lunedì 23 febbraio 2009

La menopausa non è una malattia

La menopausa (dal greco=sospensione del mese) consiste nella fisiologica diminuzione e quindi cessazione della funzionalità ovarica che si manifesta naturalmente ad una età media di 50 anni.
Questo periodo, durante il quale la donna termina la proprie fase riproduttiva, è propriamente detta climaterio.
Si può affrontare questo periodo della vita con una terapia sostitutiva a base di ormoni andando tuttavia ad interferire con un meccanismo del tutto naturale, fisiologico e già programmato dalla nascita.
L'Omeopatia invece, riequilibrando l'organismo in toto, facilita il superamento di questo periodo della vita con i minor sintomi possibili.
Le donne in questo periodo della vita possono presentare sintomi lievi ma anche di una certa gravità.
Le vampate di calore e la sudorazione interessano il 75% delle donne, la maggior parte per circa un anno ma un terzo anche per più di 5 anni.
Sintomi correlati, non certo privi di importanza, possono essere: insonnia, nervosismo, irritabilità, sbalzi di umore, facilità al pianto, affaticamento, capogiri, palpitazioni, tachicardia, cistiti, vaginiti, rilassamento pelvico, nausea, stipsi, osteoporosi.
Bisogna comunque ricordare che la menopausa non è una malattia ma un periodo di transizione che prepara ad un nuovo modo di essere.
Ecco alcuni rimedi omeopatici per sopportare al meglio il naturale cambiamento in corso:
ARISTOLOCHIA CLEMATITIS quando è presente uno stato di irritabilità e depressione accompagnato da infiammazione alle vie urinarie, insufficienza venosa.
CIMICIFUGA quando predomina uno stato depressivo di rassegnazione e inquitudine interiore accompagnati da forti mal di testa con vertigini.
SANGUINARIA CANADENSIS in presenza di vampate di calore con arrossamento delle guance e delle orecchie accompagnate da sudorazione, irritabilità e ansietà; cefalea congestiva, pulsativa generalmente a destra.
IGNATIA in presenza di sintomi contradditori e paradossali in una persona ansiosa, sensibile, dolce, depressa, irritabile; l’umore è mutevole, paradossale e isteriforme.
LACHESIS per la persona irritabile, gelosa, logorroica, che non sopporta le cose strette al collo e alla vita, agitata, freddolosa ma intollerante al caldo, con tendenza e emorragie, flebiti, emorroidi.
SEPIA in presenza di irritabilità, ipersensibilità, tristezza, depressione, visione pessimistica della vita, indifferenza a tutto e a tutti, ptosi pelvica e spiccata sensazione di prolasso; tendenza a lombaggine e sacralgia.
Ricordiamo che l'Omeopatia è considerata atto medico, anche se i rimedi omeopatici sono disponibili in farmacia senza prescrizione medica, si consiglia di rivolgersi al medico specializzato in omeopatia-omotossicologia per le indicazioni delle diluizioni (CH).

domenica 22 febbraio 2009

Scuola di Scienze Quantistiche


CENTRO STUDI EDUCARE ALLA SALUTE
Via Della Repubblica, 75
EMPOLI

Venerdì 20 - Sabato 21 MARZO 2009
ore 9-18

VI UNITA' DIDATTICA

IL DESTINO SINCRONICO
relatore: dott.Gaetano Conforto

NULLA ACCADE PER CASO

Noi siamo i creatori della nostra realtà.
Come Esseri Quantici non conosciamo nessun limite,
né spaziale né creativo.
Il grande oceano di luce in cui siamo immersi,
da cui veniamo continuamente creati,
e dove continuamente creiamo,
opera
tramite un’infinita rete di eventi spazio-temporali,
il cui perfetto incastro
dà luogo
alla miriade di forme,
creature, paesaggi, che sono oggetto dell’amore Divino.
Questa rete perfetta di relazioni è ciò che costituisce la Sincronicità

Approfondimenti http://empowermenteducation.blogspot.com

martedì 17 febbraio 2009

CAREGIVER E DIABETE

In nove casi su dieci il paziente diabetico e' aiutato da un "caregiver", un assistente che lo aiuta nella gestione della malattia, il cui ruolo e' tanto importante che chi ha a fianco una figura di questo tipo si sente piu' soddisfatto di se stesso (il doppio rispetto a chi vive da solo) e spesso anche piu' attivo e vitale (il 63% contro il 56%).
Sono alcuni dei risultati dell'indagine condotta da Gfk Eurisko per Novartis a gennaio 2009 su circa 900 pazienti diabetici e 100 assistenti presentata questa mattina a Milano.
L'indagine rivela anche che oltre il 60% dei "caregiver" e' donna e che il sostegno al paziente e' piu' forte al centro-sud Italia (93%) di quanto non sia al nord (79%); il paziente viene aiutato dal "caregiver" - generalmente il coniuge, un figlio o un parente - a non dimenticare i farmaci (76%), a seguire una dieta controllata (72%, che a sua volta nel 74% dei casi diventa lo stile alimentare dell'intera famiglia), a fare attivita' fisica (55%) e a non mancare alle visite mediche (54%). Per il 51% dei "caregiver" far seguire al malato una dieta controllata e' la principale difficolta' quotidiana, mentre le complicanze che potrebbero insorgere sono la preoccupazione numero uno per il 69% delle persone che assistono un malato di diabete.
In Italia il diabete colpisce in egual modo uomini e donne, in particolare oltre i 65 anni; le donne sono in genere piu' autosufficienti nell'affrontare la malattia.
In circa la meta' dei casi sono vedove e si registra un picco rilevante di malattia nella popolazione femminile oltre i 74 anni; l'80% dei diabetici e' obeso (soprattutto le donne) o sovrappeso (in particolare gli uomini).
Per sottolineare il ruolo dell'assistenza nell'affrontare il diabete, la Fand - Associazione italiana diabetici, insieme all' Osservatorio nazionale sulla salute della donna, ha ideato con il contributo di Novartis il progetto "Due in uno. Combinazione vincente contro il diabete": una campagna di incontri indirizzata ai pazienti e alle persone che li assistono per parlare, confrontarsi e capire meglio come affrontare la malattia. Entro la meta' dell'anno saranno realizzati i primi tre incontri, a Torino, Ravenna e Reggio Calabria, che saranno aperti alla popolazione e coinvolgeranno, oltre a pazienti e "caregiver", un diabetologo e un medico di medicina generale.

DONNE OGGETTO, AREE CELEBRALI e EDUCAZIONE FALLOCENTRICA

Riportiamo di seguito l'articolo comparso su http://salute.agi.it/ aggiungiamo solo che la domanda da porsi è quali circuiti neuronali associativi abbiamo contribuito a creare nel cervello degli uomini se vedendo biancheria intima femminile la associano ad un utensile. Quindi donna-oggetto non è un luogo comune vetero-femminista, ma è il risultato di un processo educativo fallocentrico. Sarebbe interessante verificare quali risultati emergerebbero se sottoponessimo all'esperimento maschi della stessa età, ma provenienti da culture diverse da quella dominante negli Stati Uniti, i quali purtoppo detengono il primato per gli episodi di violenza contro le donne.
L'accusa piu' frequente rivolta dalle donne agli uomini è quella di vederle solo come oggetti sessuali.
La colpa pero' non e' degli uomini, ma degli indumenti femminili particolarmente sexy, come il bikini, la cui vista 'accende' aree del cervello degli uomini che abitualmente sono attivate alla vista di strumenti o di utensili. Almeno queste sono le conclusioni a cui e' giunto un gruppo di ricercatori dell' Universita' di Princeton guidato dalla psicologa Susan Fiske, che ha ne illustrato i risultati nel corso del meeting annuale della American Association for the Advancement of Science di Chicago.
Analizzando il comportamento di un gruppo di 21 maschi eterosessuali cui erano state mostrate foto che ritraevano donne completamente vestite a figura intera o in abbigliamento intimo, ma senza la testa, i ricercatori hanno osservato che queste ultime rimanevano piu' impresse nella memoria nonostante fossero state mostrate per solo due decimi di secondo.
Da un'ulteriore analisi e' emerso che i volontari che avevano manifestato una piu' spiccata propensione a ricordare le foto di corpi di donne a scansione tonografica attivavano aree del cervello tipiche delle attivita' manuali e non quelle che normalmente si mettono in funzione quando si osservano altri individui o si sta sviluppando un'attivita' sociale.

Il medioevo è tornato:castrazione chirurgica per punire lo stupro

Ogni buon scientifico analizza i fatti ricercando la causa prima per cui un fenomeno si manifesta. Non dico che tutti debbano essere scienziati, ma nemmeno che nel nostro Parlamento si celebri l'ignoranza come ragion di Stato.
Dopo le ultime violenze il governo prepara un decreto con misure antistupro, fra cui lo stop agli arresti domiciliari e le ronde dei cittadini. La Lega Nord propone la castrazione chimica ma il Ministro Calderoli rincara: bisogna intervenire chirugicamente.
Certo ci sarebbe da preoccuparsi per la sanità mentale dello stesso Ministro che per anni ha palesato, inopportunamente, la sua avversione verso la cultura islamica, e oggi proprio da quella cultura ne mutua gli elementi fondanti: mutilazione fisica come espiazione del delitto.
Ci aspettiamo che coerentemente proponga anche di tagliare un dito o una mano a coloro che si sono macchiati del reato di concussione, appropriazione indebita, falso in bilancio o di furto...ma allora forse bisognerebbe cambiare il sistema di voto nello stesso Parlamento perchè poche sarebbero le mani e le dita che si salverebbero.
Siamo seri non siamo al cabaret, ma stiamo parlando del massimo organo rappresentativo della Repubblica italiana, dove si fanno le leggi, dove si decide la vita e la libertà di milioni di cittadini.
A nostro parere il dissesto etico-sociale di cui gli atti di violenza sui più vulnerabili, non sono che la punta di un iceberg si possono riassumere in 3 punti : considerare la donna e l'uomo oggetti sessuali, esclusione sociale, consumo di sostanze psicoattive dopaminergiche (cocaina - alcol).
Non può passare inosservato che l'aumento degli episodi di violenza contro la persona (aggressione di persone inermi, donne, homless e violenza sessuale) sia correlato alla diffusione del consumo di cocaina e/o in commistione con l'assunzione di alcolici.
Immaginiamoci il cervello di un giovane maschio bombardato dalla pubblicità a sfondo sessuale da mattina a sera; cartelloni pubblicitari per starda; trasmissioni televisive, e perfino annunci radiofonici uniti nello stesso leitmotiv : belle donne semi nude inviano messaggi seduttivi del tipo"cosa aspetti, io sono pronta, qui calda per te".
A questi stimoli si aggiungano le trasmissioni notturne "dedicate" all'autoerotismo, le riviste pornografiche, le riviste e pubblicazioni erotiche ( calendari e gadgets vari), il cervello maschile è ipersollecitato. La produzione ormonale relativa allo stimolo ne risulta alterata e statisticamente notiamo la crescita di incidenza dei disturbi della sfera sessuale maschile come eiaculatio precox; disfunzione erettile e infertilità.
Nelle donne ugualmente sono in aumento disturbi della sfera sessuale e riproduttiva:anorgasmia, amenorrea, sindrome dell'ovaio policistico e disturbi dell'alimentazione.
Se a questo quadro di squilibrio psico-fisico e relazionale, aggiungiamo anche l'uso di un cocktail di sostanze come cocaina, alcol e cannabinoidi, non possiamo meravigliarci dei fatti che accadono.
Il pensiero scientifico non solo ricerca le cause, ma è orientato a fornire soluzioni e non a concentrarsi sul problema, quindi adesso passiamo alle proposte.
Possiamo fare un esperimento per 1 anno INSERENDO 3 semplici NORME?:
1) INTRODURRE L'EDUCAZIONE SESSUALE ED EMOZIONALE NELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO
2) SANZIONARE LE TRASMISSIONI CHE PROPONGONO DONNE E UOMINI COME OGGETTI SESSUALI.
3) SANZIONARE L'UTILIZZO DEL CORPO FEMMINILE E MASCHILE A SCOPO SESSUALE PER LA PROPAGANDA DI PRODOTTI DI CONSUMO.
Valutiamo dopo questo periodo che risultati abbiamo ottenuto.
Scusate dimenticavo di evidenziare i rischi di un tale esperimento.
L'applicazione di queste norme determinerebbe un calo verticale degli introiti per le pubblicità e degli ascolti delle principali RETI TELEVISIVE private che (hops!... sono di proprietà di famiglia del Presidente del Consiglio) ed anche PUBBLICHE.
Quindi si continuerà a terrorizzare i cittadini con le notizie di violenza, sconsigliando le donne ad uscire di casa, mentre ci si industria ad eccitare i desideri....a provocare erezioni...per poi zac...castrare con un colpo netto e ben assestato.
IN CHE GIOCO SADO-MASOCHISTA E FETICISTA SIAMO FINITI?
Mettiamo in azione il nostro libero arbitro: azioniamo il telecomando e spengiamo le televisioni, parliamo con i nostri figli, con i nostri allievi, presentiamo un'altra visione del mondo....non sprechiamo tempo ed energia a voler cambiare le regole del gioco...
CAMBIAMO DIRETTAMENTE GIOCO
OGNUNO DI NOI FA LA DIFFERENZA

lunedì 16 febbraio 2009

Solitudine, scarsa gratificazione sociale e funzionalità celebrale

La solitudine influisce sul modo di funzionare del cervello, agendo quindi anche sul comportamento delle persone. Almeno questo e' quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell' Universita' di Chicago, presentato nel convegno annuale dell' American Association for the Advancement of Science e pubblicato sulla rivista Journal of Cognitive Neuroscience.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno studiato le connessioni fra isolamento sociale, percepito come solitudine, e attivita' cerebrale tramite la fMRI.
Combinando le scansioni fMRI con dati relativi al comportamento sociale, i ricercatori hanno scoperto che lo striato ventrale - una regione cerebrale associata alla ricompensa - e' molto piu' attivo nei soggetti non isolati quando essi osservano immagini di persone in in una situazione piacevole. Per contro, la 'giunzione temporo-parietale' - una regione associata all'assunzione del punto di vista di un altro - e' molto meno attiva fra le persone isolate quando osservano persone in situazioni spiacevoli. ''Considerati i loro sentimenti di isolamento sociale, i soggetti soli possono essere portati a trovare una consolazione relativa in una ricompensa non sociale'', ha osservato John Cacioppo, coordinatore dello studio.
Lo striato ventrale, una struttura centrale per l'apprendimento, e' attivato da ricompense sia primarie, come il cibo, sia secondarie, come i soldi, ma anche da sentimenti di stima sociale e di amore.
Anche se e' plausibile che la solitudine influenzi l'attivita' cerebrale, i ricercatori ipotizzano che l'attivita' dello striato ventrale possa a sua volta essere predisponente ai sentimenti di solitudine.
''Lo studio suggerisce l'interessante possibilita' che la solitudine possa derivare da una ridotta attivita' di ricompensa nello striato ventrale in risposta alla ricompensa sociale'', ha detto Jean Decety, altro coordinatore dello studio.

Cefalea: ansia, stress e problemi posturali

Stare per ore al computer puo' causare o peggiorare il dolore al collo: un team di ricerca sudafricano lo ha provato su studenti del liceo, ma c'e' da temere che la scoperta valga per tutte le eta'. "Abbiamo notato che piu' erano le ore trascorse al computer ogni settimana piu' era probabile che lo studente lamentasse dolori al collo", spiega il fisioterapista Leonie Smith. Smith, della Stellenbosch University di Tygerberg, Sud Africa, e il colleghi hanno misurato le ore passate al computer e il dolore a testa e collo tra 1073 studenti (per il 65% ragazze), di 16 anni in media. Quasi la meta' degli studenti (48%) frequentava scuole dove si usava regolarmente il computer. Di questi, il 43% usava il computer per 8,5 ore a settimana o piu'. Mentre gli studiosi non sono riusciti a trovare una connessione tra i mal di testa e le ore trascorse davanti al pc, il dolore al collo era molto piu' comune tra gli studenti che stavano spesso al computer.
Come si legge nell'articolo pubblicato dalla rivista Cephalalgia, solo il 16% di chi passava 5 ore o meno al computer soffriva di dolori al collo, contro il 48% di coloro che stavano al computer 25-30 ore a settimana.
Ma il pc non e' la sola causa dei dolori al collo, ha mostrato un altro studio, condotto in Germania.
La depressione e l'ansia giocano un ruolo importante.
Il Dr. Martin Scherer della University of Gottingen e i suoi associati hanno studiato 448 pazienti che avevano sofferto di almeno un episodio di dolore al collo. Il 20% e' risultato soffrire anche di depressione e il 28% di ansia, scrivono i ricercatori sulla rivista BMC Musculoskeletal Disorders. I piu' depressi e ansiosi, nota il team di Scherer, erano anche i soggetti con i dolori piu' forti.
Questa scoperta, ha commentato il medico tedesco, "indica che le terapie per chi soffre di dolori cronici al collo saranno piu' efficaci se il medico tiene in considerazione anche i fattori psicologici, che hanno una parte nello sviluppo e nella prognosi del disturbo".

sabato 14 febbraio 2009

San Valentino degli indemoniati

Pochi sanno che in Toscana ed esattamente a Bientina in Provincia di Pisa la Festa Patronale dedicata a SAN VALENTINO si tiene nella domenica di Pentecoste ed i festeggiamenti si protraggono anche nei giorni seguenti.
Non si può parlare di Bientina senza nominare il suo Patrono, San Valentino Martire, le cui spoglie sono conservate nella Pieve di Santa Maria Assunta.
La fama di taumaturgo di questo santo è nota in tutta la Toscana e anche oltre.
Fin dal suo ingresso nella terra di Bientina fece parlare di sè per i miracoli, talvolta strepitosi, che iniziò a fare, in particolare nei confronti di ossessi e indemoniati, tanto da essere nominato con San Valentino degli indemoniati.
Da antichi documenti dell'epoca è possibile conoscere la storia di questo Santo, i cui resti furono riesumati dalle catacombe di San Callisto, sulla via Appia Antica, il 9 novembre 1681 e consegnati alla nobildonna romana Laura Grozzi, la quale li donò tramite Giovan Maria Maestrini - Provinciale dei Minori Osservanti, alla Comunita di Bientina.
Numerose e molto sentite dalla popolazione sono le celebrazioni religiose che si svolgono nel periodo della celebrazione del Santo Patrono, e molto partecipata è la processione con la reliquia del Santo che si tiene il sabato sera.

14 FEBBRAIO: dai LUPERCALIA a SAN VALENTINO

Nell'antica Roma il 15 febbraio si celebravano i Lupercalia, in onore di Fauno nella sua accezione di Lupercus, cioè protettore del bestiame ovino e caprino dall'attacco dei lupi.
Secondo una leggenda narrata da Ovidio, al tempo di re Romolo vi sarebbe stato un prolungato periodo di sterilità nelle donne. Donne e uomini si recarono perciò in processione fino al bosco sacro di Giunone, ai piedi dell'Esquilino, e qui si prostrarono in atteggiamento di supplica. Attraverso lo stormire delle fronde, la dea rispose che le donne dovevano essere penetrate (inito, che rimanda a Inuus, altro nome di Fauno) da un sacro caprone. Le donne erano sgomente, ma un augure etrusco interpretò l'oracolo nel giusto senso sacrificando un capro e tagliando dalla sua pelle delle strisce (februa) con cui colpì la schiena delle donne e dopo dieci mesi lunari le donne partorirono
I Lupercalia furono una delle ultime feste romane ad essere abolite dai cristiani: nel 496 Papa Gelasio I decise di sostituire la festività pagana dei Lupercalia propiziatrice della fertilità con una ispirata al messaggio d'amore diffuso dall'opera di Valentino, vescovo cristiano decapitato nel 273 durante la persecuzione dei Cristiani sotto Aureliano.
Sono molte le storie popolari su episodi riguardanti la vita di Valentino.
Una storia narra che Valentino, convertito al Cristianesimo ed ordinato vescovo da san Feliciano da Foligno nel 197, nel 270 a Roma per predicare il Vangelo fu arrestato, ma graziato dall'imperatore Claudio II il Gotico fu "affidato" ad una nobile famiglia.
Fu in quel periodo che compie il suo primo miracolo ridando la vista alla figlia cieca del suo carceriere, Asterius.
Quando stava per essere decapitato, Valentino teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d'addio che si chiudeva con le parole: dal tuo Valentino....
Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia, gravemente malata, e il centurione romano Sabino; l'unione era ostacolata dai genitori di lei ma, chiamato dal centurione al capezzale della giovane morente, Valentino battezzò dapprima il giovane soldato e quindi lo unì in matrimonio alla sua amata, prima che entrambi cadessero in un sonno profondo.
Quindi dal 496 il 14 febbraio è commemorato il martirologio romano di San Valentino, ma la festività si è diffusa come ricorrenza dedicata agli innamorati in gran parte del mondo, soprattutto in Europa, nelle Americhe ed in Estremo Oriente .
La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d'amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all' alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell' amor cortese.

venerdì 13 febbraio 2009

Guardare la TV ed avere voglia di...

.... tanti snack e cibi poco sani?
La causa potrebbe essere le troppe ore trascorse da adolescenti davanti alla televisione.
E' quanto emerge da un nuovo studio americano.
Non e' chiaro, dicono i ricercatori, se sia la tv di per se' responsabile dei comportamenti alimentari sbagliati, ma e' possibile che abitudini come spizzicare davanti ai programmi preferiti o guardare le pubblicita' di cibi-spazzatura influenzino la dieta dei giovani.
Lo studio, pubblicato online dall'International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, condotto su quasi 1.400 studenti liceali, ha evidenziato una chiara relazione tra tempo trascorso davanti alla tv a 15 anni e qualita' della dieta a 20 anni. Chi aveva visto piu' tv al liceo consumava a 20 anni piu' cibi spazzatura, snack, fritti, bevande zuccherate; chi ne aveva vista di meno mangiava invece piu' frutta, verdura, cereali integrali e alimenti ricchi di calcio. "Non siamo in grado di dire perche', ma possiamo formulare alcune ipotesi", ha spiegato la coordinatrice della ricerca, Dr.ssa Daheia J. Barr-Anderson della University of Minnesota in Minneapolis. Una puo' essere che le persone che trascorrono molto tempo guardando la tv, specialmente i teenager, siano indotte a spizzicare di piu' fuori pasto. E' anche possibile, ha continuato la Barr-Anderson, che guardare tante pubblicita' di fast food, dolci e merendine finisca col tentare i giovani a mangiare questi cibi. Inoltre, il tempo davanti alla tv si traduce anche in meno attivita' fisica.
La Barr-Anderson ha concluso che e' meglio non vedere piu' di due ore di tv al giorno.
Ovviamente, la responsabilita' di una cattiva alimentazione non e' solo della tv, ha aggiunto.
Anche le abitudini dei genitori contano: sono loro a dover dare il buon esempio, mangiando cibi sani, praticando attivita' fisica e limitando le ore davanti al piccolo schermo.