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giovedì 27 agosto 2009

OVAIO POLICISTICO: L'AGOPUNTURA PUO' AIUTARE

La sindrome da ovaio policistico, una condizione che colpisce fino al 10 per cento delle donne e causa dolorose cisti ovariche, puo' essere migliorata grazie all'uso dell'agopuntura.
E' quanto rivela uno studio della Sahlgrenska Academy, Universita' di Gothenburg (Svezia), pubblicato sull'American Journal of Physiology.
"Una combinazione di 'elettroagopuntura' (agopuntura con stimolazioni elettriche) e moderato esercizio fisico aiutano a ridurre gli effetti della sindrome", ha spiegato Elisabet Stener-Victorin, ricercatrice che ha condotto lo studio. "Non sappiamo esattamente cosa causi la sindrome da ovaio policistico - ha continuato - ma nelle donne in cui e' presente l'attivita' del sistema nervoso simpatico e' maggiore".
Per Sterner-Victorin, l'attivita' anormale di questo sistema potrebbe essere una causa della sindrome e l'agopuntura sembra riuscire proprio a diminuire l'attivita' del sistema nervoso simpatico.
"Inoltre, l'agopuntura ha portato altri benefici", ha detto Sterner-Victorin. "I livelli di testosterone delle pazienti - ha concluso - si sono abbassati, e il ciclo mestruale e' ritornato a essere piu' regolare".

lunedì 25 agosto 2008

Diagnosi per il tumore delle ovaie

di: Massimo Bertolucci

Quando il tumore alle ovaie viene diagnosticato la sua fase è ormai molto avanzata per cui anche dopo l'intervento chirurgico o il trattamento chemioterapico, i rischi di ricaduta sono molto elevati. Ora, un prestigioso panel di oncologi, del Pacific Northwest Research Institute (PNRI) di Seattle, ha messo a punto un efficace biomarcatore per diagnosticare più efficacemente la patologia.
Attualmente, si utilizza il CA125 come test per diagnosticare il tumore alle ovaie. L'efficacia del test è molto valida per l'identificazione di tumori avanzati e di ricadute in seguito alla chemioterapia. Ma inefficace per identificare la patologia nel corso delle sue prime evoluzioni. Oltretutto il test può anche dare dei risultati “falsi positivi”: identifica la presenza di un tumore che in realtà non c'è con conseguenti terapie costose e soprattutto inutili e dannose.
Con il nuovo biomarcatore invece - Secondo gli oncologi - visto che la molecola HEA, che è direttamente associata alle cellule tumorali, è secreta nel sangue, basterebbe sviluppare un semplice apposito esame del sangue per poter rilevare la sua presenza. Inoltre, si è appurato che HE4 è efficace al medesimo modo di CA125 con una sensibilità al carcinoma superiore del 40 per cento rispetto a quella di CA 125 quando non si erano palesati risultati “falsi positivi”.
Il biomarcatore è stato descritto dal periodico “Cancer Research”.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
http://www.pnri.org/