dell'appetito, perdita di peso, ansia e irritabilita'. Per quanto riguarda il problema della dipendenza, gli stimolanti metilfenidato e anfetamina, amplificando le azioni della dopamina, rendono piu' interessanti e gratificanti lo studio e le attivita' quotidiane e cio' puo' portare all'uso compulsivo e alla dipendenza".

mercoledì 16 aprile 2008

Cervello e gratificazione

Piacere e dolore
di: Paolo Manzelli/University of Florence
http://www.unifi.it/
La osservazione del cervello, mediante la risonanza magnetica funzionale , ha reso possibile esaminare i processi neuronali che sottendono alle emozioni e ai sentimenti.

L'attività cerebrale corrispondente a un intenso coinvolgimento emotivo sia di piacere che di dolore viene registrata prevalentemente nell'area centrale del cervello (Sistema Limbico) la dove viene prodotta “dopamina” dai neuroni dopaminergergici del Nucleo Acumbens (NA) e nell'area VTA (Ventral Tegmental Area). Queste aree del cervello sono pertanto particolarmente ricche di “dopamina”, che ad alti livelli di concentrazione produce attenzione e tensione verso nuovi stimoli emotivi, che vanno dall'ira, rabbia, frustrazione e tristezza, ed al contrario producono sensazioni di sollievo benessere piacere e gratificazione a seconda del livelli significativi di integrazione con le varie aree cerebrali superiori (Corteccia cerebrale) e sottostanti (Aree sotto Talamiche) che guidano rispettivamente la ragione o le pulsioni.

Il crocevia tra le sensazioni contrapposte di dolore e di piacere convergono principalmente nel nucleo della attenzione “Nucleus Acumbens” che reagisce come interruttore cerebrale alle sensazioni piacevoli e gratificanti, riflettendo oltre un certo limite, tutto il complesso attivazioni e reazioni, dirigendolo nella direzione opposta delle sensazioni dolorose che vanno ad impegnare in modo diverso la attività di integrazione delle aree cerebrali.

Pertanto il ruolo chiave associato al “Nucleus Acumbens” permette di organizzare gli equilibri necessari ad effettuare una stretta correlazione di integrazione e scambio informativo efficace tra il sistema libico e la corteccia e le sezioni piu ancestrali del nostro cervello.

Le “droghe” e ogni altro elemento cognitivo o emotivo che vada esaltare ed alterare il normale funzionamento del sistema di regolazione reattiva tra “dolore e piacere”, altera in modo più o meno permanente le varie possibilità di integrazione cerebrale e quindi tende ad inibire la plasticità cerebrale e con essa il controllo del nostro comportamento ivi compresa la alterazione delle modalità di pensiero.

In particolare le “droghe” vanno a generare un derivato pulsionale della gratificazione che è generato da uno squilibrio delle integrazione rivolto principalmente alle attività sotto talamiche di indole irrazionale, generando una dipendenza che tende ad escutere fino allo sballo della capacità di intendere e di volere generata dalla più completa integrazione delle attività cerebrali superiori.

La vulnerabilità del nostro sistema di ri-orientamento e stimolazione delle diverse possibilità di integrazione cerebrale rende facile per ciascuno di noi lo sfuggire al controllo equilibrato e personale della propria attività cerebrale. La stessa gratificazione eccessiva può causare una eccitazione eccessiva che genera condizionamento temporaneo o peggio dipendenza e ciò vale anche per le forme più elevate del sentire umano come l'amore.

La potenzialità reagire appropriatamente alle diverse forme di alterazione degli equilibri dinamici dei sistema di integrazione cerebrale ha certamente una sua ancora di salvezza nella miglior conoscenza del funzionamento del sistema che per acquisire valore deve essere personalizzato da una attività cosciente tesa a conoscere se stessi le proprie pulsioni ed emozioni per acuire le proprie capacita di ragionevolezza.

Interazioni del Cibo e droghe

di: Donata Allegri

Ricercatori del Monell Chemical Senses Center e dell'Università della Pennsylvania, diretti da Marcia Levin Pelchat, usando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), hanno dimostrato che aree del cervello adibite alle emozioni, alla memoria vengono attivate anche quando si prova un forte desiderio di cibo e queste stesse zone vengono anche attivate quando si desiderano droghe.

Si è notato che, sia negli animali che negli uomini, lo stimolo dei centri della memoria è più efficace dello stimolo dei centri della ricompensa. Durante gli episodi nei quali veniva stimolato il desiderio di cibo, si è visto che venivano sollecitate tre regioni del cervello: il hippocampus, il insula ed il caudate e si è visto che queste stesse tre zone sono sollecitate dal desiderio di droga. Per poter effettuare questo studio sono stati utilizzati 10 volontari in buona salute ai quali, prima di essere sottoposti alla prova con fMRI, per un giorno e mezzo, è stata data soltanto una bevanda alla vaniglia che fornisse le calorie sufficienti. Ad un altro gruppo di controllo è stato permesso mangiare qualunque cibo e con molte porzioni, oltre alla bevanda alla vaniglia.

Per innescare il desiderio durante l'esplorazione con fMRI, venivano alternati su uno schermo i nomi degli alimenti graditi e la dieta liquida. In alcuni casi è stato chiesto di pensare all'alimento elencato sullo schermo, con il relativo gusto, odore e struttura. In altri casi le parole sono state usate al posto delle immagini. Tutti i partecipanti con dieta monotona hanno segnalato di provare il desiderio di cibo mentre immaginavano gli alimenti graditi, ma non mentre visualizzavano l'alimento monotono.

In questo modo si è visto che la stimolazione dei centri della memoria è più efficace della stimolazione dei centri della ricompensa. Questo studio è importante perché può dirci molto sulla neurochimica normale e patologica del desiderio e ci può condurre a migliorare i trattamenti farmacologici nei casi di obesità ed in quelli di tossicodipendenza.
Lo studio è stato pubblicato dalla rivista “NeuroImage”.

http://www.upenn.edu/
http://www.monell.org/

domenica 5 agosto 2007

LA MERCE DROGA


UN SISTEMA


RIDOTTO IN POLVERE

La droga è facile da produrre e si consuma in quantità che crescono in modo esponenziale.
Passa attraverso classi e generazioni.
Si paga persino parte del prezzo di costo, dato che molti consumatori sono anche spacciatori.
L'Italia è uno dei gangli del traffico mondiale di cocaina, e si calcola che qui il fatturato dello "sniffo" ammonti a 60 volte quello della FIAT.
Dunque a prima vista un contributo fondamentale all'economia.
Una volta riciclato e messo a disposizione dei settori "puliti" questo fiume di capitali potrebbe addirittura sembrare benefico.
Certo qualcuno ci sguazza, ma per l'economia capitalista nel suo insieme è in realtà una palude: la cocaina non aziona grandi mezzi di produzione e reti di distribuzione.
Non crea "indotto" se non quello assistenziale, sbirresco e carcerario. In fondo una tonnellata di cocaina depenalizzata stimolerebbe l'economia quanto una tonnellata di bicarbonato. L'enorme sproporzione tra le somme messe in moto dalle due polverine è dovuta esclusivamente all'illegalità, che fa della cocaina un immane ricettacolo di rendita.
La quale non è altro che una ripartizione del valore prodotto da altri.
In perfetta simbiosi con un sistema economico sempre più rentier e parassitario.

martedì 8 maggio 2007

GENERAZIONE RX



di: Alessio Mannucci


L'organizzazione Partnership for a Drug-Free America ha coniato una nuova definizione: quella di “Generazione Rx”

(RX stà a significare che gran parte di questi farmaci si possono reperire senza prescrizione medica, anche acquistandoli su internet).

Nella sua relazione annuale sul rapporto tra americani e farmaci, l'associazione sottolinea come oggi, per la prima volta, si riscontri tra gli adolescenti statunitensi un abuso di antidolorifici legali piuttosto che un ricorso alle più comuni droghe illegali.



A che scopo tali farmaci vengono sempre più frequentemente utilizzati ?

Alcuni sortiscono effetti analoghi agli stupefacenti.

L'anti-infiammatorio Oxycontin, per esempio, se assunto senza rivestimento, produce uno stato alterato simile a quello prodotto da una dose di eroina.
Le conseguenze di questo tipo di abusi sono ormai stranote: possono compromettere non solo la nostra salute ma anche le nostre facoltà “operative”.

Al torpore indotto da questi farmaci è stato attribuito un nome specifico: “sindrome amotivazionale”.


Dalla relazione emerge un aspetto nuovo:

il fatto che i giovani facciano un ricorso eccessivo a queste sostanze non come forma di ribellione, ma come mezzo per eccellere.

È più una sorta di doping piuttosto che la rierca di paradisi artificiali.

Si tratta di una sindrome “iper-motivazionale”: i farmaci non vengono utilizzati per evadere dalla realtà, dalle pressioni eccessive della vita quotidiana, ma piuttosto per riuscire a soddisfarle e a reggerne il passo.

D'altronde, viviamo in una “società del doping”, che, non da oggi, incoraggia l'assunzione di eccitanti, come la caffeina, il cacao, lo zucchero, il tabacco, fino alla cocaina (che in questi ultimi tempi viene pubblicizzata in modo neanche ormai tanto occulto dai mass-media, ndr), per sostenere i ritmi inumani del consumo compulsivo e dello stress del vivere moderno.

L'esercito americano, durante la Seconda Guerra Mondiale non faceva mai mancare le sigarette ai propri soldati, per aiutarli a smorzare col fumo lo stress del combattimento.

Nello stesso periodo, iniziò il ricorso alle anfetamine tra i piloti di aerei militari.

È ormai risaputo che il Modafinil, altrimenti noto anche come Provigil, consente ai piloti militari di restare vigili durante le missioni più lunghe senza la pericolosa sensazione di onnipotenza o gli altri rischi connessi all’uso delle vecchie anfetamine. Senza parlare del mondo sportivo.


Senza parlare della “sindrome da iperattività” (ADHD), o anche “deficit della capacità di attenzione”, una invenzione della farmacrazia per vendere e somministrare ai minori il Ritalin, un farmaco anfetaminico che provoca assuefazione e gravi scompensi. Nel 2000, il settimanale People ha dedicato un articolo proprio alla storia di un ragazzo che era riuscito a risolvere i suoi problemi di Adhd e di dislessia (la difficoltà a scrivere, leggere e parlare correttamente) grazie al Ritalin.
Non sorprende dunque che anche ragazzi senza particolari disturbi cerchino sempre più spesso di convincere i propri medici curanti a prescrivere loro, sottobanco, degli stimolanti.


Quando non ci riescono, sempre più frequentemente capita che si rivolgano al fiorente mercato nero (che arricchisce le mafie e finanzia il crimine organizzato).


Una matricola di Yale, intervistata per la stesura del rapporto, si è vantata di essere riuscita a leggere “Delitto e Castigo” e a scriverci una relazione di quindici pagine il tutto in appena 30 ore, assumendo dell'Adderall, un nuovo farmaco a base di anfetamina sempre per il trattamento anti-ADHD. “Un farmaco molto più efficace della caffeina”, ha raccontato ad un corrispondente di Abc News.


Altri adolescenti hanno ammesso di assumere l'oppioide Vicodin senza alcuna prescrizione.



Fu nel 1963 che l'American Medical Association avviò una campagna contro le sperimentazioni con l'LSD che sfociò nelle interrogazioni al Senato americano che nel 1966 portarono alla messa al bando di quel filone di ricerca a cui stavano partecipando molti ricercatori e artisti, che consideravano l'LSD come un potente mezzo di introspezione terapeutica e stimolazione della creatività. L'LSD aveva iniziato ad essere venduto agli psichiatri dal colosso farmaceutico svizzero Sandoz.


In un primo momento era stato pressoché unanimemente accolto come strumento terapeutico estremamente promettente.
Nel Saskatchewan, uno psichiatra, Humphry Osmond, e un architetto, Kyio Izumi, impegnati nella progettazione di un nuovo ospedale psichiatrico e convinti dei suoi potenziali effetti benefici nella cura della schizofrenia, lo avevano addirittura ingerito a scopo dimostrativo. Aldous Huxley e Allen Ginsberg lo definivano “fonte di conoscenza”.


In “What the Dormouse Said” di John Markoff si legge che, nei primi anni Sessanta, Myron Stolaroff, ex dipendente di Ampex, ha fondato un istituto che reclutava volontari, tra cui alcuni dei più brillanti esperti di elettronica, disposti a indagare il potenziale dell’LSD per l’aumento della creatività. Uno dei primi programmatori di Microsoft ha dichiarato nel 1996 al Washington Post di considerare le intuizioni da LSD “particolarmente proficue, sia a livello personale che professionale”. Personaggi celebri hanno assunto tale sostanza, al punto che in un dato periodo si poteva addirittura parlare di una vera e propria “aristocrazia dell'allucinogeno”.
Ma quell'euforia non è durata a lungo.

I rischi di psicosi, se non perfino di morte, da LSD erano oltremodo reali.
Alla fine degli anni Sessanta, gli allucinogeni sono stati banditi.
E restano vietati ancora oggi.


Resta il fatto che il boom dell'LSD fece registrare un sostanzioso calo del numero dei suicidi giovanili, evidenziando come un uso moderato e responsabile di sostanze psichedeliche, compresa la canapa, riduca la violenza.


Si verificano in un solo week-end più episodi di violenza indotti da alcool e psico-farmaci che in vent'anni di uso di droghe psichedeliche.


Che rimangono proibite, mentre si distribuiscono legalmente veleni mortali come il tabacco, l'alcol, e pseudo-farmaci di ogni tipo.


Sotto accusa è la categoria medica, che di questi abusi è la principale responsabile, in combutta con i governi e le multinazionali farmacratiche.