martedì 6 febbraio 2007

Immaginazione al potere/Il potere dell'immaginazione

Nel nostro cervello esisterebbe una sorta di 'sfera di cristallo' per vedere e immaginare il futuro e fare, così, valutazioni a lungo termine. Secondo quanto riferito sulla rivista The Proceedings of the National Academy of Sciences, infatti, per costruirci immagini mentali di eventi futuri attiviamo nel nostro cervello un set di zone specifiche (corteccia premotoria laterale sinistra e parte del cervelletto) legate a compiti di pianificazione ed esecuzione motoria.

Allo stesso tempo, spiega Karl Szpunar del Department of Psychology presso la Washington University con sede a St. Louis, altre regioni cerebrali ( la corteccia occipitale sinistra e la cingolata bilaterale) si attivano mentre pensiamo al futuro per creare, sulla base di luoghi a noi già noti, la scenografia degli eventi futuri che stiamo immaginando.

Prefigurarsi nella mente eventi futuri che ci riguardano è una prerogativa esclusivamente umana importantissima, affermano gli esperti, perché ci permette di ponderare e decidere il 'da farsi' sulla base delle possibili conseguenze del nostro agire. Insomma, poter creare l'immagine mentale di eventi futuri che ci riguardino in prima persona è un utile 'timone' che ci guida nel nostro agire quotidiano.

Finora, però, rimaneva un mistero quali 'sfere di cristallo' il nostro cervello consultasse per darci un'immagine mentale del futuro. Gli esperti Usa hanno svelato l'arcano coinvolgendo un gruppo di individui ai quali hanno chiesto di immaginare un evento futuro che li riguardasse in prima persona, per esempio il loro prossimo compleanno, o uno che riguardasse un loro caro, oppure ancora di ricordare un fatto del passato.

Durante questi 'esercizi mentali' gli esperti hanno esaminato l'attività cerebrale dei volontari con la risonanza magnetica nucleare.

Questa ha permesso di localizzare la 'sfera di cristallo' del cervello in un set di aree corticali distinte: la corteccia premotoria laterale sinistra e una parte del cervelletto sono principalmente attivate quando i volontari immaginano un evento futuro che li riguardi in prima persona, un po' come avviene quando immaginiamo o simuliamo mentalmente dei movimenti. Per rendere più realistica l'immagine mentale del nostro futuro, inoltre, spiega Szpunar, il cervello è in grado di ricreare i luoghi dove quell'evento si verificherà, sulla base di informazioni spaziali catalogate nella nostra memoria.

A tale scopo si attivano aree come la corteccia occipitale sinistra e quella cingolata bilaterale, già note per essere legate alla formulazione di contesti visuospaziali. Benché siano i primi dati disponibili sui circuiti neurali dove si colloca la nostra abilità di 'prevedere il futuro', conclude Szpunar, quelli offerti da questo studio rappresentano le prime prove empiriche che nel cervello esiste un sofisticato sistema per creare immagini mentali del nostro futuro e permetterci di pensare ad esso.

Un po' di ginnastica mentale?

Consultare il sito del Dott. Gaetano Conforto

venerdì 2 febbraio 2007

Figli delle stelle: molecole organiche spaziali e l'inizio della vita sulla Terra


Lo scorso 3 dicembre, ricercatori NASA del Johnson Space Center avevano trovato materiali organici formatisi nelle regioni più distanti del Sistema Solare primitivo preservati nei frammenti di un meteorite, la nota condrite carbonacea rinvenuta nel Lago Tagish, in Canada, un raro tipo di meteorite molto ricco di composti organici. I materiali organici ritrovati sui meteoriti costituiscono una materia di grande interesse scientifico, poiché si sono formati all'alba del nostro Sistema Solare e potrebbero aver “inseminato” la Terra con i blocchi costituenti necessari all'origine della vita. I frammenti ritrovati nel 2000 nel Lago Tagish sono ancor più interessanti poiché sono rimasti in uno stato congelato, che ha minimizzato le contaminazioni terrestri. In un articolo pubblicato sul numero di Science di Dicembre, il team guidato dalla scienziata spaziale della NASA Keiko Nakamura, riporta che sono stati scoperti nuovi globuli organici, dopo una ricerca durata sei anni. Ha detto la Nakamura: “All'interno del meteorite sono presenti numerose cavità submillimetriche le cui pareti sono composte da materiale organico. Simili oggetti vennero già osservati in altre meteoriti, ma si era sempre pensato che si fosse in presenza di contaminazioni terrestri. Poiché abbiamo raccolto i frammenti del meteorite subito dopo la caduta, in questo caso abbiamo la certezza che provengono dallo spazio”.
È stato molto difficile studiare queste microscopiche sfere di materiale organico, con un diametro inferiore ad un 250 millesimo di millimetro. Solo nel 2005, grazie a due potenti strumenti nanotecnologici e ad un microscopio elettronico a trasmissione installati al Johnson Space Center, è stato possibile indagarne i segreti: prima osservando dettagliatamente le informazioni sulla struttura e la chimica, poi analizzando la composizione isotopica con il nuovo spettrometro di massa Cameca NanoSIMS, il primo in grado di fare misurazioni su oggetti così piccoli.
Si è scoperto così che i globuli organici possiedono inusuali concentrazioni di particolari atomi di idrogeno e azoto, di sicura origine extraterrestre.
Mike Zolensky, coautore della ricerca, ha dichiarato: “La composizione ci dice che si sono formati a circa 260 gradi centigradi sottozero, nelle fredde nubi di polveri e gas presenti prima della nascita del Sole”. Se è vero, come ipotizzato, che questo genere di meteoriti precipitò in abbondanza sulla Terra, il nostro pianeta potrebbe essere stato seminato ovunque da simili sostanze organiche, all'origine della vita sulla Terra.
Secondo un'altra teoria, sviluppata dal Dr. Henrik Svensmark, del Danish National Space Center, la nascita della vita sulla Terra potrebbe essere stata influenzata anche dalle radiazioni cosmiche, le “pallottole atomiche” che piovono sulla Terra dalle stelle esplose, che sono molto intense durante i “baby-boom” galattici.
Svensmark ha confrontato i sedimenti di carbonio-13 con i periodi di formazione degli astri nella nostra galassia (studiando il carbonio-13 presente nelle rocce, si possono individuare e datare i momenti di massimo sviluppo della vita sulla Terra).
Il ricercatore ha notato che questi periodi coincidono con quelli del “baby boom” stellare, l'epoca (circa 2,4 miliardi di anni fa) in cui nella Via Lattea aumentò significatamente la nascita di nuovi astri.
La scoperta di questo collegamento con la variabilità della biosfera, secondo il Dr. Svensmark: “offre una nuova prospettiva allo studio delle connessioni tra l'evoluzione della Via Lattea e l'intera storia della vita degli ultimi 4 miliardi di anni”.
Altre scoperte interessanti sono giunte dalla sonda europea Huygens dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), ad un anno e mezzo dalla sua spettacolare discesa sulla più grande luna di Saturno, Titano.
Dalle ultime analisi fatte dalle Università del Colorado e dell'Arizona, pubblicate sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, lo scorso novembre, è risultato che l'atmosfera di Titano è molto simile a quella che esisteva sulla Terra primitiva, un ambiente ideale per la formazione di molecole organiche alla base della vita. “Una delle caratteristiche più suggestive di Titano - scrivono i ricercatori - è lo strato sottile e indistinto di aerosol organici, che deriva dalla reazione chimica tra il metano e le molecole di azoto, indotta nell'alta atmosfera dai raggi ultravioletti”.
Obiettivo della ricerca, coordinata da Margaret Tolbert, del laboratorio di Fisica dell'Atmosfera dell'Università del Colorado, è stato individuare la composizione esatta delle particelle. In laboratorio, i ricercatori hanno riprodotto atmosfere dalla composizione diversa e hanno osservato le reazioni chimiche scatenate dall'azione dei raggi ultravioletti. Scoprendo che la combinazione di metano e azoto può produrre molti tipo di idrocarburi, compresi composti aromatici come il benzene. Le sostanze risultato delle reazioni sono state quindi confrontate con quelle osservate dagli strumenti della sonda Huygens.
Quindi, i ricercatori hanno ripetuto gli esperimenti con i tipi di atmosfera più simili a quella della Terra primordiale, composta prevalentemente da metano e anidride carbonica.
Sotto queste condizioni è stata prodotta una miscela di composti fra i quali aldeidi ed eteri. I ricercatori hanno quindi calcolato che la Terra potrebbe avere prodotto oltre cento trilioni di grammi di aerosol organico ogni anno, e che questo sia stato fondamentale per la formazione di materiale organico sulla superficie terrestre.
Secondo Alexander Pavlov, della University of Arizona, co-autore dello studio, questo strato formatosi sopra la Terra potrebbe aver protetto la formazione di organismi viventi dall'azione dei raggi ultravioletti, aiutando anche la regolazione del clima, e aver contribuito al deposito di carbone organico in alcune delle rocce più antiche del pianeta (il carbone organico è ritenuto dagli scienziati essere di origine biologica, ndr). “È molto eccitante scoprire come gli esperimenti della Terra primordiale abbiano prodotto così tanta materia organica”, ha detto Carl Pilcher, direttore dell'Astrobiology Institute della NASA, “e contribuito attivamente alla formazione e al sostenimento della vita”. Allo studio, finanziato dall'Astrobiology Institute e dall'Exobiology Program della Solar System Exploration Division della NASA, hanno partecipato anche Owen Toon, H. Langley Dewitt e Jose Jimenez del CIRES, Christopher McKay del NASA Ames Research Center.

giovedì 1 febbraio 2007

La panspermia



Fonte:www.ecplanet.ch

La Panspermia è la teoria secondo la quale la vita sulla Terra sarebbe arrivata dallo spazio. Secondo questa teoria i semi della vita viaggiano all'interno di comete o meteoriti diffondendosi fra i pianeti. Di qui il termine panspermia ossia "semi dappertutto". Fino a circa 3,8 miliardi di anni fa la Terra, come gli altri corpi celesti, venne bombardata da una pioggia di meteoriti e di asteroidi.

Secondo la teoria della panspermia, sopravvissero solo gli organismi abituati alle alte temperature. Da questi batteri "termofili" discenderebbe tutta la vita che oggi popola il nostro pianeta. L'ipotesi della panspermia già abbandonata in passato è tornata in auge dopo la scoperta, alcuni anni fa, del famoso meteorite proveniente da Marte e ritrovato in Antartide, con impronte simili a quelle fossili lasciate da alcuni batteri in altre rocce terrestri.
Alcuni scienziati indiani hanno voluto rispondere ad alcune domande interessanti: fino a quale quota si estende la biosfera? Ci sono microrganismi che vivono fino a 40 chilometri di quota? Il progetto atto a rispondere a queste domande è stato organizzato da vari istituti ed è stato diretto da Jayant Narlikar, della Inter University Centre for Astronomy and Astrophysics di Pune. Nel 2002 è stato inviato un pallone tra i 20 e i 41 chilometri di altezza per raccogliere alcuni campioni sterili nella stratosfera; i campioni sono stati analizzati da Chandra Wickramasinghe dell'Università di Cardiff. L'analisi dei campioni sterili ha permesso di individuare due tipi di batteri e un fungo anche alle quote più alte.
Si stima che la quantità di materiale biologico che cade sulla Terra sia di circa una tonnellata di microrganismi al giorno.
E' stato impossibile far crescere in laboratorio i batteri raccolti nella stratosfera, che sono risultati molto simili ad altri che vivono sulla superficie. Gli scienziati non hanno ritenuti validi questi risultati ritenendo possibile una contaminazione nel momento in cui i campioni sono stati riportati sulla superficie. I risultati della ricerca sono stati pubblicati dalla rivista "FEMS Letters".
Ma nel 2004 la sonda della Nasa Stardust nella polvere della cometa 81P/Wild 2 ci sono anche molecole organiche note come “ammine”.
La polvere è stata raccolta attraverso un particolare strumento fatto di aerogel,un materiale a bassissima densità, per il 99,5% costituito da aria ed in grado di intercettare le polveri e portarle all'interno della sonda.
Gli studi sulla struttura mineralogica della cometa, in particolare la composizione dei silicati, fanno supporre che le molecole potrebbero essere finite nelle regioni più esterne del Sistema Solare, dove la temperatura è più fredda e dove sono nate le comete, per effetto di una qualche potente esplosione solare o di un flusso di particelle diretto verso l'esterno.
“Le ammine sono i mattoni per costruire le prime forme biotiche”, ha sottolineato la Rotundi, “ma solo con analisi successive sapremo se si tratta delle molecole che hanno dato origine alla vita sulla Terra”.
Secondo una teoria “panspermica”, sarebbe stato proprio un bombardamento di comete avvenuto circa 3,8 miliardi di anni fa a far scoccare la scintilla della vita sul nostro pianeta.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:


Inter University Centre for Astronomy and Astrophysics

http://www.iucaa.ernet.in/

Cardiff University
http://www.cardiff.ac.uk/

Per approfondire:

http://www.astrobiology.cf.ac.uk/spie.html

giovedì 25 gennaio 2007

Condividere per vivere

Associazione Educare alla Salute

Un'associazione per condividere esperienze, conoscenze, risorse....
Si può cambiare lo stato di cose presenti?

SI', INSIEME SI PUO'

Leggete lo statuto e se lo condividete
INVIATE una e-mail a:

u.torti@medicinaintegrale.it
utorti@supereva.it


STATUTO ASSOCIAZIONE EDUCARE ALLA SALUTE

Art. 1- Costituzione

E’ costituita l’Associazione denominata Educare alla Salute con sede in Pontedera Via G. Di Vittorio, 8.
L’Associazione Educare alla Salute si fonda sullo spirito della Costituzione Repubblicana ed è regolata dal Codice Civile e dalle leggi vigenti.
Essa ha durata illimitata e può costituire delegazioni e sezioni in tutte le località italiane e estere in rispetto delle leggi vigenti in ogni paese.
L’Associazione non ha fini di lucro.
L’Associazione non distribuisce utili o avanzi di gestione ne’ in forma diretta ne’ in forma indiretta.
Non distribuisce fondi o riserve di capitale se non quelli previsti dalla legge.

Art. 2-Sede

L’Associazione Educare alla Salute ha sede legale in Pontedera (PI), via G. Di Vittorio n° 8.

Art. 3- Scopi

L’Associazione Educare alla Salute è un’Associazione autonoma e pluralista che promuove cultura, socialità e solidarietà attraverso un approccio multidisciplinare, olistico e scientifico. Esprime un complesso di attività di utilità sociale, di educazione allo sviluppo e promozione del benessere bio-psico-sociale nella comunità.

Gli scopi dell’ Associazione sono:
a) Promozione di iniziative di studio, ricerca, formazione ed informazione sulle seguenti tematiche:
Educazione alla salute bio-psico-sociale: medicina bio-energetica; tecniche di equilibrio psicocorporeo; alimentazione naturale; cucina naturale e dietetica.
Salvaguardia, valorizzazione e recupero del patrimonio artistico, architettonico, culturale e paesaggistico: agricoltura biologica; bio-architettura; energie alternative; sviluppo eco-compatibile; tutela dei beni culturali, ambientali e paesaggistici
b) Promozione di servizi rivolti alla comunità ed alle persone, che rappresentino nuove
opportunità di prevenzione e miglioramento della qualità della vita in risposta alla domanda di salute presente nella collettività:
Organizzazione di percorsi formativi; convegni, stages, escursioni.
Corsi di empowerment peer education rivolti ad enti pubblici e privati; organizzazione di attività comunitarie pedagogiche- ricreative;
Promozione del libero associazionismo dei cittadini ispirato ai principi del mutuo aiuto: formazione di gruppi di auto-aiuto; gruppi di acquisto critico e libero scambio di conoscenze tecnico-scientifiche.

Art. 4-I soci

I soci dell’Associazione sono: fondatori, onorari, ordinari.
I soci fondatori sono i partecipanti all’Atto costitutivo, fanno parte del Consiglio Direttivo, partecipano all’Assemblea ed hanno diritto di voto.
I soci onorari sono le personalità che per il loro ruolo, funzione pubblica, scientifica, sociale e culturale, diano prestigio ed operino nei loro campi specifici alle finalità dell’Associazione, non devono versare nessuna quota associativa e non hanno diritto di voto.
I soci ordinari sono coloro che riconoscono ed accettano il presente statuto e sono in regola con il versamento della quota associativa.
I soci hanno diritto di partecipare all’ Assemblea, a tutte le iniziative dell’Associazione, di votare direttamente, di svolgere il lavoro preventivamente concordato e di recedere dall’appartenenza all’organizzazione.
Tutti i soci aderenti acquisiscono gli stessi diritti e doveri individuati dallo statuto o dai regolamenti interni eventualmente emanati. I soci che hanno compiuto la maggiore età hanno diritto di partecipare all’ Assemblea dei soci, di votare, direttamente o per delega,su tutto quanto è di competenza di esse e di essere eletti nelle cariche sociali.
La quota sociale annuale è personale ed è fissata dall’Assemblea, è intrasmissibile e non è rimborsabile in caso di recesso o perdita della qualità di aderente.

I soci cessano di appartenere all’Associazione per:
Dimissioni volontarie;
Non avere effettuato il versamento della quota associativa per almeno un anno;
Morte;
Inosservanza delle disposizioni del vigente Statuto, dei regolamenti interni o delle deliberazioni prese dagli organi sociali;

Art. 5-Organi

Sono organi dell’Associazione:

L’Assemblea dei soci;
Il Consiglio Direttivo;
Il Presidente;

Art. 6-Assemblea dei soci

L’Assemblea è costituita da tutti i soci dell’Associazione.
L’Assemblea dei soci si riunisce in seduta ordinaria almeno una volta l’anno entro il 30 aprile per l’approvazione del bilancio consuntivo.
Essa è presieduta dal Presidente.
E’ convocata dal Presidente per l’approvazione del bilancio una volta l’anno.
E’ inoltre convocata ogni qualvolta se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un terzo dei soci.
In tal caso il Presidente deve provvedere alla convocazione entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione.
In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della maggioranza dei soci. La seconda convocazione può avvenire mezz’ora dopo la prima convocazione qualunque sia il numero dei presenti.
Le deliberazioni dell’Assemblea vengono prese per alzata di mano, a maggioranza dei presenti, fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 15. Le elezioni dei membri del Consiglio vengono fatte a scrutinio segreto.

L’Assemblea ha i seguenti compiti:

Eleggere i membri del Consiglio Direttivo;

Approvare il bilancio preventivo;

Approvare il bilancio consuntivo;

Approvare o respingere le richieste di modifica dello statuto;

Approvare gli eventuali regolamenti interni.

Art. 7-Convocazione dell’Assemblea dei Soci

La convocazione dell’Assemblea dei Soci deve essere fatta almeno venti giorni prima della data fissata, con comunicazione scritta ad ogni avente diritto a parteciparvi, contenente l’Ordine del Giorno, il luogo, giorno e ora dell’adunanza.
Delle deliberazioni e decisioni dell’Assemblea, nonché del bilancio consuntivo e preventivo, verrà data adeguata informazione ai soci con lettere personali o con comunicati inseriti all’interno di eventuali riviste edite dall’Associazione.

Art. 8-Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo resta in carica due anni ed è eletto dall’Assemblea dei Soci; è composto da un minimo di cinque a un massimo di undici componenti.
Decade automaticamente in caso di dimissioni della metà più uno dei suoi componenti.
Il Consiglio Direttivo si riunisce, su convocazione del Presidente, almeno due volte ogni anno e quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti.
In tale seconda ipotesi la riunione deve avvenire entro venti giorni dal ricevimento della richiesta.
Le deliberazioni del Consiglio Direttivo vengono prese a maggioranza semplice; il voto del Presidente avrà validità doppia.

Il Consiglio Direttivo ha i seguenti compiti:

Sottoporre all’approvazione dell’Assemblea il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo;
Determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’Assemblea, promuovendone e coordinandone l’attività ed autorizzandone la spesa;
Ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di propria competenza adottati dal Presidente per motivi di necessità ed urgenza;
Assumere l’eventuale personale;
Accogliere o rigettare le domande degli aspiranti aderenti.

Il Consiglio Direttivo elegge nel suo seno il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario, il Tesoriere e fissa le responsabilità degli altri consiglieri a seconda dell’attività svolta.

Art. 10-Il Segretario

Il segretario si occupa del disbrigo degli atti amministrativi e burocratici, redige e cura i verbali del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea dei Soci.

Art. 11-Il Tesoriere

Il tesoriere esercita le attribuzioni di competenza, tiene il registro delle entrate e delle uscite, cura lo schedario e il tesseramento dei soci di cui tiene aggiornato il registro; è custode del patrimonio dell’Associazione.

Art. 12-Gratuità delle cariche

Tutte le cariche sociali sono gratuite, salvo il rimborso delle spese sostenute per l’Associazione ed approvate con delibera del Consiglio.

Art. 13-Esercizio sociale e bilancio

L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.
Ogni anno devono essere redatti, a cura del Consiglio Direttivo, il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo, approvati dall’Assemblea dei Soci entro e non oltre il 30 aprile dell’anno successivo.
Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti; è esclusa qualsiasi ripartizione di utili, anche in forma indiretta, tra i soci.

Art. 14-Risorse economiche

L'Associazione ha autonomia patrimoniale, amministrativa e contrattuale.
Trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:

Quote associative e contributi dei soci;
Contributi dei privati
Contributi della UE, dello Stato, di Enti e di Istituzioni Pubbliche;
Contributi di organismi internazionali;
Donazioni e lasciti testamentari;
Rimborsi derivanti da attività commerciali e produttive;
Proventi per prestazioni di servizi;
Rendite di beni mobili o immobili pervenuti all'Associazione in qualunque titolo.

Art. 15-Modifiche allo Statuto e scioglimento dell'Associazione

Le proposte di modifica dello Statuto possono essere presentate all'Assemblea da uno degli organi o da almeno cinque soci.
Le relative deliberazioni sono approvate dall'Assemblea dei Soci con il voto favorevole del 50% dei soci e tre quinti del voto dei presenti.
Alle modifiche imposte in termini perentori da disposizioni normative può provvedere in via provvisoria il Consiglio Direttivo.
Tali modifiche devono essere recepite dalla prima Assemblea degli aderenti successiva.
La decisione motivata di scioglimento dell'Associazione deve essere presa da almeno il 50% dei soci e tre quinti dei presenti aventi diritto al voto, in un'Assemblea valida alla presenza della maggioranza assoluta dei medesimi.
In caso di scioglimento dell'Associazione tutto il patrimonio residuo dovrà essere devoluto in favore di Associazioni che hanno finalità simili o destinati a scopi di utilità generale.
Ove non sia possibile raggiungere le maggioranze sopra indicate nel corso di tre successive convocazioni assembleari ed in seguito ad ulteriore avviso adeguatamente pubblicizzato sugli organi di stampa, l'Associazione si scioglie automaticamente, nel rispetto del vincolo di destinazione del patrimonio sopra indicato.

Art. 16-Norma di rinvio

Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.

mercoledì 17 gennaio 2007

Energia e Materia



Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
http://www.infn.it/


Fino agli anni ‘50, i raggi cosmici rimasero la sola sorgente naturale di particelle di alta energia, in grado di produrre nuove specie materiali.
Permisero così la prima osservazione sperimentale di due fondamentali scoperte nel campo della fisica delle particelle: l'antimateria e il processo di decadimento del pione.
Nel 1932 Carl Anderson osservò delle particelle cariche positivamente, che lasciavano nella camera a nebbia la stessa traccia degli elettroni. I suoi risultati furono convalidati nel 1933 da Patrick Blackett e Giuseppe Occhialini che riconobbero in esse l’antielettrone o positrone proposto teoricamente da Paul Dirac, osservando la conversione di fotoni di alta energia in coppie elettrone-positrone. Particella predetta nel 1936 da Hideki Yukawa, il pione si osservò sperimentalmente solo nel 1947 da parte di Cecil Frank Pawel, Occhialini e Cesar Lattes, utilizzando speciali emulsioni fotografiche per registrare la produzione di pioni da parte dei raggi cosmici e il loro successivo decadimento in muoni, che a loro volta decadono in elettroni (o positroni) e in neutrini (invisibili).
La componente principale dei raggi cosmici primari sono i protoni e gli atomi di elio.
La percentuale degli altri elementi è pressoché analoga a quella presente nel sistema solare, tranne che per il litio, il berillio e il boro, eccessi probabilmente prodotti dalle interazioni dei protoni con il materiale presente nello spazio interstellare.
Lo studio di queste abbondanze e l'analisi delle vite medie di alcuni di essi hanno suggerito che la gran parte dei raggi cosmici sia concentrata all'interno nella Galassia.
Ulteriore conseguenza delle loro interazioni con la materia interstellare è la produzione di una intensa radiazione gamma, derivante dal decadimento del pione neutro.
Se si osserva, quindi, la Galassia in queste lunghezze d'onda (da 100 MeV in su), la componente dominante è proprio il bagliore concentrato attorno al piano galattico, in cui le interazioni dei raggi cosmici e i processi che coinvolgono gli elettroni presenti nella radiazione cosmica fanno la parte del leone. Essi interagiscono con i campi elettromagnetici e con la materia dello spazio interstellare e con la stessa radiazione prodotta dalle stelle dando origine alla radiazione gamma. La possibilità di osservare tali lunghezze d'onda, invisibili da terra, ha permesso di studiare la percentuale di raggi cosmici e la stessa struttura della Via Lattea. È grazie allo sviluppo delle tecnologie spaziali, a partire dalla fine degli anni sessanta, che questa componente dello spettro elettromagnetico è divenuta accessibile. Dopo la missione statunitense SAS-2 (1972-73), che scoprì l'emissione diffusa proveniente dalla Galassia e originata da alcuni resti di supernova, furono soprattutto i satelliti COS-B, europeo, e EGRET, a bordo del Compton Gamma Ray Observatory statunitense, a dare un impulso decisivo a questa scienza. COS-B (1975-82), infatti, rivelò l'emissione gamma dalle pulsar - stelle di neutroni rotanti - ed individuò la prima sorgente gamma extragalattica. EGRET (1991-2000), invece, permise di delineare molto più in dettaglio l'emissione diffusa e localizzò circa trecento sorgenti puntiformi, tra cui i Gamma-Ray Bursts, misteriosi oggetti posti ai confini dell'universo; osservò inoltre l'emissione gamma prodotta dalle interazioni dei raggi cosmici presenti nelle Nubi di Magellano, galassie satelliti della Via Lattea, confermando così l'ipotesi di una origine degli stessi all'interno delle galassie.
Se sono noti i meccanismi con cui i raggi cosmici interagiscono con la materia interstellare, poco noto ancora è il processo che permette di accelerarli fino alle energie con cui vengono osservati. È questo uno dei principali obiettivi scientifici delle future missioni spaziali dedicate all'astronomia gamma, in cui l'INFN sta svolgendo un ruolo decisivo. AGILE (Astrorivelatore Gamma a Immagini LEggero), a partire dal 2003, e GLAST (Gamma Ray Large Area Space Telescope) che volerà nel 2006, utilizzeranno la tecnologia dei rivelatori a semiconduttore. Questa tecnologia permetterà di individuare con molta più precisione la direzione di arrivo dei raggi gamma. In questo modo si potrà distinguere nel dettaglio l'emissione gamma prodotta nei resti di supernova. Si ritiene, infatti, che siano le onde d'urto prodotte da tali esplosioni a fornire l'energia ai raggi cosmici. Analoghi meccanismi sono all'opera nelle sorgenti gamma più intense, come i nuclei galattici attivi o i Gamma-Ray Bursts. Si ipotizza che siano essi ad accelerare i raggi cosmici fino alle altissime energie, e un lodevole contributo alla comprensione di questo fenomeno celeste è stato dato dalla missione spaziale per raggi X, Beppo SAX.
Le future missioni per l'astronomia gamma permetteranno, allora, di esplorare sorgenti fino ai confini dell'universo, nonché di cercare di rispondere a interrogativi decisivi per la comprensione della struttura e dell'unità del cosmo, quali l'identificazione della materia oscura o la natura quantistica dello spazio tempo.

Approfondimenti scientifici:
http://auger.cnrs.fr/
http://ams.cern.ch/
http://glast.gsfc.nasa.gov/
http://cossc.gsfc.nasa.gov/

Figli delle stelle

fonte; www.ecplanet.com
I risultati di esperimenti condotti al CERN, in Svizzera, e al Jyvaskyla Accelerator Laboratory, in Finlandia, riportati da Nature, hanno fatto nuova luce sulle reazioni primarie che creano il carbonio nelle stelle nascenti. Tutto il carbonio dell'Universo, incluso quello alla base di forme di vita biologiche come gli umani, è nato nel cuore di stelle da un processo conosciuto come “triple alpha reaction”. “Le connessioni tra il mondo subatomico e quello macrocosmico sono in gran parte ancora misteriose”, dice Hans Fynbo della University of Aarhus, tra gli autori del lavoro pubblicato su Nature, “per venirne a capo ci stiamo impegnando in uno sforzo tecnologico enorme, come quello dell'ISOLDE al CERN”.
Il Big Bang ha creato principalmente idrogeno (massa 1) e elio (massa 4), ma non nuclei atomici di massa 5 e 8, necessari alla transizione verso elementi più pesanti come il carbonio (massa 12). La formazione dei quali è possibile, grazie alla reazione triplo-alfa, nel cuore delle stelle in formazione, dove le particelle alfa, con tre nuclei di elio, si fondono dando vita ad un nucleo di carbonio-12.

Informazioni tecnico-scientifiche:
http://www.cern.ch
http://www.phys.jyu.fi/research/accelerator/

domenica 14 gennaio 2007

Noi creature dell'Universo




I raggi cosmici

a cura dell'Istituro Nazionale di Fisica Nucleare


Dott. Guido Barbiellini - Università e sezione INFN di Trieste

Dott.ssa Valentina Bologna - SISSA- Trieste

Dott.Francesco Longo - Università e sezione INFN di Ferrara


L'invisibile pioggia di particelle che arriva a terra in ogni istante è un messaggio che l'universo regala agli scienziati per parlare di sé. Raggi cosmici, questo è il loro nome, ed evoca la loro provenienza, ma non la loro origine, ricorda i raggi del sole, ma non si tratta solo di fotoni.

Quando furono scoperti era il 1912. Allora l’unica particella nota era l’elettrone, Niels Bohr non aveva ancora presentato la sua teoria atomica e la descrizione quantistica del microcosmo era ancora lontana. In quel periodo si indagava sull’origine dei fenomeni radioattivi, che risultavano onnipresenti ed ineliminabili anche con schermature. L’austriaco Victor Hess iniziò una serie sistematica di esperimenti salendo in quota con dei palloni, per individuare la sorgente della radioattività. Misure dettagliate permisero ad Hess di dichiarare con certezza: "I risultati delle presenti osservazioni possono essere spiegati ammettendo la presenza di una radiazione estremamente energetica che penetra l'atmosfera e, interagendo, provoca la ionizzazione dell'aria così come essa viene osservata".

continua...

http://www.ecplanet.com

domenica 7 gennaio 2007

Big Bang Sound: il suono dell'inizio



Ascolto al sito:

http://faculty.washington.edu/jcramer/BigBang/BBSnd100.wav