martedì 26 aprile 2011

PIOGLITAZONE:IL FARMACO PER IL DIABETE CHE CURA L'ALCOLISMO

Fonte: ANSA

Farmaci antidiabete per curare l'alcolismo: e' la strada tracciata da uno studio condotto dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Roberto Ciccocioppo dell'Universita' di Camerino, in collaborazione con i ricercatori americani del National Institute of Health.
Il trattamento con pioglitazone, un farmaco utilizzato nella terapia antidiabetica, ha dimostrato efficacia nel trattamento della dipendenza da alcol.
Lo studio e' stato pubblicato da 'Biological psychiatry'.

martedì 12 aprile 2011

Toscana better life:agli uomini toscani il record mondiale di LONGEVITA'

Fonte: liberamente tratto da: http://www.saluteintoscana.it/2011/04/


In Toscana gli uomini possono contare su un’aspettativa di vita di 79.6 anni, mentre le donne su una media di 84.7 anni, ma sono superate dalle donne giapponesi (media 86 anni), mentre gli uomini toscani detengono il primato mondiale della longevità.

Un’aspettativa di vita che è cresciuta molto negli ultimi 15 anni, passando dal 75.7 del 1995 all’attuale 79.6 per i maschi, e dall’81.8 del ’95 all’attuale 84.7 per le femmine.

Sono alcuni dei dati presentati nell’Auditorium di Sant’Apollonia, dove si è tenuto uno degli incontri della fase di ascolto per il nuovo Piano sanitario e sociale integrato regionale, che dall’inizio di marzo stanno coinvolgendo cittadini, operatori, amministratori.

Abbiamo aggiunto anni alla vita, ora vogliamo riuscire ad aggiungere vita agli anni – ha commentato Chiara Gherardeschi, uno degli operatori che seguono la stesura del nuovo PSSIR , presentando i dati – L’allungamento della vita è una dato positivo, il risvolto negativo è che poi spesso queste persone restano sole”.

Altre notizie positive emerse dalla presentazione: le famiglie toscane sono meno povere di quelle italiane; la Toscana riesce a dare risposte migliori alle famiglie con figli minori; è la prima regione italiana per presenza di volontariato nelle comunità: fra i volontari, sono numerosi gli studenti, ma aumentano di più gli ultra65enni.

Ancora, la Toscana è prima in Italia e in Europa per le abitazioni in proprietà: secondo i dati EU-SILC (European Union Statistics on Income and Living Conditions), al 2008 il 71% delle famiglie toscane vive in una casa di proprietà, il 12% in un alloggio a titolo gratuito, l’11% in una casa in affitto di mercato, il 6% in una casa in affitto sociale.

“Partiamo da una realtà buona – osserva Chiara Gherardeschi – ma la sfida comunque c’è. Il nostro obiettivo è costruire salute: non solo come semplice assenza di malattia, ma come stato di completo “ben-essere”, secondo le indicazione dell’Oms”.

A Simona Dei, altro operatore che segue il percorso del PSSIR, il compito di evidenziare gli aspetti su cui ancora c’è da lavorare. “Per esempio, dobbiamo capire come evitare le morti prima dei 65 anni (mortalità prematura), e soprattutto come intervenire sulle differenze presenti nei vari territori toscani per quanto riguarda lo stato di salute delle persone.

Aumentano i minori accolti nelle strutture residenziali e diminuiscono quelli accolti nelle famiglie.

Ci sono tante famiglie, ma sempre più piccole e fragili.

E poi, anche in Toscana, la salute ha risultati diversi a seconda della condizione sociale: man mano che diminuisce il livello culturale, aumentano ricoveri e mortalità.

E la forbice si amplia sempre di più. E’ un problema che riguarda tutti il mondo occidentale, ma noi vogliamo affrontarlo. E il PSSIR è fondamentale per vincere questa sfida”.


Le prime causa di morte, ci dice l’Organizzazione mondiale della sanità, sono ipertensione arteriosa (21,7%), fumo di tabacco (18,8%), ipercolesterolemia (11,1%), sovrappeso/obesità (10%).


“Sono problemi che in gran parte derivano dai nostri stili di vita – sottolinea Simona Dei – Dobbiamo avere la consapevolezza che scegliamo di vivere in salute o in malattia con le nostre scelte di vita quotidiana”. Uno studio canadese ci dice che a costruire salute e benessere contribuiscono per il 15-25% i servizi socio-sanitari; per il 10-20% la genetica; e per il 50-60% ambiente, cultura, economia.

domenica 10 aprile 2011

Sindrome di Penelope...aspettando colui che non ritorna

(ANSA) Infelici come Penelope, che si struggeva nella nostalgia, aspettando qualcosa che non arrivera' mai. Oggi l'attesa solitaria che ha accompagnato la moglie dell'eroe greco e' il vivere quotidiano di oltre 700mila italiane con oltre 75 anni. A far emergere questo problema e' uno studio dell'universita' di Messina, presentato al congresso dell 'Associazione italiana di psicogeriatria (Aip). La sindrome di Penelope riguarda il 20% delle donne ultrasettantacinquenni.

domenica 6 marzo 2011

Bunga bunga italian family

Fonte. www.ansa.it
Aumenta la crisi delle famiglie italiane, soprattutto sotto le lenzuola: sono sempre di più i pantofolai in casa che, come una sorta di dottor Jekyll e mister Hyde, sanno tramutarsi all'occorrenza in vispi tombeurs de femmes fuori dalle mura domestiche.
E' quanto risulta all' Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami), secondo la quale la famiglia italiana, intesa come coppia di sposati o conviventi, sta attraversando un momento di crisi non soltanto per colpa delle suocere o delle infedeltà quanto per una crescente abulia sessuale di coppia.
"L'attività sessuale degli italiani non è diminuita affatto, è semmai scemata all'interno della coppia - spiega il presidente dell'Ami Gian Ettore Gassani - fino a determinare i cosiddetti 'matrimoni bianchi', cioé quelle unioni coniugali caratterizzate da mancanza, assoluta o relativa, di attività sessuale sia dall'inizio del matrimonio, sia dopo i primi 7 anni dalla sua celebrazione".
Secondo recenti studi del Censis, della Società Italiana di Andrologia e una ricerca dei sessuologi americani (con riscontri in Italia a cura del centro Studi Ami), "nel nostro Paese - ricorda - il 20% delle separazioni deriva dalla mancanza o dall'insufficienza di sesso nella vita coniugale della coppia.
Nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 70%) la colpa del mancato sesso sarebbe del maschio, sempre pronto a trovare scuse o improbabili 'mal di testa' pur di rifiutare o non promuovere rapporti sessuali con la moglie o la compagna.
Anche molte coniugi infedeli però, sempre più appagate sessualmente al di fuori del matrimonio, rifiutano con alta frequenza la pratica del sesso con i mariti: vi sono casi in cui mogli apparentemente insensibili al sesso nell'ambito matrimoniale si siano dimostrate poi particolarmente attive e fantasiose fuori dalle mura domestiche".
Si tratta quindi di un fenomeno particolarmente diffuso che non riguarda affatto coppie della terza età ma soprattutto quelle dei 'freschi sposi'.
Le carte processuali spesso dimostrano, conclude il presidente dell'Ami, "che i coniugi inappetenti sessualmente nell'ambito della vita matrimoniale non siano affatto insensibili al sesso e che non di rado gestiscano anche più di un rapporto extraconiugale".

venerdì 25 febbraio 2011

Amore e caramelle.... al vardenafil

La disfunzione erettile e l'eiaculazione precoce sono tra i principali disturbi riguardanti la sfera sessuale maschile.
I farmaci piu' utilizzati al momento sono essenzialmente due: il vardenafil ( Levitra ) un nuovo inibitore della fosfodiesterasi-5 ( PDE-5), simile come meccanismo d’azione al Sildenafil ( Viagra ).
Dal mese di maggio ha annunciato il dott. Andrea Lenzi, presidente della Fondazione per il Benessere in Andrologia, a margine del convegno della Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità, SIAMS, sarà in commercio una caramella a base di Vardenafil.
La differenza rispetto agli attuali prodotti farmaceutici sta nel formato, che oltre ad offrire il vantaggio di avere un tempo di azione più lungo, dal punto di vista psicologico crea anche meno imbarazzo sia nell'uso che nell'acquisto.

Approfondimenti:

http://www.dica33.it/argomenti/andrologia/sessoforte12.asp

http://www.xapedia.it/medicina/find.php?l=v&w=Vardenafil

mercoledì 23 febbraio 2011

USO DEL CELLULARE MODIFICA L'ATTIVITA' CELEBRARE

Le telefonate lunghe col cellulare modificano l'attività del cervello nelle zone limitrofe alla posizione dell'antenna del telefono ma non è chiaro se questo cambiamento di attività abbia dei significati dal punto di vista della salute.
E' quanto dimostra uno studio di Nora Volkow del National Institutes of Health di Bethesda: una telefonata lunga 50 minuti cambia il livello di attivazione di certe aree neurali in corrispondenza dell'antenna del telefono, come è riscontrabile misurando il metabolismo dello zucchero in quelle aree.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista dell'Associazione Nazionale dei Medici Americani 'JAMA'.
La possibilità che i telefonini facciano male alla salute e aumentino il rischio di cancro al cervello è oggetto di indagine ormai da molti anni e vari studi hanno smentito o avvalorato a più riprese tale ipotesi.
Lo studio Usa è stato teso, invece, non a vedere gli effetti clinici del cellulare ma piuttosto gli effetti sul cervello in sé.
Gli esperti hanno chiesto a 47 volontari di tenere per 50 minuti un cellulare acceso (ma senza suono) su un orecchio e uno spento sull'altro (il test è stato ripetuto due volte invertendo l'orecchio su cui era poggiato il telefonino acceso); poi hanno misurato con la PET (tomografia) il metabolismo del cervello.
Più precisamente gli esperti hanno usato come indicatore dell'attività cerebrale il metabolismo dello zucchero (glucosio); più glucosio viene consumato più il cervello è attivo.
E' emerso che nella corteccia orbitofrontale e temporale sul lato del cervello su cui era poggiato il cellulare acceso è aumentato in misura significativa (circa del 7%) il metabolismo dello zucchero. Servono però nuovi studi, concludono i ricercatori, per capire i potenziali effetti a lungo termine per la salute di queste alterazioni.

lunedì 24 gennaio 2011

Italia...un paese anziano

Fonte: http://www.rainews24.it/

In Italia siamo sempre di più e sempre più vecchi.
I bambini non nascono più e, quando nascono, sono figli di persone di nazionalità estera residenti nel nostro paese.
Gli unici ad alimentare la popolazione nel nostro paese da dove, in molti, se ne vanno.

Nel corso dell'ultimo anno la popolazione in Italia ha continuato a crescere superando i 60 milioni 600 mila residenti al 1° gennaio 2011, con un tasso d'incremento del 4,3 per mille.

Cresce anche la vita media, rispetto al 2009.
Lo rende noto l'Istat, rendendo disponibili le stime anticipate dei principali indicatori demografici relativi all'anno 2010.

L'anno che si è appena concluso farebbe così riscontrare un incremento di 261 mila unità, determinando una popolazione totale di 60 milioni 601 mila residenti a fine 2010.
Rispetto all'anno precedente risultano in calo tanto le nascite quanto i decessi, le prime in misura maggiore dei secondi.
Ne consegue una dinamica naturale di segno ancor più negativo (-0,5 per mille) rispetto all'anno precedente.
La fecondità è in lieve calo (1,4 figli per donna) e sembra essersi conclusa, rileva l'Istat, soprattutto da parte delle donne italiane, la fase di recupero cui si era assistito per ampia parte dello scorso decennio.

La vita media compie ulteriori progressi: 79,1 anni per gli uomini, 84,3 anni per le donne con, rispettivamente, un guadagno di tre e due decimi di anno sul 2009.

La gran parte dei flussi in ingresso nel Paese (92 %) e' costituita da cittadini stranieri.
Le iscrizioni dall'estero di individui di nazionalita' estera risultano, infatti, pari a 408 mila, mentre i rientri in patria degli italiani sono 37 mila.
Per quanto riguarda le cancellazioni, invece, si stimano 33 mila cancellati stranieri a fronte di 47 mila cancellati di cittadinanza italiana.
Ne deriva, pertanto, che il saldo migratorio con l'estero riguardante i soli cittadini stranieri ammonta a +376 mila, mentre per gli italiani risulta negativo nella misura di oltre 10 mila unita'

mercoledì 22 dicembre 2010

Emozioni, tra salute e malattia

Fonte: http://www.lalungavitaterapie.it/

La capacità di rispondere alle ordinarie sollecitazioni del mondo interiore ed esteriore con un appropriato sentire, è una componente critica della vita umana vissuta in salute.

Le emozioni potrebbero essere considerate un fenomeno"atmosferico" essenziale del paesaggio umano. Come i fattori climatici naturali (Vento, Freddo, Umidità, Secchezza, Calore) possono in certe condizioni divenire patogeni, analogamente le emozioni possono divenire da causa di malattia.
Le emozioni eccessive, inappropriate alla condizione in atto, oppure ripetute e compulsive possono rompere l'equilibrio e il fluire armonioso dell'energia vitale.
Nel Classico interno dell'Imperatore Giallo vengono menzionate le sette emozioni che più determinano lo stato psichico della persona.
Esse sono:
l'euforia (esaltazione dello spirito), la collera , la malinconia, che può giungere alla tristezza, la preoccupazione e la paura che può giungere al terrore.
Queste sette modalità del sentire sono parte della ricchezza del mondo interiore della persona e soltanto quando divengono eccessive o rimangono insufficienti per un lungo periodo di tempo o anche si manifestano in modo improvviso ed esplosivo possono determinare squilibri e malattie somatiche.
Ed è pur vero che le malattie del corpo, a loro volta, tendono a creare una disarmonia nella sfera psichica.
Ognuno degli stati emozionali eccessivi ha una sua specifica modalità di disturbare il buon funzionamento dell'organismo.
In particolare, l'euforia rallenta e disperde l'energia; la collera crea ostacoli ed ostruzioni; la paura fa discendere l’energia e il terrore la rende caotica, infine la malinconia e la tristezza rendono debole l’energia.
Le due tipologie estreme della persona molto emozionale e della persona congelata emotivamente sono prototipi di soggetti a rischio di ammalare prima o poi per compromissione dell’equilibrio energetico psicofisico.
Ogni emozione è specificamente correlata con uno dei cinque organi interni yin:
la preoccupazione (il rimuginare) con la Milza, la collera con il Fegato, la paura e il terrore con il Rene, la malinconia e la tristezza con il Polmone, l'eccitazione con il Cuore.
Le emozioni eccessive danneggiano, come si è detto, l'attività funzionale dell'organo di pertinenza e, viceversa, la malattia dell'organo disturba l'emotività.

giovedì 16 dicembre 2010

IL FUTURO DEI VENTENNI? VITA PIU' LUNGA MA MALATICCIA

ANSA - ROMA, 15 DIC -

Sebbene l'aspettativa di vita media di una persona sia cresciuta negli ultimi decenni, diminuisce il numero di anni di vita che siamo destinati a trascorrere in buona salute.

Lo dimostra uno studio Usa pubblicato sul Journal of Gerontology.

Dal 1970 al 2005, la probabilita' di un 65enne di sopravvivere fino a 85 anni e' raddoppiata, passando dal 20% al 40%.

Ma se nel 1998 un maschio di 20 anni poteva aspettarsi di viverne altri 45 senza una grave malattia, per 20enne del 2006 sono scesi a 43,8.

lunedì 22 novembre 2010

ANNUARIO STATISTICO ITALIANO 2010: GLI ITALIANI E LA SALUTE

ANSA - ROMA, 19 NOV -
Gli italiani hanno una percezione buona del proprio stato di salute.
Nel 2010, sette residenti in Italia su dieci hanno valutato positivamente il proprio stato di salute, gli uomini piu' delle donne (75% contro 66,5%).
I dati sono contenuti nell'Annuario statistico italiano 2010 dell'Istat.
Quanto alle patologie croniche:
il 38,6% delle persone dichiara di esserne affetto, l'86,7% fra gli 'over 75'.

Le malattie croniche piu' diffuse sono l'artrosi/artrite (17,3%), l'ipertensione (16%).