lunedì 23 agosto 2010

Una pianta blocca la dipendenza da cocaina

Fonte: salute.agi.it
La Pueraria, una pianta leguminosa originaria del Giappone, elimina la dipendenza da cocaina. Secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine, la Pueraria nei test condotti sui ratti ha eliminato la loro dipendenza dalla cocaina. L'estratto sintetico chiamato 'inibitore della aldeide-deidrogenasi-2' o ALDH2i alza i liveli di tetraidropapaveroline (Thp) annullando il craving tipico della dipendenza da cocaina.

venerdì 30 luglio 2010

OBESITA' COME DIPENDENZA:FARMACI AIUTANO A COMBATTERE IL CRAVING

Quella dal cibo puo' essere una vera e propria dipendenza, e come tale va curata: uno studio pubblicato dalla rivista The Lancet ha dimostrato che due farmaci normalmente usati contro l'alcolismo e la dipendenza da tabacco sono efficaci per perdere peso.
I ricercatori dell'University College di Londra hanno arruolato 1.700 adulti obesi o in sovrappeso per un programma di esercizi e alimentazione controllata.
A 2/3 dei partecipanti sono stati dati anche i due farmaci, mentre ai restanti e' stato somministrato un placebo.
Dopo un anno solo meta' dei soggetti aveva portato a termine il programma, e quelli che avevano avuto i farmaci hanno mostrato una perdita di peso del 5-6 per cento, con punte dell'8 per cento, mentre gli altri si sono fermati all'1,5 per cento.
Qualche problema, spiegano pero' gli esperti, lo hanno dato gli effetti collaterali, fra cui nausea, vomito e mal di testa .

mercoledì 28 luglio 2010

SOCIALITA' E SOPRAVVIVENZA

Fonte:AGI
Non avere amici e' pericoloso per la salute esattamente come fumare, essere obesi o eccedere nell'alcol.
Lo rivela uno studio di scienziati statunitensi pubblicato nel sito on-line della rivista PLoS Medicine.
Le persone con saldi legami sociali hanno il 50% in meno di probabilita' di morire piuttosto che quelle solitarie, sostengono i ricercatori della Brigham Young University, in Utah; e tuttavia l'isolamento e' un piaga crescente nel mondo industrializzato, per cui i ricercatori sostengono che i politici dovrebbero aiutare la gente a incrementare i propri rapporti sociali, proprio nell'ambito delle politiche di salute pubblica.
Studi precedenti avevano tra l'altro dimostrato che le persone con minori relazioni sociali muoiono prima di quelli che si relazionano con molti amici, conoscenti o famigliari.
Stavolta gli studiosi hanno analizzato 148 studi precedenti che fornivano dati sulla mortalita' degli individui in rapporto alle loro relazioni sociali, con dati relativi a oltre 308mila individui, seguiti per una media di 7 anni e mezzo.
"La mancanza di relazioni sociali e' l'equivalente di fumare 15 sigarette al giorno", assicura la psicologa Julianne Holt Lunstad, che ha guidato lo studio.
Sulla morte prematura le relazioni sociali hanno un impatto maggiore che prendere farmaci per la pressione alta e molto piu' che l'inquinamento; avere un basso livello di interazione equivale ad essere un alcolizzato ed e' due volte piu' dannoso che l'obesita'.

domenica 25 luglio 2010

RECIDIVE TUMORI: ATTENTI ALLO STRESS

Per evitare le recidive dei tumori bisogna dare 'una spinta' al sistema immunitario combattendo lo stress dovuto alle operazioni chirurgiche di rimozione.
Lo afferma uno studio dell'Universita' di Tel Aviv, secondo cui, almeno negli animali, un 'cocktail' di farmaci puo' aumentare la speranza di vita fino al 300 per cento.
"Avere un sistema immunitario efficiente e' cruciale prima, durante e dopo i trattamenti per i tumori", ha spiegato Ben-Eliyahu, primo autore dello studio sul Journal of Immunology, ma lo stress dovuto alle terapie puo' danneggiarlo, favorendo la formazione delle metastasi".
I ricercatori hanno testato sugli animali un cocktail di farmaci che abbassa il livello degli ormoni dello stress, con risultati definiti 'ottimi', e un aumento della speranza di vita fino al 300 per cento. Ora il gruppo sta per iniziare un primo trial sull'uomo per cui dovrebbero essere arruolate 800 persone cui saranno somministrati prima, durante e dopo i trattamenti un farmaco anti-ansia e un antidolorifico.

venerdì 16 luglio 2010

GRASSO SUI FIANCHI? SI RISCHIA DEFICIT COGNITIVO

Fonte:AGI
Il grasso sui fianchi mette le donne piu' a rischio di avere deficit cognitivi durante la terza eta'. Lo afferma uno studio Usa pubblicato dalla rivista Journal of the American Geriatrics Society, secondo cui le donne 'a forma di mela' hanno risultati migliori rispetto a quelle 'a forma di pera'.
Lo studio ha coinvolto 8.745 donne tra i 65 e i 79 anni, a cui e' stato misurato l'indice di massa corporea (Bmi) e sono stati somministrati dei test cognitivi.
Il risultato e' stato che ogni punto in piu' nel Bmi corrisponde a un punto in meno nei test, e le donne che avevano piu' fianchi avevano risultati molto peggiori di quelle con piu' grassi intorno alla pancia.
Secondo i ricercatori la differenza e' dovuta ai diversi tipi di grasso che si accumulano nelle differenti parti del corpo: ai diversi tipi corrispondono infatti diversi ormoni rilasciati nell'organismo, che influiscono sulle varie funzioni comprese quelle cerebrali. .

venerdì 9 luglio 2010

AMORE E DIPENDENZA

L'amore e' come una dipendenza da droga e purtroppo quando un amore finisce e' come se si andasse in crisi d'astinenza.
E' quanto emerge da uno studio americano sul cervello di un innamorato ferito: di fronte alla foto dell'amato perduto il cervello attiva aree legate al desiderio, alla dipendenza da droghe e al dolore.
La foto del cervello 'impazzito' e' stata realizzata dall' Einstein College of Medicine di New York.
Questa ricerca conferma quello che affermiamo da anni cioè che il comportamento tossicomaniaco è correlato quasi sempre ad un trauma affettivo con forte contenuto abbandonico, in atto o pregresso, vissuto in ambito familiare e riverberato in ambito relazionale.

sabato 3 luglio 2010

VIRUS DELL'EPATITE SI E' SVILUPPATO NEI PIPISTRELLI

Il virus dell'epatite C potrebbe essersi diffuso a partire dai pipistrelli, che ne sono tuttora un serbatoio naturale.
E' quanto è emerso da uno studio statunitense pubblicato dalla rivista Plos Pathogens.
Usando metodi di analisi genetica, i ricercatori di diversi centri Usa e del Bangladesh hanno trovato materiale genetico di un virus correlato a quello dell'epatite nella saliva di 98 pipistrelli del paese asiatico, e secondo l'articolo il fatto che i campioni contenessero Dna virale suggerisce un meccanismo per la trasmissione da questi animali ad altri, fino ad arrivare all'uomo.
Prima di questo studio tracce del virus erano state trovate nei primati, ma secondo i ricercatori l'origine potrebbe essere proprio nei pipistrelli.
Oltre a fornire una prova dell'origine dell'epatite - ha spiegato Ian Lipkin del Center for Infection and Immunity della Columbia University - questo studio conferma l'importanza di monitorare la presenza di virus negli 'hotspots' come quello dell'Asia, per prevenire future epidemie .

martedì 29 giugno 2010

SESSUALITA' DI COPPIA: IL RAPPORTO PERFETTO DURA DAI 7 AI 13 MINUTI

FONTE:ANSA

La durata ideale di un rapporto sessuale?
10 minuti, oltre diventa noioso ( ndr:DIPENDE CON CHI)
CHI LO SOSTIENE?
NIENTEMENO CHE 50 specialisti della Society for Sex Therapy and Reserch nel corso di una ricerca pubblicata sul Journal of Sexual Medicine.
Il motivo, secondo gli studiosi e' semplice:
per 10 minuti l'attenzione e' altissima e ci si concentra solo sul rapporto sessuale ma superata questa durata il cervello comincia a vagare altrove.
La ricerca definisce 2 minuti troppo pochi per un rapporto, da 3 a 7, un tempo accettabile ma piu' di 13 minuti diventa troppo.
Il sesso perfetto, quindi, e' quello che dura tra i 7 e i 13 minuti, orologio alla mano.
Uno dei dei ricercatori che ha condotto lo studio, Eric Corty, psicologo della Penn State University ha affermato che ''molti credono erroneamente alla fantasia di notti di sesso continuo e prolungato.Speriamo che il nostro studio incoraggi uomini e donne ad avere aspettative piu' realistiche''.
Stop alle maratone tantriche, dunque, tanto piu' che a stabilire la durata perfetta e' stato un team di specialisti: psicologi, terapisti di coppia, medici, assistenti sociali che negli ultimi anni hanno analizzato numerosi casi di coppie con problemi sessuali.
Certo che gli anglosassoni non hanno gran fama nè per l'arte erotica nè per quella culinaria, mentre sono sicuramente imbattibili per le pinte di birra che riescono a trangugiare in breve tempo.
FAST SEX - FAST FOOD...STESSI TEMPI DAI 7 AI 13 MIUNUTI
NOI MODESTAMENTE CI SENTIAMO DI CONSIGLIARE
PIU' TEMPO ALL'AMORE
PIU' TEMPO AL CIBO
PIU' TEMPO ALLA VITA
...LE STATISTICHE POSSONO ATTENDERE, PER NOI POPOLI LATINI IL TEMPO DEDICATO AL PIACERE NON E' MAI SPESO INVANO E SICURAMENTE NON E' MAI TROPPO

lunedì 28 giugno 2010

APIPUNTURA:CONFERMATA EFFICACIA DEL VELENO DI API NELL'ARTRITE

Il veleno delle api è un composto di acqua, istamina, melittina, lisolecitina, apamina e vari enzimi.
Da secoli nella medicina naturale e tradizionale questa sostanza si è infatti dimostrata un ottimo vasodilatatore e un anticoagulante, utile nelle affezioni reumatiche e cardiache.
In uno studio dell 'Universita' di San Paolo del Brasile riportato dal Daily Telegraph, per la prima volta si è investigato sul principio scientifico alla base di quella che finora era una credenza popolare: il veleno delle api puo' far diminuire il dolore dovuto all'artrite e in qualche caso addirittura prevenire la malattia.
I ricercatori hanno testato le proprieta' del veleno degli insetti su alcuni conigli suscettibili di artrite, dimostrando che questa non si presenta per l'azione di una molecola che stimola la risposta dell'organismo che combatte le infiammazioni.
Il veleno delle api e' un mix di diverse sostanze che inducono risposte immunitarie e allergiche negli umani.
Lo studio ha dimostrato che a proteggere dall'artrite e' una sostanza che stimola i glucocorticoidi, che nell'uomo prevengono le infiammazioni.
Una cura a base di punture di api per l'artrite e' offerta tuttoggi da molti esperti di medicina naturale e tradizionale, ma finora gli studi scientifici avevano mostrato solo un effetto placebo per questa terapia.
I risultati emersi dallo studio potrebbero servire a sviluppare nuove terapie.

giovedì 24 giugno 2010

In aumento le malattie a trasmissione sessuale:SOS SIFILIDE

La sifilide, conosciuta anche come lue (dal greco λύω=sciolgo) e numerosi altri nomi, è una malattia infettiva a prevalente trasmissione sessuale.
È causata da un batterio (il Treponema pallidum) dell'Ordine Spirochaetales, che si presenta al microscopio come un piccolo filamento a forma di spirale. Il contagio oltre che per via sessuale può estendersi, nella donna gravida con infezione recente, attraverso la placenta al feto che presenta in tal caso un quadro di sifilide connatale con malformazioni che possono interessare: la cute e le mucose, l'apparato scheletrico, l'occhio, il fegato, il rene e il sistema nervoso centrale.
La sifilide, pur non essendo mai scomparsa, negli anni scorsi sembrava in netta diminuzione.
Ma oggi, anche in considerazione dell'avanzata epidemiologia delle malattie sessualmente trasmesse, questa patologia ricompare prepotentemente alla ribalta.
Secondo gli esperti recentemente riuniti a Milano in occasione dell' XI° Riunione di Microbiologia, le particolari condizioni sociali che si stanno verificando nel nostro paese rendono molto attuale il problema della ripresa dell'infezione luetica.
Analizzando le occasioni di contagio è emerso che l'aumento della prostituzione occasionale favorisce la trasmissione dell' infezione, anche perchè le persone che la praticano non sono correttamente informate e seguite sotto il profilo sanitario come invece capita alle prostitute professionali.
DA NON sottovalutare l'importanza epidemiologica dei viaggi di "turismo sessuale".
Sempre più si organizzano charter verso località esotiche in cui la prostituzione giovanile a basso costo è molto sviluppata; questa accentua il pericolo della sifilide "d'importazione".
Infine anche I FLUSSI MIGRATORI in particolari contesti di promiscuità sessuale, contribuiscono ad innalzare il rischio di contrarre la sifilide.
I dati sulle altre malattie sessualmente trasmesse confermano che il continente africano rappresenta una sorta di "bomba innescata".
Le condizioni sociali in cui spesso queste persone sono costrette a vivere in Italia (rapporti omosessuali, situazioni igieniche drammatiche), non fanno altro che aumentare il rischio che l'infezione si trasmetta.
SE SI E' AVUTO RAPPORTI A RISCHIO,E' CONSIGLIABILE SOTTOPORSI A TEST:
Nel corso del convegno è stato presentato un nuovo test, che sembra aver dato una precisione diagnostica molto elevata: l' Ortho Syphilis EUsa Test. Si tratta di un'indagine immunoenzimatica che assicura l'evidenziazione dei diversi anticorpi chiamati in causa nel corso dell'infezione, ma in fasi diverse.
Come evitare il rischio di contagio?
USARE SEMPRE IL PROFILATTICO E' UNA FORMA DI RISPETTO PER SE STESSI E PER IL PARTNER