mercoledì 30 aprile 2014
venerdì 28 dicembre 2012
giovedì 17 novembre 2011
giovedì 21 gennaio 2010
I genitori stressati e delusi sul lavoro influenzano negativamente il rendimento scolastico dei propri figli
Secondo una ricerca dell' Accademia della Finlandia, pubblicata sulla rivista European Journal of Developmental Psychology, i genitori che hanno avuto delusioni nella loro carriera lavorativa trasmettono ai figli sentimenti negativi, influenzandone il successo a scuola.
I figli dei genitori delusi, infatti, hanno maggiori probabilita' di perdere interesse nei confronti della scuola.
Diventano cinici e non riescono a stare al passo dei loro compagni.
Secondo i ricercatori finlandesi, la recessione avrebbe aggravato ancora di piu' il problema.
Per arrivare a queste conclusioni sono stati intervistati oltre 500 ragazzi sulla questione.
I sintomi analizzati comprendono la stanchezza, il senso di inadeguatezza e il cinismo nei riguardi della scuola.
I genitori, invece, sono stati invitati a rispondere a domande simili legate pero' al loro lavoro.
Dai risultati e' emerso che i genitori logorati fisicamente ed emotivamente avevano maggiori probabilita' di trasmettere la stessa sorte ai propri figli nella scuola.
Insomma, i padri, le madri e i figli sono risultati essere sulla stessa barca.
Ad aver piu' influenza, hanno sottolineato i ricercatori, e' stato il genitore dello stesso sesso del figlio.
lunedì 21 dicembre 2009
PERCHE' E' FESTA SOLO SE SI MANGIA TANTO, TROPPO
giovedì 23 luglio 2009
I PADRI NON SONO UN OPTIONAL: RUOLO EDUCATIVO E BIOCHIMICO DELLA PATERNITA'
venerdì 10 luglio 2009
CIAO MASCHIO, IL FUTURO E' TRANSGENDER
Se anche però - ed è qui che arriva un'ulteriore precisazione - non è possibile prescindere dalla presenza dell'uomo, al momento, non è possibile neppure utilizzare gli spermatozoi "artificiali" per la fecondazione, perché il loro cromosoma Y è del tutto inadeguato.
mercoledì 6 maggio 2009
Massage Therapy: dimostrata la sua efficacia nello sviluppo celebrale dei neonati
giovedì 5 febbraio 2009
Maternità tanto decantata, ma in Italia avere un figlio è un biglietto per l'Inferno
giovedì 18 dicembre 2008
Adolescenti oggi:famiglia,lavoro,droghe,alcol e fashion
Crisi della genitorialità e delle istituzioni pedagogiche-formative, questa la sintesi del rapporto 2008 della Società Italiana di Pediatria.
La società italiana? una casa senza fondamenta
Fonte: www.libero.it
Sconfortante il ritratto degli adolescenti d'oggi fatto dalla Società Italiana di Pediatria: chattano con sconosciuti, fumano, bevono e si drogano sempre di più e i genitori non intervengono
A vedere la gerarchia di valori e le persone che ispirano loro più fiducia sembrano placidi agnellini.
La famiglia, il lavoro e gli amici sono i loro "fari", poliziotti e carabinieri gli "angeli custodi".
Peccato però che, a scavare un po' di più nel mondo giovanile - come ha fatto la Società italiana di Pediatria con l'indagine 2008 Abitudini e Stili di vita degli adolescenti -, l'immagine che emerge della "Generazione Youtube" è totalmente diversa, decisamente "dannata" e piuttosto preoccupante.
Gli adolescenti rappresentati dallo studio sono web-dipendenti, vivono costantemente connessi e ininterrottamente collegati a siti di incontro e network sociali. Qui, con una prevalenza delle femmine, per lo più scaricano video e canzoni ma soprattutto chattano, parlando prevalentemente di sesso (lo fa regolarmente un terzo del campione) e spesso con perfetti sconosciuti.
Quando escono di casa, però, le cose vanno anche peggio: complici anche dei genitori sempre meno autorevoli e rigorosi, i ragazzi (l'indagine ha coinvolto giovani tra 12 e 14 anni) si intrattengono con fumo, alcol e sballo, e proseguono a tessere la propria rete sociale, a base di chiacchericcio e sensualità, sui telefonini. Che non di rado vengono ricaricati da estranei in cambio dell'invio di foto personali, più o meno osé.
Allarmanti risultano i dati sulla confidenza degli adolescenti con sigarette, alcolici e droghe: tra i 12-14enni un terzo circa fuma, oltre il 41% si è fatto una canna, pochi meno sono i bevitori di superalcolici e uno su dieci si è ubriacato (+12%).
Forse per dimenticare i pericoli che si corrono fuori dalle mura domestiche, visto che circa il 70% ha assistito ad atti di bullismo, e cresce la percentuale di chi pensa sia un atteggiamento da "fifone o spia" quello di chi va a raccontare a degli adulti ciò cui ha assistito.
Nessun conforto dunque?
Forse uno sì: gli adolescenti di oggi sembrano avere buone abitudini alimentari, fanno fuori pasto più sani (latte, frutta e biscotti sono in cima alle preferenze), non bevono troppe bevande gasate e consumano poche merendine.
La speranza è che non si comportino così solo per inseguire pericolosi modelli di eccessiva magrezza.
venerdì 5 dicembre 2008
Ecco come si fa a far passare il singhiozzo a un neonato
Il singhiozzo è causato da una contrazione involontaria del diaframma (il muscolo a forma di cupola che separa la cavità toracica da quella addominale). Ci sono piccoli accorgimenti per aiutare il neonato a farlo passare più in fretta.
- Dargli da bere alcune gocce di acqua tiepida con il cucchiaino.
- Tenere il bambino con la schiena dritta per qualche minuto, se il singhiozzo compare durante la poppata.
- Dargli il seno o il biberon. Il ritmo della deglutizione, regolarizzerà la respirazione e farà scomparire il disturbo.
- Sfiorare con un dito il nasino del bambino per favorire lo starnuto. Il diaframma si distenderà eliminando il singhiozzo.
sabato 18 ottobre 2008
Quando i bambini sono tristi
Gli psicologi e i terapeuti della famiglia americani appaiono preoccupati come non mai per il benessere dei bambini più piccoli.
E la ragione sta nel fatto che sia stato individuato come anche i bambini più piccoli siano in grado di sentire e subire lo stress fisico ed emotivo come gli adulti.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
lunedì 15 settembre 2008
Stress e inizio della scuola
“Un bambino italiano su quattro soffre di emicranie e cefalee tensive, che si acutizzano con il rientro a scuola, periodo di stress per ogni studente”. Lo spiega all'Agi Davide Moscato, direttore del Centro Cefalee dell'ospedale San Carlo di Nancy di Roma: “Chiaramente i mal di testa infantili sono strettamente legati agli impegni scolastici, poiché aumenta la preoccupazione e lo stress”.
“La tensione aumenta in questo periodo e anche per chi non soffre di patologie croniche, il disturbo aumenta - sottolinea Moscato - mentre diminuisce con l'arrivo delle vacanze”. “Ne soffrono di più i piccoli della scuola dell'obbligo, che sentono molto la competizione - continua Moscato - e non sono abituati a queste fonti d'ansia”.
Ma i genitori come devono gestire il rientro nella routine ?: “I genitori devono vedere e proporre la scuola come un momento di gioia e vivere con serenità e tranquillità questo periodo investendo sull'incontro con l'altro- conclude il professore - senza sommergere i bambini con cento mila impegni da subito, come gli sport e altre attività, per questi è meglio aspettare a quando l'attività scolastica a ripreso i suoi ritmi”.