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lunedì 13 gennaio 2014
2014 : l'anno delle scelte
Iniziamo chiedendo scusa alla Terra per tutto il dolore che deve sopportare a causa di scelte economiche, politiche, culturali ciniche e suicide; chiediamo perdono a tutti gli esseri senzienti che subiscono i nostri comportamenti aggressivi e distruttivi; ringraziamo tutte le forze del cosmo per mantenerci in vita qui ed ora dandoci sempre la possibilità di cambiare, virando dritti verso il riconoscimento della nostra appartenenza alla Vita che in un eterno amplesso genera infiniti mondi uniti nell'Amore...quello stesso Amor che move il sole e l' altre stelle, cui si riferiva Dante nel Paradiso.
ecco le parole chiave del 2014
SCUSA PERDONAMI GRAZIE TI AMO
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così è e così sia
Buon Anno e buon Risveglio
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domenica 2 maggio 2010
MAREA NERA: LE CIFRE DI UN DISASTRO AMBIENTALE, ECONOMICO E SOCIALE
Fonte: ANSA
Questi sono i numeri della marea nera provocata nel golfo del Messico dall'esplosione e il successivo affondamento della piattaforma petrolifera della Bp.
- 2,4: in miliardi di dollari il fatturato dell'industria della pesca, a rischio per lo sversamento.
- 5: gli aerei impiegati contro lo sversamento di petrolio nel golfo del Messico.
- 5: i milioni di dollari chiesti dai pescatori di gamberi in una class action pronta per essere avviata.
- 32: le navi impegnate nelle operazioni contro la chiazza oleosa. 500: gli uomini a lavoro contro la marea nera.
- 50: gli anni di durata degli effetti della macchia oleosa sulle coste della Louisiana.
- 60: la distanza in chilometri della macchia dalla costa
- 130: la lunghezza in chilometri del velo sulla superficie dell'oceano creato dalla chiazza oleosa. - 1.500: i metri alla cui profondità si trova il pozzo che emette greggio
- 5.000: numero dei barili di petrolio persi giornalmente dalla Bp a causa dell'esplosione della piattaforma.
- 70.000: i chilometri quadrati dell'area contaminata, un'area grande quanto il bacino del Po. - 200.000: i litri di greggio emessi ogni giorno dalle falle sottomarine.
- 400.000: i litri di sostanze chimiche spruzzate sulla superficie dell'oceano dalle unità della società petrolifera britannica Bp.
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venerdì 27 novembre 2009
Summit di Copenhagen:ridurre il consumo di carne a beneficio della salute nostra e del pianeta
Ridurre del 30% il consumo di carne eviterebbe 18.000 morti premature in Gran Bretagna.
E' uno dei dati emersi da uno studio di ricercatori inglesi e australiani che, usando modelli predittivi, hanno concluso che mangiare meno carne ridurrebbe le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera, contribuendo a contrastare i cambiamenti climatici, e gioverebbe alla salute della popolazione mondiale.
Ovviamente i maggiori vantaggi sarebbero per i Paesi che oggi producono molta carne.
I ricercatori hanno mostrato con i loro modelli che migliorando l'efficienza degli allevamenti, riducendo il loro uso di combustibili fossili e tagliando del 30% la produzione di bestiame da macello nelle nazioni che piu' consumano carne si otterrebbe un significativo abbattimento delle emissioni di CO2.
In piu', mangiare meno grassi saturi di origine animale sarebbe un importante vantaggio per la salute.
In Gran Bretagna, secondo i ricercatori, tagliare del 30% il consumo di carne e grassi animali ridurrebbe del 17% il numero di morti premature causate dalla malattie cardiache, in pratica 18.000 decessi in meno in un anno.
In Brasile, si potrebbero evitare ogni anno 1.000 morti premature.
Ma quanto pesa l'allevamento di bestiame sul clima?
Secondo la Fao, il 18% di tutte le emissioni di gas serra derivano proprio dalla produzione di carne e gli esperti dicono che l'aumento della domanda che arriva dai Paesi in via di sviluppo potrebbe far salire la produzione addirittura dell'85% nel 2030 rispetto ai livelli del 2000.
Lo studio e' stato pubblicato dalla rivista The Lancet come parte di una serie di ricerche sui cambiamenti climatici e il loro impatto sulla salute in vista del summit di Copenhagen. Per esempio, un altro studio che verra' presentato a Copenaghen, condotto da scienziati britannici, ha scoperto che ridurre il numero di macchine e scegliere invece di camminare o andare in bicicletta avrebbe un maggiore impatto sulla salute (e l'ambiente) rispetto a usare veicoli a basse emissioni, specialmente nei Paesi ricchi.
Secondo Andrew Haines, direttore dela London School of Hygiene and Tropical Medicine che ha coordinato tutte le ricerche, i delegati che parteciperanno al summit sul clima "devono comprendere il potenziale impatto delle loro decisioni sulla salute della popolazione mondiale".
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lunedì 20 ottobre 2008
L'alimentazione vegan è la più eco-sostenibile
Fonte: ansa.it
Ripreso da: www.vegetariani.it
r.s. a cura della redazione ECplanetLo conferma uno studio tedesco, reso noto attraverso un comunicato dal Centro internazionale di ecologia della nutrizione (Neic). Secondo un report realizzato per l'associazione di consumatori tedesca Foodwatch dall'Istituto tedesco per la Ricerca sull'Economia Ecologica (IOeW), è emerso che l'alimentazione vegetariana ha un impatto sull'effetto serra (senza tenere conto dei consumi d'acqua, sostanze chimiche, terreni, ecc.) 4 volte più alto di quella vegan, mentre l'alimentazione onnivora ha un impatto addirittura 8 volte più alto. L'alimentazione vegan, ovvero quella costituita al 100% da alimenti di origine vegetale, è la più ecosostenibile di tutte. Lo conferma uno studio tedesco, reso noto attraverso un comunicato dal Centro internazionale di ecologia della nutrizione (Neic). Secondo un report realizzato per l'associazione di consumatori tedesca Foodwatch dall'Istituto tedesco per la Ricerca sull'Economia Ecologica (IOeW), è emerso che l'alimentazione vegetariana ha un impatto sull'effetto serra (senza tenere conto dei consumi d'acqua, sostanze chimiche, terreni, ecc.) 4 volte più alto di quella vegan, mentre l'alimentazione onnivora ha un impatto addirittura 8 volte più alto. I risultati sono stati ottenuti tenendo conto delle emissioni di anidride carbonica che risultano dalla coltivazione dei mangimi per gli animali, dall'utilizzo dei pascoli per l'allevamento e dalle deiezioni prodotte dagli animali stessi. Il confronto, per risultare di facile comprensione al pubblico, è stato spiegato in termini di “km equivalenti” percorsi in auto, in particolare a quanti km percorsi in auto equivalgono ad esempio 1 kg di carne o 1 kg di grano Confrontando le emissioni di gas serra dovute al cibo consumato da una persona per un anno intero, ed esprimendole come equivalente in km percorsi in auto in un anno, i risultati numerici dello studio sono che l'alimentazione vegan, da agricoltura bio, è equivalente a 281 km e da agricoltura convenzionale 629 km.
L'alimentazione latto-ovo-vegetariana, da agricoltura bio equivale a 1978 km e da agricoltura convenzionale a 2427 km. L'alimentazione onnivora, da agricoltura bio, equivale a 4.377 km, da agricoltura convenzionale a 4.758 km. In conclusione l'agricoltura biologica diventa una scelta ecologica, ma solo se si consumano direttamente i vegetali: con un'alimentazione vegan, si possono dimezzare le emissioni di gas serra, se si scelgono vegatali da agricoltura biologica.
Ma anche con l'agricoltura convenzionale, la scelta vegan batte di molte lunghezze le altre due possibilità.
Viceversa, la scelta biologica non è molto rilevante nell'alimentazione onnivora (è quasi insignificante), e nemmeno in quella latto-ovo-vegetariana.
Nonostante l'alto impatto sul clima (il settore zootecnico è responsabile del 18% del totale dell'effetto serra, molto più dell'intero settore dei trasporti, fermo al 13,5%) - fa notare il Neic - l'agricoltura è il punto debole del piano governativo per combattere i cambiamenti climatici, in Germania (come in tutti gli altri paesi europei, Italia inclusa), il settore dell'agricoltura e zootecnia è del tutto esentato dal programma per ridurre l'emissione dei gas serra.
L'associazione di consumatori Foodwatch propone la cancellazione dei sussidi dell'Unione Europea al settore dell'agricoltura, e chiede che chi emette gas serra paghi delle tasse apposite, anziché pagare con le tasse di tutti i cittadini. Della stessa idea è il NEIC che ha da poco lanciato una petizione popolare a livello europeo per chiedere esplicitamente l'eliminazione di tutti i sussidi al settore zootecnico, in quanto dannoso per l'ambiente e la salute umana.
Si può firmare on-line o si possono raccogliere firme su una petizione cartacea, andando sul sito del NEIC.
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