lunedì 17 ottobre 2011

Sui 'dolori del cuore', quelli drammatici e quelli passeggeri


tratto da: http://www.lalungavitaterapie.it

La tradizione medica cinese raggruppa i dolori di ogni tipo, localizzati nelle regioni precordiale, intercostale e sottoclaveare nella sindrome nota come "ostruzione dolorosa del torace"/ xiong bi 1.
Il dolore toracico/xiong tong é presente ogni volta che, per qualsiasi ragione, risulta disturbata la libera circolazione dell'energia e del sangue in questa area del corpo.


Richiede una attenta valutazione semeiologica e diagnostica basata sulla differenziazione dei segni e sintomi secondari/biao e di quelli concernenti la radice/ben della sindrome, sulla individuazione delle alterazioni funzionali concernenti gli organi e le energie.


Il sintomo dolore, infatti, è comune oltre che alle patologie connesse con "la malattia cardiaca ischemica": coronaropatia ateromatosa, angina vasospastica, infarto del miocardio, anche a pleurite, polmonite, ascesso polmonare, pericardite, nevralgia intercostale, "il dolore epigastrico"2. e "l'accumulo di umidità mucosità nel torace e negli ipocondri"3.
Per quanto concerne la patologia propriamente cardiaca, il carattere e la sede del dolore, oltre che i sintomi di accompagnamento porteranno a differenziare tre quadri clinici distinti:
Dolore precordiale
Vero dolore cardiaco
Collasso da dolore cardiaco


Note


1. "La sindrome è dovuta all'accumulo di fattori patogeni yin (umidità-mucosità, stasi di sangue, freddo, etc.), causa di ipofunzione dello yang del torace, ristagno di energia vitale e ostruzione dei collaterali; si manifesta con sensazione di oppressione al torace, dolore talora irradiato al dorso , dispnea, difficoltà a rimanere sdraiati": definizione del Chinese-English Dictionary of TCM. Guandong Science & Tecnology Publishing House, 1988.


2. da spasmo esofageo, ernia iatale con esofagite, colecistite acuta e ulcerazione peptica (il dolore é retrosternale basso, in genere accompagnato da eruttazioni, rigurgiti acidi, singhiozzo)


3. È il tipo di dolore che si osserva in caso di pericardite acuta (il dolore toracico peggiora con il movimento, la respirazione profonda e la tosse(il dolore e la sensazione di distensione sono continui e peggiorano con i movimenti di rotazione del corpo; sono interessati gli ipocondri

domenica 21 agosto 2011

Alzheimer: il fegato genera le amiloidi che danneggiano il cervello

Fonte: www.gaianews.it

Si stima che circa 450 mila italiani, 6 milioni di europei e 5 milioni di americani siano affetti dal morbo di Alzheimer, di cui quasi la metà è costituita da anziani con 85 anni o più.

Entro il 2050, il numero di persone di età superiore ai 65 anni con questa malattia potrebbero passare a numeri stratosferici, a meno che la scienza non trovi un modo per prevenire o trattare efficacemente questa malattia. In aggiunta alla condizione debilitante che la malattia causa, c’è il problema dei costi sanitari. Un nuovo rapporto dell’Alzheimer’s Association americana, ad esempio, dimostra che, in assenza di trattamenti modificanti la malattia, i costi complessivi di cura per malati di Alzheimer 2010-2050 supererà in America i 20 miliardi dollari.

I risultati emersi da uno studio recente potrebbero completamente cambiare l’idea finora prevalente tra gli scienziati secondo cui l’Alzheimer originerebbe nel cervello.

Sarebbe piuttosto il fegato il luogo in cui le proteine amiloidi, che danneggiano i neuroni dei malati del morbo di Alzheimer, verrebbero generate, per poi accumularsi in placche cerebrali associate a questa condizione devastante per il cervello e per la vita dei pazienti.

I risultati potrebbero offrire un approccio relativamente semplice per la prevenzione e il trattamento dell’Alzheimer.

Lo studio, svolto nei laboratori Scripps Research Institute e ModGene, è stato pubblicato il 3 marzo scorso online sul Journal of Neuroscience Research.

Nello studio, gli scienziati hanno usato delle cavie affette da una malattia analoga all’Alzheimer umano, per identificare i geni che influenzano la quantità di amiloide che si accumula nel cervello. I ricercatori hanno scoperto tre geni che proteggevano i topi dall’accumulo cerebrale di amiloide.

Per ogni gene, l’espressione più bassa nel fegato ha protetto il cervello del topo.

Uno dei geni codifica per la presenilina, una proteina della membrana cellulare sospettata di contribuire allo sviluppo dell’Alzheimer umano.