domenica 11 novembre 2007

Rassegnati o plagiati?

di: Paolo Cortesi/Nexusitalia

Credo che almeno due saranno gli elementi caratteristici del nostro tempo che colpiranno l'attenzione del futuro storico: la totale sottomissione della gente e la sfrenata impunità dei potenti. Oggi assistiamo alla sistematica manipolazione della realtà, che viene presentata al pubblico secondo le versioni utili ai fini di chi detiene il potere. Abbiamo visto, ad esempio, che la guerra d’invasione dell'Iraq è stata motivata da un pretesto (armi di distruzione di massa) che si è rivelato inconsistente.

Chi ha una pur modesta pratica del mondo dell'informazione, nota con sgomento che le notizie vengono regolarmente filtrate; alcune sono semplicemente ignorate. Quando la notizia non la si può proprio tacere, la si “distilla” in modo che ne esca un prodotto innocuo al potere, anzi addirittura ad esso benefico: la formazione artificiale (non storica) di un mastodontico impero come l'Europa Unita viene dipinto come la più sublime realizzazione della fratellanza dei popoli, e la colonizzazione dell’Iraq è una missione di pace.



I mass media inventano e alimentano una mitologia fantastica, ma che viene ripetuta così spesso, secondo una ritualità decennale, tale da creare la versione ufficiale della realtà. Non importa se poi, ad un esame più profondo, questa realtà si rivela falsa. Il potere sta assumendo caratteristiche metafisiche, ultraumane: è così onnipresente e onnipotente che si può pensare –senza ironia o provocazione- che abbia preso il posto di Dio il quale, se non è morto come taluni vogliono, oggi di certo non vive momenti di gloria.

La quantità di leggi e regolamenti cui siamo sottoposti è forse la più alta nella storia dell'umanità. Mai, neppure sotto Attila o Nerone, la vita pubblica e privata era così minuziosamente, così nevroticamente codificata. Sotto Napoleone (che pure fu un dittatore sanguinario) i francesi godevano di alcune libertà che oggi ci sembrano addirittura impensabili: si potevano vendere alimenti e bevande purché se ne avessero; si apriva un negozio, un caffè, un ristorante, un albergo purché si disponesse delle stanze in cui farlo e del personale da impiegare.

Provate a farlo adesso!…

Laurence Sterne compì il suo celebre viaggio senza avere passaporto e attraversando senza problemi nazioni in guerra fra di loro: provate a farlo adesso! Oggi, periodo in cui a scuola insegnano che lo stato siamo noi e godiamo della più ampia libertà possibile, le leggi e i regolamenti ci sovrastano e ci guidano, come fili invisibili delle marionette che siamo diventati. Tutto ciò che riguarda l'esistenza umana, dalla culla alla tomba, è stabilito da leggi, le quali sono ovviamente ben corredate da minacce, sanzioni, punizioni, ammende eccetera. (Tutto ciò, beninteso, vale solo per coloro che non hanno santi in paradiso, che non godono di efficaci coperture, che non esercitano professioni particolari, che insomma non riescono a mettere neppure un dito nella torta del potere).

Restano davvero poche attività in cui possiamo esercitare liberamente e completamente la nostra volontà. Non solo, ma l'estensione del potere coercitivo è continua, inarrestabile. Appena si trova una residua attività non regolamentata, il potere provvede a ricoprirla, a cristallizzarla con la sua legge astratta, generica, ferrea. La vita, insomma, l'intera vita umana viene fagocitata dal Leviatano, e ci viene sputata fuori come un astruso, gelido elenco di “si può”, “non si può”.



Arriveremo a leggi che determineranno le forme delle crostate e vieteranno, con la medesima intransigenza, di sbucciare le mele in senso antiorario. Ecco: la parossistica mania legiferante del potere stupirà lo storico del 2200, il quale si chiederà come abbiamo fatto a vivere come le disciplinate, sottomesse formiche operaie. Egli si chiederà, ancora più angosciato, come abbiamo fatto a tollerare che, mentre noi eravamo addestrati a bastone e carota, una oligarchia di onnipotenti faceva quello che voleva, vivendo sopra le leggi che, troppo spesso, imponeva alla gente e violava impunemente.

Egli si sbalordirà, non meno, per la docilità con cui la gente subisce tutto ciò: tasse, miseria, sperequazioni, ingiustizie, corruzione, militarizzazione della società, mass media inquinati, condizionamento occulto… Forse troverà inquietante la mansuetudine con cui milioni di uomini e donne hanno permesso che poche centinaia di infami figuri disponessero delle loro vite, dei loro destini e del futuro del pianeta. Se mi soffermo sulla storia dei secoli scorsi, noto con stupore che le rivoluzioni – in quei tempi – scoppiavano per molto meno!

La gloriose Giornate di Luglio 1830, che detronizzarono Carlo X di Francia, furono scatenate dal tentativo del re di imbrigliare la stampa. Enrico conte di Chambord perse il trono per aver preteso di sostituire il tricolore con il vessillo bianco col giglio dei Borbone! La Rivoluzione Americana fu, in buona sostanza, una sommossa organizzata dai borghesi e dai mercanti delle colonie americane contro il Regno Unito al quale non intendevano più versare le tasse previste dalla legge britannica.

Quando penso alla mansuetudine bovina con cui le folle subiscono leggi, decreti, ordini, imposizioni non posso fare a mano di chiedermi se certe ipotizzate forme di controllo psichico di massa siano già attive… Mi domando: l'inerzia con cui accogliamo tutto ciò che dispone delle nostre vite è rassegnazione o siamo tutti vittime del più colossale plagio della storia umana?

Non è inquietante la rigorosa repressione del dissenso organizzato che è invece molto misurato, pacato, quasi folcloristico più che sovvertitore? Esiste qualche segreta forma di dominio a distanza? (Oltre, beninteso, alla televisione, che sta svolgendo egregiamente la sua missione di ottundimento e disumanizzazione).

Abbiamo perso il nobile senso dello sdegno morale, della grandezza della dignità umana?

Siamo esseri umani diversi da coloro che proclamarono i diritti fondamentali dell'uomo?

Siamo tutti plagiati o rassegnati?

sabato 10 novembre 2007

DENGUE-Repubblica Domenicana 2

Epistheme
epistheme es un conjunto de medios multiples de comunicacion orientados hacia la gestion del conocimiento y del cambio sociocultural. Estos medios sirven de voz a una serie de comunidades epistemicas dominicanas y caribenas polisinteticas aglutinantes, interconexas y crecientes.


epistheme: Noticias del Frente Ecologico 020

mercoledì 7 novembre 2007

Porno di massa e porno-dipendenza

di: Alessio Mannucci
Che ci piaccia o no, la porno-dipendenza riguarda tutti, dal momento in cui il porno è diventato di massa: dalle veline di striscia la notizia ai cartelloni pubblicitari, dalla pornografia via internet al porno mobile, ecc. ecc. Siamo sottoposti continuamente ad un diluvio di porno-informazione, a dosi quotidiane di porno-realtà virtuale, che agisce sia a livello conscio che inconscio, e ci trasforma inesorabilmente in “porno-zombies”.
Una volta trasformati in “porno-addicted”, le dosi di porno-realtà virtuale non sono più sufficienti.
Si passa allora alla porno-realtà reale.
Non è un caso che la percentuale di stupri sia così in crescita. Non è un caso che aumentino gli episodi di violenza sessuale in famiglia. Non è un caso che dilaghi la pedofilia. Ultimamente si è aggiunta anche l' “infantofilia”, la preferenza per bambini molto piccoli, neonati addirittura.
E non sono invenzioni dei mass-media, è tutto vero.
Piuttosto, sono creazioni dei mass-media, in quanto strumento del porno-impero.
Il porno di massa alimenta la “porno-dipendenza” e le “psicopatologie sessuali”, la violenza e i crimini sessuali. Eppure è legale.
PORNOCOPIA

“Pornocopia”, di Laurence O'Toole, tratta di porno, sesso, tecnologia e desiderio.
Parte dal fallimento del movimento femminista anti-porno, rappresentato da Andrea Dworkin e Catherine MacKinnon, che negli anni Settanta sostenevano che la pornografia alimentava la violenza contro le donne (ed era ed è vero), ricostruendo il percorso che ha portato la pornografia ad essere legale, addirittura difesa in nome del primo emendamento (vedi Larry Flint), largamente accettata da un pubblico di massa.
Come questo ha modificato la percezione della sessualità, e ha ridirezionato i flussi del desiderio.
Facendo scoperte molto interessanti, come ad esempio che il governo degli Stati Uniti sia stato per molto tempo uno dei principali produttori di materiale pedofilo attraverso il magazine “Wonderland”.

LA CORSA DEL TOPO

Fonte: http://freenfo.blogspot.com/
Trentacinque anni da scontare

a cura di freenfo

Migliaia di lavoratori ogni giorno compiono il proprio dovere. Escono di casa e si recano al posto di lavoro, a volte impiegano diversi minuti, qualcuno anche più di un'ora per raggiungere la sede lavorativa. In media lavorano otto ore al giorno, un'ora di pausa pranzo e poi tutti di nuovo imbottigliati nel traffico per il rientro a casa. Mi chiedo quale sia il metro per giudicare una civiltà. Leggo il primo articolo della costituzione italiana e resto qualche istante a pensare.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Analizzando la prima frase aggiornata ai nostri giorni, il significato sembra dire: L'Italia è uno Stato governato dalle banche, le quali in modo non democratico esercitano la loro repressione e controllo sulla popolazione attraverso il lavoro. La sovranità non appartiene al popolo, in quanto i partiti politici decidono chi candidare e chi eleggere, il popolo è chiamato solo a svolgere un compito privo di significato, come l'elezione di un candidato. I partiti politici sono in una scala gerarchica inferiore rispetto alle banche e ai poteri occulti. Questo significa che ogni candidato, se pur con maglia di colore diverso, gioca nella stessa identica squadra, gestita da un sistema elitario di potere.

A questo punto andare a lavorare non ha più il compito di far progredire la società ridistribuendo i beni prodotti, è diventato un modo per reprimere il pensiero e la vita delle persone. Otto ore al giorno con “un'ora d'aria” per il pranzo, assomiglia molto di più alla vita in un carcere, piuttosto che una vita sociale libera. L'uomo nasce libero e parte integrante di un sistema che lo vuole artefice e libero di esercitare le sue abilità nel pieno rispetto dell'ambiente circostante. Viviamo in un sistema che non ci permette di sognare e di realizzare quello che è più adatto a noi stessi. Il dover lavorare per produrre beni senza un reale valore aggiunto, non contribuisce a soddisfare i bisogni dell'uomo. La privazione di affetti, di vita sociale e di spazi aperti, impoverisce lo spirito e la mente umana.
Stiamo pian piano diventando cyborg privi di cuore, che svolgono un compito che a ben pochi sembra essere chiaro.
Il nostro compito è arricchire un numero ristretto di persone che a loro volte investono i profitti per controllarci e annientarci.
La medicina, la tecnologia, l'inquinamento e l'iperproduzione servono per lobotomizzare l'uomo e renderlo innocuo.

Un uomo libero di pensare, di esprimere proprie opinioni, è pericoloso. Pericoloso perché può coinvolgere altre persone, può innescare meccanismi di risveglio in altri uomini che sono “addormentati”. Le onde elettromagnetiche che bombardano le nostre menti attraverso telefonini, televisione e tutto quello che ci circonda, ci rendono deboli e immuni a quello che succede intorno a noi. Aumentano programmi televisivi che riempiono i vuoti generati dalle nostre misere vite, passatempi privi di significato che colmano la mente di colori e suoni adatti a non farci pensare. Questo sistema non può avere futuro, è ora di ritrovare la giusta collocazione dell'uomo sul pianeta, è ora di distruggere le false credenze, i sistemi precostituiti da altri, per far posto a menti aperte al nuovo, all'Armonia e all'Amore.

Data articolo: novembre 2007

sabato 3 novembre 2007

THE SECRET

POSSIAMO CAMBIARE LA NOSTRA REALTA' PERSONALE E COLLETTIVA
LEGGETE ATTENTAMENTE E INIZIATE A SPERIMENTARE

I PENSIERI COME MAGNETI ATTIRANO GLI EVENTI

LE NOSTRE CREDENZE SONO UNA CHIAVE DI LETTURA DELLA REALTA'
CAMBIANDO PARADIGMA INTERPRETATIVO CAMBIAMO LA REALTA'
SPERIMENTAIAMO, FACCIAMO PRATICA, ALLENIAMOCI...
SIAMO PRONTI PER EVOLVERCI

giovedì 1 novembre 2007

PADRE RICCO / PADRE POVERO

Robert Kiyosaki
LAVORARE PER IL DENARO O FAR LAVORARE IL DENARO PER NOI?


UN NUOVO PARADIGMA FINANZIARIO
NUOVI PENSIERI, NUOVA REALTA'

La quinta dimensione

La quinta dimensione -

L'esistenza della realtà

di: Oscar Bettelli
Fino a che punto i nostri sensi sono affidabili? Per un organismo biologico i sensi sono gli unici canali di comunicazione con il mondo esterno. In un essere umano ci troviamo di fronte al fenomeno della auto-consapevolezza ed è possibile costruire congetture intorno al mondo astraendo dai dati percepiti dai sensi in modo tale che "concetti" astratti divengano "oggetti" su cui la ragione può speculare.
L`uomo può quindi, a differenza delle altre creature viventi, dubitare dei propri sensi e costruire le proprie certezze su intuizioni provenienti dal mondo interiore percepito soggettivamente.
La nozione, derivante dall`analisi del fenomeno "percepire", di una realtà che trascende l`esperienza sensibile dà origine ad un moto dello spirito di ricerca di una verità che sfugge al dominio dei sensi e porta a congetture raggiungibili solo con l`intelletto ed il pensiero astratto. La distruzione del concetto di tempo operata dalla teoria fisica della relatività (esiste un tempo per ogni osservatore) è un esempio significativo di queste potenzialità della speculazione matematica e, in generale, filosofica. Ogni osservatore è però isolato nella propria personale, unica ed irripetibile concezione del mondo, nella propria esperienza vissuta costituita da una molteplicità di percezioni individuali. Il mondo diviene pertanto una mera possibilità di cui è possibile affermare un`esistenza solamente probabile ovvero, in ultima istanza, basata sulla verosimile credenza od ipotesi di esistenza. Fortunatamente gli uomini possono comunicare tramite il linguaggio che pur essendo esso stesso pura convenzione soggettiva consente di confortare le proprie credenze sul mondo confrontandole con il pensiero di altri. Se un uomo fosse completamente isolato come potrebbe distinguere tra sogno e realtà? Il divenire continuo del percepito rende problematico persino il sussistere di entità oggettive: l`albero che era qui ieri oggi non c`è più. La memoria vacilla quando lo stimolo non gode della proprietà di ripetibilità: un evento singolare ed irripetibile si perde nella memoria confondendosi con le fantasie soggettive e diviene incomunicabile, non esteriorizzabile. La possibilità di mettere in dubbio l`esistenza dell`essere costituisce la massima potenzialità dell`intelletto umano ed anche la fonte dello struggimento più acuto. Il nulla fagocita l`esistente riconducendolo di nuovo al nulla. Quello che rimane è solo il processo continuo del divenire che dal nulla crea l`esistente e nel nulla ritorna perdendosi così agli occhi umani ogni senso di assoluto.
Dal momento che l`uomo dubita dei propri sensi l`intelletto si perde in una ricerca di assoluto che sfugge a qualsiasi definizione. Solo il qui ed ora esiste ed in esso si cela l`eternità.
Ma la speculazione intellettuale continua oltre i limiti del tempo e dello spazio, oltre l`infinitamente grande e l`infinitamente piccolo, in una dimensione in cui solo la coscienza può spaziare.
È in questo campo che maestri di verità trovano la propria linfa vitale, gli spunti più elevati di esperienza trascendente.
Ma l`essere ci riporta alla concreta dimensione esistenziale.
Terminato il volo fantastico nel mondo delle idee i sensi operano efficacemente per riproporci il contingente il particolare a cui volenti o nolenti dobbiamo sottostare almeno prendendone atto.
L`attimo fuggente si ripropone con tutti i vincoli insiti in un disegno governato da leggi naturali.
Ed è per questo che non possiamo far altro che meravigliarci ad ogni istante che effettivamente l`esistente esista.

Viaggiare nello spazio-tempo

Fonte:www.ecplanet.com
di: Massimo Ortelli
Matt Visser e il collega David Hochberg, fisici teorici della Victoria University di Wellington, in Nuova Zelanda, asseriscono che viaggiare nel tempo rappresenta una concreta realtà piuttosto che una fantasia. Una nuova loro ricerca infatti, suggerisce che la costruzione di un cunicolo, una galleria che attraversa lo spazio-tempo, potrebbe risultare molto più economica del previsto visto che la quantità di “materia esotica” (un tipo di materia con qualità energetiche negative che viene respinta anziché attratta dalla gravità) occorrente sarebbe estremamente esigua.
Tuttavia, il problema fondamentale è dove poter reperire la “materia esotica”.
Matt Visser e David Hochberg hanno per ora solo dimostrato che basta disporre di una quantità infinitesimale di “materia esotica” per poter viaggiare nel tempo.
I due fisici dimostrarono già sei anni fa che la “materia esotica” era indispensabile per permettere a un cunicolo spaziotemporale di rimanere aperto. Secondo i due fisici, la soluzione per poter concretizzare la “materia esotica” è inclusa nel complesso teorema delle fluttuazioni quantistiche, dove le particelle subatomiche e le corrispondenti antiparticelle, fluttuanti ambedue nel vuoto, entrano ed escono dall'esistenza.
Con ogni probabilità la “materia esotica” potrebbe nascere con la violazione della condizione di energia media nulla.
In tal caso, basterebbe solo una infinitesimale quantità di materia che viola tale principio, a patto che il cunicolo venga progettato con la massima parsimonia.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:
http://www.vuw.ac.nz/