venerdì 5 dicembre 2008

Bere per dimenticare ? Non funziona, anzi acutizza il ricordo sgradevole

Fonte: Fonte: salute.agi.it
tratto da echplanet.com
La vecchia usanza di “bere per dimenticare” è sbagliata. Qualsiasi problema ci porti ad “alzare il gomito” non andrà nel dimenticatoio della nostra mente, ma sarà invece acutizzato. Una ricerca condotta dall' Università del Sussex in Gran Bretagna ha infatti dimostrato che se se si beve per allontanare brutti ricordi ed esperienze spiacevoli, questi, invece di sparire, resteranno con noi più a lungo.
Gli effetti momentanei dell'alcol sull'umore sono risaputi da tutti: riduce l'ansia, facilita le relazioni e fa ci stare allegri.
Ma gli effetti sulla memoria sono meno conosciuti, “la ricerca potrebbe essere utile per spiegare il perché si crea una così forte dipendenza”, ha dichiarato Teodora Duka dell'Università del Sussex durante il convegno della scienza della British Association all'Università di Liverpool.
Test sulla memoria, fatti su alcuni volontari, hanno evidenziato come il ricordo di immagini prima, durante e dopo il consumo di alcolici venga modificato nella memoria: “Prima di abusarne l'alcol facilita il ricordo di eventi positivi - spiega Duka - e pregiudica invece il vissuto emotivo negativo dopo il consumo, facilitando il ricordo di esperienze vissute prima”. “Inoltre è stato dimostrato - conclude Duka - che l'alcol aumenta, soprattutto nelle donne, il rischio di prendere decisioni impulsive e di non riuscire a trattenere risposte inappropriate”.

Ecco come si fa a far passare il singhiozzo a un neonato

Fonte: takecareblog.libero.it
Il singhiozzo è causato da una contrazione involontaria del diaframma (il muscolo a forma di cupola che separa la cavità toracica da quella addominale). Ci sono piccoli accorgimenti per aiutare il neonato a farlo passare più in fretta.
- Dargli da bere alcune gocce di acqua tiepida con il cucchiaino.
- Tenere il bambino con la schiena dritta per qualche minuto, se il singhiozzo compare durante la poppata.
- Dargli il seno o il biberon. Il ritmo della deglutizione, regolarizzerà la respirazione e farà scomparire il disturbo.
- Sfiorare con un dito il nasino del bambino per favorire lo starnuto. Il diaframma si distenderà eliminando il singhiozzo.

La prevenzione fa risparmiare

r.s. a cura della redazione ECplanet
Fino a 3 miliardi di euro all'anno il possibile risparmio di un'efficace prevenzione cardiovascolare e d'interventi mirati per la riduzione del colesterolo. Secondo uno studio promosso dalla Fondazione SIMG con un adeguato controllo della ipercolesterolomia, le Regioni potrebbero realizzare ogni anno risparmi fino a 3,3 miliardi di euro nel 2010 e 4,5 miliardi nel 2040.
continua....

giovedì 4 dicembre 2008

Ginnastica per il cervello

di: Donata Allegri
Il cervello umano contiene qualcosa come 100 miliardi di neuroni, le unità funzionali deputate alla trasmissione ed alla elaborazione dei segnali elettrici e chimici all'interno del nostro organismo.
Queste cellule neuronali sono interconnesse tra di loro grazie alla presenza di un'infinità di sinapsi, piccolissime strutture nervose il cui numero è così grande da raggiungere i 100-1000 trilioni di unità.
Fino a poco tempo fa si riteneva che il cervello fosse un organo «rigido» e si pensava che le sue cellule non fossero più in grado di riprodursi dopo la nascita.
Ora, invece, si è visto che le cellule dell'ippocampo, area decisiva per l'apprendimento e per la memoria, si rigenerano e che il sistema nervoso centrale è notevolmente plastico, progettato per risolvere problemi.
Più ci si allena sottoponendo nuovo lavoro al cervello, più si impara a risolvere ogni problema, inestricabile solo in apparenza, e solo per un cervello non sufficientemente allenato.
Il cervello è notevolmente plastico nella prima infanzia dell'uomo e questa proprietà è mantenuta, anche se in scala ridotta, nell'adulto.
Lo sviluppo del cervello è in parte guidato dai geni e in parte dall'esperienza; la parte di sviluppo dovuta principalmente ai geni non offre libertà di intervento all'individuo.
Con la nascita e quindi l'esperienza sensoriale, si apre la libertà dell'individuo a cambiare, nei limiti permessi dai geni, la propria struttura nervosa e qui sta qui la nostra libertà di essere diversi.
Antonio Malgaroli, docente di fisiologia umana all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, afferma che da tempo si sa che si possono modificare i collegamenti fra due zone cerebrali, a seconda dell’attività.
Da questo è nato lo studio di regole comportamentali e neurobiologiche per sfruttare meglio le capacità del cervello. Lawrence Katz, neurobiologo della Duke University, sostiene che se per avere un corpo tonico basta allenarsi con la ginnastica, anche per il cervello occorre un tipo di ginnastica mentale chiamata neurobica.
Lawrence Katz
La Neurobica insegna ad utilizzare al massimo le enormi potenzialità del proprio cervello, di cui la maggioranza degli esseri umani sfrutta solo una minima parte, lasciando praticamente inoperoso il 90% della propria capacità cerebrale.
Si è anche scoperto che il calo delle prestazioni mentali dovuto all'età, non sembra causato dalla morte progressiva dei neuroni bensì alla riduzione dei collegamenti fra di essi.
Un uso pigro del cervello e la vecchiaia atrofizzano le fibre su cui corrono le informazioni tra le cellule cerebrali.
Le neurotrofine sono sostanze nutritive naturali che favoriscono lo sviluppo di queste fibre, le quali, se stimolate, diventano più grandi e numerose, aumentando i punti di collegamento fra sinapsi e quindi la velocità di trasmissione degli impulsi.
La quantità di neurotrofine prodotte dal cervello dipende dal tipo di attività, e con l’apprendimento si stimolano e si potenziano, aumentando di conseguenza le capacità intellettive.
Lamberto Maffei, direttore dell'istituto di Neurologia del Cnr a Pisa, afferma che nei giocolieri si sviluppa la porzione di corteccia motoria coinvolta nel controllo degli esercizi.
Afferma inoltre che è possibile anche riaprire connessioni «silenti» perché poco usate.
In pratica per sfruttare al meglio le nostre capacità bisogna condurre una vita varia, con molti interessi, per accendere circuiti che richiedono impegno, sforzo ed attività cosciente.
Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:
Duke University Università Vita-Salute San Raffaele

mercoledì 3 dicembre 2008

Se avete problemi di cellulite allora il Frassino è la pianta che fa per voi

Fonte: takecareblog.libero.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Le sue foglie hanno proprietà diuretiche e antinfiammatorie. Merito di sostanze come la fraxoside, l' acido malico e il mannitolo, la cui azione drenante è resa ancora più efficace dal potassio presente nella pianta.
Svolge in più una delicatissima azione lassativa.
La sua corteccia invece è ricca di tannini, polifenoli e cumarine, tutte sostanze ad azione antinfiammatoria e analgesica.

Problemi di cellulite e gonfiori alle gambe: lasciate in infusione 1 cucchiaino di foglie di Frassino in una tazza di acqua bollente.
Fate riposare dieci minuti e bevetene tre tazze al giorno da 20 minuti prima dei pasti.
Per disintossicarsi, combattere la stitichezza e la ritenzione idrica:
mettere un cucchiaino abbondante di foglie tritate in una tazza d'acqua bollente.
Lasciate in infusione per dieci minuti, filtrate e bevetene tre tazze al giorno.

martedì 2 dicembre 2008

La cipolla che guarisce cicatrici e cheloidi

Tratto da: takecareblog.libero.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Le cipolle potrebbero essere un valido aiuto in campo estetico/dermatologico.
Possono essere utilizzate per quelle ferite che, riparandosi in maniera eccessiva, danno luogo a una cicatrice “ipertrofica” o a un cheloide. Ricercatori del Dipartimento di Chirurgia Plastica della Karaelmas University in Turchia stanno sperimentando un nuovo gel a base di estratto di cipolla da utilizzare per le cicatrici.
Allo studio hanno partecipato 60 persone suddive in tre gruppi: uno veniva trattato con solo gel di cipolla, uno con gel di silicone e uno con entrambi i prodotti.
Dopo 6 mesi di trattamento si è visto che chi era stato trattato con solo gel di cipolla aveva visto una forte riduzione dell'arrossamento cutaneo, chi era stato trattato con gel di silicone aveva visto ridurre l'altezza della cicatrice.
I migliori risultati invece si sono avuti in chi aveva usato entrambi i prodotti.
La cipolla ha potere battericida, ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante, e ha dimostrato avere attività protettiva nei confronti di alcuni tipi di tumori del colon. E per finire una ricetta della nonna per il raffreddore a base di cipolle.
Fonte: www.ncbi.nlm.nih.gov

Soffri per amore ? tutta colpa della corticotropina

Fonte: www.dgmag.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Sarebbe stata scoperta la molecola che porta a soffrire per amore: lo studio è di Oliver Bosch dell'Università di Regensburg, in Germania, ed è stato pubblicato da Neuropsychopharmacology.
Nello specifico sono stati studiati maschi di arvicole di prateria, una specie di mammifero monogoma, che tiene molto al “rapporto di coppia”: i ricercatori hanno voluto indagare cosa succede nel cervello dell'arvicola quando lo si separa dal partner ma anche da compagni del gruppo con cui magari ha solo un rapporto di parentela.
In concomitanza con l'insorgere di comportamenti depressivi e di avversione che compaiono nel maschio in seguito alla separazione dalla propria femmina, nel cervello del maschio abbandonato aumenta il livello di un agente chimico, il fattore di rilascio della corticotropina.
Gli esperti hanno poi notato che bloccando l'attività di questa molecola con inibitori chimici, i sintomi legati all'abbandono scompaiono; la corticotropina, concludono i ricercatori, anche negli umani potrebbe avere un ruolo fondamentale nell'innescare il dolore o la sofferenza per amore.
Data articolo: ottobre 2008

lunedì 1 dicembre 2008

1 Dicembre 2008: i dati italiani dell'infezione da HIV

ANCHE NEL NOSTRO PAESE SI ABBASSA LA PERCEZIONE DEL RISCHIO.
LA TRASMISSIONE SESSUALE SI CONFERMA ESSERE LA PRIMA CAUSA DELL'INFEZIONE DA HIV.
CONTINUA L'ASSENZA DI UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE E DI PREVENZIONE VERSO LA POPOLAZIONE GIOVANILE, PER LA PROMOZIONE DI RAPPORTI SESSUALI PROTETTI.

ANCORA MORALISTI SENZA MORALE A DECIDERE SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE.

PROMUOVIAMO L'ATTO SESSUALE COME ATTO DI AMORE VERSO L'ALTRO...PROMUOVIAMO L'USO DEL PROFILATTICO!

Fonte: salute.agi.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Il primo dicembre è la Giornata mondiale per la lotta all'Aids. Le stime del 2007 parlano di 33,2 milioni di persone colpite da Aids, di cui 2,1 milioni sono bambini di età inferiore ai 15 anni. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, aggiornati al 31 dicembre 2007, in Italia si verificano 4 mila nuove infezioni l'anno: dall'inizio dell'epidemia all'anno scorso sono 59.500 i malati di Aids: la regione in assoluto più colpita è la Lombardia, mentre nell'ultimo anno il tasso d'incidenza più elevato è stato quello del Lazio.
In Italia vivono 24 mila persone con l'Hiv e i nuovi casi della popolazione straniera incidono per il 20% del totale. Attualmente la via di trasmissione del virus è quasi esclusivamente quella sessuale: scende progressivamente, infatti, il numero dei tossicodipendenti che diventa sieropositivo, come il numero dei bambini che si infettano dalle madri. A Torino, presso il centro congressi Lingotto, si tiene il secondo meeting nazionale dell'associazione Nps (Network persone sieropositive).
Secondo i dati di un sondaggio realizzato dalla Swg per conto di Nps, l'Aids sembra fare meno paura agli italiani: nel 1991, a dieci anni esatti di distanza dalle prime notizie sull'Hiv, gli italiani che la mettevano al primo posto tra le loro paure erano uno su cinque: ora, invece dopo diciassette anni, sono rimasti solo il 4,8.
Dal 1987 al 2004 la Giornata è stata organizzata dall'Unaids, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta alla malattia; dal 2005 l'Unaids ha demandato la responsabilità dell'organizzazione alla Wac (World Aids Campaign), organizzazione indipendente che ha scelto per la Giornata, fino al 2010, il tema sintetizzato dallo slogan “Stop Aids: keep the promise” (Fermare l'Aids: manteniamo la promessa). Sempre secondo il sondaggio commissionato da Nps, gli italiani considerano l'Aids il terzo fattore di morte nel mondo (mentre in realtà causa il 4,9% dei decessi), ma la temono come malattia solo il 6%. Inoltre, mentre il 64% ritiene che l'Aids abbia modificato la vita sessuale delle persone, solo il 25% dichiara di aver modificato le proprie abitudini sessuali.
Come rivela il 69% degli intervistati, l'Aids non fa più notizia.
La Lila (Lega italiana per la lotta all'Aids), associazione nata nel 1987, ribadisce la necessità, in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi al sottosegretario Fazio, “di adeguate campagne informative, di garanzie concrete dei diritti delle persone sieropositive, di leggi che non discriminino ma facilitino la prevenzione”, chiedendo che la Giornata dell'1 dicembre sia “un concreto richiamo all'azione e non un momento celebrativo”. In questa giornata molte iniziative su tutto il territorio nazionale: l'Anlaids (Associazione nazionale per la lotta all'Aids), insieme ad altre associazioni, allestisce in tredici piazze italiane gazebo informativi dove verranno fornite corrette informazioni sulla trsmissione del virus e sul test. A Roma, in Campidoglio, il convegno “Stop Aids: mantieni la promessa”, presso l'aula Giulio Cesare, con il sindaco Gianni Alemanno, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e il professor Fernando Aiuti.
Data articolo: novembre 2008

domenica 30 novembre 2008

Aids e eterosessualità:IL PROFILATTICO SI CONFERMA IL MIGLIOR AMICO DELLA COPPIA

PER NON DIMENTICARE
Eravamo all'inizio degli anni '80 quando una doccia ghiacciata si abbattè sulla comunità gay internazionale:un virus stava decimando la popolazione omosessuale del Nord America, il virus in questione era responsabile dell'immunodeficienza che lasciava così esposto l'organismo al contagio di batteri e virus alcuni dei quali di per sè non letali, ma in questa particolare circostanza diventavano un Cavallo di Troia per agenti patogeni più aggressivi.
Nel 1985-86 anche l'Italia conosce le prime morti riconducibili alla Sindrome da Immunofecienza Acquisita, meglio nota con l'acronimo inglese AIDS.
Come si intervenne?
Si incominciò una campagna di terrorismo mediatico che invece di evidenziare i COMPORTAMENTI A RISCHIO (rapporti sessuali non protetti, scambio di siringhe, uso promiscuo di strumenti per l'igiene personale, trasfusioni sanguigne e di emoderivati non controllati), pose l'enfasi sui GRUPPI A RISCHIO DI INFEZIONE HIV:OMOSESSUALI E TOSSICODIPENDENTI, mentre sugli EMOFILIACI infettati grazie alla speculazione sanitaria su SANGUE ed EMODERIVATI, (in cui fu coinvolto il GOTA della Sanità pubblica e privata:vi ricordate della liaison dangereuse tra Poggiolini e il Ministro della Salute On.De Lorenzo) si stese un velo pietoso.
Sarebbe stato sufficiente dire solo TRE parole per evitare l'ecatombe di dolore, sofferenza di uomini e donne affetti da HIV-AIDS:PRESERVATIVO, SIRINGHE STERILI, TEST HIV SU SANGUE ED EMODERIVATI.
Nel 1986 il Ministro della Salute On.Donat Cattin inviò una lettera a tutti coloro che risultavano single all'anagrafe, (evidentemente stimati più a rischio di promiscuità sessuale) e con toni paterni consigliò loro di astenersi dai rapporti sessuali promiscui e dal far uso di droga.
Mentre forze sedicenti cristiano - cattoliche mettevano l'accento sul meritato castigo sceso su coloro che si erano perduti nella fornicazione e nei rapporti contro natura.
Perchè il messaggio sfosse chiaro:
l'AIDS si contrae perchè si è PUTTANE, FROCI e/o DROGATI!
Paradossalmente spettò proprio alla comunità gay ed ai comitati per i diritti delle prostitute, a coordinare, addossandosene tutti gli oneri morali e materiali, la campagna di informazione e di prevenzione per fronteggiare l'infezione HIV, distribuendo depliants informativi, preservativi, gel lubrificanti e siringhe sterili ed occupandosi di organizzare gruppi di self help tra sieropositivi
La Regione Toscana che a parole non è certo tra le più bigotte aspettò sino al 1992 per approntare una campagna di prevenzione centrata sull'uso del profilattico e di siringhe sterili.
In questi anni la percezione del rischio è calata, di AIDS non si muore più, ci sono i farmaci...in quanto al vaccino non se ne parla, non è conveniente, meglio vendere gli anti-retrovirali che portano a spendere qualche migliaia di dollari al mese per ogni persona HIV+.
Ma come procede la pandemia?
A 27 anni dalla prima morte attribuita all'infezione HIV-AIDS avvenuta negli Satti Uniti, non si è fatta molta strada come ci conferma l'articolo che segue a cura di Johann Rossi Mason.
Più di un terzo degli americani recentemente infettati dal virus HIV lo ha contratto da partner eterosessuali.
Lo ha annunciato uno studio federale che ha raccolto i dati in 29 stati (anche se la lista non ne include alcuni di grandi dimensioni come California, Illinois, New York e Texas)
Si tratta comunque del primo studio su larga scala che non misura la prevalenza dell'Aids ma la modalità di infezione.
I ricercatori hanno esaminato le statistiche dal 1999 al 2002 delle infezioni da HIV e hanno individuato che il 35% dei 101mila casi studiati è stato contratto con rapporti etero HIV positivi o persone ad alto rischio come i tossicodipendenti da eroina. Di questi il 74% era nero, il 15% bianco e il 64% era rappresentato da donne. Tra i ragazzi di età compresa tra i 13 e i 19 anni l’89% dei casi di infezione tra eterosessuali interessa le ragazze e le giovani donne di colore appaiono essere a più alto rischio, insieme agli adulti dai 30 ai 40 anni. Nei fatti anche altri studi suggeriscono che meno della metà di tutte le nuove diagnosi dei casi di Aids negli USA non si riscontrano tra gay o bisessuali ma proprio in soggetti etero.
Nel mondo, quindi, questa è una malattia che interessa gli eterosessuali e credere il contrario è un grosso errore di valutazione.
“Le persone etero ne sono colpite per il 90% se non di più” afferma il dottor Michael Horberg, direttore dell'HIV/Aids per il Kaiser Permanent Health Plan “Nel nostro paese si tratta di un gruppo che sta crescendo rapidamente”.
Dice Frank Edward Myers III, epidemiologo al Mercy Hospital di San Diego (una delle città a più alta rappresentanza di omosessuali) “Questi dati ci offrono una istantanea dell'andamento epidemiologico dell'infezione. Sono numeri che riflettono quello che abbiamo sempre saputo e che purtroppo ci confermano una scarsa consapevolezza del fenomeno tra gli etero.
Il problema è in crescita tra le donne di colore e gli uomini corrono un rischio nettamente inferiore.
Per le donne è più facile contrarre il virus perché lo ‘ricevono’ dal partner, la loro anatomia prevede maggiori superfici di contatto, maggiori rischi di lesioni accidentali delle mucose e tessuti più sensibili e ricettivi.
Tra l’altro i partner spesso rifiutano di indossare il preservativo e mettono le donne in pericolo”.
Ma i ricercatori americani sospettano anche che le giovani donne vengano contagiate a seguito di rapporti omosessuali segreti dei loro partner abituali.
In termini di prevenzione il preservativo continua ad essere il miglior presidio disponibile, oltre ad una educazione al sesso sicuro e ad una maggiore emancipazione femminile, che porti le donne più giovani a domandare esplicitamente metodi di protezione.
Le creme microbicide attualmente in sviluppo potranno aiutare le donne a proteggersi attivamente senza dover far leva sul partner.

Aglio amico del cuore

r.s. a cura della redazione ECplanet
C'è il problema olfatto, che mette a dura prova chi ci circonda, ma l’aglio si conferma un integratore naturale salvavita: una piccola dose giornaliera è infatti efficace tanto quanto un farmaco nell’abbassare la pressione alta, anticamera di gravi problemi cardiovascolari.
Lo garantisce un’analisi effettuata da alcuni ricercatori dell' Università di Adelaide (Australia) su undici studi internazionali sul tema.
Gli studiosi - che scrivono sulla rivista Bmc Cardiovascular Disorders - si sono accorti che, assumendo polvere di aglio per tre-cinque mesi di seguito, la pressione si abbassa notevolmente soprattutto in chi, prima di iniziare l'esperimento, era iperteso. In alcuni casi, l'effetto raggiunto è stato del tutto sovrapponibile a quello ottenuto seguendo terapie farmacologiche con Ace-inibitori o betabloccanti. Il principio antipertensivo è l'allicina
Il principio attivo antipertensivo di uno dei condimenti più noti è l'allicina, sostanza che dona anche quel tipico sapore pungente all’aglio.
Per i test scientifici sono stati somministrati fra i 600 e i 900 mg di aglio al giorno, cioè dai 3,6 e i 5,4 mg di allicina. Ma è utile sapere che una testa d’aglio fresca contiene fra i 5 e i 9 mg di principio attivo antipertensivo.
Quest'estate via libera dunque a bruschette o insalate di pasta altamente aromatiche: è tutta salute.
Fonte: www.lastampa.it
Data articolo: agosto 2008