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mercoledì 21 aprile 2010

I vulcani all'origine della vita sulla Terra

Dopo 50 anni un allievo dello scienziato Stanley Miller ha riprodotto l'esperimento del brodo primordiale confermando che i vulcani hanno avuto una funzione essenziale.

A distanza di cinquant'anni, infatti, Jeffrey Bada, un allievo del celebre scienziato ha replicato l'alchimia che ha spiegato il mistero dell'origine del mondo.
La scienza è sempre accusata di essere asettica, priva di sentimenti.
Questa storia si mostra anche un barlume di umanità e riconoscenza.
Bada, ricercatore alla Scripps Institutions of Oceanography a San Diego (California) conserva ancora le undici provette del celebre esperimento.
Anzi da un'analisi più approfondita dei vecchi campioni, associata alla consultazione delle carte lasciate da Miller, sono venuti fuori molti particolari, raccontati doviziosamente dalla rivista Science.

lunedì 19 aprile 2010

Riscaldamento globale o inizio di una nuova era glaciale?

Il modo migliore per restare informati e tentare di capire ciò che succede nel nostro pianeta:

Seguiamo il vulcano Eyjafjallajökull, bellissimo giovane cuore ardente coperto di ghiaccio antico
Institute of Earth Sciences

http://www.earthice.hi.is/page/ies_Eyjafjallajokull_eruption

venerdì 26 dicembre 2008

Un buco nel campo magnetico terrestre


16 Dicembre 2008
Articolo pubblicato sul sito della Nasa
http://science.nasa.gov
I cinque satelliti THEMIS della NASA hanno scoperto un buco nel campo magnetico terrestre dieci volte più grande di qualsiasi cosa in precedenza si pensava esistesse. Il vento solare può fluire attraverso questa apertura per "caricare" la magnetosfera per potenti tempeste geomagnetiche. Ma il buco non è di per sé la più grande sorpresa. I ricercatori sono ancora più stupiti dallo strano ed inaspettato modo in cui si è formato, ribaltando le idee a lungo sostenute dalla fisica spaziale.
"In un primo momento non potevo crederci," afferma lo scienziato del progetto THEMIS David Sibeck del Goddard Space Flight Center. "Questa constatazione altera sostanzialmente la nostra comprensione dell'interazione tra vento solare e magnetosfera.
La magnetosfera è una bolla di magnetismo che circonda la Terra e ci protegge dal vento solare.
Esplorare la bolla è un obiettivo chiave della missione THEMIS, lanciata nel Febbraio 2007.
La grande scoperta è avvenuta il 3 giugno 2007 quando le cinque sonde sono passate attraverso la frattura appena si è aperta. I sensori a bordo hanno registrato un torrente di particelle di vento solare che fluiva nella magnetosfera, segnalando un evento di inaspettate dimensioni ed importanza.
"Il buco è enorme — quattro volte più grande della Terra stessa," spiega Wenhui Li, un fisico spaziale presso l'Università del New Hampshire che ha analizzato i dati. Il collega di Li Jimmy Raeder, anche lui del New Hampshire, dice "1027 particelle al secondo sono fluite nella magnetosfera—che sarebbe un 1 seguito da 27 zeri. Questo tipo di afflusso è di un ordine di grandezza superiore a quello che pensavamo fosse possibile."
L'evento è iniziato con un piccolo avvertimento quando una dolce raffica di vento solare ha emesso un fascio di campi magnetici dal Sole alla Terra. Come una piovra che avvolge i suoi tentacoli intorno ad una grande vongola, i campi magnetici solari hanno avvolto la magnetosfera e l'hanno aperta rompendola. Il buco si è creato per mezzo di un processo chiamato "riconnessione magnetica." Dai poli della Terra, i campi magnetici solari e terrestri si sono collegati (riconnessi) per formare canali per il vento solare. I canali sopra l'Artico e l'Antartico rapidamente si sono estesi; in pochi minuti si sono sovrapposti sull'equatore terrestre per creare il più grande buco magnetico mai registrato da un satellite che orbita intorno alla Terra

Continua...http://nasa.gov/themis
articolo originale in inglese consultabile al sito:
http://science.nasa.gov/headlines/y2008/16dec_giantbreach.htm

lunedì 26 novembre 2007

La Terra si sta allargando

Secondo Christopher Cox e Benjamin Chao del Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, negli ultimi quattro anni la Terra ha cambiato forma come dimostrano i dati sul suo campo gravitazionale raccolti dai satelliti a partire dal 1998, questi dati mostrano un rigonfiamento nella regione equatoriale. Nel corso dei loro rilevamenti, effettuati analizzando al computer le immagini che vengono captate e trasmesse dai satelliti geostazionari, è stato registrato un incremento costante di 1 mm. all'anno.


La Terra si sta allargando - ecplanet.ch - Lunedì 26.11.2007 - Index

mercoledì 12 settembre 2007

Neutrini per la geofisica

di: Massimo Bertolucci
Secondo Walter Winter dell'Institute for Advanced Study di Princeton, i neutrini potrebbero fornire informazioni non disponibili con altre tecniche.
Anche se le misurazioni delle onde sismiche prodotte dai terremoti possono essere usate per ricostruire un profilo dell'interno della Terra, esse forniscono solo informazioni indirette.
Esistono tre tipi (o “sapori”) di neutrino: elettronico, muonico e tau.
Sono tutti elettricamente neutri e interagiscono con le altre particelle solo debolmente, il che significa che possono attraversare migliaia di chilometri di materia senza essere assorbiti.
Durante questo passaggio, però, i neutrini possono cambiare sapore, ossia “oscillare”: per esempio, i neutrini elettronici oscillano trasformandosi in neutrini muonici e così via. Poiché la quantità di oscillazione dipende dalla densità degli elettroni della materia attraversata, in teoria dovrebbe essere possibile determinare la densità terrestre effettuando precise misurazioni delle oscillazioni dei neutrini.
In uno studio il dottor Winter propone di inviare un fascio di neutrini da un acceleratore per decine di migliaia di chilometri attraverso la Terra, fino a un rivelatore dall'altro lato del globo.
In linea di principio, il fascio viaggerebbe da una ipotetica “fabbrica di neutrini” nell'emisfero settentrionale fino a un rivelatore di ferro da 50.000 tonnellate nell'emisfero meridionale.
Per esempio, un fascio potrebbe essere inviato dal CERN in Svizzera, attraverso il nucleo interno della Terra, fino a un rivelatore in Nuova Zelanda.
Data articolo: settembre 2007
Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Misurare la densità del nucleo terrestre

Sul rapido riscaldamento del nostro pianeta si sono fatte alcune ipotesi: quella più divulgata e comunemente condivisa, ne attribuisce la causa all'elevata presenza di co2, derivata dalla combustione degli idrocarburi.
Ma da una decina di anni un'altra ipotesi sta venendo prepotentemente alla ribalta:il nucleo della Terra sta decelerando quindi il geomagnetismo sta rapidamente cambiando, segnali di inversione di polarità sono già segnalati e monitorati con attenzione.
Per alcuni scienziati questo fenomeno è collegato all'intensità dell'attività della nostra stella: il Sole.
Quindi non solo la Terra, ma tutto il sistema solare è febbricitante.
Speriamo solo che questa febbricola non inneschi la stella mancata Giove,dando così attuazione alle antiche profezie che descrivono gli ultimi giorni della Terra quando in cielo brilleranno due Soli.