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sabato 18 agosto 2018

La prevenzione inizia a tavola

La prevenzione inizia dall'alimentazione, 
Già Ippocrate affermava: - Fai che il cibo sia la tua medicina"
"Nel 2013, la comunità Europea ha incaricato l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di redigere le raccomandazioni per la prevenzione dei tumori per la popolazione europea. La IARC ha convocato una serie di gruppi di esperti (cui ha partecipato anche il Dottor Franco Berrino) sui vari argomenti. Questi esperti hanno redatto il Codice Europeo Contro il Cancro (ECAC), pubblicato il 14 ottobre 2014. Che ha ripreso sostanzialmente, sul tema alimentazione, le raccomandazioni del WCRF.
Oltre a suggerire di basare alimentazione prevalentemente su un cibo di provenienza vegetale, tali raccomandazioni ci suggeriscono di limitare l’uso delle carni rosse ed evitare quello delle carni conservate, di limitare i cibi ad alta densità calorica (ricchi di zuccheri e grassi), oltre ai cibi ricchi di sale, ed evitare le bevande zuccherate.
Tra i vantaggi della cucina mediterranea, vediamo la possibilità di ridurre l’infiammazione e il rischio di ipertensione, proteggere dall’insulino resistenza e dall’obesità, prevenire la stitichezza. E tanti altri.
L’idea è quella di tornare ad un cibo semplice e vero, con ingredienti sani e non sottoposti a trattamenti industriali (Fonte:http://www.cucina-macro-mediterranea.it/)

domenica 2 novembre 2014

PREVENZIONE: Italia all'ultimo posto

Se un paese non investe in prevenzione preferendo spendere in farmaci per malattie altrimenti prevedibili, è evidente che qualcosa non torna.
Se poi si riduce anche quella parte esigua e si destinano fondi solo per mega malattifici, come sono oggi concepiti i policlinici ospedalieri...aziende dove si riparano macchine usate, si sostituiscono pezzi di ricambio, si mandano alla rottamazione privata chi non è più riparabile.
In tutto questo dove sta la logica?


domenica 13 luglio 2014

La salaute degli Italiani: quali sono le prime cause di mortalità

Malattie cardiovascolari al primo posto per le vcause di mortalità.
Alimentazione e stile di vita le prime cause di morbilità
Equazione semplice: cambiando alimentazione e stile di vita abbasso la morbilità e la mortalità.
Come si fà allora ad autorizzare la vendita di prodotti e propagandare stili di vita che minano la nostra salute?Negli Stati Uniti dove tutto è un'opportunità di business per cui il genere umano si divide sempre tra imprenditore e consumatore, possiamo anche capirlo. Si guadagna all'andata ed al ritorno. 
Guadagno a fare ammalare e guadagno a curare e poi sulle esequie, una massimizzazione del profitto eccellente, se qualche scheggia impazzita non prendesse sempre più spesso il mitra e incominciasse a sparare all'impazzata e se milioni di americani non fossero obesi e depressi e se  la prime cause di mortalità non fossero appunto le malattie cardiovascolari e degenerative.
Quindi se vogliamo subire la fascinazione del modello americano, sappiamo ciò che ci aspetta....

INVERTIRE LA TENDENZA SI PUO'


Ridurre l'apporto calorico, consigliate le proteine vegetali al posto di quelle animali, ridurre il consumo di latticini e farinacei, una dieta vegetariana-vegana sta risultando la più efficace per preservare o recuperare la nostra salute psicofisica.
Una dieta a base di  VERDURA, FRUTTA E SEMI OLEOSI sinora si è dimostrata la più efficace nel depurare l'organismo e mantenerlo efficiente.
Praticare tecniche di rilassamento e di meditazione regola il sistema psiconeuroendocrino.
Praticare attività motorie all'aria aperta, esporsi al sole al mattino ed al tramonto, aumenta la Vit D, produce endorfine, rafforza l'apparato muscolo scheletrico e attraverso la stimolazione della ghiandola pineale, sensibile appunto alla luce solare, aumenta il buon umore e assicura sonni sereni.

La salute è uno stato naturale, il corpo è creato per mantenere la vita in ogni circostanza, anche nella malattia. Gli organi si rigenerano continuamente...il nostro essere biologico tende sempre alla sopravvivenza, lasciamolo lavorare in pace.





domenica 25 luglio 2010

RECIDIVE TUMORI: ATTENTI ALLO STRESS

Per evitare le recidive dei tumori bisogna dare 'una spinta' al sistema immunitario combattendo lo stress dovuto alle operazioni chirurgiche di rimozione.
Lo afferma uno studio dell'Universita' di Tel Aviv, secondo cui, almeno negli animali, un 'cocktail' di farmaci puo' aumentare la speranza di vita fino al 300 per cento.
"Avere un sistema immunitario efficiente e' cruciale prima, durante e dopo i trattamenti per i tumori", ha spiegato Ben-Eliyahu, primo autore dello studio sul Journal of Immunology, ma lo stress dovuto alle terapie puo' danneggiarlo, favorendo la formazione delle metastasi".
I ricercatori hanno testato sugli animali un cocktail di farmaci che abbassa il livello degli ormoni dello stress, con risultati definiti 'ottimi', e un aumento della speranza di vita fino al 300 per cento. Ora il gruppo sta per iniziare un primo trial sull'uomo per cui dovrebbero essere arruolate 800 persone cui saranno somministrati prima, durante e dopo i trattamenti un farmaco anti-ansia e un antidolorifico.

mercoledì 5 maggio 2010

PROVENGE: PRIMO VACCINO PER IL TUMORE ALLA PROSTATA

Dopo 3 anni di dibattiti la FDA, agenzia americana per il farmaco, ha dato il via libera al primo vaccino contro il cancro alla prostata.
Il vaccino commercializzato con il nome di Provenge stimola il sistema immunitario ad attaccare il tumore.
Il trattamento, brevettato dalla Dendren Corporation prevede il prelievo di alcuni globuli bianchi del paziente che vengono trattati con una proteina geneticamente modificata in grado di renderli piu' potenti di fronte al tumore per poi essere reintrodotti nel sangue del malato.

giovedì 18 marzo 2010

SPEGNENDO IL GENE SKP2 IL CANCRO DIVENTA UN COMUNE MORTALE

Fonte: ANSA
Pier Paolo Pandolfi, ricercatore presso la Harvard Medical School di Boston, ha scoperto un nuovo metodo per combattere il cancro.
Invece di avvelenare le cellule tumorali con sostanze tossiche, causa spesso di affetti collaterali, Pandolfi e' riuscito ad interrompere il loro meccanismo di replicazione infinita facendole invecchiare e morire.
Per attivare il processo di senescenza cellulare spegnendo il gene Skp2.
La scoperta, pubblicata su Nature, potrebbe portare allo sviluppo di un farmaco universalmente efficace contro molti o tutti i tumori .
La disattivazione del gene SKP2 potrebbe essere anche all'origine delle remissioni spontanee, la domanda che sorge è: chi attiva il meccanismo di disattivazione nelle guarigioni.
Bruce Lipton sostiene che la mente comanda i geni attraverso la biochimica dei nostri processi cognitivi e volitivi.

giovedì 14 gennaio 2010

STRESS EMOZIONALE ED INSORGENZA DEI TUMORI

Lo stress emotivo di ogni giorno potrebbe essere un fattore scatenante della crescita dei tumori. Lo rivela un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature, che mostra come ogni tipo di trauma, fisico o emotivo, possa agire come 'ponte' tra le varie mutazioni genetiche cancerose e le possa fare agire contemporaneamente.
E' la prima volta che viene scoperto un collegamento tra le condizioni di sviluppo di una malattia e lo stress emotivo di ogni giorno, non legato ad un momento particolare.
I ricercatori dell'Università di Yale (USA) che hanno coordinato lo studio, hanno messo in evidenza i fattori che possono attivare le segnalazioni molecolari legate allo stress sono molte: stress fisico, psicologico, emotivo, cosi' come infezioni ed infiammazioni.
Prima di questo studio si riteneva che una mutazione dannosa in una singola cellula doveva essere necessaria per la crescita di un tumore; tuttavia hanno scoperto che le mutazioni possono promuovere la crescita anche se sono localizzate in cellule diverse, a causa di 'ponti' molecolari che si creano tra esse.
Purtroppo questo rende piu' facile che le mutazioni dannose si accumulino nello stesso tessuto. Ridurre lo stress ed evitare le infiammazioni e' sempre una buona precauzione

sabato 2 gennaio 2010

SUMO: le proteine che attivano la riparazione del DNA

Fonte: http://salute.agi.it

Due ricerche, pubblicate sulla rivista Nature sono state condotte in in maniera autonoma da due diversi team, finanziati dal britannico Cancer Research e dalla Breast Cancer Campaign per verificare il ruolo della famiglia di proteine SUMO nei processi di riparazione del DNA.

La famiglia delle proteine Sumo (Small Ubiquitin-like Modifier) rintraccia le zone del corpo in cui si e' verificato il danno al Dna, si attacca alle proteine normali e le guida a risolvere i difetti genetici.

Usando questo metodo, le proteine sono addirittura in grado di riparare le doppie rotture del Dna (double strand breaks), il tipo piu' grave di danno al Dna, che avviene quando i due filamenti del Dna si spezzano completamente in due tronconi.

Steve Jackson, esperto mondiale nella ricerca di danni al Dna, e il suo team presso l' Universita' di Cambridge hanno studiato queste interruzioni provocandole con radiazioni o laser altamente mirati: per studiare il ruolo delle Sumo, i ricercatori le hanno colorate con colori e pennarelli incandescenti (il che ha permesso agli scienziati di osservare con potenti microscopi come si muovono intorno alle cellule).

Jackson ha scoperto che quando si verificano doppie rotture al Dna, le proteine Sumo affluiscono sul sito del danno nel giro di pochi minuti, vi rimamgono per un paio d'ore e alla fine se ne vanno.

Il che rivela che le proteine Sumo hanno un'impressionante capacita' di azione nelle rotture del doppio filamento e aiutano a reclutare le proteine per la riparazione del danno; ma quando il lavoro e' fatto, si staccano e se ne vanno.

Gli scienziati hanno anche scoperto che per collegare le proteine Sumo ai siti del danno sono necessarie due altre proteine supplementari, Pias1 e Pias4, che non erano mai state collegate alla riparazione del Dna.

L'altro gruppo di studio, Joanna Morris e il suo team al Kings College di Londra, e' stato in grado di seguire il processo di riparazione che avviene sul gene BRCA1 che, se danneggiato, e' associato con un rischio molto elevato di cancro al seno, alle ovaie e alla prostata.

La Morris e il suo team hanno scoperto che, in qualche modo, le proteine Sumo si bloccano sulle proteine BRCA1 in risposta al danno del Dna, trascinandole nei siti interessati.

Ma non solo contribuiscono a far arrivare le BRCA1 al posto giusto, ma la aiutano a fare bene il loro lavoro. Una scoperta che, secondo Jo Morris, "e' il primo passo verso lo sviluppo di farmaci che possono proteggere le cellule normali dagli effetti collaterali della chemioterapia o migliorare l'efficacia dei trattamenti per il cancro al seno"

sabato 19 dicembre 2009

ALIMENTAZIONE: PREVENZIONE E MALATTIE ONCOLOGICHE

Un minor consumo di glucosio, lo zucchero comune , nella dieta puo' estendere la vita delle cellule polmonari sane e aumentare la velocita' con cui le cellule polmonari pre-cancerose muoiono, riducendo la diffusione e la crescita del cancro.
Questo e' quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Alabama a Birmingham (UAB) e pubblicato sulla rivista Faseb Journal.
Secondo questo studio questi risultati dimostrano ulteriormente i benefici potenziali per la salute di controllare l'apporto calorico.
La nostra ricerca indica che una riduzione delle calorie estende la durata della vita in buona salute delle cellule umane e aiuta la capacita' naturale del corpo di uccidere le cellule che formano il cancro.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato gli effetti del glucosio su cellule umane polmonari sane e pre-cancerose in provetta.
Ad alcune sono stati dati livelli normali di glucosio e ad altre livelli molto bassi.
Le cellule sono state poi lasciate crescere per diverse settimane.
In questo periodo di tempo, si è monitorato la capacita' delle cellule a dividersi e a sopravvivere. E' emerso che i livelli bassi di glucosio guidano le cellule sane a crescere piu' di quanto non facciano in genere e provocano la morte di un gran numero di cellule pre-cancerose.
In particolare, i ricercatori hanno scoperto che due geni chiave sono colpiti nella risposta cellulare al basso consumo di glucosio.
Il primo gene, attraverso la telomerasi (espressa nelle cellule della linea germinale, generalmente non è attiva nelle cellule somatiche ma è stato osservato che in diversi tumori può essere attivata) codifica un enzima importante che permette alle cellule di dividersi indefinitamente.
Il secondo gene, 'p16', codifica una proteina anti-cancro.

giovedì 17 dicembre 2009

Spray alla cannabis nella terapia analgesica

Da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell' Universita' di Edimburgo, pubblicato sulla rivista Journal of Pain and Symptom Management, su 177 pazienti cui era stato somministrato uno spray alla cannabis , si è scoperto che i livelli di dolore erano scesi del 30 per cento rispetto ai malati di cancro che non avevano usato lo spray, nonostante non avessero assunto altri farmaci come la morfina.
Lo spray e' stato sviluppato in modo da non influenzare lo stato mentale dei pazienti .
I ricercatori ci hanno tenuto a evidenziare che altri studi confermerebbero che fumare cannabis puo' aumentare il rischio di cancro.
Lo spray invece agisce attivando le molecole nel corpo, chiamate recettori dei cannabinoidi, che possono fermare i segnali nervosi inviati al cervello dal sito del dolore.
Lo spray alla cannabis chiamato Savitex e' gia' stato prescritto per dare sollievo ai pazienti con sclerosi multipla.
Questi primi risultati sono molto promettenti e dimostrano che i farmaci a base di cannabis possono fornire un trattamento efficace nella terapia contro il dolore debilitante, ma e' ancora aperto il dibattito sulla differenza tra l'uso medico e quello ricreativo.
Certo non occorreva fare uno spray per testare l'efficacia dei cannabinoidi, visto che il consumo di cannabis nella popolazione mondiale data qualche migliaio di anni e con alterne vicende questa pianta, ben conosciuta per le sue proprietà medicinali oltre che per gli effetti psicotropi è viene utilizzata da vastissime aree della popolazione mondiale (dal bacino del Mediterraneo, all'estremo oriente ed al continente americano) pur con alterne fortune: elevata agli onori degli altari , come pianta sacra e gettata nei bassifondi come droga illegale.
In Italia da venti anni si trascina uno sterile ed improduttivo dibattito tra repressione e legalizzazione della coltivazione e consumo ad uso personale della cannabis, mentre le organizzazioni criminali autoctone hanno fatto cartello con quelle straniere e si sono accaparrate lo spaccio nelle grandi città, aumentando il proprio fatturato ed agganciando il giovane consumatore al mercato illegale di sostanze psicotrope.
Solo questo ci porterebbe razionalmente a valutare la necessità di liberalizzarne la coltivazione, applicando l'attuale normativa riservata alla coltivazione del tabacco.
Fra il 1919 ed il 1933 negli Stati Uniti tramite il XVIII Emendamento e il Volstead Act venne sancito il bando sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di Alcol per il consumo umano. Il Proibizionismo servì solo a far nascere come funghi le bande criminali che costruirono immense fortune e a radicare nella popolazione il consumo di alcol (di pessima qualità e contraffatto), con danni ingenti sia per l' ordine pubblico che per la salute dei cittadini.

mercoledì 9 dicembre 2009

PEPE NERO E CURCUMA IN ONCOLOGIA

I composti contenuti nelle spezie potrebbero aiutare a prevenire il cancro al seno.

Nel pepe e nella curcuma, infatti, sono presenti sostanze capaci di limitare la riproduzione delle cellule staminali, che alimentano la crescita del tumore. E' quanto hanno scoperto i ricercatori dell' University of Michigan Comprehensive Cancer Center, che hanno posizionato la piperina e la curcumina, rispettivamente derivate dalla pianta del pepe nero e da quella quella della curcuma, in una coltura di cellule del seno.

"Abbiamo osservato una diminuzione del numero di cellule staminali nella coltura. Le cellule normali non hanno invece subito alcun effetto", ha detto Madhuri Kakarala, primo autore dello studio pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research and Treatment.

"Si tratta della prima volta che un componente della dieta potrebbe dimostrarsi capace di prevenire potenzialmente il cancro al seno limitando il numero di cellule maligne.

Si tratta di una alternativa valida agli attuali farmaci".

Per prevenire il cancro al seno, vengono infatti di solito somministrati il tamoxifene o il raloxifene; tuttavia non tutte le donne scelgono di assumere questi farmaci a causa dei costi o dell'alta tossicita'. "Inoltre, questi farmaci sono progettati per intervenire sugli estrogeni, fattori implicati in molti, ma non tutti, i tipi di cancro al seno", ha spiegato Kakarala.

"Limitando invece il numero di cellule potenzialmente in grado di alimentare il cancro al seno, possiamo ridurre il rischio di insorgenza senza disturbare il normale processo di differenziazione cellulare. La piperina e la curcumina - ha continuato - sono una valida alternativa a bassissima tossicita', e il fatto che si possa cucinare con esse li rende dei trattamenti molto appetibili". .

lunedì 30 novembre 2009

MAITAKE - GRIFOLA FRONDOSA nella terapia del cancro alla prostata e vescica

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del New York Medical Centre e pubblicato sulla rivista British Journal of Urology conferma le proprietà terapeutiche del fungo Maitake che potrebbe contribuire a combattere il cancro alla vescica e alla prostata.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori, coordinati da Sensuke Konno, hanno combinato un piccolo estratto concentrato del fungo con una proteina anti-cancro chiamata interferone alfa.
Ebbene, questo mix e' stato in grado di ridurre fino a tre quarti la crescita delle cellule tumorali nei pazienti affetti da cancro alla vescica o alla prostata.
Questa proteina anti-cancro, utilizzata in altri trattamenti, è stata usata a basse dosi.
I ricercatori sono convinti che un basso dosaggio di interferone alfa e dell'estratto del fungo Maitake puo' attivare un enzima che controlla la crescita delle cellule tumorali.
Si tratta di una scoperta scientifica importante perche' non solo migliora l'efficacia del trattamento, ma anche la qualita' della vita dei pazienti, riducendo la dose di terapie convenzionali in maniera significativa, riconfermando la fama delle proprietà terapeutiche del fungo Maitake .

PER INFORMAZIONI SUL FUNGO MAITAKE

mercoledì 7 ottobre 2009

Cuocere le cellule tumorali con le nanotecnologie

Una nuova tecnologia sviluppata da un gruppo di ricercatori inglesi che potrebbe essere pronta per i test clinici in meno di tre anni.
La nuova terapia usa delle nanoparticelle che si posizionano all'interno del tumore. Queste nanoparticelle ferromagnetiche vengono poi riscaldate al passaggio di un apposito bastoncino, che agisce cambiando rapidamente il loro campo magnetico è coordinata dal Prof. Quentin Pankhurst, fisico dell' University College di Londra e direttore dei Davy-Faraday Research Laboratories .
Riscaldare le cellule di 5-6 gradi centigradi manda in shock le cellule del cancro annientandole.
Il trattamento da shock termico, infatti, si e' dimostrato utile per sconfiggere il cancro, ma e' problematico da usare senza danneggiare anche i tessuti sani e potrebbe uccidere il paziente, quindi e' necessario bersagliare solo le cellule tumorali.
Due tipi di intervento:
- usare delle cellule staminali per produrre le nanoparticelle magnetiche,
- usare degli anticorpi per trasportarle e farle legare ai tumori
Entrambi le metodiche sono state sperimentate con successo, per adesso su cavie di laboratorio ottenendo una riduzione del cancro ai polmoni del 40 %.
Nel futuro, secondo i ricercatori, anche i medici di base potrebbero avere un bastoncino magnetico che fa aumentare la temperatura delle cellule tumorali, per poter curare i pazienti con sessioni settimanali di mezz'ora.
I primi pazienti a testare la metodica saranno gli ammalati di cancro ai polmoni, testa e collo, tumori che non rispondono efficacemente alle terapie standard.

lunedì 20 luglio 2009

Efficace per i tumori e innocua per il corpo umano

Ottenuto un nuovo tipo di molecola efficace contro le cellule tumorali e innocua per il corpo umano. I ricercatori del Dipartimento di Chimica Farmaceutica dell'Universita' di Granada (Spagna) hanno sviluppato un nuovo tipo di molecole che si e' rivelato, durante delle coltivazioni in vitro, altamente distruttivo contro le cellule tumorali, ma aveva un bassissimo livello di tossicita' contro le normali cellule del corpo umano.
A darne notizia e' stato un articolo pubblicato sul sito ScienDaily.
"La nuova molecola e' praticamente una versione trasformata di un farmaco gia' utilizzato da tempo contro il cancro, il 5-fluoruracile", hanno spiegato i ricercatori. "E' capace di indurre in loro morte cellulare programmata - hanno proseguito - senza danneggiare le cellule sane".
Prima di oggi, si erano effettuati molti tentativi per ottenere una molecola simile sostituendo chimicamente delle componenti del 5-fluoruracile.
Grazie ai nuovi risultati ottenuti, la nuova molecola e' 10 volte meno tossica per il corpo umano pur mantenendo la sua efficacia contro il cancro

mercoledì 15 luglio 2009

La quantita' di carboidrati che una donna consuma, insieme al "carico glicemico" complessivo della sua alimentazione, possono aumentare le probabilita' che si ammali di cancro al seno, secondo una ricerca svedese pubblicata dall' International Journal of Cancer.
Il concetto di carico glicemico si basa sul fatto che i diversi carboidrati hanno un diverso effetto sul livello di zuccheri nel sangue.
Il pane bianco e le patate, ad esempio, hanno un alto indice glicemico, che fa alzare rapidamente la glicemia.
Altri carboidrati, come i cereali ricchi di fibre o i legumi, fanno alzare gli zuccheri nel sangue piu' gradualmente e hanno quindi un indice glicemico inferiore.
La Dr.ssa Susanna C. Larsson del Karolinska Institute di Stoccolma e i suoi colleghi hanno analizzato i dati di 61.433 donne che hanno completato dei questionari sulla loro alimentazione alla fine degli Anni Ottanta.
Nel corso di circa 17 anni, 2952 donne hanno sviluppato il cancro al seno e, stando ai ricercatori, il carico glicemico era "positivamente e significativamente associato al rischio di ammalarsi".
Inoltre, secondo questo studio, il consumo di carboidrati, l'indice glicemico e il carico glicemico sono risultati tutti fattori connessi con il rischio di un preciso tipo di tumore del seno, quello Er-positivo/Pr-negativo.
Secondo l'equipe svedese, e' possibile che le diete troppo ricche di carboidrati semplici aumentino il rischio di cancro al seno perche' fanno salire le concentrazioni di insulina e ormoni sessuali nel corpo.
I ricercatori consigliano di privilegiare una dieta bilanciata, che preveda carboidrati a basso indice glicemico e che riduca invece dolci, pane bianco, patate, frutta secca, zucchero e miele.

giovedì 18 giugno 2009

Con la dieta possiamo prevenire e rallentare la progressione del tumore prostatico

Secondo lo studio australiano, pubblicato dal Journal of Human Nutrition and Dietetics, un'alimentazione di questo genere puo' aiutare a rallentare la progressione del tumore negli uomini che gia' hanno il cancro alla prostata.
Il ruolo della dieta nel cancro alla prostata non e' pienamente compreso dai medici, chiarisce l'autore della ricerca, Dr. Robert Ma, della University of New South Wales, a Sydney, e gli studi condotti su singoli cibi o sostanze nutritive (latticini, calcio, pomodori, licopene) sono giunti a conclusioni contrastanti.
La ricerca, condotta da una equipe di scienziati australiani, ha passato in rassegna una serie di studi precedenti, pubblicati dagli Anni Novanta ad oggi.
E' cosi' emerso che, in generale, un'alimentazione ricca di grassi, carni lavorate e grigliate e formaggi si lega a un rischio piu' alto di sviluppare il cancro alla prostata.
Al contrario, gli uomini che mangiano molte verdure, vitamina E, soia, pesce e acidi grassi omega 3 sembrano avere un rischio piu' basso di ammalarsi.
Tuttavia, pur mancando prove "conclusive", la dieta e' in grado di influire sul rischio di cancro alla prostata, secondo il Dr Ma. Le ricerche analizzate dalla sua equipe suggeriscono che mangiare carne grigliata o lavorata o latticini piu' di cinque volte a settimana si associa a un rischio piu' alto di cancro alla prostata, mentre il rischio diminuisce o la malattia progredisce piu' lentamente se l'alimentazione abbonda di pesce, acidi grassi omega 3 (che si trovano per esempio nei semi di lino), pomodori e broccoli.
Il Dr. Ma ricorda: non occorre prendere supplementi che contengono le sostanze benefiche.
Anzi, i supplementi, hanno provato alcune ricerche, possono essere dannosi.
Il segreto sta nell'alimentazione, che deve essere sana e bilanciata.

martedì 19 maggio 2009

La salute della prostata testata in 3 minuti

Messo a punto un innovativo test diagnostico in grado di diagnosticare il cancro alla prostata in soli tre minuti mentre attualmente con la più invasiva biopsia, il metodo attualmente utilizzato per diagnosticare il tumore prostatico, i risultati non sono pronti in genere prima di due settimane.
A progettare il nuovo test e' stato un gruppo di ricercatori della Durham University in uno studio pubblicato sulla rivista Organic & Biomolecular Chemistry.
Il nuovo metodo, in pratica, analizza lo sperma e rileva i livelli di una sostanza chiamata 'citrato' che, quando sono bassi, sono associati al cancro alla prostata.
"Questa tecnica - ha detto David Parker, uno degli scienziati che ha progettato il test - potrebbe costituire la base di una semplice procedura di screening per il cancro alla prostata che potrebbe essere utilizzata negli ambulatori e negli ospedali locali".