lunedì 8 dicembre 2008

Le piante che ci salvano dall'inquinamento domestico

di: Luigi Mondo & Stefania Del Principe
Il progresso ha i suoi vantaggi ma, come per tutto, c’è il risvolto della medaglia.
Da un lato abbiamo il meglio della tecnologia in casa: dall'Hi-fi al Wi-fi, dal microonde al micro-cellulare… dall'altro viviamo in ambienti altamente inquinati da elettromagnetismo, vapori, aria avvelenata. A questo punto i casi sono due: o cambiamo vita o cerchiamo di salvare il salvabile.
Qui opteremo per la seconda soluzione; quella più alla portata di noi comuni mortali. Si stima che l'aria che staziona in ambienti domestici e uffici sia fino a 10 volte più inquinata di quella che troviamo fuori. Questa continua esposizione all'inquinamento si traduce in disturbi più o meno gravi: si va dalla semplice allergia alla più seria asma, sino ad arrivare a tutta una lunga lista di patologie.
Tra gli imputati, gli apparecchi elettrico-elettronici, i mobili, i detersivi, i materiali edili e i rivestimenti e, ahimè, anche i vestiti.
Tra gli inquinanti presenti in case e uffici che minacciano la nostra salute ci sono: Formaldeide (presente in quasi tutti i prodotti che abbiamo in casa, dai mobili alla carta igienica); Benzene, Xylene e Tricloroetilene (vernici, monitor, tappezzeria, fotocopiatrici, fumo); Cloroformio (acqua potabile); Ammoniaca; Alcoli e Acetone (moquette, cosmetici). Dopo questa premessa e prima di gridare “sono spacciato !”, è bene sapere che alcuni coscienziosi scienziati della Nasa c’informano che possiamo limitare i danni circondandoci di piante d'appartamento “specializzate” in ecologia domestica. Sono almeno 50 le specie di piante che possono aiutarci. Qui ne citeremo alcune, le più comuni.
Tutte le piante purificano l'aria. Qualcuna è “specializzata” contro alcuni agenti.
• Areca (Chrysalidocarpus lutescens): tra le più gettonate contro quasi tutti gli agenti inquinanti;
• Ficus robusta: il migliore tra i Ficus;
• Palma Rhapis excelsa: ottima per purificare;
• Chamaedorea seifrizii: contro formaldeide, benzene e tricloroetilene. Ideale per umidificare l'aria secca in inverno;
• Dracena (Dracaena deremensis): la più efficace tra le dracene;
• Dracena Massangeana (Dracaena fragrans): specializzata contro la formaldeide;
• Dracena (Dracaena marginata): specializzata contro xylene e tricloroetilene;
• Edera (Hedera helix): altra pianta contro la formaldeide;
• Phoenix roebelenii: la migliore tra il genere palme. Contro lo xylene;
• Felce di Boston (Nephrolepis exaltata): umidifica. È specializzata contro la formaldeide;
• Spatifillo (Spathiphyllum spp): contro alcoli, acetone, tricloroetilene, benzene e formaldeide;
• Nephrolepis obliterata: specializzata contro formaldeide e alcoli;
• Filodendro (Philodendron erubescens): la migliore della sua specie;
• Sansevieira Trifasciata: l'ideale per la camera da letto poiché di notte emette ossigeno anziché anidride carbonica come le altre piante;
• Aloe vera barbadensis: altra pianta da camera da letto che si comporta come la Sansevieria;
• Liriope spicata: contro i vapori d'ammoniaca;
• Tulipano (Tulipa gesneriana): contro formaldeide, xylene e ammoniaca

domenica 7 dicembre 2008

TUTTI PAZZI PER...MANGOSTEEN


La Garcinia mangostana, più comunemente nota con il nome di Mangosteen (in italiano Mangostano), appartiene alla Famiglia delle Guttiferae.
E’ un frutto tipico di vaste aree del Sud-Est Asiatico. Paesi come Thailandia, India, Malaysia, Vietnam e Filippine, ma anche Australia e Hawaii, usufruiscono infatti dei benefici di questo frutto.

Il frutto, commestibile, è di forma tondeggiante, con un diametro di circa 5-7cm, non richiede fecondazione e inizialmente si presenta di un verde chiaro.

Il pericarpo del frutto assume un colore viola profondo quando giunto a maturazione.

La fama improvvisa in Occidente del mangostano è dovuta alla scoperta del suo elevatissimo contenuto di Xantoni.

Nel 1992 gli scienziati isolarono gli Xantoni dalla frutto del Mangostano, nel 1994 scoprirono le proprietà antiossidanti del frutto e nel 1997 le proprietà immunostimolanti .
La classe degli Xantoni, assimilabile in prima istanza alla famiglia dei polifenoli, derivati dal Benzo-Y- pirone, possiede molteplici proprietà farmacologiche: antiossidante,antinfiammatoria,antibatterica,antimicotica,antiallergica.
Gli Xantoni sono presenti anche in altre specie botaniche come l’Iperico e la Genziana .
Nel caso del succo di Mangostano, commercializzato dall'americana XANGO, sono presenti sostanze già ben consolidate nella bibliografia clinica farmacologica quali le Catechine e i Polifenoli, Potassio, Calcio, Fosforo, Ferro, Vitamina B1, B2, B6, Vitamina C.
Coloro che lo hanno provato per un periodo di circa sei mesi alla dose di 60-90 mg al giorno dichiarano di avere ottenuto risultati significativi nella stipsi cronica, insonnia, allergie, sovrappeso, artrite, dermatite atopica.
L'interesse dell'opinione pubblica è crescente, anche se in Italia il prodotto non è ancora facilmente reperibile.
La ditta Xango è presente in oltre 20 paesi, in Europa il prodotto è reperibile in Germania, Svezia ed Inghilterra, dove ha avuto un exploit di vendite anche grazie un'intelligente operazione di marketing che fidelizza il cliente dandogli l'opportunità di diventare egli stesso distributore del prodotto.

Proteine vegetali

Fonte: www.benessereblog.it
Ogni giorno quando ci sediamo a tavola stiamo attenti a misurare e spesso razionare le quantità di grassi e zuccheri che introduciamo mangiando nel tentativo di non ingrassare e - se possibile - dimagrire.
Pochi di noi si curano, invece, di un altro fondamentale macro-nutriente: le proteine.
Errore per i nutrizionisti imperdonabile visto il ruolo fondamentale che svolgono. Una loro carenza, infatti, può accelerare i processi di invecchiamento ed aumentare il rischio di insorgenza di malattie del metabolismo.
Ecco perché i nutrizionisti concordano sulla necessità di limitare l’apporto calorico quotidiano, consumando meno grassi e zuccheri semplici, privilegiando frutta, verdura e carboidrati complessi e diminuendo il consumo di proteine animali a favore di quelle vegetali.
Le proteine, infatti, non sono tutte uguali.
Sono classificate in base al loro contenuto in aminoacidi essenziali e alla loro digeribilità.
Le proteine più complete, dette anche nobili, sono quelle che contengono tutti gli aminoacidi essenziali. A questo gruppo appartengono le proteine animali.
Sono incomplete, invece, le proteine che mancano di uno o più aminoacidi essenziali, come accade in alcune proteine vegetali. Le proteine si trovano principalmente in carne, pesce, salumi, uova, formaggi, latte e yogurt.
Uova e carni sono gli alimenti più completi dal punto di vista proteico, ma sono anche molto ricchi di grassi saturi e colesterolo.
Ecco perché, sarebbe meglio scegliere proteine di origine vegetale, come quelle contenute in fagioli, lenticchie, piselli e – anche se in dosi minori – in frumento, soia, avena e farro.
In particolare, le proteine del pisello, associate a quelle derivate dai cereali, forniscono la quantità di aminoacidi ideale dal punto di vista nutrizionale.
I piselli sono tra gli alimenti più ricchi di carboidrati e vitamina C, contengono ottime quantità di fibre, vitamine A ed E, caroteni, acido folico e sali minerali e, soprattutto, sono un'importante fonte di proteine vegetali (5,42 grammi per 100 grammi di piselli).
Inoltre, contengono poche calorie (81 kcal/100g per i piselli freschi, 293 per quelli secchi) e pochi grassi (0,4 g/100g).
Da queste premesse e dalla lunga tradizione italiana di zuppe a base di legumi, è nato un nuovo ingrediente alimentare a base di proteina di pisello.
Si chiama Nutralys ed è prodotto dall'azienda Roquette.
Si tratta di una proteina ottenuta trasformando e purificando i piselli secchi.
Il prodotto può essere utilizzato come sostitutivo del pasto, come prodotto dietetico per gli sportivi o per chi soffre di celiachia o anche come ingrediente da aggiungere alle ricette. Ma – assicura l'azienda produttrice – non si tratta di un prodotto dal sapore sgradevole e per dimostrarlo ha scomodato nientemeno che lo chef Pietro Leeman che da sempre si ispira alla natura per la sua cucina leggera e gustosa. Lo chef ha, infatti, realizzato una serie di ricette utilizzando proprio la proteina di pisello: dai pizzoccheri, alla maionese di piselli senza uova, all'arrosto vegetariano di seitan e persino al dessert con un tiramisù di yogurt e frutta senza uova.

Prezzemolo pianta aromatica e medicinale

di: Lilly Wolff
Secondo le ricerche il prezzemolo è una pianta medicinale e aromatica, originaria con tutta probabilità della Sardegna.
Si semina in marzo e fiorisce da maggio a giugno ma si raccoglie fino a settembre.
Le foglie contengono notevoli quantità di vitamina C. 20grammi di foglie di prezzemolo al giorno sono sufficiente a proteggere l'organismo dalle malattie infettive, data l'alta concentrazione di vitamina C.
Impiegato speso solo per guarnire i piatti.
Il prezzemolo è una ricca fonte di vitamine e minerali.
Le ultime investigazioni affermano che una tazza piena di prezzemolo contiene più betacarotene (vitamina A) di una grossa carota; ha quasi il doppio di vitamina C di un'arancia e contiene più calcio di una tazza di latte.
A parità di peso contiene anche più ferro del fegato ed è una buona fonte di vitamina B1 e B2.
A livello medicinale il prezzemolo è un potente diuretico, cioè aiuta l'organismo a espellere i liquidi in eccesso.
Mangiarlo fresco è uno dei metodi più efficaci per rinfrescare l'alito.
Pero, in certe situazione come l'inizio della gravidanza può produrre aborto per il suo contenuto di estrogeni.

Prevenzione naturale: è possibile prevenire e curare con il cibo ?

r.s. a cura della redazione ECplanet
Fonte: www.vegetariani.it
Le ricerche compiute negli ultimi anni dimostrano sempre più che i cibi idonei a mantenere un ottimo stato di benessere sono la frutta fresca e tutte le verdure e gli ortaggi mangiati quotidianamente e in abbondanza.
17 giugno 2008 - Aldo Alessi (Insegnante e naturopata - allievo di L. Costacurta)
Frutta e verdura contengono grandi quantità di vitamine antiossidanti (A, C ed E) e biostimoline che neutralizzano i radicali liberi e attivano i processi fisiologici di detossificazione.
Recentemente è stato dimostrato che i BIOFLAVONOIDI (scoperti nel 1930 da uno scienziato ungherese, chiamati anche vitamina C2 o P) presenti nei vegetali, ma soprattutto nella polpa e nella scorza degli agrumi, sono in grado di favorire l'espulsione delle sostanze cancerogene dalle cellule. Attualmente sotto la lente della ricerca ci sono due sostanze presenti nei cavoli, i TIOCIANATI e i DITIOLTIONI, che secondo gli scienziati potrebbero essere le più potenti sostanze antitumorali finora conosciute !
Anche la pectina, contenuta in abbondanza nelle mele, in tutti gli agrumi, nei semi di girasole, ecc., è una sostanza importante per aiutare l'organismo ad espellere particelle radioattive, come lo stronzio 90 e lo iodio 137, presenti nell'ambiente e in molti alimenti soprattutto dopo il disastro nucleare di Chernobyl.
Minerali come il Calcio e il Magnesio esercitano un importante ruolo protettivo contro eventuali radiazioni nocive. L'elenco potrebbe continuare a lungo perché sono tante le sostanze presenti nel mondo vegetale ad avere un ruolo preventivo e curativo.
Di alcune piante tradizionalmente usate con successo a scopo terapeutico si conoscono solo alcuni principi attivi e non sempre si è riusciti a comprendere come questi agiscono nell'organismo. Nella cipolla, ad esempio, sono state isolate circa 150 componenti e solo di una decina si conoscono gli effetti sull'organismo. Secondo gli studiosi di scienza dell'alimentazione, ogni alimento potrebbe essere composto da più di 10.000 sostanze diverse, ma certo non sappiamo quali effetti potrebbero avere sull'organismo: un motivo in più per preferire gli alimenti integrali, poiché nella loro completezza contengono, in giuste dosi, tutto quanto Madre Natura ha saggiamente preparato per noi. Vi sono poi i cereali integrali. La capacità preventiva e in alcuni casi curativa che hanno questi alimenti è dovuta al fatto che essi contengono tutta una gamma di sostanze come vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, ecc. indispensabili ai processi biofisiologici dell'organismo.
I cereali raffinati, che hanno subito un processo di lavorazione industriale con aggiunta di additivi chimici, non hanno più capacità preventiva e curativa, poiché con la raffinazione hanno perduto gran parte delle sostanze utili al nostro organismo per mantenersi in salute.
La carenza anche di una sola sostanza, se protratta per lungo tempo nella dieta quotidiana, può essere una concausa di squilibri funzionali ed energetici.
Si può affermare che la più semplice ed efficace forma di prevenzione attuabile oggi è il controllo della qualità e quantità di alimenti unito ad uno stile di vita più sano e più vicino alla natura.

sabato 6 dicembre 2008

Asessualità

redazione ECplanet
Questa notizia è stata pubblicata dal periodico “Repubblica online”.
Dopo che il New York Times, ha squarciato il velo sulla comunità degli asessuati pubblicando le loro storie personali, anche in Italia qualcosa si muove.
La sezione italiana dell'Asexual visibility and education network (Aven), ha aperto un forum su internet, unico spazio, fino ad ora, dove hanno potuto incontrarsi e confrontarsi tutti quelli che del sesso proprio non ne vogliono sapere. Una 'web community' di persone che condividono la totale mancanza di attrazione sessuale sia verso un sesso che verso l'altro.
“Non vogliamo fare propaganda - spiega l'amministratrice del forum, sulla trentina, del nord Italia che in rete si presenta come la Vedova Nera, - ma creare un centro di scambio culturale. Siamo uguali agli “altri” in tutto, fuor che nella dimensione sessuale. Vi chiederete, dunque, perché simili individui abbiano bisogno di associarsi e cosa vogliano reclamare.
I problemi nascono, per gente come me, in quanto la società intera pone alla sua base il sesso, da sempre, e lo propone in ogni contesto. L'idea che ci possa essere una persona che rifiuta il sesso offende la sensibilità comune al punto che un ipotetico “asessuale”, secondo un sondaggio, viene definito come “una non-persona”. Senza menzionare le implicazioni religiose”.
Tutto è nato dopo una serie di contatti con David Jay, fondatore di Aven, che ha dato il via libera per la creazione di una sezione italiana del movimento.
Che, attualmente, conta una decina di partecipanti al forum. Aperto da un mese, si augura l'amministratrice, si punta ad ingrossare le fila e in futuro si spera “di poter contare anche sulla collaborazione di medici”.
Come il sessuologo di Mtv Marco Rossi che sugli asessuati sta portando avanti delle ricerche.
Perché il fenomeno delle persone asessuate non è molto studiato dagli scienziati.
C'è chi pensa che una mancanza di desiderio fisico non sia necessariamente una disfunzione o un problema, e chi, come Leonard Derogais, direttore del centro di salute sessuale alla Johns Hopkins University di Baltimora, è molto più critico:
“Il sesso è un istinto naturale, come il bisogno di mangiare o di bere. Queste persone non sono del tutto normali”.
Un'analisi che la Vedova Nera commenta così: “Quelli come me sono considerati 'malati', ma non è così. il mio modo di essere è pienamente realizzato in una vita “senza sesso” e da quando ho scoperto che esiste una comunità internazionale non ho più intenzione di sentirmi in colpa”.
Da questo, alla frequentazione del sito di Jay e alla creazione della filiale italiana, il passo è stato breve.
“A mio modo di vedere lo scopo di AvenItalia nel mondo sessocentrico in cui viviamo è di poter dire liberamente di essere gay, lesbo, trans, bisex, asex o quant'altro senza essere deriso, discriminato o messo in quarantena. Nel suo piccolo questo network può avere il ruolo verso l'esterno di educare alla tolleranza e alla comprensione delle “devianze sessuali” scrive sul forum Petrael da Milano.
Una riflessione accompagnata da una frase di lord Chesterfield che, rivolto al figlio, liquidava l'amplesso: “La posizione è ridicola, il piacere effimero, la fatica tanta”.
Siti correlate all'articolo:
Aven Forum

Donne: la vita sessuale non finisce mica a sessant'anni

di: Johann Rossi Mason
Una ricerca americana ha svelato che 3/4 delle donne di mezza età sono sessualmente attive ed hanno una vita intima soddisfacente.
I 2/3 di esse si dichiarano complessivamente più soddisfatte delle donne più giovani (e di quando erano giovani loro stesse).
All'Università di Tucson in Arizona hanno intervistato sull'argomento più di 2000 donne da 40 a 69 anni e scoperto inoltre che una buona salute mentale è associata ad una soddisfazione sessuale più intensa.
Che il sesso 'non volesse pensieri' era già noto e non mi stupisce affatto che siano proprio le donne più adulte quelle che gioiscono maggiormente dell'intimità.
Meno preoccupate del loro aspetto, più consapevoli, conoscono meglio il proprio corpo e quello del partner. Probabilmente hanno anche imparato a chiedere e a rispondere alle richieste del compagno (il mito dell'uomo Denim è definitivamente tramontato).
Il 71% delle donne intervistate ha avuto rapporti regolari lo scorso anno e il 31% di esse ha rapporti settimanali o comunque regolari. Il 24% invece riferisce qualche problemino, ma questo non impedisce loro di continuare ad amare. I dati, correlati allo status socio-economico ha rivelato che sono le donne più ricche e più istruite a fare più sesso e solo 1/3 di esse ha nel tempo sviluppato una perdita di interesse.
Mi sembra un bilancio molto positivo.
D'altro canto la vita media delle donne è di 82 anni, almeno in Italia e molte di loro dopo la menopausa si sentono più rilassate, hanno maggiore consapevolezza del proprio piacere. Il sesso fa bene anche alla mente, durante il rapporto infatti vengono secreti ormoni del benessere, e ossitocina, il neurotrasmettitore responsabile dell'attaccamento.
È proprio per questa ragione che una coppia, anche di lungo corso, che fa l'amore con regolarità cementa l'unione.
Non solo, le donne si prendono più cura di loro stesse, sono più consapevoli della loro bellezza, Jane Fonda a 68 anni è più bella e affascinante che mai, Rachel Welch idem...certo, magari hanno spianato qualche rughetta, perché no, ma la luce nei loro occhi non gliela può dare nessun chirurgo e sfido qualsiasi uomo a non trovarle assolutamente attraenti e desiderabili

Sesso-dipendenti

Fonte: salute.agi.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Oltre un milione di italiani in età adulta è affetto da dipendenza da sesso. La stima è della Società italiana di intervento sulle patologie compulsive (Siipac) che definisce i sesso-dipendenti “persone che hanno grossi problemi a causa di questo comportamento, al pari della dipendenza da alcol”. Ad essere colpiti da questa patologia - spiega la Siipac - sono indifferentemente maschi e femmine.
Cambiano solo le percentuali: 70-80% per gli uomini contro il 20-30% per le donne.
A livello nazionale la percentuale varia tra l'1 e il 3% della popolazione adulta, un dato che, tradotto in numeri, “confeziona” cifre da capogiro: quasi 1 milione e mezzo di persone ossessionate in Italia dal sesso.
La Società, che si occupa anche di gioco d'azzardo, shopping compulsivo e dipendenza da telefonino, osserva che in campo sessuale la dipendenza si sviluppa in 3 fasi progressive.
1- Si comincia col masturbarsi in modo ossessivo, passando al sesso per telefono fino al feticismo.
2-Nella seconda fase si susseguono le telefonate oscene a persone sconosciute, l'esibizionismo, il voyeurismo fino alle molestie sessuali sul luogo di lavoro.
3-Terza fase: sesso con minorenni, sesso con adulti sotto effetto di droghe o colpite da handicap. Infine, sesso con pazienti o dipendenti.
Naturalmente c'è anche una terapia che prevede l'assoluta astinenza dal sesso per almeno 90 giorni e poi un approfondito lavoro di analisi assieme ai terapeuti.

Impotenza maschile e biotecnologia

r.s. a cura della redazione ECplanet
L'impotenza nel 2025 toccherà ben 322 milioni di uomini: ma un aiuto arriverà dalla biotecnologia con innesti o protesi di terza generazione se non funzionano le terapie farmacologiche.

È quanto riporta il 'Journal of Urology' e le stime vengono dall' VIII Congresso Europeo sulla Medicina Sessuale svoltosi a Copenhagen. In Italia, il mercato dei prodotti per l'impotenza, ha sfiorato, nel 2002, i 2 milioni di pezzi venduti generando un guadagno di oltre 52 milioni di euro.

Tra questi prodotti, anche le protesi peniene che, grazie alle biotecnologie, si stanno ritagliando una parte importante all'interno del settore in quanto il 'Drug resistant erectile dysfunction', ossia Disfunzione Erettile resistente ai medicinali, è in aumento: ogni mese sono 100mila gli uomini che non rispondono ai farmaci.

In Italia, si contano circa 900mila gli uomini che soffrono di disfunzione erettile e che non possono essere curati attraverso la somministrazione di pillole. La medicina protesica, negli ultimi 20 anni, ha fatto balzi da gigante per rispondere alle esigenze della sessualità maschile. “Le biotecnologie hanno recentemente fatto ulteriori passi in avanti nell'area della protesica peniena, affrontando due importanti aspetti legati ai nuovi modelli: maggior praticità d'uso e maggiore sicurezza”, dice Edoardo Pescatori, responsabile dell'unità di andrologia dell'Hesperia Hospital di Modena. Secondo l' “Annals of Surgey”, l'invecchiamento della popolazione porterà un aumento del 35% negli interventi urologici entro il 2020. Nonostante queste premesse, “il numero di impianti protesici è ancora relativamente basso - aggiunge Pescatori - C'è poca consapevolezza sia dei pazienti sia dei medici di base del trattamento soddisfacente che si può ottenere con un impianto protesico”.

Nel 2001, in Italia erano state richieste 410 protesi.

Nel 2006, gli interventi di chirurgia protesica sono stati 1.200 (lo 0,4% della popolazione maschile affetta da DE). “La domanda che ci dobbiamo porre è la seguente: chi si interesserà dei fallimenti delle terapie mediche ?”, s'interrogano gli andrologi europei che domenica si riuniranno a Bruxelles per l' XI Congresso della Società Europea di Medicina Sessuale per sensibilizzare le problematiche legate alla sessualità maschile.

“Le aziende leader nel settore della protesica andrologica - conclude Pescatori - hanno lavorato per rendere più naturale e sicura possibile la sessualità di chi necessita di questa strategia terapeutica. Oggi, i problemi meccanici e le infezioni, già esigue, sono ulteriormente diminuiti”.

venerdì 5 dicembre 2008

Un test per prevedere quando una donna andrà in menopausa

Fonte: salute.agi.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Altro che organizzare e pianificare la propria vita.
Un nuovo test è in grado di predire quando una donna andrà in menopausa, in modo da permetterle di 'progettare' con sicurezza quando avere un figlio. I
l nuovo strumento, messo a punto da un gruppo di scienziati della University of Michigan, è stato descritto sulla pagine del quotidiano britannico Daily Mail.
Il test, in pratica, riuscirebbe a offrire alle donne una sorta di 'tabella di marcia' nella costruzione di una famiglia partendo dall'analisi dei livelli di ormoni presenti nel sangue.
Per arrivare a questo risultato gli scienziati, coordinati da Maryfran Sowers, hanno studiato la vita riproduttiva di oltre 600 donne.
Ebbene, hanno scoperto che i cambiamenti nell'ormone 'anti-mulleriano' (Amh), nell'ormone 'follicolo-stimolante' (Fsh) e nelle concentrazioni dell'inibina B' possono aiutare a predire l'arrivo della menopausa.
“Le informazioni - ha spiegato Sowers - forniscono una roadmap sulla progressione della vita riproduttiva, in base a diversi elementi”.
Per lo scienziato si tratta davvero di una scoperta utilissima. “La gente vuole realmente avere delle informazioni - ha detto - sul tempo a disposizione fino all'ultimo ciclo mestruale”.
In sintesi il test funziona così: misura i livelli di ormoni coinvolti nella fertilità di una donna, li combina con l'età e predice quanto tempo rimane prima che la donna entri in menopausa. “Finalmente abbiamo abbastanza numeri sulle donne - ha spiegato Sowers - che abbiamo valutato in lungo periodo di tempo per descrivere il processo di invecchiamento riproduttivo”.