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sabato 14 febbraio 2009

San Valentino degli indemoniati

Pochi sanno che in Toscana ed esattamente a Bientina in Provincia di Pisa la Festa Patronale dedicata a SAN VALENTINO si tiene nella domenica di Pentecoste ed i festeggiamenti si protraggono anche nei giorni seguenti.
Non si può parlare di Bientina senza nominare il suo Patrono, San Valentino Martire, le cui spoglie sono conservate nella Pieve di Santa Maria Assunta.
La fama di taumaturgo di questo santo è nota in tutta la Toscana e anche oltre.
Fin dal suo ingresso nella terra di Bientina fece parlare di sè per i miracoli, talvolta strepitosi, che iniziò a fare, in particolare nei confronti di ossessi e indemoniati, tanto da essere nominato con San Valentino degli indemoniati.
Da antichi documenti dell'epoca è possibile conoscere la storia di questo Santo, i cui resti furono riesumati dalle catacombe di San Callisto, sulla via Appia Antica, il 9 novembre 1681 e consegnati alla nobildonna romana Laura Grozzi, la quale li donò tramite Giovan Maria Maestrini - Provinciale dei Minori Osservanti, alla Comunita di Bientina.
Numerose e molto sentite dalla popolazione sono le celebrazioni religiose che si svolgono nel periodo della celebrazione del Santo Patrono, e molto partecipata è la processione con la reliquia del Santo che si tiene il sabato sera.

domenica 25 maggio 2008

Geometria sacra

Per i ricercatori dell'anima

Ricevo e volentieri trasmetto questa lettera che ho ricevuto, mi ha fatto riflettere e scandagliare nei miei sentimenti più profondi, spero sia utile a tutti coloro che cercano con la certezza incrollabile che troveranno!

Soltanto qualche anno fa pensavo di non sapere scrivere una lettera aperta , a dei fratelli, che io avevo umanamente messo sopra un piedistallo.
Loro mi hanno fatto capire cio che da tantissimi secoli un Uomo chiamato Gesù ci ha insegnato,"Sono venuto per gli ammalati", ci disse, a chi si rivelò e chiamo a suo seguito?!,si Rivelò a delle persone umili e di semplici origine .
Mi ero sempre chiesto perchè?, ed il perchè me lo hanno rivelato quei fratelli ,che con la loro sete di protagonismo, riuscivano a perdersi per le strade della vita alla ricerca di fare evangelizzazione, senza accorgersi quanto ancora non erano pronti a farlo, anzi avrebbero dovuto chiedersi dove era andata a finire la loro carità fraterna e la loro umiltà, che li avrebbero sicuramente innalzati agli occhi di Dio, che se ne sarebbe compiaciuto di avere seminato bene in quelle creature .
Ma ahimè! questo seme bello, nello svilupparsi peccava di narcisismo e di spirito di protagonismo, scontrandosi in maniera incomprensibile con delle persone ignoranti, ma piene di Amore per ciò che credevano e stavano facendo. Il tutto si conclude con l'autoallontanamento di questi dal gruppo dei fratelli,che non si ritrovavano e non accettano quell'insegnamento, di nostro signore Gesù Cristo, che ci "Invita ad offrire l'altra guancia".
Certo questo valeva nei secoli passati, ma oggi ,il nostro incommisurabile arrivismo ed il nostro orgoglio ,ci ha fatto perdere il gusto delle cose semplici tanto amate da Dio.
Mi sono addolorato, come sicuramente anche nostro Padre e la nostra Madre Celeste, nel vedere come tanta gente predica bene ma razzola male, sì fratelli a cosa vale tentare di spostare le montagne senza avere l'umiltà di chiedere a Dio di farci superare le piccole prove, che un fratello rozzo ed ingnorante ci ha sottoposto, dandoci la possibilità di fortificarci nello spirito di carità e nel praticare una grande virtù dell'UMILTA'. Indubbiamente, io continuerò a pregare per questi fratelli che stranamente mi ricordano i farisei dai volti imbiancati.
Che la luce del Signore li guidi per le strade della vita, e che possano riconoscere il loro peccato di Orgoglio, che fu causa a Satana di precipitare agli inferi.
con affetto da vostro fratello Benedetto.

Come possiamo mettere le nostre ferite al servizio degli altri

È di conforto per chi soffre e di Grande aiuto per chi rimerita dalle sofferenze. “Nessuno sfugge alla possibilità d’essere ferito. Siamo tutte persone ferite, fisicamente, psicologicamente, mentalmente, spiritualmente. La domanda principale non è: ‘Come possiamo nascondere le nostre ferite?’, affinché non ne siamo imbarazzati, ma: ‘Come possiamo mettere le nostre ferite al servizio degli altri?’.
Quando le ferite cessano di essere una fonte di vergogna e diventano fonte di guarigione, diventiamo a nostra Volta dei guaritori feriti. Gesù è il Guaritore ferito di Dio: attraverso le sue ferite noi siamo risanati. La sofferenza e la morte di Gesù hanno portato gioia e vita; la sua umiliazione ha portato Gloria; il suo essere stato rifiutato ha portato una comunità d’amore. Come seguaci di Gesù, anche noi possiamo lasciare che le nostre ferite portino guarigione agli altri”.
Questo pensiero, tratto da “Pane per il viaggio”, è di Henri Jozef Machiel NOUWEN (Nijkerk, Olanda, 24 gennaio 1932 - Hilversum, 2 ottobre 1996), prete cattolico olandese, scrittore, autore di 40 libri sulla vita spirituale

domenica 20 aprile 2008

MATRIX DIVINA

Gregg Braden spiega con straordinaria chiarezza e profondità come conoscere ed esplorare quel campo dalle infinite potenzialità (Matrix, o campo quantico, o Coscienza) e soprattutto come comprenderne il linguaggio per imparare ad usarlo per portare gioia, guarigione e pace nella nostra vita ed in quella dell'umanità.

L'autore attraverso una sinergia esplosiva tra le più recenti scoperte scientifiche e la più grande saggezza spirituale antica perduta o nascosta nei secoli ci riconsegna le segrete tecniche e gli strumenti per tradurre i desideri più puri del nostro cuore nella concreta trasformazione della realtà.

Salto Quantico & Sincronicità

Dott. Teodorani- astrofisico Ph.D a Rai Education
parla delle sincronicità quantistiche.



L'intervista inedita di Massimo Teodorani rilasciata alla Sentinel Italia,per vedere integralmente l'intervista la trovi qui www.sentinelitalia.org

giovedì 27 dicembre 2007

NATALE... INGANNO GLOBALE

Chi celebriamo il 25 dicembre?
Natale rito sincretico tra paganesimo e cristianesimo.
NATALE... INGANNO GLOBALE

sabato 1 dicembre 2007

giovedì 4 ottobre 2007

La nuova scienza metafisica quantistica

Il Creatore dell'Universo

Fonte:
Owen Waters, autore de “The Shift: The Revolution in Human Consciousness”. http://www.infinitebeing.com/0404/scienceproves.htm
Traduzione: Daniela Brassi

La Scienza dimostra l'esistenza del Creatore dell'Universo
La scienza si trova in generale accordo sull'esistenza di un Big Bang, da cui si dice che l'universo sia letteralmente esploso fuori per trasformarsi in vita.
Il problema davanti a cui la scienza si ritrova, con tale teoria, è la difficoltà che un simile Big Bang dovrebbe affrontare per creare la vita.
Nel suo libro The Life of the Cosmos [La vita nel cosmo], il fisico Lee Smolin elenca le molte variabili che dovevano trovarsi perfettamente in equilibrio, affinché l'universo si dispiegasse in un ordine vivente, invece che in un caos casuale. La massa del protone, la forza di gravità, l'estensione della forza nucleare debole, e dozzine di altre variabili, determinano il modo in cui l'universo si svilupperà a seguito di un Big Bang. Se uno qualsiasi di questi valori fosse stato anche solo leggermente diverso, l'universo sarebbe divenuto una disorganizzata piscina di plasma bollente in cui le galassie e i sistemi solari non sarebbero stati in grado di formarsi.

Perché si crei un universo che sostenga la vita, i numeri devono essere esattamente quelli giusti. Quali sono le probabilità matematiche di un Big Bang che avvenga casualmente e produca un universo, che a sua volta produca la vita per come la conosciamo ?

La vita, come noi la conosciamo.

Una probabilità su 10229.

Cioè una possibilità su 10 alla potenza 229.

Mettendolo per esteso, è esattamente 1 probabilità su…

10,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,
000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,
000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,
000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,
000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,
000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000


Fondamentalmente, quasi nessuna !!!

Quante sono le probabilità per un Creatore intelligente di ottenere proprio la giusta miscela perché l'universo possa sostenere la vita ?
Beh, siamo qui, no…?

sabato 15 settembre 2007

CAMBIARE PARADIGMA: STRUMENTI e METODI

In questo ultimo mese abbiamo cercato di trasmettere notizie economiche e politiche, per cercare di dare informazioni sulle problematiche che ci coinvolgono come specie e come pianeta Terra. Alcuni mi hanno scritto che lo scenario non è confortante, si intravedono un futuro di carestie, catastrofi ambientali, sconvolgimenti planetari.
Non era mia intenzione evocare disgrazie accrescendo il senso di insicurezza e paralizzante timore per il futuro: da un po' di tempo a questa parte il filone catastrofico tira molto bene in campo editoriale e cinematografico.
Importante è avere ben chiaro quale sia la realtà dei fatti, le cause e i loro effetti, non per aspettare passivamente, ma per sviluppare le nostre capacità per creare gli eventi.
Non dimentichiamoci MAI che è l'OSSERVATORE CHE CREA LA REALTA'!
Quindi la realtà è un evento creativo che implica:
chiarezza, consapevolezza di ciò che siamo, strumenti, coscienza, impegno individuale, scopo, metodo, obiettivo della manifestazione.
Cerchiamo di dare alcune istruzioni per l'uso...
- Noi siamo esseri spirituali in un corpo fisico momentaneo.
-Le leggi spirituali ci permettono di vivere una vita tranquilla. una vita di gioia, una vita di pace.
-Tutta la componente oceanica spirituale funziona con le coincidenze.
-Forze dormienti vengono fuori quando siamo connessi con lo Spirito e ci aiutano.
Le leggi spirituali bisogna metterle in pratica quando respiriamo, quindi SEMPRE!
-La nostra casa, è un tempio:le nostre relazioni familiari, il nostro ambiente domestico, sono una palestra di vita.
-La spiritualità è una decisione individuale:il soggetto sceglie di non rimanere nel regno materiale, nel regno dei cinque sensi. Se io arrivo a conoscere che c’è un’altra energia e desidero stare con quell’energia, è una mia scelta perché sono io che devo fare il salto quantico!
-La libertà di coscienza: cominciamo a controllare l’ambiente in cui siamo perché acquisiamo delle consapevolezze e quindi controlliamo noi stessi.
Avere successo significa “fare un cammino con degli obbiettivi prefissati ben precisi, perché si sa quello che si vuole fare, con gioia, con tranquillità e con entusiasmo, mentre si aiutano gli altri”.
Questo è il successo.
Tutte le altre cose non sono successo.
E questa è una scelta individuale.

sabato 28 luglio 2007

Scienza e Coscienza



Un esperimento scientifico sulla sincronizzazione tra le onde elettroencefalografiche cerebrali di due gruppi di meditatori a più di 200 kilometri di distanza è stato sviluppato e condotto dal Dott. Nitamo Montecucco dell’Istituto Cyber Ricerche Olistiche del Villaggio Globale di Bagni di Lucca, in collaborazione con il Club di Budapest, e con il supporto tecnico scientifico del Dr. William Giroldini (Elemaya) e del Dr. Alessandro Marraccini (A.M.Computer).
L’esperimento - svolto in concomitanza con il Giornata della Meditazione/Preghiera Globale della Pace del 20 Maggio 2007, a cui hanno partecipato circa un milione di persone in 54 Paesi del mondo - è stato condotto con due elettroencefalografi computerizzati “Brain Olotester 412” sincronizzati tra loro al centesimo di secondo tramite dispositivi satellitari.
I risultati hanno evidenziato una correlazione statistica altamente significativa tra i due gruppi, con una sincronizzazione media dello 0,64 %, e con picchi massimi del 5,4 %!

Tali risultati rappresentano un risultato eclatante, al di sopra di ogni previsione scientifica, visto che la sincronizzazione statistica attesa è pari allo 0 %.

Questi risultati testimoniano scientificamente l’esistenza di una profonda comunicazione neurofisiologica, “non locale”, tra individui. Sembrerebbe quindi che le persone possano connettersi tra loro a distanza grazie alla meditazione.

L’esperimento dimostrerebbe, più in generale, l’esistenza di una “coscienza planetaria”, una sottile rete collettiva che, nella Giornata della Meditazione/Preghiera Globale della Pace, connetteva 1.000.000 di persone tra loro superando i confini fisici, di razza, di cultura e di religione.

Queste ricerche sono l’ultimo risultato di una ricerca, iniziata 18 anni fa dal Dott. Montecucco, sulla coerenza-sincronizzazione cerebrale, che ha portato importanti risultati nella comprensione dei meccanismi neuropsichici e psicosomatici delle malattie e della loro possibile guarigione.
Queste ricerche hanno provato che esiste una comunicazione (elettromagnetica e anche non-locale) tra le aree del cervello e gli emisferi di una stessa persona, tra i cervelli di due persone vicine (madre-figlio, medico-paziente, amanti, ecc.), tra i cervelli di persone in meditazione a distanza.
Quest’ultima ricerca ha concluso un ciclo di sperimentazioni che portano a rivedere completamente le basi delle neuroscienze applicate alla medicina psicosomatica e all’evoluzione umana sul nostro pianeta.

Per maggiori informazioni scientifiche sugli elettroencefalografi computerizzati, sulle analisi statistiche, sui programmi di rilevazione della coerenza elettroencefalografica, e sugli usi di questi strumenti e metodologie in psicosomatica, inviare un’email al Dott. Nitamo Montecucco, Cyber Ricerche Olistiche
cyber@globalvillage-it.com
o visitare l’Enciclopedia Olistica al sito

La Matrice della creazione

Fonte :www.scienzaeconoscenza.it

Il 22.2 2007 è apparso sul sito di Repubblica un articolo a firma di Alessia Manfredi in cui si riporta la teoria di uno scienziato americano, Peter J. Lu, fisico dell’Università di Harvard che sostiene che le stelle poligonali geometriche dell’architettura islamica medievale, rispecchiano moduli matematici e che posizionandole una accanto all’altra “le linee si connettono per formare una rete continua per l’intero piastrellato, una rete che sembra esprimere la struttura della “mater-matrice” della creazione.
Tali osservazioni hanno indotto il fisico a ritenere che gli artisti islamici avessero elementi concettuali che anticipano di circa 500 anni le scoperte della fisica dei quanti.

Ritrovo l’argomento sul n. 88 della rivista Hera di maggio 2007 in un articolo a firma di Michele Melchiorre che illustra come nel 1989 già il fisico Roger Penrose affermò che la mente umana e la coscienza seguono modelli matematici tipici della fisica quantistica, “una visione che oggi molti fisici stanno sposando - leggo nell’articolo - e che relaziona la coscienza alla struttura più sottile dell’universo, ad una sorta di reticolo energetico le cui maglie assomiglierebbero ad un reticolo cristallino, su cui tutta la creazione si dipana”.

Tale schema viene ricollegato alla teoria del fisico David Bohm dell’Università di Londra secondo il quale nell’universo sono ravvisabili due ordini di realtà, uno esplicito e visibile, l’altro implicito che costituisce l’essenza di quanto vediamo e che viene rappresentato come un reticolo di natura energetica “contenente un enorme oceano di energia”.

Tali affermazioni mi riportavano all’intuizione - che ho illustrato nel mio ultimo libro “Il quadrato magico del SATOR- il segreto dei maestri costruttori” edito dalle Mediterranee - secondo la quale, il misterioso simbolo che appare ai margini di costruzioni medievali, ma anche molto più antiche, come a Pompei, consentirebbe, unendo le lettere delle cinque parole da cui è formata l’intera iscrizione, di tracciare una griglia, un reticolo che ho chiamato Matrix perché costituirebbe la matrice della creazione, le acque primordiali informate dallo Spirito da cui emergerebbe l’intera creazione.


Gli architetti di diverse tradizioni ed aree geografiche si sarebbero dunque tramandato un segreto che ha fatto sì che l’arte della costruzione rappresentasse per eccellenza un percorso iniziatico.

Iniziatico non solo per quanto custodito dalla Massoneria, ma soprattutto perché Architetto è, secondo l’etimologia greca della parola, colui che crea con 0 dall’Archè, dal principio di ogni cosa, dalla Matrix in cui da una punto centrale indicato da una N (come Nous) nel quadrato magico del SATOR, si irradierebbe il suono della creazione, il Verbo ordinatore. Insomma nella Matrix, vi è l’energia della creazione ed ogni linea costituisce la legge che rende ciò che emerge conforme all’ordine divino.
Questo spiegherebbe l’armonia espressa dalle costruzioni sacre ed il loro ruolo di microcosmo perfetto, di paradiso in terra per cui l’Architetto non farebbe altro che reiterare l’atto cosmogonico del Grande Architetto dell’Universo. Sovrapponendo la griglia a piante o sezioni di monumenti sacri di varie tradizioni ho dato sostegno alla mia ipotesi.

Nel settembre 2006 un viaggio in Sicilia mi pone davanti i meravigliosi mosaici della cappella palatina di Palermo e del duomo di Monreale, arricchendo di materiale la mia ricerca perché nelle decorazioni delle maestranze arabo-normanne si coglie ad occhio il ruolo svolto dal magico quadrato in cui ho rinvenuto la geometria sacra, la quadratura del cerchio, il rapporto aureo, oltre a simboli ed alfabeti che tutti appaiono scaturire dalla rete della Dea Madre tessitrice.

Ai tempi erano molto più avanti in tutti i campi della tecnica e della tecnologia” .
Invero la conoscenza espressa nell’arte islamica - che si basa in prevalenza sulla stella ad 8 e 10 punte, ma anche nelle costruzioni sacre di altre culture - aveva natura iniziatica e dunque era custodita gelosamente.

Di fatto era racchiusa semplicemente in una quadrato, simbolo della manifestazione divina, della creazione, caratterizzato da un reticolo di linee esprimenti la legge dell’armonia divina.

Difficile dire fino a che punto gli iniziati delle varie culture avessero anche conoscenze matematiche e tecnologiche, se conoscessero i numeri dell’infinito e in che misura ovvero se avessero ricevuto quale dono divino il magico quadrato tentando, come i Pitagorici, di ricavarne le leggi che governato la creazione.

L’aspetto di straordinario interesse è che scienziati contemporanei stiano dimostrando quanto gli antichi custodivano gelosamente.

sabato 21 luglio 2007

La realtà ? non esiste




29 agosto 2006
Pseudoscienza: è ogni disciplina che utilizza metodi non scientifici per tentare di spiegare eventi e fenomeni naturali, ma apparentemente insoliti, inspiegabili.

Una pseudoscienza si avvale di metodi differenti dal metodo scientifico (o metodo sperimentale), che è alla base della scienza moderna.
Il prefisso pseudo (dal greco pseudos, ossia falso) sta ad indicare che una pseudoscienza non ha nulla da condividere con la scienza. (fonte:wikipedia)

Le religioni e le filosofie orientali, da lungo tempo sostengono che il mondo materiale è una illusione, e che noi stessi non saremmo delle entità fisiche che si muovono in un mondo fisico, ma che in realtà tutto l'universo come noi lo intendiamo farebbe parte del campo della pura illusione.

Siamo quindi realmente come gli uomini della caverna Platonica che, costretti in catene in un luogo chiuso dove scorgono solo le ombre del mondo reale proiettate su di un muro, credono che la realtà sia solo quella che riescono a vedere direttament ?

Vediamo cosa ci dice a proposito la pseudoscienza.

Partiamo però (oibò) da un vero esperimento scientifico famosissimo, del 1982, quando un'équipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alan Aspect, scoprì che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri.

Dopo lo sbigottimento iniziale furono formulate due sole possibili spiegazioni: o la teoria di Einstein che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce era da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l'ipotesi più accreditata è che l'esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale.

In seguito a questo esperimento, David Bohm, noto fisico dell'Università di Londra, recentemente scomparso, sostenne che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste.

Nonostante la sua apparente solidità, l'universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato.

Per capire come mai il Prof. Bohm abbia fatto questa sbalorditiva affermazione, spieghiamo cosa è un ologramma.

Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con l'aiuto di un laser, dove l'oggetto da fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla pellicola fotografica. Quando la pellicola viene sviluppata, illuminandola con un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale. La tridimensionalità di tali immagini non è l'unica caratteristica interessante degli ologrammi, difatti se l'ologramma di una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scoprirà che ciascuna metà contiene ancora l'intera immagine della rosa.

Anche continuando a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma praticamente intatta, della stessa immagine. Tornando all'esperimento di Aspect, Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro separazione è un'illusione.

Ecco la sua spiegazione in un esempio: “Immaginate un acquario contenente un pesce. Immaginate anche che l'acquario sia visibile solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l'altra lateralmente rispetto all'acquario. Mentre guardiamo possiamo pensare che i pesci visibili sui monitor siano due entità separate, ma continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l'altro si girerà; quando uno guarda di fronte a sé, l'altro guarderà lateralmente.

Potremmo arrivare a credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente”. Secondo Bohm quindi il comportamento delle particelle subatomiche indica chiaramente che vi è un livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, ma in realtà sarebbero l'immagine di qualcosa di sottostante, unitario, un super-ologramma che si estende attraverso tutto l'universo fisico che percepiamo. E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste “immagini”, ne consegue che l'universo stesso è una proiezione, un ologramma appunto.

Ogni cosa animata e inanimata, noi stessi, saremmo un ologramma.

Come come ?

Il nostro corpo un ologramma ?

“Ma è assurdo” potrebbe obiettare qualcuno, questo significherebbe per la prorpietà olografica descritta pocanzi che ogni singolo organo del corpo umano, conterrebbe l'informazione dell'intero corpo.

Ed infatti sembra proprio essere così, vediamo perché.

Le terapie relative alla riflessologia, conosciute da migliaia di anni, utilizzano proprio questo principio e oltre alla arcinota riflessologia plantare, che usa vari punti del piede per agire sull'intero corpo, abbiamo una riflessologia della mano, una dei denti, una iridologia che usa gli occhi, una auricoloterapia per l'orecchio, e anche una idrocolonterapia che si basa su lavaggi incrementali dell'intestino, solo per citarne alcune.

Ma la domanda a questo punto è: chi mantiene ‘vivo’ l'ologramma ? Semplice, noi stessi, o meglio la nostra “mente”, non il cervello, (anch'esso un ologramma) ma la nostra Coscienza: cogito ergo sum, mai frase più azzeccata.

E invece cosa resta della realtà oggettiva ?

Per dirla in parole povere: non esiste.


Libri consigliati:

- Michael Talbot “Tutto è uno - L'ipotesi della scienza olografica“ (1997)

- William Arntz, Betsy Chasse, Mark Vicente “Che Caspita Sappiamo Veramente ? What the Bleep do We Know ?” (2006 )