martedì 3 novembre 2009

INFLUENZA A: L'ITALIA ALLO SBANDO FRA RASSICURAZIONI E SMENTITE, MANCA SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA

Walter Pasini, direttore del Centro di Global Health dell'Oms valuta negativamente le dichiarazioni del viceministro Fazio sull'influenza A, ecco cosa riporta la stampa italiana:
"le dichiarazioni del viceministro sono imprecise e generano molta preoccupazione, dimostrando che in Italia manca un buon sistema di sorveglianza epidemiologica .
Il viceministro Fazio ci ricorda continuamente che questa pandemia influenzale e' dieci volte piu' benigna dell'influenza stagionale. Nella dichiarazione successiva il viceministro si corregge: venti volte piu' benigna, perche'- dice - l'influenza stagionale porta a morte annualmente 5 mila cittadini italiani, anzi 8.000, addirittura 20.000 nel 2004.
E' evidente che l'ascoltatore attento resti interdetto.
Sono realmente 5.000 o 8.000 i morti per influenza stagionale?
Chi li ha calcolati?
Esiste un registro in cui queste persone vengono elencate, nome per nome con una cartella clinica a disposizione di ogni medico che voglia documentarsi?
Perche' se non fosse cosi', perche' fare allarmismo sui rischi dell'influenza stagionale?
E se invece fosse veramente cosi', perche' non si e' fatto tutto il possibile negli anni scorsi per salvare la vita dei 5.000-8.000 anziani o malati cronici che, ci viene detto, muoiono ogni anno?
Queste persone erano state vaccinate, avevano assunto antivirali?
Se si', perche' non hanno funzionato?
Se no,perche' sono stati loro somministrati?
Dove vanno ricercate le responsabilita'? "
Non vi e' dubbio - sottolinea l'esperto - che in Italia manchi un buon sistema di sorveglianza epidemiologica.
Il CCM istituito il 26 maggio 2004 con la legge 138 e con decreto del ministro della Salute del primo luglio 2004 ha deluso ampiamente le aspettative dei governi e della comunita' scientifica o per colpa di chi lo ha diretto fino a ora o per limiti strutturali nel funzionamento dello stesso, ma uno Stato moderno non puo' prescindere dal conoscere e studiare i numeri, poiche' l'epidemiologia e' la base di ogni efficiente sistema di sanita' pubblica. Un grande lavoro spetta ai medici di sanita' pubblica italiani, agli epidemiologi, ai medici di sanita' internazionale - conclude Pasini - per fornire al nostro Stato le indicazioni su come svecchiare il sistema e acquisire idee e programmi nuovi mediandoli da quelle organizzazioni che hanno grande esperienza e competenza".
Chi scrive lo sostiene da anni, ma la politica è sorda alla logica e preferisce spendere miliardi in mega strutture ospedaliere dove può gestire i propri clientes elettorali, invece che investire su programmi e servizi comunitari di prevenzione e cura, visto che è ormai acclarato che le prime cause di morbilità e mortalità (malattie degenerative e cardiovascolari ) possono essere evitate attraverso un corretto stile di vita.
Ricordiamoci che tra 10 anni la generazione del baby boom, cioè le persone che adesso hanno un'età compresa tra 50-60 anni e che costiutuiscono il 40%circa della popolazione italiana transiterà nella fascia dei 60-70 anni ed oltre, costituendo un picco demografico con esigenze ed attenzione sanitarie crescenti.
Queste persone non avranno nemmeno la famiglia, come cuscinetto protettivo, perchè proprio in questa fascia demografica si registra scarsa o assente natalità e i nuclei familiari sono composti solo da uno o due membri.

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