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lunedì 27 gennaio 2014

PREVENIRE IL DIABETE ELIMINANDO LO STRESS

Il dott. Nader Butto ci spiega come prevenire l'insorgenza del diabete, riconducendo la persona in un stato di rilassamento e di equilibrio psicofisico

lunedì 28 giugno 2010

APIPUNTURA:CONFERMATA EFFICACIA DEL VELENO DI API NELL'ARTRITE

Il veleno delle api è un composto di acqua, istamina, melittina, lisolecitina, apamina e vari enzimi.
Da secoli nella medicina naturale e tradizionale questa sostanza si è infatti dimostrata un ottimo vasodilatatore e un anticoagulante, utile nelle affezioni reumatiche e cardiache.
In uno studio dell 'Universita' di San Paolo del Brasile riportato dal Daily Telegraph, per la prima volta si è investigato sul principio scientifico alla base di quella che finora era una credenza popolare: il veleno delle api puo' far diminuire il dolore dovuto all'artrite e in qualche caso addirittura prevenire la malattia.
I ricercatori hanno testato le proprieta' del veleno degli insetti su alcuni conigli suscettibili di artrite, dimostrando che questa non si presenta per l'azione di una molecola che stimola la risposta dell'organismo che combatte le infiammazioni.
Il veleno delle api e' un mix di diverse sostanze che inducono risposte immunitarie e allergiche negli umani.
Lo studio ha dimostrato che a proteggere dall'artrite e' una sostanza che stimola i glucocorticoidi, che nell'uomo prevengono le infiammazioni.
Una cura a base di punture di api per l'artrite e' offerta tuttoggi da molti esperti di medicina naturale e tradizionale, ma finora gli studi scientifici avevano mostrato solo un effetto placebo per questa terapia.
I risultati emersi dallo studio potrebbero servire a sviluppare nuove terapie.

venerdì 12 marzo 2010

MTC: le pratiche sessuali da evitare


Il pensiero medico cinese, ispirandosi ai principi filosofici taoisti, ha da sempre sottolineato gli effetti benefici sulla salute di una vita sessuale equilibrata ed evidenziato tutto ciò che specificamente può danneggiare l'uomo e la donna, ognuno dei quali ha specifiche debolezze da proteggere.


Ciò che danneggia l’uomo

  • L'eccesso di attività sessuale con emissione di sperma provoca perdita di una sostanza che è emanazione diretta dell'essenza dei reni/energia jing e di energia yang.

L'organo più danneggiato energeticamente è il Rene.

  • L’idea di eccesso è relativa all’età e alle condizioni fisiche di ogni individuo.

    Ciò che danneggia la donna
  • Avere rapporti sessuali durante il ciclo mestruale. Ciò provoca una ostruzione della fisiologica discesa del sangue mestruale e ristagno. Se è una pratica abituale può causare dismenorrea.
  • Eccesso di attività sessuale durante la pubertà, prima del raggiungimento di una piena maturità funzionale dell’apparato genitale. Indebolisce gravemente l'energia dei Reni e predispone a sterilità, aborti ripetuti e persino alla comparsa di malattie tumorali in età adulta e avanzata.
  • Avere rapporti sessuali nei primi due giorni che seguono la fine del mestruo può causare l’apertura del collo dell'utero e la ripresa del sanguinamento uterino.
  • Avere rapporti sessuali nei primi tre e negli ultimi tre mesi di gravidanza.
    Quando il desiderio sessuale è presente ma non è seguito da attività sessuale e orgasmo, il 'Fuoco Ministro', che si agita e non si placa con la liberazione dello yang (orgasmo), può provocare ristagno di energia nel petto e nell’addome (dolori, tensione, oppressione, dismenorrea) oppure Calore nel sangue e disturbi mentali.


Va notato che l'assenza di attività sessuale, in assenza di appetito sessuale, non viene considerato un disturbo che può causare malattie.

martedì 12 gennaio 2010

Medicina Tradizionale e Naturale:nasce il primo progetto europeo di ricerca

Aumenta sempre di piu' il numero di persone che ricorrono alla medicina complementare e alternativa (CAM) per curare disturbi che ritengono non possano essere trattati con le terapie convenzionali.
In Europa soltanto il numero di questi pazienti raggiunge i 100 milioni, secondo quanto riportato dal notiziario europeo Cordis.
La sfida maggiore affrontata dai praticanti della CAM e' comunque la mancanza di finanziamenti e cooperazione scientifica, che impedisce a questo campo della medicina di espandersi.
Il progetto CAMBRELLA, finanziato dall'UE, cerchera' di risolvere questo problema.
Il progetto e' stato avviato il primo gennaio di quest'anno con una sovvenzione di 1,5 milioni di euro nell'ambito del tema 'Salute' del Settimo programma quadro.
CAMBRELLA ('CAMBRELLA: a pan-European research network for complementary and alternative medicine (CAM)') favorira' il benessere dei cittadini europei attraverso la creazione di una tabella di marcia che contiene le condizioni per la ricerca futura nel campo della medicina complementare e alternativa in Europa.
Fino al 2012 i partner del progetto lavoreranno alla creazione di una rete di istituti di ricerca europei impegnati nella medicina complementare.
Questo obiettivo risultera' in una piu' stretta cooperazione a livello globale.
"Gli otto gruppi di lavoro di 'CAMBRELLA' si concentreranno sulla terminologia, la legislazione, i bisogni dei pazienti, il ruolo dei trattamenti CAM nei sistemi sanitari e la metodologia di ricerca" ha spiegato Wolfgang Weidenhammer del Centro di ricerca di medicina complementare presso il Politecnico di Monaco, in Germania.
"Svilupperemo una comprensione complessiva dello stato attuale della CAM in Europa, che fara' da punto di partenza per le future attivita' di ricerca" ha aggiunto Weidenhammer, che e' anche coordinatore del progetto.
Gli obiettivi specifici del progetto includono lo sviluppo della terminologia basata sul consenso largamente accettata in Europa per descrivere gli interventi CAM, la creazione di una base di conoscenze che faciliti la nostra comprensione delle necessita' dei pazienti e la loro prevalenza, e l'esplorazione delle necessita', delle convinzioni e del comportamento dei cittadini europei rispetto alla CAM.
Il consorzio 'CAMBRELLA' e' un partenariato di 16 organizzazioni scientifiche di 12 paesi europei, tra cui Austria, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Regno Unito, Romania, Ungheria e Svezia.
Il progetto e' appoggiato da un consiglio consultivo composto da importanti gruppi di parti interessate, tra cui fornitori, medici praticanti, pazienti e consumatori.
"Nel 2008 la Commissione europea ha annunciato per la prima volta un finanziamento nel campo della medicina complementare, nell'ambito del PQ" ha detto Weidenhammer.
Il finanziamento del progetto CAMBRELLA e' il risultato degli sforzi compiuti da numerose iniziative e organizzazioni europee di porre la medicina complementare all'attenzione dell'Europa.
La medicina complementare e la medicina alternativa comprendono le terapie che hanno una base culturale o storica, tra cui l'erbalismo, la meditazione, lo yoga, l'ipnosi, il biofeedback, agopuntura e la medicina cinese tradizionale. .

martedì 18 agosto 2009

L'agopuntura riesce a influenzare la risposta del cervello al dolore.

Lo rivela uno studio dell' Universita' di Michigan (Stati Uniti) che grazie a tecniche di scansione cerebrale, e' riuscito a verificare alcuni effetti di questa pratica cinese tradizionale. "L'agopuntura scatena dei meccanismi simili a quelli degli oppiacei, come morfina e codeina", ha detto Richard E. Harris dell' U-M Chronic Pain and Fatigue Research Center, autore dello studio pubblicato sul Journal of NeuroImage.
"Queste sostanze aumentano la disponibilita' dei recettori per gli oppiacei, che in certe zone del cervello regolano la risposta al dolore".
L'agopuntura cinese agirebbe nella stessa maniera, aumentando la ricettivita' agli oppiacei con una conseguente riduzione del dolore.
Per i ricercatori, questa scoperta potrebbe portare a un nuovo campo di ricerca sulle capacita' dell'agopuntura.
"I pazienti che soffrono di dolore cronico potrebbero sottoporsi a sessioni di agopuntura, per rispondere meglio all'azione degli oppiacei somministrati", ha concluso Harris

giovedì 23 luglio 2009

Medicina Tradizionale Cinese un valido aiuto per la salute ed il benessere femminile

Le erbe usate dalla medicina cinese potrebbero costituire una valida alternativa alla terapia ormonale standard utilizzata dalla medicina occidentale contro l'endometriosi, una dolorosa patologia ginecologica.
E' quanto emerge da un'analisi condotta da scienziati britannici che hanno passato in rassegna i risultati di due trial clinici effettuati in Cina su donne affette da endometriosi.
In entrambi i trial il mix di erbe cinesi testato si e' rivelato altrettanto efficace se non migliore degli ormoni, e in piu' col vantaggio di causare meno effetti collaterali.
Entrambi i test, che hanno coinvolto un totale di 158 donne, sono considerati di fase iniziale e i ricercatori dicono che sono necessarie ulteriori conferme.
Tuttavia, come scrivono sulla Cochrane Library, i risultati sono da considerarsi promettenti.
"Quello che abbiamo imparato e' che le erbe della medicina cinese possono in alcuni casi essere altrettanto efficaci dei farmaci della medicina convenzionale ma con meno effetti collaterali", afferma il coordinatore della ricerca, Andrew Flower, della University of Southampton in Uk.
"Questo potrebbe significare che i rimedi della medicina cinese sono piu' adatti per cure su lungo termine".
La medicina occidentale cura l'endometriosi con gli ormoni, ma gli effetti collaterali possono essere molto fastidiosi: vampate di calore, acne, eccessiva peluria. In uno dei trial passati in rassegna dalla equipe di Flower, i ricercatori cinesi hanno curato un gruppo di donne con un mix di erbe noto come Nei Yi Wan e un altro gruppo con l'ormone gestrinone; dopo tre mesi, le donne di entrambi i gruppi mostravano gli stessi miglioramenti nei sintomi e avevano anche le stesse chance di restare incinte.
Ma le donne curate con le erbe lamentavano meno effetti collaterali.
Il secondo trial ha messo a confronto lo stesso mix di erbe con il danazolo, un farmaco che blocca la secrezione di estrogeno. Dopo tre mesi, entrambi i gruppi di donne avevano sintomi piu' lievi, ma quelle curate con le erbe riportavano miglioramenti piu' significativi.

sabato 20 giugno 2009

Le erbe amiche: la Consolida aiuta a ridurre i dolori muscolari


Fonte:
di Roberto Suozzi
http://http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2009/06/18/benessereterapienonconvenzionali/
L'applicazione locale di una pomata a base di estratto di Consolida maggiore (Symphytum officinale; Fam.: Borraginacee) risulterebbe molto utile nel ridurre il dolore acuto che si ha nella dorsalgia e nella lombalgia.
Lo afferma uno studio, pubblicato sul British Journal Sports Medicine (Maggio 2009), su efficacia e sicurezza dell'utilizzo della Consolida, da parte della medicina tradizionale, nel trattamento del dolore muscolare e articolare.
La sperimentazione, svolta da ricercatori tedeschi (GRM Pharmaberatung GmbH, Rheinback Germany) ha coinvolto centoventi persone di sesso maschile (età media 36 anni), suddivise in due gruppi, per un periodo di circa cinque giorni. A un primo gruppo venne applicato del placebo, all'altro una pomata contenente un estratto di radici di Consolida maggiore al dosaggio di quattro grammi (per applicazione) per tre volte al giorno.
Nella valutazione finale quello che era stato trattato con la pomata di Consolida ha avuto un rilevante beneficio: "L'estratto delle radici di Consolida maggiore ha dimostrato una forte e clinicamente rilevabile azione di riduzione del dolore acuto", ha scritto il team di ricerca del dottor Staiger, il quale ha anche sottolineato che vi era stato anche un rapido miglioramento della mobilità.
A onor del vero questa non è la prima sperimentazione che dimostra le proprietà antidolorifiche della Consolida.
Cito, per fare un esempio, la rivista scientifica Arzneimittelforschung (2007) che pubblica uno studio dell' Istituto Galeazzi di Milano che ha valutato l'efficacia, nelle distorsioni della caviglia, di una pomata di Consolida a confronto del diclofenac in gel, un farmaco comunemente adoperato come antinfiammatorio e antidolorifico.
La sperimentazione condotta su centosessantaquattro persone (82 trattate con pomata di Consolida, le altre con pomata di diclofenac gel) ha dimostrato, almeno in questo studio, una superiorità della pomata di consolida rispetto al diclofenac e una sicurezza eccellente.
Assodate, almeno in questa fase, le proprietà antidolorifiche della pomata di Consolida, risulta quindi utilizzabile sia a livello muscolare che articolare.
Per quel che riguarda la tossicità, nell'utilizzo interno la Consolida contiene i pericolosi alcaloidi pirrolizidinici (contenuti in diverse piante) che hanno dimostrato un notevole grado di epatotossicità, e che possono anche indurre tumori del fegato.

mercoledì 11 marzo 2009

Rinite allergica e benefici dell'agopuntura

Si avvicina la primavera e per chi soffre di allergie ai pollini cominciano i fastidiosi sintomi della cosiddetta febbre da fieno: occhi che lacrimano, naso chiuso, starnuti. L'agopuntura, unita alle cure standard, puo' pero' aiutare a migliorare la qualita' della vita di chi soffre di questa condizione, secondo una ricerca tedesca.
E sono soldi spesi bene, secondo il team della Dr.ssa Claudia M. Witt del Charite University Medical Center di Berlino, soprattutto per le donne.
La febbre da fieno, ovvero la rinite allergica, e' diventata piu' comune negli ultimi venti anni, notano Witt e colleghi sull' American Journal of Epidemiology.
Il costo per la societa' e' alto sia in termini di giorni di lavoro persi che di prestazioni sanitarie erogate.
Circa il 19% delle persone che soffrono di rinite allergica usa l'agopuntura per migliorare i sintomi, notano ancora i ricercatori.
Il team ha studiato 981 pazienti.
Tutti venivano curati con i farmaci standard, ma 487 persone hanno seguito anche 10 sedute di agopunctura in tre mesi. Alla fine dello studio, la qualita' di vita media era molto piu' alta nel gruppo che aveva fatto l'agopuntura e il beneficio era soprattutto visibile nelle donne. "I nostri risultati dimostrano che se i pazienti affetti da rinite allergica usano l'agopuntura in aggiunta alle cure usuali la loro qualita' di vita e' migliore rispetto a chi non si sottopone a agopuntura", ha concluso la Witt. "L'agopuntura ovviamente costa, ma abbiamo calcolato che la spesa vale il beneficio raggiunto".
Il team della Witt ha infatti usato un'equazione chiamata valore del rapporto costo/efficacia incrementale (Icer) che ha permesso ai ricercatori di calcolare che la spesa e' comunque cost-effective, soprattutto visto che il risultato e' un miglioramento dei sintomi.

mercoledì 17 dicembre 2008

Alternative alla terapia ormonale sostitutiva: si sperimentano rimedi botanici.

Alternative alla terapia ormonale di: Johann Rossi Mason
Molte donne sono fortemente indecise tra i benefici e i rischi della Terapia Ormonale Sostitutiva (HRT) farmacologica in menopausa. Un dubbio aumentato dalla consapevolezza che la menopausa non sia una malattia ma una fase fisiologica della vita femminile. Molte donne sceglierebbero volentieri sistemi `dolci´ per alleviare i sintomi più fastidiosi e, sempre in maggior numero, chiedono alternative alle medicine non convenzionali.
Un approccio percepito come più `naturale´, più in sintonia con la ricerca integrale di equilibrio corpo-mente.
A questo proposito uno studio esaminerà l´effettività e la sicurezza della `cimicifuga´ (Actaea Racemosa) e del trifoglio rosso come rimedi naturali per alleviare i sintomi della menopausa. I ricercatori della Nortwestern Memorial Hospital di Chicago stanno infatti cercando delle volontarie sane proprio allo scopo di testare le due erbe.
Lo studio sarà sponsorizzato dal `National Institute of Health e dal National Center for complementary and alternative medicine. “Il nostro obiettivo” spiega il dottor Lee Shulman, capo della Divisione di Medicina Riproduttiva al Nortwestern “è quello di determinare il ruolo di alcuni prodotti botanici nella gestione della menopausa. Inoltre testeremo la loro capacità di alleviare sintomi tipici come insonnia, disturbi dell'umore e problemi sessuali”
Queste due erbe sono alla base di un integratore dietetico che agisce in una maniera molto simile agli ormoni femminili “Molte donne usano già questo tipo di prodotti, ma non erano stati ancora fatti studi specifici per valutare il loro possibile uso come `terapia ormonale sostitutiva´ e come trattamento di prima linea a breve termine per le vampate di calore, un problema molto sentito e percepito come fattore capace di limitare la qualità di vita delle donne” è ciò che afferma la dott.ssa Cate Stika, capo della Divisione di Ostetricia e Ginecologia dello stesso ospedale.
Questo studio è particolarmente importante alla luce delle polemiche e della confusione relativa all´uso della HRT. “Moltissime donne chiedono alternative ai farmaci e noi dobbiamo essere in grado di dare delle risposte basate su evidenze scientifiche, in particolare su erbe e rimedi botanici che possono essere molto attivi e, in alcuni casi, pericolosi a dosaggi variabili” conclude la dottoressa Stika.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
Nortwestern Memorial Hospital

sabato 11 ottobre 2008

Curare la cefalea con l'alimentazione ricca di ferro

r.s. a cura della redazione ECplanet
Dall'università di Tel Aviv, in particolare dal Department of Biochemistry continunao ad arrivare interessanti notizie su ricerche relative ad alimentazione e terapie per contrastare disturbi e malattie.
Una recente ricerca sottolinea l'importanza di assumere più ferro, per i soggetti che soffrono di cefalea cronica, che non abbia motivazioni di tipo gnatologico o osteoarticolare.
Fegato, ceci, anacardi, pistacchio, cacao, lenticchie, cozze, sono questi gli alimenti che oltre ad essere ricchi di ferro, danno la maggiore disponibilità all'assorbimento.
Infatti non tutti i cibi ricchi di ferro sono poi ugualmente efficaci nel cedere il ferro all'organismo.
Una colazione con l'aggiunta di frutta secca e la sostituzione della pasta con minestre di ceci e lenticchie sono l'ideale per avere riserve di ferro, per contrastare la cefalea cronica. Senza dimenticare che il ferro migliora la funzionalità del sistema nervoso, epidermico, circolatorio e osseo.

lunedì 5 maggio 2008

Medicina alternativa

La medicina del farmaco, usata di preferenza nei paesi industrializzati, è diventata una delle principali cause di morte, se non la principale. Morti a causa di medicina omeopatica e di altri approcci non-chimici alla salute sono pressoché assenti. L'efficacia della medicina farmaceutica non è comprovata ed è un segreto aperto che i medicinali funzionino solo nel 30 al 50 per cento dei pazienti.

Il Consiglio Superiore di Sanità non ne sembra essere al corrente. Altrimenti si stringerebbero le norme sui farmaci “tradizionali”, non quelle su omeopatia, nutrizione e naturopatia.

Lamentiamo il fatto che ancora una volta, come già avvenuto nel 1990, il Consiglio Superiore di Sanità esprima un parere senza aver consultato in nessuna occasione gli esperti del settore;

Ribadisce ancora una volta che, per quanto sistematicamente ignorate, le prove di efficacia della terapia omeopatica esistono, sono pubblicate su riviste mediche internazionali riconosciute e sono sempre in numero crescente;

Ricordiamo che meno del 30% delle terapie utilizzate abitualmente dalla medicina ufficiale si base su prove di efficacia e nessuno per questo minaccia di metterle fuori dal commercio;

Auspichiamo che si approvi, quanto prima un Decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2001/83/CE, attualmente in discussione, che garantisca la libera circolazione dei medicinali omeopatici nel nostro paese, cosi come avviene in tutti i paesi d'Europa.

Comunicato stampa: Comitato Permanente di Consenso e coordinamento per le Medicine Non Convenzionali.
Fonte: http://www.fondazionericci.it/