domenica 8 marzo 2009

ADONIA LEGTONE: PROPOSTA DI RICERCA SUL CAMPO

Visto il grande interesse suscitato nei lettori e visitatori di questo blog per l'articolo riguardante il nuovo trattamento per combattere gli inestetismi della cellulite; segnaliamo il sito della ditta che commercializza il prodotto, acquistabile per ora in Italia solo on line
http://www.adonialegtone.com/
Essendo la ricerca e la sperimentazione il nostro modus operandi (ed il nostro stile di vita), siamo già impegnati ad organizzarci per testarne i risultati, che divulgheremo sul blog, INVITANDO A INVIARCI I VOSTRI COMMENTI e LA VOSTRA ESPERIENZA SULL'EFFICACIA DEL PRODOTTO.

Lavorare oltre 55 ore settimanali aumenta il rischio di declinio mentale e demenza

Lavorare troppo fa male, ormai e' scientificamente provato. Secondo uno studio finlandese, con il passare degli anni, chi lavora piu' di 55 ore a settimana e' a rischio di declino mentale che puo' portare anche alla demenza.
La ricerca, guidata da Marianna Virtanen dell' Istituto finlandese di Medicina Occupazionle di Helsinki, Finlandia, e' stata pubblicata sulla rivista American Journal of Epidemiology.

L'ottimismo... elisir di lunga vita

Lo rivela uno studio condotto da ricercatori statunitensi.
La ricerca, compiuta su 100.000 donne e presentata al congresso annuale dell' American Psycosomatic Society, ha rivelato una forte legame tra ottimismo e rischio di contrarre un cancro, una malattia cardiaca o morire prematuramente.
Nel 1994 i ricercatori presero in esame i tratti della personalita' di un ampio gruppo di donne; nel 2002 facendo uno studio su quelle morte si sono accorti che la percentuale era molto piu' alta tra quelli che non erano ottimiste.
La ricerca riflette studi precedenti, che collegano l'ottimismo alla vita piu' lunga, ha confermato Hilary Tindle, autrice dello studio, assistente all' Universita' di Pittsburg. Impossibile pero' per i ricercatori dire se sia l'ottimismo che porta a trend di vita piu' salubri, se il pensare positivo influisca direttamente su manifestazioni fisiche come lo stress, o magari entrambi le cose insieme.
Un'ipotesi e' che le persone ottimiste reagiscano fisicamente meglio allo stress mentale, magari adottando uno stile di vita per mantenersi meglio in salute.
Per esempio, le donne ottimiste -ha spiegato la Tindle- adottano uno stile di vita piu' salutare: "E' meno probabile che fumino, sono di solito piu' attive ed hanno quasi sempre un indice di massa corporea piu' basso: e questi sono tutti fattori di rischio che certamente determinano lunghezza di vita e salute".

Tumore del seno: la molecola FOXP3 e rischio di metastasi a distanza

In Italia si stima che sopravvengano circa 40.000 nuovi casi di tumore della mammella l'anno.
Un certo numero di queste pazienti, anche se sottoposte a chemioterapia post-operatoria, svilupperanno metastasi tumorali.
Analizzando il tessuto neoplastico ottenuto da pazienti operate di tumore al seno, e' stata individuata una nuova molecola associata alla probabilita' di sviluppare metastasi.
L'analisi del tessuto neoplastico ottenuto da piu' di 300 pazienti sottoposte ad intervento chirurgico ha evidenziato come la presenza della molecola FOXP3 nelle cellule tumorali mammarie si associa significativamente con il rischio di sviluppare metastasi a distanza, quindi con una condizione di maggiore aggressivita' clinica.
I risultati dello studio, che ha avuto un finanziamento dell' Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), sono stati recentemente pubblicati dal prestigioso Journal of Clinical Oncology.
La scoperta e' frutto della collaborazione tra l'Unita' Operativa Bersagli Molecolari della Fondazione IRCCS: Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, diretta da Elda Tagliabue, e il gruppo di ricerca diretto da Andrea Balsari, Docente di Immunologia all'Universita' Statale di Milano.

venerdì 6 marzo 2009

Cellulite addio...in 9 minuti:realtà scientifica o marketing?

Questa settimana nel Regno Unito verra' messa in vendita una crema anti-cellulite dagli effetti miracolosi: elimina la cellulite in soli 9 minuti.
Si chiama Adonia LegTone e costa 68 sterline.
E' la prima volta che una crema sfrutta le proprieta' rigenerative delle cellule staminali delle piante per rinvigorire le cellule staminali della pelle umana.
Test clinici effettuati in laboratori americani indipendenti hanno dimostrato che questa nuova crema e' in grado di ridurre la cellulite del 47 per cento in soli 9 minuti e di circa il 70 per cento in un periodo di sei settimane.
La crema, prodotta dalla Greek Island Labs e venduta gia' negli Usa, ha gia' ricevuto 100 mila richieste nel Regno Unito. Una delle cause principale della cellulite e' l'indebolimento delle cellule staminali.
La pelle umana e' una fonte ricchissima di cellule staminali che inizia a esaurirsi pian piano dopo i 22 anni d'eta'.
Il rallentamento della loro produzione crea il classico effetto denominato 'buccia d'arancia'.
Adonia LegTone viene creata a partire dalle celleule staminali di piante greche che vengono mescolate a un mix di sostanze: 23 oli biologici provenienti da piante dell'eco-sistema del Mar Egeo micro-filtrati in uno speciale processo di miscelazione.
Tra gli ingredienti biologici ci sono olio di zenzero e olio di rosmarino.

Potere e delirio di onnipotenza

Il potere può dare alla testa.
A darne una dimostrazione scientifica e' stato un gruppo di ricercatori della Stanford Graduate School of Business, della London Business School e della Northwestern University, in uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science.
Sia i leader politici o i grandi dell'industria tendono a sottostimare i costi in tempo, denaro, mezzi e vite umane che sono necessari per raggiungere un certo obiettivo.
"Abbiamo condotto quattro esperimenti per studiare il rapporto fra potere e illusione di controllo, la credenza cioe' di avere la capacita' di influenzare esiti che sono determinati in buona parte dal caso", hanno detto i ricercatori. "In tutti gli esperimenti, sia che il partecipante fosse forte di un'esperienza di gestione del potere, sia che fosse stato assegnato casualmente in base alle regole al ruolo di manager, finiva per percepire un controllo sugli esiti che andava oltre il suo ambito di possibilita'. Inoltre, l'idea di essere capaci di controllare un risultato 'casuale' portava a un ottimismo irrealistico e a un'autostima gonfiata", hanno detto. In un esperimento, per esempio, al detentore del potere veniva presentata una coppia di dadi e offerta una ricompensa per prevedere gli esiti di un lancio, chiedendiogli anche se voleva lanciare lui i dadi o scegliere qualcuno che lo facesse. Tutti i partecipanti del gruppo di potere piu' alto sceglievamo di lanciarli in prima persona, contro una percentuale inferiore al 70 per cento nei gruppi di potere minore o in quelli neutri di controllo, suffragando l'ipotesi che la semplice esperienza del potere possa portare una persona a sovrastimare notevolmente le proprie abilita', in questo caso, influenzando l'esito di una mano lanciando personalmente i dadi.
Gli autori osservano che le illusioni positive possono essere adattative, aiutando i detentori del potere a rendere possibile cio' che potrebbe apparire a prima vista impossibile.
Ma la relazione fra potere e illusione del controllo puo' contribuire direttamente anche alla perdita stessa del potere, facendo prendere una serie di scelte sbagliate.

mercoledì 4 marzo 2009

Ictus: test per riparare cervello con staminali

Tra qualche mese iniziera' in Scozia il primo test per verificare se le cellule staminali embrionali iniettate direttamente nel cervello dei pazienti colpiti da ictus sono in grado di rigenerare le aree cerebrali danneggiate.
Un team del Southern General Hospital di Glasgow ha selezionato quattro gruppi di tre pazienti che nel corso dei prossimi due anni saranno trattati con la terapia sperimentale.
I pazienti riceveranno inizialmente una dose iniziale di 2 milioni di staminali embrionali.
Il quantitativo sara' gradualmente portato fino a 20 milioni di cellule, un quantitativo che i medici ritengono possa essere sufficiente a innescare i processi rigenerativi.
La dottoressa Keith Muir, che guidera' la ricerca, nutre forti speranze perchè "se funzionera' come ha fatto sugli animali potrebbe consentire di crescere nuove cellule nervose o rigenerare i neuroni in modo da far recuperare ai soggetti colpiti dall'ictus quelle funzioni che altrimenti non potrebbero mai riottenere in altro modo".
Mentre solo 1/3 dei soggetti sopravvissuti all'ictus infatti si riprende bene, gli altri riportano infermita' permanenti per i danni che il loro cervello ha subito.
Al momento l'unico trattamento palliativo e' la fisioterapia per recuperare alcuni movimenti.
La societa' che ha sviluppato le staminali e' la Reneuron che inizialmente aveva presentato domanda per effettuare i test due anni fa negli Stati Uniti, ma la Food and Drug Administration non ha concesso l'autorizzazione.
Ora riproveranno in Gran Bretagna dove le regole sulla ricerca sulle staminali sono meno restrittive.

RABBIA E STRESS NEMICI DEL CUORE

Una ricerca condotta su alcuni pazienti portatori di defibrillatori impiantabili cardioverter (ICD) avrebbe scoperto come gli attacchi di rabbia aumentino il rischio di fibrillazioni e aritmie davvero pericolose per questo tipo di soggetti.
La ricerca, apparsa sulle pagine del Journal of the American College of Cardiology, è stata condotta dai ricercatori della scuola di medicina della Yale University e ha arruolato 62 persone portatrici di un ICD che sono state sottoposte a test di stress mentale, durante i quali dovevano ricordare un qualche recente incidente che li aveva fatti arrabbiare.
I ricercatori hanno poi seguito i pazienti per tre anni successivi tenendo sotto particolare controllo eventuali aritmie elettriche dei dispositivi cardiaci.
Ebbene, il 40% delle persone che durante i test mentali avevano mostrato i più significativi cambiamenti elettrici causati alla rabbia aveva avuto uno shock dell’ICD nel periodo di follow-up, contro solo il 9% di quelli che avevano dato una minore risposta ai test di stress mentale.
“La rabbia provoca davvero dei cambiamenti elettrici nel cuore tali da compromettere la salute del muscolo cardiaco e la funzionalità del defibrillatore”, ha spiegato la responsabile dell’esperimento, Rachel Lambert.

OCCHIO BIONICO UNA SPERANZA DIVENUTA REALTA'

Un uomo, privo della vista da trent'anni, ha parzialmente ricominciato a veder lampi di luce grazie a un occhio bionico. Il paziente e' stato sottoposto a un intervento chirurgico sperimentale sette mesi fa all'ospedale oculistico londinese di Moorfield: ora l'uomo, che ha 73 anni, e' in grado di seguire le linee bianche della strada o anche scegliersi i calzini.
Il miracolo e' frutto di una complessa strumentazione battezzata Argus II: una mini-telecamera e un video-processore sono montati su occhiali da sole e inviano le immagini catturate a una minuscolo ricevitore; il ricevitore trasmette a sua volta i dati attraverso un cavo sottile a una schiera di elettrodi, situati sulla retina, che quando vengono stimolati, inviano messaggio lungo i nervi ottici al cervello, che e' cosi' in grado di percepire la forma delle macchie luminose e scure corrispondenti alle quali gli elettotrodi che sono stati stimolati.
La speranza e' che il paziente impari a interpretare sempre meglio le forme visive prodotte trasformandole in immagini con un significato. "L'unica mia ambizione al momento e' essere in grado di uscire di casa in una bella serata limpida e riuscire a vedere la luna", ha detto alla Bbc l'uomo, identificato con il solo nome di battesimo, Ron. L'occhio bionico e' stato creato da Second Sight, una societa' statunitense ; al momento sono 18 i pazienti in tutto il mondo ad aver beneficiato dello strumento che aiutera' in particolare i pazienti diventati ciechi a causa della retinite pigmentosa, una malattia genetica del'occhio.

lunedì 2 marzo 2009

INFELICI DA PICCOLI, MALATI DA GRANDI

I bambini infelici hanno piu' probabilita' di diventare degli adulti permanentemente malati o disabili, secondo uno studio britannico.
La ricerca e' stata effettuata dal King's College London che ha seguito oltre 7.100 persone nate tra il 1950 e il 1955.
Gli scienziati hanno scoperto che gli individui descritti come "infelici" dai loro insegnanti avevano cinque volte piu' probabilita' di essere spesso assenti dal lavoro da adulti a causa di problemi di salute. Inoltre, i bambini infelici erano piu' soggetti a depressione.
Lo studio, pubblicato dal British Journal of Psychiatry, ha coinvolto bambini cresciuti ad Aberdeen negli Anni Cinquanta. Ai loro insegnanti e' stato chiesto di rispondere a un questionario sul comportamento degli allievi a scuola e sulla frequenza alle lezioni.
I ricercatori hanno poi ritrovato gli stessi bambini - oggi persone di mezza eta' - e hanno chiesto loro notizie sul lavoro che svolgono e sulle assenze.
Quasi 400 persone hanno riferito di non lavorare affatto per una disabilita' o malattia permanente, pari al 5,5% degli individui analizzati.
Il 25% dei bambini descritti come "infelici, angosciati, spesso in lacrime" dagli insegnanti a scuola erano nel gruppo degli adulti malati o disabili.
Il coordinatore della ricerca, Dr Max Henderson, commenta: "Non possiamo affermare che l'infelicita' da bambini causi la cattiva salute da adulti, ma certamente e' un fattore che contribuisce ai problemi successivi, anche perche' questi individui sono molto piu' soggetti a depressione e ansia, che peggiorano lo stato di salute".