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venerdì 9 luglio 2010

AMORE E DIPENDENZA

L'amore e' come una dipendenza da droga e purtroppo quando un amore finisce e' come se si andasse in crisi d'astinenza.
E' quanto emerge da uno studio americano sul cervello di un innamorato ferito: di fronte alla foto dell'amato perduto il cervello attiva aree legate al desiderio, alla dipendenza da droghe e al dolore.
La foto del cervello 'impazzito' e' stata realizzata dall' Einstein College of Medicine di New York.
Questa ricerca conferma quello che affermiamo da anni cioè che il comportamento tossicomaniaco è correlato quasi sempre ad un trauma affettivo con forte contenuto abbandonico, in atto o pregresso, vissuto in ambito familiare e riverberato in ambito relazionale.

domenica 25 aprile 2010

ALCOL:L'abuso unisce giovani e over 65 anni

Il 29 aprile a Roma avrà luogo la IX edizione dell'Alcohol Prevention Day.
Secondo uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità italiano i consumatori a rischio sono in totale circa 9 milioni e di questi, 3 milioni sono individui sopra i 65 anni d'età.
L'alcol costituisce nel mondo il terzo fattore di rischio per morte, disabilità e malattie.
Le ricadute sul piano economico sono importanti arrivando ad assorbire il 2 %del Pil nei Paesi a reddito più elevato.
L'Italia, secondo i dati della Società Italiana di Alcologia è la nazione in cui i bambini si avvicinano all'alcol prima di quelli del resto d'Europa, diventando consumatori già verso gli 11-12 anni.
E le conseguenze sono rilevabili dai dati forniti dai Servizi di Alcologia e dai Sert che tra i circa 59mila alcolisti in carico hanno 1600-1800 pazienti con un'età inferiore ai 19 anni.
L'alcol è la prima causa di morte tra i ragazzi, a causa dell'incidentalità stradale legata al bere. Dei 4700 decessi all'anno, circa 2200 interessano gli under 24, che nel 40-50 per cento dei casi erano alla guida in stato di ebbrezza o di vigilanza ridotta a causa dell'alcol.
Di tutte le intossicazioni alcoliche registrate in Italia il 17% è relativo a ragazzi e ragazze al di sotto dei 14 anni.
Per gli over 65 il dato preoccupante è quello dei 3 milioni di consumatori a rischio, perché con l'avanzare dell'età si riduce progressivamente la capacità di metabolizzazione dell'alcol per la riduzione dell'attività dell'alcol-deidrogenasi - un enzima localizzato nel fegato e nello stomaco - che consente la digestione e trasformazione dell'alcol. Con questo enzima depotenziato, l'alcol circola immodificato incrementando il rischio di conseguenze tossiche e cancerogene.
A ciò si aggiunge anche la possibilità di reazioni allergiche scatenate dall'interazione tra sostanze presenti in alcune bevande (come i bisolfiti del vino), con i più comuni farmaci, di cui gli anziani sono forti consumatori.
CHE FARE
La prevenzione è l'arma principale per educare e per questo l'edizione 2010 del mese della prevenzione ha previsto iniziative sull'identificazione precoce del livello di rischio e sulla formazione.
Accanto alla prevenzione, alcuni esperti auspicano che si faccia una legge, recependo le indicazioni europee, per portare a ZERO il tasso alcolemico consentito per i più giovani e ridurre 0,2 il tasso alcolemico consentito per gli anziani.
NOI CI DOMANDIAMO PERCHE' GIOVANI E ANZIANI SONO UNITI NELL'ASSUNZIONE ed ABUSO DI SOSTANZE PSICOTROPICHE e ci siamo fatti un'idea.
EFFETTO DELLA PRECARIZZAZIONE DELL'ESISTENZA PER ENTRAMBI: I GIOVANI SENZA OCCUPAZIONE NON VEDONO FUTURO, GLI ANZIANI HANNO LAVORATO UNA VITA SENZA COSTRUIRSELO.
PRECARI DELLA VITA CHE VORREBBERO FUGGIRE DAL LORO DESTINO, MA SI RITROVANO A FISSARE IL BORDO DI UN BICCHIERE
Cosa ne pensano i lettori di questo blog?

giovedì 7 gennaio 2010

Progettata sostanza alternativa all'alcol per uno sballo soft e legale

Sviluppato un sostituto artificiale dell'alcol, che da' una sensazione di ubriachezza ma senza lasciare il bevitore con un grosso mal di testa e una sbornia da smaltire il giorno dopo.
A realizzarlo e' stato un team di esperti farmaceutici dell' Imperial College di Londra, guidato dal professor David Nutt.
La nuova sostanza, gia' testata con successo su alcuni volontari, utilizza delle sostanze chimiche simili al diazepam (Valium- Ansiolin).
E' una sostanza incolore, insapore e priva di effetti collaterali indesiderati.
Crea una sensazione di ubriachezza paragonabile a quella dell'alcol, rilassando la muscolatura, ma anche se si eccede nel berla, si rimane solo mediamente ubriachi, e non si soffre della sbornia del giorno dopo.
Nutt, che e' stato anche consulente governativo, spera con questo nuovo prodotto di creare una buona alternativa all'alcol, che potra' rimpiazzarlo in bibite come birra, vino e liquori.
L'uso di questa sostanza potrebbe ridurre il problema dell'abuso di alcolici in Gran Bretagna, un problema che costa a questo paese 3 miliardi di sterline all'anno.
Potrebbe anche ridurre il numero di morti a causa dell'avvelenamento da alcool.
Tuttavia altri farmacologi ritengono che la nuova sostanza sarebbe classificata come medicinale, impedendo cosi' il suo libero utilizzo nelle bevande.

giovedì 17 dicembre 2009

VACCINI CONTRO LE DIPENDENZE DA SOSTANZE PSICOTROPE

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanita', il tabagismo e' la prima causa di morte prevenibile al mondo, e i numeri, al riguardo, parlano chiaro.
Uccide, infatti, 5,4 milioni di persone l'anno, mentre cresce progressivamente la quota di vittime che popola i Paesi poveri.
La nicotina viene esaltata da una proteina presente nel cervello e che funziona come le tossine presenti nel veleno dei serpenti.
Questa scoperta è frutto delle ricerche condotte presso la Rockfeller University di New York, dove un'équipe ha studiato una proteina (lynx1) dotata di un'azione simile a quella del veleno dei serpenti. Le tossine che i cobra rilasciano con il loro morso si legano ai recettori ACh della nicotina, presenti nel muscolo, e li inibiscono.
Intanto da alcuni anni gruppi importanti di ricerca stanno tentando la strada del vaccino, cioè di un farmaco capace di inibire gli effetti piacevoli della nicotina.
Il 16 novembre scorso GlaxoSmithKline Biologicals SA (GSK) and Nabi Biopharmaceuticals (Nabi) hanno annunciato il l'entrata nella III fase di due studi sperimentali del farmaco NicVAX®, primo vaccino contro la dipendenza da nicotina.
Intanto in Svezia hanno dato il via libera a uno studio di fase II su un nuovo vaccino contro il tabagismo.
Il farmaco, che prende il nome di Niccine, verra' sperimentato su larga scala in tutti i Paesi scandinavi. Dovrebbe eliminare nei fumatori la dipendenza da nicotina, ed e' il risultato di studi compiuti in Svezia negli ultimi 10 anni al Karolinska Institute di Stoccolma.
Nei prossimi giorni verra' avviato un test su 400 persone in Svezia, in Danimarca e in Norvegia. Il campione e' composto da ex fumatori sui quali i ricercatori testeranno il siero per verificare l'incidenza di eventuali ricadute.
Verranno suddivisi in due gruppi: al primo verra' iniettato il Niccine, al secondo sara' somministrato un placebo.
Gli effetti verranno verificati nell'arco di un anno, e i ricercatori sperano che questo siero possa un giorno essere utilizzato anche per dare una mano ai fumatori attivi.

Naturalmente, il farmaco non può nulla contro la dipendenza in quanto tale, perché non si tratta di un virus, ma sceglie una strada diversa: stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi che si legano alle proteine della nicotina, costringendole ad un aumento di dimensioni fatale che impedisce loro l'ingresso nella barriera emato-encefalica e quindi nel cervello.
La nicotina entra così in circolo nell'organismo, ma le viene impedito l'accesso al cervello e pertanto non riesce a stimolare la produzione di dopamina, ovvero la fonte del piacere e di conseguenza la causa che crea dipendenza .

Spray alla cannabis nella terapia analgesica

Da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell' Universita' di Edimburgo, pubblicato sulla rivista Journal of Pain and Symptom Management, su 177 pazienti cui era stato somministrato uno spray alla cannabis , si è scoperto che i livelli di dolore erano scesi del 30 per cento rispetto ai malati di cancro che non avevano usato lo spray, nonostante non avessero assunto altri farmaci come la morfina.
Lo spray e' stato sviluppato in modo da non influenzare lo stato mentale dei pazienti .
I ricercatori ci hanno tenuto a evidenziare che altri studi confermerebbero che fumare cannabis puo' aumentare il rischio di cancro.
Lo spray invece agisce attivando le molecole nel corpo, chiamate recettori dei cannabinoidi, che possono fermare i segnali nervosi inviati al cervello dal sito del dolore.
Lo spray alla cannabis chiamato Savitex e' gia' stato prescritto per dare sollievo ai pazienti con sclerosi multipla.
Questi primi risultati sono molto promettenti e dimostrano che i farmaci a base di cannabis possono fornire un trattamento efficace nella terapia contro il dolore debilitante, ma e' ancora aperto il dibattito sulla differenza tra l'uso medico e quello ricreativo.
Certo non occorreva fare uno spray per testare l'efficacia dei cannabinoidi, visto che il consumo di cannabis nella popolazione mondiale data qualche migliaio di anni e con alterne vicende questa pianta, ben conosciuta per le sue proprietà medicinali oltre che per gli effetti psicotropi è viene utilizzata da vastissime aree della popolazione mondiale (dal bacino del Mediterraneo, all'estremo oriente ed al continente americano) pur con alterne fortune: elevata agli onori degli altari , come pianta sacra e gettata nei bassifondi come droga illegale.
In Italia da venti anni si trascina uno sterile ed improduttivo dibattito tra repressione e legalizzazione della coltivazione e consumo ad uso personale della cannabis, mentre le organizzazioni criminali autoctone hanno fatto cartello con quelle straniere e si sono accaparrate lo spaccio nelle grandi città, aumentando il proprio fatturato ed agganciando il giovane consumatore al mercato illegale di sostanze psicotrope.
Solo questo ci porterebbe razionalmente a valutare la necessità di liberalizzarne la coltivazione, applicando l'attuale normativa riservata alla coltivazione del tabacco.
Fra il 1919 ed il 1933 negli Stati Uniti tramite il XVIII Emendamento e il Volstead Act venne sancito il bando sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di Alcol per il consumo umano. Il Proibizionismo servì solo a far nascere come funghi le bande criminali che costruirono immense fortune e a radicare nella popolazione il consumo di alcol (di pessima qualità e contraffatto), con danni ingenti sia per l' ordine pubblico che per la salute dei cittadini.

giovedì 22 ottobre 2009

ROSSETTO TESTA LA PRESENZA DI SOSTANZE PSICOTROPE

Dalla Gran Bretagna giunge l'ultima novità: il gloss antisturpo.

Si chiama 2 Love My Lips ed è la nuova arma delle donne contro i malintenzionati che mettono SOSTANZE PSICOTROPE nelle bevande delle ragazze per far loro perdere il controllo e costringerle a subire un atto sessuale.

Basta leggere le ultime statistiche relative alle violenze sessuali, tentate o andate disgraziatamente a segno per comprendere quanto le donne siano divenute sensibili al tema della sicurezza: le vendite degli spray per allontanare eventuali molestatori sono più che raddoppiate.

L'idea di creare un prodotto che venisse in aiuto alle donne è venuto alla società 2LoveMyLips dopo aver letto i dati preoccupanti forniti dalla Fondazione Roofie, nota per il suo impegno sul fronte della violenza sessuale di cui le donne sono troppo spesso vittime.

Secondo studi dell'associazione sarebbero circa 9.887 le inglesi vittime di stupro.

Inoltre la violenza prende spesso la solita strada.

Si va in discoteca per divertirsi, per fare nuove conoscenze, per ballare e si beve un po' più del dovuto.

Ed è proprio nelle bibite che si annida il pericolo.

Spesso i molestatori usano proprio le bevande come mezzo per circuire le inconsapevoli vittime. Capita purtroppo che al cocktail preferito vengano aggiunte sostanze stupefacenti (drink spiking) cha fanno perdere il controllo alla futura vittima.

Ed è proprio in questa fase che entra in gioco il nuovo lipstick antistupro.

Basta metterselo come un normale rossetto e appoggiare le labbra sul bordo del bicchiere.

Se diventa blu vuol dire che la bibita è sospetta.

Il rossetto contiene particolari reagenti che al contatto con l'alcol e sostanze quali ketamina, GHB, polvere degli angeli (PCP) etc.. ne fanno cambiare il colore.

SOSTANZE RILEVATE SU VITTIME DI VIOLENZA CARNALE

La Ketamina (RS)-2-(2-clorofenil)-2-metilammino-cicloesan-1-one) è un anestetico dissociativo per uso veterinario ed umano.

Per l'assunzione cronica a scopo stupefacente che nell’uomo induce dipendenza, è stata invece evidenziata una riduzione delle capacità mnestiche, in particolare della memoria a breve termine e intensi sintomi psichiatrici.

Il PCP appartiene al gruppo delle fenciclidine, un gruppo di anestetici psichedelici ancor oggi utilizzati in medicina veterinaria.

Sul GHB (Gamma-idrossibutirato) c'è una vasta letteratura che lo indica anche nel nostro paese come la sostanza più usata (disciolta nei drinks) nei casi di violenza carnale.

Il GBH è un componente presente naturalmente nel nostro metabolismo come in quello di tutti i mammiferi viventi concentrato, soprattutto, nell’ipotalamo, nei gangli basali, nei reni, nel cuore, nei muscoli e nelle masse grasse.

Si trova, solitamente, in forma di liquido incolore e inodore, denso e con un sapore leggermente salato, contenuto in bottigliette di plastica o sotto forma di polvere bianca (da bere disciolta in un liquido) o in pastiglie.

In campo medico è usato come anestetico chirurgico, per la cura della alcool-dipendenza e della dipendenza da oppiacei. Viene usato come stimolante anche nel mondo dello sport e ricade sotto la categoria Doping.

Il GHB è una sostanza con effetti molto differenti da persona a persona. Estremamente difficile è, inoltre, la sua “gestione” poiché, anche piccoli aumenti della dose possono condurre ad effetti completamente inaspettati e differenti da quelli preventivati. Gli effetti cominciano generalmente a distanza di 5-10 minuti dall’ingestione e durano da una a 3 ore circa.

A basse dosi (circa 1-2 gr equivalenti ad un cucchiaino di polvere) presenta effetti molto simili a quelli degli alcolici: i consumatori riportano sensazioni di disinibizione, piacere diffuso, rilassamento e tranquillità, sensualità, euforia e tendenza a verbalizzare; ma alla fine dell'effetto si ha ricordi confusi e scarsi delle ore precedenti.

Quindi donne attente ....non accettate bicchierini dagli sconosciuti e non lasciate il vostro bicchiere incustudito in discoteca.

giovedì 16 luglio 2009

Secondo una ricerca sperimentale americana il THC contrasterebbe la dipendenza da morfina ed eroina

Noi lo diciamo da anni perchè lo abbiamo oservato sugli umani e non sulle cavie.
Secondo la normativa vigente in Italia, la cannabis indica e suoi derivati sono considerate sostanze illegali e quindi acquisibili solo attraverso il mercato nero degli stupefacenti, quindi la contiguità merceologica con altre sostanze psicotrope come cocaina, eroina, smarts drugs etcc..è la causa primaria dell'introduzione alla poli-assunzione.
Questo è lo scenario : si inizia con fumare qualche spinello fra amici, poi un giorno in piazza non si trova il "fumo" e si risolve la serata bevendo birra e facendosi un tiro di coca.
Questo è il tran tran del sabato sera di molti ragazzi che poi si schiantano con le auto lanciate a forte velocità.
Ai tempi freaks il consumo individuale di cannabis era sicuramente maggiore, ma non si assisteva alle stragi del sabato sera. Chi fumava difficilmente beveva o faceva uso di oppiacei, addirittura alcuni non fumavano nemmeno le sigarette. Alla fine degli anni '70 nelle piazze c'è stata l'inondazione di morfina farmaceutica e successivamente di eroina mentre veniva fortemente represso e contrastato il possesso ed il consumo di hashish e maijuana.
Tutto il resto è storia recente: i dati sono da ecatombe.
Migliaia di morti per malattie infettive emo-trasmissibili , migliaia di morti all'anno per incidenti stradali... almeno due generazioni fatte fuori e i sopravvissuti sono acciaccati come i veterani di guerra. Perchè proprio di una guerra si è trattato e le prime vittime sono state proprio la Scienza e la Coscienza.
Ed ecco adesso la ricerca del prestigioso Laboratory for Physiopathology of Diseases of the Central Nervous System, riportata oggi su http://salute.agi.it/:
-"Esperimenti sui ratti di laboratorio hanno mostrato che un'iniezione di THC, il principio attivo della cannabis, contrasta gli effetti della dipendenza dagli oppiacei.
Questa scoperta, secondo i ricercatori, potra' portare a dei nuovi trattamenti di sostituzione alternativi a quelli esistenti. "Abbiamo studiato gli effetti della dipendenza da oppiacei su ratti che sono stati tolti alle loro madri in giovane eta'", ha spiegato Valerie Dauge' del Laboratory for Physiopathology of Diseases of the Central Nervous System, a capo della ricerca.
"Questa situazione causa molto stress nei ratti, e causa disturbi comportamentali che portano alla dipendenza da sostanze oppiacee", ha aggiunto. Delle iniezioni sistematiche di THC, tuttavia, hanno evitato l'insorgere della dipendenza. "I ratti che assumevano THC non sviluppavano il tipico comportamento da dipendenza da morfina. Le regioni del loro cervello implicate nella dipendenza da sostanze hanno ripreso la loro attivita' normale: anche i dati molecolari lo confermano", ha detto Dauge'.
Simili modelli di comportamento sviluppati sugli animali possono essere usati per comprendere i meccanismi della dipendenza nell'uomo. "Potremo sviluppare delle nuove terapie sostitutive utili per contrastare l'effetto della dipendenza con sostanze alternative", ha concluso la ricercatrice."-

giovedì 22 gennaio 2009

USO DI CANNABIS ED INFERTILITA' MASCHILE

Fonte:salute.agi.it
Fare un consumo continuato di cannabis potrebbe provocare l'infertilita' maschile.
Infatti, gli elevati livelli di 'anandamide', sostanza simile ai composti contenuti nella marijuana e presente nell'organismo, potrebbero compromettere la fertilita' dello sperma.
Almeno questo e' quanto emerso da uno studio del Dipartimento di Farmacologia del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, Stati Uniti, pubblicato sulla rivista Biology of Reproduction.
Evidenze sulla alterazione della fertilita' in consumatori abituali di cannabis erano state gia' riportate in passato, ma i ricercatori americani sono riusciti a dimostrare il meccanismo a livello molecolare. In particolare, i ricercatori hanno visto che un aumento di anandamide determina una riduzione della capacita' degli spermatozoi di penetrare l'uovo per fertilizzarlo.

venerdì 5 dicembre 2008

Bere per dimenticare ? Non funziona, anzi acutizza il ricordo sgradevole

Fonte: Fonte: salute.agi.it
tratto da echplanet.com
La vecchia usanza di “bere per dimenticare” è sbagliata. Qualsiasi problema ci porti ad “alzare il gomito” non andrà nel dimenticatoio della nostra mente, ma sarà invece acutizzato. Una ricerca condotta dall' Università del Sussex in Gran Bretagna ha infatti dimostrato che se se si beve per allontanare brutti ricordi ed esperienze spiacevoli, questi, invece di sparire, resteranno con noi più a lungo.
Gli effetti momentanei dell'alcol sull'umore sono risaputi da tutti: riduce l'ansia, facilita le relazioni e fa ci stare allegri.
Ma gli effetti sulla memoria sono meno conosciuti, “la ricerca potrebbe essere utile per spiegare il perché si crea una così forte dipendenza”, ha dichiarato Teodora Duka dell'Università del Sussex durante il convegno della scienza della British Association all'Università di Liverpool.
Test sulla memoria, fatti su alcuni volontari, hanno evidenziato come il ricordo di immagini prima, durante e dopo il consumo di alcolici venga modificato nella memoria: “Prima di abusarne l'alcol facilita il ricordo di eventi positivi - spiega Duka - e pregiudica invece il vissuto emotivo negativo dopo il consumo, facilitando il ricordo di esperienze vissute prima”. “Inoltre è stato dimostrato - conclude Duka - che l'alcol aumenta, soprattutto nelle donne, il rischio di prendere decisioni impulsive e di non riuscire a trattenere risposte inappropriate”.

venerdì 12 settembre 2008

La cannbis contro i superbatteri

Fonte: MolecularLab.it
Data articolo: settembre 2008
È una ricerca, pubblicata sul Journal of Natural Products, è frutto del menage a trois fra il Cra-Cin di Rovigo, che ha coltivato le piante, l'Università del Piemonte Orientale di Novara, dove sono state isolati i composti e sintetizzati i loro analoghi, e la School of Pharmacy di Londra, che si è occupata dei saggi biologici, a puntare il dito verso la Cannabis, identificandola come possibile soluzione alla diffusione dei batteri iper-resistenti, i cosidetti superbugs, negli ospedali.

Secondo lo studio italo-inglese, da questa pianta non solo si possono ricavare olii, tessuti e sostanze psicotrope, ma anche alcuni fra i più potenti antibatterici, capace di sconfiggere anche i microorganismi resistenti agli antibiotici, come il famigerato stafilococco aureo penicillino-resistente (MRSA) che ogni anno provoca oltre 18 mila decessi ospedalieri, più delle morti per AIDS, che si selezionano negli ospedali dove in genere i batteri, a continuo contatto con sostanze antibiotiche, si scambiano il dna e si fortificano, diventando praticamente invincibili.

Questa situazione, grave in Italia, è ancor peggiore in Inghilterra, da qui la necessità di una sinergia ed uno studio congiunto tra i due paesi. Nei tre anni di studi, fra il 2005 e il 2008, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che i cannabinoidi di tipo THC, CBD, CBG, CBC, e CBN sono eccezionalmente attivi contro EMERSA-15 e EMERSA-16, due fra i ceppi più virulenti di stafilococco; tra questi i più efficaci si sono dimostrati i cannabinoidi CBD e il CBG, entrambi non psicotropi. Le proprietà medicinali e non della cannabis sono note da secoli; i suoi semi sono ricchi di proteine e carboidrati e regalano un olio cosmetico che può essere utilizzato anche come combustibile; le fibre fin dall'antichità vengono utilizzate per fabbricare tessili, corde e guarnizioni idrauliche.

Fumare o ingerire i fiori femminili e la resina, che hanno effetti psicotropi, è illegale in Italia ma per i seguaci di alcune religioni, come il Rastafarianesimo, rappresenta il presupposto di ogni preghiera.
Secondo i fedeli di questa religione di origine ebraico-cristiana, la marijuana è un'erba miracolosa e le sue proprietà medicinali, dalla cura delle allergie a quella della sclerosi multipla.
Infine si pensi che una miscela di cannabinoidi è stata messa in commercio nelle farmacie canadesi da GW Pharmaceutical per il trattamento di alcune malattie neurologiche gravi.

Quella antibatterica è solo l'ultima delle innumerevoli funzioni di questa pianta della quale la scienza sottolinea le proprietà terapeutiche da sempre.
I campi di applicazione sono numerosi ma è importante evitare semplificazioni, infatti fumare la Canapa, fra i tanti effetti dannosi, facilita anche le infezioni, dato che la somministrazione sistematica della pianta provoca immunosoppressione.

mercoledì 18 giugno 2008

Cervello e gratificazione

Piacere e dolore
di: Paolo Manzelli/University of Florence
La osservazione del cervello, mediante la risonanza magnetica funzionale , ha reso possibile esaminare i processi neuronali che sottendono alle emozioni e ai sentimenti.

L'attività cerebrale corrispondente a un intenso coinvolgimento emotivo sia di piacere che di dolore viene registrata prevalentemente nell'area centrale del cervello (Sistema Limbico) la dove viene prodotta “dopamina” dai neuroni dopaminergergici del Nucleo Acumbens (NA) e nell'area VTA (Ventral Tegmental Area). Queste aree del cervello sono pertanto particolarmente ricche di “dopamina”, che ad alti livelli di concentrazione produce attenzione e tensione verso nuovi stimoli emotivi, che vanno dall'ira, rabbia, frustrazione e tristezza, ed al contrario producono sensazioni di sollievo benessere piacere e gratificazione a seconda del livelli significativi di integrazione con le varie aree cerebrali superiori (Corteccia cerebrale) e sottostanti (Aree sotto Talamiche) che guidano rispettivamente la ragione o le pulsioni.

Il crocevia tra le sensazioni contrapposte di dolore e di piacere convergono principalmente nel nucleo della attenzione “Nucleus Acumbens” che reagisce come interruttore cerebrale alle sensazioni piacevoli e gratificanti, riflettendo oltre un certo limite, tutto il complesso attivazioni e reazioni, dirigendolo nella direzione opposta delle sensazioni dolorose che vanno ad impegnare in modo diverso la attività di integrazione delle aree cerebrali.

Pertanto il ruolo chiave associato al “Nucleus Acumbens” permette di organizzare gli equilibri necessari ad effettuare una stretta correlazione di integrazione e scambio informativo efficace tra il sistema libico e la corteccia e le sezioni piu ancestrali del nostro cervello.

Le “droghe” e ogni altro elemento cognitivo o emotivo che vada esaltare ed alterare il normale funzionamento del sistema di regolazione reattiva tra “dolore e piacere”, altera in modo più o meno permanente le varie possibilità di integrazione cerebrale e quindi tende ad inibire la plasticità cerebrale e con essa il controllo del nostro comportamento ivi compresa la alterazione delle modalità di pensiero.

In particolare le “droghe” vanno a generare un derivato pulsionale della gratificazione che è generato da uno squilibrio delle integrazione rivolto principalmente alle attività sotto talamiche di indole irrazionale, generando una dipendenza che tende ad escutere fino allo sballo della capacità di intendere e di volere generata dalla più completa integrazione delle attività cerebrali superiori.

La vulnerabilità del nostro sistema di ri-orientamento e stimolazione delle diverse possibilità di integrazione cerebrale rende facile per ciascuno di noi lo sfuggire al controllo equilibrato e personale della propria attività cerebrale. La stessa gratificazione eccessiva può causare una eccitazione eccessiva che genera condizionamento temporaneo o peggio dipendenza e ciò vale anche per le forme più elevate del sentire umano come l'amore.

La potenzialità reagire appropriatamente alle diverse forme di alterazione degli equilibri dinamici dei sistema di integrazione cerebrale ha certamente una sua ancora di salvezza nella miglior conoscenza del funzionamento del sistema che per acquisire valore deve essere personalizzato da una attività cosciente tesa a conoscere se stessi le proprie pulsioni ed emozioni per acuire le proprie capacita di ragionevolezza.