martedì 10 giugno 2008

HAARP Technology

Dal momento che l'argomento HAARP suscita da una parte interesse scientifico, dall'altra preoccupazione per la sua applicazione massiva non solo contro quei paesi immessi nella "lista nera americana", ma per i cambiamenti a catena che coinvolgono tutto il pianeta.
L'argomento ha interessato anche la Commissione Difesa della Camera italiana, ma come aL SOLITO L'ARGOMENTO è STATO TRATTATO CON GRANDE SUPERFICIALITA' DELLA SERIE: LE SCIE CHIMICHE SONO UNA LEGGENDA METROPOLITANA DI QUALCHE PARANOICO ....NO PROBLEM I CIELI SONO VELATI SOLO PER L'INQUINAMENTO DA IMMISSIONE DI IDROCARBURI, SMOG, SEMPLICE SMOG.
Allora per non far torto alla nostra intelligenza ecco alcune fonti scientificamente attendibili che spiegano come stanno le cose. Almeno se ci fanno friggere il cervello sappiamo come lo fanno e ci possiamo sentire importanti perchè facciamo parte del più grande esperimento militare che la NASA ed il PENTAGONO abbiano mai realizzato.
I nostri scienziati che ne pensano, se ancora c'è qualcuno in questo paese che investe il suo tempo in questa attività, a dire il vero assai poco remunerativa!..

mercoledì 4 giugno 2008

HAARP (High Frequency Active Auroral Reasearch Program)

SCIE CHIMICHE: cambiamenti climatici, eventi geofisici, modificazione degli stati di coscienza.
Un video americano spiega con dovizia di particolari e prove scientifiche il Progetto HAARP...


Informative video on the HAARP (High Frequency Auroral Reasearch Program)ACTIVEnew weather modification and mind control Star Wars Defense Initiative (SDI)weapon of the US military. HAARP is capable of creating weather like hurricanes and tornadoes and tsunamis and earthquakes. It is also capable of altering peoples moods.



U.k. government has admitted to spraying British public with deadly toxins.

domenica 1 giugno 2008

Mettere a dieta il cervello

di: Paolo Manzelli/University of Florence

“Mettere a dieta il Cervello” si basa sulla Dieta Mediterranea (DM) e sulla armonizzazione del pensiero fondata sulla utilizzazione coerente del funzionamento cerebrale. In primo luogo rammentiamo che la DM corrisponde ad un sistema alimentare articolato di composizione del cibo, basato su una abbondante assunzione di cereali, frutta e verdura stagionali, condimenti con olio extravergine di origine controllata, un buon bicchiere di vino doc, e modeste quantità di carni ( prevalentemente pesce), piccole quantità di latte, pochi grassi animali e scarse quantità di latticini che non siano freschi come la mozzarella.

Questa varia composizione alimentare della DM genera una attivazione auto-catalitica del metabolismo, che in prima istanza rende il cibo più digeribile e di conseguenza facilita la rielaborazione degli alimenti nella ricostruzione genetica del nostro fisico e del nostro cervello. Pertanto, il miglioramento del metabolismo, facilitato dalla DM influenza l'attività fisiologica dei vari organi vitali, ed in particolare accelera la neurotrasmissione cerebrale, controllando al meglio la armonizzazione di tutte le relazioni tra il corpo e la mente.

Purtroppo e necessario dire che, il “Mettere a dieta il Cervello”, necessita di superare la concezione della Dieta basata sul concetto di CALORIA, come tradizionalmente viene fatto dalla cultura scientifica di tipo meccanicista, che considera l'uomo in guisa di una stufa o di un motore, limitandosi a controllare l'apporto calorico degli alimenti e non la loro qualità e composizione alimentare ottimale, come è nella tradizione dell'utilizzazione di prodotti tipici locali basati sulla DM.

La DM infatti rende il cervello più plastico e la neurotrasmissione più rapida e quindi capace di controllare i segnali di fame e di sete che influenzano direttamente il nostro comportamento nutritivo ottimale. Ma mentre nel bambino, una buona dieta, assicura di per se la necessaria plasticità cerebrale, per l'adulto erronee concezioni di indole meccanica, confondono le idee invece di favorite una dieta di alta qualità e valore nei riguardi della salute fisiologica e cerebrale.

Infatti la “caloria”, presa a misura del cibo dai dietologi, è un parametro quantitativo che è equivalente sia che provenga dal bruciare zuccheri, proteine o grassi. Pertanto non distinguendo sulla base del calore prodotto, la tipologia e la composizione del cibo, la dieta espressa in calorie risulta essere un concetto fuorviante dalla necessita di valorizzare la essenziale qualità delle combinazioni alimentari, come avviene nella tradizione della DM.

Le diete calcolate sull'apporto calorico finiscono infatti per non essere capaci di realizzare un effettivo ed efficace rapporto tra alimentazione e salute, il quale dovrebbe essere fondato sulla qualità degli alimenti e quindi sulla valorizzazione dei prodotti tipici dei cibi biologici, freschi e stagionali, nonché della attenta considerazione della salute, prodotta dalla antica cultura alimentare dell'area mediterranea.

E dimostrato infatti che le più gravi malattie quali il cancro ed in riferimento al cervello, l'Alzheimer, sono principalmente conseguenza di una errata alimentazione, vista in termini di qualità della composizione dei cibi; e pertanto non di quantità calorica; infatti la cattiva alimentazione ha un maggior peso che non l'inquinamento dell'aria, nell'aumentare di malattie di alterazione fisiologica quali il cancro e le degenerazioni mentali.

In conclusione sapendo che il nostro organismo non brucia un bel nulla, ma decompone metabolicamente gli alimenti per ricostruire giornalmente noi stessi, è importante capire bene che il “Mettere a dieta il Cervello” necessita di saper stimolare le capacita intuitive e creative, spostando l'attenzione su conoscenze coerenti con mutare delle esigenze contemporanee, al fine di risolvere problemi prioritari quali quelli della salute e la sicurezza alimentare.

Per mantenere un cervello plastico e flessibile è quindi fondamentale una buona DM, ma inoltre e necessario capire che il segreto per valorizzare la intuizione creativa, (come stiamo insegnando nel progetto di scuola elementare a Grumo Nevano denominato “CERVELLANDIA” ed in altre progettazioni guidate dalla associazione telematica EGOCREANET), consiste nel saper armonizzare le potenzialità della mente, sgombrandola da nozioni e pensieri antiquati e superflui, cosi da focalizzare ogni problema in modo innovativo, accuendo contemporaneamente l'attenzione e la motivazione, capaci di anticipare la tensione mentale verso l'obiettivo creativo da raggiungere e risolvere, evitando cognizioni fuorvianti dalle finalità ed all'obiettivo di risoluzione dei problemi reali messi in evidenza come prioritari.

In questo quadro cognitivo ed educativo dello sviluppo della Societa della Conoscenza, le potenzialità di crescita ottimali del cervello, potranno avere una base fisiologica salutistica derivante da una buona alimentazione mediterranea, potenzialità cerebrale che potrà essere indirizzata da una ottima metodologia di costruzione di una mente innovativa e creativa, così come è divenuto necessario in una epoca di grande competitività globale nelle quale viviamo.

Una politica adatta a tale scopo, dovrà evitare di basarsi su particolari interessi politici di bandiera, ma finalizzarsi, anche da vari punti di vista, verso la risoluzione innovativa di problemi orientati comunque alla crescita del nostro Paese.

sabato 31 maggio 2008

Emergenza Rifiuti:l'unica alternativa è la raccolta differenziata

di Luciano Vecchi
http://ilprofessorechos.blogosfere.it

In Occidente si consumano 50 tonnellate di risorse materiali all'anno pro-capite, il che vuol dire che ciascuno di noi, anche i meno consumisti, sottrae alla natura un enorme quantitativo di risorse, impoverendola constantemente. Quasi sempre, senza volerlo, siamo proprio noi consumatori lo strumento che compie, a detta degli esperti, una cosa rischiosissima per il sistema dell'Occidente industrializzato, ancora di più di quanto non lo sia una nuova crisi di Borsa, come lo fu la grande depressione del '29. La differenza è che la Borsa non è prevedibile, mentre il danno dei rifiuti all'economia e nell'ambiente lo è.

Ad esempio, quando andiamo in farmacia, insieme alla pastiglia richiesta, il farmacista consegna molto altro a cui nessuno fa più caso. Così una volta pagato il conto, sempre più salato, ci portiamo a casa gratis un pacchetto di carta, cartone e plastica con dentro 2 grammi di analgesico... Lo stesso dicasi quando acquistiamo una confenzione di 500 grammi di pomodori nel suo involucro di plastica, oppure una manciata di prezzemolo (bei tempi quando il fruttarolo te lo dava bello fresco, sciolto e quasi sempre gratis). Ebbene, per produrre un chilo di quella plastica, oltre a far crescere la spazzatura, si consumano 17 chili e mezzo di acqua, un po’ di petrolio, una spruzzata di zolfo, una di monossido di carbonio e 2 chili e mezzo di CO2... tutti "ingredienti" che contribuiscono a far crescere il gas serra. Ma questo oggi, pare un fatto scontato. Così succede che spesso il superfluo è maggiore del necessario.

Proviamo ad immaginare come potrebbe essere la nostra abitazione se tutti questi imballaggi di carta, cartone, plastica, cellophane invece che gettarli nei cassonetti li mettessimo in un angolo della nostra casa: ebbene, alla fine del mese avremmo occupato qualche metro quadro della sua superficie.
Secondo l'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) la quantità di spazzatura gettata nei cassonetti da un cittadino italiano medio corrisponde a circa un chilo e mezzo al giorno, cioè a 600 chili all'anno. In totale, pur se assai diversicato per città, sono quasi 32 milioni di tonnellate su base annua che continua ad aumentare lentamente ma inesorabilmente.
Oggi la spazzatura cresce ad un ritmo doppio della ricchezza.
L'Europa da più di dieci anni chiede inutilmente agli Stati di fermare la produzione di rifiuti pro-capite ed alle aziende produttrici di assumersi la responsabilità su tutto il ciclo di vita d'involucri, plastica e cartoni fino al loro recupero oppure allo smaltimento. Tutta la partita, però, si giocherà sulla separazione alla fonte dei rifiuti.
Ma cosa c'è in un chilogrammo di rifiuti domestici? C'è di tutto, come sappiamo, e quasi tutto può avere una destinazione diversa dalla discarica, ad eccezione dei 120 grammi di materiali inerti, poco più del 10 per cento del totale, anche se c'è chi ha tratto fuori qualcosa di utile e non inquinante da quei materiali.
Se si facesse una raccolta differenziata più seria, molti degli attuali problemi, che oggi interessano Napoli (ma che potrebbero verificarsi anche a Roma e in Sicilia), potrebbero essere risolti, riciclando in tutto o in parte i rifiuti, evitando così di avviarli in maniera indifferenziata alle discariche o agli inceneritori, ma isolando i loro componenti (vetro, carta, alluminio, parte "umida"), utilizzandoli per produrre nuovo materiale, dalla carta riciclata al compost per uso agricolo, ma anche alle sedute delle sedie o ai dissimulatori di traffico. Oltreciò, raccogliendo, ad esempio, 1237 tonnellate di vetro si risparmiano 134 tonnellate di petrolio.
La gente dovrebbe sapere che con 19 bottiglie di plastica si può realizzare una coperta in plaid, che durerà probabilmente una vita, spiega Vincenzo Conte, della società campana Erreplast. Riciclare 1000 chili di plastica fa risparmiare un 300/400 chili di petrolio, 1400 chili di materie prime; riciclare 1000 chili di alluminio fa risparmiare oltre 3000 chili di petrolio, oltre 4000 chili di bauxite... La gente dovrebbe sapere che una diligente raccolta differenziata è l'unica strada oggi percorribile, che potrebbe servire a farci fare anche a meno degli inceneritori, oltre che dare un contributo importante alla salvezza del mondo da una montagna di spazzatura.

P.S.: Nella stesura del post, per quanto riguarda alcuni dati, mi sono ispirato ad un ottimo speciale del TG uno.

domenica 25 maggio 2008

Geometria sacra

Come riconoscere i sintomi di un attacco cardiaco

Durante una grigliata Federica cade. Qualcuno vuole chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere inciampata con le scarpe nuove.

Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi.

Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.

Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva sua moglie in ospedale.

Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta.

Federica ha avuto un attacco cardiaco durante la grigliata.

Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco, Federica sarebbe ancora viva.

La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente.

Basta 1 minuto per leggere il seguito:

Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall'attacco si può facilmente porvi rimedio.

Il trucco è riconoscere per tempo l'attacco cardiaco!!!

Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia.

Cosa che non è facile.

Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:

* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa

(esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà;

* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua

(se la lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un segno di allarme).

Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso.

Descrivete i sintomi della persona per telefono.

Un cardiologo sostiene che se mandate questa è-mail ad almeno 10 persone, si può essere certi che avremmo salvato la vita di Federica, ed eventualmente anche la nostra.

Quotidianamente mandiamo tanta spazzatura per il Globo,

usiamo i collegamenti per essere d'aiuto a noi ed agli altri. Sei d'accordo?

Io si!

Per i ricercatori dell'anima

Ricevo e volentieri trasmetto questa lettera che ho ricevuto, mi ha fatto riflettere e scandagliare nei miei sentimenti più profondi, spero sia utile a tutti coloro che cercano con la certezza incrollabile che troveranno!

Soltanto qualche anno fa pensavo di non sapere scrivere una lettera aperta , a dei fratelli, che io avevo umanamente messo sopra un piedistallo.
Loro mi hanno fatto capire cio che da tantissimi secoli un Uomo chiamato Gesù ci ha insegnato,"Sono venuto per gli ammalati", ci disse, a chi si rivelò e chiamo a suo seguito?!,si Rivelò a delle persone umili e di semplici origine .
Mi ero sempre chiesto perchè?, ed il perchè me lo hanno rivelato quei fratelli ,che con la loro sete di protagonismo, riuscivano a perdersi per le strade della vita alla ricerca di fare evangelizzazione, senza accorgersi quanto ancora non erano pronti a farlo, anzi avrebbero dovuto chiedersi dove era andata a finire la loro carità fraterna e la loro umiltà, che li avrebbero sicuramente innalzati agli occhi di Dio, che se ne sarebbe compiaciuto di avere seminato bene in quelle creature .
Ma ahimè! questo seme bello, nello svilupparsi peccava di narcisismo e di spirito di protagonismo, scontrandosi in maniera incomprensibile con delle persone ignoranti, ma piene di Amore per ciò che credevano e stavano facendo. Il tutto si conclude con l'autoallontanamento di questi dal gruppo dei fratelli,che non si ritrovavano e non accettano quell'insegnamento, di nostro signore Gesù Cristo, che ci "Invita ad offrire l'altra guancia".
Certo questo valeva nei secoli passati, ma oggi ,il nostro incommisurabile arrivismo ed il nostro orgoglio ,ci ha fatto perdere il gusto delle cose semplici tanto amate da Dio.
Mi sono addolorato, come sicuramente anche nostro Padre e la nostra Madre Celeste, nel vedere come tanta gente predica bene ma razzola male, sì fratelli a cosa vale tentare di spostare le montagne senza avere l'umiltà di chiedere a Dio di farci superare le piccole prove, che un fratello rozzo ed ingnorante ci ha sottoposto, dandoci la possibilità di fortificarci nello spirito di carità e nel praticare una grande virtù dell'UMILTA'. Indubbiamente, io continuerò a pregare per questi fratelli che stranamente mi ricordano i farisei dai volti imbiancati.
Che la luce del Signore li guidi per le strade della vita, e che possano riconoscere il loro peccato di Orgoglio, che fu causa a Satana di precipitare agli inferi.
con affetto da vostro fratello Benedetto.

Come possiamo mettere le nostre ferite al servizio degli altri

È di conforto per chi soffre e di Grande aiuto per chi rimerita dalle sofferenze. “Nessuno sfugge alla possibilità d’essere ferito. Siamo tutte persone ferite, fisicamente, psicologicamente, mentalmente, spiritualmente. La domanda principale non è: ‘Come possiamo nascondere le nostre ferite?’, affinché non ne siamo imbarazzati, ma: ‘Come possiamo mettere le nostre ferite al servizio degli altri?’.
Quando le ferite cessano di essere una fonte di vergogna e diventano fonte di guarigione, diventiamo a nostra Volta dei guaritori feriti. Gesù è il Guaritore ferito di Dio: attraverso le sue ferite noi siamo risanati. La sofferenza e la morte di Gesù hanno portato gioia e vita; la sua umiliazione ha portato Gloria; il suo essere stato rifiutato ha portato una comunità d’amore. Come seguaci di Gesù, anche noi possiamo lasciare che le nostre ferite portino guarigione agli altri”.
Questo pensiero, tratto da “Pane per il viaggio”, è di Henri Jozef Machiel NOUWEN (Nijkerk, Olanda, 24 gennaio 1932 - Hilversum, 2 ottobre 1996), prete cattolico olandese, scrittore, autore di 40 libri sulla vita spirituale