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mercoledì 5 maggio 2010

PROVENGE: PRIMO VACCINO PER IL TUMORE ALLA PROSTATA

Dopo 3 anni di dibattiti la FDA, agenzia americana per il farmaco, ha dato il via libera al primo vaccino contro il cancro alla prostata.
Il vaccino commercializzato con il nome di Provenge stimola il sistema immunitario ad attaccare il tumore.
Il trattamento, brevettato dalla Dendren Corporation prevede il prelievo di alcuni globuli bianchi del paziente che vengono trattati con una proteina geneticamente modificata in grado di renderli piu' potenti di fronte al tumore per poi essere reintrodotti nel sangue del malato.

giovedì 18 giugno 2009

Con la dieta possiamo prevenire e rallentare la progressione del tumore prostatico

Secondo lo studio australiano, pubblicato dal Journal of Human Nutrition and Dietetics, un'alimentazione di questo genere puo' aiutare a rallentare la progressione del tumore negli uomini che gia' hanno il cancro alla prostata.
Il ruolo della dieta nel cancro alla prostata non e' pienamente compreso dai medici, chiarisce l'autore della ricerca, Dr. Robert Ma, della University of New South Wales, a Sydney, e gli studi condotti su singoli cibi o sostanze nutritive (latticini, calcio, pomodori, licopene) sono giunti a conclusioni contrastanti.
La ricerca, condotta da una equipe di scienziati australiani, ha passato in rassegna una serie di studi precedenti, pubblicati dagli Anni Novanta ad oggi.
E' cosi' emerso che, in generale, un'alimentazione ricca di grassi, carni lavorate e grigliate e formaggi si lega a un rischio piu' alto di sviluppare il cancro alla prostata.
Al contrario, gli uomini che mangiano molte verdure, vitamina E, soia, pesce e acidi grassi omega 3 sembrano avere un rischio piu' basso di ammalarsi.
Tuttavia, pur mancando prove "conclusive", la dieta e' in grado di influire sul rischio di cancro alla prostata, secondo il Dr Ma. Le ricerche analizzate dalla sua equipe suggeriscono che mangiare carne grigliata o lavorata o latticini piu' di cinque volte a settimana si associa a un rischio piu' alto di cancro alla prostata, mentre il rischio diminuisce o la malattia progredisce piu' lentamente se l'alimentazione abbonda di pesce, acidi grassi omega 3 (che si trovano per esempio nei semi di lino), pomodori e broccoli.
Il Dr. Ma ricorda: non occorre prendere supplementi che contengono le sostanze benefiche.
Anzi, i supplementi, hanno provato alcune ricerche, possono essere dannosi.
Il segreto sta nell'alimentazione, che deve essere sana e bilanciata.

martedì 19 maggio 2009

La salute della prostata testata in 3 minuti

Messo a punto un innovativo test diagnostico in grado di diagnosticare il cancro alla prostata in soli tre minuti mentre attualmente con la più invasiva biopsia, il metodo attualmente utilizzato per diagnosticare il tumore prostatico, i risultati non sono pronti in genere prima di due settimane.
A progettare il nuovo test e' stato un gruppo di ricercatori della Durham University in uno studio pubblicato sulla rivista Organic & Biomolecular Chemistry.
Il nuovo metodo, in pratica, analizza lo sperma e rileva i livelli di una sostanza chiamata 'citrato' che, quando sono bassi, sono associati al cancro alla prostata.
"Questa tecnica - ha detto David Parker, uno degli scienziati che ha progettato il test - potrebbe costituire la base di una semplice procedura di screening per il cancro alla prostata che potrebbe essere utilizzata negli ambulatori e negli ospedali locali".

mercoledì 28 gennaio 2009

TANTO SESSO DA GIOVANI, PIU' RISCHI TUMORE PROSTATA

(AGI) - Londra, 26 gen. - L'astinenza sessuale oltre ad aprire le porte del paradiso sembra ritardare il momento del trapasso tra i maschietti. Gli uomini che tra i 20 e i 30 anni hanno avuto un'intensa vita sessuale, anche onanistica, hanno maggiori possibilita' di ammalarsi di tumore alla prostata.
Lo ha stabilito una ricerca della Nottingham University che ha studiato le abitudini sessuali di 800 adulti.
Lo studio, pubblicato sul British Journal of Urology, ha verificato un legame tra alti livelli degli ormoni sessuali, l'intenso appetito sessuale e lo sviluppo del cancro alla prostata, la forma tumorale piu' comune tra gli uomini.
Il dottor Polyxeni Dimitropulu dell'ateneo britannico ha effettuato uno screening della vita amorosa di 400 uomini affetti dal tumore e di altri 409 sani.
E' emerso che tra gli ammalati il 40% aveva fatto sesso o si era masturbato 20 o piu' volte al mese e aveva avuto sei o piu' partner, mentre la percentuale si riduceva al 32% tra i non ammalati.
L'incidenza dell'eta' nei Don Giovanni era dimostrata dal fatto che il 59% di entrambi i gruppi ha raccontato di averlo fatto 12 o piu' volte al mese quando aveva vent'anni mentre passati i 30 la percentuale scendeva al 48%, per poi precipitare al 28% tra i quarantenni e al 13% tra gli over 50.

sabato 27 settembre 2008

Infertilità maschile in Italia

r.s. a cura della redazione ECplanet
Sono circa 500 mila le coppie che in Italia hanno problemi di fertilità: il 40% di questi casi è riconducibile ad un fattore di infertilità maschile, mentre per il 50% ad uno femminile. rappresenta quindi un problema di ordine sanitario che in alcuni casi, ed in particolare quando falliscono le terapie tradizionali, prime fra tutte l'inseminazione intrauterina (Iui), la fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione (Fivet) e l'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (Icsi). Circa il 10% delle coppie ricorrono alla procreazione assistita, con un successo di concepimento del 40% per tentativo, che si traduce in successo con nascita del bambino nel 30% dei casi.
Tra i molteplici rimedi all'infertilità della coppia la fecondazione in vitro rimane senza dubbio quella più efficace (fino a 3 volte rispetto alle tecniche di I livello).
Sono 342 i centri che, in Italia, applicano tecniche di fecondazione assistita, distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una maggiore presenza in Lombardia (61), Lazio (55), Campania (39) e Sicilia (36).
Di questi, 140 (il 40,9%) applicano solo l'inseminazione semplice (Centri di I livello), 202 le tecniche Gift, Fivet e Icsi (Centri di II e III livello).
“L'infertilità è senza dubbio una condizione molto diffusa in Italia e più in generale in tutti i paesi sviluppati, che - osserva Alberto Revelli, Centro di Medicina della Riproduzione del S.Anna di Torino - è andata peggiorando negli ultimi decenni, soprattutto a causa del progressivo innalzarsi dell'età in cui ci si sposa e, quindi, si genera”.
“L'infertilità maschile, nella maggior parte dei casi, è caratterizzata da un basso numero di spermatozoi sani - spiega Vincenzo Gentile, presidente Sia - mentre altri casi possono essere rappresentati da problemi di funzionalità spermatica tali da rendere difficile la fertilizzazione dell'ovocita in condizioni normali. Le cause dell'infertilità maschile - continua Gentile - vanno da un varicocele non curato, che colpisce il 15% degli uomini, a un'infiammazione della prostata.
Poi ci sono le cattive abitudini come l'abuso di alcool e droghe”.
Gli andrologi consigliano una visita di controllo, specie dopo la pubertà, per “verificare l'esistenza di un varicocele o per un semplice consulto con l'esecuzione di esami specifici in caso di sintomi anche sfumati di infiammazione.
Sono piccoli accorgimenti - conclude Gentile - che possono prevenire una futura infertilità”.
Data articolo: settembre 2008

giovedì 25 settembre 2008

PREVENZIONE al MASCHILE

Fonte: adnkronos
Ripreso da: sanihelp.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Un uomo su tre in Italia non si è mai sottoposto a una visita urologica.
Le spie della salute dell'apparato urinario non vengono spesso considerate come tali: un uomo su due non si preoccupa di fenomeni di incontinenza o se si alza di notte per andare in bagno.
Questi i dati raccolti dalla Siu (Società Italiana Urologia) in 100 piazze italiane su sedicimila persone.
Più del 90% dichiara di sapere di cosa si occupa l'urologo, ma uno su due trascura i campanelli d'allarme.
Solo il 33% degli uomini infatti ha fatto una visita specialistica. Il 70% degli intervistati dichiara di essersi sottoposto a un dosaggio di Psa, un’analisi per la prevenzione del cancro alla prostata; ma solo il 19% ha effettuato almeno una volta un dosaggio di testosterone.
Ricorda però Vincenzo Mirone, presidente della Siu: «questo ormone, di cui pochi conoscono l'importanza, è fondamentale nel controllo della normale funzione di molti organi e apparati. Negli ultimi anni il testosterone è stato scagionato dall’accusa di provocare il tumore alla prostata.
Questo ormone dà vigore muscolare ma controlla anche l'aggressività e, in qualche modo, la voglia di fare».