Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post

giovedì 7 giugno 2012

5-6 giugno 2012: IL VARCO PER L’ETERNITA’

Gli eventi di maggio indicano un bivio tra chi crede ancora alla lotta bipolare, funzionale al potere e chi, invece, si rende conto che è una commedia, giunta ormai alle ultime battute. La VITA non fa elezioni, fa selezione, in fondo un’auto-selezione, una scelta tra due modi diversi di percepire. Quello vecchio usa solo la mente minoreche si agita tra memorie false del passato e l’ansia per il futuro. Il modo nuovo opera nel presente, coltiva l’armonia tra eros e psiche, partecipa con gioia ed entusiasmo alla grande avventura predisposta dalla VITA.

La scelta tra i due modi è individuale e libera, dipendente solo dalla propria volontà.


5-6 giugno 2012: IL VARCO PER L’ETERNITA’ | Giuliana Conforto

martedì 21 settembre 2010

ALZHEIMER: costi umani e sociali

(ANSA) - ROMA, 21 SET - Il costo della demenza senile, in primis l'Alzheimer, e' pari all'1% del PIL globale e ammonta a circa 400 miliardi di euro. I dati giungono dal rapporto 'World Alzheimer Report in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer.

L'allarme e' dell'Alzheimer's Disease International (ADI): i casi sono destinati a raddoppiare ogni 20 anni fino a toccare i 66 milioni nel 2030, i 115 milioni nel 2050, con aumento dei casi soprattutto nei paesi poveri.

mercoledì 5 maggio 2010

POVERA MAMMA...ALTRO CHE FESTA!

ECCO LE CAUSE DEL CROLLO DELLA NATALITA' NEL NOSTRO PAESE:
Un milione di donne con figli sotto i 18 anni vive in poverta'.

E' quanto si legge nell' 11esimo Rapporto su Lo Stato delle Madri nel Mondo di Save the Children e il nuovo Rapporto Fondazione Cittalia - ANCI Ricerche per Save the Children su Le condizioni di poverta' tra le madri in Italia, diffusi oggi alla vigilia della Festa della Mamma (il 9 maggio).
Nella speciale "classifica" sul benessere materno infantile nel mondo, l'Italia si colloca al 17esimo posto.
Secondo il Rapporto sono 4.2 milioni le donne povere nel nostro paese.
1.678.000 sono madri.
Circa 1 milione di esse ha almeno un figlio minorenne: l'86,3% vive in coppia, il 7,5% e' sola, il 6,2% in famiglie allargate.
Prendendo in esame il totale delle famiglie in poverta' - che e' pari all'11,3% delle famiglie italiane - l'incidenza della poverta' in un nucleo costituito da una donna in coppia con un figlio piccolo e' superiore alla media di 4 punti percentuali, attestandosi al 15,4%. Percentuale che sale al 16,5% in presenza di 2 figli, di cui almeno uno minorenne, e al 26,1% se i figli sono almeno 3, di cui almeno uno minore.
Segno che la maternita' puo' diventare causa di poverta' per molte donne oltre a incidere anche sui livelli occupazionali femminili, che diminuiscono sensibilmente.
Gia' di per se' inferiore al dato medio europeo, documenta il rapporto Fondazione Cittalia - ANCI Ricerche per Save the Children - il divario occupazionale cresce all'aumentare del numero dei figli: il tasso di occupazione femminile e' pari al 65% in assenza di figli ma decresce al 60,6% e al 54,8% nel caso, rispettivamente, di uno e due figli, per crollare al 42,6% quando i figli sono almeno 3.
E le difficolta' economiche per molte donne emergono drammaticamente considerando le tante voci del bilancio e del menage familiare: fra le mamme in coppia con un bambino piccolo, per esempio, il 18,6% non ha i soldi sufficienti per fare fronte a tutte le spese del mese; il 16,3% ha pagato in ritardo almeno una bolletta; il 10,3% non e' stato in grado di sostenere con regolarita' le spese scolastiche dei figli; il 5% non ha potuto acquistare sempre generi alimentari.
E nel caso di madre sola con almeno un figlio minore la situazione e' ancora piu' grave, con gli indicatori di deprivazione che salgono ulteriormente: il 44% arriva a fine mese "con molta difficolta'", quasi il 31% e' in arretrato con le bollette, il 25% non ha avuto soldi per spese mediche, il 21% per le spese scolastiche.

domenica 2 maggio 2010

MAREA NERA: LE CIFRE DI UN DISASTRO AMBIENTALE, ECONOMICO E SOCIALE

Fonte: ANSA
Questi sono i numeri della marea nera provocata nel golfo del Messico dall'esplosione e il successivo affondamento della piattaforma petrolifera della Bp.
- 2,4: in miliardi di dollari il fatturato dell'industria della pesca, a rischio per lo sversamento.
- 5: gli aerei impiegati contro lo sversamento di petrolio nel golfo del Messico.
- 5: i milioni di dollari chiesti dai pescatori di gamberi in una class action pronta per essere avviata.
- 32: le navi impegnate nelle operazioni contro la chiazza oleosa. 500: gli uomini a lavoro contro la marea nera.
- 50: gli anni di durata degli effetti della macchia oleosa sulle coste della Louisiana.
- 60: la distanza in chilometri della macchia dalla costa
- 130: la lunghezza in chilometri del velo sulla superficie dell'oceano creato dalla chiazza oleosa. - 1.500: i metri alla cui profondità si trova il pozzo che emette greggio
- 5.000: numero dei barili di petrolio persi giornalmente dalla Bp a causa dell'esplosione della piattaforma.
- 70.000: i chilometri quadrati dell'area contaminata, un'area grande quanto il bacino del Po. - 200.000: i litri di greggio emessi ogni giorno dalle falle sottomarine.
- 400.000: i litri di sostanze chimiche spruzzate sulla superficie dell'oceano dalle unità della società petrolifera britannica Bp.

martedì 23 marzo 2010

Il 53,4% delle famiglie italiane non ha figli

Fonte: ANSA
La popolazione italiana e' composta da famiglie anagrafiche senza figli (53,4%).
Il dato emerge dal rapporto del Centro Internazionale Studi Famiglia, presentato oggi a Milano.
La natalita' in Italia e' in grave crisi e senza gli immigrati sarebbe ancora peggio.
Analizzando il dato delle famiglie che hanno figli si scopre che il 21,9% ne ha 1, il 19,5% ne ha 2, il 4,4% ne ha 3 e solo lo 0,7% ne ha 4.
Le cause della scelta di non avere figli sono principalmente di tipo economico: 19,5% la scelta e' stata presa per mancanza di denaro,
8,9% per la scarsa disponibilita' di conciliare famiglia e lavoro,
0,3% per la casa troppo piccola,
0,3% per l'assenza di servizi per l'infanzia,
1,5% per la precarieta' del lavoro,
11,7% per il posporre la nascita del figlio agli anni a venire,
57,8% per scelte personali.
Ma quanto costa un figlio?
Dall'indagine emerge che la spesa media mensile rappresenta il 35,3% della spesa familiare totale.
Sugli alimenti e le bevande i figli spendono piu' della meta'dell'intera famiglia (in media 244,7 euro al mese su 449,5 europer l'intera famiglia).
Le spese medie per la 'paghetta' (23,7euro al mese) sono superiori quelle per l'istruzione (12,5euro).
La crisi economica sta pesando molto sulle famiglie italiane e, secondo il rapporto di Cisf:,
16,4% dei nucle ifamiliari e' considerato nell'area della poverta',
18% a rischio
37,2% di famiglie che denuncia qualche difficolta' ad arrivare alla fine del mese
22,4% delle famiglie denuncia di arrivare a fine mese con una certa facilita'
5,3% di quelle che ci arrivano con facilita
0,8% per quelle che dichiarano grande facilita'.
La ricerca indica anche alcune soluzioni a cominciare da un welfare che sia ''amico dei figli'.
Tra le proposte per una diversa politica a favore della famiglia l'aumento degli assegni al nucleo familiare e detrazioni Irpef, l'adozione del sistema delle deduzioni familiari corrette e l'adozioni del quoziente familiare.

lunedì 18 gennaio 2010

GRATIFICAZIONE IMMEDIATA: la droga del consumo a tutti i costi

FONTE: ANSA
Piccoli risparmiatori che agiscono sulla base di emotivita' e irrazionalita', mettendo cosi' eventualmente a rischio il portafoglio.
Un atteggiamento, quello segnalato da una ricerca effettuata dalla Consob con l'ausilio di psichiatri che spiega un 'transfer' di identificazione con i grandi del settore, che porta ad una ''pericolosa sopravvalutazione''.
Un processo, spiega lo psichiatra Massimo di Giannantonio dell' Universita' di Chieti, gia' studiato nei giocatori patologici.
Da alcuni anni seguiamo gli studi di questo fenomeno con il dott. Gaetano Conforto (medico) ed il dott. Silvano Bronconi (analista finanziario), i quali già dal 2007 hanno attivato seminari specifici di Intelligenza Finanziaria, per promuovere una maggior consapevolezza e responsabilità nella gestione delle nostre finanze, iniziando proprio da quelle domestiche.
Come far quadrare il bilancio della famiglia? Come fare una pianificazione delle spese e delle entrate ed evitare di indebitarsi rispondendo alle sirene del credito al consumo e dei mutui immobiliari. Cosa è una spesa e cosa è un investimento. Cosa è un'obbligazione e cosa un'azione; i trand borsistici, le aste immobiliari. Come si distribuiscono le entrate e come si razionalizzano le uscite in riferimento al piano stabilito.
L'approccio interdisciplinare ha portato ad affrontare il tema da più punti di vista: medico, psicologico, pedagogico ed economico, cercando di dare risposte e strumenti utili alla navigazione, soprattutto quando il mare è molto mosso.
  • ricchezza e povertà equivalgono in medicina a stato di salute e stato di malattia
  • la povertà è una malattia e come tale può essere trattata
  • per trattare una malattia si parte dalla sua eziogenesi: le nostre radici valoriali
  • quanto valore diamo al denaro, cosa rappresenta per noi possederlo o meno;
  • come pensa un ricco e come pensa un povero;
  • residual income o linear income: lavorare per vivere o vivere per lavorare?
  • quanto le nostre scelte economiche all'apparenza indipendenti, siano di fatto condizionate da luoghi comuni, schemi di credenze familiari, sociali e relazionali;
  • cosa sappiamo delle leggi che regolano la materia;
  • chi siamo e quale obiettivo ci proponiamo nella vita;
  • quanto le nostre componenti fisiche, emozionali, relazionali, influiscono sull'andamento delle nostre finanze;
  • quanto un conflitto nella nostra sfera affettiva mina la nostra autostima, influenzando negativamente le nostre finanze.
  • gratificazione immediata: la droga del consumo a tutti i costi;
  • come esercitare la nostra libertà di coscienza.

ESSERE E AVERE NON SONO IN ANTINOMIA
SE FACCIO DEL BENESSERE ALTRUI LA MIA MISSIONE DI VITA
ALZANDOMI AL MATTINO MI PROPONGO DI ESSERE UTILE AD UNA PERSONA IN UN ANNO AVRO' DATO UN PO' DI SOLLIEVO A 365 PERSONE...PENSIAMO UN PO' IN 10 ANNI.
DAL MOMENTO CHE TUTTO E' UNO PERCHE' LA SEPARAZIONE E' UN'ILLUSIONE OTTICA, NE CONSEGUE CHE AIUTANDO GLI ALTRI NON FACCIO CHE AIUTARE ME STESSA.

venerdì 27 novembre 2009

Summit di Copenhagen:ridurre il consumo di carne a beneficio della salute nostra e del pianeta

Ridurre del 30% il consumo di carne eviterebbe 18.000 morti premature in Gran Bretagna.
E' uno dei dati emersi da uno studio di ricercatori inglesi e australiani che, usando modelli predittivi, hanno concluso che mangiare meno carne ridurrebbe le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera, contribuendo a contrastare i cambiamenti climatici, e gioverebbe alla salute della popolazione mondiale.
Ovviamente i maggiori vantaggi sarebbero per i Paesi che oggi producono molta carne.
I ricercatori hanno mostrato con i loro modelli che migliorando l'efficienza degli allevamenti, riducendo il loro uso di combustibili fossili e tagliando del 30% la produzione di bestiame da macello nelle nazioni che piu' consumano carne si otterrebbe un significativo abbattimento delle emissioni di CO2.
In piu', mangiare meno grassi saturi di origine animale sarebbe un importante vantaggio per la salute.
In Gran Bretagna, secondo i ricercatori, tagliare del 30% il consumo di carne e grassi animali ridurrebbe del 17% il numero di morti premature causate dalla malattie cardiache, in pratica 18.000 decessi in meno in un anno.
In Brasile, si potrebbero evitare ogni anno 1.000 morti premature.
Ma quanto pesa l'allevamento di bestiame sul clima?
Secondo la Fao, il 18% di tutte le emissioni di gas serra derivano proprio dalla produzione di carne e gli esperti dicono che l'aumento della domanda che arriva dai Paesi in via di sviluppo potrebbe far salire la produzione addirittura dell'85% nel 2030 rispetto ai livelli del 2000.
Lo studio e' stato pubblicato dalla rivista The Lancet come parte di una serie di ricerche sui cambiamenti climatici e il loro impatto sulla salute in vista del summit di Copenhagen. Per esempio, un altro studio che verra' presentato a Copenaghen, condotto da scienziati britannici, ha scoperto che ridurre il numero di macchine e scegliere invece di camminare o andare in bicicletta avrebbe un maggiore impatto sulla salute (e l'ambiente) rispetto a usare veicoli a basse emissioni, specialmente nei Paesi ricchi.
Secondo Andrew Haines, direttore dela London School of Hygiene and Tropical Medicine che ha coordinato tutte le ricerche, i delegati che parteciperanno al summit sul clima "devono comprendere il potenziale impatto delle loro decisioni sulla salute della popolazione mondiale".

mercoledì 25 marzo 2009

Economia domestica e crisi della coppia

Secondo un'indagine di PayPal, commissionata all'istituto Ipsos e condotta in Italia, Olanda, Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia, Canada e Messico su 7.000 persone, a parte gli scontri provocati dai rispettivi genitori (riscontrati nel 50%delle coppie), sono proprio le questioni di soldi a causare più tensioni in casa.
Succede quasi a 1 famiglia su 3, soprattutto a quelle sposate o di lungo corso, quando alla gestione "tattica" delle spese si sostituisce una "strategia" di ampio respiro.
Gli Italiani sembrano ispirarsi al motto "Ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è tuo", mantenendo conti correnti separati per le spese personali (lo fa il 59% degli intervistati) e, al massimo, aprendo un conto in comune per le esigenze domestiche (20%).
Nessuna grande novità, invece, sul fronte dei guadagni, con gli uomini che mediamente portano a casa più delle loro compagne e, di conseguenza, sono indicati dai 2/3 del campione - sia maschi sia femmine - come la "primaria fonte di reddito" della coppia.
Chi sia poi a occuparsi del patrimonio e dell'economia familiare è un mistero, visto che sia i "lui" sia le "lei" sostengono di farlo da soli.
Pieno accordo, al contrario, sul fatto che avere un bel gruzzolo, condiviso o meno, aiuti a ridurre i problemi e pure i conflitti.
Il 63% degli intervistati dice che i soldi sono importanti nei rapporti sociali, ma ancora di più sono quelli che pensano che più se ne hanno migliori saranno le relazioni.
Come fare allora a diventare più benestanti?
Soprattutto (65%) stando attenti alle spese.
Già, ma quali?
Le proprie o quelle del partner?

sabato 31 maggio 2008

Emergenza Rifiuti:l'unica alternativa è la raccolta differenziata

di Luciano Vecchi
http://ilprofessorechos.blogosfere.it

In Occidente si consumano 50 tonnellate di risorse materiali all'anno pro-capite, il che vuol dire che ciascuno di noi, anche i meno consumisti, sottrae alla natura un enorme quantitativo di risorse, impoverendola constantemente. Quasi sempre, senza volerlo, siamo proprio noi consumatori lo strumento che compie, a detta degli esperti, una cosa rischiosissima per il sistema dell'Occidente industrializzato, ancora di più di quanto non lo sia una nuova crisi di Borsa, come lo fu la grande depressione del '29. La differenza è che la Borsa non è prevedibile, mentre il danno dei rifiuti all'economia e nell'ambiente lo è.

Ad esempio, quando andiamo in farmacia, insieme alla pastiglia richiesta, il farmacista consegna molto altro a cui nessuno fa più caso. Così una volta pagato il conto, sempre più salato, ci portiamo a casa gratis un pacchetto di carta, cartone e plastica con dentro 2 grammi di analgesico... Lo stesso dicasi quando acquistiamo una confenzione di 500 grammi di pomodori nel suo involucro di plastica, oppure una manciata di prezzemolo (bei tempi quando il fruttarolo te lo dava bello fresco, sciolto e quasi sempre gratis). Ebbene, per produrre un chilo di quella plastica, oltre a far crescere la spazzatura, si consumano 17 chili e mezzo di acqua, un po’ di petrolio, una spruzzata di zolfo, una di monossido di carbonio e 2 chili e mezzo di CO2... tutti "ingredienti" che contribuiscono a far crescere il gas serra. Ma questo oggi, pare un fatto scontato. Così succede che spesso il superfluo è maggiore del necessario.

Proviamo ad immaginare come potrebbe essere la nostra abitazione se tutti questi imballaggi di carta, cartone, plastica, cellophane invece che gettarli nei cassonetti li mettessimo in un angolo della nostra casa: ebbene, alla fine del mese avremmo occupato qualche metro quadro della sua superficie.
Secondo l'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) la quantità di spazzatura gettata nei cassonetti da un cittadino italiano medio corrisponde a circa un chilo e mezzo al giorno, cioè a 600 chili all'anno. In totale, pur se assai diversicato per città, sono quasi 32 milioni di tonnellate su base annua che continua ad aumentare lentamente ma inesorabilmente.
Oggi la spazzatura cresce ad un ritmo doppio della ricchezza.
L'Europa da più di dieci anni chiede inutilmente agli Stati di fermare la produzione di rifiuti pro-capite ed alle aziende produttrici di assumersi la responsabilità su tutto il ciclo di vita d'involucri, plastica e cartoni fino al loro recupero oppure allo smaltimento. Tutta la partita, però, si giocherà sulla separazione alla fonte dei rifiuti.
Ma cosa c'è in un chilogrammo di rifiuti domestici? C'è di tutto, come sappiamo, e quasi tutto può avere una destinazione diversa dalla discarica, ad eccezione dei 120 grammi di materiali inerti, poco più del 10 per cento del totale, anche se c'è chi ha tratto fuori qualcosa di utile e non inquinante da quei materiali.
Se si facesse una raccolta differenziata più seria, molti degli attuali problemi, che oggi interessano Napoli (ma che potrebbero verificarsi anche a Roma e in Sicilia), potrebbero essere risolti, riciclando in tutto o in parte i rifiuti, evitando così di avviarli in maniera indifferenziata alle discariche o agli inceneritori, ma isolando i loro componenti (vetro, carta, alluminio, parte "umida"), utilizzandoli per produrre nuovo materiale, dalla carta riciclata al compost per uso agricolo, ma anche alle sedute delle sedie o ai dissimulatori di traffico. Oltreciò, raccogliendo, ad esempio, 1237 tonnellate di vetro si risparmiano 134 tonnellate di petrolio.
La gente dovrebbe sapere che con 19 bottiglie di plastica si può realizzare una coperta in plaid, che durerà probabilmente una vita, spiega Vincenzo Conte, della società campana Erreplast. Riciclare 1000 chili di plastica fa risparmiare un 300/400 chili di petrolio, 1400 chili di materie prime; riciclare 1000 chili di alluminio fa risparmiare oltre 3000 chili di petrolio, oltre 4000 chili di bauxite... La gente dovrebbe sapere che una diligente raccolta differenziata è l'unica strada oggi percorribile, che potrebbe servire a farci fare anche a meno degli inceneritori, oltre che dare un contributo importante alla salvezza del mondo da una montagna di spazzatura.

P.S.: Nella stesura del post, per quanto riguarda alcuni dati, mi sono ispirato ad un ottimo speciale del TG uno.

martedì 13 maggio 2008

Emergenza cibo: vertice latinoamericano

Vertice latinoamericano
È iniziato a Managua un vertice latinoamericano sull'emergenza cibo per predisporre un piano contro i prezzi alti dei prodotti alimentari.

È assente per motivi di salute il presidente venezuelano Chavez mentre sono presenti i presidenti di Ecuador (Rafael Correa), Bolivia (Evo Morales) e Nicaragua (Daniel Ortega) che, insieme a esponenti di numerose delegazioni centro e sudamericane, studieranno il cammino possibile per contrastare i prezzi mondiali crescenti dei prodotti alimentari.

Data articolo: maggio 2008
Fonte: Agenzia ANSA

sabato 18 agosto 2007

CAMELOT E' CROLLATA


Ecco che cosa sono la FED e la BCE:
chiacchere e distintivo.



Articolo di : EUGENIO BENETAZZO




Innanzi al più grande bubbone finanziario degli ultimi anni che sta ormai per esplodere, se ne escono con affermazioni del tipo, state tranquilli, non vi preoccupate tanto l'economia è sana, l'Europa non rischia nulla !

Più grande è la bugia, più la gente la crederà.

Le recenti iniezioni di liquidità (ben quattro interventi in sette giorni) per sostenere le attività bancarie, ormai in pieno default finanziario causate da uno stato di insolvenza generalizzato (solo nella mia provincia vi è una nota banca di modeste dimensioni che ha qualcosa come 1.500 contratti di mutuo di ultima generazione in sofferenza).

La crisi che ha colpito i mercati statunitensi, avrà conseguenze tutt'altro che irrisorie sui mercati europei, che hanno voluto scimmiottare i fratelli d'oltre mare.

Lungi dal gongolare per le disgrazie altrui, ma l'analisi sviluppata ed elaborata in BEST BEFORE e contemplata anche durante il tour di BLEKGEK ha trovato in questi giorni una loro evangelica materializzazione: alla faccia di tutti quei cosidetti economisti laureati in prestigiose università fabbriche di cloni replicanti che davano il ricorso al debito a bassi tassi di interesse come la linfa della globalizzazione. In ogni caso, alla fine Camelot è crollata: il castello di debiti costruito su fondamenta di altri debiti cartacei (coperti a loro volto da un fiume di strumenti derivati: l'altra bolla che dovrà scoppiare) ha dimostrato tutta la sua fragilità.

Ecco che cosa ha sostenuto l'economia, il PIL, gli indici di borsa ed il rally immobiliare: il ricorso al debito sfrenato.

Tutto a tutti, anche senza garanzie o per dirla all'americana, tutto a tutti grazie ai NINA (acronimo di none income, none assets) ovvero prestiti rilasciati anche a chi non ha reddito certo e non dispone di garanzie reali (fate attenzione comunque perchè anche in Italia li abbiamo, solo che si chiamano con un altro nome, di solito il nome delle finanziarie che li erogano !).

Particolarmente in Europa in queste ultime ore stanno tentando di rincuorare gli animi e le speranze di investitori e risparmiatori, affermando che la situazione in Eurolandia non è così grave come in USA: è vero non è grave, è gravissima ! Nonostante vi dicano il contrario !

Le differenze sostanziali le possiamo anche individuare sulle diverse dinamiche di escussione del sistema giudiziario anglosassone rispetto a quello europeo, qualche mese in USA contro qualche anno in Europa, in Italia addirittura anche cinque !

Questo significa che una banca italiana che ha prestato ad una coppia di giovani precarizzati il 100 % per l'aquisto di un miserabile appartamento da 40 mq può aspettare anche 5 anni prima di riavere la disponibilità finanziaria che ha prestato. Non da meno si aggiunga che in Europa il ricorso all'acquisto di immobili con finanziamento integrale è stato adeguatamente coperto e suggellato da perizie immobiliari stragonfiate (che consentissero di rendere congruo il possibile valore di ipotetico realizzo in caso di escussione).

Purtroppo i debiti si pagano e si estinguono solo con il denaro (denaro che ora sembra non esserci più), ed è per questo che ci aspetta uno scenario veramente senza precedenti: una bolla economica che avrà dinamiche tutt'altro che prevedibili. Rammentate a tal punto che le azioni le vendete in tre minuti con una telefonata alla banca o con un click di mouse, mentre una abitazione o un appartamento (ammesso che trovate in questo momento il compratore) potrebbe richiedere anche alcuni mesi.

Per tale considerazione questa volta ad essere profondamente esposte oltre ai mutuatari ed investitori ci sono anche le stesse banche, i cui patrimoni in questi ultimi quattro anni si sono sempre più spesso cristallizzati: basta molto poco adesso per compromettere la loro solidità.

E se il sistema bancario vacilla, quello industriale (stretto ad esso da un cordone ombelicale) e tutt'altro che rincuorante. Non penso che ci siano molte soluzioni: semplicemente stiamo andando incontro all'implosione del sistema turbocapitalistico in cui il solo ricorso al debito ha consentito il sostentamento dei consumi.

Per questo motivo il sistema non è sano, quanto stramaledettamente marcio ed allo stadio terminale: un conto è spendere perchè si è risparmiato negli anni precedenti, un altra cosa è continuare a consumare ed acquistare beni di consumo perchè qualcuno presta il denaro facilmente.

La storia si ripete: voglio ricordarvi che Giovedì 24 Ottobre 1929, cinque giorni prima del famoso Martedì Nero, in seguito alle prime ravvisaglie di panic selling sui listini, intervennero tre banche nazionali per sostenere le quotazioni e limitare l’emorragia di vendite: la National Bank, la Chase Manhattan e la Banca Morgan.

Il giorno successivo, Venerdì 25 ottobre, molti banchieri di prestigio si affrettarono ad effettuare dichiarazioni ancora rassicuranti circa lo stato di buona salute dell'economia, persino il famoso Charles Schawb (fondatore della omonima casa di brokeraggio) e lo stesso presidente Hoover affermavano che la situazione era sostanzialmente sana ed i fondamentali economici dell’industria americana proiettavano una vigorosa e stabile prosperità per il futuro.

Sappiamo tutti comè andata a finire tre giorni dopo: un crollo drammatico delle quotazioni, la giornata di negoziazione più catastrofica, sino ad allora, della storia di Wall Street: il famoso Martedì Nero del 29 Ottobre 1929.

Fateci caso che la storia si sta ripetendo !

Istituzioni e banche centrali che garantiscono che il peggio è passato e soprattutto che l'Europa più di tanto non subirà le conseguenze della crisi di liquidità del sistema bancario statunitense.

Peccato però che i fatti contraddicano le loro incoraggianti affermazioni: sappiate a tal fine che la BCE ha effettuato interventi di liquidità molto più corposi rispetto alla FED, in buona sostanza ha immesso molto più denaro di quanto ne ha reso disponibile la stessa FED.

E come se questo non bastasse assistiamo al teatrino dei mass media che parlano di iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali come se fossero un toccasano per il malato moribondo: tutt'altro.

Iniettare liquidità non è di certo una manovra salutare a lungo termine, può consentire una momentanea stabilizzazione della crisi in corso, ma successivamente comporta una inevitabile aumento dell'inflazione con contestuale instabilità dei mercati: in buona sostanza si dovranno alzare ancora i tassi di interesse per raffreddare l'intero sistema, magari molto di più di quanto si era precedentemente annunciato.

L'ipotesi di un tasso di sconto al 6 % in Eurolandia comincia a farsi sempre più plausibilie.

Ma lasciatemi raccontare in maniera un po più tecnica che cosa sarebbe successo: se a fine gionata un istituto di credito ha avuto un saldo depositi/prelievi negativo, potrà allora acquistare il denaro di cui ha bisogno nel circuito interbancario, dove troverà i fondi messi a disposizione da altre banche che hanno invece avuto un saldo depositi/prelievi positivo.

Questo tasso nei giorni scorsi era volato al 4,7 % contro un tasso di sconto ufficiale al 4 %.

La BCE è pertanto intervenuta dal lato dell'offerta, per riequilibrare il sistema, garantendo la liquidità necessaria a soddisfare la domanda ed infatti il tasso di mercato si è immediatamente riallineato al 4%.

In buona sostanza quindi la BCE ha creato denaro dal nulla e lo ha reso disponibile alle condizioni di mercato ufficiale ad alcune banche in difficoltà, per evitare che altre potessero speculare su una presunta crisi di liquidità.

Possiamo convenire quindi che iniettare liquidità nel sistema significa dare denaro ad una ristretta elite di banche in momentanea difficoltà finanziaria a discapito del resto del mondo in modo tale che non si abbia una percezione immediata di questa operazione.

Il tutto è alquanto scandaloso in quanto anzichè creare denaro (dal nulla) per aiutare chi ha contratto un debito per l'aquisto della prima casa (di fatto il debitore con un bisogno sociale primario), si preferisce sostenere e supportare il sistema bancario (quindi il creditore con una finalità puramente speculativa) il quale si trova in difficoltà perché il debitore a fatica riesce a restituire il denaro preso a prestito.

A mio modo di vedere, l’unico rischio reale che corre veramente il sistema bancario è quello di una rivoluzione popolare.


vedi anche:

sabato 11 agosto 2007

ANALFABETISMO FINANZIARIO DI MASSA...

...GRANDI AFFARI PER LE ELITES ECONOMICHE CON I LORO PRESTANOME ...I FURBETTI DEL QUARTIERINO
Combattere l'analfabetismo finanziario che espone tutti a rischio E' una questione di DEMOCRAZIA!!!!
PER APPROFONDIRE I TEMI ECONOMICI TRATTATI DI SEGUITO, INVITIAMO A VEDERE IL VIDEO

DI EUGENIO BENETAZZO
http://www.youtube.com/watch?v=UOk8ZeyPuVE

qualcosa sul TFR
http://www.youtube.com/watch?v=XNMPK5M7Siw
qualcosa sul signoraggio:
il profitto che percepisce chi emette moneta
http://www.youtube.com/watch?v=XsSpu4cCd1w
http://www.youtube.com/watch?v=oWwT2P2wrFU

venerdì 10 agosto 2007

IL GIGANTE DAI PIEDI DI ARGILLA 3


LA CAUSA PRINCIPALE
DELLA CATASTROFE
A cura di:
Richard C. Cook

Come verrà superata la minacciosa tragedia odierna?
Cercare le cause è come sbucciare una cipolla.
Quelli che realmente stiamo vedendo sono gli ultimi spasmi di un sistema finanziario fallito vecchio quasi di un secolo.
Sta succedendo perché, dalla creazione del Federal Reserve System nel 1913—anche durante il periodo del New Deal con la sua economia keynesiana rivolta al pieno impiego—la nostra economia è stata basata quasi interamente sul sistema bancario a riserva frazionaria.
Ciò significa che sotto il regime degli onnipotenti sistemi bancari centrali del mondo, il denaro viene generato solo in forma di prestiti che producono debiti.
Gli interessi su questi prestiti tendono a crescere esponenzialmente a meno che non vengano superati dalla vera crescita economica.
Ricordate che ogni istanza di prestito bancario, dall'acquisto di Buoni del Tesoro, alle carte di credito, ai mutui sulle case, ai prestiti miliardari agli hedge fund per acquisizioni “leveraged” o assoluta speculazione, alla fine deve restituita da qualche parte, in qualche modo, in un certo momento, da qualcuno, con gli interessi. Alla fine, tutto ricade sulla gente che lavora tutta la vita, negli USA o altrove, perché è questo l'unico modo in cui la comunità mondiale crea vera ricchezza.
In una economia anemica come quella USA, la crescita non può raggiungere gli interessi in un mercato finanziario deregolamentato dove i tassi di interesse sono alti. I tassi potrebbero non sembrare alti se confrontati, diciamo, ai tassi di oltre il venti percento dei primi anni 80, ma sono alti in un'economia con, al massimo, un tasso di crescita del PIL del due percento.
E sono stati mediamente alti fin dagli anni 60, mentre l'attività bancaria veniva progressivamente deregolamentata.
È interessante notare come, dal 1965, il dollaro USA abbia perso l'ottanta percento del proprio valore, il che tende a convalidare la tesi di alcuni osservatori secondo cui tassi di interesse più alti non solo non riducono l'inflazione, come sostiene la Federal Reserve, ma effettivamente la causano.
La situazione di oggi è per molti aspetti peggiore rispetto al 1929, perché la “proiezione” del debito sul reale valore economico è molto più alta di quanto non fosse allora.
L'economia USA era molto più in forma negli anni 20, perché una parte ben maggiore della nostra popolazione era vantaggiosamente impiegata in fabbriche o in fattorie.
La domanda non è quando il sistema inizierà ad affondare, perché ha già cominciato.
Ciò è evidenziato più chiaramente dal fatto che secondo i dati della Federal Reserve, l'M1, cioè la parte delle riserve di denaro più prontamente disponibile per gli acquisti dei consumatori, non solo rimane indietro rispetto all'inflazione, ma è effettivamente diminuita in undici degli ultimi dodici mesi.
Questo significa che l'economia produttiva è già in recessione.
Il governo federale sta provando a capire cosa deve fare. Il loro problema più grande è che gli investitori stranieri hanno cominciato a ritirarsi dai mercati espressi in dollari.
Il “plunge protection team” [“team di protezione dai crolli”, ndt] del governo—ufficialmente noto come President’s Working Group on Financial Markets [Gruppo di Lavoro Presidenziale sui Mercati Finanziari, ndt]—sta provando a progettare quello che chiamano un “atterraggio morbido”.
È stato paragonato al processo di cucinare una rana in una pentola la cui temperatura sale di un grado al giorno.
La rana non salta fuori perché il calore sale gradualmente, ma fra non molto sarà troppo tardi.
La rana è stata cotta.
Anche se il plunge protection team riuscisse, e la rana si cuocesse lentamente, ci sarebbe una massiccia inadempienza de facto sul debito espresso in dollari e un degrado a lungo termine dello standard di vita USA.
Il succo è che probabilmente vedremo importanti traumi monetari e un possibile crollo del mercato azionario già dal Dicembre 2007.
I più poveri saranno le persone rinchiuse nei fondi pensione che hanno un pesante carico di titoli legati ai mutui.
Interi portafogli di investimenti svaniranno probabilmente dal giorno alla notte.
Le banche, assieme agli equity a leva bancaria e agli hedge fund, si stanno preparando per la più grande svendita fallimentare in almeno una generazione.
Gli addetti ai lavori si procurano liquidità per tenersi pronti. Se pensate che Enron sia stata “la bomba”, non vorrete perdervi questa.

IL GIGANTE DAI PIEDI DI ARGILLA 2



LA BOLLA IMMOBILIARE


PREPARA IL TERRENO


PER IL COLLASSO USA


a cura di:


Richard C. Cook-Analista federale in pensione, la sua carriera ha compreso impieghi presso la U.S. Civil Service Commission, la Food and Drug Administration, la Carter White House, e la NASA, seguiti da ventun anni con il Dipartimento del Tesoro USA.


Fonte: http://www.globalresearch.ca/

Traduzione di STIMIATO per
http://www.comedonchisciotte.org/

Gli investitori stranieri all'interno degli USA, su tutti la Cina comunista, hanno sostenuto i nostri massicci deficit commerciale e fiscale con i loro capitali. Per tenerli buoni, i tassi di interesse – dopo sei anni di “credito al risparmio” -- devono essere mantenuti relativamente alti. Altrimenti i Cinesi, e non solo, potrebbero ritirare i capitali, portandoci a sostentarci solo con la nostra economia ridotta a un guscio vuoto.
Anche in questo modo, questi investitori sono sempre più apprensivi riguardo i loro depositi di dollari e stanno comunque ritirando i loro capitali. L'acquisto estero di azioni USA è precipitato. E la nostra economia carica di debito, la cui base manifatturiera è stata largamente spostata all'estero, non è più capace di assicurare alla nostra stessa popolazione una sussistenza basata sulle nostre risorse produttive.
Per un po siamo stati a galla grazie alla bolla immobiliare, ma quei giorni sono ormai storia dato che, secondo uno studio di Merrill Lynch, l'industria della casa gonfiata artificialmente, almeno fino al 2005, pesava per il cinquanta percento sulla crescita economica USA.
Come tutti sanno, la Federal Reserve guidata da Alan Greenspan ha utilizzato la bolla immobiliare come una droga agli steroidi per pompare liquidità nel sistema economico. Ciò ha funzionato, almeno per un po, perché i consumatori potevano prendere in prestito enormi quantità di denaro a tassi di interesse relativamente bassi per l'acquisto di case o per estinguere i prestiti destinati a coprire le loro carte dei credito, a finanziare l'università dei figli a comprare una macchina nuova, ecc.
Quando la storia definitiva della bolla immobiliare verrà scritta, i suoi inizi verranno datati intorno al 1989-90, quando le restrizioni creditizie sugli acquisti nel settore immobiliare iniziarono per la prima volta a rilassarsi. Secondo gli addetti al settore delle ipoteche intervistati per questo articolo, essi iniziarono a essere istruiti sui metodi per eludere le deboli situazioni debitorie di alcuni consumatori e vendere ugualmente loro delle case tra la metà e la fine degli anni 90.
La Fed ha seriamente iniziato a gonfiare la bolla immobiliare intorno al 2001, dopo il collasso della bolla delle dot.com, che è scoppiata con il declino del mercato azionario del 2001-2002. Allora, oltre 1000 miliardi di dollari, compresi i risparmi di gente che aveva lavorato per tutta la vita, semplicemente svanirono.
Sempre secondo gli specialisti delle ipoteche, fu nel marzo 2001, due mesi dopo che George W. Bush era diventato presidente, che cominciò una “ondata di fraudolenza intossicata”. Le compagnie dei mutui cominciarono ad essere istruite, dai creditori/strozzini, su come confezionare prestiti come “colpi da maestro di contraffazione”, cosi da permettere ad acquirenti completamente privi dei necessari requisiti di comprare casa.
Non avrebbe potuto esserci una improvvisa insorgenza di attività illegali generalizzate senza una direzione dall'alto della catena del denaro. Non avrebbe potuto continuare senza che gli informatori stilassero rapporti per le agenzie di controllo. Oggi il governo denuncia la frode dei mutui, ma dovevano saperne qualcosa già mentre stava succedendo.
La bolla venne coordinata da Wall Street, dove le agenzie di borsa “impacchettavano” ipoteche da “finanza creativa” e le vendevano come obbligazioni a fondi pensionistici e comuni e a investitori oltreoceano. Gli amministratori dei fondi vennero indotti a comprare obbligazioni subprime [ovvero sotto il PRIME RATE (quello dei migliori clienti), ndt] mentre altre obbligazioni maturavano. Si tratta del segmento subprime che adesso è collassato, facendo scattare, ad esempio, la recentemente ben pubblicizzata morte di due hedge fund della Bear Stearns.
E non ne sono stati coinvolti soltanto acquirenti domestici a basso reddito. Il Washington Post ha riportato che per la prima volta a memoria d'uomo si stanno effettuando dei pignoramenti nei ricchi quartieri suburbani di Washington, posti come Fairfax, Loudon, e Montgomery Counties.
Le obbligazioni subprime erano notoriamente sospette. Un motivo era che esse erano basate su mutui a tasso variabile che erano effettivamente delle bombe a orologeria, programmate ad esplodere qualche anno più tardi con rate mensili superiori di migliaia di dollari al mese rispetto a quando erano state stipulate. Molti di questi mutui si riaggiusteranno a pagamenti più alti per il prossimo Ottobre.
Gli acquirenti furono ingannati quando gli venne detto che avrebbero potuto rivendere le loro case in tempo per sfuggire all'impennata dei prezzi. Adesso il collasso del mercato ha reso impossibili ulteriori rivendite a prezzi abbastanza alti da uscire senza perdite.
Un modo in cui il sistema funzionava consisteva per gli erogatori di mutui nel massimizzare i “punti” che ai compratori era richiesto di finanziare, rendendo i mutui più attraenti per Wall Street. Sicuramente confezionare e vendere i mutui tranquillizzava le banche che originavano i prestiti dall'esposizione, scaricando una considerevole quantità di rischio su milioni di piccoli investitori. Questo in aggiunta alla normale vendita di mutui ad agenzie quasi pubbliche come Freddie Mac e Fannie Mie.
Si trattò di una truffa? Certamente. La Federal Reserve ne sapeva qualcosa? Dovevano saperlo. Il congresso ha esercitato una supervisione? No.
Cosa sapeva la Casa Bianca?
Amy Gluckman, un'editrice di Dollars and Sense, ha riportato sul numero di Novembre/Dicembre 2006: “Durante l'amministrazione Clinton, Greenspan era relativamente ‘slegato’ —partecipando mediamente ad un solo meeting al mese alla Casa Bianca...
“Ma quando George W. Bush si trasferì al 1600 di Pennsylvania Ave., il comportamento di Greenspan cambiò. Durante il 2001, ha fatto in media 3,3 visite mensili alla Casa Bianca, oltre il triplo della frequenza sotto Clinton, e ancora più spesso con funzionari di alto livello come il vicepresidente Cheney. Le sue visite aumentarono a 4,6 al mese nel 2002 e a 5,7 nel 2003.
“Qualunque cosa i funzionari della Casa Bianca stessero sussurrando all'orecchio di Greenspan, ha funzionato: Greenspan cambiò improvvisamente musica sul taglio delle tasse, offrendo un supporto critico ai massicci sgravi fiscali concessi da Bush nel 2001 e nel 2003, e sciolse le redini tagliando ripetutamente i tassi di interesse controllati dalla FED a partire dal Gennaio 2001, un regalo per i Repubblicani al potere”.
Lungo la strada, la bolla ha portato i prezzi delle case a gonfiarsi drasticamente, cosa che il governo spacciò come “crescita”. Anche oggi, periodici come Barron’s ostentano ingenuamente che questa inflazione ha innalzato la “salute” dell'America.
Ma questa fonte di liquidità per la gente comune è stata esaurita, come le nostre carte di credito, e non c'è nulla per sostituirla. Non c'è più alcun fondo di emergenza, perché anni fa la gente ha smesso di guadagnare abbastanza denaro da poterne mettere da parte per risparmi personali o domestici.
Mentre gli acquirenti perdono le loro case per via dei pignoramenti, i beni immobiliari vengono arraffati a prezzi da bancarotta dalle banche e da qualunque altro investitore con denaro disponibile. Interi quartieri di città come Cleveland o Atalanta si stanno trasformando in città fantasma di case con il compensato alle finestre.
Quelli che vediamo sono i risultati di un crimine economico su scala esorbitante che coinvolge i più alti livelli dei nostri establishment finanziari e governativi. Ha attraversato tre amministrazioni presidenziali—Bush I, Clinton, e Bush II—sebbene il peggio venne con l'onda grossa della frode del credito istantaneo dopo il 2001.
Come sempre quando l'ipocrisia è dilagante solo i pesci piccoli vengono chiamati a pagare. I commentatori, compreso un sonnambulo Congresso, hanno moralisticamente ripreso gli utenti che si sono indebitati troppo.

La Mortgage Bankers Association sta perfino facendo pressione sul Congresso per lo stanziamento di altri 7 milioni di dollari affinché l'FBI dia la caccia a broker presumibilmente disonesti da sacrificare come capri espiatori.