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lunedì 12 dicembre 2011

DIMAGRIRE SENZA SFORZO SI PUO' : EVITANDO I CARBOIDRATI 2 GIORNI ALLA SETTIMANA

FONTE:http://salute24.ilsole24ore.com
Per dimagrire non è necessario un sacrificio quotidiano: evitare i carboidrati per 2 giorni alla settimana è più efficace che contare 24 ore su 24 le calorie ingerite.
Secondo la ricercatrice mettere nel piatto solo frutta, verdura e carne magra per 2 giorni su 7 fa dimagrire il doppio rispetto alle diete tradizionali.


Harvie e colleghi hanno assegnato a 115 volontarie tre diversi regimi alimentari. Una prima dieta prevedeva di limitare l'alimentazione a 650 calorie per 2 giorni mettendo al bando pasta, pane, patate e tutti i cibi grassi, e mangiando solo cibi salutari per i restanti 5 giorni. La seconda non imponeva una restrizione calorica, ma di evitare i carboidrati per 2 giorni e mangiare poi liberamente per il resto della settimana. La terza, invece, consisteva in una dieta tradizionale, con un limite di circa 1.500 calorie al giorno e l'eliminazione degli alcolici e dei cibi ricchi di grasso.

Dopo tre mesi i ricercatori hanno rilevato che le donne che si erano limitate a “tagliare” i carboidrati per due giorni a settimana erano dimagrite in media 4 kg, alla pari delle volontarie del primo gruppo, mentre quelle del terzo gruppo, costantemente a dieta, erano riuscite a perdere 2,4 chili.

Secondo Harvie le prime due diete funzionerebbero meglio perché insegnerebbero alle donne a limitare spontaneamente il consumo calorico e a scegliere cibi salutari anche quando non sono obbligate a farlo.

sabato 26 novembre 2011

UN CHEWIN GUM ALL'ORMONE PER RITROVARE IL PESO FORMA

I ricercatori della Syracuse University di New York hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medicinal Chemistry, da cui è emerso che si può controllare il proprio peso grazie all’aiuto di un chewin-gum che agevola l'eliminazione del senso di fame.
Lo studio ha mostrato come le persone obese abbiano una bassa concentrazione dell'ormone PPY nel loro organismo, e se esso è loro somministrato, via endovena, riduce il senso di fame e quindi l'assunzione di calorie.
Gli studiosi statunitensi hanno dimostrato che l’ormone PYY, che regola la sensazione di fame e di sazietà, può essere rilasciato nel sangue per via orale, appunto masticando solo una semplice gomma; un solo chewin-gum al mattino potrebbe evitare di introdurre fino a circa 68 calorie a giorno.
L'analisi è stata condotta anche su persone senza problemi gravi di peso e ha avuto i medesimi risultati.
Il problema della somministrazione per via orale sta nell'evitare che esso sia digerito e distrutto durante il suo percorso nel tratto digerente.
Così gli esperti l'hanno legato alla vitamina B12, in modo che sia garantito il trasporto dell'ormone fino all'intestino dove deve indurre il senso di sazietà.
Da qui l'idea è quella di includere l'ormone all'interno di un chewing gum e permettere che sia rilasciato masticando, un po' come quelle gomme che servono per smettere di fumare.
Il chewin-gum funzionerà in questo modo: si potrà fare un pasto equilibrato, poi si masticherà la gomma, che comincia ad avere effetto 3-4 ore più tardi, diminuendo l’appetito quando si avvicina il prossimo pasto.

venerdì 30 luglio 2010

OBESITA' COME DIPENDENZA:FARMACI AIUTANO A COMBATTERE IL CRAVING

Quella dal cibo puo' essere una vera e propria dipendenza, e come tale va curata: uno studio pubblicato dalla rivista The Lancet ha dimostrato che due farmaci normalmente usati contro l'alcolismo e la dipendenza da tabacco sono efficaci per perdere peso.
I ricercatori dell'University College di Londra hanno arruolato 1.700 adulti obesi o in sovrappeso per un programma di esercizi e alimentazione controllata.
A 2/3 dei partecipanti sono stati dati anche i due farmaci, mentre ai restanti e' stato somministrato un placebo.
Dopo un anno solo meta' dei soggetti aveva portato a termine il programma, e quelli che avevano avuto i farmaci hanno mostrato una perdita di peso del 5-6 per cento, con punte dell'8 per cento, mentre gli altri si sono fermati all'1,5 per cento.
Qualche problema, spiegano pero' gli esperti, lo hanno dato gli effetti collaterali, fra cui nausea, vomito e mal di testa .

venerdì 16 luglio 2010

GRASSO SUI FIANCHI? SI RISCHIA DEFICIT COGNITIVO

Fonte:AGI
Il grasso sui fianchi mette le donne piu' a rischio di avere deficit cognitivi durante la terza eta'. Lo afferma uno studio Usa pubblicato dalla rivista Journal of the American Geriatrics Society, secondo cui le donne 'a forma di mela' hanno risultati migliori rispetto a quelle 'a forma di pera'.
Lo studio ha coinvolto 8.745 donne tra i 65 e i 79 anni, a cui e' stato misurato l'indice di massa corporea (Bmi) e sono stati somministrati dei test cognitivi.
Il risultato e' stato che ogni punto in piu' nel Bmi corrisponde a un punto in meno nei test, e le donne che avevano piu' fianchi avevano risultati molto peggiori di quelle con piu' grassi intorno alla pancia.
Secondo i ricercatori la differenza e' dovuta ai diversi tipi di grasso che si accumulano nelle differenti parti del corpo: ai diversi tipi corrispondono infatti diversi ormoni rilasciati nell'organismo, che influiscono sulle varie funzioni comprese quelle cerebrali. .

venerdì 18 giugno 2010

L'OBESITA' NUOCE ALLA SALUTE E ALL'AMORE

Realizzato in Francia UNO STUDIO sui dati raccolti nel corso di un'indagine nazionale sul comportamento sessuale dei francesi. La ricerca ha interessato oltre 10 mila persone tra i 18 e i 69 anni, di sesso femminile e maschile.
Pubblicato online dal British Medical Journal e guidato da Nathalie Bajos dall'Istituto nazionale per la salute e ricerca medica di Parigi, la ricerca ha dimostrato per la prima volta non solo il rapporto tra Imc (l'indice di massa corporea) e attivita' sessuale, ma anche tra Imc e salute sessuale (soddisfazione, aborti).
L'obesita' sembra avere un impatto piu' negativo per le donne che per gli uomini.
Quando hanno un partner l'attivita' sessuale e il grado di soddisfazione di una donna obesa sono identiche a quella di una di peso normale.
Ma i ricercatori hanno scoperto che le donne obese (con un indice di massa corporea superiore al 30%) avevano il 30% di chance in meno di aver avuto un partner negli ultimi 12 mesi.
L'obesita' pesa anche sulla scelta del partner: i partner di uomini e donne obesi sono nella maggior parte dei casi obesi anch'essi (con un'associazione piu' forte nelle donne che negli uomini).

lunedì 7 giugno 2010

IL COLESTEROLO...LO CONTROLLA IL CERVELLO

Fonte ANSA
Il colesterolo nel sangue viene controllato a distanza da un telecomando molecolare nel cervello.
La scoperta pubblicata su Nature Neuroscience, potrebbe condurre a nuovi farmaci anticolesterolo che agiscano in modo molto diverso dalle statine, oggi usate da milioni di persone.
Gli esperti della University of Cincinnati si sono accorti che l'ormone dell'appetito (grelina) nel cervello, spegnendo un recettore nell'ipotalamo, fa salire il livello di colesterolo nel sangue.

mercoledì 7 aprile 2010

CON UNA PILLOLA AL GIORNO....GIUSTO PESO PER SEMPRE

Fonte: ANSA-6 aprile 2010
Scienziati italiani coordinati da Uberto Pagotto, endocrinologo dell'Università di Bologna, hanno trovato il segreto per creare un farmaco anti-obesità che non agisce sul cervello ma solo sul metabolismo.
Pubblicata sulla rivista Cell metabolism, la ricerca dimostra che per dimagrire non serve un farmaco che riduca l'appetito ma basta uno che agisca sul metabolismo energetico, inducendo a bruciare più calorie.
Un farmaco selettivo che faccia questo non interferendo con i recettori CB1 del cervello, quindi, potrebbe essere promettente e sicuro contro l'obesità e le patologie associate (diabete per esempio).
La storia della molecola rimonabant è travagliata: il farmaco infatti, che agisce sia sul cervello spegnendo i recettori dei cannabinoidi CB1 diminuendo l'appetito, sia sul metabolismo corporeo, è troppo pericoloso.
Uno studio su Lancet ne dimostrò la capacità di triplicare il rischio di ansia e depressione; inoltre la Food and Drug Administration (FDA), ha scoperto un aumento del rischio suicidio tra i pazienti cui è stato somministrato.
Ciò ha indotto le autorità regolatorie Usa e Europee (FDA ed EMEA), a ritirarlo dal commercio, lui e tutti i farmaci affini.
Ma i ricercatori italiani si sono chiesti se una molecola selettiva che spenga solo i recettori CB1 del tessuto adiposo, del fegato e dei muscoli, ma non quelli del cervello, potesse funzionare senza rischi.
La risposta è sì e i ricercatori l'hanno dimostrato con un esperimento molto ingegnoso: hanno 'arruolato' dei topolini e il hanno divisi in due gruppi, entrambi messi all'ingrasso.
Per prevenire l'aumento di peso i ricercatori hanno bloccato i loro recettori CB1.
Nel primo gruppo ad essere disattivati sono stati tutti i recettori CB1, anche quelli del cervello, simulando quindi l'azione - pericolosa - del rimonabant.
Nel secondo gruppo sono stati bloccati solo i CB1 degli organi periferici lasciando accesi quelli del cervello; ciò simula quindi l'azione di un ipotetico farmaco simile al rimonabant ma selettivo e quindi sicuro per il cervello.
Ebbene entrambi i topi non sono ingrassati nonostante la dieta ipercalorica.
Lo studio dà evidenza che non serve agire sul cervello e spegnere l'appetito per indurre il dimagrimento: basta agire sul metabolismo energetico, inducendo a bruciare più calorie spegnendo solo i recettori CB1 degli organi periferici.
Il che non deve indurre a ragionamenti altrettanto pericolosi: mangiare tutte le schifezze che si vuole tanto con la pillola non si ingrassa.

giovedì 25 marzo 2010

BASTA ABBUFFATE CON ERBA MATE, DAMIANA E GUARANA'

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell' Universita' di Liverpool e pubblicato sulla rivista Journal Appetite ha preso in esame l'efficacia del supplemento alimentare Zotrim, (composto da tre estratti vegetali: erba mate, Guarana e Damiana) rilevando che la sua assunzione ha ridotto l'importo calorico medio di un pasto in media del 17,6 %.
Lo studio ha coinvolto 58 donne divise in due gruppi, di cui uno ha assunto la pillola Zotrim e l'altro un placebo a colazione e prima del pranzo.
Tutte le partecipanti sono state invitate a un buffet organizzato per pranzo e avevano la possibilita' di mangiare quello che volevano.
Il risparmio calorico delle volontarie che hanno assunto Zotrim e' stato in media di 132 calorie a pranzo.
I ricercatori hanno inoltre rilevato una diminuzione di circa il 25% nella scelta di cibi ad alto contenuto di grassi, come i dolci.
Le donne che hanno assunto il supplemento hanno smesso di mangiare in media tre minuti prima delle altre, affermando di essere sazie.
I ricercatori sono convinti che Zotrim possa essere un buon rimedio per perdere qualche chilo di troppo e ritrovare un giusto equilibrio psicofisico.
RICORDIAMO di consultarsi con il prorpio medico di famiglia prima di assumere qualsiasi preparato, dal momento che possono interagire con altre terapie in corso o determinare reazioni avverse.

sabato 13 febbraio 2010

Obesità infantile correlata alla pubblicità televisiva di cibo spazzatura

Piu' che la quantita' di ore passate davanti alla tv e' il numero di spot sul cibo spazzatura a provocare l'obesita' nei bambini.
E' quanto emerge da uno studio dell' universita' californiana di Ucla, pubblicato dalla rivista scientifica American Journal of Public Health.
I ricercatori americani hanno studiato i dati relativi alle abitudini televisive nel 1997 di piu' di 3.500 bambini fino a 12 anni, controllando poi nel 2002 il loro indice di massa corporea.
I soggetti studiati sono stati divisi tra quelli che guardavano piu' programmi educativi, privi di spot, e quelli invece che preferivano trasmissioni commerciali farcite di pubblicita' di cibo spazzatura.
Il risultato e' stato che a parita' di ore passate di fronte alla tv, i piu' grassi erano i bambini del secondo gruppo.
Evitare che i bambini guardino gli spot puo' essere un ottimo metodo per evitare che diventino obesi - scrivono gli autori - soprattutto se si pensa che la maggioranza della pubblicita' riguarda cibo spazzatura, e che un bambino a 5 anni ha in media gia' visto almeno 4 mila spot .

venerdì 22 gennaio 2010

Agenzia Italiana del Farmaco: stop alla SIBUTRAMINA per il controllo del peso

Fonte: AGI
L' Agenzia Italiana del Farmaco, dopo un lungo iter che l'ha vista impegnata al fianco delle Autorita' europee, ha disposto a scopo cautelativo il divieto di vendita e di utilizzo, con decorrenza immediata, di tutti i medicinali a base di Sibutramina incluse le preparazioni magistrali approntate in farmacia.
La sibutramina è una feniletilamina, sviluppata originariamente come antidepressivo.
Nel corso degli studi, l'azione antidepressiva si è rivelata modesta rispetto a quella anoressizzante ed è in quest'ultima direzione che è proseguita la valutazione clinica del farmaco, ora registrato e commercializzato come dimagrante.
La sibutramina e, in misura ancora maggiore, i suoi due metaboliti principali, sono potenti inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina consentendo alla sazietà di manifestarsi precocemente e spinge alcuni soggetti, non tutti, a mangiare di meno, inoltre aumenta il dispendio energetico.
Si tratta di una molecola indicata per favorire la perdita di peso nei pazienti obesi e in quelli sovrappeso con altri fattori di rischio concomitanti come diabete di tipo II o dislipidemia.
Il provvedimento si e' reso necessario a seguito della valutazione del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP), afferente all'Autorita' europea dei farmaci EMEA, che ha riscontato un rapporto rischio-beneficio sfavorevole per tali farmaci. I pazienti attualmente in cura con medicinali contenenti Sibutramina sono invitati a contattare il proprio medico per valutare la possibilita' di una terapia alternativa.

martedì 29 dicembre 2009

Carbossiterapia: ridurre il grasso in eccesso attraverso iniezioni locali di CO2

Iniettare anidride carbonica potrebbe aiutarci a perdere peso, ingannando il corpo e portando a una riduzione dei tessuti corporei.
La nuova tecnica, che si e' dimostrata efficace, e' frutto di un piccolo studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani dell'Universita' di Siena.
La notizia e' riportata sul quotidiano inglese Daily Mail.
La CO2 e' prodotta naturalmente dalle cellule del nostro corpo. E' assorbita rapidamente attraverso il flusso sanguigno ed espulsa tramite il fiato e i polmoni, quindi iniettarne piccole quantita' nel corpo non rappresenta un pericolo.
Il trattamento, denominato carbossiterapia, consiste nell'iniettare tramite aghi sottili della CO2 nelle aree grasse del corpo umano, come cosce, ginocchia e addome.
Il gas si diffonde nel circuito circostante, causando una dilatazione dei vasi sanguinei. Questa dilatazione aumenta il flusso sanguigno, che porta ossigeno e altri nutrienti alle cellule; la CO2 uccide le cellule grasse, mentre l'ossigeno elimina il fluido presente tra le cellule.
Questo inganna il corpo umano, che riduce cosi' il grasso in eccesso.
I primi risultati, ottenuti su 48 donne italiane, sono promettenti: mediamente una riduzione di 2 cm delle cosce, 1 centimetro dalle ginocchia e 3 centimetri della circonferenza dello stomaco. Un secondo trial clinico della tecnica sara' condotto su pazienti sovrappeso alla Northwestern University negli Stati Uniti.

sabato 12 dicembre 2009

L'OBESITA' SI PREVIENE IN FAMIGLIA: AIUTIAMO I GENITORI

È ora di una merenda sana e gustosa
Per fare in modo che la merenda sia veramente un momento di alimentazione sana, potete seguire questi consigli:
fate sempre in modo che i pasti della giornata siano cinque: colazione, merenda mattutina, pranzo, merenda pomeridiana, cena;
non proponete al bambino una merenda troppo ricca, altrimenti rischia di non mangiare durante il pasto principale;
se fa qualche sport nel pomeriggio, potete proporgli una merenda leggermente più ricca, se non è in sovrappeso;
lasciate che tra la merenda ed il pasto principale passino almeno due ore;
in questo modo, il bambino non arriverà affamatissimo al pasto successivo e mangerà senza problemi;
evitate che la merenda venga consumata mentre studia o guarda la TV o gioca;
fate in modo che la pausa sia veramente una pausa da tutto ciò che fa di pomeriggio;
invogliatelo a muoversi spesso per smaltire ciò che mangia durante la giornata
CAMBIARE ABITUDINI
Dopo il riposino pomeridiano ai bambini è raccomandato consumare una merenda, così come a metà mattinata, solitamente a scuola, si fa la pausa per la merenda mattutina.
La merenda di metà pomeriggio è un momento importante da sfruttare per non far arrivare il bambino troppo affamato a cena, ma anche un momento da valutare nella giusta luce alimentare per far crescere i ragazzi in tutta salute anche a tavola.
Al primo posto nel cuore delle mamme italiane c'è quasi sempre il panino, solitamente con un affettato o con il formaggio.
Non è sbagliato, purché si evitino salse ricche come ketchup e maionese, tanto amate dai bambini. Anche le merendine confezionate sono molto gettonate ed alcune di essere sono veramente l'ideale per spezzare la fame del pomeriggio.
L'importante è scegliere quelle con meno grassi e zuccheri.
Ad alcuni bambini può essere proposto un pacchetto di crackers; non sempre è una buona scelta, soprattutto se è l'abitudine. I crackers, infatti, non soltanto saziano poco, ma sono a base di farina, acqua e grassi vegetali, quindi sono leggeri soltanto a parole.
Una buona alternativa è la frutta di stagione, anche se pochi bambini sono veramente golosi di frutta.
Attenzione a non scegliere la frutta fuori stagione, perché costa troppo ma soprattutto non è genuina.
Se siete amanti dei dolci fatti in casa, potete proporre questo ai vostri figli; attenzione però a non esagerare con le dosi di zucchero e burro, perché altrimenti dovrete limitare le porzioni ed eventualmente integrare la merenda con qualcosa di meno calorico.
Assolutamente da evitare, invece, i cibi molto grassi, come le patatine, i popcorn, le palline di mais e via dicendo.
Eventualmente concedete al vostro bambino questo strappo soltanto una volta ogni due settimane, ma con sacchetti di quantità molto ridotte.

giovedì 10 dicembre 2009

2010. Anno di lotta all'obesità

Si chiama così la campagna di formazione e informazione contro l'obesita' lunga un intero anno.
Il progetto, presentato stamattina a Roma in una conferenza stampa, si articolera' in piu' fasi: ad un'attivita' di formazione specifica rivolta ai medici di famiglia, seguira' una campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, che grazie all'impegno dei medici di medicina generale aspira a raggiungere milioni di italiani.
Una campagna non basta a sensibilizzare se non si cambiano gli schemi mentali e comportamentali dei cittadini, esposti come non mai al battage pubblicitario martellante di dolci, cioccolatini, gelati, merendine, bibite ed alcolici.
Incominciamo dalle mense scolastiche con quegli orribili ed insipidi menu pieni di carboidrati, polifosfati e conservanti.
Passiamo a sensibilizzare i genitori dal non comprare abitualmente dolciumi al posto di una sana merenda a base di frutta o anche di pane integrale e marmellata.
Invece di una bibita dolce e gassata meglio preparare una sana spremuta con i succulenti agrumi nostrani.
I nostri figli non sanno masticare, non sanno gustare il cibo, non sono educati ai sapori, agli odori, al tatto alla vista, mentre la nostra specie proprio attraverso i 5 sensi è in grado di riconoscere, tra le risorse della natura, quelle che sono commestibili ed utile all'organismo.
Siamo diventati degli analfabeti della sopravvivenza.
Pur con un'istruzione superiore e l'aumento dell'informazione, non siamo più capaci di vivere senza surrogati, trascinando una vita magari più lunga, ma malaticcia, a tutto vantaggio dell'industria del farmaco.
Quindi una società veramente sviluppata, chiamerebbe all'appello tutti i soggetti da quelli economici a quelli sociali e sanitari per dare una svolta netta.
Chi produce alimenti deve attenersi a delle regole di concerto con le linee guida nutrizionali, che attraverso questa importante campagna vengono esposte.
Aboliamo la pubblicità di alimenti nocivi per la salute, come abbiamo fatto per il tabacco, ed indichiamo le dosi consigliabili, i componenti nutrizionali e le calorie.
Iniziamo già dalla scuola ad educare al gusto del cibo, a saper riconoscerne le fragranze, gli odori, le proprietà organolettiche: saperi e sapori sono un binomio di civiltà.

domenica 11 ottobre 2009

Il 36% dei giovani italiani sono in sovrappeso

Dalla Giornata mondiale dell'Obesita' emerge un quadro critico sul benessere psicofisico dell'infanzia ed adolescenza nel nostro paese: il 36 per cento dei giovani fino a 18 anni, con una prevalenza per il sud, sono in sovrappeso.
La media più alta in Europa.
Le conseguenze del sovrappeso sono note malattie cardiovascolari, diabete, disturbi della sfera sessuale e riproduttiva, etc..
Che dire?
Che la responsabilita' primaria e' delle famiglie, cioe' dei genitori.
Pensare di fare il bene dei propri figli ingozzandoli di cibo, spesso ad alto contenuto calorico. Trasferire questo compito alla scuola e' sbagliato.
La scuola insegna, la famiglia educa.
Una corretta educazione alimentare nasce nelle cucine delle nostre case, prima ancora che la scuola trasferisca le 'informazioni' alimentari nelle aule.
Se questo non e' chiaro ai genitori avremo una prossima generazione di malati, o di aspiranti tali, dal momento che a nostro parere i disturbi legati all'alimentazione e nutrizione sono già un campanello di allarme di un disagio più profondo con se stessi e con gli altri.
Certo le responsabilità non sono solo attribuibili alla famiglia o alla scuola, impotenti verso un bombardamento mediatico cui i bambini sono esposti: merendine, biscotti, bibite, gelati etc... Proponiamo una moratoria sugli spot pubblicitari di prodotti alimentari destinati al consumo voluttuario, come quelli appena citati, così come avviene per il tabacco. Perchè il cibo, come l'alcol (di cui ancora il telespettatore deve subire la propaganda più o meno occulta), ingrassa e quasi mai nutre; quindi è pericoloso per la salute tanto quanto le sostanze di abuso, così severamente sanzionate dalla legge.

sabato 10 ottobre 2009

L'obesita' produce una scarsa autostima o e' la bassa autostima a produrre l'obesita'?

Uno studio britannico avvalora la seconda ipotesi, affermando che i bambini con problemi di autostima con piu' probabilita' saranno obesi da adulti.
Lo studio ha coinvolto 6.500 partecipanti al British Birth Cohort Study del 1970 e ha scoperto che i bambini di 10 anni che avevano scarsa stima di se' tendevano a essere piu' grassi da adulti.
L'equazione era particolarmente vera per le ragazze, riferiscono i ricercatori del King's College London sulla rivista BMC Medicine.
Per lo studio, e' stato misurato il peso e l'altezza, e valutato lo stato psicologico, dei soggetti a 10 anni e poi a 30 anni.
I bambini con una bassa autostima, che si sentivano poco padroni delle proprie vite e spesso preoccupati, con piu' probabilita' erano in sovrappeso 20 anni dopo.
Il professor David Collier, coordinatore della ricerca, dichiara: "La novita' di questo studio e' che finora l'obesita' e' stata considerata solo come disordine metabolico, mentre noi abbiamo dimostrato che anche i problemi psicologici costituiscono un fattore di rischio. E non si tratta di problemi psicologici gravi, ma di ansia e scarsa autostima a livelli normali".
Un altro ricercatore che ha lavorato allo studio, Andrew Ternouth, aggiunge:
"Non possiamo dire che i problemi psicologici da bambini causano l'obesita' da adulti, ma certamente possiamo affermare che giocano un ruolo insieme ad altri fattori, come il peso dei genitori, l'alimentazione e l'attivita' fisica.
Le strategie per la lotta all'obesita' dovrebbero includere anche gli aspetti emozionali come la promozione dell'autostima agendo nelle scuole, in modo da aiutare i bambini a risolvere le loro ansie e eliminare almeno parte dei fattori di rischio del sovrappeso da adulti".

sabato 19 settembre 2009

Invadolisina: la proteina che fa immagazzinare i grassi

Una proteina presente in tutte le cellule del corpo potrebbe contenere i segreti per comprendere come il corpo umano immagazzina i grassi.
I ricercatori dell' Universita' di Edimburgo (Scozia) hanno infatti scoperto che la 'invadolisina', una proteina essenziale per la divisione cellulare, e' presente anche nelle gocce lipidiche che le cellule usano per accumulare i grassi.
La scoperta, pubblicata sul Journal of Cell Science, potrebbe aiutare gli scienziati a comprendere meglio le complicazioni dell'obesita', come diabete e malattie cardiache.
"La presenza di questa proteina nelle gocce lipidiche suggerisce che l''invadolisina' ha un ruolo nell'insorgenza dell'obesita'", ha detto Margarete Heck, dell' University of Edinburg Centre for Cardiovascular Science
"Quello che vogliamo scoprire adesso - ha continuato - e' se la sua presenza aggrava o meno l'obesita' e i suoi effetti collaterali. Nelle larve di moscerini della frutta in cui la proteina era assente, per esempio, l'accumulo di grasso era impossibile".

mercoledì 16 settembre 2009

Quando il cibo diventa una droga

Nei casi di abuso di cibo, il cervello manifesta lo stesso comportamento che assume nel caso di abuso di farmaci, generando una dipendenza.
E' la conclusione di una ricerca del Dipartimento di Tossicologia dell'Universita' di Cagliari condotta da Gaetano Di Chiara e cofinanziata da David Kessler decano della School of Medicine di San Francisco, Universita' della California.
I ricercatori hanno confrontato gli effetti sul sistema nervoso delle sostanze stupefacenti nei soggetti tossicodipendenti con quelli dovuti all'abuso di cibo nel caso di soggetti che manifestano un atteggiamento compulsivo nei suoi confronti, come avviene nei casi di bulimia e binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata).
Quando il cervello riceve uno stimolo, i neuroni liberano i neurotrasmettitori cerebrali, sostanze che trasmettono le informazioni fra le cellule componenti il sistema nervoso.
Uno dei neurotrasmettitori e' la dopamina che riveste una grande importanza nel fenomeno dell'apprendimento associativo, il processo che permette di associare ad un evento piacevole gli stimoli che ci richiamano a voler riprovare la stessa sensazione: se mangiare cioccolato ci fa provare piacere, ogni volta che vediamo il cioccolato ci viene il desiderio di mangiarlo per ricercare quello stesso piacere.