venerdì 26 dicembre 2008

Un buco nel campo magnetico terrestre


16 Dicembre 2008
Articolo pubblicato sul sito della Nasa
http://science.nasa.gov
I cinque satelliti THEMIS della NASA hanno scoperto un buco nel campo magnetico terrestre dieci volte più grande di qualsiasi cosa in precedenza si pensava esistesse. Il vento solare può fluire attraverso questa apertura per "caricare" la magnetosfera per potenti tempeste geomagnetiche. Ma il buco non è di per sé la più grande sorpresa. I ricercatori sono ancora più stupiti dallo strano ed inaspettato modo in cui si è formato, ribaltando le idee a lungo sostenute dalla fisica spaziale.
"In un primo momento non potevo crederci," afferma lo scienziato del progetto THEMIS David Sibeck del Goddard Space Flight Center. "Questa constatazione altera sostanzialmente la nostra comprensione dell'interazione tra vento solare e magnetosfera.
La magnetosfera è una bolla di magnetismo che circonda la Terra e ci protegge dal vento solare.
Esplorare la bolla è un obiettivo chiave della missione THEMIS, lanciata nel Febbraio 2007.
La grande scoperta è avvenuta il 3 giugno 2007 quando le cinque sonde sono passate attraverso la frattura appena si è aperta. I sensori a bordo hanno registrato un torrente di particelle di vento solare che fluiva nella magnetosfera, segnalando un evento di inaspettate dimensioni ed importanza.
"Il buco è enorme — quattro volte più grande della Terra stessa," spiega Wenhui Li, un fisico spaziale presso l'Università del New Hampshire che ha analizzato i dati. Il collega di Li Jimmy Raeder, anche lui del New Hampshire, dice "1027 particelle al secondo sono fluite nella magnetosfera—che sarebbe un 1 seguito da 27 zeri. Questo tipo di afflusso è di un ordine di grandezza superiore a quello che pensavamo fosse possibile."
L'evento è iniziato con un piccolo avvertimento quando una dolce raffica di vento solare ha emesso un fascio di campi magnetici dal Sole alla Terra. Come una piovra che avvolge i suoi tentacoli intorno ad una grande vongola, i campi magnetici solari hanno avvolto la magnetosfera e l'hanno aperta rompendola. Il buco si è creato per mezzo di un processo chiamato "riconnessione magnetica." Dai poli della Terra, i campi magnetici solari e terrestri si sono collegati (riconnessi) per formare canali per il vento solare. I canali sopra l'Artico e l'Antartico rapidamente si sono estesi; in pochi minuti si sono sovrapposti sull'equatore terrestre per creare il più grande buco magnetico mai registrato da un satellite che orbita intorno alla Terra

Continua...http://nasa.gov/themis
articolo originale in inglese consultabile al sito:
http://science.nasa.gov/headlines/y2008/16dec_giantbreach.htm

mercoledì 24 dicembre 2008

domenica 21 dicembre 2008

FATE UN REGALO A VOI STESSI E AI VOSTRI CARI

Scuola di Scienze Quantistiche
16-17 gennaio 2009

IV UNITA' DIDATTICA
GUARIGIONE QUANTISTICA
Relatore: Dott. GAETANO CONFORTO
www.quantumedicine.com - www.gaetanoconforto.com
Modalità di Iscrizione:
Versamento su C/C POSTALE N.86914504 intestato a Torti Umberta
Se siete utenti Skipe, cliccando su INVIA
Oppure con PayPal
Sarà rilasciato un attesto di partecipazione dalla Speedgrowth srl.





Guarigione Quantistica







Iscrizioni entro il 24 Dicembre €150,00

Iscrizione 4 Sezioni didattiche €550,00.

La Scuola è dotata di supporti digitali e connessione Internet.
Sede:Via della Repubblica 75 - Empoli(Firenze)
Segreteria:
3386009743-335440016


Programma

-Principi di fisica quantistica applicata al corpo umano

-Principi di fisica quantistica applicata alla coscienza

-Non località quantistica

-La mente non locale: caratteristiche e funzioni

-Il campo energetico della mente

-La natura quantistica del pensiero

-La mente non locale e la guarigione personale e a distanza

-Le visualizzazioni quantistiche terapeutiche

-Le energie di guarigione

-Raggiungere il regno quantistico e dialogare con esso

-Network neuronali coinvolti nel viaggio quantistico

- L’universo energetico vivente

-La medicina della III era

-La medicina dell’eternità

- Terapia Quantistica Emozionale e coscienza quantistica

-Tecniche di guarigione quantistica nei problemi più comuni ( dolore, artriti, obesità, cardiopatia, epatopatie, gastropatie, dismetabolismi, disendocrinie, ecc…..)

venerdì 19 dicembre 2008

Studio sulla felicità

Fonte: salute.agi.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Eventi contingenti della nostra vita, come il matrimonio o la nascita di un figlio, possono rendere le persone più felici, ma solo per un breve periodo di tempo.
Il nostro livello di felicità resta sostanzialmente uguale per tutta la vita adulta: lo ha scoperto uno studio durato 20 anni condotto in Germania e pubblicato dall'Economic Journal.
I ricercatori hanno misurato il livello di soddisfazione nei confronti della loro vita di centinaia di persone tra i 18 e i 60 anni al momento dell'inizio dello studio.
Anche dopo eventi traumatici, il peggioramento dell'umore era temporaneo: il soggetto tendeva a recuperare il livello di soddisfazione che aveva in precedenza.
Lo studio ha analizzato un processo psicologico chiamato 'adattamento': il modo in cui le persone si adeguano alle circostanze, positive o negative.
I volontari tedeschi hanno risposto a domande sul loro livello di felicità a intervalli regolari nel corso dei vent'anni dello studio. Hanno dovuto anche riferire degli eventi principali della loro vita.
I ricercatori hanno così osservato che solo la perdita del lavoro intaccava a lungo termine la felicità dell'individuo, mentre altri eventi traumatici, come il divorzio o il restare vedovi, producevano sì dolore, ma i soggetti si riprendevano rapidamente.
Ugualmente temporaneo l'effetto sull'umore degli eventi positivi: l'aumento della felicità durava due anni per la nascita di un figlio, per esempio.
Secondo il Dr. Yannis Georgellis della Brunel University, 'Le persone si riprendono rapidamente dagli eventi negativi, ma anche gli effetti di quelli positivi non durano molto'.
Aggiunge Francois Moscovici della White Water Strategies: diversi studi hanno dimostrato che le persone hanno un livello di felicità 'fisso', che può essere temporaneamente modificato da eventi contingenti, ma tende a tornare al livello di partenza.
'Una specie di termostato della felicità: quando un evento importante ci colpisce, che sia positivo o negativo, la molla si muove, ma torna rapidamente alla posizione di partenza'.

Anoressia nervosa e danni epatici

Fonte: Reuters Health
Ripreso da: www.sanihelp.it
Le persone affette da disturbi dell'alimentazione, in particolare che soffrono di anoressia nervosa, possono evidenziare profonde alterazioni della funzionalità epatica: è quanto sostiene uno studio condotto presso l'Ospedale di Beaujon in Francia e pubblicato sulla rivista Gastroenterology. I ricercatori hanno seguito 12 pazienti, per lo più donne, tutti sui 20 anni, con anoressia nervosa.
A causa della loro patologia di base e per la forte denutrizione questi pazienti non mostrano glicogeno a livello epatico poichè tutto il glicogeno viene continuamente convertito in glucosio per la produzione di energia.
Due enzimi epatici normalmente monitorati per individuare eventuali patologie del fegato, in questi soggetti, mostrano valori completamente fuori norma.
Gli epatociti di questi pazienti, inoltre, arrivano ad autodigerirsi: l'autodigestione è un processo poco noto e piuttosto raro.
Gli autori dello studio, perciò, ritengono l'anoressia nervosa con severa denutrizione una delle cause di patologie acute del fegato.
Data articolo: ottobre 2008

Autoipnosi contro le allergie

di: Anna Ermanni
Chi è alla disperata ricerca di una soluzione contro le allergie stagionali potrebbe trovare aiuto nell'autoipnosi.
Lo suggerisce uno studio di ricercatori svizzeri che ha scoperto come la semplice concentrazione dei propri pensieri su ambienti privi di allergeni possa ridurre i sintomi del raffreddore da fieno di un terzo.
Anche se l'arrivo della primavera porta un tempo più mite, innesca anche il rilascio del polline delle piante che provoca le allergie.
Nei paesi industrializzati, la rinite allergica affligge circa il 10-15 per cento degli adulti.
Per fronteggiarla, ci si rivolge a farmaci come gli antistaminici, i decongestionanti e talvolta gli steroidi.
Ma tutti questi possono avere fastidiosi effetti collaterali.
Per ridurre i sintomi esistono anche approcci alternativi, compresi metodi legati alla psicoterapia.
Nel tentativo di valutarne l'efficacia, Wolf Langerwitz dell'University Hospital di Basilea e colleghi hanno reclutato 79 pazienti con reazioni allergiche al polline più o meno gravi e li hanno addestrati all'uso dell'autoipnosi.
I partecipanti dovevano innanzitutto entrare in uno stato di trance e poi concentrare la propria mente su un tema particolare.
L'intero processo richiede non più di cinque minuti.
I ricercatori hanno istruito i pazienti a immaginare di trovarsi in un luogo privo di allergeni, come una spiaggia o una pista da sci.
Le analisi hanno dimostrato che in assenza di autoipnosi la risposta biologica agli allergeni risultava più alta di circa un terzo.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:
Universitätsspital Basel

giovedì 18 dicembre 2008

Adolescenti oggi:famiglia,lavoro,droghe,alcol e fashion

Crisi della genitorialità e delle istituzioni pedagogiche-formative, questa la sintesi del rapporto 2008 della Società Italiana di Pediatria.

La società italiana? una casa senza fondamenta

Fonte: www.libero.it

Sconfortante il ritratto degli adolescenti d'oggi fatto dalla Società Italiana di Pediatria: chattano con sconosciuti, fumano, bevono e si drogano sempre di più e i genitori non intervengono
A vedere la gerarchia di valori e le persone che ispirano loro più fiducia sembrano placidi agnellini.

La famiglia, il lavoro e gli amici sono i loro "fari", poliziotti e carabinieri gli "angeli custodi".

Peccato però che, a scavare un po' di più nel mondo giovanile - come ha fatto la Società italiana di Pediatria con l'indagine 2008 Abitudini e Stili di vita degli adolescenti -, l'immagine che emerge della "Generazione Youtube" è totalmente diversa, decisamente "dannata" e piuttosto preoccupante.

Gli adolescenti rappresentati dallo studio sono web-dipendenti, vivono costantemente connessi e ininterrottamente collegati a siti di incontro e network sociali. Qui, con una prevalenza delle femmine, per lo più scaricano video e canzoni ma soprattutto chattano, parlando prevalentemente di sesso (lo fa regolarmente un terzo del campione) e spesso con perfetti sconosciuti.

Quando escono di casa, però, le cose vanno anche peggio: complici anche dei genitori sempre meno autorevoli e rigorosi, i ragazzi (l'indagine ha coinvolto giovani tra 12 e 14 anni) si intrattengono con fumo, alcol e sballo, e proseguono a tessere la propria rete sociale, a base di chiacchericcio e sensualità, sui telefonini. Che non di rado vengono ricaricati da estranei in cambio dell'invio di foto personali, più o meno osé.

Allarmanti risultano i dati sulla confidenza degli adolescenti con sigarette, alcolici e droghe: tra i 12-14enni un terzo circa fuma, oltre il 41% si è fatto una canna, pochi meno sono i bevitori di superalcolici e uno su dieci si è ubriacato (+12%).

Forse per dimenticare i pericoli che si corrono fuori dalle mura domestiche, visto che circa il 70% ha assistito ad atti di bullismo, e cresce la percentuale di chi pensa sia un atteggiamento da "fifone o spia" quello di chi va a raccontare a degli adulti ciò cui ha assistito.

Nessun conforto dunque?

Forse uno sì: gli adolescenti di oggi sembrano avere buone abitudini alimentari, fanno fuori pasto più sani (latte, frutta e biscotti sono in cima alle preferenze), non bevono troppe bevande gasate e consumano poche merendine.

La speranza è che non si comportino così solo per inseguire pericolosi modelli di eccessiva magrezza.

mercoledì 17 dicembre 2008

La salute nel piatto:10 alimenti buoni per il benessere ed il palato

Fonte: salute.agi.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Non compaiono spesso sulla nostra tavola, eppure, secondo il nutrizionista Dr. Jonny Bowden che per Abc News, questi dieci cibi sono un vero toccasana.
Ecco dunque la lista per la prossima spesa al supermercato.
1. Barbabietole.
Sono un'ottima fonte di folato e betaina, due sostanze che abbassano i livelli di omocisteina nel sangue, un composto che può danneggiare le arterie e aumentare il rischio di malattie cardiache. In più i pigmenti naturali - betacianine - delle barbabietole si sono provati dei potenti anti-cancerogeni nei test sui topi.
2. Il cavolo (famiglia delle crucifere).
Da apprezzare soprattutto per il contenuto di sulforafano, un composto chimico che aiuta la produzione di enzimi nel corpo che combattono i radicali liberi e riducono il rischio di cancro. 3. Guava, un frutto tropicale, con una altissima concentrazione di fibre e di licopene, un antiossidante che tiene lontano il cancro alla prostata.
4. La bieta, ricca di luteina e zeaxantina, dei carotenoidi che proteggono la retina dai danni dell'invecchiamento.
5. La cannella. Tiene sotto controllo gli zuccheri nel sangue.
6. La portulaca (Portulaca oleracea), comunemente considerata una pianta infestante, andrebbe invece usata a tavola (come il prezzemolo o per la preparazione di salse) perché ricchissima di grassi omega-3; inoltre contiene grandi quantità di melatonina, un antiossidante che aiuta a prevenire i tumori.
7. Succo di melagrana.
Abbassa la pressione e fornisce molta vitamina C.
8. Bacche di Goji, dall'alto potere antiossidante.
I loro zuccheri inoltre abbassano la resistenza all'insulina - fattore di rischio del diabete - nei topi.
9. Prugne secche.
Hanno grandi quantità di acidi neoclorogenico e clorogenico, degli antiossidanti potenti, anche qui efficaci nel prevenire i tumori.
10. Semi di zucca.
Sono molto ricchi di magnesio.
Una dieta ricca di magnesio aiuta a vivere più a lungo, secondo una recente ricerca francese.

Alternative alla terapia ormonale sostitutiva: si sperimentano rimedi botanici.

Alternative alla terapia ormonale di: Johann Rossi Mason
Molte donne sono fortemente indecise tra i benefici e i rischi della Terapia Ormonale Sostitutiva (HRT) farmacologica in menopausa. Un dubbio aumentato dalla consapevolezza che la menopausa non sia una malattia ma una fase fisiologica della vita femminile. Molte donne sceglierebbero volentieri sistemi `dolci´ per alleviare i sintomi più fastidiosi e, sempre in maggior numero, chiedono alternative alle medicine non convenzionali.
Un approccio percepito come più `naturale´, più in sintonia con la ricerca integrale di equilibrio corpo-mente.
A questo proposito uno studio esaminerà l´effettività e la sicurezza della `cimicifuga´ (Actaea Racemosa) e del trifoglio rosso come rimedi naturali per alleviare i sintomi della menopausa. I ricercatori della Nortwestern Memorial Hospital di Chicago stanno infatti cercando delle volontarie sane proprio allo scopo di testare le due erbe.
Lo studio sarà sponsorizzato dal `National Institute of Health e dal National Center for complementary and alternative medicine. “Il nostro obiettivo” spiega il dottor Lee Shulman, capo della Divisione di Medicina Riproduttiva al Nortwestern “è quello di determinare il ruolo di alcuni prodotti botanici nella gestione della menopausa. Inoltre testeremo la loro capacità di alleviare sintomi tipici come insonnia, disturbi dell'umore e problemi sessuali”
Queste due erbe sono alla base di un integratore dietetico che agisce in una maniera molto simile agli ormoni femminili “Molte donne usano già questo tipo di prodotti, ma non erano stati ancora fatti studi specifici per valutare il loro possibile uso come `terapia ormonale sostitutiva´ e come trattamento di prima linea a breve termine per le vampate di calore, un problema molto sentito e percepito come fattore capace di limitare la qualità di vita delle donne” è ciò che afferma la dott.ssa Cate Stika, capo della Divisione di Ostetricia e Ginecologia dello stesso ospedale.
Questo studio è particolarmente importante alla luce delle polemiche e della confusione relativa all´uso della HRT. “Moltissime donne chiedono alternative ai farmaci e noi dobbiamo essere in grado di dare delle risposte basate su evidenze scientifiche, in particolare su erbe e rimedi botanici che possono essere molto attivi e, in alcuni casi, pericolosi a dosaggi variabili” conclude la dottoressa Stika.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
Nortwestern Memorial Hospital

Disturbi alimentari:nuova terapia cognitivo-comportamentale

Fonte: salute.agi.it
r.s. a cura della redazione ECplanet
Nuove speranze per i milioni di persone che soffrono di disturbi alimentari, a partire dalla bulimia. Una nuova terapia messa a punto da un gruppo di scienziati britannici è in grado di risolvere 4 casi su 5, attraverso un approccio cognitivo-comportamentale che si è rivelato assai efficace. Lo studio, condotto su 154 soggetti dall' Università di Oxford e pubblicato sul Journal of Psychiatry, ha registrato nei pazienti un miglioramento “completo e duraturo”.
Attualmente, il trattamento è ufficialmente raccomandato solo per i pazienti affetti da bulimia.
Circa il 40% di coloro che soffrono di disturbi alimentari sono colpiti da bulimia, il 20% da anoressia, e il resto sono “disturbi atipici”, che possono combinare entrambe le patologie. La nuova tecnica funziona utilizzando una serie di sessioni di consulenza che aiutano la persona interessata a realizzare i collegamenti tra le sue emozioni e i comportamenti, e fornisce modi per modificare il suo comportamento.
Il prof. Christopher Fairburn, che ha condotto lo studio, ha sviluppato due versioni specificamente per le persone con disturbi alimentari, una che si è concentrata completamente sui disturbi dell'alimentazione, l'altra che riguarda anche il deficit nell'autostima, ritenuto una delle cause dei disturbi.
Entrambi i trattamenti si sono svolti con sessioni di ambulatorio di 50 minuti ripetute una volta alla settimana per 20 settimane.
Successivamente, i ricercatori hanno riscontrato che la maggior parte dei pazienti aveva risposto bene, e che tale miglioramento è stato mantenuto nel corso dell'anno successivo, cioè il periodo durante il quale è più probabile che si verifichino le ricadute.
I due terzi dei pazienti, in particolare, ha fatto registrare una guarigione “completa e duratura”, molti del restante terzo hanno riportato comunque sostanziali miglioramenti.
E un secondo studio, che applica lo stesso metodo su pazienti anoressici, sembra stia dando analoghi, promettenti risultati. “Per la prima volta - esulta il prof. Faisburn - abbiamo un unico trattamento che può essere efficace nella maggior parte dei casi, senza la necessità per i pazienti di essere ricoverati in ospedale. Una terapia che può migliorare la vita di milioni di persone”. Il segreto ? Parlare molto, far parlare il paziente, consentirgli di mettere a fuoco i veri problemi psicologici alla base del disturbo alimentare, ed affrontarli per quello che sono, evitando di mettere in mezzo il cibo.
“La vita è cambiata”, dicono in coro i pazienti dello studio.
Ed è probabile che se la terapia prenderà piede cambierà quella di molta altra gente.