mercoledì 19 agosto 2009

Una delusione d'amore manda il cuore in pezzi:confermato collegamento genetico tra dolore fisico e rifiuto sociale

Un gruppo di ricercatori dell' Universita' della California ha infatti scoperto un collegamento genetico tra il dolore fisico e il rifiuto sociale. Questo significa, secondo quanto riportato dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, che la rottura di un rapporto puo' essere davvero molto dolorosa anche a livello fisico.
Gli scienziati hanno trovato che il gene 'OPRM1' (recettore mu per gli oppioidi), che regola i piu' potenti antidolorifici del nostro corpo, e' anche coinvolto nelle esperienze sociali molto dolorose.
Una variazione di 'OPRM1', spesso associata al dolore fisico, e' legata anche alla quantita' di dolore sociale che una persona sente quando viene rifiutata. Alcune persone, in particolare, presentano una rara forma del gene e sono piu' sensibili al rifiuto e quindi al dolore sociale.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato i campioni di saliva di 122 volontari per capire quale versione del gene OPRM1, quella piu' sensibile o meno, avevano i soggetti. In primo luogo, i volontari hanno risposto a una serie di domande per misurare la propria sensibilita' al rifiuto. Sono stati invitati poi a esprimere il proprio accordo o disaccordo con affermazioni tipo "Io sono molto sensibile a tutti i segnali di una persona che non vuole parlare con me". Infine, i ricercatori hanno testato le emozioni di 31 volontari quando sono stati volutamente esclusi da un gioco al computer che prevedeva un scambio di una palla virtuale tra i partecipanti. "Le persone con la rara forma del gene del dolore, che hanno mostrato in precedenti lavori di essere piu' sensibili al dolore fisico, hanno anche segnalato i piu' elevati livelli di sensibilita' al rifiuto e hanno dimostrato una maggiore attivita' nella regione del cervello associata al dolore sociale quando sono stati esclusi", ha spiegato Naomi Eisenberge, una delle autrici dello studio.
E' la prima volta che gli scienziati sono riusciti a dimostrare che i geni coinvolti nel dolore fisico sono legati a loro volta a esperienze mentalmente dolorose, come quella di una rottura amorosa.

peso forma: Per evitare un cibo ingrassante basta guardarlo!

Secondo uno studio dell' Universita' di Utrecht, guardare l'immagine di un cibo 'tentatore' aiuta le donne a non cedere al peccato di gola. i risultati della ricerca sono stati riportati dal quotidiano britannico The Sun.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno mostrato a un gruppo di volontarie la foto di una torta al cioccolato o la foto di un fiore. Dopo aver chiesto alle donne quanto sia importante per loro seguire una sana alimentazione, i ricercatori hanno invitato le volontarie a scegliere tra una bella fetta di torta o un dietetico biscotto di farina d'avena.
La maggior parte delle volontarie che hanno visto la foto della torta al cioccolato hanno scelto lo spuntino sano alla gustosa fetta di torta.
Una scelta, questa, che non ha sorpreso poco gli scienziati. "L'utilizzo di immagini - ha detto Susan Quilliam, psicologa che ha partecipato allo studio - per stimolare il cervello e' molto ingegnoso. Vedere la foto fa scattare il campanello d'allarme che ricorda alla parte responsabile del nostro cervello quali sono i cibi cattivi e quali sono quelli buoni".
In questo modo, secondo gli scienziati, il nostro cervello non avra' nessuna confusione o incertezza e non sara' sopraffatto dal gusto o dall'odore di un alimento.
Ma attenzione.
I ricercatori hanno avvertito: questa strategia visiva non funziona se le donne non sono state prima ben addestrate a comprendere l'importanza di resistere a un peccato di gola.

martedì 18 agosto 2009

L'agopuntura riesce a influenzare la risposta del cervello al dolore.

Lo rivela uno studio dell' Universita' di Michigan (Stati Uniti) che grazie a tecniche di scansione cerebrale, e' riuscito a verificare alcuni effetti di questa pratica cinese tradizionale. "L'agopuntura scatena dei meccanismi simili a quelli degli oppiacei, come morfina e codeina", ha detto Richard E. Harris dell' U-M Chronic Pain and Fatigue Research Center, autore dello studio pubblicato sul Journal of NeuroImage.
"Queste sostanze aumentano la disponibilita' dei recettori per gli oppiacei, che in certe zone del cervello regolano la risposta al dolore".
L'agopuntura cinese agirebbe nella stessa maniera, aumentando la ricettivita' agli oppiacei con una conseguente riduzione del dolore.
Per i ricercatori, questa scoperta potrebbe portare a un nuovo campo di ricerca sulle capacita' dell'agopuntura.
"I pazienti che soffrono di dolore cronico potrebbero sottoporsi a sessioni di agopuntura, per rispondere meglio all'azione degli oppiacei somministrati", ha concluso Harris

sabato 15 agosto 2009

Scuola di Scienze Quantistiche -I anno

I contenuti trattati nelle lezioni seminariali tenute dal dott. Gaetano Conforto (ottobre 2008 - aprile 2009) del I Anno della Scuola di Scienze Quantistiche.

Che cosa ha colpito Giove?

¿Qué golpeó a Júpiter?
Fonte: NASA- (versione in spagnolo)
L'articolo conferma quello che avevamo scritto pochi giorni dopo la scoperta dell'avvenuto impatto di un oggetto celeste non ancora identificato sul pianeta Giove.

mercoledì 12 agosto 2009

Gli antidepressivi raddoppiano il rischio di suicidio nei giovani al di sotto dei 25 anni

Rispetto alle pillole placebo, l'uso di antidepressivi come Prozac e Seroxat provoca un aumento del numero di pensieri e comportamenti suicidi.
E' quanto emerge da una ricerca condotta dall' Universita' di Oxford, pubblicata sul British Medical Journal, che ha analizzato oltre 100.000 pazienti in cura con questi farmaci.
"Il rischio di suicidio aumenta con l'uso degli antidepressivi", ha spiegato John Geddes, autore dello studio.
"Pensieri e comportamenti suicidi sono dimezzati quando si usano dei placebo. Inoltre, questo incremento del rischio e' fortemente legato all'eta': al di sopra dei 25 anni non si verifica".
Per i ricercatori, non tutti gli antidepressivi hanno la stessa efficacia e c'e' una grande variazione di effetti collaterali.
"Gli effetti di questi farmaci possono essere efficaci o indesiderati, a seconda del farmaco e della persona", ha detto Geddes.
"Il consiglio e' comunque di non prescrivere troppi antidepressivi alle persone al di sotto dei 18 anni, per i quali e' preferibile una terapia cognitiva".

martedì 11 agosto 2009

Fare piu' cose alla volta non fa bene al cervello e non ci rende piu' efficienti

Il 'multi-tasking' puo' rendere stressati, rabbiosi e mentalmente affaticati e causare problemi di apprendimento nei bambini, e ironicamente ci rende anche meno efficaci nelle cose che compiamo.
Lo ha scoperto una ricerca del Massachussets Institute of Technology, pubblicata sul Journal Of Experimental Psychology. "Fare piu' cose contemporaneamente richiede piu' energie dal cervello che non farle una di seguito all'altra" ha detto Earl Miller, ricercatore a capo dello studio che ha scansionato il cervello di alcuni volontari per verificare quali aree si attivano quando si eseguono piu' azioni.
"Il nostro cervello si concentra veramente su di una sola azione alla volta. Le altre semplicemente ci distraggono e ci rallentano" ha detto Miller, che sconsiglia di fare multi-tasking a meno che non sia strettamente necessario.
"Anche le persone convinte di esserne capaci non ne sono in grado. Il nostro cervello non e' fatto per ragionare in questo modo. Se proprio dovete combinare freneticamente piu' lavori", ha concluso Miller,"evitate di farlo di pomeriggio, imparate un po' di meditazione ed esercitatevi ad unire poche semplici azioni alla volta".

Ottimismo elisir di lunga vita

Fonte:(AGI) - New York

La donne ottimiste vivono piu' a lungo di quelle pessimiste e meno probabilita' di morire per qualche malattia. Vedere il bicchiere mezzo pieno, infatti, apporterebbe dei benefici per la salute. Lo hanno scoperto i ricercatori dell' Universita' di Pittsburgh (Stati Uniti), che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Circulation. 'Un atteggiamento negativo e pessimista e' potenzialmente dannoso' ha detto Hilary A. Tindle, ricercatrice a capo dello studio, che ha esaminato oltre 97.253 donne. 'Anche una tendenza all'avversita' nei confronti delle persone, e in particolare dei medici, puo' aumentare la predisposizione alle malattie' ha detto Tindle.

Tramite un questionario, i ricercatori hanno analizzato il grado di ottimismo nelle donne, per poi seguirle durante un periodo di 8 anni.

Risultati: Le donne ottimiste hanno il 14 % in meno di possibilita' di sviluppare una malattia cardiaca, ed il 14 % in meno di morire di una qualsiasi malattia.

sabato 8 agosto 2009

Bluff di mezza estate:come si trovano subito i fondi per comprare un vaccino per il virus H1N1 ad alta propagazione ...mediatica

LA SALUTE DEI CITTADINI
NON SI TUTELA ATTRAVERSO UN VACCINO
I casi accertati nel mondo da virus H1N1 sono circa 140mila, con 781 vittime, secondo l'ultimo bollettino diffuso dall'Ecdc (European Centre for Desease Prevention and Control).
Nei Paesi Ue nelle ultime 24 ore sono stati registrati 874 nuovi casi (nessun decesso) che portano a 16.961 il numero complessivo dei casi accertati nell'Unione.
Questi dati non giustificano procedure emergenziali,mentre il Presidente del Consiglio ha autorizzato il Ministero del Lavoro e della Salute ad acquistare i vaccini contro l'influenza "A" per proteggere dalla prevista epidemia almeno il 40% della popolazione.
La norma, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, dispone che al fine di contrastare la diffusione della pandemia influenzale da virus A, il direttore generale della prevenzione sanitaria del Dipartimento Prevenzione e Comunicazione del Ministero e' autorizzato "ad acquisire in termini di somma urgenza la fornitura di dosi di vaccino, farmaci antivirali ed i dispositivi di protezione individuale necessari per assicurare la vaccinazione delle categorie sensibili e comunque di almeno il 40% della popolazione residente nel territorio nazionale".
La disposizione, su proposta del Dipartimento della Protezione Civile, prende atto delle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' e del Piano Pandemico Nazionale e in particolare della decisione dell'Oms di portare il livello di allerta pandemico dalla fase 5 alla fase 6, la piu' elevata e mai dichiarata precedentemente, corrispondente a 'pandemia influenzale in atto'.
Sarebbe bene far sapere a tutti che l'uso a sproposito degli antivirali può avere come conseguenza la selezione di ceppi resistenti ai farmaci.