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giovedì 18 novembre 2021
sabato 18 aprile 2020
Intervista al dott. Stefano Manera anestesista
Il problema non è il COVID 19 il problema è stato lo smantellamento dei servii territoriali, l'assenza della prevenzione che non vuol dire diagnosi precoce.
Ecco perchè gli ospedali sono entrati in uno stato di criticità: molti pazienti che potevano essere curati a casa, già ai primi sintomi, sono stati trasportati in ospedale già in fase critica, collassando le rianimazioni. Smantellare il territorio con una popolazione anziana che si avvia a costituire tra 10 anni il 30% della popolazione è una follia, che purtroppo ha messo drammaticamente in luce l'epidemia di COVID19. Non è un vaccino che risolverà, adesso occorre solo la volontà politica di cambiare rotta e velocemente. e ritornare a parlare di SALUTE PUBBLICA e non di Sanità...i nostri sforzi devono essere orientati più che mai sul NON ammalarsi e non solo sanare chi è già malato mentre non abbiamo fatto niente perchè non si ammalasse.
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venerdì 27 settembre 2019
Invecchiamento della popolazione e Servizio Sanitario Nazionale
Nel Servizio Sanitario Nazionale italiano operano 1.000 strutture che forniscono assistenza ospedaliera, 8.867 per l’assistenza specialistica ambulatoriale, 7.372 per l’assistenza territoriale residenziale, 3.086 per l’assistenza territoriale semi-residenziale, 5.586 per l’altra assistenza territoriale e 1.122 per l’assistenza riabilitativa (quelle a cui fa riferimento l’art. 26 della Legge 833/78).
Le strutture che erogano assistenza ospedaliera e quelle che forniscono altra assistenza territoriale sono in maggioranza pubbliche (rispettivamente, 51,8% e 87,0%).
Sono invece in maggioranza private accreditate le strutture eroganti assistenza territoriale residenziale (82,3%) e semi-residenziale (68,6%) e le strutture che forniscono assistenza riabilitativa (77,9%).
Strutture della rete di offerta, il trend è la diminuzione del pubblico ed un aumento proporzionale del privato soprattutto per l’assistenza territoriale residenziale:
- 3,6% per il pubblico, +2,9% per il privato accreditato.
così anche per l'assistenza territoriale semi-residenziale erogatori privati accreditati, si registra un incremento del + 2,5%.
Anche nell’ambito dell’assistenza riabilitativa ex art.26 L. 833/78 si osserva un incremento delle strutture private accreditate +1,8%
Assistenza distrettuale
In media, a livello nazionale ogni medico di base ha un carico potenziale di 1.211 adulti residenti. A livello regionale esistono notevoli differenziazioni:
Sono stati rilevati in Italia 3.063 punti di guardia medica; con 11.688 medici titolari ovvero 19 medici ogni 100.000 abitanti. A livello territoriale si registra una realtà notevolmente diversificata sia per quanto riguarda la densità dei punti di guardia medica sia per quanto concerne il numero dei medici titolari per ogni 100.000 abitanti.
Sono state prescritte 578.843.225 ricette con un importo di circa 9 miliardi di euro, con un costo medio per ricetta di 15,42 euro. variabile all’interno del territorio nazionale, minimo in Toscana (12,73 euro) ;massimo (20,13 euro) in Lombardia.
Nel corso del 2017 sono stati assistiti al proprio domicilio 1.014.626 pazienti; di questi, l’83,7% è rappresentato da assisti di età maggiore o uguale a 65 anni e l’8,8% è rappresentato da pazienti terminali.
Consultabile nella versione integrale:
Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazioanale- Anno 3017
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sabato 18 agosto 2018
La prevenzione inizia a tavola
La prevenzione inizia dall'alimentazione,
Già Ippocrate affermava: - Fai che il cibo sia la tua medicina"
"Nel 2013, la comunità Europea ha incaricato l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di redigere le raccomandazioni per la prevenzione dei tumori per la popolazione europea. La IARC ha convocato una serie di gruppi di esperti (cui ha partecipato anche il Dottor Franco Berrino) sui vari argomenti. Questi esperti hanno redatto il Codice Europeo Contro il Cancro (ECAC), pubblicato il 14 ottobre 2014. Che ha ripreso sostanzialmente, sul tema alimentazione, le raccomandazioni del WCRF.
Oltre a suggerire di basare alimentazione prevalentemente su un cibo di provenienza vegetale, tali raccomandazioni ci suggeriscono di limitare l’uso delle carni rosse ed evitare quello delle carni conservate, di limitare i cibi ad alta densità calorica (ricchi di zuccheri e grassi), oltre ai cibi ricchi di sale, ed evitare le bevande zuccherate.
Tra i vantaggi della cucina mediterranea, vediamo la possibilità di ridurre l’infiammazione e il rischio di ipertensione, proteggere dall’insulino resistenza e dall’obesità, prevenire la stitichezza. E tanti altri.
L’idea è quella di tornare ad un cibo semplice e vero, con ingredienti sani e non sottoposti a trattamenti industriali (Fonte:http://www.cucina-macro-mediterranea.it/)
sabato 18 giugno 2016
BIOFOTONI : la medicina del futuro sarà la medicina della luce
Dalla luce dipende la salute e l’equilibrio di corpo, emozioni, mente e coscienza. In essa è contenuto un codice fondamentale per la nostra sopravvivenza e l’evoluzione del singolo e dell’intera specie.
Il biofisico tedesco Fritz Albert Popp ha dimostrato che le nostre cellule emanano luce sotto forma di biofotoni e che questa luce contiene un’informazione che interagisce con le reazioni enzimatiche che permettono la vita. Secondo i suoi studi, le cellule di un organismo comunicano tra di loro e con le cellule degli altri organismi attraverso la luce. In pratica, prima ancora di dialogare utilizzando le parole, le emozioni, l’empatia e la chimica degli ormoni, ognuno di noi lo fa attraverso la luce che emana e l’informazione che contiene.
Il biofisico tedesco Fritz Albert Popp ha dimostrato che le nostre cellule emanano luce sotto forma di biofotoni e che questa luce contiene un’informazione che interagisce con le reazioni enzimatiche che permettono la vita. Secondo i suoi studi, le cellule di un organismo comunicano tra di loro e con le cellule degli altri organismi attraverso la luce. In pratica, prima ancora di dialogare utilizzando le parole, le emozioni, l’empatia e la chimica degli ormoni, ognuno di noi lo fa attraverso la luce che emana e l’informazione che contiene.
La luce è collegata alla nostra forza vitale
Esistono molti studi straordinariamente interessanti collegati alla luce che emaniamo. Tra i tanti quello del biologo Protti che ha svolto delle originali ricerche sulla relazione tra luce biofotonica, tessuti cancerogeni e sangue. Le sue ricerche sembrano rivelare che esiste una stretta relazione tra vitalità e luminosità della persona (l’emissione di biofotoni): più luce emaniamo e più è intensa la nostra forza vitale, oltre che il nostro potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose). Tra gli esperimenti più rilevanti c’è quello effettuato in presenza di leucemie, dove è stato verificato che in presenza di queste patologie il sangue ha emissioni bassissime di biofotoni. La nostra salute è strettamente connessa con la luce che emaniamo e con la capacità che abbiamo di rigenerarla o di regolare la sua brillanza. Oggi i biofotoni sono oggetto di moltissime ricerche in tutto il mondo e negli Stati Uniti è stato dimostrato che le zone cutanee corrispondenti ai punti di agopuntura emettono più biofotoni del resto della cute. Mi piace pensare che l’anatomia energetica del futuro sarà basata sulla luce biofotonica cellulare.
Esistono molti studi straordinariamente interessanti collegati alla luce che emaniamo. Tra i tanti quello del biologo Protti che ha svolto delle originali ricerche sulla relazione tra luce biofotonica, tessuti cancerogeni e sangue. Le sue ricerche sembrano rivelare che esiste una stretta relazione tra vitalità e luminosità della persona (l’emissione di biofotoni): più luce emaniamo e più è intensa la nostra forza vitale, oltre che il nostro potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose). Tra gli esperimenti più rilevanti c’è quello effettuato in presenza di leucemie, dove è stato verificato che in presenza di queste patologie il sangue ha emissioni bassissime di biofotoni. La nostra salute è strettamente connessa con la luce che emaniamo e con la capacità che abbiamo di rigenerarla o di regolare la sua brillanza. Oggi i biofotoni sono oggetto di moltissime ricerche in tutto il mondo e negli Stati Uniti è stato dimostrato che le zone cutanee corrispondenti ai punti di agopuntura emettono più biofotoni del resto della cute. Mi piace pensare che l’anatomia energetica del futuro sarà basata sulla luce biofotonica cellulare.
venerdì 19 febbraio 2016
lunedì 6 aprile 2015
sabato 22 novembre 2014
domenica 2 novembre 2014
PREVENZIONE: Italia all'ultimo posto
Se un paese non investe in prevenzione preferendo spendere in farmaci per malattie altrimenti prevedibili, è evidente che qualcosa non torna.
Se poi si riduce anche quella parte esigua e si destinano fondi solo per mega malattifici, come sono oggi concepiti i policlinici ospedalieri...aziende dove si riparano macchine usate, si sostituiscono pezzi di ricambio, si mandano alla rottamazione privata chi non è più riparabile.
In tutto questo dove sta la logica?
Se poi si riduce anche quella parte esigua e si destinano fondi solo per mega malattifici, come sono oggi concepiti i policlinici ospedalieri...aziende dove si riparano macchine usate, si sostituiscono pezzi di ricambio, si mandano alla rottamazione privata chi non è più riparabile.
In tutto questo dove sta la logica?
mercoledì 9 luglio 2014
giovedì 17 aprile 2014
Rapporto Osservasalute 2013
Fonte: ansa.it
L'Italia è un Paese sempre più vecchio: il numero degli ultracentenari è infatti più che raddoppiato in 10 anni, passando da poco più di 6.100 nel 2002 a oltre 13.500 nel 2011.
Le donne sono la maggioranza: nel 2011, infatti, rappresentano l'82,8% del totale degli 'over-100'.
Di contro, il Paese è 'ringiovanito' solo grazie alla presenza dei cittadini immigrati, mentre peggiorano gli stili di vita generali della popolazione.
A scattare l'istantanea della salute degli italiani è il Rapporto Osservasalute 2013.
- PAESE ANZIANO RINGIOVANITO SOLO DAGLI STRANIERI: per ogni 100 giovani di età minore di 15 anni risiedono in Italia oltre 148 persone di 65 anni e oltre. I cittadini stranieri, quindi, contribuiscono a "ringiovanire" la popolazione residente sia per lo scarso peso della popolazione anziana sia per l'alta natalità. Nel 2011 la popolazione in età 65-74 anni rappresenta il 10,5% del totale della popolazione residente; i valori regionali variano da un minimo dell'8,7% della Campania a un massimo di 13,1% della Liguria.
La speranza di vita alla nascita nel 2010 è di 79,4 anni per gli uomini e 84,5 anni per le donne. Complessivamente, dal 2006 gli uomini hanno guadagnato un anno di vita e le donne 0,5 anni. Il Rapporto rileva inoltre che si muore meno per tumori, malattie del sistema circolatorio, malattie dell'apparato digerente e cause di morte violenta, ma si muore di più per disturbi psichici e malattie nervose.
- ITALIANI, GRANDI E PICCOLI, HANNO PESSIMI STILI DI VITA: sono sempre più grassi, aumenta la percentuale di obesi e il fenomeno non risparmia bambini e ragazzi. E' infatti in sovrappeso il 44,2% degli uomini rispetto al 27,6% delle donne, ed è obeso l'11,3% degli uomini e il 9,5% delle donne. Sono troppi pure i bambini e gli adolescenti "taglia extra large", soprattutto maschi: i dati (media 2011-2012) mostrano che i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso sono una quota considerevole pari al 26,9% (ovvero più di un giovane su 4 dai 6 ai 17 anni). Restano pochi gli sportivi, meno di uno su quattro pratica uno sport in modo costante, mentre si registra una lieve riduzione dei sedentari. A ciò si aggiunge il fatto che i cittadini del Belpaese continuano a consumare poca frutta e verdura.
In positivo, invece, si nota che continua il trend in diminuzione dei consumatori di alcolici e si osserva anche una lieve diminuzione dei consumatori di alcol con comportamenti a rischio. Inoltre, continuano a calare i fumatori, ma non perché chi già ha il vizio smetta di fumare (infatti non aumentano gli ex-fumatori), ma perché diminuisce il "ricambio generazionale" in merito a questo comportamento. Altro dato positivo è che si arresta l'aumento del consumo di antidepressivi, che aveva caratterizzato l'ultimo decennio. Si registra pure una flessione nel tasso di suicidi, ma ancora si rileva in crescita il rischio di suicidio tra gli uomini. Infine, si sottolinea nel Rapporto, ancora tanti, e in leggero aumento, sono i "viaggi della speranza'' per curarsi, soprattutto da Sud a Nord.
L'Italia è un Paese sempre più vecchio: il numero degli ultracentenari è infatti più che raddoppiato in 10 anni, passando da poco più di 6.100 nel 2002 a oltre 13.500 nel 2011.
Le donne sono la maggioranza: nel 2011, infatti, rappresentano l'82,8% del totale degli 'over-100'.
Di contro, il Paese è 'ringiovanito' solo grazie alla presenza dei cittadini immigrati, mentre peggiorano gli stili di vita generali della popolazione.
A scattare l'istantanea della salute degli italiani è il Rapporto Osservasalute 2013.
- PAESE ANZIANO RINGIOVANITO SOLO DAGLI STRANIERI: per ogni 100 giovani di età minore di 15 anni risiedono in Italia oltre 148 persone di 65 anni e oltre. I cittadini stranieri, quindi, contribuiscono a "ringiovanire" la popolazione residente sia per lo scarso peso della popolazione anziana sia per l'alta natalità. Nel 2011 la popolazione in età 65-74 anni rappresenta il 10,5% del totale della popolazione residente; i valori regionali variano da un minimo dell'8,7% della Campania a un massimo di 13,1% della Liguria.
La speranza di vita alla nascita nel 2010 è di 79,4 anni per gli uomini e 84,5 anni per le donne. Complessivamente, dal 2006 gli uomini hanno guadagnato un anno di vita e le donne 0,5 anni. Il Rapporto rileva inoltre che si muore meno per tumori, malattie del sistema circolatorio, malattie dell'apparato digerente e cause di morte violenta, ma si muore di più per disturbi psichici e malattie nervose.
- ITALIANI, GRANDI E PICCOLI, HANNO PESSIMI STILI DI VITA: sono sempre più grassi, aumenta la percentuale di obesi e il fenomeno non risparmia bambini e ragazzi. E' infatti in sovrappeso il 44,2% degli uomini rispetto al 27,6% delle donne, ed è obeso l'11,3% degli uomini e il 9,5% delle donne. Sono troppi pure i bambini e gli adolescenti "taglia extra large", soprattutto maschi: i dati (media 2011-2012) mostrano che i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso sono una quota considerevole pari al 26,9% (ovvero più di un giovane su 4 dai 6 ai 17 anni). Restano pochi gli sportivi, meno di uno su quattro pratica uno sport in modo costante, mentre si registra una lieve riduzione dei sedentari. A ciò si aggiunge il fatto che i cittadini del Belpaese continuano a consumare poca frutta e verdura.
In positivo, invece, si nota che continua il trend in diminuzione dei consumatori di alcolici e si osserva anche una lieve diminuzione dei consumatori di alcol con comportamenti a rischio. Inoltre, continuano a calare i fumatori, ma non perché chi già ha il vizio smetta di fumare (infatti non aumentano gli ex-fumatori), ma perché diminuisce il "ricambio generazionale" in merito a questo comportamento. Altro dato positivo è che si arresta l'aumento del consumo di antidepressivi, che aveva caratterizzato l'ultimo decennio. Si registra pure una flessione nel tasso di suicidi, ma ancora si rileva in crescita il rischio di suicidio tra gli uomini. Infine, si sottolinea nel Rapporto, ancora tanti, e in leggero aumento, sono i "viaggi della speranza'' per curarsi, soprattutto da Sud a Nord.
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lunedì 14 aprile 2014
ALIMENTAZIONE E SALUTE
perchè produciamo cibi che ci porteranno ad ammalarci?
Questo video ci chiarirà le idee
http://attivo.tv/player/attivismo/il-grande-segreto-sull-alimentazione-umana.html
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mercoledì 26 marzo 2014
La Mammografia non previene la mortalità per cancro al seno
Gli screening su fasce di popolazione statisticamente a rischio, non sono prevenzione, ma diagnosi precoce.
Ma anche la diagnosi precoce non riduce la mortalità per cancro al seno, come illustra questo studio pubblicato dal Jama.
Ma anche la diagnosi precoce non riduce la mortalità per cancro al seno, come illustra questo studio pubblicato dal Jama.
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mercoledì 19 febbraio 2014
lunedì 27 gennaio 2014
PREVENIRE IL DIABETE ELIMINANDO LO STRESS
Il dott. Nader Butto ci spiega come prevenire l'insorgenza del diabete, riconducendo la persona in un stato di rilassamento e di equilibrio psicofisico
giovedì 7 novembre 2013
giovedì 22 agosto 2013
sabato 13 luglio 2013
Denti _organi _muscoli
Tutti conoscono l'importanza di una corretta salute dentale ai fini masticatori e digestivi, ma spesso si ignora la stretta relazione che esiste tra bocca - mento/mandibola ed il resto del corpo.
In questa mappa ci sono le correlazioni tra denti ,organi e muscoli.
tratto da Dentosofia
MAL DI VITA
La colonna vertebrale è la sede primaria delle nostre memorie poiché ogni blocco, ogni crisi, ogni emotività si è prima mostrata come tensione che poi magari si è riversata su qualche organo correlato, per poi cronicizzarsi e spesso diventare patologia.
Popolarmente il mal di schiena veniva chiamato mal di vita, forse già intuendo l'intima connessione tra il nostro assetto posturale ed esistenziale.
Attraverso l'esercizio consapevole ascoltando il proprio corpo, le tensioni, le leve fisiologiche che concorrono alla catena dei movimenti, possiamo rendere flessibile la nostra colonna; curarne i blocchi e prevenire le contratture muscolari, a qualunque età.
Popolarmente il mal di schiena veniva chiamato mal di vita, forse già intuendo l'intima connessione tra il nostro assetto posturale ed esistenziale.
Attraverso l'esercizio consapevole ascoltando il proprio corpo, le tensioni, le leve fisiologiche che concorrono alla catena dei movimenti, possiamo rendere flessibile la nostra colonna; curarne i blocchi e prevenire le contratture muscolari, a qualunque età.
Leggere un sintomo non significa cambiare la propria esistenza, significa prenderne atto e dunque scegliere, utilizzare il messaggio per capire se siamo pronti e disposti a cambiare oppure no.
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giovedì 28 febbraio 2013
I virus rubano i sistemi immunitari
Lo rivela un lavoro pubblicato su Nature: un batteriofago parassita è in grado di sottrarre il sistema immunitario dei batteri, modificarlo e utilizzarlo contro il suo ospite
Anche i virus si difendono, e per farlo ricorrono ad armi che hanno rubato dai loro ospiti, ritorcendole contro di loro. Un'équipe di scienziati dell' Howard Hughes Medical Institute, coordinati da Andrew Camilli, ha infatti dimostrato che un particolare virus, detto batteriofago o più sbrigativamente fago, è in grado di “rubare” il sistema immunitario dei batteri e riadattarlo alle proprie esigenze per sopraffare il batterio ospite e riprodursi. La scoperta, che rappresenta la prima evidenza sperimentale di questo meccanismo, è stata pubblicata su Nature.
Finora, gli scienziati pensavano ai fagi come una sorta di particelle primitive di dna o rna, e che mancassero completamente di un sistema immunitario adattativo, cioè in grado di rispondere a una varietà infinita di attacchi esterni. Mentre non è lo stesso per i batteri. Sebbene infatti con sistema immunitario di solito si intenda il complesso insieme di cellule e molecole che difendono l’essere umano da qualsiasi cosa che sia estranea agli organismi, anche i batteri, nel loro piccolo, hanno qualcosa che gli si avvicina abbastanza. È l’apparato molecolare Crispr/Cas, un sistema immunitario con cui si difendono da materiale genomico estraneo, soprattutto da quello dei fagi.
Ogni tipo di fago, da buon parassita, è accoppiato a una classe specifica di batteri: l'équipe di Camilli si è concentrata sul fago del Vibrio Cholerae, il responsabile delle epidemie di colera negli esseri umani. Analizzando sequenze di dna di fagi prelevati da feci di pazienti affetti da colera, gli scienziati hanno identificato dei geni associati a un sistema immunitario adattativo (quelli Crispr, appunto), finora mai individuati in altri virus, e invece presenti in alcuni batteri e nella maggior parte degli organismi della classe Archaea. Ma si trattava di un apparato funzionale?
Per verificarlo, gli scienziati hanno usato un fago privo di sistema immunitario per infettare un ceppo di batteri del colera resistente al virus. In questo caso i virus non riuscivano a infettare e uccidere i batteri, ma ripetendo la stessa operazione con il fago immunizzato - che portava in sé i geni associati al sistema di difesa batterico - i ricercatori hanno osservato il suo rapido adattamento e l'uccisione totale dei batteri del colera. In pratica il virus si è mostrato capace di requisire il sistema immunitario per superare le difese montate contro di lui.
Secondo gli autori della scoperta, il lavoro è particolarmente importante per lo sviluppo delle terapie basate sui fagi per il trattamento delle infezioni batteriche. “Il nostro studio dà credito alla controversa idea che i virus siano creature viventi”, sostiene Camilli, “e rafforza la possibilità di usare trattamenti basati sui batteriofagi per trattare le infezioni batteriche. Soprattutto quelle resistenti alle attuali terapie antibiotiche”.
Fonte: http://daily.wired.it/
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